PATATE HASSELBACK



Sono parecchi giorni che non pubblico niente,
Eppure il materiale in archivio non mi manca, non mi mancano le foto e non mi mancano le ricette.
Quello che mi manca veramente è il tempo.
Il tempo per fare le cose con relativa calma, il tempo per organizzarmi, il tempo per gestire la mia vita e buona parte di quella dei miei figli.
Per qualche strano e malefico incantesimo tutto il tempo che credevo che avrei avuto "a figli ragionevolmente grandi" in realtà non esiste.
Cioè, se siete mamme di bambini piccoli o in età scolare e correte come matte tutto il giorno in un turbine fra scuola-compiti-sport-lezionidimusica-dentista-catechismo-pediatra-riunionideigenitori, se vivete tutto questo affanno pensando che tanto alla fine non durerà per molto e che quando cresceranno un po' le cose cambieranno... bè, levatevelo dalla testa.
Perchè quando penserete che non sarà più necessario accompagnarli ovunque, quando crederete di essere uscite dalle malefiche trappole del consiglio di classe e dei gruppi delle mamme di whatsApp, quando crederete di aver superato la tempesta... vi renderete invece conto che la tempesta vi ha inesorabilmente seguito ed ha semplicemente cambiato forma.
Quattro figli di 25-23-21 e 14 anni significano telefonate da un'altra città, treni che ritardano, autobus dispersi nella Pianura Padana, partite di basket negli orari e nei luoghi più improponibili, 12 divise da lavare con le stesse cure e attenzioni che riserveresti a una camicetta di Gucci (che hai la tachicardia quando apri la lavatrice nel terrore che si sia tirato un filo o staccato un numero...). carte ricaricabili da ricaricare (che hanno sempre il credito a zero 'tacci loro), pranzi da portare in università e panini da portare al liceo (leggero, dietetico e inodore il primo e modello "scaricatore di porto con la panza" il secondo... che poi ti sbagli e dai al figlio il panino integrale con le zucchine grigliate e alla figli la ciabatta con provolone piccante e soppressa all'aglio), e poi ricordarsi che c'è chi arriva alle 13, chi alle 13,30, chi alle 14,15 (che a te McDonalds ti spiccia casa) e visite mediche da fissare e outfit per serate importanti da decidere, interrogazioni di inglese ma anche esami di diritto internazionale e bioinformatica.
E tanto, tanto altro ancora.
E se poi aggiungiamo un lavoro, una serie di collaborazioni, due cani, tempo per potersi lavare, per le minime funzioni fisiologiche e qualche ora di sonno... ecco che il blog scivola lentamente in fondo alla classifica delle priorità.
Che poi ti guardi intorno e vedi donne perfettamente truccate, pettinate, vestite e taccate alle sette del mattino e ti chiedi dove hai sbagliato tu che rischi di uscire con i pantaloni del pigiama (quelli con lo sfondo grigio e la sagoma di tanti gattini neri), le ciabatte ciancicate dal cane (che hai un labrador che ha due tritarifiuti al posto delle ganasce), i capelli legati in cima alla testa con l'elastico di Hello Kitty (che era delle ragazze quando erano piccole ed è un peccato buttarlo che è ancora buono) e gli  occhiali sul naso perchè non hai avuto tempo di metterti le lenti a contatto (la verità è che hai così tanto sonno che potresti confonderti e infilarti negli occhi il tappo del dentifricio).
E sei sollevata perchè comunque lavori da casa e in fondo l'unico che potrebbe avere un infarto vedendoti è il postino ma tanto è anziano e puoi sempre dire che era in età a rischio.
Perchè non hai tempo di sistemarti.
IO non ho tempo.

Aggiornamento:
Questo post doveva essere pubblicato ieri ma una brutta avventura e l'altrettanto brutta situazione che si è venuta a creare mi hanno tenuta lontana dal pc.
A questo proposito voglio ringraziare la mia lettrice e amica Sabrina.
Grazie Sabrina per i tuoi consigli e per l'aiuto che mi hai dato, sei un tesoro ♥
E niente... #lemielettricisonodifferenti







INGREDIENTI
4 patate di media grandezza
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una noce di burro
timo tresco (o se preferite rosmarino)
sale
pepe


Una chicca tutta nordica, assolutamente da provare...

