ARIA DI NATALE... #SEGUILESTAGIONIDICEMBRE



Ho iniziato a innamorarmi veramente del Natale quando sono diventata mamma.
Da piccola ne percepivo la magia ma avevo la sensazione che, per qualche motivo, a casa mia questa magia non fosse completa.
Da ragazza poi il Natale era solo un momento di passaggio, forse anche un po' una scocciatura perchè bisognava stare in famiglia e magari sorbirsi parenti noiosi e pomeriggi infiniti.
Certo, adoravo gli addobbi, la città illuminata, quel clima di aspettativa, ma... era come se non riuscissi a coglierne appieno l'essenza.
Poi è nata Sara, la mia prima figlia e tutto è cambiato.


Improvvisamente è diventato importantissimo creare la "magia" per lei e, guardando il Natale con i suoi occhi, la magia ha travolto anche me.
Negli anni poi sono arrivare Maria e Arianna, abbiamo cambiato città, sono successe tante cose ed è stato nei primi anni di vita delle mie figlie che il Natale è diventato per me qualcosa che mi prende il cuore completamente.
Mi sono trasformata nella "talebana del Natale": decorare l'albero era solo un particolare perchè ho iniziato a portare l'atmosfera natalizia in ogni angolo della nostra casa.




Ci sono stati natali meravigliosi ed altri meno belli (uno in particolare fu terribile), nel frattempo è arrivato anche Nicolò e la magia ha continuato ad inondarmi ogni volta, con la stessa forza e la stessa potenza di sempre.
Più passano gli anni e più, a Dicembre, riemerge la bambina che è in me, creando quel senso di gioiosa aspettativa che mi fa venire le farfalle nello stomaco proprio come un'adolescente che incontra il suo innamorato.



La vita non è sempre facile, spesso è caotica, frenetica.
A volte è durissima e ci sono momenti in cui ci sente come se il peso che portiamo sulle spalle fosse insostenibile.
E' per questo che credo sono convinta che abbiamo davvero bisogno di un po' di magia.
Abbiamo bisogno di crearci un angolo caldo e luminoso dove poterci rifugiare, dove tornare bambini e credere che, dopotutto, basta poco per essere felici.




Il mio angolo luminoso è Dicembre.
Dicembre con il suo profumo meraviglioso di spezie, arance e biscotti, Dicembre con il mio compleanno, con l'albero e la casa da decorare, con le piccole luci che adoro (e che ormai tengo appese tutto l'anno). Dicembre con i regali, i pacchetti da decorare, le fettine di arancia a seccare sui termosifoni e i cioccolatini del calendario dell'Avvento.
Dicembre con le sue notti limpide e gelide, con la speranza della neve, con le candele sempre accese...




Dicembre con i biscotti nel forno, con le tazze di tè bollente che scaldano le mani, con l'odore zuccherino del crumble di mele che si mangia bollente perchè nessuno vuole aspettare.
Dicembre con il camino acceso e un bicchiere di vino rosso, con le lucine in cucina e una ciotola di patatine mentre si aspetta che la cena sia pronta.
Dicembre con la spesa esagerata (perchè è Natale e vogliamo viziarci), con il frigorifero troppo pieno ("e adesso dove la mettiamo la crema per il pandoro?"), con i giri per il centro di Verona illuminato a festa.




Dicembre con le sue tavole vestite a festa, con la voglia di stare insieme.
Dicembre di luce, profumo e amore: come si fa a non amarlo?




