AMARILLA

By venerdì, dicembre 14, 2018 , ,

(Amarilla)


Premetto che questo è un post ad alto contenuto di commozione.
Quindi, se siete in ufficio oppure sull'autobus o in fila in banca e non gradite che vi vedano sciogliervi in lacrime non leggetelo. 
Dico davvero.
Oggi voglio raccontarvi una storia che è un po' una fiaba, una storia ancora più bella perchè è una storia vera.
E' la storia di Amarilla ma anche di Emanuele, della sua compagna Cristina, di Camilla e di Tabata.
E' una storia di miracoli e speranza, una storia che volevo raccontarvi da un po' e che non poteva trovare collocazione migliore in un giorno di dicembre, con l'attesa del Natale nel cuore.
E' la storia di come un cane, in questo caso una femmina di labrador gialla, possa cambiare la vita di chi lo ama, possa essere l'ispirazione per coltivare il proprio talento, possa essere il motore del cambiamento e dell'amore.

Amarilla è una labrador gialla, dicevamo.
Emanuele è il suo umano, un uomo che ha il dono di saper raccontare.
Solo che forse non se n'era reso conto prima dell'arrivo di Amarilla nella sua vita.
Perchè c'è qualcosa di incredibile fra un cane e il suo umano, un rapporto unico che entra nell'anima. Un cane sa far emergere la parte migliore di ognuno di noi.
Così Emanuele guarda negli occhi di Amarilla, le parole arrivano una dietro l'altra e comincia a raccontare com'è il mondo visto attraverso gli occhi limpidi di un cane.
Nascono una serie di dialoghi immaginari fra la cagnolina gialla e "il capo" che Emanuele inizia a condividere sui social. Dialoghi a volte spassosi a volte commoventi. Così semplici eppure così profondi da diventare una coccola per il cuore di chi li legge.
Nel frattempo la famiglia si allarga e arrivano anche Camilla (una vivace labrador cioccolato) e poi la piccola Tabata (cucciola gialla di una tenerezza disarmante).
I dialoghi si arricchiscono, le parole scorrono e diventano emozioni.
E' così che nasce il primo libro di Emanuele, "Amarilla - Appunti di un viaggio a sei zampe".

"Sono racconti di vita quotidiana, storie che sono nate dai momenti passati insieme a lei nel quale io parlo e lei mi ascolta: quindi si va dal racconto delle passeggiate nei boschi a una serata in pizzeria, da un giorno al mare alla scoperta della neve; nei vari brani racconto le emozioni, le riflessioni che la semplicità e l’essenzialità di un cane mi hanno portato a fare, cercando di scoprire il mondo attraverso i suoi occhi." (Emanuele)

Ed è attraverso il passaparola del web che il libro diventa popolare e sempre più persone si innamorano di Amarilla, Camilla e Tabata.
Io le ho conosciute così e in poco tempo sono entrate nel mio cuore come se fossero mie.
I racconti di Emanuele sono così coinvolgenti e così profondi pur nella loro semplicità che è davvero impossibile restare indifferenti. Vengono letti sempre da più persone e condivisi innumerevoli volte.

"In Amarilla ci sono alcuni pezzi diventati patrimonio comune e condivisi in rete centinaia di migliaia di volte: sono Vita coi cani, Pro e contro, IF, racconti che trovo ovunque spesso senza che ne venga citata la fonte." (Emanuele)

Intanto la vita va avanti, Amarilla diventa più vecchia e saggia, Camilla e Tabata crescono.
Emanuele scrive il suo secondo libro.
"In Amarilla c’è una parte in cui parlo del Ponte dell’Arcobaleno, tema a me molto caro che sarà il motivo condutture del secondo libro." (Emanuele)


(Amarilla, Camilla e Tabata)


(Tabata e Camilla)

(Amarilla, Camilla e Tabata oggi)



E mentre le parole fluiscono e si susseguono l'un l'altra, il tempo scorre inesorabilmente e Amarilla inizia a non sentirsi bene.
La diagnosi non lascia speranze.

