MY CRAFTY CORNER & BROCANTE : MAURA...

By lunedì, novembre 14, 2016 , ,



C'era una volta una donna...
Una di quelle donne così con un'anima così bella da illuminare tutto intorno...
Una donna totalmente inconsapevole delle sue qualità.
Una donna discreta, schiva, che non ama parlare di sè...
C'era una volta e (per fortuna) c'è ancora.
Maura è una di quelle persone che ti entra nel cuore in punta di piedi.
Lontana dalle luci della ribalta, sempre cortese e disponibile, sa parlare attraverso le sue fotografie più che con le parole.


Maura scova e rivende oggetti che arrivano dal passato.
Ogni pezzo viene fotografato e presentato con amore, con la passione di chi crede profondamente nella bellezza di quelle cose che hanno vissuto altre vite e ne portano le tracce, bellissime e vere.
Ho conosciuto Maura attraverso il web ed è stata una delle conoscenze migliori che il web mi ha regalato.
Di lei adoro la sincerità, la forza che riesce a trasmettere pur con una delicatezza che è davvero rara.
Non vi nascondo che ho fatto una grandissima fatica a convincere Maura a lasciarmi scrivere questo post. E' una persona molto riservata e questa è una delle sue caratteristiche che mi piace di più, forse perchè anch'io, come lei, non amo le luci della ribalta e preferisco di gran lunga stare "dietro le quinte".
Ho dovuto insistere dicevo, anche parecchio in verità.
In effetti credo che abbia accettato perchè non ne poteva più delle mie insistenze.
Grazie a lei ho scoperto la mia natura nascosta di stalker. Se dovessi lasciare il mondo dei blog potrei propormi come "tormentatrice seriale"...
Ma devo dire che alla fine mi ha sorpresa perchè, dopo la reticenza iniziale, si è lasciata andare e mi ha raccontato tantissime cose di sè e della sua famiglia.




" Ho 51 anni, sono nata il 4 maggio del '65 e questo dovrebbe già dare qualche indicazione sul mio carattere: testarda, perfezionista, amante della casa, della stabilità e della famiglia.
Da bambina ho traslocato molte volte e ogni casa nuova era un'occasione per dei cambiamenti creativi e una sfida alla mia capacità di adattamento.
L'entusiasmo dei miei genitori mi contagiava e ogni volta che sentivo parlare di "ristrutturare", "chiamare il tappezziere", " fare quel lavoro lì, quell'altro là"  mi sentivo come al centro di una vacanza inaspettata. 
Mi dava sicurezza e mi faceva sentire protetta, come se la vita non potesse mai finire.





Mia madre ha avuto un ruolo fondamentale:  come me ha sempre realizzato a mano molti degli arredi delle case in cui andavamo ad abitare, cuciva senza macchina, tutto a mano con ago e filo, creava fiori di carta crespa che vendeva alle amiche e, con il provento di quelle vendite, si comprò i primi mobili d'epoca che allora, negli anni'60, non avevano mercato perché era il periodo dello "stile svedese" e tutti cercavano arredamenti moderni. 
Esattamente come per l'Ikea di oggi.
La mia prima vera scrivania fu un vecchio tavolo da disegno di mio padre che mia madre dipinse completamente di bianco. E, a proposito di quel tavolo, voglio raccontarti una cosa curiosa.
E' tutto vero, ed è una cosa che mi rallegra e stupisce ancora oggi. 
Dunque, il vecchio tavolo di legno aveva tre piccoli cassetti sul lato sinistro, il primo dei quali, quello in alto, con serratura. 
Naturalmente la chiave era andata persa nel trasloco, come spesso succede. 
Non che a 10 anni avessi grandi segreti da celare al mondo, ma piccoli segreti sì e l'idea di un cassettino tutto mio da chiudere a chiave equivaleva per me ad avere un diario segreto fatto di legno.
Da bambina giocavo spesso che le mie cugine che vivevano in una ville in stile liberty che confinava con casa nostra. 
In particolare amavamo esplorare la cantina che era piena dei vecchi mobili del prozio.
Un giorno, proprio in quella cantina, trovammo, neanche a farlo apposta, delle piccole chiavi antiche proprio come quelle che a volte mi capita ancora di trovare nei mercatini e che vendo nel mio angolo brocante. 
Le mie cugine decisero  che ne avremmo presa una ciascuna a ricordo della nostra avventura esplorativa e io pescai la mia dalla scatola.  
Giunta a casa mi dissi che di certo non sarebbe potuta entrare nella serratura del mio cassetto ma provai lo stesso. 
E, incredibilmente, entrò. Sembra assurdo e inventato, ma entrò! 
E girò. 
Una, due, tre volte, morbida come il burro. 
La cosa aveva del miracoloso, non solo perché una piccola chiave antica, trovata nella cantina delle mie cugine, apriva e chiudeva la serratura di un tavolo da disegno che nulla aveva da spartire con lei ma soprattutto perché quella chiave e non un'altra, era capitata proprio a me. 
Con l'ennesimo trasloco cambiai anche la cameretta e i mobili di prima, compreso il vecchio tavolo dipinto di bianco, sparirono. 
Ma ogni volta che vedo una piccola chiave antica, liscia e scura, ripenso al mio cassetto, ai suoi piccoli segreti e all'inizio di una nuova fase della mia vita di bambina.