Sulla mia tavola di Dicembre ci sono i piatti scompagnati, scelti ad uno ad uno nei mercatini o acquistati da amiche (alcuni di quelli fotografati arrivano da Rue de la Brocante e da My Craft Corner And Brocante).
Ci sono quelle posate scovate miracolosamente intatte ad un mercatino: erano arrugginite e buttate all'interno di una vecchia scatola da scarpe, sono diventate bellissime una volta pulite.
Ci sono tante candele e rami verdi e piccole pigne e fiocchetti di neve e bulbi di giacinto... ma le vere protagoniste della mia tavola sono le bellissime lettere che ho utilizzato come segnaposto.
Sono le iniziali di ciascun componente della famiglia e sono realizzate con amore da una coppia di Artisti meravigliosi: Andrea e la mia adorata Lelia ovvero Archie and Me





Ruggine e poesia... come solo loro sanno fare... io li adoro ♥




In questo mese così speciale ho voluto contagiare le mie compagne di avventura di #seguilestagioni e, oltre al post dedicato a Dicembre da ognuna di noi, abbiamo deciso di regalarvi due idee natalizie ogni giorno sulla nostra pagina facebook che trovate seguendo questo link  


Idee dolci e salate, idee per decorazioni e regali hand made, marmellate e conserve... insomma un piccolo contenitore di ispirazioni, tutte natalizie.

Per #seguilestagionidicembre partecipano con me: 


♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA - Consu


La lista della spesa di Dicembre:


Siamo anche Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni








FRITTATINE DI SPAGHETTI



Le ho assaggiate la prima volta da bambina e, come sempre nei ricordi dell'infanzia, ho conservato il ricordo di un sapore sublime.
Poi le ho incontrate ancora una decina di anni fa, preparate da un'amica per un picnic di primavera e, francamente, sono rimasta delusa.
Io le ricordavo colorate, saporite, croccanti fuori e succulente all'interno e invece queste erano in bianco e poco saporite. Ho scoperto successivamente che le frittatine di spaghetti a Napoli vengono preparate in tantissimo modi diversi e che la mia amica, abituata a mangiarle senza pomodoro, aveva comunque omesso alcuni ingredienti che il suo bimbo non amava.
Come risultato quelle semplici frittatine erano piaciute un sacco ai bambini e meno a noi adulti.
In particolare le aveva adorate mia figlia, la figlia numero 3, che per anni ha continuato a declamarne la bontà.
Non so se vi ricordate ma la figlia numero 3 è anche la figlia appassionata di programmi di cucina, quella a cui dobbiamo un sacco di post con ricette viste in vari programmi televisivi e poi rielaborate dalla sottoscritta (che, come ben sapete, non è in grado di seguire una ricetta senza infilarci qualcosa di suo).
Ed ecco che,durante una puntata di un noto show cooking, un cuoco si è dilettato nella preparazione di succulente frittatine di spaghetti scatenando l'entusiasmo di mia figlia.
Peccato che, forse a causa dell'eccessivo entusiasmo, non abbia minimamente preso nota di dosi ed ingredienti.
Ma tanto si fà ad occhio, giusto?
Così ho "partorito" la mia personalissima versione di frittatine di spaghetti.
Non me ne vogliano le amiche napoletane perchè so già che sono ben lontana dalle "vere" frittatine di spaghetti, infatti ogni consiglio è ben accetto...



INGREDIENTI 
(per quattro persone... più o meno...)
300 grammi di spaghetti
4 uova grandi
200 grammi di salame napoletano tritato finemente
una lattina di passata di pomodoro
2 mozzarelle ben asciugate dal liquido di conservazione
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pecorino grattugiato
uno spicchio d'aglio
un peperoncino fresco
timo
basilico
olio
sale

Per prima cosa ho preparato il sugo.
Ho fatto soffriggere l'aglio e il peperoncino in poco olio, una volta dorato ho eliminato l'aglio e poi ho versato la passata.
Ho fatto cuocere per una decina di minuti. Alla fine ho regolato di sale, ho profumato con basilico e timo, ho spento il fuoco e ho lasciato intiepidire.
Ho cotto molto al dente gli spaghetti in abbondante acqua salata, li ho scolati e li ho passati velocemente sotto l'acqua fredda.
Ho condito la pasta con il sugo, le mozzarelle a pezzetti, il parmigiano, il pecorino, il salame e infine ho unito le uova precedentemente sbattute.
Ho mescolato molto bene: le uova devono aderire bene alla pasta.
Ho scaldato poco olio per friggere in un padellino antiaderente e, una volta caldo, ho versato una porzione di spaghetti appiattendoli delicatamente con un cucchiaio per dare la forma di una frittatina.
Ho cotto la mia frittatina a fiamma media fino a che si è formata una bella crosticina dorata poi l'ho girata delicatamente e ho lasciato cuocere dall'altro lato. Ho ripetuto fino ad esaurimento degli spaghetti.
Con queste dosi a me sono venute sei frittatine.
Noi, vista la stagione, le abbiamo mangiate ben calde ma credo che siano perfette anche fredde, magari per un pranzo estivo all'aperto.






