mercoledì 25 marzo 2015

FOCACCIA A LIEVITAZIONE NATURALE CON CIPOLLA DI TROPEA... IL SOCIAL CONDOMINIO...


Recentemente una persona estranea al web mi ha chiesto come mai avessi un profilo personale su facebook.
Mi ha detto che secondo lei stare su facebook è una cosa un po' da guardoni e un po' da esibizionisti.
Mettere in piazza la propria vita e spiare un quelle degli altri le sembra un po' vizioso e dice che lei si sentirebbe quasi sopraffatta da questo.
Ho riflettuto a lungo su questo punto di vista anche perchè sono sentimenti che in passato ho provato anch'io.
I primi tempi che stavo su facebook ero quasi esaltata dalle richieste di amicizia e, senza farmi troppi problemi, la davo a tutti (l'amicizia...).
Il risultato è stato un profilo con quasi 5000 amici di cui almeno 4000 perfetti sconosciuti.
Ovviamente quando aprivo la home era un'accozzaglia di informazioni e immagini: Tizia comunicava al mondo di avere le cosce piene di cellulite (e purtroppo postava un selfie per dimostrarlo), Tizio spiegava nel dettaglio come aveva abituato suo figlio ad usare il vasino a sei mesi, Caia era stata tradita da Caio e così via.
Per non parlare delle varie foto in spiaggia con cosce in primo piano, selfie nei bagni dell'autogrill e altre meraviglie di questo tipo.
Cose di cui, ovviamente non me ne fregava nulla.
Andando a guardare nel dettaglio le mie "amicizie" ho fatto scoperte sconcertanti: un numero allarmante di psicopatici, un ufologo, due medium e tre cartomanti, una serie di "signore" poco vestite e un transessuale brasiliano dedito alle droghe sintetiche.
Insomma, un'accozzaglia di umanità che, con tutto il rispetto, non corrispondeva ai miei interessi.
Un altro risvolto inquietante della situazione erano i messaggi e le mail che continuavo a ricevere: chi mi rimproverava perchè postavo ricette con la carne, chi mi comunicava che le mie foto facevano schifo, chi voleva incontrarmi per bere una cosa insieme, chi mi proponeva di trasferirmi in Australia...
E poi gli inviti ai giochi... un flagello divino.
E i gruppi, vogliamo parlare del gruppi su facebook?
Mi sono trovata inserita nei gruppi più strani: quelli che volevano comunicare con gli alieni (e mi sa che qui c'era lo zampino dell'ufologo), quelli che "proteggiamo la ricetta del purceddu sardu", il gruppo dei suonatori di oboe e quelli delle personalità borderline (giuro).
Con 5000 "amici" era inevitabile trovarsi ogni giorno inserita nei gruppi più strani.
Ho avuto un momento di rifiuto verso facebook ma se volevo mantenere la pagina relativa al blog dovevo avere anche un profilo personale.
Stava a me decidere come gestire la faccenda.
Potevo vivere facebook come una finestra spalancata sul mondo, un mondo di cui buona parte non aveva niente a che fare con me oppure potevo restringere il campo, mantenere quella finestra ma aprirla su un piccolo cortile.
Una specie di condominio, dove condividere solo con chi voglio io.
Anzi, meglio di un condominio perchè se scopri che qualcuno alla fine non ti piace, puoi sempre cancellarlo con un click. Magari nella vita fosse possibile!
Così ho fatto click tante e tante volte, riducendo il mio condominio alle sole persone che conosco personalmente e a quelle che conosco comunque via web, quelle con cui interagisco per capirci.
Il senso di liberazione e di serenità sono incredibili.
Anche adesso ricevo parecchie richieste di amicizia (anche se molto meno perchè ho capito i trucchetti per essere molto poco visibile) ma difficilmente accetto. A meno che si tratti di qualcuno che conosco o voglio conoscere. Insomma, seleziono. Non per essere snob ma per vivere con serenità il mio condominio virtuale...
E voi? Come gestite i social?


