mercoledì 29 luglio 2015

ARRIVEDERCI...


E' tempo di una piccola pausa estiva.
Ci rileggiamo fra qualche settimana!
Lascio qualcosa di dolce e fresco per chi passerà di qua...
A presto!

lunedì 27 luglio 2015

SORBETTO ALL'ANGURIA



Questa notte ha piovuto finalmente.
Poco, solo per una quindicina di minuti, ma almeno ha piovuto.
Era un mese buono che qui non pioveva.
Il mio prato è giallo, le piante assetate.
Gli alberi lungo il fiume sembrano quasi polverosi e il fiume è un rigagnolo.
E' incredibile come possa modificare il paesaggio la totale mancanza d'acqua.
E' incredibile come siamo abituati a dare per scontato di avere sempre a disposizione quella fonte di vita che è l'acqua.
Ed è inevitabile pensare a quei paesi dove la siccità regna sovrana, dove le persone sono costrette a camminare per chilometri per poter avere poca acqua.
Stanotte, mentre sentivo finalmente il rumore della pioggia, pensavo alla fortuna di essere nata in questa parte del mondo, quella ricca, quella in cui le persone non devono lottare quotidianamente per la sopravvivenza.
Ho pensato che è stato solo un caso che io sia nata da questa parte.
Ho pensato alla disperazione di chi sceglie di attraversare il mare pur di fuggire.
Verso una terra promessa.
Ho pensato che questa riflessione dovrebbero farla tutti i Salvini del mondo.
Non siamo migliori.
Siamo solo stati più fortunati...

********



Una ricetta fresca, composta in prevalenza da frutta ed acqua per darci conforto in questi giorni di caldo.
Non me ne vogliate ma io aspetto con ansia l'autunno...


INGREDIENTI
500 grammi di anguria
200 grammi di zucchero a velo
un albume
acqua

Pulire l'anguria e privarla di semi e filamenti.
In un pentolino versare 200 ml di acqua e 150 grammi di zucchero a velo.
Cuocere lo sciroppo per una decina di minuti, spegnere e lasciarlo raffreddare.
Frullare l'anguria con lo sciroppo freddo e tenere da parte.
Preparare uno sciroppo con due cucchiai d'acqua e lo zucchero rimasto mescolando a fuoco lento fino a che lo zucchero non sia totalmente sciolto e il composto appiccicoso.
Montare a neve l'albume e unirvi lo sciroppo ancora caldo.
Unire condire delicatezza l'albume montato a neve all'anguria.
Conservare freezer per almeno quattro ore mescolando ogni mezz'ora con una forchetta.


Trovate questa ed altre mie ricette sul numero di luglio-agosto di Abitare Country che potete sfogliare anche on-line qui http://www.abitarecountry.it/abitare-country/abitare-country-in-edicola-2/

E, a proposito di riviste, non perdetevi il numero di agosto di Sale & Pepe... nella pagina dedicata al web si parla anche di me!

giovedì 16 luglio 2015

ORECCHIETTE CON PESTO DI MELANZANE E ERBE AROMATICHE


E' un'estate caldissima questa... di quelle che non danno tregua e lasciano quel senso di stordimento che fa prendere le distanze dalla realtà.
Lavoro, leggo, penso, medito.
Mi rendo conto che sto cambiando pelle.
Mi sto prendendo il giusto tempo per farlo.
La cucina, che poi dovrebbe essere l'argomento principale di questo blog, sta passando in secondo piano in queste giornate torride. Sono piatti semplici che richiedono meno fatica possibile,
Come questa pasta, profumatissima e appagante con il minimo sforzo...