ÄRTSOPPA


Passa sempre più tempo tra un post e l'altro e questo davvero non mi piace.
Penso tantissimo al blog, a cosa pubblicare e a come pubblicarlo ma poi il tempo è sempre troppo poco e io troppo stanca.
Così i giorni diventano settimane e questo non va affatto bene.

Ieri, domenica, ho deciso di riprendere in mano le redini delle mie giornate che stanno subendo il fatto che il mio lavoro (l'altro, quello estraneo al blog) da part-time è diventato full-time lasciandomi appena il tempo per sopravvivere.
Forte del fatto che nella vita tutto si può fare, basta organizzarsi (sono madre di quattro figli e sono ancora viva) ho preparato un planning della settimana e, se davvero riuscirò a seguirlo, tornerò anche a pubblicare con una certa frequenza, incrociate le dita.

E voi? Come riuscite a organizzare le vostre giornate? Riuscite ad incastrare tutti gli impegni?
E' un argomento di cui mi piacerebbe parlare di più sul blog, magari possiamo scambiarci un po' di trucchetti salvavita, cosa ne dite?

Intanto vi lascio una di quelle ricette che adoro perchè si possono preparare con largo anticipo, cuociono da sole e sono calde e confortanti...

Buona settimana! ♥




INGREDIENTI
450 grammi di piselli secchi spezzati
8 tazze d'acqua
1 cipolla
1 carota
4 fette di bacon
2 rametti di timo fresco
1 pizzico di zenzero
1 cucchiaino di senape in polvere 
sale
pepe
dado vegetale in polvere
olio d'oliva

Questa zuppa nordica, tipicamente autunnale, in origine si preparava utilizzando un osso di prosciutto o uno stinco di maiale per insaporire.
La nostra è una versione moderna, più leggera ma altrettanto saporita.
Sciacquare bene i piselli spezzati e metterli in una pentola insieme all’acqua.
Unire la cipolla e la carota finemente tritate.
Portare a ebollizione eliminando la schiuma che si andrà via via formando.
Abbassare la fiamma, unire un cucchiaino di dado vegetale e lasciare cuocere per un’ora e mezza circa o anche di più (i piselli dovranno sfaldarsi).
Se vediamo che la minestra si asciuga troppo aggiungiamo poca acqua per volta.
Pochi minuti prima di servire cuocere le fettine di bacon in una padella e tenerle da parte lasciandole sgocciolare su della carta assorbente.
Condire la minestra con il timo, lo zenzero e un filo d’olio.
Regolare di sale e pepe e unire la senape.
Lasciare insaporire ancora perché pochi minuti e poi servire ben calda accompagnando con il bacon croccante.


