RISOTTO CON PISELLI FRESCHI E MENTA


C'è qualcosa di terapeutico nella preparazione del risotto.
I passaggi irrinunciabili, la necessaria lentezza, la cura che bisogna mettere nella scelta degli ingredienti: trovo che preparare un buon risotto sia una coccola per l'anima prima che per il palato.
In realtà, in una cucina slow, tutto parte dalla spesa.
Mi piace moltissimo fare la spesa al mercato o in quei capannoni "dal produttore al consumatore" dove la frutta e la verdura sono sempre freschissime e spesso bio.
Poter scegliere quello che la mia famiglia ed io mangeremo è un vero e proprio privilegio.
Inoltre, in questo modo, si evitano gli odiati imballaggi in plastica che purtroppo pullulano nella grande distribuzione.
Un consiglio che non mi stancherò mai di dare è quello di mangiare in modo stagionale, preferire prodotti di stagione ci garantisce sapore e genuinità. In fin dei conti ci sarà pur un motivo se le fragole maturano in primavera e i fichi a settembre. Provate ad assaggiare gli stessi frutti fuori stagione: sono praticamente insapori.
In cucina lo slow living è anche cucinare partendo da zero, non comprando cibi già pronti oppure insalate in busta e verdure già tagliate.
Partire dalla materia prima dà grande soddisfazione (non sottovalutate mai il potere terapeutico di tagliare le verdure), migliora il gusto e, non ultimo in quanto ad importanza, fa risparmiare denaro.
Qualcuno potrebbe obiettare che per fare tutto questo bisogna avere tempo e su questo non discuto. Il fatto è, però, che basta organizzarsi.
Se, ad esempio, prepariamo un buon brodo di verdure, possiamo farne in abbondanza e conservarlo in freezer pronto per usi futuri.
Se facciamo una spesa settimanale e abbondante di verdure possiamo dedicare un paio d'ore a pulirle e magari cuocerle in modo da avere in frigorifero tante basi per le nostre ricette.
Sono tanti piccoli passi per abbracciare uno stile di vita più lento e immensamente più soddisfacente.



INGREDIENTI 
(per 4 persone)

- 320 grammi di riso (per noi Carnaroli)

- 400 grammi circa di piselli freschi già puliti 
(per ottenere 400 grammi bisogna sbucciare circa un chilo di piselli)

- 1 cipollotto fresco

- 1 manciata di foglioline di menta fresca

- brodo di verdura
(io l'ho preparato con carota, un pezzetto di sedano, mezzo cipollotto e una manciata di baccelli di piselli)

- un bicchiere di vino bianco

- un pizzico di zucchero

- olio extravergine

- sale e pepe

- a piacere parmigiano grattugiato


In una casseruola ho versato un filo d'olio, i piselli, un pizzico di sale, lo zucchero e un mestolo di brodo. Ho portato a cottura i piselli (ci hanno messo circa 8-9 minuti).

Ho frullato metà dei piselli insieme alle foglioline di menta, un cucchiaio d'olio e a un mestolo di brodo ottenendo una crema liscia.

Ho tritato il cipollotto e l'ho lasciato ammorbidire con poco olio in una pentola adatta per il risotto.

Ho unito il riso e l'ho fatto tostare per qualche minuto sfumando poi con il vino bianco.

Una volta evaporato il vino ho unito un mestolo di brodo caldo e subito dopo i piselli non frullati che avevo tenuto da parte.

Ho portato a cottura il risotto e, poco prima di spegnere, ho unito la crema di piselli e menta mescolando bene.

Ho regolato di sale e ho aggiunto un po' di pepe.

Se piace aggiungere un po' di parmigiano grattugiato.







