venerdì 15 maggio 2015

FOCACCIA CON POMODORINI E OLIVE NERE... GIOTTO E IL MERLO...


C'era una volta un cagnolino bianco e marrone.
Era piccino, nemmeno dieci chili di cagnino, ma credeva di essere un alano.
Gironzolava fra casa e giardino con fare da bullo, abbaiando a qualsiasi intruso (vero o immaginario).

C'era una volta anche un merlo.
Un merlo allegro e sbarazzino e pure un po' dispettoso.
Uno di quei merli che fischiano con fare da padroni e svolazzano provocatori sulla testa dei cagnolini bulli ma tanto ingenui.



Vi avevo già parlato di loro l'anno scorso qui ma mai avrei pensato che con l'arrivo di una nuova primavera il piccolo merlo sarebbe tornato nel mio giardino per divertirsi ancora a prendere in giro lo sprovveduto cagnolino.
E invece eccoli lì, il merlo nero che svolazza intorno al cagnolino ululante, finge quasi di posarsi sulla testa dello sprovveduto per poi volare in alto mentre i denti del malcapitato mordono l'aria.
Passano intere mattinate così, il cagnolino a correre e saltare fino allo sfinimento e il merlo a svolazzare leggero.
Posso giurarvi che c'è un lieve ghigno divertito sul becco del merlo mentre si posa su un ramo irraggiungibile per il povero Giotto e lo osserva stramazzare al suolo con la lingua penzoloni.
E mi fa così pena il piccolo Giotto che lo chiamo per una carezza e un biscottino... ma lui ha fretta, prende il biscottino, muove la sua piccola coda in segno di ringraziamento e poi torna al suo posto, dal suo nemico/amico con una forza nuova e una nuova fiducia "prima o poi lo prenderò".




Mia ed io li osserviamo, annoiata lei (poco interessata a queste sfide tutte maschili preferisce sradicare senza pietà le poche piante rimaste) e intenerita io... mentre questa primavera matura velocemente verso l'estate e l'odore del pane si spande nell'aria...

****


INGREDIENTI
200 grammi di farina Arifa - Ruggeri
una patata lessata e schiacciata
un cucchiaino di miele
due cucchiaini di sale (più quello per la superficie)
olio extravergine
origano
olive nere denocciolate
pomodorini ciliegini

Impastare in una ciotola le due farine, la patata, il lievito, il miele, il sale, due cucchiai d'olio aggiungendo acqua a filo fino ad ottenere un impasto morbido ma facile da lavorare.
Trasferirlo sulla spianatoia infarinata e lavorarlo a lungo (almeno dieci minuti).
Metterlo in un contenitore capiente, coprirlo e lasciare lievitare per circa tre ore in un luogo abbastanza fresco (non in frigo).
Riprendere l'impasto, lavorarlo ancora un po' e poi distribuirlo su una teglia unta, facendo le "fossette" con le dita.
Distribuirvi sopra le olive nere e i pomodorini.
Lasciarlo lievitare ancora per almeno un'ora.
Condire la focaccia con olio, sale e origano e infornare a 190 gradi per circa 25-30 minuti (molto dipende dalla potenza del vostro forno e dalla grandezza della teglia.



giovedì 14 maggio 2015

COME D'INCANTO... MIRTIA...



Ci sono persone che sanno incantarti.
Si portano dietro una luce speciale.
Sono persone assolutamente inconsapevoli della bellezza che portano nel mondo 
e per questo ancora più preziose.
Lei è una di queste persone.
E' rimasta luminosa anche quando la vita l'ha voluta mettere alla prova 
e per questo lei per me è un esempio da seguire.
E' una di quelle persone che quando le abbracci il cuore ti si riempie di gioia.
E' una di quelle amiche che ti scrive "chiamami quando vuoi, io sono qui". 
E tu sai che è vero.
Carissima Mirtia forse non te l'ho mai detto quanto ti ammiro e quanto tu sia speciale... 
te lo dico ora, con questo post... 
Tu l'incanto, amica mia, lo porti ovunque vai ♥



