CREMA DI PISELLI FRESCHI CON CIPOLLOTTI E MENTA




Una regola aurea del bloggare è quella di non scrivere mai un post quando sei triste/arrabbiata/delusa ecc.
Quando, insomma, sei piena di sentimenti negativi.
Questo perchè, chi apre il tuo blog, si aspetta di passare qualche minuto in leggerezza leggendo il tuo post. 
Ma non solo. 
Se sei triste/arrabbiata/delusa ecc., molto probabilmente scriverai seguendo l'onda delle tue emozioni, scoprendo parti di te che è meglio non scoprire. Scriverai in modo esagerato senza mantenere la neutralità e la leggerezza che ci si aspetta da un buon post.
E quindi è sicuro che se sei triste/arrabbiata/delusa ecc. e scriverai un post poi te ne pentirai.
Questo è il motivo per cui io, oggi, non dovrei scrivere un post.
Ma, dopo un monologo interiore degno di Gollum, alla fine ho deciso di scriverlo lo stesso.
Questa crema di piselli va pubblicata.
Ovvio che, visto la natura soft delle foto, non posso certo mettermi a scrivere quello che penso in questo momento (no, fidatevi non lo volete sapere) altrimenti avrei dimostrato quello che molti già pensano e cioè che Gollum e le sue due personalità mi spicciano casa (dilettanti) e che il reparto neurodeliri è il luogo più adatto per ospitarmi (ma che me lo arredino in stile nordic-shabby mi raccomando!).
E quindi? 
Visto che non posso raccontare quello che veramente vorrei raccontare perchè poi me ne pentirei (mon dieu sto scrivendo come uno dei protagonisti di Gomorra), che vi dico?
Potrei raccontarvi le follie che mi sono passate in mente stamattina mentre cercavo di non pensare che avrei volentieri fatto fuori qualcuno (Gomorra esci da questo corpo!).
Precisamente queste sono le cose che la mia mente dissoluta ha partorito:

- dovrei/potrei tingermi i capelli, uscire dal tunnel del mio solito castano chiaro e lanciarmi in un voluttuoso color viola oppure diventare un'algida biondaquasibianca come va tanto di moda adesso (ma, riflettendoci, se ho pazienza di aspettare un po' presto diventerò comunque bianca in modo perfettamente naturale e pure a costo zero)

- dovrei tagliare (o far tagliare) l'erba del giardino che, va bene giardino naturale ed erbe spontanee, va bene che i papaveri sono bellissimi ma forse il fatto che io cominci a non vedere più la rete di recinzione dovrebbe farmi riflettere oltre al fatto che quando Giotto si addentra in quella giungla scompare alla nostra vista per intere mezz'ore (dove andrà? cosa fa? c'è forse un mondo segreto e parallelo fra i papaveri? è lì che il cagnolino bianco e marrone del mio cuore sta organizzando il suo perfido piano per conquistare il mondo?) 

- dovrei mettermi lo smalto azzurro. O verde. O blu cobalto. O anche no.

- potrei prendere un gattino. Dopo Miranda non ci sono più stati gatti stanziali qui. Solo che Mia odia i gatti. Li detesta quasi quanto detesta farsi pulire le orecchie. Potrebbe essere che se prendo un gatto potrei un giorno non trovarlo più. E troverei due cani investiti di omertà che giurerebbero di non aver visto niente. (Perchè c'era un gatto?)

- dovrei trovare la forza morale di dire quello che penso, ad alcune persone in particolare (ma troverei le parole giuste? O sarei fraintesa, come è già successo? Perchè le parole possono essere dei tranelli e non sempre quello che io dico è la stessa cosa che tu ascolti...)

- dovrei... potrei...

...




INGREDIENTI
500 grammi di piselli freschi già sgranati
2 cipollotti 
un mazzetto di menta fresca
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
mezzo cucchiaino di zucchero
sale
peperoncino
germogli di soia e pane per servire

Un'altra ricetta all'insegna della semplicità, veramente qui la cosa più noiosa è forse quella di sgranare i piselli ma anche no se vi fate aiutare da qualcuno e intanto vi scambiate confidenze o se lo fate davanti alla finestra che dà sul giardino invaso dal sole...
In una casseruola ho fatto imbiondire dolcemente i cipollotti affettati e lo spicchio d'aglio, ho eliminato quest'ultimo e ho versato i piselli con qualche fogliolina di menta.
Ho coperto d'acqua e ho lasciato sobbollire piano finchè i piselli non sono diventati teneri.
Ho spento il fuoco, ho eliminato le foglie di menta, regolato di sale e aggiunto un po' di peperoncino.
Ho frullato tutto con il frullatore a immersione.
Ho servito la crema con germogli di soia e menta fresca.






