SHORTBREAD ALL'ARANCIA E CIOCCOLATO


Mi piacerebbe tanto sapere perchè quando inizio a scrivere un post parto con un'idea e poi mi perdo per strada.
Decido, ad esempio, di raccontarvi qualcosa sui dolci tipicamente invernali e poi suona il telefono e mi distraggo e mentre parlo al telefono osservo due bulbi di giacinto e quindi decido di parlarvi dei bulbi di giacinto. Non faccio in tempo a scrivere "bulbi" che Mia inizia ad abbaiare perchè vuole uscire e così, mentre faccio uscire Mia, butto l'occhio al lavandino della cucina e decido di lavare le tazze e, mentre le lavo, osservo che ognuno di noi ha una sua tazza preferita e penso che sarebbe carino raccontarvi di quanto è consolatorio bene il caffè ogni mattina nella propria tazza preferita. Purtroppo, appena mi risiedo al computer, mi accorgo che devo mettere a cuocere il ragù perchè a breve un figlio quasi sedicenne e affamatissimo tornerà da scuola ma, mentre mi viene in mente il figlio (perennemente) affamatissimo, mi ricordo che in lavatrice sono rimaste le divise della squadra di basket e che stasera c'è la partita e quindi devo stenderle prima di subito. Così, mentre stendo le divise, ritengo sia opportuno dedicare un post alla vita frenetica delle mamme, soprattutto se queste mamme hanno due lavori, due cani, quattro figli (di cui due sparsi in giro per il Veneto) e così mi viene in mente che volevo cercare una soluzione per sistemare un armadio nel micro appartamento della figlia numero 1 ma, mentre cerco su Pinterest, (che ve lo dico a fare), mi vengono in mente tante di quelle cose che sono costretta a prendere appunti. Peccato che io venga nuovamente interrotta dal telefono che suona...

E niente, di cosa stavamo parlando?
Di dolci vero?
Provo a restare concentrata.
Questo dolce in particolare è assolutamente invernale e, soprattutto, è velocissimo e semplice, a prova di distratte croniche come me.
La ricetta è di Jamie Oliver e credo sia presente in qualche suo libro di cucina.
Io ho preso appunti (e ti pareva) mentre guardavo una sua trasmissione tv (credo fosse "la cucina con 5 ingredienti") e l'ho preparato la mattina dopo visto che avevo in casa tutti gli ingredienti (che sono appunto cinque e assolutamente basici: burro, farina, zucchero, scorza d'arancia e cioccolato fondente.
Giuro che l'ho preparato mentre facevo altre tre cose contemporaneamente e il risultato è stato ottimo lo stesso!



INGREDIENTI
150 grammi di burro a temperatura ambiente
200 grammi di farina 00
60 grammi di zucchero (più un cucchiaio per decorare)
un'arancia
50 grammi di cioccolato fondente 

Più semplice di così non potrebbe essere.
Ho acceso il forno a 190 gradi in modalità statica.
Ho foderato con carta da forno bagnata e strizzata una tortiera da 22 centimetri di diametro.
In una ciotola ho unito il burro, la farina, lo zucchero e la scorza grattugiata di mezza arancia e ho mescolato strofinando gli ingredienti fra i polpastrelli fino ad ottenere delle briciole (come si fa per il crumble).
Ho versato le briciole nella tortiera e le ho tamponate con le dita (senza impastarle) formando uno strato di circa un centimetro.
Ho punzecchiato con una forchetta e ho infornato.
Il mio shortbread si è cotto in 25 minuti ma vi consiglio di controllarlo dopo 20 minuti (non deve colorirsi troppo).
Appena tolto dal forno ho cosparso la superficie del dolce con lo zucchero rimasto.
Ho sciolto il cioccolato e ho decorato lo shortbread.
Infine ho grattugiato sulla superficie altra scorza d'arancia.
E' una specie di droga, fatelo solo se siete consapevoli che poi ve lo mangerete tutto...


IL QUADERNO DELL'INVERNO - #SEGUILESTAGIONI GENNAIO


L'idea nasce per caso, sempre sul filo conduttore delle "coccole" che, mese per mese, hanno accompagnato i miei post per #seguilestagioni durante il 2018.
Un 2018 che, coccole a parte, non è stato un anno facile per me e la mia famiglia e che ho salutato senza alcun rimpianto.
Dal 2019 non mi aspetto fuochi d'artificio e gloria e successo (ormai ho imparato a bilanciare le aspettative) ma vorrei serenità.
Sono consapevole del fatto che la serenità deve partire prima di tutto da me e sto lavorando per questo dopo le tempeste del 2018.
La frase che voglio tenere in mente per il 2019 è "Pánta rheî" ovvero "tutto scorre". Voglio tenerla bene in mente, ogni giorno.
Perchè ogni cosa passa, anche le peggiori. Anche se quando le stiamo vivendo ci sembra impossibile... passano.