INGREDIENTI
(per quattro persone)
una grossa melanzana
due spicchi d'aglio
un peperoncino fresco
un pizzico di timo
qualche foglia di menta
qualche foglia di basilico
sale
olio extravergine
350 grammi di orecchiette

Una di quelle ricette pigre, senza dosi precise.
Ho tagliato a piccoli pezzi la melanzana.
In una padella ho lasciato imbiondire uno spicchio d'aglio in poco olio, l'ho eliminato e ho unito la melanzana, cuocendola fino a farla diventare morbida.
Ho frullato la melanzana con l'altro spicchio d'aglio, mezzo peperoncino, un pizzico di sale, poco timo, qualche foglia di menta e basilico.
Ho aggiunto olio a filo fino ad ottenere una crema con cui ho condito la pasta.
Ho servito con basilico e menta tagliati a striscioline e il peperoncino rimasto tritato grossolanamente.
Si mangia tiepida o fredda.


mercoledì 8 luglio 2015

POLPETTE DI MELANZANE... E LA CHIAMANO ESTATE...




Che io non amo l'estate è risaputo.
Che l'estate non ama me è una scoperta che ho fatto recentemente.
Non vorrei credere a cose come "sfortuna" "iella" ecc. ma i fatti mi costringono a farlo.
Basta guardare le ultime due estati e quella che stiamo vivendo ora.
Estate 2013 (detta anche "La 'Starda)
Si rompono nell'ordine: forno, impastatrice e cassetta del water. Alla figlia numero uno scoppia una gomma dell'auto. Una laringite bastarda dentro mi costringe a due mesi di antibiotico.
Estate 2014 (conosciuta anche come "Perdete ogni speranza"
Comincia con una serie di rovesci finanziari e lavorativi che nemmeno in "Oliver Twist" si arriva a tanto. Poi una serie di problemi di salute di mio marito che nemmeno il Dottor House sarebbe riuscito a risolvere, diagnosticati alla fine con il comune dominatore di "stress". Nel frattempo ci abbandona la batteria dell'auto. Il Nano, nonchè figlio numero 4, finisce in pronto soccorso dopo aver lasciato buona parte del suo ginocchio nel cortile parrocchiale.
E veniamo ora all'estate 2015...
Parte già con la primavera con alcuni problemi di salute della sottoscritta.
Poi sembra tacere tutto.
Aspettiamo con un filo di ansia ma... nulla... giugno passa senza disgrazie di rilievo.
Quasi quasi ci rilassiamo...
Poi inizia luglio...
E in una calda mattina di sole, mentre la lavatrice fa quello che normalmente fanno le lavatrici, cioè il bucato, un odore acre e pungente colpisce le nostre narici.
E' un odore che potrebbe esserci nel caso qualcuno avesse deciso di preparare una grigliata di copertoni dell'auto... e aleggia proprio nei dintorni dell'ignara lavatrice che continua serenamente a lavare.
Cominciamo le indagini annusando tutto come segugi inglesi. Nulla. Le prese di corrente non puzzano, i tubi non puzzano e non scottano, la lavatrice gira e lava serena. E la puzza aumenta.
Non potendo fermare il lavaggio decidiamo di aspettarne la fine. Nel frattempo, così tanto per farci del male, le figlie ed io cerchiamo su internet notizie sull'argomento. Ci si apre un mondo. Racconti apocalittici di esplosioni e corto circuiti. Danni collaterali a iosa. Già solo la parola "esplosioni" ci manda nel panico e decidiamo di isolare la sventurata puzzona chiudendoci dall'altra parte della casa in attesa della fine del lavaggio. O dell'esplosione. O di entrambi.
Alla fine il lavaggio finisce. Il bucato è perfetto. Niente e nessuno è esploso.
Lo prendo come un buon segno e chiamo il tecnico con il tono leggero di chi si rivolge al medico per un piccolo raffreddore, così solo per scrupolo che tanto si sa che non è niente.
Il tecnico non sembra condividere il mio ottimismo, mi consiglia di non usare la lavatrice fino al suo arrivo, cioè alle quindici del giorno dopo. Non mi preoccupo e perchè dovrei? In fondo la lavatrice lava e fa tutti i suoi doveri, l'unico sintomo è che puzza... ecchesaràmai????
Tralasciando il fatto che il tecnico non arriva alle quindici, poi nemmeno alle sedici, alle diciassette e alle diciotto ma si presenta con nonchalance alle diciannove e trenta (ma che ve lo dico a fare? sono sicura che conoscete tutti la proverbiale puntualità dei tecnici delle lavatrici), il signore in questione inizia a smontare la paziente, annusando con aria disgustata e sentenziando "è vero, puzza proprio!".
Ma dai? Seguo con ansia i suoi movimenti, adesso non sono più tanto tranquilla. Anche il piccolo Giotto si è accomodato a guardare, fissando il tecnico come fosse un oracolo nella sua consueta posizione che io chiamo "a zampe conserte". Il tecnico mi ignora mentre intavola una animata conversazione con Giotto che lo ascolta rapito.
Alla fine mi degna della sua attenzione e mi guarda con aria contrita...
- E' grave...
- Quanto grave? Si può salvare?
(Mi rendo conto che sembra un dialogo di Grey's anatomy...)
- Non credo... il motore è andato...
E' andato? Come è andato? Dov'è andato? Com'è possibile? Lavava, centrifugava... era serena... pensava di avere una vita davanti.
Enniente. Così è la vita. La nostra lavatrice, compagna di mille bucati... se n'è andata.
Il giorno dopo cerchiamo di metabolizzare e facciamo un giro per negozi incassando con coraggio le notizie sui prezzi attuali delle lavatrici.
Ce ne facciamo una ragione.
Cerchiamo di rimanere calmi e sereni. Zen...
Finchè lunedì sera mio marito è arrivato a casa.
E mentre stava mettendo la macchina in box il cambio è collassato.
Si è incastrato in prima.
Le altre marce... come se non esistessero.
Pare che il cambio sia andato.
Non si sa dove... forse dov'è andata la lavatrice...
Benvenuta estate...
Te possino....

