TORTA (QUASI) GELATO AI MIRTILLI



Questo è uno dei post più travagliati che io abbia mai pubblicato.
Anzi, in effetti mentre sto scrivendo non l'ho mica ancora pubblicato.
Chissà cosa potrebbe capitare ancora.
Chi mi segue su facebook conosce già parte di questo travaglio...

La prima volta fu durante una calda mattina di inizio luglio.
La food blogger aveva preparato un torta che occhieggiava dal web da qualche settimana.
Tutta tronfia e orgogliosa aveva riposto la torta in freezer come indicato dall'autrice della ricetta ed era andata a dormire pregustando il set che avrebbe preparato per fotografare quella meraviglia.
In quella calda mattina, dunque, felice come Pollyanna, si apprestava a compiere la sua opera.
Cosa fa la brava food blogger?
Prende dal freezer la torta ai mirtilli che deve fotografare.
Prepara il set per le foto, dispone i fiori, fa cadere a pioggia alcuni mirtilli opportunamente lucidati (sì, uno ad uno), sistema la luce, osserva l'effetto.
Si dà una pacca sulla spalla da sola.
Suonano alla porta, è un corriere.
La food blogger cerca qualcosa da infilarsi ai piedi perché è scalza come sempre.
Trova una sola infradito (nessuno sa tutt'ora dove sia finita l'altra), ci rinuncia e vai a firmare la ricevuta a piedi nudi.
Mette il piede su un sasso tagliente (l'unico sasso tagliente che c'era nel raggio di metri e metri). Rientra in casa zoppicante e sanguinante.
Disinfetta il piede e mette un cerotto.
Pensa che dovrebbe prepararsi un caffè per riprendersi.
Torna in cucina e trova la torta mezza sciolta (ma miracolosamente illesa) e scopre che Mia (alias LaNera, alias LaDistruttrice, alias IlTerroreDeiSetteGatti) si è mangiata tutti i mirtilli e anche i fiori e sta beatamente masticando una tovaglietta azzurra dell'Ikea.
Alla foodblogger non rimane che rimettere in freezer la torta ormai letteralmente agli sgoccioli e imprecare come se non ci fosse un domani.

Nei giorni successivi numerose disgrazie si abbattono sulla povera food blogger.
La TremendaNera ingurgita una pianta probabilmente contaminata con qualche sostanza tossica e le fa passare una notte e un giorno di terrore. Ovviamente poco dopo LaNera sta benissimo e chiede cibo ('tacci sua), la food blogger somiglia ad un calzino sporco e chiede solo una morte pietosa.
Per non farsi mancare nulla la food blogger comincia ad avere un forte bruciore all'occhio destro che diventa presto scarlatto e lacrimante. Giusto perchè quella mattina ha un laboratorio di cucina con una trentina di bambini che le chiedono circa settantamila volte perchè sta piangendo.
Nel pomeriggio la situazione peggiora, il dolore è atroce e la somiglianza con Quasimodo alias Gobbo di Notre Dame è impressionante. La diagnosi è una brutta infezione del tipo "signora se aspettava ancora un po' rischiava una lesione alla cornea". 'Tacci mia.

Dopo due giorni di agonia la food blogger decide di reagire e, orgogliosa portatrice di un unico occhio, scatta le foto, le edita piangendo calde lacrime sul pc, scrive la ricetta e, non contenta, passa il resto della giornata a stressare conoscenti e collaboratori vicini e lontani con una serie di idee e domande più o meno folli e pertinenti. Mangia una fetta enorme (e meritatissima) di torta e sviene verso le 21 abbracciata al cuscino mentre LaNera le sbava addosso.

Nei giorni successivi prova più volte a completare il post senza mai riuscirci e sempre chiedendosi "perchè?".
Nel frattempo l'occhio guarisce e in famiglia smettono di chiamarla teneramente "Quasy".