Tornando alle nostre "coccole" e a quella che è la filosofia del progetto #seguilestagioni vorrei concentrarmi proprio sul modo di vivere al meglio ogni stagione, cogliendo il meglio di quello che offre.
Spesso gironzolando per il web oppure leggendo un libro o sfogliando una rivista o semplicemente guardandomi intorno, mi capita di imbattermi in qualche idea o progetto o ricetta che mi piacerebbe replicare. Il più delle volte però me ne dimentico poco dopo.
Ho pensato quindi di tenere a portata di mano un quadernetto dedicato a ogni stagione dove appuntare tutto quello che mi sembra possa rendere più piacevole e divertente la stagione in corso.
Quello che vedete in foto è il mio quadernetto dell'inverno: un piccolo quaderno acquistato da Tiger per 1 euro.
Ho già segnato alcune piccole idee.

♥ Lucine ovunque per creare un'atmosfera calda e confortevole. Quando ho tolto le decorazioni di Natale ho tenuto tutte le file di lucine e le ho distribuite in giro per la casa in aggiunta a quelle che già stazionavano tutto l'anno. Sono bellissime in particolare nel tardo pomeriggio e nelle mattine buie...



♥ Rami di eucalipto ovunque. Oltre ad essere bellissimo ha un profumo meraviglioso e da solo riesce a cambiare l'aspetto di una stanza. Inoltre dura tantissimo e resta stupendo anche una volta seccato.
Da qualche parte ho letto un'idea che mi piace tantissimo: annodare qualche ramoscello di eucalipto al rubinetto della doccia in modo che  vapore dell'acqua calda sparga la sua fragranza in tutto il bagno. Voglio assolutamente provare!




♥ Decorare la casa con elementi naturali. Non amo i classici "soprammobili" e praticamente in casa mia non ce ne sono. Preferisco decorare con candele ed elementi naturali: in questa stagione pigne, stecche di cannella, foglie secche e ramoscelli. Ho in mente una composizione anche con il muschio e nel fine settimana la realizzerò. In questo inverno voglio riuscire a bandire dalla mia vita i materiali sintetici e ad avere intorno a me quanti più elementi naturali riesco...




♥ Cucinare piatti confortanti che devono cuocere a lungo. Una cosa che mi dà profonda serenità è il profumo del cibo che cuoce e si spande per la casa. Il pane, una torta, una zuppa o il classico ragù sanno creare atmosfera quanto e più di una candela profumata. Inoltre il forno acceso scalda l'ambiente e rende la cucina tiepida e confortevole.



Queste sono alcune delle idee già appuntate sul mio quadernino dedicato all'inverno.
E voi? quali sono le vostre strategie per rendere più confortevole l'inverno?




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Vi lascio la nostra lista della spesa di Gennaio, piena delle cose meravigliose che questo mese ci offre




Le blogger di #seguilestagioni:

Alisa - AliseHomeShabbyChic
Beatrice - Beatitudini in cucina
Ely - Nella cucina di Ely
Enrica - CoccolaTime
Francesca - Crudo e cotto
Ilaria L. - Biologa nutrizionista
Ilaria T. - Soffici 
Lisa - Lismary's Cottage
Maria - La mia casa nel vento
Miria - 2 amiche in cucina
Monica - Fotocibiamo
Simona - Pensieri e pasticci
Sisty - I biscotti della zia
Susy - Coscina di pollo

Seguiteci anche sulla nostra pagina facebook:
https://www.facebook.com/seguilestagioni/

AMARILLA

(Amarilla)


Premetto che questo è un post ad alto contenuto di commozione.
Quindi, se siete in ufficio oppure sull'autobus o in fila in banca e non gradite che vi vedano sciogliervi in lacrime non leggetelo. 
Dico davvero.
Oggi voglio raccontarvi una storia che è un po' una fiaba, una storia ancora più bella perchè è una storia vera.
E' la storia di Amarilla ma anche di Emanuele, della sua compagna Cristina, di Camilla e di Tabata.
E' una storia di miracoli e speranza, una storia che volevo raccontarvi da un po' e che non poteva trovare collocazione migliore in un giorno di dicembre, con l'attesa del Natale nel cuore.
E' la storia di come un cane, in questo caso una femmina di labrador gialla, possa cambiare la vita di chi lo ama, possa essere l'ispirazione per coltivare il proprio talento, possa essere il motore del cambiamento e dell'amore.