********


INGREDIENTI
 2 melanzane grosse
2 uova 
3-4 cucchiai di pangrattato 
50 grammi di parmigiano grattugiato
50 grammi di pecorino grattugiano
qualche fogliolina di menta tritata (oppure prezzemolo o basilico)
quattro o cinque cucchiai di farina 
olio per friggere
sale
pepe
un pizzico di aglio in polvere

Ho lavato le melanzane e le ho tagliate a cubetti piccoli.
Ho portato a bollore una pentola di acqua salata e ho sbollentato le melanzane per circa 7 minuti.
Le ho scolate e le ho lasciate intiepidire in uno scolapasta per far perdere l'acqua.
Le ho strizzate bene e le ho messe in una terrina con il pane grattugiato, i formaggi, le uova, l'aglio, la menta, sale e pepe.
Ho formato delle polpette, le ho passate nella farina e le ho fritte in olio ben caldo.



mercoledì 1 luglio 2015

MUFFIN SALATI CON ZUCCHINE, MOZZARELLA E PROSCIUTTO CRUDO... RIFLESSIONI...


Sono passati un po' di giorni dall'ultimo post.
Avevo bisogno di pensare.
L'ultimo post ha scatenato alcune reazioni che davvero non prevedevo.
E mi ha dato spunto per molte riflessioni.
Ultimissime dal Forno è un blog nato per gioco, uno scherzo tra amiche.
Poi... un post dietro l'altro... è diventato molto di più.
E' diventato la mia valvola di sfogo, un diario dei miei pensieri.
E' diventato il mezzo per comunicare con le amiche geograficamente lontane.
E' diventato il mio psicoterapeuta personale.
Qui sono custoditi pensieri e ricordi preziosi.
Questa è casa mia.
Ma è anche diventato, senza che ciò fosse previsto, un blog molto letto e seguito da chi ama la cucina, la vita semplice e le chiacchiere (e qui si chiacchiera un sacco).
Il rovescio della medaglia è che è diventato anche il mezzo per farsi gli affari miei.
Perchè non sempre chi viene a leggere è attratto dalla ricetta o dalle foto o dalle chiacchiere.
Non è sempre con spirito amico che un post viene letto.
Lo so che non succede solo a me ma alla maggior parte dei blogger.
Un momento stai scrivendo per quattro amiche e il momento dopo le amiche diventano quattromila...e non sono tutte amiche.
Così, come sempre nel mondo della comunicazione, per ogni frase scritta ci sono infinite chiavi di lettura e di interpretazione, tutte a discrezione del lettore.
E può anche capitare di trovarmi, non si sa come, a dover giustificare quello che ho scritto con persone che non mi conoscono, che non sanno niente della mia vita, dei miei pensieri.
Per giorni mi sono sentita strana. Un po' paranoica.
Per giorni mi sono trastullata con l'idea di chiudere il blog.
O di cambiarne l'anima trasformandolo in uno strumento commerciale di quelli che piacciono tanto alle aziende: foto, ingredienti, ricetta e promozione degli ingredienti che "pagano". Stop.
Ovviamente questa seconda idea mi fa inorridire e quindi ho ricominciato a trastullarmi con l'idea di chiudere tutto: blog e pagina facebook. Via anche il profilo personale da ogni social e via... scivolare in un felice anonimato.
D'altra parte mi sentivo totalmente incapace di scrivere anche una sola parola. Il vuoto totale.
Io amo questo blog, amo scrivere.
