lunedì 22 giugno 2015

PACCHERI CON SUGO DI POMODORO PICCANTE, STRACCIATELLA DI BURRATA E BRICIOLE PICCANTI... VICINI, QUESTI (S)CONOSCIUTI...




Esiste una razza al mondo fra le più temute e pericolose.
Una razza terrificante che non si può combattere con armi convenzionali. Una razza infida, feroce, impietosa e determinata a distruggere.
Si tratta dei vicini di casa.
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha avuto a che fare con un individuo di questa specie.
Si presenta con varie tipologie, tutte ugualmente letali.

Il finto buono
Una delle più pericolose. Si riconosce dal sorriso a settantasette denti di cui il cinquanta per cento costituito da zanne pericolosissime.
Il finto buono ti saluta sempre, spesso arriva anche a chiederti come stai e magari ti tiene anche aperto il cancelletto d'ingresso. Però appena ti volti trama alle tue spalle, sparla con gli altri vicini e con nonchalance lancia oggetti potenzialmente pericolosi per cani e bambini nel tuo giardino, il tutto circondato da un'aura di luce soffusa e celestiale mentre scuote la testa con riprovazione al tuo passaggio perchè lui "sa" quali nefandezze nascondi.

L'arrogante aggressivo
E' il padrone assoluto della sua proprietà, delle proprietà comuni e pure della tua proprietà. O almeno è convinto di esserlo. Decreta le regole nella sua e nella tua casa con un piglio da dittatore e la mascella stretta in segno di disprezzo.
L'arrogante aggressivo stabilisce e cambia le regole a suo uso e consumo ed è chiaro che lui ha sempre ragione e tu hai sempre torto. Se per esempio tuo figlio gioca nel tuo giardino con un amico alle quattro e mezza del pomeriggio e tu ritieni che sia un orario più che legittimo per giocare fuori lui stabilisce che gli immondi ragazzini sono elementi di disturbo per la pace del condominio, della via, del paese, dell'Italia, del mondo e dell'universo. Pure gli alieni del lontano pianeta "Machiticonosceattè" pare gli abbiano mandato un messaggio su whatsapp per chiedergli di riportare la pace ed il silenzio. Se però lui decide di ravanare nel suo box (che guarda caso sta proprio sotto la finestra della tua camera da letto) all'una di notte facendo una confusione degna di una battaglia aliena (ma quanto mi piace citare gli alieni in questo post) tu non puoi lamentarti altrimenti sei una rompiscatole e pure maleducata. L'arrogante aggressivo è anche profondamente offeso dal fatto che hai osato recintare il tuo giardino privato impedendogli così l'accesso a suo piacimento. Uno scandalo il tuo che come tale va punito.

L'urlatrice
L'urlatrice non ha bisogno di grandi presentazioni. Ogni quartiere o condominio che si rispetti ne possiede almeno una. L'urlatrice urla. Sempre. In ogni ora del giorno e della notte. I suoi momenti preferiti sono la domenica mattina verso le sette e il pomeriggio verso de due, meglio in estate quando le finestre sono tutte aperte. Non importa chi o cosa sia l'oggetto delle sue urla: un marito, i figli, l'universo... la sostanza non cambia.

Il "iononnesonullaiomifaccioifattimieiiononnehocolpa"
Personaggio subdolo e pericoloso quasi quanto il "finto buono".
Qualsiasi cosa accada non è stato lui. Qualsiasi cosa venga detta non l'ha detta lui.
Lo cogli sul fatto mentre lancia sassi al tuo cane? Non è stato lui.
Ti sbatte la tovaglia in testa riempiendoti i capelli di briciole e torsoli di mela? Stai mentendo, non è stato lui... e poi quali briciole scusa? Quali torsoli? Una visionaria sei...

Il nemico degli animali
Il nemico degli animali ha deciso da tempo che il mondo è proprietà esclusiva dell'uomo e qualsiasi altra forma vivente va estirpata senza pietà. Spesso il nemico degli animali è anche "l'arrogante aggressivo" in una combinazione letale per ogni essere vivente.
I gatti? Vanno eliminati perchè osano fare la pipì sui prati altrui.
I cani? Sono abomini della natura! Sporcano, abbaiano e puzzano.
Gli uccelli? Volano, perdono le piume e defecano per aria.
Gli insetti? Esseri immondi che vanno distrutti a colpi di bombe di insetticita e chilometri di zampirone.
Rane? Topi? Ricci? Anatre? Pipistrelli? Ma che è????? Estirpare! Estirpare!

