TORTA VEGANA AL CACAO, BANANA E COCCO


Sono parecchi giorni che non scrivo sul blog.
Ogni tanto mi succede, non c'è un motivo preciso. Semplicemente i giorni passano ed io non ho niente da dire, pur continuando a cucinare e fotografare.
L'estate mi fa sempre uno strano effetto, anche questa, pur così anomala.
E' come se all'improvviso mi mancassero le parole (a me, incredibile!) e preferisco ascoltare gli altri, lasciando scorrere i giorni.
Eppure sto facendo un sacco di cose e soprattutto sto fotografando tantissimo!
C'è poi un appuntamento settimanale con un gruppo di bambini (martedì erano in sessanta!) che frequentano un centro estivo qui in zona: ogni settimana impastiamo, cuociamo, decoriamo ed ogni settimana torno a casa più ricca di bellezza ed emozioni. I bambini sono meravigliosi.
Insomma, non sono ferma in uno stato contemplativo ma semplicemente faccio fatica a trovare le parole.
So che mi capirete ♥


INGREDIENTI
8 datteri snocciolati
3 cucchiai di cacao
una tazza di fiocchi di avena (250 ml)
una grossa banana
un cucchiaino di miele
3 cucchiai di cocco disidratato
fragole e menta per guarnire

Avete presente quelle ricette così semplici e veloci che ci metti di più a raggruppare gli ingredienti che a farle? Ecco, questa tortina è così.
E poi è così bellina che sembra un gioiellino.
Ed è senza farina, senza uova e senza lattosio.
Nella ricetta originale c'erano le mandorle ma io le ho sostituite con il cocco perchè l'accoppiata cocco e cioccolato ci piace troppo!
Unica aggiunta non prevista nella ricetta originale è il miele: io l'ho messo perchè a casa mia i dolci piacciono "dolci" ma voi assaggiate prima l'impasto e decidete. Tenete presente che datteri e banana sono già dolci naturalmente.
Frullare finemente i datteri con la banana, il miele, il cacao e i fiocchi d'avena.
Modellare l'impasto in un rettangolo su un foglio di carta da forno cosparso di cocco.
Cospargere la superficie del dolce con il cocco rimasto e decorare con fragole e foglie di menta.
Conservare in frigo fino al momento di servire.

Trovate la ricetta originale qui 





PISSALADIERE


L'estate è iniziata.
Lo dicono tutti qui e ci sono le prove.
Quellachecucina va in giro scalza (lo so, lo fa anche in pieno inverno ma almeno quando esce non dimentica di mettersi le scarpe mentre ora... ehm... sì).
Il ragazzino ha finito di andare a scuola e vive in uno stato di perenne esaltazione post-scuola (qui dicono che durerà fino ai primi di settembre poi entrerà nello stato di depressione pre-scuola).
Le ragazze preparano gli esami dell'università (che non ho capito bene cosa significa, solo che stanno chiuse ognuna nella sua camera ed escono solo per procurarsi cibo o per parlottare con Quellachecucina).
La Nera è sempre totalmente squilibrata ma ha aggiunto al suo repertorio di follie la raccapricciante pratica della caccia alle lucertole che poi (bleah) mangia facendole scrocchiare sotto i denti. Hannibal Lecter era un dilettante al confronto.
E' iniziata l'estate, dicevo, ma non il caldo e di questo Quellachecucina pare sia grata (e anche noi perchè almeno non inizia la litania del "checaldochefaiononcelafacciopiùodiolafaodiolestate".
Purtroppo però il maltempo impedisce alle persone di correre e camminare lungo il fiume, cosa che a me piace tantissimo perchè, da dietro la mia postazione sui gradini del cancelletto del giardino, posso abbaiare a ognuno di loro ed è divertentissimo!
Sono un cagnolino educato e non mi piace scontentare le persone e quindi abbaio a tutti senza preferenze.
Abbaio ai malati di jogging che corrono indossando tutine lucide e aderenti (e imbarazzanti) e scarpe fosforescenti.
Abbaio alle mamme con i bambini e ai bambini in bicicletta (e pure ai bambini a piedi)
Abbaio ai vecchietti e alle badanti che mi strillano contro in lingue sconosciute.
Abbaio agli innamorati che camminano tenendosi per mano e pure a quelli che stanno litigando.
Abbaio agli altri cani e ai loro padroni.
Abbaio (fortissimo) ai gatti, ai merli e alle anatre.
A volte, nei momenti di maggior esaltazione, abbaio persino all'aria.
Perchè abbaiare è bellissimo ma purtroppo gli umani non lo capiscono.
Mi sgridano tutti: i malati di jogging, le mamme, i bambini, i vecchietti, le badanti, gli innamorati, i padroni degli altri cani, gli altri cani, i gatti, i merli e le anatre.
Pure l'aria a volte sembra sgridarmi.
Quellachecucina minaccia di farmi cose oscure come infilarmi una mela in bocca e poi arrostirmi come un porcellino.
Ma penso che non lo farebbe mai.
Oppure sì?
..............................