................................. Aspè... ho finito il post!
Schiaccio subito "pubblica" prima che succeda altro!!!





INGREDIENTI
per la base:
150 grammi di biscotti tipo "Digestive"
50 grammi di burro (io senza lattosio)

per la crema:
230 grammi di formaggio morbido (io senza lattosio)
1 vasetto e mezzo di yogurt al naturale (io senza lattosio)
2 tazze di mirtilli
50 grammi di zucchero semolato
80 grammi di zucchero a velo
150 millilitri di panna fresca da montare (io senza lattosio)
i semi di mezza bacca di vaniglia

per decorare:
mezza tazza di mirtilli

Ridurre in polvere i biscotti e unirli a burro fuso lasciato raffreddare.
Foderare con carta da forno uno stampo a cerniera e disporre il composto di biscotti sul fondo e sui lati.
Mettere in frigorifero per almeno mezz'ora per fare compattare.
Frullare i mirtilli con lo yogurt e lo zucchero semolato.
Unire il formaggio, lo zucchero a velo e i semi di vaniglia. 
Mescolare bene.
Montare la panna e unirla con delicatezza al composto.
Versare la crema sulla base e mettere tutto nel congelatore per circa tre ore.
Togliere dal freezer venti minuti prima di servirla e decorarla con i mirtilli rimasti.
E' spettacolare come dopocena estivo.
Trovate la ricetta originale qui.




GALLETTA RUSTICA VEGANA CON MANDORLE E ALBICOCCHE #SEGUILESTAGIONI


Buongiorno e buon primo luglio!
Incredibilmente è arrivato anche luglio ed io quasi non me ne sono accorta. A volte ho come l'impressione di essere su un treno in corsa, così veloce che non riesco quasi a vedere il paesaggio intorno.
L'altro ieri era Natale vero?
Se non fosse per il caldo (che odio) e per gli esami universitari delle figlie, non riuscirei a credere che siamo in piena estate.

Questo è ormai il terzo appuntamento con l'iniziativa che condivido con un magnifico gruppo di blogger: #seguilestagioni.
Appuntamento fin troppo facile in un mese che offre tante meraviglie a piene mani.
Io ho scelto le albicocche che adoro per la loro consistenza vellutata.
Vi lascio la ricetta con il piccolo consiglio di gustare questo dolce semplicissimo in una di queste tiepide sere estive, insieme a una pallina di gelato alla vaniglia e in compagnia delle persone che vi fanno stare bene ♥




INGREDIENTI
200 grammi di farina integrale
100 grammi di farina di mandorle
50 grammi di zucchero
120 millilitri di latte di riso 
70 millilitri di olio di riso 
un cucchiaino raso di bicarbonato
i semi di mezzo baccello di vaniglia

Per il ripieno:
800 grammi di albicocche denocciolate e tagliate a metà
due cucchiai di biscotti ridotti in polvere (per me senza uova e senza lattosio)
6 cucchiai di zucchero di canna
i semi di mezzo baccello di vaniglia
scorza di limone grattugiata

mandorle in scaglie per decorare
un paio di cucchiai di latte di riso

Impastare nel robot da cucina tutti gli ingredienti per la sfoglia.
Formare una palla e lasciarla riposare in frigorifero per una ventina di minuti.
Stenderla in una sfoglia rotonda e disporla su una teglia coperta di carta da forno un po' più piccola.
Disporre sul  fondo i biscotti sbriciolati (restando a circa 4 centimetri dal bordo) e le albicocche disposte con la parte tagliata verso il basso.
Spolverizzare con lo zucchero di canna, i semi di vaniglia e la scorza di limone.
Ripiegare i bordi della sfoglia verso l'alto, spennellare con un paio di cucchiai di latte di riso e decorare con le mandorle.
Infornare a 190 gradi per circa 20 minuti.