Il nemico dei bambini
Stessa tipologia dell' arrogante aggressivo e del nemico degli animali. Spesso le tre tipologie albergano nello stesso individuo, creando un essere che avrebbe il suo habitat naturale nel deserto di ghiaccio dell'Antartide ma che purtroppo vive e si riproduce all'interno della comunità.

L'infastidito
Vive in uno stato di perenne fastidio. Prova fastidio per tutto. Non merita neppure considerazione.

Lo so, ce ne sono altri... ma mica posso citarli tutti... Abbiate pazienza, dovrei scrivere un post lungo chilometri... e ancora non basterebbe.
Fatelo voi nei commenti se siete (s)fortunati possessori di vicini di casa insopportabili adorabili.

Attenzione: ogni riferimento a persone e situazioni reali è puramente casuale. O forse no. Ma non lo saprete mai...
Attenzione 2: gli alieni citati sono amici miei e mi hanno concesso il diritto di citazione (ammesso che esista).


******



INGREDIENTI
500 grammi di paccheri
600 grammi di pomodori da sugo
200 grammi di stracciatella di burrata
quattro acciughe in salsa piccante
uno spicchio d'aglio
un ciuffo di basilico
una fetta di pane raffermo
origano
olio extravergine 
peperoncino
sale
zucchero

Ho trovato questa ricetta girovagando sul web una mattina presto, mentre bevevo il caffè in compagnia solo del cellulare. L'ho letta e mi è piaciuta un sacco l'idea però non mi sono salvata il link e non sono più stata in grado di ritrovarla. Per questo non posso citare il blog che me l'ha ispirata (e mi scuso tantissimo) e non ho potuto replicarla fedelmente. Ho creato una versione a mio uso e consumo e devo dire che è venuta buonissima.
Per prima cosa ho preparato il sugo.
Ho fatto un taglio a croce sulla buccia dei pomodori, li ho tuffati per pochi minuti in acqua bollente e poi ho eliminato la buccia e i semi. Poi li ho tritati.
In una casseruola ho fatto colorire uno spicchio d'aglio con le acciughe piccanti, ho versato i pomodori e ho condito con mezzo cucchiaino di zucchero, sale, un pizzico di peperoncino e il basilico.
Ho abbassato la fiamma, messo il coperchio e lasciato cuocere per una ventina di minuti.
A fine cottura ho versato nel sugo una bella cucchiaiata di stracciatella di burrata e ho mescolato bene per farla amalgamare.
Ho sbriciolato il pane.
In un padellino antiaderente ho versato due cucchiai d'olio e vi ho fatto dorare le briciole di pane fino a renderle croccanti e dorate.
Ho cotto i paccheri, li ho versati nella casseruola del sugo e li ho fatti insaporire bene.
Ho servito aggiungendo in ogni piatto una cucchiaiata di stracciatella di burrata, una manciata di briciole croccanti e una spolverata di origano.


Il piatto è di Villa d'Este Home

lunedì 15 giugno 2015

CREMA DI FAVE FRESCHE CON TAGLIOLINI E POMODORO... MI RICORDO...