“Ho quasi 43 anni, sono abruzzese,  felicemente sposata, mamma di un ragazzino dodicenne e di una bambina di nove anni, tremendamente shabby chic  dentro.
Da sempre ho avuto la passione per la progettualità, la manualità e l’home decor, per questo ho orientato i miei studi con grande soddisfazione verso la facoltà di Architettura.
Lavoro con mio marito nel negozio di arredamenti ereditato dalla mia famiglia e, contemporaneamente, fino a qualche tempo fa lavoravo nel mio studio tecnico come architetto occupandomi di lavori sia nel privato che nel pubblico.
Ma dopo 16 anni di duro lavoro nei cantieri e dopo aver  affrontato dei grandi dolori che hanno segnato la mia famiglia, in questi ultimi anni, mi è scattata una molla dentro e pian piano come in un percorso terapeutico per la mia anima, mi sono riavvicinata all’handmade, perché da sempre ho avuto il chiodo fisso di creare oggetti e regalini con le mie mani, e da allora non mi sono più fermata, nonostante i mille impegni della vita e della famiglia.
Con mia grande fortuna ho sposato un uomo che asseconda la mia sana follia, ed ecco che è nato “Come d’Incanto Handmade” in cui mi muovo tra restyling di pezzi d’arredo scovati ovunque e creazioni in tessuto dal sapore nordic shabby chic , spaziando dall’homedecor a creazioni esclusive per bambini: si, perché proprio per loro amo più creare, dato che sono bambina dentro e grazie anche all’ottima consigliera che mi segue negli eventi a cui partecipo (mia figlia Margot).
E proprio per i nostri piccoli tesori, al bellissimo evento di Maggio al Poggio appena concluso, ho inaugurato una mia collezione di abitini e accessori , riscuotendo  un successo inaspettato.
Per adesso non so dove tutto questo mi porterà, ma sicuramente non fermero’ la mia voglia di creare: le mie amiche creative mi definiscono un vulcano in eruzione ed in effetti io vorrei dare un senso a tutto quello che produco, vorrei finalmente aprire un blog tutto mio dove poter raccontare meglio quello che mi succede attorno….
Il mio motto di vita è diventato “Nulla è più bello di far vivere i propri sogni”: in effetti, se ci si crede, basta poco per realizzarli ed essere felici. 
Ed io, ora, sono felice!”

Mirtia - Come D’Incanto Handmade



Trovate Mirtia e le sue creazioni
sulla sua pagina facebook




Grazie Mirtia carissima per essere stata mia ospite ♥

Tutte le foto presenti in questo post sono di proprietà esclusiva dell'autrice che ne ha gentilmente concesso la pubblicazione. Ne è vietato l'uso e la riproduzione anche parziale.

martedì 12 maggio 2015

PENNE CON PEPERONI E BASILICO... MENTRE L'ACQUA BOLLE


Sei lì che aspetti, insieme ad una decine di persone.
Del resto se si chiama sala d'aspetto cos'altro puoi fare se non aspettare?
Così non puoi fare a meno di prestare attenzione a quelle tre ragazze raccolte intorno ad un cellulare.
Ridacchiano e parlottano...
Test... sei una donna di testa, di cuore o di pancia?
Sorridi, non hai bisogno di farlo quel test.

Di testa proprio no che nella vita la testa l'hai usata a volte a sproposito, ogni volta riproponendoti di non rifare gli stessi errori e ogni volta ricadendoci con precisione inquietante.

Di cuore... sì, di cuore tanto... l'ho seguito un sacco di volte anche quando la ragione diceva che proprio non andava fatto. E non mi pento.
Ho seguito il cuore anche quando le persone ragionevoli mi dicevano che ero una pazza.

