LA MIA TAVOLA DI PASQUA IN STILE NORDICO


Quest'anno la mia tavola di Pasqua avrà la luce e i colori del Nord...



Ispirata dalle linee pulite e dai colori chiari delle case del Nord Europa ho pensato ad una tavola semplice ma piena di atmosfera...



Ricca di quei dettagli che fanno la differenza...


Ve lo racconto (insieme a tante altre cose) sul primo numero di Nordlys Magazine, il nuovo bimestrale online completamente gratuito tutto da sfogliare.


PANE SENZA IMPASTO ALLE OLIVE E ROSMARINO


E' un lunedì di primavera di quelli in cui non capisci se ci sarà una giornata di sole o pioggia e nuvole.
Praticamente lo specchio del mio umore di oggi.
Avrei mille cose da fare e non riesco a iniziarne nessuna.
Sono reduce da una di quelle domeniche sonnolente, con passeggiata nel vento al mattino e film + sonnecchiamento + orgia di cucina al pomeriggio.
Ieri ho fatto qualche esperimento per il prossimo #veganfriday, esperimenti decisamente golosi e... fritti che hanno decisamente contribuito al mio stato mentale un po' confuso...
Avete presente quando sentire quella piccola morsa nella pancia e non capite cos'è?



In questa domenica sonnolenta ho pensato tantissimo e ho riflettuto su un sacco di cose.
La primavera mi fa sempre questo effetto, mi rende inquieta, mi fa venire voglia di cambiamenti.
E' una sensazione che mi accompagna da tutta la vita ma che si è accentuata negli ultimi anni.

E, quando mi sento inquieta e ho bisogno di pensare, io preparo il pane.
La mia personale terapia: economica, facile, efficace e profumata.
Niente rende sereni come il profumo del pane che cuoce.

"Non cercare di afferrare le stelle, 
ma svolgi le semplici cose della vita come vengono, 
sicuro che le funzioni quotidiane e il pane quotidiano sono le cose più dolci della vita."
(Robert Louis Stevenson)

Buona settimana ♥


INGREDIENTI
250 grammi di farina forte 
250 grammi di farina 00
370 millilitri di acqua appena tiepida
un terzo di cubetto di lievito di birra 
un cucchiaino e mezzo di sale
un cucchiaino di malto d'orzo
una manciata di olive verdi tagliate a pezzetti
foglie di rosmarino tritate

La ricetta è quella dei filoncini di pane senza impasto che ormai faccio da anni.
Nel tempo ho diminuito la quantità di lievito e aumentato leggermente i tempi di lavorazione ottenendo un pane fragrante e digeribile.

Ho fatto sciogliere il lievito e il miele in una parte dell'acqua.
In una ciotola ho versato le due farine mescolate con il sale, ho aggiunto il composto di lievito, il rosmarino e le olive poi a filo il resto dell'acqua mescolando velocemente con una forchetta.

Si ottiene un impasto risulterà molle, appiccicoso e non liscio.
Ho spolverato la superficie con una manciata di farina, ho coperto la ciotola con della pellicola da cucina e ho lasciato lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (io preferisco una lievitazione lunga quindi ho messo la ciotola in taverna che, in casa mia, è l'ambiente più fresco ma, se preferite fare più in fretta, potete mettere la ciotola nel forno spento con solo la lucina accesa: lieviterà molto prima).

Aiutandomi con una spatola ho versato l'impasto sulla teglia da forno tenendo la parte infarinata rivolta verso l'alto e l'ho diviso in tre filoni che ho maneggiato con delicatezza per non sgonfiarli.
Ho lasciato lievitare ancora per una ventina di minuti.
Solo a questo punto ho acceso il forno a 220 gradi.

Ho cotto i filoni per circa 30 minuti.
Ho spento il forno e ho lasciato intiepidire il pane al suo interno con lo sportello un po' aperto.





