giovedì 27 agosto 2015

CROSTATA CIOCCOLATO E LAMPONI


- Ti ricordi quando ci divertivamo a raccontarci storie? Uno cominciava e l'altro continuava. Venivano fuori delle storie buffissime!
- Lo facciamo ancora? Ci raccontiamo una storia?
- Sì ma che storia? Cosa possiamo raccontare?
- Per esempio potremmo raccontare di quando Mia aveva rubato un paio di mutande dallo stendino e le si erano impigliate sulla faccia... ti ricordi? Correva come una pazza in giardino senza vedere dove andava con quelle mutande rosa attaccate al muso!
- Mi ricordo... e mi ricordo anche che era domenica e c'era un sacco di gente che faceva jogging... a momenti si ammazzavano dal ridere...
- Oppure di quella volta in cui Giotto, allora piccolissimo, aveva fatto la cacca davanti alle signore riunite in cucina per una riunione Just... alla rappresentante era quasi venuto un colpo!
- Bè, veramente pure a me... è stato abbastanza imbarazzante...
- E ti ricordi di quando la nostra Miranda aveva il vizio di andare a dormire nella doccia? Ogni volta ce ne dimenticavamo e aprivamo l'acqua... e lei schizzava via più veloce di un proiettile restando offesa per ore...
- Che come si offendeva lei... nessuno!
- Mi manca tanto...
- E ti ricordi quando per giocare avevo spruzzato il repellente oleoso per le zanzare sul pavimento e tu sei scivolata? Che ridere!
- Quello non fa ridere!
- Lo dici tu... io rido ogni volta che ci ripenso... non riuscivi più ad alzarti, continuavi a scivolare!
- E quella volta che........

Niente ha sapore di buono come i ricordi condivisi con chi ami.
Un pomeriggio di pioggia, una tazza di tè e una fetta di torta...


Questa crostata arriva direttamente da uno dei blog più belli del web, un blog che recentemente è diventato uno di quei libri che non ti stanchi mai di sfogliare.
La crostata è quella di Sabrine di Fragole a Merenda e io non ho cambiato una virgola della sua ricetta (cosa molto rara per me che tendo a stravolgere tutte le ricette).
Vi lascio la ricetta per comodità ma vi consiglio di andare a vedere anche la sua...



INGREDIENTI
(per la frolla)
125 grammi di farina di riso
125 grammi di farina bianca 00
80 grammi di zucchero 
un pizzico di sale fino 
125 grammi di burro freddo a cubetti (più un pezzetto per ungere lo stampo)
40 millilitri di acqua ghiacciata

(per la ganache) 
250 millilitri di panna fresca 
200 grammi di cioccolato fondente
un pizzico di sale fino

(per la composta di lamponi)
una vaschetta di lamponi 
due cucchiai di zucchero 
due cucchiai d'acqua

(per decorare)
una vaschetta di lamponi

Ho mescolato in una ciotola le farine con lo zucchero e il sale, ho aggiunto il burro e ho impastato velocemente fino ad ottenere delle briciole. Ho aggiunto l'acqua continuando ad impastare formando un panetto che ho lasciato riposare in frigo (coperto) per circa un quarto d'ora.
Ho acceso  il forno a 180 gradi e ho imburrato uno stampo da crostata.
Ho steso la pasta nella teglia facendola aderire bene.
Ho poggiato un foglio di carta da forno sulla base di pasta e l'ho coperta con dei fagioli secchi. Ho cotto in forno per circa 20 minuti, l'ho sfornata, ho eliminato la carta e i fagioli e ho lasciato raffreddare bene.
Per la composta ho messo in un pentolino i lamponi sciacquati con delicatezza, lo zucchero e l'acqua,
Ho lasciato cuocere fino ad ottenere la consistenza di una marmellata.
Ho lasciato raffreddare.
Ho preparato la ganache mettendo la panna il sale in un pentolino.
L'ho portata quasi ad ebollizione e vi ho versato il cioccolato spezzettato.
Ho mescolato bene fino ad ottenere una bella crema scura.
Ho lasciato intiepidire mescolando ogni tanto.
Ho steso la composta sulla base di pasta e poi ho versato la ganache.
Ho messo a solidificare in frigo per un paio d'ore e poi ho decorato con i lamponi rimasti.
E' meravigliosa... grazie Sabrine...



Il bollitore e il piattino bianco e blu arrivano da Rue de la Brocante

venerdì 21 agosto 2015

INSALATA TIEPIDA DI POLLO E PEPERONI... TU QUANDO LO FAI?