FOCACCINE DI ZUCCA AROMATIZZATE AL TIMO CON MIELE E SALE ROSA PER #SEGUILESTAGIONI NOVEMBRE


Novembre è senza dubbio uno dei miei mesi preferiti.
Quest'anno ancora di più, dopo un ottobre travagliato girare la pagina del calendario è stato un sollievo.
Così accolgo questo mese pieno del fascino che solo l'autunno inoltrato sa regalare.
Di novembre amo le giornate di pioggia, le tazze di tè caldo da sorseggiare seduta alla scrivania, le candele sempre accese per avere sempre luce intorno a me.
Di novembre amo le vellutate calde e profumate, il vino novello e le castagne.
E, soprattutto, le zucche.
Amo questo ortaggio in tutte le sue forme e in tutti i suoi usi.
In cucina è assolutamente versatile, perfetto nei dolci e nelle preparazioni salate.
Dubito esista un altro ortaggio così eclettico.
Ed è proprio per celebrare gli infiniti usi della zucca che con il gruppo di Seguilestagioni abbiamo deciso di dedicare i nostri post alla zucca.
Questo mese zucca in tutte le sue infinite sfaccettature.
Zucca dolce, salata e anche "gelata".
Abbiamo dato sfogo alla fantasia e speriamo di darvi tante ispirazioni.
Io ho deciso di proporvi queste insolite focaccine, diverse da qualsiasi lievitato io abbia mai provato.
Zucca cotta al forno con miele e timo, schiacciata e ridotta in purea e unita a lievito e farina per formare dei piccoli e deliziosi bocconcini.
Secondo me sono perfetti per un aperitivo insieme ad un tagliere di salumi e formaggi.


Prima di lasciarvi alla ricetta e alla lista della spesa di novembre voglio aprire una piccola parentesi.
Due anni fa, proprio in questi giorni, una carissima amica affrontava una tempesta che l'avrebbe portata verso la sua "nuova vecchia vita". Come il più forte dei guerrieri ha combattuto e ha vinto e ora è più bella e forte che mai.
E' buffo come, nel momento di scattare queste foto, la mia mano sia corsa a quel cuore di filo di ferro e carta di libro che lei mi ha regalato tre anni fa.
E' buffo come quel cuore di filo di ferro sia diventato la cornice perfetta per delle piccole focaccine di zucca, un po' dolci e un po' salate, proprio come la vita.
Eugenia sei una forza ♥

(cuore realizzato da Eugenia My New Old Life)


INGREDIENTI
300 grammi di farina manitoba
250 grammi di zucca già pulita
2 cucchiaini di miele
mezza bustina di lievito di birra disidratato
qualche rametto di timo fresco
peperoncino secco
olio extravergine
sale
sale rosa

Accendere il forno a 180 gradi.
Disporre in una teglia ricoperta di carta da forno la zucca in un unico strato e condirla con sale, peperoncino, un filo d'olio, qualche rametto di timo e un cucchiaino di miele.
Cuocere in forno fino a che risulta morbida.
Eliminare i rametti di timo e schiacciare la zucca con una forchetta.
In una ciotola impastare la farina con il lievito di birra, il miele rimasto, un cucchiaino di sale, due cucchiai d'olio e la polpa della zucca. Unire a filo dell'acqua a temperatura ambiente fino ad ottenere un composto lavorabile. Lavorare brevemente con le mani unte d'olio (è un composto un po' appiccicoso ma è meglio non aggiungere farina altrimenti le focaccine saranno meno morbide).
Coprire e lasciare lievitare per un paio d'ore.
Riprendere l'impasto, stenderlo con le mani sul piano di lavoro leggermente infarinato ad uno spessore di circa un centimetro e tagliare le focaccine con un coppapasta.
Disporle sulla teglia ricoperta di carta da forno e lasciarle lievitare per un'altra mezz'ora.
Spennellarle con olio e spolverizzarle con sale rosa.
Cuocere in forno già caldo a 190 gradi fino a doratura, circa 18 minuti.





Vi lascio la lista della spesa di Novembre:


Partecipano con me a questo #seguilestagioninovembre completamente dedicato alla zucca:

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MINIGUIDA PER SOPRAVVIVERE AL LUNEDI' (E COCCOLARCI UN PO')



Alzi la mano chi non detesta il lunedì.
Giusto giusto chi lavora in un negozio o ha per caso il lunedì come giorno di riposo.
Un piccolissimo gruppo di fortunati che però, magari, detesterà il martedì...
Invece per me e per la maggior parte della popolazione mondiale fra i 3 e i 70 anni il lunedì è una condanna a cui non si può sfuggire.
Se dovessi visualizzare nella mia testa il lunedì, l'immagine che comparirebbe sarebbe di pioggia scrosciante, cielo grigio cupo ed io (rigorosamente senza ombrello) che aspetto un autobus che non arriva, tremante e infreddolita.
Veramente non so perchè visualizzo questa immagine, visto che da anni lavoro da casa e non devo prendere nessun autobus ma è così. Forse un retaggio dei tempi che furono, chissà.
Ovviamente il lavorare da casa non mi risparmia l'agonia... anzi.