Di pancia...
Ecco, questa è la mia.
Quella morsa nella pancia, quelle farfalle, quella sensazione di salto nel vuoto.
Tutte le volte in cui sono stata impulsiva, tutte le volte in cui sono rimasta senza fiato.
Tutte le volte in cui non ho contato fino a tre prima di parlare.
Tutte le volte che ho detto "facciamolo" e al diavolo il resto.
Di pancia per ogni emozione che la vita mi ha dato... e va bene così...

"Innanzi tutto l'emozione, soltanto dopo... la comprensione"
Paul Gauguin


INGREDIENTI
350 grammi di pasta corta (io penne)
tre peperoni gialli
qualche foglia di basilico
uno spicchio d'aglio
un peperoncino piccante
olio extravergine
sale
pecorino romano grattugiato per servire

Uno di quei piatti da preparare quando il frigo è quasi vuoto ma si ha voglia lo stesso di qualcosa che faccia respirare il profumo dell'estate.
Dei peperoni gialli, i più dolci.
Qualche foglia di basilico e un peperoncino presi dai vasi sulla finestra della cucina.
L'olio "buono" quello che pizzica un po' il palato...
Ho messo sul fuoco la pentola con l'acqua per la pasta.
Ho tagliato i peperoni a listarelle sottili e li ho rosolati dolcemente in una padella con olio e aglio fino a farli ammorbidire.
Ho scolato la pasta e l'ho versata nella padella dei peperoni.
Ho aggiunto il peperoncino sminuzzato e le foglie di basilico.
Ho completato con un filo d'olio e pecorino romano grattugiato.


venerdì 8 maggio 2015

LIMONATA E LISTE... E' QUASI ESTATE...


E' quasi estate, la primavera sta scappando via in un soffio e la pioggia ha già lasciato il posto ai pomeriggi afosi.
Per me l'estate è sempre stata la stagione dell'irrequietezza, dei "vorrei...", di quello sfarfallio nello stomaco che a volte mi fa pensare che devo sbrigarmi, che non c'è quasi più tempo.
Per qualche strana ragione, mentre la maggior parte delle persone con la stagione calda si sente piena di energie e voglia di fare, io rallento i ritmi, divento riflessiva e un po' inconcludente.
Vorrei fare mille cose e altrettante ne vorrei ma alla fine resto lì, aspetto che torni l'autunno e con lui l'aria frizzante che mi riempie di energie.
Nel frattempo mi guardo intorno, cerco idee e mi dedico ad una delle mie attività preferite da sempre... faccio liste.
Liste per tutto, questo l'ho raccontato tante volte, ho foglietti, agende e quaderni ovunque, sono una grafomane incallita e le mie liste devono essere tutte in bell'ordine e scritte con una calligrafia perfetta.
Ci sarebbe parecchio materiale di studio per un trattato di psicologia...
Questa mattina ho preparato una lista di desideri, una serie di cose che vorrei, rigorosamente in ordine sparso.
La tengo vicino al computer e ogni tanto aggiungo qualcosa...

♥ un gattino col pelo rosso
♥ un prato pieno di margheritine bianche
♥ una veranda piena di fiori, catini di zinco e vecchi innaffiatoi
♥ una casa che si affacci sul mare, per respirare il suo profumo ogni volta che voglio
♥ una collana da indossare quando sono spaventata... una di quelle che ti fanno sentire forte e coraggiosa
♥ serate fresche e profumate, di quelle che ti fanno venire voglia di avvolgerti in uno scialle leggero
♥ camminare a lungo a piedi nudi sulla sabbia senza sentirmi mai stanca
♥ un albero alto nel mio giardino che mi protegga dal sole troppo forte
♥ mattinate di luce e di vento
♥ lenzuola bianche e ricamate, profumate di lavanda, da stendere sul letto
♥ un orto di erbe aromatiche
♥ una ciotola bianca, piena di limoni, da tenere sul tavolo della cucina
♥ una vecchia poltrona comoda dove raggomitolarmi a leggere
♥ una cesta piena di tutti i libri che vorrei leggere
♥ la capacità di affrontare gli ostacoli con serenità