DIP AL FORMAGGIO DI CAPRA, TIMO, PEPERONCINO E INSALATA JULIENNE CON GERMOGLI E SEMI


Se c'è una cosa che mi piace della primavera è il tempo instabile.
So che mi farò dei nemici affermandolo ma adoro queste giornate in cui vento, sole e pioggia si alternano nell'arco di poche ore.
Mi piace tantissimo la luce limpida che c'è quando spunta il sole dopo il temporale.
Amo anche i cieli neri e tempestosi e le piogge torrenziali.
E gli arcobaleni.
Vogliamo parlare degli arcobaleni? Ogni volta mi incanto come una bambina piccola.
Queste cose mi fanno sentire vicina alla natura.
Mi fanno venire voglia di cose semplici, quasi elementari...
Camminare a piedi nudi sul pavimento fresco, staccare le foglioline dal mio cespuglio di menta per strofinarle fra le dita e inspirare quel profumo meraviglioso, camminare insieme a Mia con il sole negli occhi, mangiare frutta ancora calda di sole, cuocere il pane...
Ho voglia di sentire sotto le mani il legno grezzo del mio piano di lavoro, pieno di tanti segni... ognuno racconta una storia.
Ho voglia di apparecchiare con i miei vecchi piatti scompagnati, ognuno unico e differente, così perfetti nella loro imperfezione.
Ho voglia di cibi semplici, del conforto che sanno dare.
Ho voglia di tutte quelle piccole cose che rendono unica la nostra vita.

Di piccole cose è lastricata la strada che porta al paradiso.
Stephen Littleword (Piccole cose)



INGREDIENTI
formaggio morbido di capra
(per me delattosato)
timo fresco
peperoncino secco
olio extravergine

Per l'insalata
insalatina verde
radicchio rosso
carote
zucchine
germogli di soia
misto di semi e frutta secca per insalate 
(zucca, girasole, anacardi, noci, mandorle ecc.)
olio extravergine
sale 
pepe
scorza di lime


Preparare il dip semplicemente mescolando il formaggio fresco di capra con foglioline di timo, olio extravergine e abbondante peperoncino. Io non ho aggiunto sale perchè il formaggio di capra è molto saporito.
E' buonissimo con le verdure fresche, il pane e i crackers, meglio se integrali.
Per l'insalata ho tagliato a julienne l'insalata, il radicchio, le carote e le zucchine.
Ho messo in un barattolo cinque cucchiai di olio, sale, pepe e scorza di lime grattugiata.
Ho mescolato bene è ho versato sulle verdure.
Ho unito i germogli di soia, i semi e la frutta secca.


NOTA PER CHI E' INTOLLERANTE AL LATTOSIO
Contrariamente a quanto si pensa il latte e il formaggio fresco di capra contengono lattosio come quelli di latte vaccino. Però per alcune persone intolleranti risultano essere più digeribili.
Per me non è sempre così.
Ho trovato però alcuni formaggi freschi di capra delattosati che, in quantità non eccessive, riesco a tollerare.
Ovvio che ognuno deve testare su di sè questi prodotti.