INGREDIENTI
250 grammi di farina Biologica Arifa Ruggeri
250 grammi di farina per pizza Ruggeri
50 grammi di lievito madre attivo Ruggeri
tre cipolle rosse di Tropea
un cucchiaino di zucchero
sale
timo
olio extravergine

Una focaccia leggerissima grazie alla presenza della farina Arifa e del lievito madre.
Golosissima grazie alla dolcezza delle cipolle di Tropea.
In una ciotola capiente ho impastato le due farine con il lievito, due cucchiaini di sale e acqua a temperatura ambiente.
Ho trasferito l'impasto sul tavolo infarinato e ho lavorato a lungo, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Ho messo a lievitare nella ciotola leggermente unta coprendo con un canovaccio.
Ho lasciato lievitare al fresco, in modo che la lievitazione avvenisse lentamente (di solito la mia taverna è un ambiente ottimale...).
Dopo quattro ore l'impasto è raddoppiato.
L'ho ripreso lavorandolo brevemente e poi l'ho steso nella teglia da forno leggermente unta.
L'ho lasciato riposare ancora (io per un paio d'ore ma un'ora può bastare).
Nel frattempo ho affettato le cipolle e le ho versate in una casseruola con quattro cucchiai d'olio.
Ho aggiunto un po' di sale, due cucchiaini rasi di zucchero e un rametto di timo.
Ho lasciato cuocere a fuoco dolcissimo finchè la cipolla non è diventata morbidissima.
Ho acceso il forno a 200 gradi.
Ho disposto la cipolla sull'impasto e ho irrorato con poco olio.
Ho cotto la focaccia per 25 minuti circa, voi controllate la cottura perchè ogni forno è diverso...





I piatti fotografati arrivano da Rue de la Brocante
Se qualcuno vuole seguire il blog anche su facebook mi trovate 

lunedì 23 marzo 2015

CASERECCE CON FUNGHI PORCINI E SPECK... MENTRE L'ACQUA BOLLE...PERSA...


Svegliarsi il lunedì mattina già in ritardo sulla tabella di marcia, avere mille cose in mente e perderle per strada via via che la mattinata scorre...
Da sempre me lo dico: scriviti tutto Anna, scrivi ogni cosa perchè altrimenti non ce la fai.
E, a onor di vero, per buona parte del tempo lo faccio.
Ho un'agenda, un quadernino e una splendida serie di foglietti sparsi, di tutti i generi e di tutte le fogge. Alcuni in realtà non sarebbero nemmeno foglietti (o perlomeno non lo erano in origine): vecchi scontrini scarabocchiati, pezzetti di cartoncino strappati alla scatola del riso, persino il retro di quelle strisce di cartone che tengono unite le calze quando le acquistiamo.
Ogni superficie su cui sia umanamente possibile scrivere può diventare un foglietto per i miei appunti.
Ma cosa vi stavo dicendo?
Ecco, lo vedete che divago? Divago e perdo tempo...
Ah sì, proprio del tempo che perdo vi parlavo e delle cose che non mi ricordo.
Perchè dopo i periodi in cui scrivo religiosamente ogni cosa da fare arrivano quelli in cui non scrivo nulla.
Niente.
Il vuoto più totale.
Si tratta di una sorta di delirio di onnipotenza che mi spinge a credere che il mio cervello sia un ordinatissimo database che immagazzina e tiene in ordine ogni informazione.
Magari divisa in cartelle. Una specie di Pinterest...
Certo. Come no.
Il mio cervello è un luogo zeppo di ogni genere di informazioni, tutte rigorosamente disordinate e preferibilmente non complete.
Per questo spesso mi ritrovo ad aprire il frigorifero, fissarne l'interno per qualche secondo e poi richiuderlo perchè non mi ricordo cosa dovevo prendere.
Se dovessi visualizzare il mio cervello potrebbe somigliare al laboratorio di uno scienziato pazzo un po' accumulatore seriale. E scordatevi la leggenda di quelli che dicono "io nel mio disordine mi ci ritrovo e non perdo mai niente".
Io perdo buona parte delle informazioni. E delle cose che mi ero mentalmente appuntata di fare.
Io sono irrimediabilmente PERSA.
Ma perchè vi sto raccontando tutto questo?
Ecco, nemmeno me lo ricordo più... divago e divago e poi non ritrovo il bandolo della matassa.
Ah ecco, ve lo stavo raccontando perchè stamattina, fra le varie cose che ho dimenticato mi son scordata pure di pubblicare il post.
E' per questo che ve lo propongo all'ora di pranzo, portate pazienza...
Ma tanto è una ricetta velocissima, quella del lunedì da preparare in pochi minuti mentre l'acqua bolle.
Adesso scappo che ho un sacco di cose da fare... giusto il tempo di ricordarmi quali sono...