- Che fai, lo fai?
- Lo fanno tutte perchè tu no?
- Fallo... che ci vuole?
- Ma quando lo scrivi tu 'sto libro?
- L'hai visto il nuovo libro di tizia/tizio?
Il libro, oggetto di odio-amore-disprezzo-venerazione.
Ogni food blogger che si rispetti ne ha già scritto almeno uno e ne ha un altro in cantiere.
C'è chi lo ha fatto sui lievitati e chi sulle farine. Chi ha parlato di merende e chi di conserve.
Dominano le pagine di Amazon con le loro copertine perfette, bellissime.
Foto e ricette curatissime, immagini in cui perdersi.
C'è chi ne annuncia l'uscita imminente raccontando di come sia successo tutto così per caso, senza sforzo, con l'editore di turno che ha contattato l'ignara e innocente food blogger e dopo pochi attimi e sguardi languidi... voilà... il libro era pronto.
Quasi che le immagini meravigliose, le ricette invoglianti e l'atmosfera deliziosamente retrò siano fluite dalla mente alla carta senza il minimo sforzo.
Resto sempre affascinata da queste donne incredibili, dalla loro bravura, dalla loro classe e dal loro buon gusto. Sono la mia fonte di ispirazione e da loro cerco ogni giorno di imparare qualcosa... ma la strada è decisamente lunga...
E' per questo che alla domanda "ma tu quando lo fai un libro?" mi ritraggo spaventata e cambio argomento.
La verità è che non sarei in grado di competere con tanta bellezza e perfezione.
La verità è che io per scrivere una ricetta ci metto un sacco di tempo perchè sono ansiosa e ricontrollo gli ingredienti e le dosi millemila volte... che non si sa mai... e non vorrei mai essere colpevole di disastri culinari altrui.
La verità è che io le foto proprio non le so fare e per farne uscire tre decenti devo fare almeno una quarantina di scatti nei modi più assurdi rischiando di rompermi la testa o di ferirmi gravemente salendo sulle sedie e sui davanzali delle finestre per cercare l'inquadratura giusta e la luce migliore.
La verità è che io cucino cose semplici e per niente originali, non conosco la fava tonka o come caspita si chiama, il wasabi mi fa starnutire e confondo la spirulina con l'aspirina.
Sono una food blogger della domenica.
Sono l'anti-food blogger.
Sono una che si siede davanti al pc e lascia che le dita scorrano sulla tastiera.
Quando comincio a scrivere un post non so mai cosa racconterò veramente, cosa ne uscirà.
Alla faccia della professionalità proprio.
Quello che mi piace veramente fare è raccontare.
Raccontare agli altri ma soprattutto a me stessa visto che io stessa non so mai come andrà a finire la storia.
Come quella che da un po' di tempo abita in un file del mio pc.
Un file che cresce sempre di più perchè la storia va avanti, giorno per giorno.
La storia di una gatta rossa, di una cucina e dei suoi abitanti.
Chissà come andrà a finire...


INGREDIENTI
600 grammi di petto di pollo tagliato sottile
un peperone rosso
un peperone giallo
un peperone verde
un ciuffo di prezzemolo 
due cucchiai di senape
mezzo limone
uno spicchio d'aglio
sale
pepe
olio extravergine

Ricetta liberamente ispirata da un vecchio numero di Sale & Pepe...
Ho tagliato a striscioline i peperoni e li ho cotti in padella con poco olio e sale lasciandoli leggermente al dente.
Ho cotto le fettine di petto di pollo sulla piastra ben calda.
In una ciotola ho mescolato sei cucchiai d'olio con la senape, il succo di mezzo limone, un pizzico di sale, lo spicchio d'aglio schiacciato.
Ho trasferito pollo e peperoni su un piatto da portata e vi ho versato sopra il condimento.
Ho cosparso col prezzemolo tritato e il pepe.
Nella ricetta c'erano anche le mandorle tostate, io non le avevo ma la prossima volta proverò a metterle.


mercoledì 19 agosto 2015

TORTA ROVESCIATA CON BANANE E ZENZERO


Una di quelle mattine in cui il caldo e l'afa hanno finalmente allentato la morsa e la pioggia scende con delicatezza, lavando via polvere e siccità, donando nuova speranza al prato ormai giallo e alle poche piante del mio giardino riuscite a sfuggire alla furia distruttrice di Mia, la mia cucciola di labrador nera detta anche "Il terrore dei giardinieri".
Amo profondamente i giorni di fine estate... è l'unica parte dell' estate che mi piace veramente, quando l'aria rinfresca e la luce diventa più morbida.
Amo i temporali e gli arcobaleni.
Amo sentire le energie e la voglia di fare che ritornano...
Oggi vi lascio la ricetta di una torta all'apparenza impegnativa ma in realtà facilissima e di grande soddisfazione oltre che molto bella.
La ricetta è di Lorraine Pascal e l'ho trovata qui.
Secondo me è la torta perfetta da preparare mentre fuori piove...


