FARFALLE INTEGRALI CON PESTO DI RUCOLA, POMODORINI E PECORINO... MENTRE L'ACQUA BOLLE

By lunedì, marzo 30, 2015 , ,



Dove abito io, tre volte alla settimana, la comunità Emmaus apre le porte al suo mercatino: oggetti di ogni foggia e genere, dalle posate alle poltrone, bicchieri, vecchi giocattoli e vasi di coccio.
Inutile dirvi che per me è il Paradiso.
I ragazzi della comunità ormai mi conoscono: sono la signora un po' matta che passa ore a frugare nel cesto delle vecchie posate, quella che salta a piè pari gli oggetti ancora nuovi per fiondarsi dove c'è ruggine e legno scrostato.
Sono quella che ha quasi pianto di gioia quando ha scovato in un angolo polveroso tre piatti inglesi bianchi e blu perfettamente integri, quella che ha voluto per forza portarsi via la vecchia cassapanca scrostata considerata così vecchia e brutta da essere usata per contenere il legno da bruciare.
Sono quasi sempre accompagnata da quel signore alto e paziente che da una vita asseconda tutte le mie follie. E non ha avuto vita facile, poverello.
Perchè, se la maggior parte degli uomini per rendere felice la moglie può tranquillamente entrare in una gioielleria o in un negozio di borse, lui ha dovuto accontentare le richieste più strampalate...
- Amore cosa ti piacerebbe per il tuo compleanno?
- Una gallina!!!
(Ma anche, nel tempo: una bicicletta lilla, un gatto machesiabruttodiquellichepoverinononlovuolenessuno, una vecchia porta rotta, un secchio di zinco, un albero di limoni, un coniglio bianco, un bancale, una sedia a dondolo e altri tesori di questo genere...).
Alla comunità Emmaus però hanno recentemente commesso un errore fatale.
Un informatore anonimo si è lasciato sfuggire il luogo dove raccolgono il legno vecchio, quello che tanto nonserveassolutamenteaniente.
E io sono entrata nel tunnel dei piani di legno.
Quelli scrostati e rovinati che sono una meravigliosa base per le foto food per intenderci.
Ed è stato proprio frugando in mezzo a cataste di legno, ragni e qualche topolino spaventato che mi sono imbattuta in lui.
Lui è un piccolo piano formato da tre vecchie assi di legno scrostato.
Quando l'ho faticosamente estratto da sotto un cumulo di vecchiume era così sporco che anche il mio condiscendente marito non ha potuto fare a meno di inorridire.
Ma io ne ero totalmente e inspiegabilmente affascinata.
- Ma cosa ci vuoi fare????
- Lo pulisco bene e poi lo sporco con un po' di vernice...
- Certo, mi sembra logico: prima lo pulisci e poi lo sporchi di nuovo...
Ma lui non sa dirmi di no e così ho portato a casa il mio piccolo tesoro.
Mi chiedo chi e perchè ha inchiodato insieme tre piccole assi di legno che sembrano non poter essere appartenute a nessun oggetto con una qualche logica.
Sa tanto dell'errore di un falegname inesperto, un esperimento decisamente non riuscito.
Chissà.
Fatto sta che il mio piccolo piano di legno sembrava fosse sepolto sotto quella catasta da anni e anni.
Ha visto scorrere le stagioni, è stato bagnato da pioggia e neve, asciugato dal vento di aprile e scorticato dal sole di luglio.
Era lì e semplicemente mi aspettava...


INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di farfalle integrali
300 grammi di pomodorini ciliegini
100 grammi di pecorino toscano tagliato a scaglie
olio extravergine
sale
Per il pesto di rucola:
2 mazzetti di rucola lavata e asciugata
due cucchiai di parmigiano grattugiato
un cucchiaio di pecorino romano grattugiato
un piccolo spicchio d'aglio
olio extravergine quanto basta
sale

Mettiamo su l'acqua per la pasta.
Nel bicchiere del frullatore raccogliamo tutti gli ingredienti per il pesto di rucola tranne l'olio.
Frulliamo bene aggiungendo l'olio a filo fino ad ottenere una crema.
In una padella capiente versiamo poco olio, lo facciamo scaldare e poi facciamo rosolare i pomodorini tagliati a metà finchè prendono un po' di colore.
Scoliamo le farfalle bene al dente, le versiamo nella padella dei pomodorini e spadelliamo pochi minuti aggiungendo il pesto di rucola.
Spegniamo il fuoco e serviamo cospargendo con le scaglie di pecorino.
Questa pasta in estate è ottima anche fredda.
E' anche un'idea golosa per il picnic di Pasquetta.



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3 commenti

  1. Sembrano buonissime!!!
    Ti abbraccio

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  2. Che dire,si guarda il piatto ,il legno o le farfalle?Tutto bello!
    Un abbraccio

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  3. Buongiorno Anna, mi chiamo Lorena e per caso mi sono imbattuta nel tuo blog cercando non so più cosa in immagini di Google.
    Leggendo qua e la in Ultimissime, non ho potuto fare a meno di notare (e sorriderne) parecchie cose in comune con te. A partire dai gattichenessunovuole (io ho sempre preso degli "sfigatti" che hanno saputo abbondantemente sdebitarsi per averli amati tanto), alla passione oltre che per la cucina, per la mise en place e per le assi di legno...
    Ne ho una che utilizzo per le foto ma, tempo fa, ho detto a mio marito che ne volevo una anche chiara e molto più rustica. L'ho cercata ovunque senza trovare quella giusta. Poco prima di Pasqua scendo i box e cosa vedo... due assi di diverse misure, esattamente come le volevo io. Ho pensato: "ma guarda che amore di maritino che me le ha trovate"...
    Quando è arrivato a casa dal lavoro e gli ho fatto le feste ringraziandolo, mi ha detto: "ma a dire il vero sono per camminarci sopra quando semino il giardino per non schiacciare la terra".
    Ovviamente dovrà arrangiarsi diversamente perché le assi ora sono diventate mie...
    Anch'io sono una milanese fuggita ma, purtroppo, in un posto dove invece vorrei essere in un altro. Nella mia amata Toscana.
    Detto questo, mi unisco molto volentieri ai tuoi lettori per non "perderti di vista" e prossimamente verrò a cercare altri punti in comune... Un caro saluto, Lorena

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