FOCACCIA DI FARINA DI KAMUT CON FRAGOLE... NEL CESTINO DI CAPPUCCETTO ROSSO...

By venerdì, maggio 01, 2015 , , , ,


Quando ero piccola adoravo la fiaba di Cappuccetto Rosso.
Mi piaceva immaginare il bosco che nella mia mente era fresco, ombroso e per nulla minaccioso.
Adoravo pensare alla casetta della nonna, me la immaginavo in una radura, circondata dai fiori e arredata con mobili di legno chiaro, tanto bianco e una cucina con una credenza piena di tazze e teiere.
L'unico punto dolente era il lupo. Provavo per lui un misto di paura e pena, una sensazione che non mi piaceva per niente e quindi evitavo di pensare al lupo, scegliendo di soffermarmi sui dettagli, immaginando ogni cosa fin nei più piccoli particolari.
Ma la cosa che mi piaceva di più, sulla quale amavo soffermarmi, era il cestino pieno di prelibatezze che Cappuccetto Rosso portava alla nonna.
Nella fiaba se ne parla pochissimo, solo un accenno ma per me era la cosa più affascinante.
Nel cestino doveva esserci assolutamente una tovaglia ripiegata, a piccoli quadretti bianchi e azzurri.
E una bottiglietta di vetro, con una bella etichetta, piena di limonata fatta in casa.
Di sicuro c'era un vecchio termos, come quello di mia nonna, pieno di caffè caldo.
E poi dei piccoli panini fragranti e burrosi e un piccolo cestino pieno di more.
Ma il pezzo forte era sicuramente la focaccia.
In tantissime versioni della favola si accenna a delle "focaccine dolci" che Cappuccetto Rosso (ma avrà avuto poi un nome tutto suo questa bambina?) portava alla nonna.
Ora, quando io ero piccola, per me le focacce erano solo quelle classiche, salate, che mi occhieggiavano dalla vetrina del panificio facendomi tormentare mia mamma per averne una.
Ma dolci? Facevo davvero fatica a immaginare che la versione dolce potesse essere altrettanto buona.
Ovviamente gli adulti non mi erano di nessun aiuto e non rispondevano alle mie pressanti domande su focacce salate che diventavano dolci.
Posso capirli: ero una bambina piena di fantasia e curiosità che sapeva essere piuttosto insistente quando ci si metteva
Crescendo l'amore per la cucina si è concretizzato e imparando a preparare i lievitati ho sperimentato parecchie versioni di focacce, dolci e salate.
Ma è stato solo qualche giorno fa che ho trovato la mia perfetta focaccia dolce per il cestino di Cappuccetto Rosso.
Tutto è cominciato da una trasmissione di cucina che mia figlia guarda spesso.
La conduttrice ha preparato una focaccia dolce alle fragole che ha acceso la mia fantasia.
Devo ammettere che nella sua versione non mi piaceva molto, aveva un aspetto un po' "piatto" e mi sembrava un po' troppo cotta.
Così, come faccio quasi sempre, ho preso l'idea stravolgendo completamente la ricetta.
Il risultato a noi è piaciuto tantissimo: morbida, perfettamente lievita e quindi leggerissima.
E' la merenda perfetta per i pomeriggi di primavera.
Adesso il mio cestino di Cappuccetto Rosso è completo.
Io mi incammino nel bosco...




INGREDIENTI
250 millilitri di latte appena tiepido 
50 grammi di lievito madre attivo  Ruggeri
100 grammi di burro
1 uovo 
50 grammi di zucchero (più un paio di cucchiai per spolverizzare la superficie)
2 cucchiaini rasi di sale
marmellata di fragole
una tazza di fragole

Impastare la farina con il latte, il lievito, il burro fuso e lasciato raffreddare, l'uovo, lo zucchero e il sale.
Lavorarlo bene, deve diventare liscio ed elastico (se impastate a mano lavoratelo per almeno dieci minuti).
Lasciare lievitare per tre-quattro ore a temperatura ambiente.
Dividere l'impasto in due, stendere una parte su una teglia rotonda ricoperta di carta forno, spalmarla di abbondante marmellata e poi coprire con l'altro impasto, sigillando i bordi.
Con le dita fare le "fossette" come per una focaccia salata.
Distribuire sulla superficie le fragole tagliate a metà, cospargere con lo zucchero e lasciar lievitare ancora un'oretta.
Accendere il forno a 180 gradi.
Cuocere per circa 25 minuti.


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2 commenti

  1. stupenda....Anna!!!!! nn manchero' di provare a farla!!!!

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  2. Non ci avevo mai pensato che non ha un nome questa povera bambina.....
    Il dolce induce a essere provato.
    Un buon fine settimana, Sabrina.

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