Niente è più evocativo del profumo dei cibi.
I ricordi fluiscono mentre il coltello sminuzza la cipolla sul tagliere e gli effluvi si spandono per la cucina.
E in un attimo ho nove anni, le gambe magre e un po' storte e una curiosità e una brama di vita che mi divorano.
Ho nove anni e una piccola bicicletta azzurra che è il mio fido destriero nei giochi nel cortile di casa.
Un cortile gremito di bambini in un palazzo di quella Milano vecchia e tradizionale che ormai è scomparsa.
In una di quelle vie dove ci sono i negozi in fila: il forno con il suo profumo di pane, la merceria con i fili e i bottoni colorati e le signore che comprano a metro l'elastico per le mutande e persino la latteria col suo odore forte di formaggio e il piccolo banco di marmo.
Una di quelle vie abitate da famiglie vecchio stampo dove le mamme fanno solo le mamme, sono sempre ben pettinate e in casa indossano il "vestito da casa" e i papà quando la sera tornano trovano la tavola già apparecchiata e la cena pronta.
Ho nove anni e sono un po' innamorata di quel bambino con gli occhi neri e sono certa di volerlo sposare ma... forse invece farò un lungo viaggio in India con la mia amichetta del cuore e insieme addomesticheremo una tigre che con noi sarà buona come un micetto.
Ho nove anni ed è estate, le finestre sono tutte spalancate e io vorrei correre e saltare ma devo fare i compiti delle vacanze e detesto con tutta me stessa la fila di parole che ho davanti a me. Col tempo avrei fatto pace con le parole arrivando ad amarle e a cullarle come perle preziose. Ma non a nove anni.
Dalla finestra accanto esce un profumo delizioso, lo riconosco, è la minestra di fave che la nostra vicina sta preparando per il pranzo.
E' una vecchietta adorabile, una cuoca strepitosa che sa portare nell'asettica città tutti i colori e i sapori della sua terra d'origine, il Salento.
E' la mia vicina preferita anche perchè non manca mai di farci assaggiare le delizie che prepara.
Ci allunga focacce fragranti di origano e pomodorini, succulente parmigiane di melanzane, vasetti di vetro colmi di meravigliose verdure sott'olio, piccole teglie bollenti di pasta al forno.
La amo proprio in verità.
Lei e mia nonna sono state le artefici della mia passione per la cucina e per il cibo in generale.
Quel giorno il profumo è quello della "minestra di fave" la cosa più saporita e confortante mai assaggiata.
Lei ci metteva la cicoria selvatica.
Io nel tempo l'ho replicata in mille modi (senza mai ovviamente arrivare alla sua perfezione).
Questa è la versione più estiva, "rubata" da mia figlia da una nota trasmissione di cucina, una di quelle che lei guarda sempre e si appunta le ricette che poi io le farò.
Nella mia versione le fave sono fresche ma si può realizzare tranquillamente con quelle secche.


INGREDIENTI
(per quattro persone)
500 grammi di fave fresche già sgranate, pulite e private della pellicola esterna
1 cipolla
olio extravergine
sale
pepe nero
120 grammi di tagliolini all'uovo 
un cucchiaino di dado vegetale (il mio home made)
2 pomodori ramati
una foglia di alloro

Pulire e tagliare a velo la cipolla.
Farla appassire in mezzo bicchiere d'olio, aggiungere le fave, tre mestoli di acqua bollente e il dado.
Abbassare la fiamma e far cuocere finchè le fave saranno tenerissime, quasi spappolate, aggiungendo a mano a mano acqua bollente.
Frullare con il frullatore a immersione, rimettere sul fuoco e riportare a bollore.
Intanto mettere sul fuoco una pentola di acqua. portare a bollore immergendovi per qualche minuti i pomodori a cui avrete praticato un taglio a croce per incidere la buccia.
Scolarli, lasciarli raffreddare, sbucciarli e poi tagliarli a cubetti.
Condirli con un cucchiaino d'olio, sale e pepe.
Cuocere i tagliolini nella crema di fave aggiungendo l'acqua necessaria.
Servire con la dadolata di pomodori, olio e una generosa macinata di pepe nero.




giovedì 11 giugno 2015

FARFALLE INTEGRALI CON MELANZANE, POMODORI E BASILICO


E come ogni anno i primi caldi mi stroncano, togliendomi le forze, le energie e lasciandomi vuota e spossata.
C'è una specie di maleficio nell'afa pesante di questi primi giorni di giugno, una sorta di incantesino che mi trasforma in una povera creatura priva di qualsiasi voglia di fare.
Quindi impossibile pensare di accendere il forno, assurdo solo concepire l'idea di un pasto più elaborato di una pasta veloce e un'insalata.
La mia scrivania trabocca di foglietti di appunti con idee, ricette da provare e lavori da fare.
Lungi da me l'idea di metterne in pratica anche solo una.
Per ora vegeto in attesa di temperature più adatte all'umana sopravvivenza.
Pare che la settimana prossima la situazione migliorerà.
Nel frattempo vi lascio questa pasta velocissima che è stata la nostra cena due sere fa, fotografata così senza pretese mentre la macchina fotografica rischiava di scivolarmi dalle mani...


INGREDIENTI
(per 4/5 persone)
400 grammi di pasta (io farfalle integrali)
un cestino di pomodorini datterini
una grossa melanzana (o due piccole)
un ciuffo di basilico fresco
peperoncino
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
sale

Mettere a bollire l'acqua per la pasta.
Lavare i pomodorini.
Tagliare a cubetti la melanzana,
In una padella versare un po' d'olio e farvi soffriggere lo spicchio d'aglio.
Eliminarlo e farvi saltare i cubetti di melanzana finchè sono teneri e dorati.
Mettere le melanzane in un piatto e tenerle da parte.
Nella stessa padella aggiungere altro olio, farlo scaldare e versarvi i pomodorini interi.
Farli cuocere per qualche minuto a fuoco vivo, unire le melanzane, il peperoncino, salare e cuocere ancora per cinque minuti.
Far saltare la pasta con il condimento, unire il basilico fresco e servire con parmigiano o pecorino.



mercoledì 3 giugno 2015

CROSTATA CON CREMA DI MASCARPONE E MIRTILLI... MENTRE IL FIUME SCORRE...