LA LISTA DELLA SPESA DI LUGLIO #seguilestagioni
(a cura di Antonella Manfredi)



PARTECIPANO CON ME

♥ LE PASSIONI DI ANTONELLA
♥ LA GALLINA ROSITA
♥ PENSIERI E PASTICCI
♥ LULLABY FOODPROPS
♥ GIARDINOTE
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO
♥ LISMARY'S COTTAGE
♥ COCCOLATIME
♥ DUE BIONDE IN CUCINA
♥ VITA DA FATA IGNORANTE
♥ COSCINA DI POLLO
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC
♥ LA MIA CASA NEL VENTO
♥ S&V A COLAZIONE

Potete trovare tutti i post (e tanto altro ancora) sulla nostra pagina facebook:

e sulla nostra bacheca di Pinterest:






POLPETTE DI QUINOA E VERDURE


Qualche post fa vi ho raccontato della mia intolleranza al lattosio. Un trauma da cui ancora devo riprendermi del tutto (ebbene sì, sogno scorpacciate di mozzarella di bufala) ma che (cerchiamo di vedere il lato positivo) mi ha portata a conoscere cibi alternativi e sperimentare nuove ricette.
Diciamo che dover rinunciare a latte e latticini mi ha comunque avvicinata ad uno stile di alimentazione più green.
Così, cercando e sperimentando, ho fatto alcune scoperte interessanti che voglio condividere con quelli di voi che mi hanno scritto raccontandomi di avere lo stesso problema, loro direttamente o una persona cara.
Questo è ovviamente il mio punto di vista e magari sono cose che sapete già ma nel dubbio... condivido.

La prima cosa che ho scoperto (a mie spese) è che i prodotti "delattosati" ovvero senza lattosio, di cui è pieno il banco frigo del supermercato, la maggior parte delle volte non sono molto appetitosi. Il latte sembra acqua e acquista uno strano retrogusto (mia figlia dice che ha un odore che ricorda i sacchetti per la raccolta dell'umido), la mozzarella sembra di plastica e così gli altri formaggi. Non è male invece il burro. E, a proposito di burro, ho scoperto che chi è intollerante al lattosio digerisce invece bene il burro chiarificato, reperibile in tutti i supermercati. Non è male nemmeno la panna fresca da montare.
Per quello che mi riguarda uso questi prodotti con moderazione, in particolare se preparo un dolce che voglio assaggiare anch'io. Mi sono accorta che non devo comunque abusarne perchè un po' di fastidio me lo danno comunque.

Ho invece scoperto un mondo nuovo fatto di "latti" vegetali, alcuni dei quali sono stati una piacevole scoperta, altri un'esperienza da dimenticare.
Il più simile al latte vaccino (se non come gusto almeno come "prestazioni") è il latte di soia: è perfetto per il cappuccino e il caffè macchiato, fantastico nella preparazione dei lievitati e (da non sottovalutare) si trova dappertutto. Personalmente lo amo, mi piace il gusto e mi piacciono i suoi derivati, dal gelato ai budini ai formaggi.
Quello che ho detestato di più è quello di riso (troppo dolciastro per i miei gusti) seguito da quello di avena. Entrambi impossibili da usare per macchiare il mio amato caffè.

Se si è intolleranti al lattosio non è necessario rinunciare a tutti i formaggi, infatti solo quelli freschi ne contengono tanto: più aumenta la stagionatura più diminuisce il lattosio. Via libera quindi al parmigiano reggiano, fonte importante di calcio. Secondo il mio medico quello stagionato 36 mesi è perfetto per chi non tollera il lattosio.

Un'altra cosa importantissima è che il lattosio spesso viene usato come conservante o additivo, bisogna quindi leggere sempre l'etichetta, una cosa un po' snervante ma necessaria. Attenzione soprattutto a crackers, pane confezionato, merendine, biscotti, alcuni salumi, caffè solubile, salse, dado in polvere ma anche ad alcuni medicinali!

