FILONCINI VELOCISSIMI E... IO, ME E NIGELLA

By giovedì, novembre 29, 2012 , ,



Non so se anche voi siete appassionate di programmi di cucina.
Io li adoro, sono una vera droga per me e siccome non ho mai tempo finisco col registrarmeli tutti e poi, nei momenti più improbabili (come per esempio nelle notti insonni) faccio una full immersion di cuochi e cuoche.
C'è una donna in particolare che proprio non posso fare a meno di guardare: la mitica Nigella Lawson.
Giuro che l'adoro!
Di lei mi piace tutto: dal trucco rubato alle attrici di Beautiful, alle dimensioni generose e alla noncuranza con cui le porta in giro.
Adoro la sua cucina e le sue padelle.
Adoro il suo frigorifero e pure il suo forno.
Ma vado pazza soprattutto per quelle sue ricette in cui prepara un piatto in due minuti, lo scaraventa in forno e poi va a truccarsi o a fare jogging.
La puntata che ho visto l'altra sera poi è stata fantastica.
La mitica Nigella stava preparando un picnic per i suoi bambini. Oltre ad un dolce e a delle splendide cosce di pollo (che però poi serviva fredde dopo che queste avevano preso un aspetto estremamente inquietante) il piatto forte (a quanto dice lei amatissimo di suoi bambini) era un'insalata di cavolo cappuccio, carote e porri (crudi) che mio figlio (il malefico) non mangerebbe nemmeno sotto minacce di torture atroci. Mentre pensavo al modo di convincere costringere il mio novenne a ingurgitare cavolo, porri e carote crudi la Mitica spiegava come realizzare un condimento "leggero" per quest'insalata, ovvero duecento grammi di maionese (ma bio eh!) e quattro cucchiai di latticello.
Mitica Nigella,  il tuo concetto di leggerezza è alquanto strano...
Poi, chiuse le pietanze in alcuni contenitori di cartone e posizionatele all'interno di una meravigliosa borsa frigo estremamente vintage e chic, si recava con la consueta leggiadria sul luogo prescelto per il picnic dove i suoi perfetti bambini divoravano di gusto due chili e mezzo di cavolo, porri e maionese.
Enniente... lei è unica.
Come quando, non so se l'avete mai vista, prepara un intruglio verde che ricorda tanto la bambina dell' "esorcista" quando dava di stomaco sia per il colore che per la consistenza. Dice che l'intruglio la zuppa le darà conforto durante la sua superimpegnata giornata.
Quindi versa la zuppa verde in un termos e se la mette in borsa.
(Nella mia si sarebbe sicuramente rovesciato nel giro di trenta secondi spandendo fanghiglia verde ovunque)
Seguono poi varie situazioni in cui "si conforta": su un taxi (ma dico, se lo fa una di noi di sicuro il tassista frena di botto e noi ritroviamo coperte di melma verde peggio del mostro della palude), al parco (ma vi vedreste voi su una panchina del parco col il cellulare attaccato all'orecchio mentre sorbite una tazza di disgustoso corroboante intruglio verde?), in treno (e qui vale la stessa domanda posta nel caso del taxi "come diavolo fa a non sbrodolarsi?").
Inutile, per certe cose ci vuole classe.
Ma il top del top è stata la puntata in cui l'ho vista preparare un dolce che dice di portare sempre quando viene invitata a cena (appuntarsi di non invitare MAI Nigella a cena).
Io, signore e signori, ho voluto provare a fare questo dolce.
A mia discolpa possiamo dire che ho visto questa puntata alle quattro del mattino, durante un momento di insonnia pura che durava ormai da tre giorni (e notti).
Ero annientata e annichilita.
Mi funzionava un neurone solo.
Comunque il dolce era un "croccante caramellato".
La Mitica versava in una pentola cento grammi di zucchero e quattro cucchiai di melassa.
Mescolava, faceva caramellare e poi ci metteva l'ingrediente magico: il bicarbonato.
Veniva fuori una specie di nuvola di zucchero che stendeva su un tagliere, lasciava solidificare (lei intanto andava a farsi bella restando identica a prima) e poi prendeva leggiadramente a martellare riducendolo in pezzi che poi infilava in un cofanetto molto vintage. Tralasciamo il fatto che questo doveva essere il dono per la padrona di casa che invece lei si mangiava prima di arrivare (il croccante non la padrona di casa) e che poi confessava a quest'ultima con estrema nonchalance il suo peccato. Tralasciamo che la suddetta padrona di casa invece di tirarle il cofanetto vintage (e ormai vuoto) in testa la faceva entrare con un sorriso...
Tralasciamo tutto insomma, tranne una domanda...
Quanto bicarbonato bisognava mettere di preciso?
Perchè io, confusa, insonne, a funzionamento neurologico ridotto... non l'ho capito.
Questo però non mi ha impedito, una volta accompagnato a scuola il novenne che non mangia cavolo, di provarci lo stesso.
Dunque, verso in una casseruola cento grammi di zucchero (questo me lo ricordo).
Aggiungo quattro cucchiai di miele perchè io la melassa non ce l'ho.
Mescolo e accendo il fuoco.
Dopo pochi minuti lo zucchero inizia a sciogliersi e a caramellare  (fin qui tutto bene).
A questo punto ho davanti a me un caramello denso e dorato, devo aggiungere il bicarbonato ma non mi ricordo assolutamente quando. Ho il buio cerebrale su quell'informazione. Ricordo solo che la Mitica lo versava tutto di botto nel caramello.
Decido senza pensarci troppo (errore!!!!!) e metto in una tazza due (forse sono pochi), tre (mi sa che ce ne va ancora), quattro, facciamo cinque cucchiaini da tè di bicarbonato e (di nuovo senza pensarci perchè mi piace sbagliare per bene) lo getto nel caramello che ribolle come la palude dei sette peccati capitali.
La reazione "effetto eruzione di vulcano" mi coglie di sorpresa: una massa rovente e ribollente sale dalla pentola e si spande sul fornello e sulla cucina. Ci sono solo cento grammi di zucchero e quattro cucchiai di miele in quella pentola ma sembra l'eruzione dell'Etna. Non si ferma più. Inonda ogni superficie disponibile, cola verso il pavimento lasciando una scia (che poi scoprirò semi-indelebile) sullo sportello di legno della cucina.
In un attimo il magma infernale si solidifica (ma come Nigella, avevi detto che ci voleva un'ora!!!).
Resto immobile a fissare lo scempio provocato: neanche avessi giocato col piccolo chimico.
E passo le successive quattro ore a grattare via una sostanza appiccicosa e maleodorante dalla mia cucina.
Insomma Nigella... ma quanto bicarbonato ci voleva?????