Messaggio per il mio pubblico: se dovessi improvvisamente sparire sappiate che non sono emigrato in un paese pieno di luce e sole.
Tenete d'occhio Quellachecucina e le ricette che pubblica...
Hai visto mai...

Il vostro Giotto ♥





INGREDIENTI
Per l'impasto:
300 grammi di farina integrale ai cereali
200 grammi di farina manitoba
poco meno di mezza bustina di lievito di birra secco
un cucchiaio di miele
due cucchiaini rasi di sale
due cucchiai d'olio
acqua a temperatura ambiente q.b.

Per la farcitura:
800 grammi di cipolle (io rosse di Tropea)
un cucchiaino di zucchero
timo fresco
olive nere snocciolate
due cucchiai di capperi 
sette-otto filetti di acciughe sott'olio
olio extravergine
sale

Per l'impasto ho mescolato in una ciotola capiente le due farine e il sale.
Ho formato al centro una "fontana" e vi ho versato il lievito, il miele e l'olio.
Ho cominciato ad impastare versando l'acqua a filo (la quantità di acqua varia a seconda di quanto assorbe la farina).
Impastare bene dentro la ciotola e poi versare l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata.
Lavorarlo a lungo e con forza fino a che risulta ben elastico.
Lasciarlo riposare coperto e in una ciotola leggermente unta fino al raddoppio del volume (ci vorranno un paio d'ore circa ma anche di più se l'impasto riposa in un ambiente fresco).
Nel frattempo preparare il ripieno affettando le cipolle sottili e versandole in una casseruola con poco olio e lo zucchero.
Mescolare bene e lasciare cuocere a fuoco dolce finchè le cipolle risultano morbide (attenzione, non devono colorirsi ma stufare dolcemente). Aggiustare di sale, insaporire con parte del tipo e tenere da parte.
Riprendere l'impasto, lavorarlo brevemente e disporlo su una teglia unta.
Lasciarlo riposare per circa mezz'ora-quaranta minuti.
Accendere il forno a 210 gradi.
Farcire con le cipolle, olive nere, i filetti di acciuga divisi a metà per il lungo, i capperi e abbondante timo fresco.
Infornare e cuocere per circa 25 minuti.
Servire tiepida.