******



INGREDIENTI
(per un litro)
60 millilitri di miele
60 grammi di zucchero
240 millilitri d'acqua
240 millilitri di succo di limone
la scorza di un limone
700 millilitri d'acqua per diluire

Ho trovato la ricetta su uno dei miei libri preferiti Quello che piace a Irene, un libro meraviglioso che non mi stanco mai di sfogliare: mi da serenità...
Vi riporto per comodità la ricetta, è identica a quella che trovate nel libro, non ho cambiato una virgola perchè è davvero perfetta così.
In un pentolino ho messo l'acqua (240 millilitri) con il miele, lo zucchero e la scorza di limone.
Ho lasciato sobbollire per 3 minuti, poi ho spento e ho lasciato raffreddare.
Ho lavato i limoni, li ho tagliati a metà e li ho spremuti.
Ho filtrato il succo.
Ho unito 240 millilitri di succo allo sciroppo freddo da cui ho eliminato la scorza di limone e ho diluito con l'acqua.
Ho versato nella bottiglia e ho lasciato raffreddare in frigorifero.

















mercoledì 6 maggio 2015

ARY'S HOUSE ATELIER... ARIANNA...



Questa cosa di presentarvi una donna straordinaria ogni mercoledì diventa sempre più emozionante.
In particolare quando, come oggi, la donna in questione è anche una cara amica.
Una di quelle persone incontrate attraverso il web e che sono diventate sempre più "vere".
Ho conosciuto Arianna in circostanze un po' strane e forse questo ha rafforzato e reso più importante la nostra amicizia.
Lei è una donna unica, talmente "VERA" da essere, per alcune persone, forse difficile da comprendere.
Di lei adoro l'immensa dolcezza che non è mai debolezza ma forza e assertività.
Ci accomuna l'amore per la cucina intesa come conforto e cura per il corpo e l'anima.
Arianna è una di quelle persone che ti tengono per mano, anche a distanza, anche se in quel momento forse non te ne accorgi.
E questo suo prendersi cura degli altri è il motivo portante della sua vita e della sua attività, "Ary's House Atelier", di cui le ho chiesto di raccontarci...


"Quando ho pensato di creare ARY’S HOUSE ATELIER come Scuola di Cucina e bon ton per bambini, sapevo che la cucina era solo il mezzo, il fine era un altro, in quello che vedevo come tanti spezzoni nella mia testa, in quelle molteplici tessere di un unico puzzle, accompagnare il bambino alla scoperta di una maggiore consapevolezza interiore delle sue meravigliose possibilità, di ciò che lui ha dentro come mondo invisibile, legato ai doni che inconsapevolmente si svilupperanno mano a mano che egli crescerà, dunque le potenzialità, che, se tirate fuori, contribuiscono a fare di lui un uomo o una donna felice e ben inserita nella società! 



Ecco perchè l’ ho chiamata Ary’s House, volevo che la mia casa, diventasse la casa dei vostri figli, una casa per voi mamme, una casa di gioia, pasticcini, zucchero filato e vita! 
Poi nel tempo il sempre numero crescente di mamme e donne che ruotavano in Ary’s House ha portato alla creazione del CLUB ARY’S HOUSE FAMILY: un gruppo di donne, o semplicemente amiche virtuali e non, mamme delle allieve della Scuola di Cucina, che ha scelto di seguire lo spirito e i principi di ARY’S HOUSE ATELIER, dove ricette e allegria, mescolano il loro sapore in impasti di gioia, amicizia, condivisione, per crescere insieme in ore che scorrono allegre secondo il motto di sempre: AMA CUCINA DONA! 