SLOW LIVING: LA NUOVA ME




Da un po' di tempo avevo parecchia confusione in testa e non sapevo bene come portare avanti (o concludere) la mia attività su questo blog.
Come ho scritto qualche giorno fa su instagram da quando ho aperto il blog sono cambiata tantissimo ed è cambiata tantissimo la mia vita. Posso tranquillamente affermare di essere un'altra donna. E non mi riconoscevo più in in questo spazio virtuale.
Amo ancora cucinare e adoro il cibo ma negli ultimi anni le mie scelte alimentari sono via via cambiate portandomi verso una cucina più sana e quasi prevalentemente vegetariana. Cucino e mangio ancora la carne (di più il pesce) ma nel quotidiano prediligo riso, pasta, cereali (meglio se integrali), verdura e frutta.
Ho scoperto un mondo di sapori nuovi e ho fatto mio un consumo più consapevole del cibo in generale.
Diciamo che tutto questo è avvenuto anche perchè, ad un certo punto, il mio corpo mi ha presentato il conto e proprio i problemi di salute mi hanno fatto capire che molto di quello che siamo dipende da quello che mangiamo.
Da oggi sul blog voglio raccontarvi le meravigliose ricette che ho scoperto, i profumi delle erbe aromatiche, la leggerezza appagante di tante pietanze che saremmo portati a definire "tristi" ma che in realtà, con gli opportuni accorgimenti, diventano un tripudio di sapori.
Si parlerà di cucina dunque  ma anche di una scelta di vita più green ed ecosostenibile.
In un mondo che va alla deriva a causa del nostro enorme impatto ambientale credo fermamente che ognuno di noi debba, seppur nel suo piccolo, impegnarsi per poter lasciare alle generazioni future la nostra terra nelle migliori condizioni possibili.
Parleremo quindi di tutti i modi in cui possiamo evitare gli sprechi, delle alternative che abbiamo nel nostro quotidiano rispetto alla plastica e ai prodotti usa e getta.
E' un percorso che, nel mio caso, è tutto in divenire ma mi piacerebbe davvero condividerlo con voi.



Ma l'argomento principale di questo blog, il leitmotiv di ogni post sarà il vivere la vita più lentamente.
"Slow living", letteralmente "vita lenta".
Ultimamente lo leggiamo un po' ovunque, è qualcosa che (per fortuna) sta interessando sempre più persone.
Qualcuno la considera una moda per pochi privilegiati ma non è affatto così e di questo voglio raccontarvi in questo mio piccolo spazio.
Credo che ognuno di noi possa cercare e trovare il modo di vivere con più lentezza, che tutti noi possiamo ritagliarci del tempo compatibilmente con il nostro lavoro e con le nostre vite più o meno incasinate.
Fino a poco tempo fa le mie giornate erano una corsa affannata che spesso mi lasciava stanca e insoddisfatta.
Non che io facessi chissà quali grandi cose, semplicemente tendevo a riempire il tempo di incombenze, molte delle quali assolutamente non prioritarie.
La corsa cominciava appena sveglia quando tra colazioni, letto da rifare, casa da riordinare, spesa, lavoro, figli, impegni vari, arrivavo alle 9 del mattino già stanca e stressata senza avere nemmeno il tempo di fare colazione, trangugiando un caffè e ingoiando un insapore snack confezionato di solito mentre facevo la spesa online.
Mi sono resa conto con orrore che finivo col comprare e cucinare sempre le stesse cose, dando la preferenza a cibi facili e veloci da preparare, proprio io che adoro cucinare!
Mi sono anche accorta che stavo dando per scontate tante cose e soprattutto le persone che amo.
Stavo dando per scontata anche me stessa in realtà.
Poi sono successe due cose: ho perso il mio lavoro (la crisi ha fatto dare un taglio all'azienda con cui collaboravo) e ho cominciato a stare male fisicamente.
E' stato allora che ho cominciato a rallentare, ad ascoltarmi e ad ascoltare.
E' stata una rivelazione.
Ho capito che, soprattutto noi donne, siamo state cresciute (e cresciamo le nostre figlie) seguendo un modello di vita che ci fa credere che più facciamo più siamo brave: il lavoro in cui dobbiamo eccellere, i figli che vogliamo sempre puliti, ben vestiti e perfetti, la casa che pretendiamo sia lucida e splendente... tutte cose che assorbono il nostro tempo senza lasciarne per noi e per le cose che ci piacciono veramente.
Ho smesso di seguire il modello di perfezione che comunque non raggiungevo mai e mi sono seduta a riflettere.
Abbiamo un vita sola che passa in un soffio.
E io ho deciso di riempire la mia d'amore e di bellezza.