In ogni caso, dopo aver ripulito la mia dispensa e la mia spesa dal lattosio mi sono ingegnata a trovare alternative valide e ricette gustose.
Da un po', nelle etichette delle ricette potete notare "senza lattosio". Conto di arricchire il blog sempre più con idee e ricette per chi non tollera il lattosio o ha semplicemente deciso uno stile di vita vegano.

Intanto vi lascio qualche piccolo consiglio in fatto di sostituzioni:
♥ il cappuccino e il caffè macchiato vengono buonissimi con il latte di soia che si monta perfettamente
♥ nella preparazione dei lievitati (soprattutto quelli dolci) il latte è quasi sempre presente come ingrediente; io lo sostituisco di solito con il latte di soia ma recentemente ho scoperto alcune ricette realizzate semplicemente con l'acqua. Presto ve ne parlerò.
♥ se preparo una cheese cake che poi voglio assaggiare mi butto su formaggi, yogurt e panna senza lattosio: come ho già detto non posso abusarne ma sono abbastanza tollerabili
♥ per torte, muffin e altri dolci è perfetto il latte di avena, molto delicato, non altera i sapori
♥ se proprio devo usare il burro per cucinare, uso quello chiarificato
♥ lo yogurt di soia è buonissimo (datevi tempo per abituarvi al sapore diverso) ed è diventata la mia base per colazioni estive (con frutta e granola homemade) e per salse e dip per le insalate e l'aperitivo
♥ la mozzarella sulla pizza purtroppo non è sostituibile, sogno una "margherita con doppia mozzarella" quasi come Biancaneve sognava il principe azzurro ma ho imparato ad arricchire la mia pizza con verdure, erbe aromatiche e scaglie di grana ben stagionato

Ecco, per ora mi sembra di avervi raccontato tutto.
E voi? Avete consigli?
Intanto vi lascio con questa ricetta: vegetariana e assolutamente senza lattosio!


INGREDIENTI
180 grammi di quinoa
una carota grattugiata
una zucchina grattugiata
due cimette di broccoli scottate
una piccola patata lessata
un uovo intero
due cucchiai di parmigiano reggiano stagionato
sale
pepe
coriandolo tritato (sostituibile col prezzemolo)
olio extravergine


Sciacquare la quinoa sotto l'acqua corrente.
Mettere sul fuoco una pentola d'acqua (calcolate circa il doppio del peso della quinoa), salarla e portare a ebollizione.
Versare la quinoa nell'acqua bollente e cuocere per circa 12-15 minuti.
Sgranarla con una forchetta e mescolarla con la patata schiacciata, i broccoli ridotti e pezzetti, la zucchina e la carota grattugiate.
Aggiungere l'uovo leggermente sbattuto, il parmigiano, sale, pepe e una manciata di coriandolo.
Formare delle polpettine leggermente schiacciate e disporle su una teglia rivestita di carta da forno.
Condire con un filo d'olio e cuocere in forno già scaldato a 180 gradi per una ventina di minuti.












TORTA VEGANA AL CACAO, BANANA E COCCO


Sono parecchi giorni che non scrivo sul blog.
Ogni tanto mi succede, non c'è un motivo preciso. Semplicemente i giorni passano ed io non ho niente da dire, pur continuando a cucinare e fotografare.
L'estate mi fa sempre uno strano effetto, anche questa, pur così anomala.
E' come se all'improvviso mi mancassero le parole (a me, incredibile!) e preferisco ascoltare gli altri, lasciando scorrere i giorni.
Eppure sto facendo un sacco di cose e soprattutto sto fotografando tantissimo!
C'è poi un appuntamento settimanale con un gruppo di bambini (martedì erano in sessanta!) che frequentano un centro estivo qui in zona: ogni settimana impastiamo, cuociamo, decoriamo ed ogni settimana torno a casa più ricca di bellezza ed emozioni. I bambini sono meravigliosi.
Insomma, non sono ferma in uno stato contemplativo ma semplicemente faccio fatica a trovare le parole.
So che mi capirete ♥