Abitare davanti al fiume fa riflettere su come, anche quando gli eventi diventano tempesta, le cose intorno continuano ad andare avanti, sempre...
Qualsiasi cosa accade intorno, il fiume continua a scorrere, a volte lento, a volte velocissimo ma sempre, continuamente, senza fermarsi mai.
Intorno a lui accadono mille cose, ve lo avevo raccontato (o meglio, ve lo aveva raccontato "lei" qui), gli innamorati passano baciandosi mano nella mano e ripassano poco dopo litigando come se non ci fosse un domani, i bambini corrono in bicicletta inseguiti da mamme trafelate che temono di dover ripescare i loro pargoli (e relative biciclette) dall'acqua non proprio limpida, uomini e donne seminudi (come mai basta appena un raggio di sole per far spogliare certe persone?) corrono veloci neanche fossero inseguiti da un'orda di nutrie assassine che in realtà (le nutrie intendo) si guardano bene dal farsi vedere, terrorizzate dagli esseri umani quasi quanto questi lo sono da loro.
Il mio piccolo Giotto corre avanti e indietro stando ben attento a non far mancare una bella abbaiata a nessuno (che non sia mai che poi qualcuno si offenda).
Mia invece si limita ad abbaiare ai gatti, ma poco, che lei non ha tempo... sta scavando in giardino una galleria che presto la porterà fino in Cina...
Il nostro amico Merlo (ormai lo scrivo con la maiuscola, è uno di famiglia, non è "un merlo" ma "il Merlo" continua nella sua missione di portare Giotto al manicomio (e con lui ogni abitante della zona esasperato dai suoi abbai isterici). Passa intere mattine a svolazzargli intorno alla testa e più di una volta ho colto un ghigno divertito sul suo becco. Sono anche certa che mi abbia strizzato l'occhio un paio di volte.
I passanti si fermano a raccogliere le more dal vecchio gelso proprio davanti al mio cancelletto anche se sono ancora acerbe e letali per l'intestino umano. Povero gelso, chissà perchè tutti quanti si sentono in dovere di fermarsi e depilarlo letteralmente... spero che almeno giustizia venga fatta a suon di mal di pancia...
Io resto lì, seduta all'ombra insieme ad un libro che non apro nemmeno, troppo distratta da quello che succede intorno.
Troppo occupata ad osservare i passanti, i miei cani, i vicini brontoloni e mio figlio che ha deciso proprio ora di smettere di essere un bambino e di cominciare ad essere un ragazzo. Non so come sia successo e comunque non ero pronta...
Io osservo... mentre il fiume continua a scorrere...


INGREDIENTI
Per il guscio di frolla:
300 grammi di farina per dolci
200 grammi di burro
100 grammi di zucchero
1 uovo intero
un pizzico di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia
scorza di limone grattugiata
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci

Per la crema e il ripieno:
una vaschetta di mirtilli
100 grammi di zucchero
300 grammi di mascarpone
300 grammi di panna fresca da montare
un cucchiaio raso di zucchero a velo