Adesso quando mi sveglio al mattino mi prendo tutto il tempo che mi serve (basta svegliarsi un po' prima...).
La mia colazione è calma e ricca di cose sane.
Mi prendo il tempo che mi serve per me stessa e per dimostrare amore ai miei figli e al compagno della mia vita. Scelgo con cura cosa cucinare, mi preparo una tisana da sorseggiare durante la giornata. Svolgo le mie incombenze con serenità, prendendomi delle pause quando ne sento il bisogno.
Se ho qualcosa di meglio da fare lascio che sui mobili ci sia la polvere e che sul pavimento ci siano i peli di Giotto e Mia.
Mi concedo tempo per apprezzare le cose belle della vita e cerco di affrontare i problemi con determinazione e positività.
Sto vivendo un momento molto appagante e sono una persona fortunata, una mamma felice e una donna molto innamorata.
Ma soprattutto sto imparando ad amarmi e a prendermi cura di me stessa, consapevole che non possiamo sperare che gli altri ci amino se siamo noi per primi a non amarci.
Nei prossimi post, attraverso ricette consigli e condivisione di esperienze voglio raccontarvi nei particolare questo stile di vita lento che sta facendo di me una donna nuova...
(stay tuned)





SPAGHETTI ALLA NERANO


Devo confessare di essere una perfezionista patologica.
E di avere serie manie che spesso mi portano a fare e rifare una cosa finchè non viene perfetta.
Questo si ripercuote nella vita di tutti i giorni e soprattutto in cucina.
Perchè ci sono dei piatti apparentemente semplici che si rivelano invece assolutamente insidiosi.
Metti, ad esempio, la cacio e pepe.
Alzi la mano chi riesce ad ottenere sempre quella splendida cremina che la caratterizza.
Io no.
Giuro che le ho provate tutte, ho cucinato decine di cacio e pepe, ho persino guardato dei video ma la cremina è (nel mio caso) un evento puramente casuale. Eppure seguo la ricetta alla lettera, metto in pratica tutti i trucchetti ma... nulla. La cremina a volte resta splendidamente cremosa e avvolge la pasta alla perfezione altre volte si coagula e finisce con somigliare ad una pasta alla sorrentina però in bianco.
Ora sono certa che qualcuno si starà chiedendo perchè vi parlo della cacio e pepe in un post dedicato agli spaghetti alla Nerano ma è presto detto: il "problema" è simile.
Solo che con la Nerano, grazie anche alla presenza dell'olio, sono riuscita ad ottenere un risultato ottimo mentre sto ancora andando a scuola di cacio e pepe...

Ora, mio marito è (per ora) felice di assaggiare e di dare pure un voto (pover'uomo) alle innumerevoli cacio e pepe che gli propino ma temo che presto inizierà a ribellarsi.
Le figlie non mangiano formaggi quindi sono fuori dai giochi e il figlio è nella sua fase "proteica" e quindi la pasta non la mangia (in compenso mangia chili di pizza ma non rilascia spiegazioni al riguardo...).
Mi resta solo il povero marito ma non so per quanto ancora reggerà...
Quindi, se avete un segreto per la cacio e pepe perfetta ditemelo subito! Io in cambio condivido con voi i segreti per una Nerano davvero meravigliosa (e se lo dico io che non sono mai completamente soddisfatta, dovete credermi).

Prima di cominciare però è doverosa una premessa.
Nessuno conosce la vera ricetta degli spaghetti alla Nerano.
Pare sia stata inventata nelle cucine del ristorante Maria Grazia, appunto, a Nerano e che la sua versione originale non sia mai stata divulgata.
Perciò è una di quelle ricette di cui nessuno ha la verità in tasca.
Possiamo solo cercare di cucinarla nel miglior modo possibile cercando di non snaturarla.