Ho trovato questa ricetta per caso curiosando in un forum di cucina e, nonostante fossi un po' scettica, ho voluto provarlo. Mai scelta fu più azzeccata: è un pane ottimo, con crosta croccante e interno soffice e ben alveolato. Si prepara senza il minimo sforzo (non va impastato) ed è velocissimo.
In due ore avrete un pane perfetto.


INGREDIENTI
500 grammi di farina forte (io Manitoba)
370 millilitri di acqua appena tiepida
mezzo cubetto di lievito di birra (io un po' meno di metà)
un cucchiaino e mezzo di sale
un cucchiaino di miele (io malto d'orzo)

In una tazza sciogliere il lievito e il miele in una parte dell'acqua.
In una ciotola capiente versare la farina, aggiungere il composto di lievito e il resto dell'acqua mescolando velocemente con una forchetta.
Per ultimo unire il sale.
Otterremo un impasto risulterà molle, appiccicoso e non liscio.
Spolverare la superficie con una manciata di farina, coprire e porre a lievitare per un'ora e mezza.
A questo punto trasferiamo l'impasto (aiutandoci con una spatola o un leccapentola) su una teglia ricoperta di carta da forno infarinata (teniamo la parte infarinata dell'impasto rivolta verso l'alto).
Dividiamolo in tre filoni uguali modellandoli con delicatezza per non sgonfiarli.
Inforniamoli a 240 gradi per 30 minuti circa, finchè non sono ben dorati.

Attenzione:
- seguendo le indicazioni che ho letto in vari forum di cucina ho acceso il forno solo qualche minuto prima di infornare. Con questo metodo i miei filoni si sono cotti alla perfezione in 35 minuti
- rifacendo questo pane più volte ho notato che è meglio farlo raffreddare su una gratella e non sulla teglia: l'interno rimane più morbido e la crosta ben croccante
- so che qualcuno invece fa raffreddare questo pane direttamente in forno spento lasciando lo sportello un po' aperto ma io non ho mai provato.




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14 commenti

  1. Ma quanto mi hai fatto ridere..certo ripulire il tutto mamma mia..accidenti a quel neurone che è rimasto solo..o meglio ai suoi amici che l'hanno lasciato solo..ottimo il pane,e velocissimo..