INGREDIENTI
400 grammi di pasta corta (io caserecce)
400 grammi di funghi porcini surgelati
(io prendo quelli già tagliati a pezzetti, ne tengo sempre in freezer sono comodissimi)
200 grammi di speck a fettine
un piccolo scalogno
sale
pepe nero
parmigiano per servire
olio extravergine

Come sempre mettiamo prima a scaldare l'acqua della pasta.
Affettiamo sottile lo scalogno.
In una padella larga versiamo un bel giro d'olio e facciamo dorare a fuoco dolce lo scalogno.
Aggiungiamo i funghi ancora surgelati, saliamo, mescoliamo e lasciamo cuocere finchè i funghi non sono morbidi.
Scaldiamo sul fuoco una piccola padella antiaderente e facciamo rosolare per un paio di minuti lo speck. Spegniamo e teniamo da parte.
Scolare la pasta al dente tenendo da parte una tazza di acqua di cottura. La versiamo nella padella dei funghi. aggiungiamo lo speck e facciamo amalgamare a fuoco vivace per un minuto aggiungendo poco alla volta l'acqua di cottura della pasta.
Servire ben caldo accompagnando con parmigiano grattugiato e una bella spolverata di pepe nero.
A differenza della classica pasta con i funghi qui non è presente la panna (quindi tutto resta più leggero) e non se ne sente la mancanza perchè la pasta viene mantecata usando l'acqua di cottura e lo speck insaporisce.

Il piatto arriva da Rue de la Brocante

mercoledì 18 marzo 2015

MERLUZZO TIEPIDO IN OLIO E LIMONE CON CARCIOFI E OLIVE... VOGLIA DI LEGGEREZZA


Quando mi succede di non sentirmi bene provo, nei giorni successivi, un gran desiderio di coccolarmi, di vivere con leggerezza.
Mi accorgo di aver bisogno di luce, di bianco e di pace.
Sento che devo recuperare e cerco di allontanare da me tutto quello che è negativo.
Sono una profonda sostenitrice del fatto che la nostra mente può guarire le ferite del nostro corpo.
E allora cerco di riposarmi, leggo e guardo film stupidi alla televisione.
Navigo sul web cercando solo cose belle e tralasciando apposta tutto quello che è brutto o triste.
Sto tanto nella mia cucina e mi guardo intorno, riscoprendo gli angoli che amo di più e facendo nuovi progetti per quelli che invece voglio cambiare.
La mia casa è sempre in divenire... ci sono tanti lavori che voglio fare, tante cose da cambiare.
Quando, due anni fa, siamo venuti a vivere in questa casa mi sono innamorata dei suoi spazi grandi e accoglienti ma ero consapevole dei suoi tanti difetti. Primo fra tutti quello di essere un po' buia soprattutto in alcune stanze.
Sono due anni che piano piano lavoro per portare la luce in questa casa, schiarendo, dipingendo, spostando mobili e dando nuova vita a oggetti recuperati.
Adoro dare un nuovo aspetto e una nuova funzione a quegli oggetti che, pur avendo una storia, erano stati momentaneamente abbandonati a sè stessi.
Quindi in questi giorni tengo sempre accanto a me il mio quadernetto dei progetti e scrivo tutto quello che mi viene in mente.
E poi... poi c'è un progetto speciale che ho ripreso in mano proprio in questi giorni e quando ci lavoro mi sento invasa da una leggera e frizzante euforia...
Ma ve ne parlerò più avanti...