INGREDIENTI
8 datteri snocciolati
3 cucchiai di cacao
una tazza di fiocchi di avena (250 ml)
una grossa banana
un cucchiaino di miele
3 cucchiai di cocco disidratato
fragole e menta per guarnire

Avete presente quelle ricette così semplici e veloci che ci metti di più a raggruppare gli ingredienti che a farle? Ecco, questa tortina è così.
E poi è così bellina che sembra un gioiellino.
Ed è senza farina, senza uova e senza lattosio.
Nella ricetta originale c'erano le mandorle ma io le ho sostituite con il cocco perchè l'accoppiata cocco e cioccolato ci piace troppo!
Unica aggiunta non prevista nella ricetta originale è il miele: io l'ho messo perchè a casa mia i dolci piacciono "dolci" ma voi assaggiate prima l'impasto e decidete. Tenete presente che datteri e banana sono già dolci naturalmente.
Frullare finemente i datteri con la banana, il miele, il cacao e i fiocchi d'avena.
Modellare l'impasto in un rettangolo su un foglio di carta da forno cosparso di cocco.
Cospargere la superficie del dolce con il cocco rimasto e decorare con fragole e foglie di menta.
Conservare in frigo fino al momento di servire.

Trovate la ricetta originale qui 





PISSALADIERE


L'estate è iniziata.
Lo dicono tutti qui e ci sono le prove.
Quellachecucina va in giro scalza (lo so, lo fa anche in pieno inverno ma almeno quando esce non dimentica di mettersi le scarpe mentre ora... ehm... sì).
Il ragazzino ha finito di andare a scuola e vive in uno stato di perenne esaltazione post-scuola (qui dicono che durerà fino ai primi di settembre poi entrerà nello stato di depressione pre-scuola).
Le ragazze preparano gli esami dell'università (che non ho capito bene cosa significa, solo che stanno chiuse ognuna nella sua camera ed escono solo per procurarsi cibo o per parlottare con Quellachecucina).
La Nera è sempre totalmente squilibrata ma ha aggiunto al suo repertorio di follie la raccapricciante pratica della caccia alle lucertole che poi (bleah) mangia facendole scrocchiare sotto i denti. Hannibal Lecter era un dilettante al confronto.
E' iniziata l'estate, dicevo, ma non il caldo e di questo Quellachecucina pare sia grata (e anche noi perchè almeno non inizia la litania del "checaldochefaiononcelafacciopiùodiolafaodiolestate".
Purtroppo però il maltempo impedisce alle persone di correre e camminare lungo il fiume, cosa che a me piace tantissimo perchè, da dietro la mia postazione sui gradini del cancelletto del giardino, posso abbaiare a ognuno di loro ed è divertentissimo!
Sono un cagnolino educato e non mi piace scontentare le persone e quindi abbaio a tutti senza preferenze.
Abbaio ai malati di jogging che corrono indossando tutine lucide e aderenti (e imbarazzanti) e scarpe fosforescenti.
Abbaio alle mamme con i bambini e ai bambini in bicicletta (e pure ai bambini a piedi)
Abbaio ai vecchietti e alle badanti che mi strillano contro in lingue sconosciute.
Abbaio agli innamorati che camminano tenendosi per mano e pure a quelli che stanno litigando.
Abbaio agli altri cani e ai loro padroni.
Abbaio (fortissimo) ai gatti, ai merli e alle anatre.
A volte, nei momenti di maggior esaltazione, abbaio persino all'aria.
Perchè abbaiare è bellissimo ma purtroppo gli umani non lo capiscono.
Mi sgridano tutti: i malati di jogging, le mamme, i bambini, i vecchietti, le badanti, gli innamorati, i padroni degli altri cani, gli altri cani, i gatti, i merli e le anatre.
Pure l'aria a volte sembra sgridarmi.
Quellachecucina minaccia di farmi cose oscure come infilarmi una mela in bocca e poi arrostirmi come un porcellino.
Ma penso che non lo farebbe mai.
Oppure sì?
..............................