Per decorare:
una vaschetta di mirtilli


L'ispirazione per questa ricetta l'ho trovata qui, in uno dei miei blog preferiti. Lei è bravissima e le foto sono splendide... vi consiglio di passare a trovarla.
Io poi l'ho adattata alle mie esigenze e agli ingredienti che avevo in casa.
Vi assicuro che è una delle torte più buone che io abbia mai assaggiato, di sicuro la rifarò anche perchè è facilissima e veloce.
Ho preparato la frolla semplicemente mettendo la farina nel mixer insieme allo zucchero, al sale, al lievito e al burro freddo a pezzetti.
Ho azionato formando un composto in briciole.
Ho aggiunto l'uovo, la scorza di limone e la vaniglia.
Ho azionato ancora giusto il tempo di far formare una "palla" che ho poi messo in frigorifero per mezz'ora.
Ho steso la frolla in uno stampo da crostata (il mio da 24 centimetri), ho tagliato via l'impasto in eccesso, l'ho coperto con un foglio di carta da forno riempito di riso (potete usare anche fagioli secchi o le classiche palline di ceramica per la cottura della frolla in bianco) e ho cotto in forno già caldo a 180 gradi per una quindicina di minuti. Poi ho tolto la carta e il riso e ho proseguito la cottura per altri dieci minuti (la frolla deve essere appena dorata).
Ho sfornato e lasciato raffreddare.
Per il ripieno ho preparato una composta cuocendo in un pentolino i mirtilli e lo zucchero per cinque-sei minuti.
Ho preparato la crema mescolando il mascarpone prima con lo zucchero a velo e poi con la panna montata.
Ho versato sul fondo del guscio di frolla prima la composta fredda e poi la crema.
Ho livellato e decorato con i mirtilli.
Dopo un paio d'ore in frigorifero era perfetta.



Il piatto azzurro è di Villa d'Este Home
I piattini bianchi e blu sono di Rue de la Brocante

martedì 26 maggio 2015

ULTIMISSIME DAL FORNO SU ABITARE COUNTRY...



Undici giorni lontana dal blog, quasi un record...
Undici giorni di altre cose da fare, vedere, decidere.
Undici giorni in cui sono successe tante cose, alcune delle quali non avresti mai pensato di vivere sulla tua pelle.
Eppure, quando l'impossibile diventa possibile non ti sembra più così strano.
Semplicemente è così e ti adatti.  E punto.
Anche perchè poi succedono cose belle, cose che "ti rimettono al mondo".
Così succede che esce la tua rivista del cuore che tu credevi sarebbe uscita almeno fra una settimana e lì ci sono le tue ricette e le tue foto.
E in quelle ricette e in quelle foto ci sei tu, l'emozione di quando hai ricevuto "quella" mail, la paura di non fare bene, la gioia di fare quello che ti piace veramente.

Insomma... io su una rivista "vera" mica c'ero mai andata...


Le mie foto e le mie ricette
sul numero di Luglio/Agosto
di Abitare Country
......
sono troppo felice!
Vi aspetto in edicola!!!!

venerdì 15 maggio 2015

FOCACCIA CON POMODORINI E OLIVE NERE... GIOTTO E IL MERLO...


C'era una volta un cagnolino bianco e marrone.
Era piccino, nemmeno dieci chili di cagnino, ma credeva di essere un alano.
Gironzolava fra casa e giardino con fare da bullo, abbaiando a qualsiasi intruso (vero o immaginario).

C'era una volta anche un merlo.
Un merlo allegro e sbarazzino e pure un po' dispettoso.
Uno di quei merli che fischiano con fare da padroni e svolazzano provocatori sulla testa dei cagnolini bulli ma tanto ingenui.



Vi avevo già parlato di loro l'anno scorso qui ma mai avrei pensato che con l'arrivo di una nuova primavera il piccolo merlo sarebbe tornato nel mio giardino per divertirsi ancora a prendere in giro lo sprovveduto cagnolino.
E invece eccoli lì, il merlo nero che svolazza intorno al cagnolino ululante, finge quasi di posarsi sulla testa dello sprovveduto per poi volare in alto mentre i denti del malcapitato mordono l'aria.
Passano intere mattinate così, il cagnolino a correre e saltare fino allo sfinimento e il merlo a svolazzare leggero.
Posso giurarvi che c'è un lieve ghigno divertito sul becco del merlo mentre si posa su un ramo irraggiungibile per il povero Giotto e lo osserva stramazzare al suolo con la lingua penzoloni.
E mi fa così pena il piccolo Giotto che lo chiamo per una carezza e un biscottino... ma lui ha fretta, prende il biscottino, muove la sua piccola coda in segno di ringraziamento e poi torna al suo posto, dal suo nemico/amico con una forza nuova e una nuova fiducia "prima o poi lo prenderò".




Mia ed io li osserviamo, annoiata lei (poco interessata a queste sfide tutte maschili preferisce sradicare senza pietà le poche piante rimaste) e intenerita io... mentre questa primavera matura velocemente verso l'estate e l'odore del pane si spande nell'aria...