Amarilla è una labrador gialla, dicevamo.
Emanuele è il suo umano, un uomo che ha il dono di saper raccontare.
Solo che forse non se n'era reso conto prima dell'arrivo di Amarilla nella sua vita.
Perchè c'è qualcosa di incredibile fra un cane e il suo umano, un rapporto unico che entra nell'anima. Un cane sa far emergere la parte migliore di ognuno di noi.
Così Emanuele guarda negli occhi di Amarilla, le parole arrivano una dietro l'altra e comincia a raccontare com'è il mondo visto attraverso gli occhi limpidi di un cane.
Nascono una serie di dialoghi immaginari fra la cagnolina gialla e "il capo" che Emanuele inizia a condividere sui social. Dialoghi a volte spassosi a volte commoventi. Così semplici eppure così profondi da diventare una coccola per il cuore di chi li legge.
Nel frattempo la famiglia si allarga e arrivano anche Camilla (una vivace labrador cioccolato) e poi la piccola Tabata (cucciola gialla di una tenerezza disarmante).
I dialoghi si arricchiscono, le parole scorrono e diventano emozioni.
E' così che nasce il primo libro di Emanuele, "Amarilla - Appunti di un viaggio a sei zampe".

"Sono racconti di vita quotidiana, storie che sono nate dai momenti passati insieme a lei nel quale io parlo e lei mi ascolta: quindi si va dal racconto delle passeggiate nei boschi a una serata in pizzeria, da un giorno al mare alla scoperta della neve; nei vari brani racconto le emozioni, le riflessioni che la semplicità e l’essenzialità di un cane mi hanno portato a fare, cercando di scoprire il mondo attraverso i suoi occhi." (Emanuele)

Ed è attraverso il passaparola del web che il libro diventa popolare e sempre più persone si innamorano di Amarilla, Camilla e Tabata.
Io le ho conosciute così e in poco tempo sono entrate nel mio cuore come se fossero mie.
I racconti di Emanuele sono così coinvolgenti e così profondi pur nella loro semplicità che è davvero impossibile restare indifferenti. Vengono letti sempre da più persone e condivisi innumerevoli volte.

"In Amarilla ci sono alcuni pezzi diventati patrimonio comune e condivisi in rete centinaia di migliaia di volte: sono Vita coi cani, Pro e contro, IF, racconti che trovo ovunque spesso senza che ne venga citata la fonte." (Emanuele)

Intanto la vita va avanti, Amarilla diventa più vecchia e saggia, Camilla e Tabata crescono.
Emanuele scrive il suo secondo libro.
"In Amarilla c’è una parte in cui parlo del Ponte dell’Arcobaleno, tema a me molto caro che sarà il motivo condutture del secondo libro." (Emanuele)


(Amarilla, Camilla e Tabata)


(Tabata e Camilla)

(Amarilla, Camilla e Tabata oggi)



E mentre le parole fluiscono e si susseguono l'un l'altra, il tempo scorre inesorabilmente e Amarilla inizia a non sentirsi bene.
La diagnosi non lascia speranze.

"Io non so cosa sia un tumore.
Io non so cosa siano le malattie incurabili.
Io non so cosa voglia dire fase terminale.
Io non so perché non riesco più ad alzarmi e venire da te quando sento il mio nome.
Io non so perché faccio tanta fatica a camminare.
Io non so perché tutto quello che prima potevo fare adesso mi è impossibile.
Io non so cosa sia quello che sta crescendo nel mio corpo.
Io non so perché mi bucano la pelle.
Io non so perché non ho più le forze per correre e giocare con te.
Però tu lo sai.
Se tu lo sai, allora lo so anche io: perché io mi fido di te.
Cammino davanti a te perché so che tu sei dietro di me.
Mi siedo davanti a te perché so che tu sei dietro di me.
Io mi fido di te, tu sai quello che devi fare per me.
Non mi hai mai tradito, non mi hai mai fatto del male, hai sempre cercato di farmi stare bene.
Io mi fido di te.
Quello che deciderai a me starà bene, perché io mi fido di te.
Quello che vorrai per me io lo accetterò, perché io mi fido di te.
Sono qui davanti a te, stanco e debole: guardami negli occhi, io mi fido di te.
Io mi fido di te, perché sono il tuo cane.
E lo sarò per sempre."
(Amarilla) 