Ci si incontra in casa per particolari tea time che hanno portato alla nascita dei CIRCOLI DEL THE’ dove una tazza fumante, una bevanda calda e biscotti home made fanno da sfondo al desiderio di amicizia che avvolge tutta la scuola di cucina e chi ha desiderio di seguirne i principi! 
Una famiglia di donne insomma, che vive e respira camminando fianco a fianco della scuola di cucina alla riscoperta del gusto e della femminilità. AMA, CUCINA, DONA, non è solo un motto, uno slogan lanciato lì per caso! E’ un leit motive di speranza! 
Ciò che desideriamo in ARY’S HOUSE è infatti ricercare la relazione intrinseca tra etica, valori di un tempo e amicizia!
Un sogno condivisibile dunque e accessibile a chi ha desiderio di bene, dove lo sforzo comune è andare insieme verso l’unità, la gioia, il garbo, in un ideale a misura di fiducia e speranza. 
Ecco perchè durante i nostri incontri, lezioni, eventi, è possibile scambiare consigli preziosi, ricette, letture, ricamo. 
Inoltre vengono fornite lezioni di galateo ed economia domestica.
Una scuola di cucina per bambini dunque e non , pane, miele profumato di lavanda, ricette, bon ton, lezioni di economia domestica che accarezzano il tempo sfidando la storia della modernità, pizzi, profumo di fieno e di mosto selvatico, femminilità, charme e delicatezza…. Una sfida e una filosofia di vita insomma con tre verbi alla base : AMA CUCINA DONA !"


Grazie Arianna per aver condiviso con noi il tuo mondo e per essere l'amica speciale che sei...


Ary's House Atelier - Il sito web
Ary's House Atelier - La pagina facebook


Tutte le foto pubblicate in questo post sono di proprietà di Ary's House Atelier
e sono state pubblicate per gentile concessione dell'autrice.
Ne è vietato l'uso e la riproduzione anche parziale.

martedì 5 maggio 2015

SPAGHETTI CON PESTO DI CRESCIONE E MANDORLE... MENTRE L'ACQUA BOLLE...


Un post veloce che più veloce non si può, dovete scusarmi ma sono giornate un po' impegnative...
Domani però avremo modo di rifarci perchè ci sarà un post dedicato ad una donna che per me è unica... 
Vi aspetto domani, non mancate...



INGREDIENTI
350 grammi di spaghetti
un nel mazzetto di crescione (circa 100 grammi)
59 grammi di pecorino romano grattugiato
una manciata di mandorle pelate
uno spicchio d'aglio
qualche foglia di basilico
olio extravergine 
sale


Adoro il pesto, in qualsiasi modo.
Avevo adocchiato questa ricetta da un po' e appena mi è capitato fra le mani un bel cestino di crescione ne ho approfittato.
A noi è piaciuto un sacco, l'abbiamo usato per condire la pasta ma anche per delle favolose bruschette (pane caldo, pesto di crescione, scaglie di pecorino toscano...).
Ho unito nel mixer il crescione e il basilico puliti, l'aglio, le mandorle, il pecorino e un pizzico di sale.
Ho tritato e poi ho aggiunto a filo dell'olio extravergine fino ad ottenere la consistenza giusta.
Ho condito con il pesto leggermente diluito con qualche cucchiaio d'acqua di cottura.

Il piatto inglese arriva da Rue de la Brocante

venerdì 1 maggio 2015

FOCACCIA DI FARINA DI KAMUT CON FRAGOLE... NEL CESTINO DI CAPPUCCETTO ROSSO...