Mi sono conquistata ogni lettore, ogni azienda che mi ha dato fiducia.
Ma qualcosa è cambiato. Se prima scrivevo prima di tutto per me stessa, felicemente inconsapevole di quanti mi avrebbero letta, ora non posso più permettermelo.
Devo scrivere con la consapevolezza che, fra tante persone che vengono a leggere con affetto, ce ne sono altre che leggono per passare al setaccio ogni parola, chissà mai che non venga fuori la possibilità di farmi del male.
Ho passato giorni a chiedermi perchè.
Ma non c'è risposta.
Mia nonna diceva che non si può piacere a tutti e posso essere d'accordo.
Però tra amare e detestare c'è una splendida via di mezzo che si chiama indifferenza.
Ora... è evidente che se sto scrivendo questo post alla fine ho deciso di andare avanti.
Non sarà con lo stesso spirito giocoso di prima perchè quel momento è purtroppo finito.
Ma io continuo. Cucino, fotografo e scrivo.
Scrivo tanto, anche fuori dal blog... e magari fra qualche tempo farò leggere anche a voi quello che sto scrivendo... chissà...

"Le parole sono finestre (oppure muri)."
(Marshall B. Rosenberg)



Adoro tutte le ricette che prevedono la cottura in forno.
Il nome di questo blog non è un caso.
Lo accendo anche col caldo, magari al mattino, quando il clima è più vivibile.
Vuoi mettere il profumo che si sprigiona? Quella sensazione di star preparando qualcosa che farà stare bene le persone che ami?
E poi il forno è perfetto per tutte le ricette svuotafrigo, quelle che "vediamo cosa trovo" e poi ti viene fuori qualcosa di meraviglioso.
Come questi muffin, preparati per salvare un paio di zucchine che si stavano lentamente spegnendo in fondo al frigo e una mozzarella che era rimasta sola e triste dopo che le sue coinquiline erano state usate per farcire una pizza margherita...


INGREDIENTI
300 grammi di farina 00
75 grammi di maizena (amido di mais)
125 millilitri di latte
un vasetto di yogurt bianco naturale
100 grammi di burro fuso
due cucchiai di parmigiano grattugiato
2 uova
1 bustina di lievito per torte salate
1 cucchiaino raso di sale
una mozzarella tagliata a dadini
100 grammi di prosciutto crudo tritato
due zucchine piccole tagliate a cubetti
olio extravergine

La base è quella dei muffin ai peperoni che avevo pubblicato qui, ho semplicemente variato la farcitura.
Ho versato due cucchiai d'olio in una padella antiaderente e ho cotto le zucchine per una decina di minuti a fuoco basso. Poi le ho lasciate raffreddare.
In una ciotola ho unito tutti gli ingredienti secchi: la farina, la maizena, il parmigiano, il lievito e il sale.
A parte ho sbattuto le uova con il latte, lo yogurt e il burro fuso e raffreddato.
Ho versato gli ingredienti umidi nella ciotola di quelli secchi, mescolando giusto il necessario per amalgamarli.
Ho unito le zucchine, la mozzarella e il prosciutto.
Ho versato nei pirottini da muffin e cotto nel forno preriscaldato a 170 gradi per circa 25 minuti.
Buonissimi a temperatura ambiente.


lunedì 22 giugno 2015

PACCHERI CON SUGO DI POMODORO PICCANTE, STRACCIATELLA DI BURRATA E BRICIOLE PICCANTI... VICINI, QUESTI (S)CONOSCIUTI...