VEGAN FRIDAY: CIOCCOLATINI VEGAN STYLE


Buongiorno e buon #veganfriday!
Oggi è il quarto appuntamento con il nostro venerdì vegano ed è sicuramente il più goloso visto che il cioccolato ci fa compagnia già dalla prima colazione per poi concludere in bellezza con i cioccolatini più buoni che io abbia mai assaggiato.
E, a proposito di cioccolato, oggi parliamo un po' di quale cioccolato si può consumare seguendo una dieta vegana.
Bisogna fare attenzione all'etichetta e, ovviamente, escludere quello al latte e quello bianco.
Controllare anche l'etichetta del cioccolato fondente: alcune tipologie contengono latte in polvere.
In genere il cioccolato fondente che contiene dal 65% in su di cacao è perfetto.
E' meglio evitare anche quelli che contengono grassi idrogenati e olio di palma.
Oltre al cioccolato fondente ho scoperto che molti gianduiotti (i miei cioccolatini preferiti!) sono naturalmente vegani: anche qui basta leggere l'etichetta, quelli "buoni" nella maggior parte dei casi, non contengono derivati animali.
Un piccolo appunto: in un supermercato ho confrontato le etichette di una normale tavoletta di cioccolato fondente al 75% di una nota e ottima marca con l'etichetta di una tavoletta di cioccolato con il 55% di cacao però con l'etichetta "vegano". A parte la differente quantità di cacao entrambe non avevano ingredienti di origine animale. Ma il prezzo era molto diverso: la tavoletta "vegana", pur risultando meno pregiata perchè contenente meno cacao, costava tre volte tanto.
Questo mi ha fatto riflettere su quanto l'industria alimentare sfrutti l'onda di una scelta che sempre più persone fanno, aumentando a dismisura il prezzo di prodotti a cui attaccano l'etichetta "vegano" ma che di fatto sono già vegani in modo naturale.
E' come mettere l'etichetta "vegano" su un cavolfiore e poi farlo pagare il doppio di quello senza etichetta.
C'è da meditare...

Torniamo a chiacchierare di cioccolato e dolci?
La ricetta di questi cioccolatini l'ho trovata sul blog di una ragazza, Jasmine, che propone una miriade di dolci vegani da perderci la testa.
Il blog si chiama "Tortinsù" ed è assolutamente adorabile, vi lascio qui sotto il link diretto anche alla pagina Instagram...
Grazie Jasmine per la ricetta di oggi e per le infinite idee che ho trovato sul tuo blog!






Il menù vegan di oggi:

Colazione:
- cappuccino con latte di mandorle
- torta vegana al cacao, banana e cocco (ricetta qui)



Pranzo:
- farfalle integrali con melanzane e pomodorini (ricetta qui)
- insalata con lattuga, finocchi e cetrioli



Cena:
- vellutata di mele, porri e patate (ricetta qui)
- burger di quinoa e zucchine (omettendo l'uovo e il parmigiano e aggiungendo uno spicchio d'aglio schiacciato, ricetta qui)
- caffè e cioccolatini vegan style (ricetta a seguire)



INGREDIENTI

200 grammi di cioccolato fondente al 75% tagliato a pezzetti piccoli
180 millilitri di latte di cocco in lattina
cacao amaro 

Preparare questi cioccolatini è la cosa più semplice del mondo.
L'unico accorgimento è quello di mettere la lattina del latte di cocco in frigorifero la sera prima.
Una volta aperta la lattina vi accorgerete che la parte densa e quella liquida sono separate: si deve utilizzare solo la parte densa (io ho conservato la parte liquida e l'ho poi utilizzata per un'altra ricetta di cui vi racconterò un'altra volta).
Mettere in un pentolino la parte densa del latte di cocco e portarla a bollore.
Spegnere e versarvi il cioccolato.
Mescolare bene e versare la ganache ottenuta in un contenitore rettangolare ricoperto con carta da forno bagnata e strizzata bene.
Lasciare solidificare in frigorifero (ci vorranno un paio d'ore) e tagliare a quadrotti.
Ricoprire con il cacao amaro e gustare.
La cosa incredibile è la consistenza di questi cioccolatini... "scioglievoli" è l'aggettivo che mi viene in mente.
Il sapore del cocco non si sente affatto, sembra davvero che siano stati realizzati utilizzando la panna!