E, siccome arrivo da una manciata di giorni veramente micidiali e ho un forte desiderio di serenità, organizzazione e pulizia, ho pensato di regalarci una (mini)guida (semi)seria per sopravvivere al lunedì.
Dunque... prima di tutto sappiate che, per rendere il lunedì meno doloroso, è necessario partire da molto prima, addirittura dal venerdì. Perchè è solo svolgendo quante più possibili incombenze nel fine settimana che si può sopravvivere alla "prova" (così chiameremo il lunedì da questo momento in poi).
Quindi durante il fine settimana occorre organizzare il più accuratamente possibile il lunedì mattina:

- preparate i vestiti che indosserete e quelli dei vostri figli se avete bambini piccoli (e fate in modo che li preparino anche i vostri figli adolescenti che potrebbero avere una crisi di nervi se non troveranno la loro felpa preferita o quella maglietta "che quando la indosso mi va sempre bene l'interrogazione di matematica")

- se possibile pianificate i pasti del lunedì durante il fine settimana, cucinateli e metteteli in frigorifero. Una vellutata morbida, solo da scaldare, sarà un enorme conforto di lunedì sera!



- consultate le previsioni del tempo e, se è prevista pioggia, preparate a portata di mano ombrelli, impermeabili e stivali da pioggia (perchè non c'è nulla di più terrificante di cercare gli ombrelli dispersi per casa alle sette del lunedì mattina)

- se, come me, preparate un dolce la domenica fatene un po' di più (o magari uno in più) per coccolarvi con qualcosa di buono a colazione. E, la domenica sera, preparate già la tavola per la colazione, le tazze e l'occorrente per preparare il cappuccino o il tè che preferite



- fondamentale per la sopravvivenza al lunedì (ma anche agli altri giorni della settimana e alla vita in generale) è l'uso di un'agenda: pianificate, scrivete tutto... tutto! Io sono una grafomane compulsiva, una maniaca delle liste e dell'agenda ma posso assicurarvi che più di una volta questa mia mania mi ha salvato la vita. Magari un giorno e in un altro post vi racconto del mio rapporto di grande amore con l'agenda e con le liste...

- evitate, nei limiti del possibile, di fissare degli impegni per il lunedì: la riunione di lavoro (perchè? perchè???) , l'appuntamento con il ginecologo (davvero vietato di lunedì), la vaccinazione del cane (provate solo a immaginare il veterinario con la siringa in mano e il vostro cane di 40 chili che cercherà in tutti i modi di saltarvi in braccio...), il certificato medico dal pediatra (esiste una qualche legge dell'universo che fa in modo che ogni lunedì l'ambulatorio di ogni pediatra sia pieno di bambini piangenti e con la peggior tosse catarrosa che espettoreranno  inevitabilmente a pochi centimetri dalla vostra faccia o da quella di vostro figlio). Tutte cose da evitare come la peste (che prenderete sicuramente se non mi ascolterete e vi recherete dal pediatra di lunedì).
Avere davanti un lunedì con pochi impegni ce lo farà tollerare un po' di più.