Esiste una razza al mondo fra le più temute e pericolose.
Una razza terrificante che non si può combattere con armi convenzionali. Una razza infida, feroce, impietosa e determinata a distruggere.
Si tratta dei vicini di casa.
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha avuto a che fare con un individuo di questa specie.
Si presenta con varie tipologie, tutte ugualmente letali.

Il finto buono
Una delle più pericolose. Si riconosce dal sorriso a settantasette denti di cui il cinquanta per cento costituito da zanne pericolosissime.
Il finto buono ti saluta sempre, spesso arriva anche a chiederti come stai e magari ti tiene anche aperto il cancelletto d'ingresso. Però appena ti volti trama alle tue spalle, sparla con gli altri vicini e con nonchalance lancia oggetti potenzialmente pericolosi per cani e bambini nel tuo giardino, il tutto circondato da un'aura di luce soffusa e celestiale mentre scuote la testa con riprovazione al tuo passaggio perchè lui "sa" quali nefandezze nascondi.

L'arrogante aggressivo
E' il padrone assoluto della sua proprietà, delle proprietà comuni e pure della tua proprietà. O almeno è convinto di esserlo. Decreta le regole nella sua e nella tua casa con un piglio da dittatore e la mascella stretta in segno di disprezzo.
L'arrogante aggressivo stabilisce e cambia le regole a suo uso e consumo ed è chiaro che lui ha sempre ragione e tu hai sempre torto. Se per esempio tuo figlio gioca nel tuo giardino con un amico alle quattro e mezza del pomeriggio e tu ritieni che sia un orario più che legittimo per giocare fuori lui stabilisce che gli immondi ragazzini sono elementi di disturbo per la pace del condominio, della via, del paese, dell'Italia, del mondo e dell'universo. Pure gli alieni del lontano pianeta "Machiticonosceattè" pare gli abbiano mandato un messaggio su whatsapp per chiedergli di riportare la pace ed il silenzio. Se però lui decide di ravanare nel suo box (che guarda caso sta proprio sotto la finestra della tua camera da letto) all'una di notte facendo una confusione degna di una battaglia aliena (ma quanto mi piace citare gli alieni in questo post) tu non puoi lamentarti altrimenti sei una rompiscatole e pure maleducata. L'arrogante aggressivo è anche profondamente offeso dal fatto che hai osato recintare il tuo giardino privato impedendogli così l'accesso a suo piacimento. Uno scandalo il tuo che come tale va punito.

L'urlatrice
L'urlatrice non ha bisogno di grandi presentazioni. Ogni quartiere o condominio che si rispetti ne possiede almeno una. L'urlatrice urla. Sempre. In ogni ora del giorno e della notte. I suoi momenti preferiti sono la domenica mattina verso le sette e il pomeriggio verso de due, meglio in estate quando le finestre sono tutte aperte. Non importa chi o cosa sia l'oggetto delle sue urla: un marito, i figli, l'universo... la sostanza non cambia.

Il "iononnesonullaiomifaccioifattimieiiononnehocolpa"
Personaggio subdolo e pericoloso quasi quanto il "finto buono".
Qualsiasi cosa accada non è stato lui. Qualsiasi cosa venga detta non l'ha detta lui.
Lo cogli sul fatto mentre lancia sassi al tuo cane? Non è stato lui.
Ti sbatte la tovaglia in testa riempiendoti i capelli di briciole e torsoli di mela? Stai mentendo, non è stato lui... e poi quali briciole scusa? Quali torsoli? Una visionaria sei...