"Il secondo libro, uscito in questi giorni, è “La Rupe degli Sguardi Lontani”: un uomo misterioso dona a un bambino un prezioso libro che  dovrà leggere in tre giorni, al termine dei quali sceglierà se tenerlo e restituirlo.
Il bambino inizia la lettura e si trova immerso in un mondo di magia e amore, il Ponte dell’Arcobaleno, ovvero quel paradiso degli animali dove chi ha un cane spera (sogna) di rincontrare un giorno l’ amico peloso che lo ha lasciato. 
Il libro si articola in una parte dove si narra del bambino durante la lettura e nell'altra dove si leggono le avventure di Coffey, il cucciolo prescelto per dare il benvenuto sul Ponte a ogni cane che lì arriva.
Un mio amico mi disse che con libro di Amarilla avevo regalato l’immortalità al mio cane, con questo spero di averle offerta ai tanti cani di cui parlo nel libro e che ho conosciuto alcuni dal vivo e altri nelle pagine facebook dei gruppi di amanti dei cani." (Emanuele)

E così Amarilla, la stupenda Amarilla, in questi giorni si riposa sul suo cuscinone.
Si gode le lucine di Natale e le coccole di Emanuele e Cristina.
Si lascia scaldare e consolare da Camilla e Tabata e, come dice Emanuele "arriva un momento nella vita nel quale le cose le sai, che non importa correre quando le forze sono diminuite con il passare degli anni, che ti devi godere ogni istante e se possibile migliorarlo: a volte basta avere un cuscino. 
C'è un momento nella vita nel quale ti basta quello che hai e lo dividi, fosse anche una porzione di divano, e non ti accorgi nemmeno di chi ti sta sempre addosso. 
Arriva un momento nel quale sai che non ti serve alzarti al rumore di un certo barattolo, perché sarà il biscotto che verrà da te.
Amarilla queste cose le sa".




"Ciao amici, 
non sto tanto bene e stavolta so di essere vicina al mio primo traguardo.
Non ho paura, non ne ho se chi è stato sempre accanto a me non ha paura.
Non temo quello che succederà fra qualche giorno perché noi cani lo sappiamo, siete voi che avete paura del domani e rischiate di non pensare all’oggi, al qui e ora.
Io sono pronta, saprò io quando sarà il momento di superare la mia linea d’arrivo e da lì partire per quel posto magico dove andrò a fare quello che ogni cane sa: aspettare il suo amico.
Ora datemi una carezza e sorridete, perché a me piace essere coccolata." (Amarilla)



Ma per quanto Amarilla stia dimostrando forza e dignità, per quanto lei, anche in questa situazione, sia rimasta lo splendido cane che è e che sempre resterà... c'è qualcuno che non si arrende e, in questi giorni di magia, decide di scrivere una letterina all'unico che, forse, può compiere un miracolo...

"La neve aveva smesso di cadere e Babbo Natale ne aveva approfittato per andare nelle stalle a controllare le renne: si avvicinava il momento della partenza e voleva controllare di persona che le sue fidate amiche fossero nelle migliori condizioni.
Dopo aver chiuso il pesante portone di legno delle stalle restò un attimo a osservare le sue renne; la luce della luna che passava dal grande lucernario le illuminava e Babbo Natale le controllò una dopo l’altra, dando una carezza a ognuna fiero della loro bellezza e della loro forza.
Le renne gradirono le attenzioni che il barbuto cocchiere rivolse loro, felici e pronte al grande viaggio che le attendeva; mancavano un paio di renne da controllare quando il portone si spalancò improvvisamente e uno degli aiutanti di Babbo Natale apparve trafelato e preoccupatissimo: teneva una busta in mano e faticava a respirare a causa della corsa che lo aveva condotto nella stalla.
“Che succede? Cos'è codesta fretta?”
L’aiutante non aveva ancora ripreso fiato per parlare e ansimava davanti a Babbo Natale, che iniziava a turbarsi.
“Questa lettera ci era sfuggita, tra poco dobbiamo partire e forse non riusciremo a esaudire le richieste del bambino che l’ha scritta...” e detto questo il povero aiutante si sedette sfinito sulla paglia.
Babbo Natale prese la lettera in mano, si sistemò gli occhiali e cominciò a leggere con una certa preoccupazione.