NORDLYS


Oggi voglio raccontarvi una storia.
La storia di un'idea che diventa un sogno che diventa realtà.
La storia di un'avventura appena cominciata, un'avventura che promette grandi emozioni-
Una storia di amicizia, volontà e ostinazione.

La nostra storia...
L'idea di Nordlys nasce qualche mese fa da un gruppo di donne con la passione per il meraviglioso mondo nordico.
Tutte noi arriviamo da esperienze precedenti (come blogger, come writer, come creative e come grafiche) e ci siamo conosciute collaborando con un altro magazine che ha chiuso le pubblicazioni lo scorso dicembre per scelta della direzione.
Nordlys è nato nel momento in cui ci siamo rese conto che per noi l'argomento non era chiuso, che avevamo ancora voglia di parlarne, di raccontare e di conoscere e farvi conoscere la realtà dei paesi del Nord.
Ma forse è nato un po' prima, quando qualcuno ha ironizzato sulla nostra voglia di andare avanti in qualcosa in cui credevamo profondamente, quando qualcuno ha detto "non siete in grado".
Abbiamo lavorato insieme, fianco a fianco, per più di due mesi perchè volevamo creare qualcosa che ci rappresentasse, che fosse veramente NOSTRO.
Ci sono tantissimi magazine e riviste che trattano di questo argomento e noi abbiamo deciso di ispirarci solo a noi stesse, con i nostri errori e tutto ciò che dovremo, nel tempo, perfezionare.

La nostra è una redazione virtuale ma amiamo focalizzarci come un gruppo di donne connesse a distanza come se lavorassimo allo stesso grande tavolo di legno un po' usurato, magari con una bella tazza di tè caldo e un piatto di biscottini.
Pensiamo alla nostra piccola redazione come ad una stanza luminosa e accogliente, con grandi finestre che lasciano entrare la luce (niente tende, per carità, vogliamo poter vedere il cielo), tante piante verdi, scaffali pieni di libri, un cassetto pieno di cancelleria (perchè adoriamo la cancelleria), sedie comode e un angolo per preparare tè e caffè. E nella stanza accanto una piccola cucina con tante cosine buone da sgranocchiare mentre lavoriamo. E candele, tante candele, alcune profumate altre accese solo per creare quell'atmosfera che ci piace tanto.

Abbiamo scelto di non avere un "capo", le decisioni le prendiamo insieme, ci ascoltiamo e ci sosteniamo, abbiamo un grande rispetto le une per le altre.
Siamo tutte estremamente puntigliose e siamo capaci di discutere per ore su un titolo ma abbiamo la capacità di ironizzare e ridere anche di noi stesse.
La nostra parola d'ordine è ARMONIA.

Siamo Anna (io), Ida, Flavia, Francesca e Stefys.
Da poco si sono aggiunte al gruppo Erika e Giovanna.




"Uno dei principali obiettivi di Nordlys è senza dubbio quello di diventare un punto di riferimento sia per gli amanti dei Paesi Nordici in generale che per le associazioni e i professionisti che operano a contatto con il mondo nordico e che magari sono interessati a intraprendere collaborazioni o a organizzare eventi a tema.
Quando abbiamo concepito questo progetto siamo giunte subito alla conclusione che la rivista dovesse essere versatile e di ampio respiro. Per questo motivo, nelle pagine di Nordlys, è possibile spaziare tra numerosi argomenti come cucina, tradizioni, miti e leggende, letteratura, viaggi, maternità, ecologia e riciclo fino ad arrivare a percorsi linguistici ad hoc di cui ho il piacere di occuparmi personalmente.
Un altro aspetto molto importante è la centralità che assume la figura del lettore, con il quale numero dopo numero vorremmo creare un filo diretto nell’apposita rubrica “L’angolo del lettore”, dove sarà possibile interagire con la redazione per chiedere informazioni, inoltrare richieste o semplicemente per un saluto"
(Flavia)