Preriscaldare il forno a 190 gradi.
Lavare e spazzolare bene le patate senza sbucciarle.
Inciderle a fettine sottili e regolari lasciandole attaccate alla base.
Far sciogliere il burro e unirlo all'olio.
Trasferire le patate in una teglia coperta di carta da forno e spennellarle bene con metà del composto di burro e olio
Mettere qualche rametto di timo fresco (o rosmarino se preferite) nelle fessure e condire bene con sale e pepe.
Cuocere per 30 minuti e poi spennellare le patate con il composto di burro e olio rimasto.
Infornare nuovamente e cuocere ancora per 25-30 minuti (il tempo varia in base alla grandezza delle patate).




LA TAVOLA DI OTTOBRE PER #SEGUILESTAGIONI



Compaiono sui banchi del mercato già dai primi giorni di settembre ed è veramente difficile resistere ai loro colori e alle forme accattivanti.
Sto parlando delle zucchette ornamentali, croce e delizia dell'inizio autunno.
Io giuro che per me sono una dipendenza, non posso evitare di comprarne così tante da avere alla fine la casa piena.
In cucina ma anche in sala, sul vecchio baule all'ingresso, infilate in una grossa lanterna, sopra ai libri accatastati sulla libreria... Fino a novembre sono il mio tormentone, poi per fortuna (o per disgrazia direbbe qualcuno) mi faccio prendere dalla frenesia dei decori natalizie e le zucchette vengono accantonate fino al prossimo autunno.



Oggi sono le protagoniste della mia tavola di ottobre, semplicissima e delicata, decorata solo con zucchette e candele.
Per preparare la zucchetta portacandela ho dovuto faticare un po' perchè si trattava di una zucchetta particolarmente ostinata e difficilissima da forare.
Mi sono armata di tanta pazienza e di martello e punteruolo, completando poi l'operazione con un levatorsoli da mela.
Una volta svuotata la zucchetta ho inserito una candela bianca e ho decorato con qualche fogliolina d'edera.




Per il segnaposto ho semplicemente legato una targhetta di cartoncino con dello spago a una piccola zucchetta bianca...


Qualche altra candela e piccole zucchette sparse sul tavolo lasciato senza tovaglia per poter godere delle bellissime venature del legno.
Non serve altro, solo amici, un buon bicchiere di vino e qualcosa di buono, magari una ricetta a base di zucca... come la vellutata si zucca arrostita con bacon croccante...



Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di ottobre.
Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE - Silvia
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA - Consu (benvenuta Consu!)


La nostra lista della spesa:



Siamo su facebook con la nostra pagina #seguilestagioni e su Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni





BRING THE HYGGE INTO YOUR LIFE


 


Se ne fa un gran discutere da parecchio tempo.
Sull’argomento sono usciti libri, articoli, post.
Ne ho parlato spesso anch'io qui sul blog...
Sto parlando di “hygge”, parola ormai inflazionatissima coniata dai nostri cugini danesi per indicare l’arte dello stare bene, di vivere la vita con semplicità e consapevolezza.
Una filosofia che avevo già fatto mia prima ancora di sapere che i danesi le avevano dato un nome.




Ormai leggiamo “hygge” ovunque e sembra che ognuno, a suo modo, lo sia comunque un po’.
Quello che è davvero certo, però, è che se esiste una stagione assolutamente hygge questa è l’autunno.

E’ il momento in cui si ha più voglia di coccole, di stare in casa per riscoprire il piacere di vivere il proprio nido ma anche (a differenza del più rigido inverno) di regalarsi passeggiate nella natura, respirando l’aria finalmente fresca e ammirando quei colori meravigliosi che solo l’autunno può regalarci.
Se vogliamo portare un po’ di hygge nelle nostre vite questo è il momento giusto.
Ed è assolutamente semplice, bastano piccole cose per sentirsi subito meglio.
E’ hygge andare a fare una passeggiata in campagna (ma anche in un parco cittadino) e raccogliere foglie, bacche, fiori, rami, piccole piume... insomma tutti quegli elementi naturali che in qualche modo ci affascinano e usarli per decorare la nostra casa, portando l’atmosfera dell’autunno fra le nostre quattro mura.