“Caro Babbo Natale,
è la prima volta che ti scrivo perché l’anno scorso ero troppo piccola e ancora non mi avevano spiegato bene chi tu fossi e cosa potevo domandarti.
Ho capito che sei un uomo molto strano perché porti regali ai bambini senza chiedere niente in cambio: sei sicuro di non essere un cane?
Mi hanno detto che a te vogliono bene i bambini e i vecchi, che tu per loro sei speciale e li fai sentire amati: credo che i miei amici ti stiano aspettando perché in questi giorni ti vedo ovunque e anche se nella nostra casa non ci sono bambini son certa che tu potrai lo stesso esaudire la mia richiesta.
Io mi chiamo Tabata, ho un anno e sono un cane: vorrei chiederti un bel regalo, sperando che tu possa esaudire anche i desideri di un cucciolo nonostante il gran daffare che certo hai in questi giorni.
Ti vorrei chiedere un dono per Amarilla: lei è vecchia e non sta tanto bene, si sta curando e reagisce con grande determinazione senza arrendersi alla sua malattia; per questo vorrei che tu le regalassi il tempo, ancora un po’ di tempo almeno fino a Natale, fino alle feste.
Non so se tu abbia questo regalo fra i balocchi che porti ai bambini, sarebbe un dono preziosissimo per me; magari hai richieste più importanti e forse non puoi soddisfare le mie aspirazioni di cane, però se tu facessi questo regalo ad Amarilla puoi star certo che io ti vorrò sempre bene e sarò tua amica. E saprai certo che un cane non fa promesse a vuoto.
Per Amarilla ti chiedo questo, anche solo per tutta la pazienza che ha avuto con me quando ero più piccola; lo so che siamo solo cani ma se tu potessi per una volta fare uno strappo alla regola io non lo direi a nessuno, e sono sicura che la felicità che porteresti nella mia casa sarebbe uno dei più bei regali che Babbo Natale abbia mai portato sulla sua slitta.
Infine una richiesta per me e Camilla: potresti regalarci un sacco di biscotti, un grandissimo sacco di biscotti? Quelli che ci piacciono tanto così ne diamo qualcuno anche ad Amarilla e ne facciamo una scorpacciata?
Ora vado a svegliare Amarilla e le dico che ti ho scritto la letterina di Natale, però non le dico niente di quello che ti ho chiesto: le facciamo una sorpresa!
Ciao Babbo Natale, ti aspettiamo.
Tabata

“Abbiamo trovato per caso questa lettera, era rimasta dietro i pacchi che abbiamo preparato e ora ho paura che siamo in ritardo per esaudire i desideri di codesto bambino...”
La voce dell’aiutante incrinata dal dispiacere non aveva sorpreso Babbo Natale, che piegò la letterina e la mise nella tasca del suo giaccone rosso.
Sfiorò la schiena forte dell’ultima renna e poi si rivolse all’aiutante disperato: “preparate un sacco pieno di biscotti, il più grosso che abbiamo, che strabocchi di biscotti. Fate presto, ché la partenza è vicina!”
L’elfo lo guardò stupefatto: “ma non abbiamo mai portato biscotti sulla slitta!”
“Questa volta li porteremo, e saranno i biscotti più buoni che siano mai stati fatti!
Nessuno deve rimanere senza regali la notte di Natale, nemmeno un cane!”
“Vado subito a prepararli!” gli rispose l’aiutante, che in un lampo schizzò fuori dalla stalla per correre a preparare il sacco dei biscotti.
Babbo Natale guardò le sue renne, sorrise
e per un momento ebbe la sensazione che fossero più contente del solito, come se stavolta il loro viaggio fosse più emozionante degli anni passati.
“Sto invecchiando” pensò mentre usciva dalla stalla e chiudeva il pesante portone di legno."