CHIFFON CAKE AL CACAO CON GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE E GRANELLA DI PISTACCHIO


Le prime avvisaglie sono arrivate qualche mese fa ma io ho ignorato imperterrita ogni segnale.
Mi dicevo che sarebbe passato da solo, che era solo un periodo.
E invece...
Ho dovuto fare i conti con la dura realtà, ho dovuto affrontarla, anche se con grande dolore.
Del resto, rendetevi conto, è difficile per una come me che non mangia quasi mai la carne e assaggia affettati e simili due-tre volte l'anno, accettare il fatto di non poter più mangiare latticini, latte e derivati.
Intolleranza al lattosio.
E pure molto seria.
E il mio cappuccino del mattino?
Quello che mi dà la forza di scivolare giù dal letto e affrontare la giornata?
E la mozzarella sulla pizza?
E il mio amato yogurt greco che infilo ovunque?
Niente, nada, tutto finito, nun se po' fa'.
Ma soprattutto la domanda è stata: se non mangi carne e non puoi più mangiare latticini... che te magni?
E niente. Mi si è aperto un mondo.
Ci sono millemila cosa che si possono mangiare.
E un sacco di ricette da scoprire!
E il latte di soia (giuro) è buonissimo e si monta pure meglio del latte vaccino (certi cappuccini!)
Insomma, dopo un paio di mesi, quasi quasi mi sento fortunata ad essere intollerante al lattosio.
Ovviamente per il resto della famiglia (e per voi) continuerò a cucinare di tutto (in fondo mica vi faccio mancare le ricette di carne anche se io non la mangio...) ma ogni tanto vi farò provare qualche ricetta di quelle che sto scoprendo.
Anche questa torta, la classica chiffon cake, è senza lattosio.
Io poi ho voluto fare la splendida versandoci sopra una voluttuosa glassa al cioccolato ma ho usato la panna senza lattosio che (in dosi ragionevoli) è ben tollerata (ognuno deve fare le sue prove per capire il suo grado di "intolleranza").
Ora, provate questa torta insieme ad un cappuccino preparato con latte di soia e invidiatemi ♥

INGREDIENTI
6 uova grandi
240 grammi di farina per dolci
75 grammi di cacao amaro di ottima qualità
270 grammi zucchero 
una bustina di lievito per dolci
130 millilitri di olio di semi di buona qualità (il mio di semi di soia)
300 millilitri di acqua a temperatura ambiente
1 pizzico di sale
i semi di una bacca di vaniglia
un cucchiaino raso di cremor tartaro 

Per la glassa
una tavoletta da 120 grammi di cioccolato fondente 
100 millilitri di panna da montare (la mia delattosata)
granella di pistacchi

E' una torta che dà grandi soddisfazioni ma richiede tanta pazienza e impegno, non perchè sia difficile da fare ma perchè i tempi per montare le uova (vero pilastro di questo dolce) sono inevitabilmente lunghi.
Quindi prendetevi tempo, non resterete delusi.
Per prima cosa ho separato i tuorli dagli albumi.
Poi ho montato a neve ferma questi ultimi insieme al cremor tartaro e li ho messi da parte.
In un'altra ciotola ho mescolato con un cucchiaio gli ingredienti "polverosi" ovvero la farina ed il cacao setacciati, il lievito, lo zucchero e il pizzico di sale (indispensabile per esaltare il sapore del cacao).
Ho mescolato con una frusta a mano i tuorli con l'olio di semi, l'acqua, i semi della bacca di vaniglia e poi, poco alla volta ho unito gli ingredienti secchi.
A questo punto ho montato il composto con le fruste elettriche a lungo, per almeno dieci minuti.
Ho aggiunto gli albumi precedentemente montati con molta delicatezza usando una spatola in silicone e mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli.
Ho versato il composto nello stampo da angel cake (quello con i piedini) senza ungerlo e ho infornato nel forno statico preriscaldato a 160 gradi per circa 80 minuti (dopo 60 è meglio controllarla con uno stecchino: se esce asciutto sfornarla subito). La mia si è cotta in 85 minuti, ogni forno è diverso.
Ho lasciato raffreddare al torta a testa in giù (la torta, non io) fino a quando è scivolata fuori dallo stampo (anche questo passaggio è fondamentale perchè permette alla torta di asciugarsi bene e di non afflosciarsi su sè stessa.
Ho preparato la glassa semplicemente scaldando la panna e sciogliendovi il cioccolato a pezzetti.
L'ho versata sulla torta e ho cosparso con la granella di pistacchi.
Abbiamo notato che è più buona il giorno dopo, il problema è farcela arrivare...