INGREDIENTI
Per la base:
150 grammi di burro
175 grammi di zucchero di canna
4 uova
100 grammi di farina autolievitante
75 grammi di farina integrale
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia (o i semini di mezzo baccello)
1 cucchiaino raso di lievito in polvere
3 cucchiaini rasi di zenzero in polvere
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 cucchiaio di miele (o sciroppo d'acero)
50 grammi di noci pecan
1 pizzico di sale
2 banane
un cucchiaio di brandy

Per il caramello:
50 grammi di burro (più un cucchiaio per ungere la teglia
50 grammi di zucchero di canna

Per servire:
panna montata o gelato alla vaniglia

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Imburrare uno stampo a cerniera col diametro di 20 centimetri, rivestirla di carta da forno e imburrare anche la carta.
Preparare il caramello facendo fondere a fuoco basso il burro e lo zucchero. Mescolare bene e cuocere finchè diventa appiccicoso e trasparente.
Distribuire uniformemente il caramello sul fondo della teglia.
In una padella dal fondo spesso far tostare le noci pecan per pochi minuti e lasciarle raffreddare. Quindi tritarle grossolanamente.
Montare a crema il burro e lo zucchero utilizzando le fruste ad alta velocità, aggiungere le uova (una alla volta), unire le noci pecan, la vaniglia, lo zenzero, la cannella, il miele e il sale sempre mescolando.
Setacciare le due farine con il lievito e unire con delicatezza al composto stando attenti a non smontarlo.
Tagliare a fettine regolari le banane e disporle in ordine sul fondo della teglia lasciando poco spazio fra una fettina e l'altra.
Bagnare con il cucchiaio di brandy.
Versare il composto per la torta sulle banane, livellando con delicatezza.
Infornare e cuocere per 35 minuti circa. Controllare la cottura e, nel caso, proseguire ancora per cinque minuti.
Sfornare la torta e lasciarla raffreddare per una decina di minuti.
Poi sfilare con delicatezza l'anello dell stampo e capovolgere la torta su un piatto.
Rimuovere con delicatezza la carta da forno.
Servire con panna montata o gelato alla vaniglia dopo aver fatto completamente raffreddare il dolce.


mercoledì 29 luglio 2015

ARRIVEDERCI...


E' tempo di una piccola pausa estiva.
Ci rileggiamo fra qualche settimana!
Lascio qualcosa di dolce e fresco per chi passerà di qua...
A presto!

lunedì 27 luglio 2015

SORBETTO ALL'ANGURIA



Questa notte ha piovuto finalmente.
Poco, solo per una quindicina di minuti, ma almeno ha piovuto.
Era un mese buono che qui non pioveva.
Il mio prato è giallo, le piante assetate.
Gli alberi lungo il fiume sembrano quasi polverosi e il fiume è un rigagnolo.
E' incredibile come possa modificare il paesaggio la totale mancanza d'acqua.
E' incredibile come siamo abituati a dare per scontato di avere sempre a disposizione quella fonte di vita che è l'acqua.
Ed è inevitabile pensare a quei paesi dove la siccità regna sovrana, dove le persone sono costrette a camminare per chilometri per poter avere poca acqua.
Stanotte, mentre sentivo finalmente il rumore della pioggia, pensavo alla fortuna di essere nata in questa parte del mondo, quella ricca, quella in cui le persone non devono lottare quotidianamente per la sopravvivenza.
Ho pensato che è stato solo un caso che io sia nata da questa parte.
Ho pensato alla disperazione di chi sceglie di attraversare il mare pur di fuggire.
Verso una terra promessa.
Ho pensato che questa riflessione dovrebbero farla tutti i Salvini del mondo.
Non siamo migliori.
Siamo solo stati più fortunati...

********



Una ricetta fresca, composta in prevalenza da frutta ed acqua per darci conforto in questi giorni di caldo.
Non me ne vogliate ma io aspetto con ansia l'autunno...