Messaggio per il mio pubblico: se dovessi improvvisamente sparire sappiate che non sono emigrato in un paese pieno di luce e sole.
Tenete d'occhio Quellachecucina e le ricette che pubblica...
Hai visto mai...

Il vostro Giotto ♥





INGREDIENTI
Per l'impasto:
300 grammi di farina integrale ai cereali
200 grammi di farina manitoba
poco meno di mezza bustina di lievito di birra secco
un cucchiaio di miele
due cucchiaini rasi di sale
due cucchiai d'olio
acqua a temperatura ambiente q.b.

Per la farcitura:
800 grammi di cipolle (io rosse di Tropea)
un cucchiaino di zucchero
timo fresco
olive nere snocciolate
due cucchiai di capperi 
sette-otto filetti di acciughe sott'olio
olio extravergine
sale

Per l'impasto ho mescolato in una ciotola capiente le due farine e il sale.
Ho formato al centro una "fontana" e vi ho versato il lievito, il miele e l'olio.
Ho cominciato ad impastare versando l'acqua a filo (la quantità di acqua varia a seconda di quanto assorbe la farina).
Impastare bene dentro la ciotola e poi versare l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata.
Lavorarlo a lungo e con forza fino a che risulta ben elastico.
Lasciarlo riposare coperto e in una ciotola leggermente unta fino al raddoppio del volume (ci vorranno un paio d'ore circa ma anche di più se l'impasto riposa in un ambiente fresco).
Nel frattempo preparare il ripieno affettando le cipolle sottili e versandole in una casseruola con poco olio e lo zucchero.
Mescolare bene e lasciare cuocere a fuoco dolce finchè le cipolle risultano morbide (attenzione, non devono colorirsi ma stufare dolcemente). Aggiustare di sale, insaporire con parte del tipo e tenere da parte.
Riprendere l'impasto, lavorarlo brevemente e disporlo su una teglia unta.
Lasciarlo riposare per circa mezz'ora-quaranta minuti.
Accendere il forno a 210 gradi.
Farcire con le cipolle, olive nere, i filetti di acciuga divisi a metà per il lungo, i capperi e abbondante timo fresco.
Infornare e cuocere per circa 25 minuti.
Servire tiepida.