Il nemico degli animali
Il nemico degli animali ha deciso da tempo che il mondo è proprietà esclusiva dell'uomo e qualsiasi altra forma vivente va estirpata senza pietà. Spesso il nemico degli animali è anche "l'arrogante aggressivo" in una combinazione letale per ogni essere vivente.
I gatti? Vanno eliminati perchè osano fare la pipì sui prati altrui.
I cani? Sono abomini della natura! Sporcano, abbaiano e puzzano.
Gli uccelli? Volano, perdono le piume e defecano per aria.
Gli insetti? Esseri immondi che vanno distrutti a colpi di bombe di insetticita e chilometri di zampirone.
Rane? Topi? Ricci? Anatre? Pipistrelli? Ma che è????? Estirpare! Estirpare!

Il nemico dei bambini
Stessa tipologia dell' arrogante aggressivo e del nemico degli animali. Spesso le tre tipologie albergano nello stesso individuo, creando un essere che avrebbe il suo habitat naturale nel deserto di ghiaccio dell'Antartide ma che purtroppo vive e si riproduce all'interno della comunità.

L'infastidito
Vive in uno stato di perenne fastidio. Prova fastidio per tutto. Non merita neppure considerazione.

Lo so, ce ne sono altri... ma mica posso citarli tutti... Abbiate pazienza, dovrei scrivere un post lungo chilometri... e ancora non basterebbe.
Fatelo voi nei commenti se siete (s)fortunati possessori di vicini di casa insopportabili adorabili.

Attenzione: ogni riferimento a persone e situazioni reali è puramente casuale. O forse no. Ma non lo saprete mai...
Attenzione 2: gli alieni citati sono amici miei e mi hanno concesso il diritto di citazione (ammesso che esista).


******



INGREDIENTI
500 grammi di paccheri
600 grammi di pomodori da sugo
200 grammi di stracciatella di burrata
quattro acciughe in salsa piccante
uno spicchio d'aglio
un ciuffo di basilico
una fetta di pane raffermo
origano
olio extravergine 
peperoncino
sale
zucchero

Ho trovato questa ricetta girovagando sul web una mattina presto, mentre bevevo il caffè in compagnia solo del cellulare. L'ho letta e mi è piaciuta un sacco l'idea però non mi sono salvata il link e non sono più stata in grado di ritrovarla. Per questo non posso citare il blog che me l'ha ispirata (e mi scuso tantissimo) e non ho potuto replicarla fedelmente. Ho creato una versione a mio uso e consumo e devo dire che è venuta buonissima.
Per prima cosa ho preparato il sugo.
Ho fatto un taglio a croce sulla buccia dei pomodori, li ho tuffati per pochi minuti in acqua bollente e poi ho eliminato la buccia e i semi. Poi li ho tritati.
In una casseruola ho fatto colorire uno spicchio d'aglio con le acciughe piccanti, ho versato i pomodori e ho condito con mezzo cucchiaino di zucchero, sale, un pizzico di peperoncino e il basilico.
Ho abbassato la fiamma, messo il coperchio e lasciato cuocere per una ventina di minuti.
A fine cottura ho versato nel sugo una bella cucchiaiata di stracciatella di burrata e ho mescolato bene per farla amalgamare.
Ho sbriciolato il pane.
In un padellino antiaderente ho versato due cucchiai d'olio e vi ho fatto dorare le briciole di pane fino a renderle croccanti e dorate.
Ho cotto i paccheri, li ho versati nella casseruola del sugo e li ho fatti insaporire bene.
Ho servito aggiungendo in ogni piatto una cucchiaiata di stracciatella di burrata, una manciata di briciole croccanti e una spolverata di origano.


Il piatto è di Villa d'Este Home

lunedì 15 giugno 2015

CREMA DI FAVE FRESCHE CON TAGLIOLINI E POMODORO... MI RICORDO...