MELANZANE FONDENTI AL FORNO


Avevo deciso di scrivere un post poetico, uno di quelli che vi avrebbe fatto sospirare ed emozionare.
Volevo fare la blogger che si circonda di bellezza ed è trendy e perfetta in ogni occasione.
Una di quelle che prende "due cose dal frigorifero" e senza nemmeno un piccolo sforzo, senza versare nemmeno una micro-goccia di sudore, preparano una cena da applauso.
Volevo vendermi a voi come il perfetto miscuglio fra Csaba e Nigella...
Volevo...
Invece ho deciso di essere me stessa (che Csaba è troppo magra e nemmeno se vivo d'aria e d'amore per tutto l'anno prossimo posso essere come lei e Nigella è troppo bella e mi ci vorrebbe un miracolo per somigliarle).
Sono me stessa e forse mi riesce meglio far ridere piuttosto che far sospirare.
Sono quella che ha quasi carbonizzato la sua cucina.
Quella che ha carbonizzato comunque la cena.
E qui potrei di nuovo provare a mentirvi e  potrei raccontarvi che stavo cucinando un difficilissimo piatto gourmand che prevedeva una scenografica flambatura finale.
Ma mentirei.
Mentirei di brutto.
Stavo cucinando un hamburger.
Un semplicissimo e plebeo hamburger.
Quando ho rischiato di emulare Nerone che incendia Roma...
Era una sera come tante altre.
In casa c'eravamo solo io, la figlia numero uno, la figlia numero tre e il figlio detto anche "il ragazzino".
In verità in cucina c'eravamo solo io e le figlie perchè "il ragazzino" era in salotto armato di cuffie e joystick a rimbambirsi con un assurdo giochino della Playstation.
Dunque, la scena del crimine si presentava così: figlie sedute al tavolo armate di cellulare, cani spalmati addormentati sul pavimento, sottoscritta ai fornelli armata di bistecchiera e tre hamburger.
Accade in pochi minuti: la bistecchiera è rovente, il grasso dell'hamburger schizza sulla fiamma del fornello che improvvisamente diventa un drago ruggente alto un metro.
E si scatena il panico.
La figlia numero uno strilla puntando un dito in direzione delle fiamme senza muoversi di un solo millimetro e senza nemmeno tentare di rendersi utile.
La figlia numero due strilla più forte di sua sorella ma arricchisce la performance cominciando a saltellare intorno al tavolo anche se nemmeno questo si rivela utile.
Mia, svegliata dalle urla, inizia ad abbaiare forsennatamente senza capire perchè ma, vista la confusione, si sente in dovere di farlo.
Giotto (conosciuto per il suo cuore impavido e il suo proverbiale coraggio) si rifugia tremante sotto il tavolo in attesa della fine imminente.
Io per un attimo sono paralizzata poi, con un moto da "eroa della domenica", reagisco afferrando la bistecchiera con l'intento di buttarla nel lavandino e di aprire l'acqua.
Peccato che le fiamme, bastardissime, decidono di seguirmi arrivando a lambirmi la mano.
Lancio uno strillo di dolore e riesco (non si sa come) a lanciare bistecchiera. hamburger e fiamme nel lavandino.
Troppo tardi però perchè le fiamme a questo punto sono così alte da impedirmi di aprire il rubinetto.
Strilliamo tutte ormai mentre Mia saltella per la cucina abbaiando come se non ci fosse un domani.
Giotto, ormai certo di essere giunto alla fine del suo viaggio su questa terra, inizia ad ululare disperatamente.
La scena è così assurda e surreale da provocarmi un attacco di risa convulse.
Ridere mi fa tornare in me, afferro la bottiglia dell'acqua dal tavolo e la butto sulle fiamme, poi riesco ad aprire il rubinetto.
Le fiamme si spengono.
Una spessa coltre di fumo ci avvolge ma non ci sono danni.
Cani e figlie si zittiscono.
Ci guardiamo sconvolte.
Poi, dal salotto una voce ci giunge...
"Mammaaaaaa.... fra quanto è pronto????"...




INGREDIENTI
melanzane
timo essiccato
peperoncino essiccato
aglio
sale
basilico fresco
olio extravergine

Una ricetta semplicissima, da fare in forno e a prova di rischio incendio.
Decisamente una "non" ricetta ma, se amate le melanzane, questo è il modo migliore per gustarle.
Accendere il forno a 170 gradi.
Lavare le melanzane, tagliarle in due e praticare dei tagli in diagonale nella polpa.
Inserire all'interno timo, peperoncino e aglio grattugiato.
Condire con olio e sale e infornare.
Lasciar cuocere le melanzane lentamente (se colorano troppo o si seccano abbassare il forno a 150 gradi).
Dopo circa 50 minuti controllarle con una forchetta: quando saranno morbidissime  la polpa si stacca dalla buccia sono pronte.
Cospargere con basilico fresco e ancora un po' d'olio.
Lasciare intiepidire e servire con pane croccante.