STRAWBERRY LEMONADE


Se c'è una cosa che adoro della primavera è gironzolare per il mercato all'aperto.
Vado pazza per i colori dei fiori, della frutta e della verdura.
Adoro il profumo che si sprigiona dai banchi carichi di frutta.
Purtroppo ne va pazza anche Mia che ha un debole per i vegetali, commestibili e non (infatti si è mangiata tutto il giardino, compresa recinzione e arredi).
Provate ad andare a spasso per il mercato insieme ad una labrador di quasi quaranta chili. E' un'esperienza surreale.
Mia impazzisce letteralmente rapita dagli odori e cerca di infilare il suo grosso muso in mezzo alle cassette della frutta oppure prova a rubare qualche carotina tenera.
Una specie di incubo.
Il meglio è quando usa la tecnica del "poverocanedigiunoeaffamato", preferibilmente davanti al banchino dei polli allo spiedo, prostrandosi a terra facendo l'occhio da triglia mentre scodinzola speranzosa fissando il proprietario del banchino.
Hai un istinto incredibile per riconoscere i proprietari dei banchi di alimentari, li punta e poi inizia la sua esibizione.
Naturalmente io la sgrido e cerco di tirarla ma è come cercare di spostare un dolmen: puoi tirare, strattonare e imprecare ma lei non si muove di un millimetro.
E se per caso coglie anche solo un lieve moto di interesse da parte di qualcuno sa anche emettere guaiti tristi da spezzare il cuore.
Finisce sempre che io ricevo occhiatacce e lei carezze e bocconcini succulenti.
La disgraziata ha un vero e proprio repertorio ormai, oltre ad un pubblico consolidato.
Per un pezzetto di pollo ti dà la zampa, si sdraia a pancia all'aria e fa pure la capriola.
Se io a casa provo a dirle anche solo "seduta" mi sbadiglia in faccia e se ne va.
Un mostro.
Ieri durante la nostra passeggiata ha mangiato due crocchette di pollo, mezza mela e una carota.
E sono riuscita ad evitare per un pelo che le offrissero pure una fetta di pizza pugliese ai pomodorini.
Del resto, come si fa a resisterle?



********


Nel mio malloppo di ieri non potevano mancare le fragole: profumatissime e mature al punto giusto.
E poi i limoni, la mia passione, li adoro.
Da tempo avevo occhieggiato su Pinterest foto di meravigliose limonate alle fragole, una più bella dell'altra.
Ieri l'ho preparata anch'io e ci è piaciuta tantissimo, tanto che oggi l'ho rifatta e credo che finchè sarà periodo di fragole ce ne sarà una caraffa nel mio frigorifero.



INGREDIENTI
(per un litro di limonata alle fragole)
un cestino di fragole
il succo di tre limoni
100 grammi di zucchero
acqua q.b.

Pulire e tagliare a pezzetti le fragole.
Tenerne un po' da parte e frullare le altre con mezzo bicchiere di succo di limone e lo zucchero.
Versare in una caraffa da un litro, unire il restante succo di limone e acqua fino all'orlo.
Servire ben fredda insieme alle fettine di fragola rimaste.





TAGLIOLINI CON FAVE, SALAME E MENTA #SEGUILESTAGIONI


C'era una volta una donna che, casualmente, era anche una blogger, una food blogger.
Questo dovrebbe essere l'inizio della storia ma ovviamente non può essere così perchè la donna in questione non può certo essere definita una "food blogger" come voi sapete bene.
Troppo fuori dagli schemi, poco organizzata e delirante.
Nessuno studio di SEO, parole chiave o diavolerie simili.
Solo una donna "QuellaCheCucina", una macchina fotografica, una cucina assolutamente vintage, un pc e (a volte) un cagnolino dispettoso e fifone che si impadronisce della tastiera.
Questa donna usa piatti brocante rigorosamente scompagnati e adora la luce e i fiori.
Ama i colori della natura e adora gironzolare fra i banchi dl mercato rapita dai colori e dai profumi.
Essendo una donna che tiene un piede nel passato ama le atmosfere stagionali, le rose a maggio e le mele a ottobre.
Inorridisce e rabbrividisce davanti alle fragole a dicembre, fotografate in orrendi travestimenti da cappello di Babbo Natale (giuro, ci sono... se avete i nervi saldi cercatele sul web... scoprirete cose che...).
Insomma, questa donna è convinta che se se le pesche maturano in estate ci sarà un perchè.
Dunque, questa donna dall'animo vintage ha parecchie amiche di web, qualcuna altrettanto vintage nell'anima e nei pensieri.
Fra queste c'è Antonella, compagna di lunghe conversazioni in chat.
Ed è proprio durante una di queste conversazioni (no, non ve lo dico di cosa parliamo... cioè, magari potrei dirvelo ma dopo dovrei uccidervi e non credo sia il caso) che nasce l'idea: perchè non combattere con la bellezza e i sapori di stagione lo scempio degli asparagi a gennaio e dei mandarini a luglio?
Nasce così #seguilestagioni, un progetto che stiamo portando avanti insieme ad un gruppo di splendide blogger.
Ogni mese condivideremo una ricetta, un'idea, una decorazione o qualsiasi cosa ci suggerisca la fantasia utilizzando esclusivamente prodotti di stagione.
Ogni mese pubblicheremo anche la "lista della spesa" con i prodotti da consumare in quel periodo, lista che sarà a cura di Antonella.
Insomma, questo è il post battesimo di un progetto che spero vi piacerà e che, sono certa, ci divertirà e ci farà imparare tantissime cose.