(Tabata)



Emanuele, Cristina, Camilla e Tabata stanno riempiendo d'amore le giornate di Amarilla.
Amore che arriva anche dal web in una straordinaria catena di carezze, baci, pensieri, coccole.
Sono qui per chiedervi, nel mio piccolo, di unirvi a questa catena, di mandare ad Amarilla tutti i vostri pensieri d'amore, tutto l'affetto e le carezze affinchè possano formare intorno a lei una coperta calda che la faccia sentire protetta.
Sono qui a chiedervi di far scrivere ai vostri bambini (o di scriverla voi stessi) una letterina per Babbo Natale che, come quella di Tabata, chieda per lei un po' di tempo in più, come dice Tabata, "almeno fino a Natale".
Io sono sicura che tutto il nostro affetto e tutti i nostri pensieri luminosi non potranno essere ignorati e che, a Natale, i miracoli sono possibili.
Amarilla nella sua vita ha compiuto un miracolo: ha dato ad un uomo che ama le parole il coraggio e la determinazione per far conoscere le sue storie al mondo.
Ha unito cuori di persone che non si conoscono fra loro in un'unica, immensa scia d'amore.
Amarilla merita di godersi le luci di Natale accoccolata sul suo cuscino, stretta tra Camilla e Tabata.
Caro Babbo Natale, Camilla Tabata e Amarilla ti stanno aspettando... e anch'io ♥
(Anna)




Ringrazio Emanuele per avermi permesso di scrivere questo post e per avermi fatto conoscere, seppur virtualmente, le sue tre magnifiche ragazze.

I due libri scritti da Emanuele sono editi da Morphema Edizioni.







Potete seguire Emanuele Grandi qui

BUCHTELN CON MARMELLATA DI ALBICOCCHE PER SEGUILESTAGIONI DICEMBRE



E alla fine è arrivato.
Dicembre.
Il mese che amo di più.
Viene anche a segnare la fine di un anno che è stato, in alcuni tratti, veramente difficile.
Ed è per questo che sento ancora più il bisogno di riempire la casa di luci: la luce allontana le paure e rischiara la nostra anima.
E allora via a file e file di lucine che continuano a spuntare in ogni angolo della casa.
Mi servono, ne ho bisogno.
E con loro i simboli di un Natale che sento mio, quello fatto di piccole pigne, rami verdi e stecche di cannella.
E candele, un'infinità di candele.
Il Natale che profuma di buono, di spezie, di mandaranci e di dolci buoni.
Dell'albero decorato in bianco e rosso, delle ciotole piene di noci e fichi secchi.
Mi sono fatta una lista di dolci che voglio preparare a dicembre e molti sono dolci della tradizione, dolci che mangiavo da bambina, dolci evocativi.
Quest'anno sento ancora di più il bisogno di quella serenità che ti fa restare seduta, con una tazza di cioccolata calda fra le mani, a fissare incantata le luci dell'albero.
Quest'anno Dicembre lo voglio così: luminoso, sereno e profumato.




I buchteln arrivano dal Nord, precisamente dal Tirolo.
Somigliano molto al danubio solo in versione dolce.
Pasta lievitata profumatissima, ripieno di marmellata di albicocche e burro fuso spennellato prima della cottura.
Fuori dal forno vengono spolverizzati con tanto zucchero a velo.
Io li amo al naturale ma spesso vengono serviti con una salsa all'arancia calda.



INGREDIENTI

2 uova
400 grammi di farina manitoba
una bustina di lievito di birra disidratato
un pizzico di sale 
40 grammi di zucchero 
50 grammi di burro morbido
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
un cucchiaio di rum 
130 millilitri di latte
marmellata di albicocche

Per la finitura:
due cucchiai di burro fuso 
zucchero vanigliato

(con questi quantitativi a me sono venuti 12 dolcetti)



Ho mescolato il lievito e lo zucchero con il latte tiepido in una tazza capiente.
Ho coperto e lasciato lievitare in luogo tiepido per una ventina di minuti.
Ho inserito nella planetaria la farina e, con le fruste in funzione, ho aggiunto piano le uova leggermente sbattute, il sale, la vaniglia, il rum, il composto di latte zucchero e lievito.
Per ultimo ho aggiunto il burro un pezzetto alla volta.
Ho lavorato l'impasto fino a che non si è presentato liscio e lucido.
Ho lasciato lievitare per un'ora.
Ho ripreso l'impasto e l'ho diviso in 12 parti.
Ho schiacciato col palmo della mano ciascun pezzo, l'ho farcirlo con un cucchiaino di marmellata e l'ho richiuso sigillando bene e formando una "pallina".
Ho disposto in una teglia rotonda le palline tenendole leggermente discoste le une dalle altre.
Ho spennellato con burro fuso e ho lasciato lievitare ancora mezz'ora.
Ho acceso il forno a 180 gradi e ho fatto cuocere per circa 30 minuti.
Una volta sfornati li ho cosparsi di zucchero a velo.