"Io non so cosa sia un tumore.
Io non so cosa siano le malattie incurabili.
Io non so cosa voglia dire fase terminale.
Io non so perché non riesco più ad alzarmi e venire da te quando sento il mio nome.
Io non so perché faccio tanta fatica a camminare.
Io non so perché tutto quello che prima potevo fare adesso mi è impossibile.
Io non so cosa sia quello che sta crescendo nel mio corpo.
Io non so perché mi bucano la pelle.
Io non so perché non ho più le forze per correre e giocare con te.
Però tu lo sai.
Se tu lo sai, allora lo so anche io: perché io mi fido di te.
Cammino davanti a te perché so che tu sei dietro di me.
Mi siedo davanti a te perché so che tu sei dietro di me.
Io mi fido di te, tu sai quello che devi fare per me.
Non mi hai mai tradito, non mi hai mai fatto del male, hai sempre cercato di farmi stare bene.
Io mi fido di te.
Quello che deciderai a me starà bene, perché io mi fido di te.
Quello che vorrai per me io lo accetterò, perché io mi fido di te.
Sono qui davanti a te, stanco e debole: guardami negli occhi, io mi fido di te.
Io mi fido di te, perché sono il tuo cane.
E lo sarò per sempre."
(Amarilla) 




"Il secondo libro, uscito in questi giorni, è “La Rupe degli Sguardi Lontani”: un uomo misterioso dona a un bambino un prezioso libro che  dovrà leggere in tre giorni, al termine dei quali sceglierà se tenerlo e restituirlo.
Il bambino inizia la lettura e si trova immerso in un mondo di magia e amore, il Ponte dell’Arcobaleno, ovvero quel paradiso degli animali dove chi ha un cane spera (sogna) di rincontrare un giorno l’ amico peloso che lo ha lasciato. 
Il libro si articola in una parte dove si narra del bambino durante la lettura e nell'altra dove si leggono le avventure di Coffey, il cucciolo prescelto per dare il benvenuto sul Ponte a ogni cane che lì arriva.
Un mio amico mi disse che con libro di Amarilla avevo regalato l’immortalità al mio cane, con questo spero di averle offerta ai tanti cani di cui parlo nel libro e che ho conosciuto alcuni dal vivo e altri nelle pagine facebook dei gruppi di amanti dei cani." (Emanuele)

E così Amarilla, la stupenda Amarilla, in questi giorni si riposa sul suo cuscinone.
Si gode le lucine di Natale e le coccole di Emanuele e Cristina.
Si lascia scaldare e consolare da Camilla e Tabata e, come dice Emanuele "arriva un momento nella vita nel quale le cose le sai, che non importa correre quando le forze sono diminuite con il passare degli anni, che ti devi godere ogni istante e se possibile migliorarlo: a volte basta avere un cuscino. 
C'è un momento nella vita nel quale ti basta quello che hai e lo dividi, fosse anche una porzione di divano, e non ti accorgi nemmeno di chi ti sta sempre addosso. 
Arriva un momento nel quale sai che non ti serve alzarti al rumore di un certo barattolo, perché sarà il biscotto che verrà da te.
Amarilla queste cose le sa".




"Ciao amici, 
non sto tanto bene e stavolta so di essere vicina al mio primo traguardo.
Non ho paura, non ne ho se chi è stato sempre accanto a me non ha paura.
Non temo quello che succederà fra qualche giorno perché noi cani lo sappiamo, siete voi che avete paura del domani e rischiate di non pensare all’oggi, al qui e ora.
Io sono pronta, saprò io quando sarà il momento di superare la mia linea d’arrivo e da lì partire per quel posto magico dove andrò a fare quello che ogni cane sa: aspettare il suo amico.
Ora datemi una carezza e sorridete, perché a me piace essere coccolata." (Amarilla)



Ma per quanto Amarilla stia dimostrando forza e dignità, per quanto lei, anche in questa situazione, sia rimasta lo splendido cane che è e che sempre resterà... c'è qualcuno che non si arrende e, in questi giorni di magia, decide di scrivere una letterina all'unico che, forse, può compiere un miracolo...