INGREDIENTI
(per quattro persone)
300 grammi di tagliolini all'uovo freschi
300 grammi di fave sgranate
100 grammi di salame piccante
50 grammi di pecorino romano grattugiato
una manciata di gherigli di noce
qualche foglia di menta fresca
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
sale
pepe

Per prima cosa bisogna privare le fave della loro pellicina.
Il metodo più semplice è quello di tuffarle in acqua bollente per un paio di minuti, scolarle passarle sotto l'acqua fredda e spellarle: la pellicina verrà via in un attimo.
Rimetterle a cuocere in acqua bollente salata per una decina di minuti o finchè risultano tenere.
Tenerne da parte una manciata per decorazione e con le altre preparare un pesto frullandole con le noci, il pecorino, l'aglio e la menta (anche della menta tenete da parte qualche fogliolina per decorare). Unire l'olio a fino fino ad ottenere una crema.
Tagliare a striscioline il salame.
Cuocere al dente i tagliolini e condirli con il pesto di fave e il salame.
Decorare con le fave rimaste e qualche fogliolina di menta.
Servire con un filo d'olio e pepe appena macinato.






LA LISTA DELLA SPESA DI MAGGIO #seguilestagioni
(a cura di Antonella Manfredi)


PARTECIPANO CON ME:

♥ LE PASSIONI DI ANTONELLA 
♥ LA GALLINA ROSITA
♥ PENSIERI E PASTICCI
♥ LULLABY FOODPROPS
♥ GIARDINOTE
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO
♥ LISMARY'S COTTAGE
♥ COCCOLATIME
♥ DUE BIONDE IN CUCINA
♥ VITA DA FATA IGNORANTE
♥ COSCINA DI POLLO
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC


Durante la giornata di oggi queste splendide donne pubblicheranno ricette, idee, progetti... 

Ci trovate anche su facebook:



FOCACCINE DOLCI AL LATTE DI SOIA E FRUTTI DI BOSCO


'Ngiorno... è permesso?
Ma tu guarda che confusione, pure le ragnatele ci sono.
Eppure è risaputo che sono un cagnolino pauroso e i ragni mi fanno paura. Tanta. Tantissima.
Come le lucertole.
E le mosche.
E le porte che sbattono.
E le voci troppo alte.
I temporali.
Il vento.
Il cuscino dl divano.
Il tappetino del bagno.
La vicina di casa.
Le lenzuola stese dalla suddetta vicina di casa.
Le lucine del decoder di Sky.