RISOTTO ALLA ZUCCA CON SALVIA E SPECK CROCCANTE



Stamattina, davanti al pc, mi sono chiesta cosa potervi raccontare.
Perchè, si sa, mi piace accompagnare ogni mio post con un breve (va bene, non sempre breve) scritto, mi piace raccontare un po' di me.
Così stamattina, sola nella mia cucina, seduta davanti al pc con un plaid sulle spalle e una tazza di caffelatte accanto, ho aperto la schermata di blogger e...
E niente, cosa vi posso raccontare?
Al momento (dopo un'estate travagliata) vivo un apprezzatissimo momento di calma.
Leggevo stamattina un po' di blogger famose, quelle che su instagram hanno settordicimila follower e riflettevo che hanno tutte delle vite splendide e movimentate: un momento sono su una spiaggia in Grecia e nella foto dopo sono in mezzo alla neve in Colorado.
Si sposano e divorziano alla velocità della luce documentando ogni attimo di entrambe le situazioni.
Registrano messaggi di solidarietà per la piccola azienda nepalese che produce lana di alpaca mentre sono immerse nelle bollicine dell'idromassaggio in un hotel a venti stelle a Dubai.
Fotografano (e presumibilmente mangiano) cibi di ogni genere in quantitativi assurdi e non ingrassano di un grammo.
Hanno sempre un sacco di cose da raccontare e vite affascinanti.
Quindi cosa posso raccontarvi io?
Che ho aggiunto parecchie file di lucine nella mia cucina e che ora, la sera, gli aerei mi usano come punto di riferimento per l'atterraggio?
Che ieri Mia ha mangiato l'involucro di una scatola di biscotti e che lo ha vomitato subito dopo sul tappeto del salotto?
Che è assolutamente urgente e prioritario che io mi rifaccia la tinta?
Oppure che scalpito per tirare fuori le decorazioni di Natale fra gli scuotimenti di capo di tutta la famiglia e che sto usando la tecnica dell' uno al giorno (ovvero magicamente ogni giorno compare una decorazione natalizia in punti diversi della casa, così li confondo...).
Potrei raccontarvi che vorrei passare tutta la mia giornata preparando pane e biscotti e leggendo libri avvolta in una coperta ma che questo non mi è possibile perchè, come quasi tutta la popolazione, devo per forza lavorare per vivere.
E che devo assolutamente fare una sessione di pulizie profonde in tutta la casa ma che rimando disperatamente questa odiosa incombenza appellandomi ad ogni scusa disponibile?
Mah... meglio di no. Visto che non ho niente di interessante da raccontare passiamo direttamente alla ricetta che come direbbe Giotto "l'importante è che la ciotola sia piena".


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INGREDIENTI
(per 4 o 5 persone)
300 grammi di riso carnaroli
2 grosse fette di zucca (circa 500 grammi)
150 grammi di speck
due rametti di salvia fresca
80 grammi di burro
mezza cipolla bianca
un bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale
olio extravergine
sale
pepe nero
parmigiano grattugiato


Pulire e tagliare a pezzetti piccoli la zucca e tenerla da parte.
In una casseruola fare sciogliere 30 grammi di burro in un bel giro d'olio, unire la cipolla tritata finemente e farla ammorbidire.
Unire il riso, mescolare e lasciarlo tostare un paio di minuti.
Aggiungere il vino e lasciarlo evaporare.
Quando il vino è evaporato unire due mestoli di brodo e la zucca, mescolando bene.
Portare il risotto a cottura unendo il brodo a mano a mano che si consuma, aggiustando di sale se necessario.
A parte, in un pentolino, fare rosolare bene le fettine di speck e tenerle da parte.
Nello stesso pentolino fare sciogliere il burro rimasto e unire la salvia, lasciandola scaldare bene nel burro.
Quando il risotto è cotto versare il burro fuso e la salvia, mescolare bene e mantecare con il parmigiano.
Servire il risotto con le striscioline di speck e una generosa spolverata di pepe appena macinato.







Il piatto arriva da qui
Il tagliere arriva da qui
Grazie Angela e Maura

SCRUB PER LE LABBRA AL MIELE



Buongiorno!
Un piccolissimo post al volo ma, secondo me, di grande utilità.
Non so se anche a voi capita di avere sulle labbra le fastidiosissime "pellicine".
A me succede sempre, in tutte le stagioni.
Purtroppo quando sono concentrata in qualcosa (specialmente quando lavoro al pc) tendo a mordicchiarmi le labbra e a "tirare" le pellicine con risultati veramente dolorosi.