E’ hygge cuocere il pane, una terapia rasserenante per eccellenza anche grazie al meraviglioso profumo che si sparge per casa, regalando immediatamente una sensazione di felicità.
E’ hygge preparare la cioccolata calda e i biscotti e invitare le amiche per passare un pomeriggio di chiacchiere leggere che scaldano il cuore.
E’ hygge appendere in giro per casa file di lucine bianche e colorate che rendono l’atmosfera calda e festosa.



E’ hygge regalarsi per una volta un magnifico bagno caldo al posto della doccia, un bagno pieno di bollicine profumate e di candele accese che circondano la vasca e magari, per esagerare, un bicchiere di vino da sorseggiare immerse nell’acqua calda e profumata.
E’ hygge accendere tante candele, raggomitolarsi su una poltrona avvolte in unn plaid a leggere un libro che ci regala emozioni, mentre fuori scende la pioggia.
E’ hygge organizzare un picnic in una di quelle splendide giornate di sole che, seppur fredde, hanno una luce meravigliosa. Basta portare delle coperte e un cestino pieno di cose buone per sentirci in pace con il mondo.
E’ hygge guardare un film con chi amiamo, condividendo un plaid e una ciotola di popcorn.
E’ hygge preparare piatti caldi e confortanti, quelli che cuociono lentamente come zuppe e spezzatini, sapendo che poi ci gratificheranno con il loro calore e il sapore appagante.


E’ hygge preparare con cura il letto, vestendolo con biancheria di cotone profumata, cuscini e coperte morbide.
E’ hygge indossare in casa un grande maglione morbido, dei leggins comodi e quei calzettoni che sono così buffi che ci fanno sorridere.
E’ hygge incontrare un’amica per bene un caffè in quella pasticceria che ci piace tanto e mangiare quei dolcetti che sanno renderci felici e appagate, perchè la vita è bella ed è fatta soprattutto di piccoli piaceri, non dimentichiamolo mai.
Forse è proprio questo il segreto della felicità: regalarsi ogni giorno piccoli piaceri
e ricordarsi di viverli appieno.



“Le cose piccole hanno l’aria di nulla ma danno la pace.”
(Georges Bernanos

CECI CROCCANTI ALLA PAPRIKA




Succede così, devi scrivere un post di lunedì e poi finisci per scriverlo di venerdì.
Come sempre travolta dagli eventi, come sempre con troppa carne al fuoco.
Perchè apri blogger e cominci a scrivere ma c'è il lavoro (quello vero per cui mi pagano), la scuola che è appena iniziata e un figlio che comincia il liceo. Una figlia che tra due settimane partirà per un'altra città. Il telefono che suona. I cani da richiamare perchè abbaiano infastidendo i vicini. Un tramonto che devi assolutamente fotografare...

Così, come sempre, mi lascio distrarre.

Questa "non ricetta" è il risultato di un esperimento di domenica scorsa, una di quelle domeniche in cui ti senti come un gatto nella sua cesta: protetta, soddisfatta, serena.
Una domenica in casa, a piedi nudi ma con un golf leggero sulle spalle perchè finalmente l'aria è pulita e frizzantina.

Una domenica di quelle che fai una colazione lunghissima, perdendoti in chiacchiere perchè un giorno senza fretta è un regalo da sfruttare in pieno.

Una giornata di forno sempre acceso perchè non puoi non preparare lo strudel con un'aria che ha proprio l'odore dell' autunno... e le patate al forno, quelle con la crosticina croccante e poi questi ceci da mangiare guardando un film scelto su Netflix dopo ore di disquisizioni.

Una mattina profumata di bucato appena steso e pane caldo.

Un pomeriggio accompagnato dal russare di Mia che, liberissimi di non crederci, è rilassante e rasserenante.

Una di quelle domeniche in cui ti senti fortunata perchè, ecco, ti accorgi di avere proprio tutto quello di cui hai bisogno in quel preciso momento.

Non serve molto, dopotutto, per essere felici...



COSA CI SERVE:
400 grammi circa di ceci lessati (vanno bene anche quelli in barattolo già cotti)
un cucchiaio di farina
un cucchiaino circa di paprika dolce affumicata
(se usate quella piccante mettetene meno!)
un cucchiaino di sale
un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva

La ricetta arriva da qui e lei è sempre una garanzia.