♥ il primo segreto per una Nerano perfetta è il formaggio che deve essere il provolone del monaco, un formaggio tipico campano (io lo trovo in un negozio della zona che vende specialità tipiche campane) ma mi dicono che si può trovare anche nei supermercati più forniti. Qualcuno suggerisce che, in assenza del provolone giusto, si può optare per un normale provolone semistagionato ma io non ho mai provato

♥ le zucchine devono essere tagliate sottili (non più di due millimetri) ed è meglio non utilizzare un robot da cucina per poter avere fettine intere (io uso una mandolina, cercando di non affettarmi le dita)

♥ la frittura delle zucchine deve essere fatta rigorosamente in olio extravergine e non in olio di semi; l'olio deve essere ben caldo e la frittura breve, le zucchine non devono annerirsi; vanno poi lasciate asciugare su carta per fritti, conservando l'olio di cottura perchè se ne aggiungerà un po' alla pasta

♥ la pasta va cotta in poca acqua in modo da avere un'acqua ricca di amido che favorirà la mantecatura finale

♥ la mantecatura va fatta fuori dal fuoco unendo poca acqua di cottura alla volta


INGREDIENTI
(per 4 persone)
380 grammi di spaghetti di ottima qualità
6 zucchine grosse (devono essere circa 800 grammi)
80 grammi di provolone del monaco grattugiato
40 grammi di parmigiano grattugiano
due cucchiai di pecorino grattugiato
un pezzetto di burro
basilico fresco
olio extravergine 
sale
pepe


Ho tagliato le zucchine sottili e le ho fritte in una padella larga poche alla volta in olio extravergine ben caldo per pochi minuti.
Le ho scolate e le ho lasciate asciugare su carta assorbente.
Ho buttato buona parte dell'olio tenendone nella padella solo qualche cucchiaio.
Ho cotto la pasta in poca acqua (salata con moderazione) e l'ho scolata molto al dente tenendo da parte una tazza di acqua di cottura.
Ho rimesso nella padella con l'olio le zucchine, ho acceso la fiamma e ho unito un mestolino di acqua di cottura.
Ho versato la pasta in padella e l'ho portata a cottura aggiungendo poca acqua alla volta.
Ho tolto la padella dal fuoco e ho unito il burro e i formaggi mescolando velocemente con un forchettone unendo ancora un paio di cucchiai di acqua di cottura e il basilico spezzettato.
Ho spolverizzato con un po' di pepe nero macinato al momento.

Se la provate fatemi sapere come vi è venuta! ♥








CARROT CAKE PER SEGUILESTAGIONI




In ritardo con il post di Marzo per Seguilestagioni, sai che novità.
Da tempo è così, non riesco ad organizzarmi, parto bene facendo planning e liste e poi mi perdo inesorabilmente.
Marzo è iniziato da sei giorni e l'ingrediente scelto da me sono le carote che ho odiato profondamente da bambina almeno quanto adesso le amo.
In particolare la torta di carote che ho provato in mille versione ma che voglio proporvi nella versione che ormai è quella "di famiglia".
Di solito questa è la torta che prepara la figlia numero 3, è la SUA torta  ma stavolta mi ha gentilmente concesso la ricetta.
Prima della ricetta però, com'è consuetudine per Seguilestagioni, devo spendere qualche parola per Marzo, mese da me odiato/amato quasi quanto le carote.
E' un Marzo particolare questo che alterna giorni quasi caldi di primavera a mattinate nebbiose quasi novembrine.
Per Marzo avrei delle richieste, se vorrà ascoltarmi tra un raggio di sole, uno scroscio di pioggia e una mattina di nebbia. Ho una lista di "vorrei" caro Marzo...

♥ vorrei ogni mattina avere colazioni profumate di torte e brioches e tazze di caffelatte al caramello
♥ vorrei avere sempre fiori sul tavolo della cucina, vorrei che fossero ranuncoli e tulipani e margherite bianche oppure fiori di campo e anemoni
♥ vorrei che la mia casa profumasse di pane, caffè e bucato steso al sole
♥ vorrei finalmente un giardino in ordine
♥ vorrei giorni pigri e mattinate davanti al lago
♥ vorrei parole d'amore e mani intrecciate
♥ vorrei continuare a sentirmi amata come mi sento adesso
♥ vorrei avere più tempo per leggere
♥ vorrei avere più tempo per scrivere
♥ vorrei un fine settimana fatto di stradine da scoprire, profumo di mare e notti di abbracci
♥ vorrei riuscire a preparare la focaccia perfetta
♥ vorrei riuscire a non preoccuparmi più
♥ vorrei vedere i miei figli sempre felici e sani
♥ vorrei leggerezza e serenità
♥ vorrei sorridere di più
♥ vorrei continuare ad innamorarmi, ogni giorno