****


INGREDIENTI
200 grammi di farina Arifa - Ruggeri
una patata lessata e schiacciata
un cucchiaino di miele
due cucchiaini di sale (più quello per la superficie)
olio extravergine
origano
olive nere denocciolate
pomodorini ciliegini

Impastare in una ciotola le due farine, la patata, il lievito, il miele, il sale, due cucchiai d'olio aggiungendo acqua a filo fino ad ottenere un impasto morbido ma facile da lavorare.
Trasferirlo sulla spianatoia infarinata e lavorarlo a lungo (almeno dieci minuti).
Metterlo in un contenitore capiente, coprirlo e lasciare lievitare per circa tre ore in un luogo abbastanza fresco (non in frigo).
Riprendere l'impasto, lavorarlo ancora un po' e poi distribuirlo su una teglia unta, facendo le "fossette" con le dita.
Distribuirvi sopra le olive nere e i pomodorini.
Lasciarlo lievitare ancora per almeno un'ora.
Condire la focaccia con olio, sale e origano e infornare a 190 gradi per circa 25-30 minuti (molto dipende dalla potenza del vostro forno e dalla grandezza della teglia.



giovedì 14 maggio 2015

COME D'INCANTO... MIRTIA...



Ci sono persone che sanno incantarti.
Si portano dietro una luce speciale.
Sono persone assolutamente inconsapevoli della bellezza che portano nel mondo 
e per questo ancora più preziose.
Lei è una di queste persone.
E' rimasta luminosa anche quando la vita l'ha voluta mettere alla prova 
e per questo lei per me è un esempio da seguire.
E' una di quelle persone che quando le abbracci il cuore ti si riempie di gioia.
E' una di quelle amiche che ti scrive "chiamami quando vuoi, io sono qui". 
E tu sai che è vero.
Carissima Mirtia forse non te l'ho mai detto quanto ti ammiro e quanto tu sia speciale... 
te lo dico ora, con questo post... 
Tu l'incanto, amica mia, lo porti ovunque vai ♥



“Ho quasi 43 anni, sono abruzzese,  felicemente sposata, mamma di un ragazzino dodicenne e di una bambina di nove anni, tremendamente shabby chic  dentro.
Da sempre ho avuto la passione per la progettualità, la manualità e l’home decor, per questo ho orientato i miei studi con grande soddisfazione verso la facoltà di Architettura.
Lavoro con mio marito nel negozio di arredamenti ereditato dalla mia famiglia e, contemporaneamente, fino a qualche tempo fa lavoravo nel mio studio tecnico come architetto occupandomi di lavori sia nel privato che nel pubblico.
Ma dopo 16 anni di duro lavoro nei cantieri e dopo aver  affrontato dei grandi dolori che hanno segnato la mia famiglia, in questi ultimi anni, mi è scattata una molla dentro e pian piano come in un percorso terapeutico per la mia anima, mi sono riavvicinata all’handmade, perché da sempre ho avuto il chiodo fisso di creare oggetti e regalini con le mie mani, e da allora non mi sono più fermata, nonostante i mille impegni della vita e della famiglia.
Con mia grande fortuna ho sposato un uomo che asseconda la mia sana follia, ed ecco che è nato “Come d’Incanto Handmade” in cui mi muovo tra restyling di pezzi d’arredo scovati ovunque e creazioni in tessuto dal sapore nordic shabby chic , spaziando dall’homedecor a creazioni esclusive per bambini: si, perché proprio per loro amo più creare, dato che sono bambina dentro e grazie anche all’ottima consigliera che mi segue negli eventi a cui partecipo (mia figlia Margot).
E proprio per i nostri piccoli tesori, al bellissimo evento di Maggio al Poggio appena concluso, ho inaugurato una mia collezione di abitini e accessori , riscuotendo  un successo inaspettato.
Per adesso non so dove tutto questo mi porterà, ma sicuramente non fermero’ la mia voglia di creare: le mie amiche creative mi definiscono un vulcano in eruzione ed in effetti io vorrei dare un senso a tutto quello che produco, vorrei finalmente aprire un blog tutto mio dove poter raccontare meglio quello che mi succede attorno….
Il mio motto di vita è diventato “Nulla è più bello di far vivere i propri sogni”: in effetti, se ci si crede, basta poco per realizzarli ed essere felici. 
Ed io, ora, sono felice!”

Mirtia - Come D’Incanto Handmade



Trovate Mirtia e le sue creazioni
sulla sua pagina facebook




Grazie Mirtia carissima per essere stata mia ospite ♥

Tutte le foto presenti in questo post sono di proprietà esclusiva dell'autrice che ne ha gentilmente concesso la pubblicazione. Ne è vietato l'uso e la riproduzione anche parziale.
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