CENA E TAVOLA ESTIVA SU NORDIC LIFESTYLE




E' online il numero estivo di
Nordic Lifestyle

Io ci sono con una cena estiva
che ha il profumo del Mare del Nord



e i colori della stagione del sole



Vi aspetto di là...

PESCHE AL FORNO AL PROFUMO DI VANIGLIA CON CRUMBLE ALLE MANDORLE #SEGUILESTAGIONI


Profumo nell'aria.
Profumo in cucina.
L'aria che diventa calda e densa, l'aroma della vaniglia che penetra nelle narici.
La cucina, il cibo... per me sono fatti principalmente di profumi e colori.
Si mangia con la bocca ma anche con gli occhi e sicuramente con il naso.
Da sempre i profumi hanno su di me un immenso potere evocativo.
Ricordo una cotta da ragazzina per un ragazzo più grande che mi considerava alla stregua di una sorellina: io ci stavo malissimo e piangevo pomeriggi interi (beata gioventù, quando hai il tempo di piangere per amore per pomeriggi interi). In quel periodo mia mamma usava un ammorbidente che profumava di sapone di marsiglia. Ancora oggi quel profumo mi fa sentire una stretta al cuore e mi intristisce, proprio non posso sentirlo.
Il profumo delle pesche, invece, mi fa sempre pensare all'estate e alle vacanze al mare.
Al sole e al vento.
Lo amo.


Continua l'avventura che sto condividendo con un bellissimo e affiatato gruppo di blogger.
Vi ricordate? Ve ne avevo parlato qui.
Per la seconda puntata di #seguilestagioni non potevo scegliere che le pesche, simbolo, per me, dell'estate che comincia.
Ma le volevo in una versione "coccolosa" se mi passate il termine, una versione dolce, tiepida e profumata.
Credo di esserci riuscita perchè il profumo era meraviglioso, avrei voluto poterlo chiudere in un barattolo... per i momenti tristi, per i giorni di pioggia...


INGREDIENTI
5 pesche sode e mature
80 grammi di mandorle tritate grossolanamente
1 baccello di vaniglia
5 cucchiai di miele (io ho usato miele d'acacia)
cinque cucchiai di brandy
un cucchiaio di zucchero di canna

Ho scaldato il forno a 190 gradi.
Ho tagliato a metà le pesche eliminando il nocciolo.
Ho tagliato a metà il baccello di vaniglia*, ho raschiato i semini e li ho messi una tazza, unendo il brandy, il miele e le mandorle.
Ho messo le pesche in una teglia con il lato tagliato rivolto verso l'alto e ho riempito con un cucchiaino di composto di miele e mandorle l'incavo di ognuna.
Ho versato sulle pesche il liquido avanzato e le ho cosparse con lo zucchero di canna.
Ho infornato per una ventina di minuti.
Le ho servite tiepide con gelato al fiordilatte (per chi può) e con yogurt di soia per me.


* ho usato il baccello vuoto per profumare lo zucchero: basta metterlo in un contenitore ermetico e ho dello zucchero profumato alla vaniglia perfetto per dolcificare the e tisane e meraviglioso per i dolci.



LA LISTA DELLA SPESA DI GIUGNO #seguilestagioni
(a cura di Antonella Manfredi)



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GRANOLA HOMEMADE SU BLOSSOM ZINE


Buongiorno!
Qui è un lunedì di pioggia ma l'aria che si respira è quella dell'estate che sta arrivando, la stessa che potete trovare sfogliando l'ultimo numero di Blossom zine.
La mia proposta per questo mese è una colazione freschissima e piena di colore.
Vi aspetto di là!