INGREDIENTI
(la mia è una tortiera da 18 centimetri)
3 uova
100 grammi di zucchero di canna
180 grammi di sciroppo d'acero
180 ml di olio di semi (io ho usato olio di riso)
190 grammi di farina addizionata con lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di cannella
4 carote piccole (oppure 2 grandi)
180 grammi di noci già sgusciate

Per il frosting:
300 grammi di mascarpone
120 grammi di zucchero a velo vanigliato


Per prima cosa ho imburrato e infarinato la mia tortiera.
Ho acceso l forno a 180 gradi.
Ho tritato nel robot da cucina le carote e le noci.
Ho preparato il frosting semplicemente mescolando in una ciotola il mascarpone con lo zucchero a velo vanigliato, l'ho coperto con pellicola da cucina e l'ho messo a riposare in frigorifero.
Con la planetaria ho montato molto bene le uova con lo zucchero di canna, ho poi aggiunto a filo lo sciroppo d'acero, l'estratto di vaniglia e l'olio.
Ho diminuito la velocità e ho aggiunto la farina, il bicarbonato (precedentemente setacciati) e la cannella.
A mano, usando una spatola di silicone per non smontare l'impasto, ho unito con delicatezza le carote e le noci.
Ho versato nella tortiera e ho infornato nella parte bassa del forno.
La mia torta si è cotta in 40 minuti ma fate sempre la prova stecchino prima di sfornarla.
Attenzione: non aprire il forno per i primi 25-30 minuti e, trascorso quel tempo, controllare la superficie perchè è una torta che tende a colorarsi un po' troppo. Io negli ultimi 10 minuti ho appoggiato sulla parte superiore un foglio di carta stagnola.

Ho sfornato la torta, l'ho lasciata intiepidire e poi l'ho capovolta su un'alzatina per poter avere una superficie liscia da decorare con il frosting.





La lista della spesa di Marzo, per uno stile di vita e una cucina più ecologici e naturali



Le blogger di #seguilestagioni:

Alisa - AliseHomeShabbyChic
Beatrice - Beatitudini in cucina
Ely - Nella cucina di Ely
Enrica - CoccolaTime
Francesca - Crudo e cotto
Ilaria L. - Biologa nutrizionista
Ilaria T. - Soffici 
Lisa - Lismary's Cottage
Maria - La mia casa nel vento
Miria - 2 amiche in cucina
Monica - Fotocibiamo
Simona - Pensieri e pasticci
Sisty - I biscotti della zia
Susy - Coscina di pollo

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FOCACCIA CON PATATE, ORIGANO E PANCETTA


Sta incredibilmente pubblicando un post!!!
Un evento che già di per sè ha dell'incredibile.
Se poi aggiungiamo che è la ricetta di un cibo che (finalmente) piace anche a me raggiungiamo realmente l'apice dello straordinario.
Cioè l'umana (che ultimamente, diciamoci la verità, cucinava solo schifezze) ha preparato una cosina che contiene la ciccia e ha la consistenza del pane. Peccato per la presenza delle patate che noi cani non gradiamo tantissimo e per quell'erbetta strana che ha sparso ovunque ma in tempi difficili bisogna sapersi accontentare.
Qui di fianco ho la Nera che, come sempre davanti al cibo, sbava in modo vergognoso.
Ancora dopo anni mi chiedo quale terribile malattia mentale abbia portato la mia umana a portare a casa la Nera.
Certo ai tempi era piccola e morbida, una cosetta graziosa insomma.
Nessuno poteva prevedere che sarebbe diventata grande come una poltrona, imbranata e pasticciona in modo insopportabile, sbavante e appiccicosa.
Ha questo problema dell'affetto, lei, nel senso che deve dimostrarlo sempre e a chiunque.
E lo fa nei modi più plateali e fastidiosi, lanciandosi addosso col suo peso da macigno, leccando e sbavando e muovendo quella sua enorme coda capace di spazzolare via ogni oggetto (e piccolo cane) nel raggio di dieci metri.
Una condanna la Nera.
Un peso che mi porto addosso con la dignità e l'eroismo che mi contraddistinguono.
Certo, direte voi, un cagnolino così perfetto dovrebbe essere un esempio da seguire per ogni cane (e pure per molti umani) ma la Nera non ha mai voluto imparare.
Ho cercato di insegnarle a mangiare con lentezza ma lei svuota la sua (enorme) ciotola nei pochi secondi che io impiego per raggiungere la mia. Quasi sempre finisce per ingozzarsi emettendo suoni a dir poco disgustosi.
Ho provato ad insegnarle a bere per benino dalla ciotola ma lei infila tutto il muso nell'acqua grufolando come un porcellino e spargendola tutta intorno. Poi, con la bocca ancora piena, corre per tutta la cucina spargendo acqua e bava ovunque. Uno spettacolo francamente agghiacciante.
Ho tentato di insegnarle ad abbaiare agli estranei ma lei scodinzola e saltella felice davanti a chiunque e sono certa che, se solo le fosse permesso, riempirebbe tutti di baci seminando il terrore in ogni umano che incontra (provate voi ad avere un mostro di quasi quaranta chili che vi si lancia addosso per leccarvi la faccia... sono traumi da cui è difficile riprendersi.
Ecco, mi rendo conto adesso che invece di parlarvi della cosina buona cucinata dalla mia umana vi ho di nuovo parlato della Nera, croce (senza delizia) della mia esistenza.
Vabbè, passo la tastiera all'umana così vi scrive la ricetta.
Cià dal vostro