Niente veterinario di lunedì... ma anche di martedì, mercoledi... ecc... (Cit. Mia ♥)


- fatevi un piccolo regalo ogni lunedì. Ho detto piccolo. Ovviamente quella borsa di Prada su cui sbavate da mesi o quel paio di sandali di Jimmy Choo non sono contemplati. Però magari la vostra rivista preferita appena uscita in edicola o magari iniziare quel libro nuovissimo comprato nel fine settimana, compratevi dei fiori o una piantina, oppure concedetevi una cioccolata calda con una nuvola di panna sopra (chissenefrega delle calorie, il lunedì è vietato conteggiarle). Piccole cose insomma... che fanno però stare bene


- evitate i tacchi, i vestitini aderenti e i collant che si smagliano anche solo se starnutite. Meglio vestirsi con abiti che ci facciano sentire a nostro agio, qualcosa che ci faccia sentire a posto ma che sia ragionevolmente comodo.

- concedetevi uno (ma anche due) caffè in più: la caffeina di lunedì non è mai troppa

- pensate positivo, di lunedì ma anche di martedì e in tutti i giorni della settimana. Non permettete agli eventi o alle persone negative di condizionare la vostra vita (come invece ho fatto io la settimana scorsa, un errore da cui comincio a riprendermi solo adesso...). Dobbiamo ricordarci che il solo fatto di essere in salute (noi e i nostri cari), di avere un lavoro, una casa, una famiglia... sono fortune che non sono così scontate e che purtroppo non tutti hanno. Quindi adesso facciamo un bel respiro e... buon lunedì ♥


PATATE HASSELBACK



Sono parecchi giorni che non pubblico niente,
Eppure il materiale in archivio non mi manca, non mi mancano le foto e non mi mancano le ricette.
Quello che mi manca veramente è il tempo.
Il tempo per fare le cose con relativa calma, il tempo per organizzarmi, il tempo per gestire la mia vita e buona parte di quella dei miei figli.
Per qualche strano e malefico incantesimo tutto il tempo che credevo che avrei avuto "a figli ragionevolmente grandi" in realtà non esiste.
Cioè, se siete mamme di bambini piccoli o in età scolare e correte come matte tutto il giorno in un turbine fra scuola-compiti-sport-lezionidimusica-dentista-catechismo-pediatra-riunionideigenitori, se vivete tutto questo affanno pensando che tanto alla fine non durerà per molto e che quando cresceranno un po' le cose cambieranno... bè, levatevelo dalla testa.
Perchè quando penserete che non sarà più necessario accompagnarli ovunque, quando crederete di essere uscite dalle malefiche trappole del consiglio di classe e dei gruppi delle mamme di whatsApp, quando crederete di aver superato la tempesta... vi renderete invece conto che la tempesta vi ha inesorabilmente seguito ed ha semplicemente cambiato forma.
Quattro figli di 25-23-21 e 14 anni significano telefonate da un'altra città, treni che ritardano, autobus dispersi nella Pianura Padana, partite di basket negli orari e nei luoghi più improponibili, 12 divise da lavare con le stesse cure e attenzioni che riserveresti a una camicetta di Gucci (che hai la tachicardia quando apri la lavatrice nel terrore che si sia tirato un filo o staccato un numero...). carte ricaricabili da ricaricare (che hanno sempre il credito a zero 'tacci loro), pranzi da portare in università e panini da portare al liceo (leggero, dietetico e inodore il primo e modello "scaricatore di porto con la panza" il secondo... che poi ti sbagli e dai al figlio il panino integrale con le zucchine grigliate e alla figli la ciabatta con provolone piccante e soppressa all'aglio), e poi ricordarsi che c'è chi arriva alle 13, chi alle 13,30, chi alle 14,15 (che a te McDonalds ti spiccia casa) e visite mediche da fissare e outfit per serate importanti da decidere, interrogazioni di inglese ma anche esami di diritto internazionale e bioinformatica.
E tanto, tanto altro ancora.
E se poi aggiungiamo un lavoro, una serie di collaborazioni, due cani, tempo per potersi lavare, per le minime funzioni fisiologiche e qualche ora di sonno... ecco che il blog scivola lentamente in fondo alla classifica delle priorità.
Che poi ti guardi intorno e vedi donne perfettamente truccate, pettinate, vestite e taccate alle sette del mattino e ti chiedi dove hai sbagliato tu che rischi di uscire con i pantaloni del pigiama (quelli con lo sfondo grigio e la sagoma di tanti gattini neri), le ciabatte ciancicate dal cane (che hai un labrador che ha due tritarifiuti al posto delle ganasce), i capelli legati in cima alla testa con l'elastico di Hello Kitty (che era delle ragazze quando erano piccole ed è un peccato buttarlo che è ancora buono) e gli  occhiali sul naso perchè non hai avuto tempo di metterti le lenti a contatto (la verità è che hai così tanto sonno che potresti confonderti e infilarti negli occhi il tappo del dentifricio).
E sei sollevata perchè comunque lavori da casa e in fondo l'unico che potrebbe avere un infarto vedendoti è il postino ma tanto è anziano e puoi sempre dire che era in età a rischio.
Perchè non hai tempo di sistemarti.
IO non ho tempo.