"La luce è la parola chiave del nostro progetto. La luce del nord che accomuna la nostra passione ma anche la luce intesa come rinascita. Sì perché, dopo un periodo di buio e sconforto abbiamo rivisto la luce e abbiamo dato vita a quello che oggi è Nordlys. Luce letta anche come chiarezza perché quello che vogliamo comunicare con voi lettori sono notizie chiare e precise ma soprattutto adatte alla lettura di tutti. Nordlys nasce di proposito in questo periodo dell'anno durante il quale la luce rischiara le case e le menti. Noi, nel nostro piccolo ci auguriamo di contribuire ad illuminare le vostre letture."
(Ida)

"Iniziare un nuovo progetto è sempre qualcosa di emozionante, in particolare se lo si fa insieme ad un gruppo di persone con cui ci si trova in perfetta sintonia di idee e di intenti.
Ed è proprio dalla sintonia con le mie compagne di viaggio che è nata l'idea di Nordlys.
Volevamo portare avanti un discorso già iniziato altrove, desideravamo poter continuare a raccontare e a raccontarvi della nostra passione per il mondo nordico.
Nordlys, il nome che abbiamo scelto per il nostro magazine, è il termine norvegese e danese per l'aurora boreale, il magnifico spettacolo di luce che si può osservare solo al Nord.
La luce che diventa magia, fiaba, danza...
La luce come filo conduttore di questa prima tappa del nostro viaggio insieme. Un viaggio che vi invitiamo a intraprendere insieme a noi e che speriamo possa piacervi..."
(Anna)

"L'inizio di un nuovo percorso è sempre un insieme di emozioni contrastanti. I cambiamenti da una parte un po' ci spaventano ma dall'altra, come la luce del mattino che accende la speranza, ci rendono impazienti e radiosi di affrontare la nuova esperienza.
Nordlys è questo: una nuova luce."
(Francesca)

"Un grazie speciale a Enrica Coccola che ha contribuito alla realizzazione di questo primo numero di Nordlys con un bellissimo articolo su Skagen corredato dalle sue magiche foto.
Sfogliate la rivista e immergetevi anche voi nella magica luce di Skagen."
(Anna)


Adesso non mi resta che invitarvi a sfogliare Nordlys, di cui non posso che essere molto, molto orgogliosa.






VEGAN FRIDAY: CHILI VEGANO


Buongiorno! E' di nuovo venerdì, ed è il terzo appuntamento con il #veganfriday.
In questa settimana sono andata avanti nelle mie ricerche sul mondo vegan e credo di aver imparato alcune cose fondamentali.
Una in particolare: lo stile di vita vegan è circondato da tantissimi pregiudizi.
Da onnivora ho dovuto fare i conti con una serie di preconcetti che molti di noi hanno nei confronti di un'alimentazione vegana che non è, come si pensa comunemente, semplicemente eliminare carne e derivati animali, ma un'alimentazione che va curata con estrema attenzione per evitare carenze nutrizionali da una parte ma che può risolvere tantissimi disturbi dall'altra.
Ho capito che non si diventa vegani in un giorno semplicemente buttando nell'immondizia carne e burro, uova e latte ma che è una scelta che va fatta in modo intelligente e ponderato.
Ovviamente io non ho le competenze mediche e scientifiche per poterne parlare, in questo spazio mi limito a qualche consiglio di cucina e a cercare ricette gustose in linea con uno stile di vita vegano.
Certo è che, prima di cucinare, dobbiamo fare la spesa.
Così ho chiesto ad un'amica vegana di raccontarmi come organizza la sua spesa settimanale e la sua dispensa, in modo da poter seguire un'alimentazione varia e gustosa.
Ecco cosa mi ha raccontato...