Ok, (quasi) tutto mi fa paura.
Sono un tipo prudente io.
E' che qui sono giorni e giorni che non scrive nessuno.
"Quellachecucina" è un po' in crisi.
Troppe cose da fare (dice lei).
Troppa aria fritta nel cervello (dico io).
Intendiamoci, è sempre "Quellachecucina" e anche "Quellachefotografa" ma da un po' si è dimenticata di essere anche "Quellachescrive".
Dice di essere in crisi con le parole.
Vaneggia di parole sprecate e parole inutili.
Troppe parole, poche parole.
Quella donna lì mi farà ammattire.
Dovrebbe imparare dalla semplicità di noi cani che abbaiamo sempre quello che pensiamo, senza troppi problemi.
Invece lei è un groviglio di complicazioni, un tripudio di domande, un universo di problemi.
Ed eccola lì che mescola/impasta/cuoce/inforna/sforna come se non ci fosse un domani.
Eccola che fotografa saltellando dalla cima del tavolo alla sedia, totalmente e felicemente inconsapevole di rischiare l'osso del collo ad ogni balzo che sfida la legge di gravità, mettendo in posa focacce e tagliolini nemmeno fossero modelle di alta moda.
Salvo poi sedersi al computer e iniziare lunghi monologhi sull'inutilità di quello che sta facendo, sul non avere NIENTE da dire.
NIENTE da dire?
Ma benedetta donna, se non taci mai un solo istante da quando apri gli occhi al mattino fino a tarda sera! Come accidenti fai a non avere NIENTE da dire?
E se pensi che tutto questo sia inutile perchè mai scatti foto in posizioni pericolosissime mettendo in pericolo le tue ossa e la mia sanità mentale?
Che poi mi chiedi perchè mi agito tanto... per forza! Sono l'unico prudente io qui dentro!
Gli altri stanno tutti fuori come un poggiolo come si dice qui a Verona, a cominciare da quella vergogna della caninità che è la Nera, buona solo a combinare guai e a divorare qualsiasi cosa di commestibile (ma anche no) che venga a trovarsi a portata delle sue mascelle.
Un lavoro a tempo pieno il mio: vigilare su una banda di squilibrati e adesso improvvisarmi anche blogger.
Sto seriamente pensando di rivolgermi ad una di quelle associazioni animaliste con le volontarie cattivissime con gli altri umani. Sai che colpo se una di loro capitasse qui all'improvviso mentre "Quellachecucina" è in uno dei suoi momenti di delirio e la Nera gira per casa con il cestino della carta in testa masticando l'ultimo numero di Sale & Pepe? Uno spasso proprio.
Oppure mentre gli umani sono a tavola e ognuno parla (urla) di un argomento diverso, la Nera mastica una ciabatta e io abbaio per cercare di rimettere ordine in questo caos insopportabile.
Vabbè, però glielo direi alla volontaria che questi umani squilibrati ed io ci amiamo.
Glielo direi che "Quellachecucina" mi fa tante carezze e mi tiene sempre via un pezzetto di prosciutto.
E che posso dormire in tutti i letti che voglio e nessuno mi scaccia.
E che mi fanno sempre i grattini sulla pancia che mi piacciono tanto.
E che a volte (poche volte) ho quasi (ribadisco quasi) l'impressione di volere un po' (poco) di bene anche alla Nera.
.........................................................................................

Ok, scherzavo.
E' assolutamente impossibile che io possa volerle bene.
Impossibile.
Assolutamente.
Questo momento di smarrimento in cui ho pensato di voler bene alla Nera mi spaventa.
Ho bisogno di uno psicologo per cani.
Uno bravo.
Molto.
Vado subito ad abbaiarlo a "Quellachecucina".

Vostro
Giotto ♥

Disclaimer:
- per la scrittura di questo post non è stato maltrattato alcun animale (ragni, lucertole, mosche,  cagnolini ed enormi canE nere stanno benissimo)
- non sono state maltrattate nemmeno volontarie animaliste che (per la cronaca) godono della mia più sincera stima
- alla Nera viene impedita con ogni umano mezzo la masticazione di Sale & Pepe, ogni tanto però ingurgita qualche cruciverba de La Settimana Enigmistica
- se qualche frase, affermazione o uso della punteggiatura ha offeso qualcuno vorrei ricordare che tutto ciò è stato scritto da un cagnolino fifone e senza coda assolutamente non perseguibile dalla legge.
Saluti
Quellachecucina





INGREDIENTI
250 grammi di farina manitoba
250 grammi di farina 00
200 millilitri di latte di soia appena tiepido
100 millilitri di acqua a temperatura ambiente
3 cucchiai di olio di semi di girasole
2 cucchiai di zucchero (più uno per decorare)
1 bustina di lievito di birra secco
1 cucchiaino di sale
more
lamponi

