HOME MADE HOT DOG

By lunedì, gennaio 18, 2016 , ,


Non m'ammalo... e no che non m'ammalo...
L'ho ripetuto come un mantra, me lo sono rappato nella testa per giorni, quando la signora in fila alla Posta mi ha tossito direttamente nel naso.
Ho continuato a dirmelo quando il fruttivendolo ha starnutito sopra la cassetta di arance (bio eh...) che mi stavo per portare a casa.
Me lo sono cantato quando ho dovuto inseguire Mia in giardino perchè aveva rubato un cuscino, peccato che ci fossero -2 gradi e che io fossi scalza e in pigiama.
L'ho recitato fra me e me mentre un fastidioso bruciore ha iniziato ad insinuarsi proprio in fondo alla gola.
Ho masticato zenzero, bevuto succo di limone, ingurgitato miele...
Ma niente da fare.
Ieri pomeriggio ho capito che niente era servito contro le forze oscure che stavano invadendo il mio povero corpo.
La sensazione di un gigante di duecento chili appollaiato sopra la mia testa unita a quella delle ossa in procinto di sbriciolarsi. Lo stordimento totale che mi ha portato a fissare per venti minuti lo scaffale della mia cucina su cui sono impilate le tazze della colazione finchè mio figlio (giustamente spaventato) mi ha chiesto se stessi vedendo la Madonna. La totale inappetenza (io, capite? Io inappetente... Mon Dieu...). Tutti sintomi inequivocabili.
Col cavolo che non m'ammalo. Mi sono ammalata di brutto.
Così stamattina, dopo aver usato ogni forma di violenza su me stessa per costringermi ad alzarmi per preparare la colazione al figliolo che doveva recarsi a scuola, ho ceduto alla tentazione a cui cedo ogni volta che sto male.
Mi sono brutalmente impasticcata. Ho introdotto nel mio corpo l'impossibile.
Dovete sapere che io sono una di quelle persone assolutamente contro le medicine.
Solo, però, finchè non sto male.
A quel punto mi trasformo in una macchina assorbi-antidolorifici.
Non ce la posso fare ad essere eroica.
Quelle pastigliette mi chiamano come fecero le sirene con il povero Ulisse e lo fanno nei momenti in cui sono più debole ed indifesa.
Così, febbricitante e con l'occhietto spento da triglia, ho ceduto a quelle pilloline che promettono la sparizione di febbre, dolore e delirio.
Al momento febbre e dolore non li sento più.
Per il delirio invece... ci stiamo lavorando...

P.S.: Se non dovessi più farmi viva sappiate che vi ho tanto amato...
P.P.S.: E' normale secondo voi vedere le lucine? In particolare una in particolare più grande e vivida delle altre che mi invita a seguirla?
P.P.P.S.: Ok, vado. Adieu.




INGREDIENTI
250 grammi di farina manitoba o altra farina "forte"
250 di farina 00
300 millilitri  di latte appena tiepido 
1 bustina di lievito di birra secco
2 cucchiaini di miele
40 grammi di burro a temperatura ambiente
1 uovo intero
2 cucchiaini di sale
semi di sesamo
12-15  wurstel (dipende dalla grandezza)

Questo è uno degli impasti più piacevoli da lavorare.
Profumato e morbido... affondarvi le mani è un po' come giocare...
Per prima cosa ho intiepidito il latte.
Ho mescolato le due farine e il sale in una ciotola capiente, ho formato una "fontana" al centro e vi ho versato il miele, il lievito, l'uovo appena sbattuto, il burro a pezzetti e, piano piano, il latte (tutto tranne una tazzina che ho tenuto da parte).
Ho iniziato a lavorare il composto nella ciotola, aggiungendo il latte a filo e solo dopo che il precedente è stato assorbito.
Quando l'impasto ha iniziato a compattarsi l'ho versato sulla spianatoia leggermente infarinata e l'ho lavorato a lungo (occorrono almeno 15-20 minuti perchè l'impasto "incordi", diventi cioè liscio ed elastico).
Ho unto una ciotola piuttosto grande e vi ho disposto l'impasto, ho coperto con della pellicola da cucina e ho lasciato lievitare a temperatura ambiente per un'ora e mezza.
Ho ripreso l'impasto e l'ho lavorato brevemente per sgonfiarlo un po'.
L'ho diviso in 15 pezzetti (regolatevi in base alla grandezza del wurstel).
Da ogni pezzetto ho ricavato una striscia che ho avvolto intorno a un wurstel.
Ho disposto i miei hot dog sulla teglia rivestita di carta da forno tenendoli distanziati fra loro.
Li ho lasciati lievitare mezz'ora.
Li ho spennellati con il latte che avevo tenuto da parte e li ho cosparsi con semi di sesamo.
Ho infornato a 180 gradi per circa 20 minuti (sono pronti quando sono ben dorati e gonfi).



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2 commenti

  1. Segno la ricetta. Mio marito ama i rustici!

    p.s.: passa a trovarmi se ti va!

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  2. Uh come ti capisco...ultimamente sto facendo anche io i tuoi stessi scongiuri, ho un mucchio di impegni e...no, che non m'ammalo, no...
    Se mia figlia dovesse vedere questi tuoi hot dog...beh, mi costringerebbe a correre in cucina senza passare dal via, ahahah....sono strepitosi!!
    In bocca al lupo, guarisci presto, mi raccomando...

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