Giotto ♥



♥♥♥♥♥♥♥♥





INGREDIENTI

300 grammi di farina manitoba
200 grammi di farina di farro
mezza bustina di lievito di birra disidratato
un cucchiaino di miele
300 grammi di acqua appena tiepida
due patate
100 grammi di pancetta coppata (o quella che preferite)
sale
pepe nero
origano
olio extravergine

Una focaccia che è nata per smaltire della pancetta che avevo in frigorifero e un fondo di farina di farro ma che alla fine ci è piaciuta così tanto che ho voluto condividerla con voi.
Ho messo nell'impastatrice le farine, il lievito il miele e ho aggiunto l'acqua a poco a poco.
Infine ho aggiunto il sale.
Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia e l'ho lavorato a mano per qualche minuto.
L'ho messo in una ciotola coprendolo con la pellicola da cucina e l'ho lasciato lievitare nel forno spento con solo la lucina accesa per 3 ore.
Ho steso l'impasto nella teglia e l'ho lasciato riposare per mezz'ora.
Intanto ho cotto le patate in padella a fuoco basso con un filo d'olio e poco sale e una volta cotte le ho schiacciate grossolanamente.
Ho distribuito le patate sull'impasto, ho condito con poco olio e origano e ho infornato nel forno preriscaltato a 220 gradi nella parte bassa del forno.
La mia focaccia si è cotta in 25 minuti ma controllatela dopo 20 perchè ogni forno è diverso.
Ho distribuito la pancetta sulla focaccia e ho aggiunto pepe nero macinato al momento.



CIAMBELLA AGLI AGRUMI PER #SEGUILESTAGIONI FEBBRAIO


In vergognoso ritardo ecco il mio post per #seguilestagioni di febbraio.
A mia discolpa posso solo dire che sono stata preda degli antibiotici per le ultime due settimane a causa di un'otite che proprio non voleva lasciarmi.
Così questa ciambella, la ciambella più soffice che io abbia mai fatto, è rimasta lì in attesa che mi decidessi a condividerla con voi.

In origine questo doveva essere un post dedicato all'amore e vorrei fosse comunque così anche se mi rendo conto che questa ciambella tende un po' a rubare la scena...
Pensavo di scrivere un post sull'amore romantico e passionale, tutto cuori e baci ma, come al solito tendo a distrarmi e quindi questo post sarà dedicato all'amore sì, ma all'amore e alla cura per la famiglia e all'amore e al rispetto per sè stessi.
Il tutto parte da un post scritto su instagram da una persona che seguo da sempre, Lorenza (https://www.instagram.com/lorenzamarengo/?hl=it e https://melorenza.blogspot.com/2019/01/winter.html?m=1)
Un post che ho letto e riletto perchè avrei potuto scriverlo io.