INGREDIENTI
(per quattro persone)
400 grammi di filetti di merluzzo (anche surgelati)
3 carciofi
una manciata di olive nere denocciolate
un limone
olio
sale 
pepe nero

In tema di leggerezza un'insalata tiepida leggera e buonissima.
Prima di tutto ho pulito i carciofi eliminando le foglie esterne dure e li ho tagliati a spicchi.
Li ho poi scottati qualche minuto in acqua bollente acidulata con qualche goccia di limone, li ho scolati e asciugati.
In una padella antiaderente ho cotto con un filo d'olio i filetti di merluzzo tagliati a pezzetti (bastano pochi minuti) e li ho tenuti da parte. 
Nella stessa padella ho versato un cucchiaio d'olio e ho fatto rosolare per un paio di minuti i carciofi.
In una ciotola ho emulsionato l'olio con succo di limone, sale e pepe nero.
In un piatto ho riunito i filetti di merluzzo, i carciofi e le olive nere.
Ho condito con l'olio al limone e ho servito subito.


Il piatto fotografato è di Villa d'Este Home
Il cucchiaio è stato realizzato a mano da My New Old Life

lunedì 16 marzo 2015

LINGUINE ALLA CREMA DI CANNELLINI... MENTRE L'ACQUA BOLLE... E IO SCOPRO IL PEGGIO DELL'ANIMO UMANO


E' passata una settimana dall'ultimo post, una settimana in cui, per scelta mi sono tenuta lontana dal web.
Avevo bisogno di silenzio, a volte mi succede.
Ma non credo che lo rifarò, diciamo che questa lontananza mi ha portato piuttosto sfortuna...
Prima sono state piccole catastrofi quotidiane (niente di serio, normale amministrazione in una famiglia numerosa come la mia)... poi la faccenda si è fatta più seria...
Giovedì mi sono svegliata con un fastidioso dolore al fianco sinistro ma siccome donna coraggiosissima sono... ho fatto finta di nulla nella speranza (vana) che il dolore, sentendosi trascurato e ignorato, se ne andasse di sua spontanea volontà.
Purtroppo non è stato così e mi sono trascinata tutta la giornata con la stessa espressione sofferente del Dottor House (ve lo ricordate? ingollava antidolorifici come caramelle e aveva un pessimo carattere... ecco, a parte la barba lunga io ero più o meno così...).
Venerdì mattina agonizzavo proprio e un marito preoccupatissimo mi ha letteralmente portata a braccia dal nostro medico che, ne ero certa, mi avrebbe propinato una pastiglietta magica rimandandomi subito a casa.
Ovviamente non è andata così.
Un serissimo e preoccupato medico (non sorrideva nemmeno alle penosissime battute che cercavo di fare tra un rantolo e l'altro) mi ha spedita di corsa in ospedale per una ecografia d'urgenza.
Ecco, memorizzate questa parola "urgenza" perchè acquisterà un significato grottesco nel corso del racconto.
Arrivo in pronto soccorso alle dieci del mattino e so di non avere un bell'aspetto anche se sono ancora in grado di mantenere un minimo di dignità umana.
L'operatrice del pronto soccorso è gentilissima, compila velocemente il modulo, chiama la radiologia e mi manda immediatamente in reparto per l'esame.
Tempo di attesa, quattro minuti.
Sono ottimista,
Non avrei dovuto esserlo.
Arrivo in radiologia abbarbicata a mio marito che (poveretto) è sempre più terrorizzato.
Ovviamente la sala d'aspetto di radiologia brilla per la totale assenza di personale sanitario.
Mi accascio su una sedia e aspetto.
Cinque minuti, Dieci. Venti.
Dopo venticinque minuti da una porta esce, con la stessa velocità di un bradipo zoppo, un infermiere.
Lo fermiamo proprio mentre ci supera ignorandoci come se fossimo trasparenti.
Quando gli spieghiamo che siamo stati mandati dal pronto soccorso per un'ecografia urgente ci guarda con aria annoiata e ci invita molto scortesemente ad andare all'accettazione.
All'accettazione, dopo una fila di altri venti minuti, ci dicono che io devo andare in sala d'attesa (dov'ero già prima...) e mio marito deve andare alla cassa dell'ospedale per pagare la prestazione (46 euro, per la cronaca).
Mio marito comincia a dare segni di nervosismo, io ormai ho le visioni dal dolore... mi accompagna in sala d'aspetto dove intercettiamo due infermieri che chiacchierano felicemente.