Niente è più evocativo del profumo dei cibi.
I ricordi fluiscono mentre il coltello sminuzza la cipolla sul tagliere e gli effluvi si spandono per la cucina.
E in un attimo ho nove anni, le gambe magre e un po' storte e una curiosità e una brama di vita che mi divorano.
Ho nove anni e una piccola bicicletta azzurra che è il mio fido destriero nei giochi nel cortile di casa.
Un cortile gremito di bambini in un palazzo di quella Milano vecchia e tradizionale che ormai è scomparsa.
In una di quelle vie dove ci sono i negozi in fila: il forno con il suo profumo di pane, la merceria con i fili e i bottoni colorati e le signore che comprano a metro l'elastico per le mutande e persino la latteria col suo odore forte di formaggio e il piccolo banco di marmo.
Una di quelle vie abitate da famiglie vecchio stampo dove le mamme fanno solo le mamme, sono sempre ben pettinate e in casa indossano il "vestito da casa" e i papà quando la sera tornano trovano la tavola già apparecchiata e la cena pronta.
Ho nove anni e sono un po' innamorata di quel bambino con gli occhi neri e sono certa di volerlo sposare ma... forse invece farò un lungo viaggio in India con la mia amichetta del cuore e insieme addomesticheremo una tigre che con noi sarà buona come un micetto.
Ho nove anni ed è estate, le finestre sono tutte spalancate e io vorrei correre e saltare ma devo fare i compiti delle vacanze e detesto con tutta me stessa la fila di parole che ho davanti a me. Col tempo avrei fatto pace con le parole arrivando ad amarle e a cullarle come perle preziose. Ma non a nove anni.
Dalla finestra accanto esce un profumo delizioso, lo riconosco, è la minestra di fave che la nostra vicina sta preparando per il pranzo.
E' una vecchietta adorabile, una cuoca strepitosa che sa portare nell'asettica città tutti i colori e i sapori della sua terra d'origine, il Salento.
E' la mia vicina preferita anche perchè non manca mai di farci assaggiare le delizie che prepara.
Ci allunga focacce fragranti di origano e pomodorini, succulente parmigiane di melanzane, vasetti di vetro colmi di meravigliose verdure sott'olio, piccole teglie bollenti di pasta al forno.
La amo proprio in verità.
Lei e mia nonna sono state le artefici della mia passione per la cucina e per il cibo in generale.
Quel giorno il profumo è quello della "minestra di fave" la cosa più saporita e confortante mai assaggiata.
Lei ci metteva la cicoria selvatica.
Io nel tempo l'ho replicata in mille modi (senza mai ovviamente arrivare alla sua perfezione).
Questa è la versione più estiva, "rubata" da mia figlia da una nota trasmissione di cucina, una di quelle che lei guarda sempre e si appunta le ricette che poi io le farò.
Nella mia versione le fave sono fresche ma si può realizzare tranquillamente con quelle secche.


INGREDIENTI
(per quattro persone)
500 grammi di fave fresche già sgranate, pulite e private della pellicola esterna
1 cipolla
olio extravergine
sale
pepe nero
120 grammi di tagliolini all'uovo 
un cucchiaino di dado vegetale (il mio home made)
2 pomodori ramati
una foglia di alloro

Pulire e tagliare a velo la cipolla.
Farla appassire in mezzo bicchiere d'olio, aggiungere le fave, tre mestoli di acqua bollente e il dado.
Abbassare la fiamma e far cuocere finchè le fave saranno tenerissime, quasi spappolate, aggiungendo a mano a mano acqua bollente.
Frullare con il frullatore a immersione, rimettere sul fuoco e riportare a bollore.
Intanto mettere sul fuoco una pentola di acqua. portare a bollore immergendovi per qualche minuti i pomodori a cui avrete praticato un taglio a croce per incidere la buccia.
Scolarli, lasciarli raffreddare, sbucciarli e poi tagliarli a cubetti.
Condirli con un cucchiaino d'olio, sale e pepe.
Cuocere i tagliolini nella crema di fave aggiungendo l'acqua necessaria.
Servire con la dadolata di pomodori, olio e una generosa macinata di pepe nero.




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