Per prima cosa c'è la scorta di frutta e verdura, preferibilmente di stagione: la base dell'alimentazione vegana.
Poi sicuramente i legumi: ceci, fagioli, lenticchie, piselli... freschi quando si può, secchi da tenere come scorta e da cuocere previo ammollo per zuppe, primi piatti, hummus, insalatone ecc. ma anche in lattina, comodissimi perchè basta solo scolarli dal liquido di cottura e procedere con la ricetta.
Un'altra cosa che non deve mancare mai sono i cereali: riso (bianco, integrale, venere, basmati...), cous cous, bulgur, grano saraceno, quinoa, miglio, Poi naturalmente la pasta: abbinata ai legumi è il piatto unico perfetto. Ma anche il classico piatto di spaghetti con pomodorini e basilico: piatto naturalmente vegano di antichissima tradizione, E, se si ha voglia di etnico, perfetti spaghettini di soia o di riso.
Altri pilastri della cucina vegan sono la farina di ceci (perfetta per preparare pastelle, finte frittate e come addensante per polpette e crocchette vegan) e poi le farine (per pane, dolci, pizze e biscotti).
Nel suo carrello della spesa non mancano mai la fecola di patate e l'amido di mais (per rendere i dolci più soffici), il cremor tartaro e il bicarbonato (come agenti lievitanti naturali), zucchero, zucchero di canna, sciroppo d'acero, malto di riso o malto d'orzo (utilissimi per panificare), cioccolato fondente e cacao amaro.
Inoltre frutta secca e fiocchi di cereali da consumare a colazione con yogurt e latte di soia, latte di riso, latte di mandorla, latte di avena.
Come addensante per budini e gelatine usa l'agar agar e per condire margarina vegetale, panna di soia, olio extravergine d'oliva, olio di semi, olio di riso (perfetto nei dolci).
E ancora le proteine vegetali: tofu, seitan, tempeh, perfetti per ottimi secondi piatti e come base per polpette, hamburger, ragù e ripieni.
gomasio e lievito alimentare in scaglie per insaporire.

Con questa dispensa si possono creare piatti saporiti e fantasiosi che, giura, non fanno rimpiangere carne, uova e formaggi.
Altro che alimentazione triste e monotona...



Il menù di vegan di oggi, in questo venerdì così luminoso e primaverile, è questo:

Colazione:
- caffè
- yogurt di soia con granola homemade (ricetta qui, sostituire il miele con sciroppo d'acero)



Pranzo:
- chili vegano (ricetta a seguire)
- macedonia di fragole e limone



Cena:
- vellutata di asparagi e patate (ricetta qui, sostituire la panna fresca con panna di soia)
- melanzane "fondenti" al forno (ricetta qui) con pane alle nocciole e semi tostati (ricetta qui)


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INGREDIENTI
una lattina di fagioli neri 
una lattina di conserva di pomodorini
una lattina piccola di mais dolce
1 peperone verde
1 carota
2 cipollotti
brodo vegetale
2 cucchiaini di paprika piccante
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di semi di coriandolo macinati
sale
olio extra vergine d'oliva
peperoncino a piacere
*
riso basmati cotto a vapore


Ho versato in una casseruola un giro d'olio e vi ho fatto appassire i cipollotti tagliati a rondelle (ho conservato la parte verde che ho poi usato come decorazione finale).
Ho unito la paprika e il cumino e poi le carote e il peperone tagliati a dadini.
Ho mescolato, ho unito i fagioli e ho lasciato insaporire qualche minuto.
Ho poi unito i pomodorini, ho regolato di sale e ho coperto a filo con il brodo vegetale.
Ho abbassato la fiamma e ho lasciato cuocere una decina di minuti, finchè il liquido si è un po' asciugato.
Ho unito il mais e ho lasciato cuocere ancora per cinque minuti circa.
Ho servito con il riso, la parte verde dei cipollotti tagliata a rondelle e peperoncino a parte.