Bisogna preriscaldare il forno a 200 gradi.
Sciacquare i ceci se si usano quelli in scatola.
Asciugarli bene con carta da cucina.
Metterli in una ciotola e cospargerli bene con la farina, il sale e la paprika, mescolando con le mani per farli ricoprire uniformemente.
Mettere l'olio su una teglia da forno antiaderente e versare i ceci in un solo strato, muovendoli in modo da distribuire bene l'olio.
Lasciarli cuocere per circa 30 minuti, girandoli ogni tanto.

Sono una specie di droga, conviene prepararne parecchi...



COCCOLE D'AUTUNNO SU NORDLYS



Coccole.
Adoro questa parola che rievoca carezze, coperte morbide e biscotti.
Adoro anche il suono... ispira tenerezza.
Da sempre amo tutto quello che è confortante, che fa sentire bene.

Amo le coccole autunnali, quel maglione leggero ma caldo, la crema per le mani che profuma di miele, la doccia calda, il cappuccino bollente la mattina, la mia tisana preferita, i calzini morbidi, un quadratino di cioccolato fondente da sciogliere sotto la lingua, guardare la pioggia attraverso i vetri, il profumo di pane caldo ed erba bagnata...

Amo i profumi e non solo quelli da indossare...
Le candele profumate, le spezie, l'aroma zuccherino delle mele cotte sono per me coccole per l'anima.
In casa mia ci sono sempre candele accese che sprigionano profumo nell'aria...




Amo quelle creme che profumano di buono, di rose e di lavanda...
Per il numero autunnale di Nordlys mi sono divertita a trasformare casa mia in una piccola spa, preparando alcuni trattamenti hand made assolutamente meravigliosi!

Una maschera per il viso all'argilla verde (vabbè, tralasciamo il fatto che Mia, quando mi ha vista con la faccia ricoperta di fango verde, ha abbaiato fino a diventare rauca e che Giotto si è rifiutato di uscire da sotto il letto finchè non l'ho sciacquata via).



Uno scrub per labbra al miele talmente buono che qui qualcuno ha creduto che fosse la base per un crumble.



Uno scrub per il corpo al sale (questo non l'ha voluto assaggiare nessuno...).


Trovate ingredienti, preparazione e uso nell'ultimo numero di Nordlys:




COCCOLE D'AUTUNNO SECONDO GIOTTO



"Coccole? Adoro questa parola!
Come ha detto lei? Tisanine, cremine, quadratino di cioccolato?
Ma per piacere, siamo seri!
Coccole vere, mica corbezzoli!

Un biscottone gigante da rosicchiare (lontano da quella nera puzzosa che ingoia il suo biscotto alla velocità della luce e poi pretende di scofanarsi il mio.

Sonnellini nel lettone (più lettone per tutti! Eliminiamo la cuccia oppure che ci vada l'umana se proprio ci tiene!).

Niente passeggiate oppure solo in caso di vere urgenze, mica i chilometri che vorrebbero fare l'umana e la nera puzzosa, che io ho le zampine corte e mi viene il fiatone e sono sicuro di avere qualche malattia che mi fa stare male quando mi stanco troppo... e nessuno mi capisce... e questi sono maltrattamenti... vero?

Tanti, tantissimi, anzi, un quantitativo industriale di assaggini di pollo e prosciutto che le crocchette mi fanno schifo e darei un pezzo della mia coda per un panino al prosciutto o un hamburger (ah già, io mica ce l'ho la coda... ma questa è un'altra storia...).

Pizza, una pizza solo per me, grande come un tappeto e piena di mozzarella e salsiccia, che non è vero che la pizza mi fà venire il mal di pancia... sono coincidenze ecco... 

Il permesso di abbaiare quanto e a chi voglio, senza sentirmi dire "Giotto zitto" "Giotto smettila" "Giotto biiiip... biiip..." (c'è la censura, nun me fate parlà)

Belle le coccole che vorrei vero? Molto più interessanti di quelle dell'umana vero? Che poi, sono per tutte le stagioni, autunno, inverno, primavera, estate... che mi frega a me?