Quando ero piccola adoravo la fiaba di Cappuccetto Rosso.
Mi piaceva immaginare il bosco che nella mia mente era fresco, ombroso e per nulla minaccioso.
Adoravo pensare alla casetta della nonna, me la immaginavo in una radura, circondata dai fiori e arredata con mobili di legno chiaro, tanto bianco e una cucina con una credenza piena di tazze e teiere.
L'unico punto dolente era il lupo. Provavo per lui un misto di paura e pena, una sensazione che non mi piaceva per niente e quindi evitavo di pensare al lupo, scegliendo di soffermarmi sui dettagli, immaginando ogni cosa fin nei più piccoli particolari.
Ma la cosa che mi piaceva di più, sulla quale amavo soffermarmi, era il cestino pieno di prelibatezze che Cappuccetto Rosso portava alla nonna.
Nella fiaba se ne parla pochissimo, solo un accenno ma per me era la cosa più affascinante.
Nel cestino doveva esserci assolutamente una tovaglia ripiegata, a piccoli quadretti bianchi e azzurri.
E una bottiglietta di vetro, con una bella etichetta, piena di limonata fatta in casa.
Di sicuro c'era un vecchio termos, come quello di mia nonna, pieno di caffè caldo.
E poi dei piccoli panini fragranti e burrosi e un piccolo cestino pieno di more.
Ma il pezzo forte era sicuramente la focaccia.
In tantissime versioni della favola si accenna a delle "focaccine dolci" che Cappuccetto Rosso (ma avrà avuto poi un nome tutto suo questa bambina?) portava alla nonna.
Ora, quando io ero piccola, per me le focacce erano solo quelle classiche, salate, che mi occhieggiavano dalla vetrina del panificio facendomi tormentare mia mamma per averne una.
Ma dolci? Facevo davvero fatica a immaginare che la versione dolce potesse essere altrettanto buona.
Ovviamente gli adulti non mi erano di nessun aiuto e non rispondevano alle mie pressanti domande su focacce salate che diventavano dolci.
Posso capirli: ero una bambina piena di fantasia e curiosità che sapeva essere piuttosto insistente quando ci si metteva
Crescendo l'amore per la cucina si è concretizzato e imparando a preparare i lievitati ho sperimentato parecchie versioni di focacce, dolci e salate.
Ma è stato solo qualche giorno fa che ho trovato la mia perfetta focaccia dolce per il cestino di Cappuccetto Rosso.
Tutto è cominciato da una trasmissione di cucina che mia figlia guarda spesso.
La conduttrice ha preparato una focaccia dolce alle fragole che ha acceso la mia fantasia.
Devo ammettere che nella sua versione non mi piaceva molto, aveva un aspetto un po' "piatto" e mi sembrava un po' troppo cotta.
Così, come faccio quasi sempre, ho preso l'idea stravolgendo completamente la ricetta.
Il risultato a noi è piaciuto tantissimo: morbida, perfettamente lievita e quindi leggerissima.
E' la merenda perfetta per i pomeriggi di primavera.
Adesso il mio cestino di Cappuccetto Rosso è completo.
Io mi incammino nel bosco...




INGREDIENTI
250 millilitri di latte appena tiepido 
50 grammi di lievito madre attivo  Ruggeri
100 grammi di burro
1 uovo 
50 grammi di zucchero (più un paio di cucchiai per spolverizzare la superficie)
2 cucchiaini rasi di sale
marmellata di fragole
una tazza di fragole

Impastare la farina con il latte, il lievito, il burro fuso e lasciato raffreddare, l'uovo, lo zucchero e il sale.
Lavorarlo bene, deve diventare liscio ed elastico (se impastate a mano lavoratelo per almeno dieci minuti).
Lasciare lievitare per tre-quattro ore a temperatura ambiente.
Dividere l'impasto in due, stendere una parte su una teglia rotonda ricoperta di carta forno, spalmarla di abbondante marmellata e poi coprire con l'altro impasto, sigillando i bordi.
Con le dita fare le "fossette" come per una focaccia salata.
Distribuire sulla superficie le fragole tagliate a metà, cospargere con lo zucchero e lasciar lievitare ancora un'oretta.
Accendere il forno a 180 gradi.
Cuocere per circa 25 minuti.


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