INGREDIENTI
500 grammi di anguria
200 grammi di zucchero a velo
un albume
acqua

Pulire l'anguria e privarla di semi e filamenti.
In un pentolino versare 200 ml di acqua e 150 grammi di zucchero a velo.
Cuocere lo sciroppo per una decina di minuti, spegnere e lasciarlo raffreddare.
Frullare l'anguria con lo sciroppo freddo e tenere da parte.
Preparare uno sciroppo con due cucchiai d'acqua e lo zucchero rimasto mescolando a fuoco lento fino a che lo zucchero non sia totalmente sciolto e il composto appiccicoso.
Montare a neve l'albume e unirvi lo sciroppo ancora caldo.
Unire condire delicatezza l'albume montato a neve all'anguria.
Conservare freezer per almeno quattro ore mescolando ogni mezz'ora con una forchetta.


Trovate questa ed altre mie ricette sul numero di luglio-agosto di Abitare Country che potete sfogliare anche on-line qui http://www.abitarecountry.it/abitare-country/abitare-country-in-edicola-2/

E, a proposito di riviste, non perdetevi il numero di agosto di Sale & Pepe... nella pagina dedicata al web si parla anche di me!

giovedì 16 luglio 2015

ORECCHIETTE CON PESTO DI MELANZANE E ERBE AROMATICHE


E' un'estate caldissima questa... di quelle che non danno tregua e lasciano quel senso di stordimento che fa prendere le distanze dalla realtà.
Lavoro, leggo, penso, medito.
Mi rendo conto che sto cambiando pelle.
Mi sto prendendo il giusto tempo per farlo.
La cucina, che poi dovrebbe essere l'argomento principale di questo blog, sta passando in secondo piano in queste giornate torride. Sono piatti semplici che richiedono meno fatica possibile,
Come questa pasta, profumatissima e appagante con il minimo sforzo...


INGREDIENTI
(per quattro persone)
una grossa melanzana
due spicchi d'aglio
un peperoncino fresco
un pizzico di timo
qualche foglia di menta
qualche foglia di basilico
sale
olio extravergine
350 grammi di orecchiette

Una di quelle ricette pigre, senza dosi precise.
Ho tagliato a piccoli pezzi la melanzana.
In una padella ho lasciato imbiondire uno spicchio d'aglio in poco olio, l'ho eliminato e ho unito la melanzana, cuocendola fino a farla diventare morbida.
Ho frullato la melanzana con l'altro spicchio d'aglio, mezzo peperoncino, un pizzico di sale, poco timo, qualche foglia di menta e basilico.
Ho aggiunto olio a filo fino ad ottenere una crema con cui ho condito la pasta.
Ho servito con basilico e menta tagliati a striscioline e il peperoncino rimasto tritato grossolanamente.
Si mangia tiepida o fredda.


mercoledì 8 luglio 2015

POLPETTE DI MELANZANE... E LA CHIAMANO ESTATE...