"La neve aveva smesso di cadere e Babbo Natale ne aveva approfittato per andare nelle stalle a controllare le renne: si avvicinava il momento della partenza e voleva controllare di persona che le sue fidate amiche fossero nelle migliori condizioni.
Dopo aver chiuso il pesante portone di legno delle stalle restò un attimo a osservare le sue renne; la luce della luna che passava dal grande lucernario le illuminava e Babbo Natale le controllò una dopo l’altra, dando una carezza a ognuna fiero della loro bellezza e della loro forza.
Le renne gradirono le attenzioni che il barbuto cocchiere rivolse loro, felici e pronte al grande viaggio che le attendeva; mancavano un paio di renne da controllare quando il portone si spalancò improvvisamente e uno degli aiutanti di Babbo Natale apparve trafelato e preoccupatissimo: teneva una busta in mano e faticava a respirare a causa della corsa che lo aveva condotto nella stalla.
“Che succede? Cos'è codesta fretta?”
L’aiutante non aveva ancora ripreso fiato per parlare e ansimava davanti a Babbo Natale, che iniziava a turbarsi.
“Questa lettera ci era sfuggita, tra poco dobbiamo partire e forse non riusciremo a esaudire le richieste del bambino che l’ha scritta...” e detto questo il povero aiutante si sedette sfinito sulla paglia.
Babbo Natale prese la lettera in mano, si sistemò gli occhiali e cominciò a leggere con una certa preoccupazione.

“Caro Babbo Natale,
è la prima volta che ti scrivo perché l’anno scorso ero troppo piccola e ancora non mi avevano spiegato bene chi tu fossi e cosa potevo domandarti.
Ho capito che sei un uomo molto strano perché porti regali ai bambini senza chiedere niente in cambio: sei sicuro di non essere un cane?
Mi hanno detto che a te vogliono bene i bambini e i vecchi, che tu per loro sei speciale e li fai sentire amati: credo che i miei amici ti stiano aspettando perché in questi giorni ti vedo ovunque e anche se nella nostra casa non ci sono bambini son certa che tu potrai lo stesso esaudire la mia richiesta.
Io mi chiamo Tabata, ho un anno e sono un cane: vorrei chiederti un bel regalo, sperando che tu possa esaudire anche i desideri di un cucciolo nonostante il gran daffare che certo hai in questi giorni.
Ti vorrei chiedere un dono per Amarilla: lei è vecchia e non sta tanto bene, si sta curando e reagisce con grande determinazione senza arrendersi alla sua malattia; per questo vorrei che tu le regalassi il tempo, ancora un po’ di tempo almeno fino a Natale, fino alle feste.
Non so se tu abbia questo regalo fra i balocchi che porti ai bambini, sarebbe un dono preziosissimo per me; magari hai richieste più importanti e forse non puoi soddisfare le mie aspirazioni di cane, però se tu facessi questo regalo ad Amarilla puoi star certo che io ti vorrò sempre bene e sarò tua amica. E saprai certo che un cane non fa promesse a vuoto.
Per Amarilla ti chiedo questo, anche solo per tutta la pazienza che ha avuto con me quando ero più piccola; lo so che siamo solo cani ma se tu potessi per una volta fare uno strappo alla regola io non lo direi a nessuno, e sono sicura che la felicità che porteresti nella mia casa sarebbe uno dei più bei regali che Babbo Natale abbia mai portato sulla sua slitta.
Infine una richiesta per me e Camilla: potresti regalarci un sacco di biscotti, un grandissimo sacco di biscotti? Quelli che ci piacciono tanto così ne diamo qualcuno anche ad Amarilla e ne facciamo una scorpacciata?
Ora vado a svegliare Amarilla e le dico che ti ho scritto la letterina di Natale, però non le dico niente di quello che ti ho chiesto: le facciamo una sorpresa!
Ciao Babbo Natale, ti aspettiamo.
Tabata