Questa ricetta, di cui ho variato pochissime cose, è della mia amica Sabina, autrice del blog Due bionde in cucina, e la trovate "qui" nella sua versione originale.
Sul suo blog (anche se è onnivoro come il mio) trovate tantissime ricette vegane e vegetariane.






HUMMUS DI CECI E CAROTE


Buongiorno!
Vi siete accorti che è primavera?

Ecco, questo è proprio l'attacco scemo che potrebbe fare la mia umana.
No dico, secondo te #umanadellemiezampe (visto???? ho pure imparato quella cosa... come si chiama? "astag"), secondo te, dicevo, non si sono accorti che è primavera? Che c'è il sole, fa più caldo, l'erba è cresciuta, sono spuntati i fiori, in questa casa non si mangia ciccia (no scusate, lo so che non c'entra con la primavera ma è una scomoda realtà che devo rendere nota).
In questa casa non si mangia più ciccia.
O meglio, se ne mangia troppo poca.
La vedi ai fornelli tutta impegnata che sembra Leonardo quando ha dipinto la Gioconda, la vedi tritare e sminuzzare e tu speri, ti si allarga il cuore sotto il pelo, pregusti una polpetta succulenta o una fetta di arrosto, saresti disposto ad accontentarti anche di un bocconcino di pollo...
Ma poi annusi l'aria e ti assale lo sconforto. Quella cosa che sta cuocendo nel forno non è tenera ciccia ma CAROTE!!! Capite? Caroteeeee!!!
Chi vuole mangiare le carote? Chi è che gradisce una carota? Mica siamo conigli!!!
Sono così arrabbiato che quasi quasi alzo la gamba e faccio pipì contro il divano.
Così impara.
E poi... aspetta un po'... cosa vedono i miei poveri occhi?
Quella disgraziata, fetente, traditrice della "Nera", quella specie di gigantessa puzzolente... sta sgranocchiando carote crude!!!
Ma chi è quel cane sano di mente che mangia le carote?
Ah già, lei non è un cane sano di mente. lei mangia anche il sacchetto dell'umido, cosa vuoi che siano un paio di carote?
Adesso è lì che mescola tutta contenta (l'umana non la Nera), una specie di poltiglia arancione con un'aria per niente invitante.
Ecco, l'assaggia pure e fa anche la faccia estasiata! Pure le ragazze sono entusiaste! Meno male che c'è "il ragazzino" che fa la faccia schifata! Almeno ho un alleato!
Qui la situazione sta degenerando.
Qui bisogna organizzare la rivoluzione della ciccia.
Qui bisogna protestare, usare ogni mezzo per riportare le cose al loro ordine naturale.
E l'ordine naturale delle cose è la ciccia.
Punto.
Umana, devi capire che non hai scelta.
Devi capire che renderò la tua vita un inferno e che potrai chetare la mia ira funesta solo a suon di polpette. (Va bene anche un hamburger).
Miei cari lettori, questa è una dichiarazione di guerra alla mia umana.
Siete tutti testimoni che da questo momento in poi sarò impegnato in una durissima battaglia e non mi piegherò davanti a nulla.
Scaverò buche grandi come trincee, farò pipì in tutti i luoghi proibiti, tirerò al guinzaglio, masticherò i cuscini del divano e abbaierò così tanto che ogni umano nel raggio di chilometri avrà un crollo nervoso.
Non mi arrenderò, non mi piegherò, non mi...
Ohhhhh... l'umana mi sta riempiendo la ciotola!!!!!
Corroooooo!!! Umana ti amoooo!!!