Aggiornamento:
Questo post doveva essere pubblicato ieri ma una brutta avventura e l'altrettanto brutta situazione che si è venuta a creare mi hanno tenuta lontana dal pc.
A questo proposito voglio ringraziare la mia lettrice e amica Sabrina.
Grazie Sabrina per i tuoi consigli e per l'aiuto che mi hai dato, sei un tesoro ♥
E niente... #lemielettricisonodifferenti







INGREDIENTI
4 patate di media grandezza
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una noce di burro
timo tresco (o se preferite rosmarino)
sale
pepe


Una chicca tutta nordica, assolutamente da provare...

Preriscaldare il forno a 190 gradi.
Lavare e spazzolare bene le patate senza sbucciarle.
Inciderle a fettine sottili e regolari lasciandole attaccate alla base.
Far sciogliere il burro e unirlo all'olio.
Trasferire le patate in una teglia coperta di carta da forno e spennellarle bene con metà del composto di burro e olio
Mettere qualche rametto di timo fresco (o rosmarino se preferite) nelle fessure e condire bene con sale e pepe.
Cuocere per 30 minuti e poi spennellare le patate con il composto di burro e olio rimasto.
Infornare nuovamente e cuocere ancora per 25-30 minuti (il tempo varia in base alla grandezza delle patate).




LA TAVOLA DI OTTOBRE PER #SEGUILESTAGIONI



Compaiono sui banchi del mercato già dai primi giorni di settembre ed è veramente difficile resistere ai loro colori e alle forme accattivanti.
Sto parlando delle zucchette ornamentali, croce e delizia dell'inizio autunno.
Io giuro che per me sono una dipendenza, non posso evitare di comprarne così tante da avere alla fine la casa piena.
In cucina ma anche in sala, sul vecchio baule all'ingresso, infilate in una grossa lanterna, sopra ai libri accatastati sulla libreria... Fino a novembre sono il mio tormentone, poi per fortuna (o per disgrazia direbbe qualcuno) mi faccio prendere dalla frenesia dei decori natalizie e le zucchette vengono accantonate fino al prossimo autunno.



Oggi sono le protagoniste della mia tavola di ottobre, semplicissima e delicata, decorata solo con zucchette e candele.
Per preparare la zucchetta portacandela ho dovuto faticare un po' perchè si trattava di una zucchetta particolarmente ostinata e difficilissima da forare.
Mi sono armata di tanta pazienza e di martello e punteruolo, completando poi l'operazione con un levatorsoli da mela.
Una volta svuotata la zucchetta ho inserito una candela bianca e ho decorato con qualche fogliolina d'edera.




Per il segnaposto ho semplicemente legato una targhetta di cartoncino con dello spago a una piccola zucchetta bianca...


Qualche altra candela e piccole zucchette sparse sul tavolo lasciato senza tovaglia per poter godere delle bellissime venature del legno.
Non serve altro, solo amici, un buon bicchiere di vino e qualcosa di buono, magari una ricetta a base di zucca... come la vellutata si zucca arrostita con bacon croccante...



Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di ottobre.
Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE - Silvia
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA - Consu (benvenuta Consu!)


La nostra lista della spesa:



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