Stamattina mi è tornato in mente questo semplicissimo scrub per le labbra che avevo pubblicato tempo fa sulla rivista Nordlys.
Ve lo ripropongo qui: è facilissimo e veloce da preparare e funziona davvero!

Ci serviranno solo:
1 cucchiaino di miele
2 cucchiaini di zucchero
1 goccio di olio di mandorle dolci

Mescolare bene e massaggiare con delicatezza per un paio di minuti sulle labbra.
Sciacquare con acqua tiepida, asciugare delicatamente e applicare un buon balsamo per labbra (se siete in vena di prepararvelo da sole vi consiglio quello che ha proposto la mia amica Ely per Seguilestagioni di novembre, lo trovate qui.




SPAGHETTI CON BROCCOLI E CREMA DI PECORINO PER #SEGUILESTAGIONI




E siamo arrivati a Novembre, il mio secondo mese preferito (il primo, ormai lo sapete, è Dicembre).
Un Novembre che si apre all'insegna della pioggia e del maltempo, che lascia alle spalle un Ottobre che ha portato devastazione ovunque in Italia.

Un Novembre che speriamo porti tenerezza e calore a chi sta soffrendo.
E' in questi momenti che sento ancora più del solito il desiderio di "fare il nido", di costruirmi intorno uno spazio confortevole, caldo e luminoso per accogliere la mia famiglia.
Sento il bisogno di riempire la casa di candele, di piccole lucine bianche che amo tenere sempre accese, di zucche e di ciotole di noci, nocciole e mandorle.
Di cestini di pigne e cuscini morbidi.
Voglio che ci siano in giro per casa plaid caldi per sentirsi coccolati e cucce confortevoli per Giotto e Mia.
Mi piace sentire in cucina l'aroma delle arance e della cannella.
Voglio che la casa sia piena del profumo zuccherino delle mele cotte e di cibi caldi e confortanti.



Novembre è il mese centrale dell'autunno, è il primo freddo e la cioccolata calda.
Nonostante venga di solito considerato un mese triste io lo adoro e ho in programma un bel po' di cose:

- grandi pulizie per accogliere in casa le decorazioni natalizie

- cominciare a portare il Natale in casa poco per volta: un giorno compare una piccola renna, il giorno dopo un tocco di rosso e una fila di lucine in più... e così via, fino a fine mese quando prepariamo l'albero di Natale

- cominciare a comprare i regali di Natale

- preparare tantissime ricette con la zucca

- cercare nuove ricette di biscotti (non è Natale senza biscotti)

- riordinare la mia dispensa

- pubblicare almeno un post alla settimana

.... varie ed eventuali (le mie liste non hanno mai una vera fine...)


INGREDIENTI
(non metto le dosi)
spaghetti grossi (io Rummo)
cimette di broccoli già pulite
olio extravergine
peperoncino piccante
aglio
abbondante pecorino romano grattugiato
sale


Vi lascio una ricetta di quelle confortanti che ti rimettono al mondo, una pasta golosa da preparare in pochi minuti e da gustare insieme ad un bicchiere di vino rosso.
Portare a bollore l'acqua per la pasta e tuffarvi le cimette di broccoli, appena riprende il bollore versare gli spaghetti e portarli a cottura.
In una padella larga far rosolare in olio uno spicchio d'aglio, eliminarlo e versare la pasta e i broccoli (ricordatevi di tenere da parte una tazza di acqua di cottura.
Mescolare bene per fare insaporire, poi abbassare la fiamma e cominciare a mantecare aggiungendo poco alla volta pecorino e qualche cucchiaio di acqua di cottura.
Si deve formare una cremina senza grumi.
Servire con abbondante peperoncino.


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Ed ecco la lista della spesa di Novembre, un mese generosissimo e pieno di colori




Questo mese partecipano con me:

Alisa - AliseHomeShabbyChic
Beatrice - Beatitudini in cucina
Ely - Nella cucina di Ely
Enrica - CoccolaTime
Francesca - Crudo e cotto
Ilaria L. - Biologa nutrizionista
Ilaria T. - Soffici 
Lisa - Lismary's Cottage
Maria - La mia casa nel vento
Miria - 2 amiche in cucina
Monica - Fotocibiamo
Simona - Pensieri e pasticci
Sisty - I biscotti della zia
Susy - Coscina di pollo


Infine voglio congratularmi con la vincitrice del nostro contest "Fuori di zucca"
Elena Palombo 
con la sua Pumpkin Pie
Complimenti Elena!