Giotto (alias L'Incorruttibile)
Chenonsiarrende(quasi)mai



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A prescindere dai deliri del mio piccolo Giotto (a cui, vi assicuro, non manca ma la "ciccia") questa ricetta è assolutamente meravigliosa.
Arriva da uno dei blog di cucina che amo di più e la sua autrice, Alice, è una garanzia per ogni ricetta (oltre che una delle blogger più talentuose del web).
L'unico avvertimento che devo darvi è che crea davvero dipendenza, io non ho avuto pace finchè non l'ho finito e oggi pomeriggio lo rifaccio...


INGREDIENTI
1 confezione di ceci in scatola 
(io ho usato 200 grammi di ceci secchi, messi a bagno la sera prima e poi lessati per due ore)
3 carote
(le mie erano molto piccole e ne ho usate cinque)
sale grosso rosa hymalaiano
cumino nero
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaio di paprika affumicata 
olio evo 
1 cucchiaio di miele
(per la versione vegana si può sostituire il miele con un cucchiaio di zucchero)
2 cucchiai di tahina
1 spicchio di aglio schiacciato


Ho lavato le carote, le ho tagliate a metà e le ho disposte in una teglia ricoperta di carta da forno.
Le ho cosparse con la paprika e il miele e ho condito con un filo d'olio e il sale rosa.
Ho cotto a 180 gradi (forno preriscaldato) fino a che le carote sono diventate tenere (c'è voluta una mezz'ora).
Ho sfornato e lasciato raffreddare.
Ho frullato insieme le carote con i ceci, l'aglio e la tahina.
Sempre frullando ho aggiunto a filo l'olio fino ad ottenere la consistenza giusta.
Ho cosparso con i semi di cumino.
Si conserva in frigorifero in un contenitore chiuso. 
E' buonissimo praticamente con tutto, noi l'abbiamo mangiato sul pane, su dei triangoli di piadina, sui crackers, con delle verdure crude e persino sulle patatine!




Trovate la ricetta originale di Alice qui: 



VEGAN FRIDAY: BRIOCHE ALL'ACQUA


Eccoci dunque al secondo appuntamento con il "vegan friday".
In questa settimana ho letto talmente tante cose sull'argomento "vegan" da essere quasi stordita.
Ho capito che ci sono tantissimi pregiudizi e tanta disinformazione.
Che esiste una lotta tremenda fra un certo tipo di vegani e un certo tipo di onnivori.
Che esistono (come per tutti gli argomenti) persone convinte di avere il sapere in tasca, assolutamente incapaci di confronti e discussioni costruttive.
Del resto è risaputo che il calderone del web da voce a personaggi che andrebbero gentilmente imbavagliati.
Ho visto cose che voi umani...
Carnivori convinti che postano immagini di porchette allo spiedo (francamente inquietanti) su pagine social vegane e vegani integralisti che insultano augurando le peggio cose a chiunque consumi qualsiasi alimento o altro di origine animale.
Però ho anche visitato pagine vegan assolutamente deliziose, ho letto commenti e post di persone che mi sono piaciute così tanto che mi piacerebbe poterle conoscere personalmente.
Molti di loro mi hanno dato consigli preziosi e hanno risposto con pazienza alle mie domande.
Qualcuno invece non ha nemmeno risposto ai miei messaggi: evidentemente gli impegni erano troppi...
Comunque, grazie alla disponibilità di molti, ho imparato come sostituire alcuni alimenti nelle ricette vegane.
Ad esempio, un uovo, può essere sostituito con:
- 2 cucchiai di latte di soia in polvere mescolato con 2 cucchiai di acqua
- 2 cucchiai di fecola di patate
- 2 cucchiai di amido di mais
- circa 40 grammi di yogurt di soia
- 2 cucchiai di farina di ceci (ho sperimentato che, se amalgamata con poca acqua, ha un grande potere addensante se preparate hamburger veg, polpette, ecc.)
- patata lessa (particolarmente indicata per polpette e hamburger veg)
- mezza banana (nei dolci)
- mezza mela grattugiata (nei dolci)