(il vostro Giotto)





PASTICCIO DI CARNE, PATATE E FUNGHI PER #SEGUILESTAGIONI SETTEMBRE



A volte ritornano.
E' proprio il caso di dirlo.
Ho passato tutta l'estate con una specie di allergia da blog che è peggiorata al punto da impedirmi anche di aprirlo.
Complice anche il fatto che non funzionava bene, il template in qualche modo non era stato adattato creandomi parecchi disagi.
Complice l'afa che da sempre per me è deleteria riducendomi ad un mucchietto di sudore che grida pietà.
Complici i pensieri (tanti) e la necessità di cambiamento che ho finalmente seguito cercando di portare nella mia vita più cose che mi rendono felice e di allontanare quelle che diventavano macigni.
E' cominciata l'idea che forse avevo esaurito gli argomenti, che avessi ormai tirato fuori tutto quello che potevo.
Mi sono convinta di non avere più niente da dire.

Per tanto tempo non sono nemmeno riuscita ad aprirlo poi, una mattina, ho scritto come mi sentivo sulla mia pagina facebook e su instragram.
E voi avete cominciato a scrivere commenti ma soprattutto tantissimi messaggi privati... quarantadue solo quel giorno (li ho contati perchè ero incredula). E ho capito che il mio blog era diventato una parte di me, una parte importante e che dovevo dargli un'altra possibilità.

Ho guardato infinite volte gli ultimi post, le foto, le ricette e ho riflettuto tanto.
Alla fine la verità mi è balzata agli occhi. Avevo smesso di sentirmi libera di scrivere di getto come facevo i primi tempi. Era successo che, a mano a mano che aumentavano le visite, mi intimidivo sempre di più perchè mi rendevo conto che a leggermi erano anche le persone che mi conoscono nella vita di tutti i giorni. Mi ero messa del paletti che mi toglievano la voglia di scrivere e di raccontare.
Insomma, avevo fatto tutto da sola.
E poi la cucina... Intendiamoci, io adoro cucinare ma negli ultimi anni ho scoperto nuovi interessi e mi piacerebbe poterne parlare anche qui.

Insomma... io riparto da qui.
Mi tolgo l'etichetta di food blogger e cerco di dare onore a quell'etichetta che c'è proprio lì in alto sotto alla scritta Ultimissime dal Forno. "food & lifestyle".
Mi riapproprio della facoltà di esprimermi come voglio io e su cosa voglio io.
Voglio ricominciare a scrivere di getto, non pensando a quello che verrà fuori finchè non è effettivamente venuto fuori. Non so se sono riuscita a spiegarmi bene.
Parole, racconti, vita di tutti i giorni, cucina e ricette, posti belli e persone speciali...

Riparto da qui e inizio questo viaggio, senza etichette e senza sapere dove effettivamente mi porterà.
Spero vogliate viaggiare accanto a me...

Ho scelto di ripartire oggi con il post per #seguilestagioni, in questo caso è una ricetta ma voglio raccontarvela a modo mio, come sarà sempre in futuro...



Quando le mie figlie erano piccole e mio figlio era ancora un desiderio, avevo l'abitudine di trascrivere ricette su una serie di foglietti volanti: post-it, scontrini, angoli di notes, il retro delle circolari scolastiche. Il risultato erano cassetti e ripiani pieni di ricette scribacchiate sui supporti più improbabili.
E' per questo che ho comprato "il quaderno". Un quadernino carino dove, con una pazienza infinita e da brava grafomane quale sono, ho trascritto decine e decine di ricette.
Molte di queste ricette sono poi state condivise sul blog e molte altre... sono state semplicemente dimenticate.
Il quadernetto mi ha seguito dopo il trasloco e ha vissuto in un cassetto per un po'... poi ha abitato in taverna e infine è approdato su uno scaffale della cucina insieme a vari libri e quaderni...