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  2. questi filoncini sembrano essere molto friabili...uno spettacolo cara!
    bacione

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  3. Anche io mia figlia ADORIAMO e fino all'anno scorso guardavano accoccolate sul divano alle 13:40 circa... con il piatto della nostra misera pasta in bianco in mano! (ma lei, nel frattempo, appunto in 3 minuti, faceva dei sorbetti deliziosi e del pollo mantecato con uova e non so che altro, dall'aria anche questo, sì, buonissima!).
    Anche io adoro le sue tazze (quella turchese che usa per misurare gli ingredienti solidi, ehm , sarà per questo, che hai sbagliato le dosi del bicarbonato?) ed il suo magico sacchetto di plastica per marinare la carne del barbecue.
    Quindi, Nigella è davvero un mito! e poi è vero, i suoi tesori mangiano tutto! E certe volte, ho i miei dubbi sul suo concetto di "leggero" (una volta le ho visto cuocere 3 uova fritte, con sopra non so quanta roba, per uno spuntino notturno leggero).
    Ma perdonala, se non ti ha dato la dose con precisione! Lei è fatta così: ti avrà detto "UNA TAZZA"... delle mie...
    Ma resta comunque una vera icona del cibo!
    Baci
    Elli

    PS= e poi... che casa, addobbata per Natale!

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  4. Anche io la adoro! Perdonala, ti avrà detto UNA TAZZA di bicarbonato? Una tazza delle sue, quella turchese, che meraviglia!
    E poi, hai visto la sua casa addobbata per il Natale?
    Che meraviglia!
    Baci
    Elli

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  5. Fantastica la Mitica! Direi che ad occhio e croce il bicabonato va messo quando il caramello raggiunge la giusta temperatura e quindi alla fine. Io non faccio niente senza il termometro per dolci (forse la Mitica misura la temperatura del caramello con il dito...!!!:-D e solitamente aggiungo alla fine il bicarbonato.
    L'insatata che ha preparato è il coleslaw. Prova a spacciarlo in un panino (come quello che hai fatto tu..ottimo!) per merenda

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  6. Il racconto è fortissimo..... i filoncini buonissimi... complimenti per tutto!

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  7. Tu devi assolutamente scrivere un libro, hai il dono di raccontare le cose da bestseller!Come si fa a non adorare la mitica Nigella...L'adoro quando la notte apre il frigo e senza ombra di senso di colpa si prepara un panino con gli avanzi o gusta l'ultima fetta di torta..Il tuo pane è delizioso, mi sembra di sentirne il sapore e la croccantezza!!
    Al prossimo capitolo
    Bellalullo

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  8. Chissà perchè mi fido molto molto di più delle tue ricette che di quelle della Nigella (che peraltro non ho mai avuto il piacere di vedere/seguire).
    Ommioddio....ed è una star dei fornelli quella signora?? Che caspita di condimento orripilante è mai quello di quell' insalatina (che condita con olio, sale e un pizzico di pepe dev'essere buonissima)???? Aiutooooooooooooooo!

    Ah guarda, questo pane lo provo di sicuro e poi ti faccio sapere se mi è venuto bene!

    Grazie mille, specialmente delle risate!

    Fra

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  9. Ciao Cara,
    Anche a me piaciono tanto i programmi di cucina, tranne quello della Csaba... Lei proprio non la supporto....
    Nigella é pasticciona, adorabile e quando apre il frigo e fai una magnata....
    Voglio provare a preparare questi filoni...
    sono buonissimi.
    Un abbraccio.
    Thais

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  10. Che racconto esilarante! Ho visto qualche volta l'impeccabile Nigella, mitica!
    Voglio proprio provare a fare questi bei panini!
    Ciao.
    Simo

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  11. condivido la tua stessa passione adoro nigella!!!e spesso rifaccio i suoi piatti....i tuoi filoni ti sono venuti proprio bene...un saluto e buon we...

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  12. adesso l'ho ritrovata...non ho capito se è stato grazie al tuo intervento o a qualcosa che ho fatto io senza rendermene conto...comunque grazie e a presto, ora mi metto all'opera!

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  13. d'ora in poi non comprerò più il pane! troppo buoni...ricetta semplice veloce e buonissima...grazie!!!!!

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  14. BELLISSIMO DA PROVARE,INANTO TI SEGUO,ALLA PROSSIMA

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