Che io non amo l'estate è risaputo.
Che l'estate non ama me è una scoperta che ho fatto recentemente.
Non vorrei credere a cose come "sfortuna" "iella" ecc. ma i fatti mi costringono a farlo.
Basta guardare le ultime due estati e quella che stiamo vivendo ora.
Estate 2013 (detta anche "La 'Starda)
Si rompono nell'ordine: forno, impastatrice e cassetta del water. Alla figlia numero uno scoppia una gomma dell'auto. Una laringite bastarda dentro mi costringe a due mesi di antibiotico.
Estate 2014 (conosciuta anche come "Perdete ogni speranza"
Comincia con una serie di rovesci finanziari e lavorativi che nemmeno in "Oliver Twist" si arriva a tanto. Poi una serie di problemi di salute di mio marito che nemmeno il Dottor House sarebbe riuscito a risolvere, diagnosticati alla fine con il comune dominatore di "stress". Nel frattempo ci abbandona la batteria dell'auto. Il Nano, nonchè figlio numero 4, finisce in pronto soccorso dopo aver lasciato buona parte del suo ginocchio nel cortile parrocchiale.
E veniamo ora all'estate 2015...
Parte già con la primavera con alcuni problemi di salute della sottoscritta.
Poi sembra tacere tutto.
Aspettiamo con un filo di ansia ma... nulla... giugno passa senza disgrazie di rilievo.
Quasi quasi ci rilassiamo...
Poi inizia luglio...
E in una calda mattina di sole, mentre la lavatrice fa quello che normalmente fanno le lavatrici, cioè il bucato, un odore acre e pungente colpisce le nostre narici.
E' un odore che potrebbe esserci nel caso qualcuno avesse deciso di preparare una grigliata di copertoni dell'auto... e aleggia proprio nei dintorni dell'ignara lavatrice che continua serenamente a lavare.
Cominciamo le indagini annusando tutto come segugi inglesi. Nulla. Le prese di corrente non puzzano, i tubi non puzzano e non scottano, la lavatrice gira e lava serena. E la puzza aumenta.
Non potendo fermare il lavaggio decidiamo di aspettarne la fine. Nel frattempo, così tanto per farci del male, le figlie ed io cerchiamo su internet notizie sull'argomento. Ci si apre un mondo. Racconti apocalittici di esplosioni e corto circuiti. Danni collaterali a iosa. Già solo la parola "esplosioni" ci manda nel panico e decidiamo di isolare la sventurata puzzona chiudendoci dall'altra parte della casa in attesa della fine del lavaggio. O dell'esplosione. O di entrambi.
Alla fine il lavaggio finisce. Il bucato è perfetto. Niente e nessuno è esploso.
Lo prendo come un buon segno e chiamo il tecnico con il tono leggero di chi si rivolge al medico per un piccolo raffreddore, così solo per scrupolo che tanto si sa che non è niente.
Il tecnico non sembra condividere il mio ottimismo, mi consiglia di non usare la lavatrice fino al suo arrivo, cioè alle quindici del giorno dopo. Non mi preoccupo e perchè dovrei? In fondo la lavatrice lava e fa tutti i suoi doveri, l'unico sintomo è che puzza... ecchesaràmai????
Tralasciando il fatto che il tecnico non arriva alle quindici, poi nemmeno alle sedici, alle diciassette e alle diciotto ma si presenta con nonchalance alle diciannove e trenta (ma che ve lo dico a fare? sono sicura che conoscete tutti la proverbiale puntualità dei tecnici delle lavatrici), il signore in questione inizia a smontare la paziente, annusando con aria disgustata e sentenziando "è vero, puzza proprio!".
Ma dai? Seguo con ansia i suoi movimenti, adesso non sono più tanto tranquilla. Anche il piccolo Giotto si è accomodato a guardare, fissando il tecnico come fosse un oracolo nella sua consueta posizione che io chiamo "a zampe conserte". Il tecnico mi ignora mentre intavola una animata conversazione con Giotto che lo ascolta rapito.
Alla fine mi degna della sua attenzione e mi guarda con aria contrita...
- E' grave...
- Quanto grave? Si può salvare?
(Mi rendo conto che sembra un dialogo di Grey's anatomy...)
- Non credo... il motore è andato...
E' andato? Come è andato? Dov'è andato? Com'è possibile? Lavava, centrifugava... era serena... pensava di avere una vita davanti.
Enniente. Così è la vita. La nostra lavatrice, compagna di mille bucati... se n'è andata.
Il giorno dopo cerchiamo di metabolizzare e facciamo un giro per negozi incassando con coraggio le notizie sui prezzi attuali delle lavatrici.
Ce ne facciamo una ragione.
Cerchiamo di rimanere calmi e sereni. Zen...
Finchè lunedì sera mio marito è arrivato a casa.
E mentre stava mettendo la macchina in box il cambio è collassato.
Si è incastrato in prima.
Le altre marce... come se non esistessero.
Pare che il cambio sia andato.
Non si sa dove... forse dov'è andata la lavatrice...
Benvenuta estate...
Te possino....

********


INGREDIENTI
 2 melanzane grosse
2 uova 
3-4 cucchiai di pangrattato 
50 grammi di parmigiano grattugiato
50 grammi di pecorino grattugiano
qualche fogliolina di menta tritata (oppure prezzemolo o basilico)
quattro o cinque cucchiai di farina 
olio per friggere
sale
pepe
un pizzico di aglio in polvere

Ho lavato le melanzane e le ho tagliate a cubetti piccoli.
Ho portato a bollore una pentola di acqua salata e ho sbollentato le melanzane per circa 7 minuti.
Le ho scolate e le ho lasciate intiepidire in uno scolapasta per far perdere l'acqua.
Le ho strizzate bene e le ho messe in una terrina con il pane grattugiato, i formaggi, le uova, l'aglio, la menta, sale e pepe.
Ho formato delle polpette, le ho passate nella farina e le ho fritte in olio ben caldo.



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