“Abbiamo trovato per caso questa lettera, era rimasta dietro i pacchi che abbiamo preparato e ora ho paura che siamo in ritardo per esaudire i desideri di codesto bambino...”
La voce dell’aiutante incrinata dal dispiacere non aveva sorpreso Babbo Natale, che piegò la letterina e la mise nella tasca del suo giaccone rosso.
Sfiorò la schiena forte dell’ultima renna e poi si rivolse all’aiutante disperato: “preparate un sacco pieno di biscotti, il più grosso che abbiamo, che strabocchi di biscotti. Fate presto, ché la partenza è vicina!”
L’elfo lo guardò stupefatto: “ma non abbiamo mai portato biscotti sulla slitta!”
“Questa volta li porteremo, e saranno i biscotti più buoni che siano mai stati fatti!
Nessuno deve rimanere senza regali la notte di Natale, nemmeno un cane!”
“Vado subito a prepararli!” gli rispose l’aiutante, che in un lampo schizzò fuori dalla stalla per correre a preparare il sacco dei biscotti.
Babbo Natale guardò le sue renne, sorrise
e per un momento ebbe la sensazione che fossero più contente del solito, come se stavolta il loro viaggio fosse più emozionante degli anni passati.
“Sto invecchiando” pensò mentre usciva dalla stalla e chiudeva il pesante portone di legno."


(Tabata)



Emanuele, Cristina, Camilla e Tabata stanno riempiendo d'amore le giornate di Amarilla.
Amore che arriva anche dal web in una straordinaria catena di carezze, baci, pensieri, coccole.
Sono qui per chiedervi, nel mio piccolo, di unirvi a questa catena, di mandare ad Amarilla tutti i vostri pensieri d'amore, tutto l'affetto e le carezze affinchè possano formare intorno a lei una coperta calda che la faccia sentire protetta.
Sono qui a chiedervi di far scrivere ai vostri bambini (o di scriverla voi stessi) una letterina per Babbo Natale che, come quella di Tabata, chieda per lei un po' di tempo in più, come dice Tabata, "almeno fino a Natale".
Io sono sicura che tutto il nostro affetto e tutti i nostri pensieri luminosi non potranno essere ignorati e che, a Natale, i miracoli sono possibili.
Amarilla nella sua vita ha compiuto un miracolo: ha dato ad un uomo che ama le parole il coraggio e la determinazione per far conoscere le sue storie al mondo.
Ha unito cuori di persone che non si conoscono fra loro in un'unica, immensa scia d'amore.
Amarilla merita di godersi le luci di Natale accoccolata sul suo cuscino, stretta tra Camilla e Tabata.
Caro Babbo Natale, Camilla Tabata e Amarilla ti stanno aspettando... e anch'io ♥
(Anna)




Ringrazio Emanuele per avermi permesso di scrivere questo post e per avermi fatto conoscere, seppur virtualmente, le sue tre magnifiche ragazze.

I due libri scritti da Emanuele sono editi da Morphema Edizioni.







Potete seguire Emanuele Grandi qui

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6 commenti

  1. Complimenti per l'articolo bellissimo che hai scritto su AMARILLA... Molto bello!!!
    Grazie
    Fabio L.B. (morphema editrice)

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  2. Le storie fantastiche di Amarilla,Camilla e Tabata ci coinvolgono moltissimo, è un po’ come se fossero anche nostre, è impossibile non amarle❤️❤️❤️

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  3. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho letto e riletto e ho pianto. E' una storia bellissima, piena di amore, quello vero. Ti ringrazio con tutto il cuore. Daniela

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  4. Veramente veramente emozionante. Io non ho cani ma gatti che si credono (e comportano) come cani e quindi so cosa si prova ad averli accanto giorno dopo giorno anno dopo anno.
    Grazie per questo post.
    Lorena

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  5. Ecco, lo sapevo, non ho dato retta alle tue raccomandazioni. Mi sono detta "ma figurati, non piangerai, sarà una bella storia di quelle di animali piene di amore e dolcezza, ma tu non piangerai" e così ho proseguito la lettura del tuo post (anche ben in ritardo). Mi ero appena truccata e vestita, pronta per andare a cena....e adesso sono in ritardo e dovrò ritoccare tutto. Ma piangere per l'amore è il modo più bello per spargere lacrime...e quindi grazie a te, ad Amarilla, Camilla Tabata e ovviamente ad Emanuele e a te Anna per aver condiviso le vostre emozioni. Vi abbraccio Carla

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