Raccontiamo il nostro problema per l'ennesima volta, loro mi guardano con aria scettica (sarò forse una mentitrice?) e poi spariscono dietro una porta.
Riescono una decina di minuti dopo (sempre in coppia) e mi guardano di nuovo con aria perplessa...
- Lei perchè "vuole" fare questo esame signora?
Li fisso con aria ebete, forse stanno scherzando. Mi accorgo subito che (purtroppo) sono seri.
Ingoio la risposta che vorrei dare (stamattina non avevo niente da fare, mi annoiavo un po' e allora mi sono detta... perchè non andare all'ospedale a fare una bella ecografia addominale?) e rispiego per l'ennesima volta perchè mi trovo lì.
Mi guardano e poi, senza una parola, spariscono di nuovo dietro quella porta.
La situazione sta assumendo toni surreali.
Io ormai sono sfinita dal dolore e mio marito ha assunto la stessa espressione di un toro che sta per caricare.
Tornano fuori qualche minuto dopo...
- Senta... non potrebbe ritornare oggi pomeriggio? Sa, stamattina c'è un sacco di gente che aveva appuntamento ed è qui che aspetta.
Mi guardo intorno e vedo quattro o cinque persone in attesa.
Con calma gelida spiego che no, non tornerò nel pomeriggio. Ribadisco che sto male e che sono lì per un'urgenza. Urgenza, parola di cui, evidentemente, non conoscono il significato.
Sospirano e mi dicono che devo aspettare lì, nel frattempo io devo bere un litro d'acqua e mio marito deve andare alla cassa a pagare.
Sono ormai le undici e mezza, dopo avermi munita di due bottigliette d'acqua da mezzo litro, mio marito va a cercare la cassa dell'ospedale. Si vede che preferirebbe farsi amputare una mano piuttosto che lasciarmi lì da sola ma non abbiamo scelta.
Seduta su quella sedia di plastica passo il quaranta minuti peggiori della mia vita.
Il dolore peggiora a causa di tutta l'acqua che sono costretta ad ingurgitare.
Nel frattempo, con lentezza plateale, i due infermieri chiamano uno dei pazienti già in fila, continuando ad ignorarmi.
Ascoltando i discorsi di queste persone scopro con raccapriccio che avevano appuntamento chi per le nove e trenta e chi per le dieci.
Nel frattempo arrivano i pazienti delle undici e delle undici e trenta.
E' mezzogiorno e venti quando torna mio marito ed entra il paziente delle dieci e trenta.
Ormai sono sull'orlo di un collasso, quando esce uno dei due infermieri lo assalto come una tigre infuriata.
Non so di preciso cosa ho detto, so solo che dopo cinque minuti ero sdraiata sul lettino per l'ecografia circondata da due infermieri ostili e da una dottoressa ancora più ostile.
L'esame si svolge in un clima surreale: la dottoressa è arrabbiata perchè io ho "preteso" di entrare.
Nessuno mi chiede perchè sono lì.
La dottoressa fa l'ecografia concentrandosi sul fianco destro. Quando provo a dirle che a me fa male il fianco sinistro mi risponde in malo modo che sa quello che fa.
Mi dice che non ho niente e che si tratta "solo" di una colica addominale.
Esco da lì inebetita dal dolore e demoralizzata dalla pochezza dell'animo umano.
Penso a quanta poca empatia c'è da parte di persone che devono lavorare con chi sta male.
Ho voluto raccontarvi questa cosa un po' perchè il blog è meglio della psicoterapia e sfogarmi scrivendo mi fa stare molto meglio e un po' perchè le storie di cattiva sanità devono essere denunciate.
Troppo spesso subiamo il trattamento maleducato di persone che sono pagate per darci supporto.
Io stessa stavo troppo male per reagire come avrei dovuto ed è proprio questo il punto: approfittarsi di chi non è nelle condizioni di reagire e far valere i propri diritti e le proprie ragioni.
Farò una segnalazione alla direzione dell'ospedale e la farà anche il mio medico curante.
Ormai in Italia siamo solo capaci di lamentarci e quello che succede è sempre colpa degli altri.
Poi chi ha un lavoro si comporta in questo modo vergognoso...
Per la cronaca, il mio dolore si è un po' calmato ma purtroppo resta sempre lì e dovrò fare ulteriori accertamenti... tremo al solo pensiero.