la famiglia è prendersi cura, gli uni degli altri, in modo imperfetto certo, sbagliando si sa, continuando a farlo perché è l 'amore che ci guida.. Prendersi cura anche di sé, dei propri sogni, delle idee irrefrenabili e meravigliose che ogni tanto ci vengono in mente.. Sempre con l' obiettivo che se io sono soddisfatta, felice, anche la famiglia, come in uno specchio, potrà esserlo.. Non dimenticando che ci sono periodi in cui prevale la cura per gli altri, ad esempio quando i figli sono piccoli, quando il compagno lo senti più fragile, quando qualcuno ha bisogno di te... Ed altri in cui tu puoi trovare i tuoi spazi e vedere le tue aspirazioni prendere corpo. Mai avere fretta. Le cose che ti fanno bene sono tante e le migliori le trovi nell'abbraccio dei tuoi figli, nella felicità di tua mamma quando la vai a trovare, nel caminetto già acceso perché tu trovi la casa calda... Non è facile, non è scontato, non è ogni giorno la stessa cosa, ma così è la vita, così è bella."

Uno spunto di riflessione per ognuna di noi, perchè troppo spesso tendiamo a mettere i bisogni di chi amiamo prima dei nostri ma dobbiamo ricordarci che deve esserci anche un momento e uno sbazio per noi.
Io per prima troppo spesso tendo a "dimenticarmi" e mi rendo conto che questo mi fa male e di riflesso fa male ai miei cari.
Allora promettiamoci di amarci un po' di più e di prenderci cura di noi stesse e dei nostri sogni esattamente come ci prendiamo cura dei nostri cari.

Buon San Valentino a tutte ♥



INGREDIENTI
150 grammi di farina per dolci
50 grammi di maizena (amido di mais)
250 grammi di ricotta 
2 uova 
150 grammi di zucchero
60 grammi di burro fuso 
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di succo d'arancia
buccia di limone grattugiata
buccia di arancia grattugiata
un cucchiaino di estratto di vaniglia
zucchero a velo per decorare


Tirare fuori dal frigorifero le uova e la ricotta un paio d'ore prima.
Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Setacciare la ricotta e mescolarla bene in una ciotola.
Imburrare e infarinare lo stampo da ciambella (il mio ha un diametro di 18 centimetri).
Per poter sformare perfettamente la ciambella io uso questo trucco: spennello con abbondante burro fuso lo stampo insistendo bene nelle scanalature. Metto lo stampo dieci minuti in frigorifero. Lo cospargo bene con la farina scuotendo via quella in eccesso. Conservo lo stampo imburrato e infarinato in frigorifero fino al momento di usarlo.
Montare bene le uova con lo zucchero nella planetaria oppure usando delle fruste elettriche.
Unire la buccia di limone e quella di arancia e continuare a montare fino ad ottenere un composto molto leggero e spumoso.
Unire a filo il burro fuso lasciato raffreddare sempre continuando a montare.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito poca alla volta alternandola a cucchiaiate di ricotta mescolando a velocità bassa.
Infine unire il succo d'arancia e l'estratto di vaniglia.
Versare il composto nello stampo precedentemente preparato, livellandolo bene.
Cuocere per circa 35 minuti facendo la prova stecchino prima di sfornarla.
Lasciare raffreddare e cospargere con zucchero a velo.




Vi lascio la nostra lista della spesa di febbraio ♥



Le blogger di #seguilestagioni:

Alisa - AliseHomeShabbyChic
Beatrice - Beatitudini in cucina
Ely - Nella cucina di Ely
Enrica - CoccolaTime
Francesca - Crudo e cotto
Ilaria L. - Biologa nutrizionista
Ilaria T. - Soffici 
Lisa - Lismary's Cottage
Maria - La mia casa nel vento
Miria - 2 amiche in cucina
Monica - Fotocibiamo
Simona - Pensieri e pasticci
Sisty - I biscotti della zia
Susy - Coscina di pollo

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PROFUMO DI CASA



Era da un po' che volevo scrivere un post sui profumi.
Intendiamoci, non i profumi che si acquistano in profumeria (non sono certo un'esperta dell'argomento) ma i profumi che sono intorno a noi, quelli che evocano ricordi e sensazioni e che hanno il potere di condizionare il nostro stato d'animo.