MELANZANE FONDENTI AL FORNO


Avevo deciso di scrivere un post poetico, uno di quelli che vi avrebbe fatto sospirare ed emozionare.
Volevo fare la blogger che si circonda di bellezza ed è trendy e perfetta in ogni occasione.
Una di quelle che prende "due cose dal frigorifero" e senza nemmeno un piccolo sforzo, senza versare nemmeno una micro-goccia di sudore, preparano una cena da applauso.
Volevo vendermi a voi come il perfetto miscuglio fra Csaba e Nigella...
Volevo...
Invece ho deciso di essere me stessa (che Csaba è troppo magra e nemmeno se vivo d'aria e d'amore per tutto l'anno prossimo posso essere come lei e Nigella è troppo bella e mi ci vorrebbe un miracolo per somigliarle).
Sono me stessa e forse mi riesce meglio far ridere piuttosto che far sospirare.
Sono quella che ha quasi carbonizzato la sua cucina.
Quella che ha carbonizzato comunque la cena.
E qui potrei di nuovo provare a mentirvi e  potrei raccontarvi che stavo cucinando un difficilissimo piatto gourmand che prevedeva una scenografica flambatura finale.
Ma mentirei.
Mentirei di brutto.
Stavo cucinando un hamburger.
Un semplicissimo e plebeo hamburger.
Quando ho rischiato di emulare Nerone che incendia Roma...
Era una sera come tante altre.
In casa c'eravamo solo io, la figlia numero uno, la figlia numero tre e il figlio detto anche "il ragazzino".
In verità in cucina c'eravamo solo io e le figlie perchè "il ragazzino" era in salotto armato di cuffie e joystick a rimbambirsi con un assurdo giochino della Playstation.
Dunque, la scena del crimine si presentava così: figlie sedute al tavolo armate di cellulare, cani spalmati addormentati sul pavimento, sottoscritta ai fornelli armata di bistecchiera e tre hamburger.
Accade in pochi minuti: la bistecchiera è rovente, il grasso dell'hamburger schizza sulla fiamma del fornello che improvvisamente diventa un drago ruggente alto un metro.
E si scatena il panico.
La figlia numero uno strilla puntando un dito in direzione delle fiamme senza muoversi di un solo millimetro e senza nemmeno tentare di rendersi utile.
La figlia numero due strilla più forte di sua sorella ma arricchisce la performance cominciando a saltellare intorno al tavolo anche se nemmeno questo si rivela utile.
Mia, svegliata dalle urla, inizia ad abbaiare forsennatamente senza capire perchè ma, vista la confusione, si sente in dovere di farlo.
Giotto (conosciuto per il suo cuore impavido e il suo proverbiale coraggio) si rifugia tremante sotto il tavolo in attesa della fine imminente.
Io per un attimo sono paralizzata poi, con un moto da "eroa della domenica", reagisco afferrando la bistecchiera con l'intento di buttarla nel lavandino e di aprire l'acqua.
Peccato che le fiamme, bastardissime, decidono di seguirmi arrivando a lambirmi la mano.
Lancio uno strillo di dolore e riesco (non si sa come) a lanciare bistecchiera. hamburger e fiamme nel lavandino.
Troppo tardi però perchè le fiamme a questo punto sono così alte da impedirmi di aprire il rubinetto.
Strilliamo tutte ormai mentre Mia saltella per la cucina abbaiando come se non ci fosse un domani.
Giotto, ormai certo di essere giunto alla fine del suo viaggio su questa terra, inizia ad ululare disperatamente.
La scena è così assurda e surreale da provocarmi un attacco di risa convulse.
Ridere mi fa tornare in me, afferro la bottiglia dell'acqua dal tavolo e la butto sulle fiamme, poi riesco ad aprire il rubinetto.
Le fiamme si spengono.
Una spessa coltre di fumo ci avvolge ma non ci sono danni.
Cani e figlie si zittiscono.
Ci guardiamo sconvolte.
Poi, dal salotto una voce ci giunge...
"Mammaaaaaa.... fra quanto è pronto????"...




INGREDIENTI
melanzane
timo essiccato
peperoncino essiccato
aglio
sale
basilico fresco
olio extravergine

Una ricetta semplicissima, da fare in forno e a prova di rischio incendio.
Decisamente una "non" ricetta ma, se amate le melanzane, questo è il modo migliore per gustarle.
Accendere il forno a 170 gradi.
Lavare le melanzane, tagliarle in due e praticare dei tagli in diagonale nella polpa.
Inserire all'interno timo, peperoncino e aglio grattugiato.
Condire con olio e sale e infornare.
Lasciar cuocere le melanzane lentamente (se colorano troppo o si seccano abbassare il forno a 150 gradi).
Dopo circa 50 minuti controllarle con una forchetta: quando saranno morbidissime  la polpa si stacca dalla buccia sono pronte.
Cospargere con basilico fresco e ancora un po' d'olio.
Lasciare intiepidire e servire con pane croccante.



CENA E TAVOLA ESTIVA SU NORDIC LIFESTYLE




E' online il numero estivo di
Nordic Lifestyle

Io ci sono con una cena estiva
che ha il profumo del Mare del Nord



e i colori della stagione del sole



Vi aspetto di là...