********

Parliamo d'altro, che è meglio...
Oggi vi voglio raccontare di una ricetta che ho scoperto tanti anni fa sfogliando una rivista.
Era un articolo dedicato ai primi veloci e fra i vari condimenti questo mi aveva proprio incuriosita.
E' il classico piatto di pasta da preparare quando il frigo è proprio vuoto, bastano due ingredienti.
Inoltre è un piatto sano e completo. Insieme a una porzione di verdura è un pranzo perfetto.


INGREDIENTI
(per quattro persone)
360 di linguine
due scatole di fagioli cannellini
olio extravergine
sale
aglio
un peperoncino secco
prezzemolo

Mettere su l'acqua per la pasta.
Scolare e sciacquare il fagioli, versarli in una padella insieme a poco olio e a un mestolo di acqua di cottura della pasta.
Cuocere qualche minuto i fagioli schiacciandoli intanto con una forchetta: bisogna ottenere una crema lasciando però qualche pezzetto.
Aggiungere uno spicchio d'aglio schiacciato con lo spremiaglio e poco sale.
Scolare la pasta tenendo la parte mezza tazza di acqua di cottura, versarla nella padella e mantecare unendo l'acqua di cottura, olio a piacere, il peperoncino sbriciolato con le dita e il prezzemolo tritato.
Servire la pasta caldissima.


Il piatto e le posate che vedete nelle foto sono di Villa d'Este Home

lunedì 9 marzo 2015

MENTRE L'ACQUA BOLLE: LA GRICIA



La scorsa settimana è cominciato questo appuntamento con i primi veloci, quelli che, appunto, si preparano mentre l'acqua bolle.
Ho rispolverato il mio vecchio quadernetto pieno di appunti e ricette e qualche amica mi ha anche inviato le ricette veloci di casa sua.
Sono davvero infinite le possibilità di preparare un primo veloce e gustoso senza scivolare nel tunnel della pasta in bianco.
La volta scorsa, qui. ho raccontato come sia però necessario avere una dispensa e un frigorifero con qualche ingrediente di base che permetta di giocare con la fantasia.
Un ingrediente che non vi ho messo è il guanciale. Una vera chicca in cucina, io lo uso spesso in sostituzione della pancetta perchè è più morbido e dal sapore più delicato.
Nella classica amatriciana è insostituibile come lo è per questa pasta, la gricia, (l'antenata in bianco dell'amatriciana) un vero esempio di come si possa creare un vero e proprio capolavoro con pochissimi ingredienti.
Ultimamente ad Amatrice, il luogo dove sono nate le ricette dell'amatriciana e della gricia, c'è stato un po' di tafferuglio con un noto chef barbuto, somigliante in modo inquietante ad Orco Rubio (ve lo ricordate? il personaggio della Melevisione...).
Pare che questo orco chef abbia pronunciato pubblicamente eresie riguardo agli ingredienti di queste due antiche ricette.
Lo stesso orco chef intervistato qualche giorno dopo ha dichiarato che "stava scherzando".
Mah...



INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di spaghetti grossi (o bucatini)
250 grammi di guanciale 
150 grammi di pecorino 
(io ho usato quello romano ma la ricetta richiederebbe quello di Amatrice, meno salato)
pepe nero
sale
(nella ricetta originale è previsto anche lo strutto, che io non ho usato)

Per prima cosa mettere a bollire l'acqua.
Tagliare il guanciale a pezzetti e grattugiare il pecorino.
Mettere sul fuoco una padella antiaderente con il fondo spesso e disporvi i guanciale.
Farlo rosolare a fuoco molto basso in modo che il grasso si sciolga e la parte magra non bruci.
Cuocere la pasta tenendo da parte mezza tazza di acqua di cottura.
Scolarla e versarla nella padella del guanciale insieme con il pecorino e una generosa macinata di pepe.
Far mantecare la pasta sul fuoco aggiungendo l'acqua di cottura.
Servire caldissima aggiungendo ancora un po' di pepe.



mercoledì 4 marzo 2015

AGNELLO IN CASSERUOLA CON CARCIOFI, PATATE E MENTA... MI RICORDO...


Ci sono ricette che ti portano lontano, indietro nel tempo.
Un tempo che ricordi più per sensazioni, colori e odori che per immagini vere e proprie.
A volte rifletto sul fatto che il nostro cervello ha un modo tutto suo di selezionare i ricordi, selezionando e filtrando episodi lontani e restituendoceli adattati a noi.
In particolare succede coi ricordi d'infanzia: fotogrammi veloci, una luce particolare, il dettaglio di una stanza, una mano stretta nella nostra.
Se penso alla mia infanzia è sempre estate e sinceramente non so perchè.
C'è una luce forte, di quelle che ti fanno strizzare gli occhi, ci sono panni stesi ad asciugare che sbattono forte nel vento e posso inalare il loro profumo di sapone e pulito.
Se penso alla mia infanzia c'è mia nonna che prepara la pasta sulla vecchia tavola di legno e sul fuoco sta borbottando quel sugo meraviglioso che solo lei sapeva fare.
Se penso alla mia infanzia c'è il cortile della casa dove sono cresciuta, chiuso e appartato dai rumori della vecchia Milano. Ci sono i bambini del palazzo che strillano e la mia vecchia bicicletta azzurra.
C'è mio fratello con i pantaloni corti e un profumo di erbe aromatiche che arriva dalla cucina.
Ci sono i miei cugini e i pomeriggi di giochi... e quando arrivava sera si pregavano i genitori di cenare insieme perchè non ci si voleva lasciare. 
E ancora, un ricordo lontano, la casa della nonna materna e una domenica di Pasqua.
Il cielo limpido e le montagne. Le campane che suonano. L'acqua freddissima e l'uovo di cioccolato.
L'agnello e le patate, il pane fragrante, lo zucchero dei dolci di Pasqua sotto la lingua.
Quella meravigliosa sensazione di sicurezza.
Quella gioia di vivere che fa battere forte il cuore e toglie il fiato.
Mi ricordo...

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INGREDIENTI
800 grammi di polpa di agnello
4 carciofi
3 patate
uno spicchio d'aglio
un rametto di menta fresca
un bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine
sale
pepe
un peperoncino


Pulire i carciofi dalle foglie esterne e dalle spine, e, se necessario, eliminare la barba interna.
Tagliarli a spicchi e  metterli in una ciotola coperti di acqua e limone.
Pelare le patate, tagliarle a pezzi e metterle in un'altra ciotola con acqua fredda in modo che non si anneriscano.
In una casseruola capiente versare poco olio e farvi dorare lo spicchio d'aglio.
Aggiungere la polpa d'agnello tagliata a pezzi e farla rosolare a fuoco vivace in modo che prenda colore da tutte le parti.
Sfumare con il vino e lasciarlo evaporare.
Regolare di sale e pepe, aggiungere un mestolo di acqua calda, coprire e lasciare cuocere a fiamma bassa (controllare spesso che la carne non si asciughi troppo e, nel caso aggiungere un mestolo di acqua calda).
Dopo una decina di minuti aggiungere i carciofi e le patate ben scolati dall'acqua e, se necessario, ancora un po' d'acqua.
Cuocere per 30/40 minuti (la carne deve risultare tenera e appena un po' rosata all'interno).
Profumare con la menta tritata finemente e il peperoncino.
Servire caldissimo.