Sono sempre stata molto sensibile agli "odori" tanto che alcuni hanno il potere di calmarmi o di rendermi felice ed euforica.
Viceversa altri, legati a momenti spiacevoli, non posso proprio sentirli.
Ad esempio non sopporto l'odore del sapone di marsiglia perchè evoca un periodo particolarmente difficile della mia adolescenza. Mentre quello dell'origano lo adoro perchè mi riporta alla mia infanzia e alla cucina di mia nonna che nei miei ricordi profuma di pomodori e origano.


Credo che gli odori abbiano una loro stagionalità esattamente come i cibi e i vestiti.
Ci sono gli odori dell'inverno, per me, da sempre, spezie (in particolare cannella, vaniglia e anice stellato) arancia ed eucalipto. Ma anche il profumo del pane che cuoce, del caffè caldo e dei croissant e della neve. E quello meraviglioso del calicanto, il mio fiore preferito.



Quelli della primavera: gelsomino, fiori di cotone, rosa, camomilla. Delle margherite e dell'erba. E poi il profumo della pioggia, dei fiori e della verdura al mercato, del vento (che in primavera ha un profumo tutto particolare).




E quelli dell'estate: limone, menta, erbe aromatiche, lavanda. Il profumo del mare (uno dei profumi che amo di più), delle pesche, dell'anguria, delle creme solari al cocco, del basilico e dei pomodori, della terra bagnata durante i temporali estivi.



Infine quelli dell'autunno, la mia stagione preferita: tornano le spezie, insieme al profumo delle mele (e della torta di mele), del legno e delle castagne. E naturalmente della zucca, dei biscotti e del caffè. Il profumo inconfondibile delle caffetterie, quello del caffè appena macinato mescolato a quello dei dolci. E il profumo dell'osmanto, per me il fiore dell'autunno.



In ogni stagione faccio in modo di circondarmi dei profumi che amo.
In inverno non mancano mai candele profumate alle spezie e arancia. Cerco di comprarle di ottima qualità, è vero che hanno un prezzo più alto ma durano molto di più e profumano l'ambiente più a lungo perchè vengono usate cere ed essenze di qualità. Preparo ciotole con piccole pigne, arancia essiccata e spezie che dissemino in tutta la casa e compro regolarmente rami di eucalipto e, quando riesco a trovarlo, il calicanto. Mi piace che la biancheria profumi d'inverno e quindi metto nell'ultimo risciacquo del bucato qualche goccia di essenza di arancio. Quest'inverno ho scoperto l'essenza di neroli e non l'ho più lasciata, le lenzuola hanno un profumo meraviglioso che resta per giorni.



In primavera il profumo della mia casa è sicuramente Clean Cotton: le candele e i diffusori di questa profumazione accompagnano i mesi della primavera. Amo molto anche il profumo delle rose. Per il bucato essenza ai fiori bianchi oppure mughetto.




La mia casa d'estate profuma di menta, limone e lavanda. Candele, diffusori ma anche mazzetti di lavanda e menta in cucina. Tengo sempre una piantina di menta vicino al lavandino della cucina, trovo che il suo profumo dia freschezza ed energia. Per il bucato essenza di lavanda, profumata e rilassante. La scorsa estate la mescolavo a qualche goccia di essenza di camomilla per un effetto ancora più rilassante.



Quando finalmente torna l'autunno la mia casa subisce una vera e propria metamorfosi sia nella decorazione che nei profumi. Mentre compaiono plaid e cuscini con colori più caldi (lo scorso autunno ho riscoperto il giallo senape), ricompaiono le ciotole di pigne, agrumi e spezie.
Preparo inoltre un diffusore di profumo home made che adoro, ve ne ho parlato qui, un pentolino d'acqua in cui far sobbollire piano fettine di mela, scorze di arancia e limone, stecche di cannella, cardamomo e anice stellato. Per il bucato tornano l'arancia dolce e l'essenza di neroli.



Mi rendo conto di aver scritto tantissimo ma davvero il profumo ha un ruolo importantissimo nella mia vita. E voi? Come profumate la vostra casa?