CREMA DI PISELLI FRESCHI CON CIPOLLOTTI E MENTA




Una regola aurea del bloggare è quella di non scrivere mai un post quando sei triste/arrabbiata/delusa ecc.
Quando, insomma, sei piena di sentimenti negativi.
Questo perchè, chi apre il tuo blog, si aspetta di passare qualche minuto in leggerezza leggendo il tuo post. 
Ma non solo. 
Se sei triste/arrabbiata/delusa ecc., molto probabilmente scriverai seguendo l'onda delle tue emozioni, scoprendo parti di te che è meglio non scoprire. Scriverai in modo esagerato senza mantenere la neutralità e la leggerezza che ci si aspetta da un buon post.
E quindi è sicuro che se sei triste/arrabbiata/delusa ecc. e scriverai un post poi te ne pentirai.
Questo è il motivo per cui io, oggi, non dovrei scrivere un post.
Ma, dopo un monologo interiore degno di Gollum, alla fine ho deciso di scriverlo lo stesso.
Questa crema di piselli va pubblicata.
Ovvio che, visto la natura soft delle foto, non posso certo mettermi a scrivere quello che penso in questo momento (no, fidatevi non lo volete sapere) altrimenti avrei dimostrato quello che molti già pensano e cioè che Gollum e le sue due personalità mi spicciano casa (dilettanti) e che il reparto neurodeliri è il luogo più adatto per ospitarmi (ma che me lo arredino in stile nordic-shabby mi raccomando!).
E quindi? 
Visto che non posso raccontare quello che veramente vorrei raccontare perchè poi me ne pentirei (mon dieu sto scrivendo come uno dei protagonisti di Gomorra), che vi dico?
Potrei raccontarvi le follie che mi sono passate in mente stamattina mentre cercavo di non pensare che avrei volentieri fatto fuori qualcuno (Gomorra esci da questo corpo!).
Precisamente queste sono le cose che la mia mente dissoluta ha partorito:

- dovrei/potrei tingermi i capelli, uscire dal tunnel del mio solito castano chiaro e lanciarmi in un voluttuoso color viola oppure diventare un'algida biondaquasibianca come va tanto di moda adesso (ma, riflettendoci, se ho pazienza di aspettare un po' presto diventerò comunque bianca in modo perfettamente naturale e pure a costo zero)

- dovrei tagliare (o far tagliare) l'erba del giardino che, va bene giardino naturale ed erbe spontanee, va bene che i papaveri sono bellissimi ma forse il fatto che io cominci a non vedere più la rete di recinzione dovrebbe farmi riflettere oltre al fatto che quando Giotto si addentra in quella giungla scompare alla nostra vista per intere mezz'ore (dove andrà? cosa fa? c'è forse un mondo segreto e parallelo fra i papaveri? è lì che il cagnolino bianco e marrone del mio cuore sta organizzando il suo perfido piano per conquistare il mondo?) 

- dovrei mettermi lo smalto azzurro. O verde. O blu cobalto. O anche no.

- potrei prendere un gattino. Dopo Miranda non ci sono più stati gatti stanziali qui. Solo che Mia odia i gatti. Li detesta quasi quanto detesta farsi pulire le orecchie. Potrebbe essere che se prendo un gatto potrei un giorno non trovarlo più. E troverei due cani investiti di omertà che giurerebbero di non aver visto niente. (Perchè c'era un gatto?)

- dovrei trovare la forza morale di dire quello che penso, ad alcune persone in particolare (ma troverei le parole giuste? O sarei fraintesa, come è già successo? Perchè le parole possono essere dei tranelli e non sempre quello che io dico è la stessa cosa che tu ascolti...)

- dovrei... potrei...

...




INGREDIENTI
500 grammi di piselli freschi già sgranati
2 cipollotti 
un mazzetto di menta fresca
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
mezzo cucchiaino di zucchero
sale
peperoncino
germogli di soia e pane per servire

Un'altra ricetta all'insegna della semplicità, veramente qui la cosa più noiosa è forse quella di sgranare i piselli ma anche no se vi fate aiutare da qualcuno e intanto vi scambiate confidenze o se lo fate davanti alla finestra che dà sul giardino invaso dal sole...
In una casseruola ho fatto imbiondire dolcemente i cipollotti affettati e lo spicchio d'aglio, ho eliminato quest'ultimo e ho versato i piselli con qualche fogliolina di menta.
Ho coperto d'acqua e ho lasciato sobbollire piano finchè i piselli non sono diventati teneri.
Ho spento il fuoco, ho eliminato le foglie di menta, regolato di sale e aggiunto un po' di peperoncino.
Ho frullato tutto con il frullatore a immersione.
Ho servito la crema con germogli di soia e menta fresca.