lunedì 2 marzo 2015

PENNETTE CON ZUCCHINE, TONNO E POMODORINI AL PROFUMO DI TIMO... MENTRE L'ACQUA BOLLE


Metti che arriva mezzogiorno.
Metti che sei appena tornata a casa stanca e stravolta e l'ultimo dei tuoi desideri è quello di metterti a cucinare.
Metti che vorresti essere Maga Magò e far materializzare sul tavolo un piatto di lasagne fumanti.
Metti che ti rendi conto che è ragionevolmente impossibile essere Maga Magò.
Quindi ti tocca rimboccarti le maniche, mettere su l'acqua per la pasta e rovistare nel frigorifero alla ricerca di "qualcosa" anche se non sai esattamente cosa sia quel "qualcosa".
Da qui nasce l'idea di questa rubrica "Mentre l'acqua bolle", una raccolta di primi velocissimi da realizzare all'ultimo minuto.
Ogni lunedì posterò una ricetta velocissima e facile per un primo che soddisfi tutta la famiglia.
Diciamo però che per realizzare un piatto di pasta che dia una certa soddisfazione (non la pasta al burro per capirci) bisogna che ci sia almeno una piccola base in dispensa e in frigorifero perchè, se vi ritrovate a grattare con le unghie la parete del frigo l'unica cosa che vi resta da fare è ordinare una pizza.
Se però siamo brave avremo sempre in dispensa:
- pasta di vari formati (che mica possiamo fare la pasta senza la pasta)
- pomodori pelati, passata o pomodoro a cubetti ('na mano santa)
- tonno in scatola (non sarà il massimo ma non avete idee di quante vite abbia salvato il tonno in scatola - per lo meno nella mia famiglia)
- olio extravergine
- origano, timo, peperoncino e tutte le spezie che ci piacciono
E in frigorifero:
- formaggio grana e pecorino (se proprio non avete tempo potete fare scorta di quelli già grattugiati in busta, non sono il massimo ma sono comodissimi)
- burro
- qualche verdura (zucchine, peperoni, pomodorini... in base a quello che c'è quel giorno si può scegliere la ricetta veloce da preparare)
- vino bianco (non per farvi un cicchetto - vabbè anche quello se volete - ma per sfumare soffritti and co...)
- aglio e cipolla (senza di loro non c'è sapore...)
Oggi io avevo in frigorifero un paio di zucchine e una manciata di pomodorini...

INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di pennette (o altra pasta corta)
due grosse zucchine
una manciata di pomodorini (circa 150 grammi)
due scatolette di tonno sgocciolate dell'olio di conservazione
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
timo secco
peperoncino secco
sale

Per prima cosa mettere a bollire l'acqua salata per cuocere la pasta.
Tagliare a rondelle le zucchine e a metà i pomodorini.
In una padella capiente versare un bel giro d'olio e metterlo a scaldare.
Unire lo spicchio d'aglio schiacciato e le zucchine.
Lasciar insaporire per qualche minuto a fuoco vivo mescolando spesso, unire i pomodorini e lasciare cuocere un paio di minuti.
Aggiungere il tonno e il peperoncino, mescolare e cuocere pochi minuti. Regolare di sale.
Nel frattempo cuocere la pasta lasciandola al dente, scolarla (tenendo da parte mezzo bicchiere di acqua di cottura) e versarla nella padella.
Mescolare a fuoco vivace, unire l'acqua di cottura sempre mescolando.
Spegnere il fuoco, cospargere con il timo e, se piace, altro peperoncino.
Servire subito.


P.S.: Vi lascio a fine post anche un po' di link di ricette di primi veloci già pubblicate qui sul blog... andate a dare un'occhiata...
P.P.S.: Se avete ricette veloci da suggerirmi scrivetemi: ultimissimedalforno@gmail.com

http://ultimissimedalforno.blogspot.it/2015/02/fusilli-con-peperoni-e-scamorza.html
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