In una ciotola mescolare le due farine con il sale, fare una fontana al centro e versarvi il lievito, due cucchiai di zucchero, l'olio e l'acqua.
Cominciare ad impastare versando a filo il latte di soia.
Lavorare l'impasto a lungo, prima nella ciotola e poi sulla spianatoia.
Il latte di soia conferisce all'impasto una morbidezza straordinaria.
Lavorare finchè l'impasto risulta liscio ed elastico.
Lasciarlo lievitare a temperatura ambiente in una ciotola coperta per un paio d'ore.
Riprenderlo, lavorarlo brevemente e stenderlo allo spessore di un centimetro.
Con un coppapasta ricavare delle focaccine rotonde e disporle su una teglia ricoperta di carta da forno.
Mettere su ogni focaccina delle more e dei lamponi, premendo leggermente per farli un po' affondare nell'impasto.
Lasciare lievitare ancora per circa quaranta minuti.
Accendere il forno a 190 gradi, cospargere le focaccine con lo zucchero avanzato e infornare per 15-20 minuti.







SARDE IMPANATE CON SALSA AIOLI


Lo so, lo so.
E' lunedì e questo già è un problema di proporzioni cosmiche.
Poi mi ci metto pure io che, invece di postarvi la ricetta di un dolcino godurioso da un milione di calorie che non aspettano altro che trasformarsi in ciccia e brufoli, vi posto la ricetta di una manciata di pesci fritti.
'Tacci tua, direte voi.
Avete anche ragione ma non è colpa mia se questo è periodo di fragole e a casa mia le fragole si mangiano rigorosamente con limone e (tantissimo) zucchero.
Non è colpa mia se questo è l'unico dolce che qui vogliono.
Se sono dispiaciuta?
Potrei dirvi di sì, raccontarvi di come io senta la mancanza di impastamenti e mescolamenti, di come brami il profumo della vaniglia e del cioccolato ma mentirei.
La verità è che sono grata alle fragole, al limone e soprattutto allo zucchero.
E' anche vero che, quasi sicuramente, a questo periodo di "nonhovogliafatemifaresolopiattivelociplease" seguirà un'orgia di cucina compulsiva in cui raggiungerò vette di delirio inalando farine come se non ci fosse un domani.
Per ora mi limito a friggere pesci.
Molto piccoli e già puliti e privati di spine da un pescivendolo compiacente a cui (confesso) regalo sorrisi e moine in cambio di pesci già puliti. Con questo metodo sono riuscita a farmi sgusciare anche mezzo chilo di gamberi.
Ogni donna dovrebbe avere un pescivendolo compiacente nella sua vita.
E' fondamentale.
Come un pacchetto di fazzoletti nella borsa e il burrocacao a gennaio.
Non se ne può fare a meno.
Ma sto divagando, come al solito.
Che poi, invece di storcere la faccia in quel modo, l'avete mai provata la salsa aioli?
E' una cosa meravigliosa.
Certo, poi dovrete lavarvi i denti con l'idraulico liquido e non dovrete baciare nessuno per almeno 48 ore, però ne vale la pena.
Quindi, se non avete in programma un incontro romantico con "luomodellavostravita", armatevi di aglio e poco altro e preparate una salsa che resuscita i morti (letteralmente).
Io torno di là a fissare il mio forno freddo e pulitissimo, già sento un po' di nostalgia...
Stay tuned.


INGREDIENTI
500 grammi di sarde già pulite e aperte "a libro"
un uovo grande
pane grattugiato
sale
olio per friggere
limone per servire

Per la salsa aioli:
4 spicchi d'aglio
300 millilitri di olio di arachide)
2 tuorli d'uovo
1 tuorlo d'uovo sodo (facoltativo, io non l'ho messo)
un cucchiaio di succo di limone
sale

Lavare e asciugare con carta da cucina le sarde.
Passarle prima nell'uovo e poi nel pane grattugiato.
Friggerle in olio bollente.
Per la salsa, schiacciare gli spicchi d'aglio con lo spremiaglio, 
Preparare una specie di maionese con i due tuorli, aggiungendo l'olio a filo, il succo di limone, il tuorlo sodo (se lo usate) e l'aglio schiacciato.
Regolare di sale.
Si conserva in frigorifero una settimana.