Un altro ingrediente sostituibile con facilità è il burro:
- per tutte le ricette, dolci e salate, un validissimo sostituto del burro è l'olio, extravergine d'oliva, di semi o altro ma per i dolci ho recentemente scoperto l'olio di riso: leggerissimo, dal sapore neutro e delicato è diventato l'ingrediente segreto di quasi tutti i miei dolci (la proporzione è per 100 grammi di burro 80 grammi d'olio)
- altri due perfetti sostituti sono la panna di soia e lo yogurt di soia (125 grammi per 100 grammi di burro)
- anche la polpa di avocado può sostituire il burro

Infine il latte:
- è il più semplice da sostituire usando qualsiasi latte vegetale: di riso, di mandorla, di cocco, di avena e di soia; quest'ultimo è quello che trovo più versatile anche perchè si monta benissimo e ogni mattina posso prepararmi un delizioso cappuccino anche se non bevo latte vaccino.
- un perfetto sostituto del latte è anche l'acqua: come nella ricetta che vi propongo oggi, delle sofficissime e morbide brioche all'acqua che io ho gustato con la mia marmellata preferita ma che sono buonissime anche da sole.

(fonte di queste informazioni il sito vegolosi.it)

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Il menù che vi propongo oggi:

Colazione:
- tè nero al limone e zenzero
- brioche vegane con marmellata ai frutti rossi (ricetta a seguire)



Pranzo:
- Penne con peperoni e basilico (omettendo il pecorino per servire, ricetta qui)
- Insalata di finocchio, mela verde e noci (ricetta qui)



Cena:
- vellutata di zucca e carote (ricetta qui)
- tris di creme: hummus di ceci, pesto di pomodori secchie e noci, crema di melanzane (ricetta qui) con crackers al rosmarino (ricetta qui)



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INGREDIENTI
250 grammi di farina manitoba
125 millilitri di acqua appena tiepida
un terzo di bustina di lievito di birra disidratato
70 grammi di zucchero
1 pizzico di sale
30 grammi di olio di riso
la buccia grattugiata di un limone bio
la buccia grattugiata di un'arancia bio
i semi di mezza bacca di vaniglia


Ho trovato la ricetta di queste piccole meraviglie qui.
Io ho variato alcune cose ma davvero pochissime.

Ho impastato tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, aggiungendo l'olio poco alla volta e solo dopo che il precedente era stato bel assorbito.
Deve risultare un impasto liscio, lucido e ben incordato.
Va lavorato a lungo quindi se, come me, non avete una planetaria, armatevi di pazienza e bicipiti.
A questo punto bisogna trasferire l'impasto in un contenitore con coperchio (oppure coperto con della pellicola) e bisogna lasciarlo lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (per me ci è voluta un'ora).
A questo punto riprendere l'impasto, lavorarlo brevemente per sgonfiarlo, rimetterlo nel contenitore, coprirlo e trasferirlo in frigorifero per tre ore.
Togliere dal frigorifero e formare otto palline di impasto.
Io a questo punto ho fatto la scelta di posizionare ogni pallina in un contenitore per muffin ma la prossima volta proverò a formare dei panini tondi come ha fatto l'autrice della ricetta.
Ho messo i contenitori in una teglia che ho coperto e messo a lievitare nel forno spento (appena intiepidito per pochi minuti).
Ho lasciato lievitare fino al raddoppio, ho tolto la teglia dal forno, l'ho portato alla temperatura di 180 gradi e ho poi infornato e cotto le brioche per 15 minuti.

Vi assicuro che il profumo che aleggiava in casa era meraviglioso.
Una volta fredde le ho sformate e cosparse di zucchero a velo.
Non hanno niente da invidiare alle brioche che contengono uova e burro, sono sofficissime e profumate, decisamente una meravigliosa scoperta.