Anche mio padre mi ha trasmesso l'amore per le cose datate, ma in un altro modo: lui amava dedicarsi a piccoli lavori di falegnameria nel tempo libero e io lo stavo a guardare ammirata. 
Ancora oggi ha il suo vecchio trapano a mano, laccato di rosso scuro, e vari attrezzi ereditati dal nonno, anche lui falegname per diletto e per passione.





Ho sempre pensato di non avere una grande personalità ma, oggi che abbiamo a disposizione tanti strumenti per accedere a stili diversi tramite le foto condivise e piattaforme social come Pinterest e Facebook, mi rendo conto che forse il mio difetto maggiore è quello di amare tante cose diverse. 
Una volta avevo pensato di arredare ogni stanza in uno stile diverso, con colori e complementi d'arredo che amavo e tra i quali non riuscivo a decidere. 
Ma il mio appartamento è troppo piccolo per realizzare questa piccola pazzia e così ho soprasseduto. 
Mi è rimasta però la voglia di cambiare di continuo, di spostare i mobili, di rivestire i cuscini con tessuti diversi, di ridipingere le pareti.



L'attività di brocanteuse, in un certo senso, si è impadronita di me quasi in modo naturale perché mi dà l'occasione di acquistare oggetti molto diversi tra loro, dalle porcellane antiche ai rocchetti di legno, dai vecchi ferri da stiro alle cornici dorate e quasi barocche, dai barattoli di alluminio per la cucina ai lampadari di cristallo.





Mi concedo di tenere queste cose con me per un certo tempo, di goderne, di apprezzarle, di ammirarle. Poi, quando è giunto il momento, sono felice di lasciarle andare sapendo che allieteranno altre persone che le amano quanto me.
Questo crea anche un legame, seppur a distanza, con tante persone che hanno la mia stessa passione, i miei stessi gusti, la mia stessa visione delle cose.

A volte, frequentando i mercatini delle pulci, scorgo un oggetto che mi fa subito venire in mente una persona, una cliente ben precisa, ed è come se quella persona fosse lì con me a condividere quel momento.



Non so dire se in futuro porterò avanti questa attività o cambierò. 
E' come se le cose mi avessero preso per mano senza che me ne accorgessi, un po' alla volta. 
Il lavoro si è preso cura di sé, piano piano sono sorti dei contatti con fornitori fissi, arricchendomi sul piano dei rapporti personali e della conoscenza di un passato con cui all'inizio non avevo confidenza ma che mi si è svelato gradualmente e mi è diventato familiare, specialmente per quanto riguarda vecchi oggetti d'arredo di campagna o di uso quotidiano nelle fattorie. 
A volte mi sembra che abbiano vita propria, come se io fossi un tramite tra loro e la loro ultima destinazione.

Mi piacerebbe molto avere il tempo per assemblare qualcuno di questi oggetti in modo creativo, per far nascere cose nuove, complementi d'arredo unici e originali ma per il momento resterà un sogno nel cassetto. Un cassetto vintage, naturalmente!"

Maura Casirati



Potete trovare Maura su Facebook, la sua pagina piena di meraviglie del passato si chiama 





Tutte le foto pubblicate in questo post sono di esclusiva proprietà dell'autrice 
e ne è vietata la riproduzione.

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2 commenti

  1. Uhhhhh solo tu potevi riuscire a far parlare Maura e sono così contenta... A Lei dobbiamo molto le rose ed io... Il suo racconto è incantato come lo sono i suo oggetti sparsi per la mia casa... Le mie prime forbici da bonsai è l'oggetto a cui sono più affezionata, le ha scovate pulite e sistemate per me, è stato emozionante averle e fare le mie prime timide foto... Si devo molto a Maura... Grazie Anna

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  2. Che piacere conoscere Maura...e che incanto questo post, che sa d'altri tempi....
    Un abbraccio cara e buon fine settimana

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