E lì ha vegetato (si può dire che un quaderno abbia vegetato?) per mesì finchè in una di quelle giornate da #mioddiocosasipuòprepararepercena è capitato fra le mani della figlia numero 2.
Alla quale, sono parole sue, si è aperto un mondo.
Perchè in quel quaderno ci sono tantissime ricette di "quando erano piccole" e tante altre che non abbiamo mai sperimentato, molto promettenti.
Una di queste è questo pasticcio di carne, patate e funghi, molto inglese, molto autunnale e molto confortante.
Io vi consiglio di aspettare una giornata di pioggia e poi di prepararlo con calma lasciando che il suo profumo si diffonda nella cucina. 
Se lo accompagnerete con pane croccante e un bicchiere di vino rosso avrete fatto centro...

COSA CI SERVE
(per un pasticcio per circa sei persone)
4 grosse patate (usate patate farinose...)
400 grammi di carne di manzo macinata
200 grammi di salsiccia (io me la sono fatta macinare insieme alla carne)
600 grammi di funghi (io ho usato degli champignon ma se usate dei funghi misti verrà più saporito)
150 grammi di grana grattugiato
150 grammi di emmental grattugiato
una foglia di alloro
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
burro
olio extravergine

Per prima cosa ho lessato le patate.
Mentre queste cuocevano ho pulito e affettato i funghi.
Ho versato poco olio in una padella antiaderente e ho fatto rosolare i funghi aggiungendo poco dopo la carne.
Ho lasciato insaporire per 3-4 minuti, ho aggiunto la foglia di alloro e ho sfumato con il vino.
Ho poi regolato di sale e pepe e ho lasciato cuocere a fiamma media per una decina di minuti.
Ho imburrato una pirofila e ho acceso il forno (forno statico a 190 gradi).
Ho schiacciato le patate e le ho condite con sale, pepe e un terzo del grana grattugiato.
Ho disposto metà delle patate schiacciate sul fondo della pirofila, ho versato il composto di funghi e carne e ho poi condito con i due formaggi. 
Infine ho coperto con le restanti patate formando uno strato compatto.
Dopo aver disposto sulla superficie del pasticcio qualche fiocchetto di burro ho infornato.
Bisogna lasciarlo cuocere finchè non si forma una bella crosticina croccante, diciamo 25-30 minuto ma dipende dal vostro forno.



Questa ricetta è il mio contributo per #seguilestagioni di settembre
Partecipano con me: 

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE Silvia

Questa è la nostra lista della spesa:


Siamo su facebook con la nostra pagina #seguilestagioni e su Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni



BISCOTTI ALLE MANDORLE SU NORDLYS MAGAZINE


Giornate calde e pesanti.
Poca, pochissima, voglia di cucinare e ancor meno di scrivere sul blog.
Come ogni estate cedo alla pigrizia e faccio solo il minimo indispensabile, quello che sono proprio obbligata a fare.
Sicchè, per il prossimo mese, non aspettatevi post a cadenza regolare perchè sono certa che non sarò in grado di rispettare alcuna scadenza.
L'unica attività (fra quelle non obbligatorie) che sto portando avanti in queste settimane è la lettura.
Sto letteralmente divorando libri su libri tanto che sto pensando che qui sul blog si potrebbe cominciare a parlare anche di libri... magari cominciando con un libro al mese...
Vedremo...
Per ora vi lascio la ricetta di questi biscotti, così friabili e leggeri che potrebbero volare via..




INGREDIENTI
200 grammi di farina per dolci
150 grammi di farina di mandorle
230 grammi di burro morbido
140 grammi di zucchero semolato
mezzo cucchiaino di sale
un cucchiaino di estratto di vaniglia

In una ciotola mescolare lo zucchero con le due farine, la vaniglia e il sale.
Aggiungere il burro a pezzetti e, con la punta delle dita, incorporarlo alla farina.
Lavorare brevemente fino ad ottenere un impasto simile alla frolla e metterlo a riposare in frigorifero per un'ora.
Stenderlo allo spessore di poco più di mezzo centimetro e ritagliare i biscotti.
Sistemare i biscotti in una teglia ricoperta di carta da forno e accendere il forno a 160 gradi.
Mentre il forno si scalda mettere la teglia dei biscotti in freezer per almeno dieci minuti.
Cuocere per circa 20 minuti (sono pronti quando sono dorati.
Lasciarli raffreddare prima di toccarli.

Potete trovare questa ricetta, insieme ad altre e a tanti articoli interessanti, sull' ultimo numero di Nordlys, seguendo questo link: