PANE DOLCE ALLA CONFETTURA DI FRAGOLE, E... UN RACCONTO, PER NON DIMENTICARE...

By martedì, novembre 08, 2011 , , ,





La sveglia sul comodino segna le quattro del mattino.
Impossibile continuare a dormire.
Con un brivido scosta le coperte e infila le pantofole. Ha freddo e non solo nel corpo. Pensandoci bene sono tre giorni che sente freddo, soprattutto nell'anima.
Tre giorni in cui la sua vita è uscita dai binari della quotidianeità per deragliare verso un caos che le toglie il respiro.
Chiude piano la porta della camera dei bambini, non vuole che si sveglino. Non ce la farebbe ad affrontare i loro sguardi interrogativi, la loro paura che è anche la sua.
In cucina accende solo una candela e mette a scaldare l'acqua per una camomilla. Sa che non riuscirà a scaldare il gelo che ha nel cuore ma spera che possa almeno far cessare i brividi che le scuotono il corpo.
Stringe la tazza bollente fra le mani gelide e siede al tavolo della cucina.
Quel tavolo che è testimone di tante vite e di tante storie.
Accarezza il legno ruvido dove sua nonna impastava il pane per tutta la famiglia.
Il legno che racconta di sua madre, sposa giovanissima e impacciata, che preparava torte pessime che suo padre mangiava dichiarando stoicamente che erano ottime.
Pensa che a quel tavolo lei e Giacomo hanno mangiato il loro primo piatto di spaghetti da sposati, con una mano sola perchè non potevano smettere di accarezzarsi, felici come bambini.
Seduta a quel tavolo ha allattato i suoi figli, ha dato loro le prime pappe.
Quel tavolo ha assistito a pranzi gioiosi, pieni di risate e a cene sempre più silenziose, dove l'aria diventava pesante e le parole non dette erano pesanti come piombo.
Ha visto gli sguardi sfuggenti, ha assistito alle liti spesso sussurrate con rabbia perchè di là i bambini dormivano.
A quel tavolo si è seduta quella mattina di un mese prima, bevendo il suo caffè mentre il terrore si impadroniva di lei. Pochi minuti prima, insaponandosi sotto la doccia aveva sentito quella specie di sassolino sotto il suo seno. Quasi nulla, ma c'era.
Seduta a quel tavolo, con le mani tremanti aveva telefonato alla sua dottoressa e aveva prenotato la mammografia.
Non sarà niente, non sarà niente. Lo aveva ripetuto dentro di sè per giorni, come un mantra.
Quegli stessi giorni in cui Giacomo, l'amore della sua vita, il suo compagno, diventava sempre più sfuggente.
Lo vedeva giocherellare col telefonino da cui non si staccava un solo momento. Usciva di sera con le scuse più patetiche: il cliente esigente, l'amico con un problema.
Una sera, mentre lui era sotto la doccia, aveva preso in mano il piccolo oggetto nero, sapendo che quello che stava per fare l'avrebbe portata ad un punto da cui non si può più tornare indietro. Con le mani tremanti aveva aperto i messaggi: tutti dallo stesso mittente, Stefy. Messaggi appassionati, messaggi di un'amante che reclamava e pretendeva l'amore che solo lei avrebbe avuto il diritto di reclamare e pretendere. E poi le risposte di lui: tutta la passione disperata che avrebbe dovuto riservare a lei.
Lui l'aveva trovata così, in piedi immobile col telefonino in mano e le lacrime che le scorrevano sul viso.
Le aveva tolto il telefonino di mano con la stessa cortesia estranea che avrebbe usato con una sconosciuta.
Si erano seduti al tavolo della cucina e avevano parlato per tutta la notte.
All'alba lui aveva preparato una valigia, per i primi giorni, aveva detto, ed era uscito dalla sua casa e dalla sua vita.
Era andato da quella che non si era fatto scrupolo a definire "l'amore della sua vita". Aveva lasciato lei e i loro due bambini senza un solo cedimento, come se fossero solo un fastidio da eliminare per raggiungere la sua felicità.
Quel pomeriggio stesso era arrivato il risultato dei suoi esami: cancro al secondo stadio.
In lacrime, afferrando il bordo del tavolo coi polpastrelli che diventavano bianchi per lo sforzo, aveva chiamato l'oncologa che le era stata consigliata e aveva prenotato la visita per il giorno dopo.
Seduta a quel tavolo aveva comunicato ai suoi genitori attoniti che suo marito l'aveva lasciata per un'altra donna e che, fra le altre cose, le era appena stato diagnosticato un cancro.
La camomilla ormai è diventata fredda. Con stupore si accorge che fuori il cielo si è tinto di un rosa vivido che quasi la ferisce, tanto è bello.
Ha deciso che, dopotutto, andrà avanti. Lotterà per la sua vita.
Ha deciso che il cancro troverà un'avversaria temibile. Non si farà battere facilmente. I suoi bambini non resteranno soli.
"Venderò cara la pelle". Lo dice ad alta voce sorridendo. E' una donna forte lei.
Prende il telefono perchè è arrivato il momento di chiedere rinforzi, perchè la guerra non si può vincere da soli, pensa mentre digita il numero della sua amica Anna, la prima di una lista di donne che ha intenzione di chiamare a combattere al suo fianco.

Questo post è dedicato ad una persona che ha combattuto con tutte le sue forze ma, nonostante questo non ce l'ha fatta.
Fino a pochi anni fa la diagnosi di tumore al seno era spesso infausta.
Negli ultimi anni, grazie alla prevenzione e alle diagnosi precoci sono stati fatti passi da gigante.
Ottobre è stato il mese della prevenzione del tumore al seno ma devono esserlo anche i mesi successivi.
Per non dimenticare chi non ce l'ha fatta e per fare in modo che in futuro questo non capiti più.
http://www.legatumori.it/ per saperne di più.



Quando i miei post sono legati all'emozione la ricetta per me può essere solo pane. Il pane che è simbolo di amore, convivialità, vita.
In questo caso è un pane dolce, morbido e profumato.
Avevo già proposto questa richiesta tra i primi post del blog ma senza foto.

INGREDIENTI
600 grammi di farina manitoba
un cubetto di lievito di birra
60 grammi di burro morbido
un cucchiaino raso di sale
40 grammi di zucchero
300 grammi di confettura a piacere (io fragole)
aroma di vaniglia
zucchero a velo per decorare

Versare il lievito in una tazza insieme a mezzo bicchiere di acqua tiepida e a un cucchiaino di zucchero.
Mescolare e lasciare riposare qualche minuto.
Setacciare la farina in una grossa ciotola con il sale e incorporarvi il burro con le dita in modo che venga ben assorbito.
Fare una fontana e versare al centro il composto di lievito insieme a 200 ml di acqua tiepida.
Lavorare bene l'impasto prima nella ciotola e poi sul piano di lavoro infarinato per almeno 10 minuti.
Porre la "palla" ottenuta a lievitare in una ciotola capiente coperta con un telo inumidito, lontano da correnti d'aria (io l'ho messa nel forno spento).
Dopo un'ora e mezza riprendere l'impasto e lavorarlo ancora per qualche minuto.
Stenderlo in un rettangolo di 20 cm per 40 cm e mezzo centimetro di spessore.
Spalmare con la confettura lasciando liberi i bordi.
Arrotolare formando un rotolo saldando le estremità e porlo a lievitare in una teglia formando una spirale.


Lasciare lievitare per un'ora.



Infornare a 180 gradi per 25 minuti.



Servire tiepido cospargendo di zucchero a velo.


Con questa ricetta voglio partecipare al contest di Sabrina .... Sabrina & Luca: Una ricettola per la pupattola - sezione autunno dedicato alla loro piccola Alice Ginevra, perchè lei è una piccola donna che vivrà  in un futuro migliore dove molte malattie saranno solo un brutto ricordo.
Questa è la mia speranza e l'augurio per Alice Ginevra e tutte le piccole e grandi donne che, sono certa, porteranno grandi cambiamenti in questo nostro martoriato mondo.

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31 commenti

  1. Anna, che bel post...racconto bellissimo e emozionante.
    E poi, che leccornia hai preparato!

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  2. Mi hai fatto commuovere con questo racconto che purtroppo è la realtà di tante persone che sono costrette a combattere ogni giorno contro questa "bestia".
    Mi dispiace tanto per la tua amica...
    Se a me capitasse una cosa del genere, non so se avrei la forza per combattere...
    Comunque...ottima anche la tua ricetta. Deve essere squisita! La proverò!
    Un bacio!

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  3. Bellissimo post. Mia madre ha avuto il cancro al seno , ma l'ha affrontato e l'ha sconfitto.
    E comunque , tu mi fai sempre venire una fame...
    Un abbraccio!!

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  4. Commentare questo post è molto difficile. Sei stata molto coraggiosa e lodevole.

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  5. Davvero senza parole!! ... ma voglio comunque lasciare un commento a questo tuo post. Grazie per averlo condiviso con noi.
    Ciao
    Maeva

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  6. Cara Anna,ho avuto un tonfo a cuore!Sai prendere il cuore come racconti così come con le ricette sai prendere la gola!Sono d'accordo con la prevenzione,bisogna agire prima di sentire la noccioline e questo è possibile solo con il controllo semestrale o annuale.Io personalmente è dal mese di luglio che sto combattendo e devo essere pure contenta,proprio perchè il mio nodulo stava appena nascendo,ho evitato tante cose,anche le chemio,solo radioterapia e controlli per prevenzione.La mia vita si è cambiata,ma pensate se non mi sarei controllata!Anna,scusa il dilungamento ma ci tengo a spronare le donne,quante cose noi facciamo!La nostra vita è importante per noi e le nostre famiglie!Un bacio,per avere scelto questo bel racconto per sostenere questa ricerca!Rosetta

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  7. E' difficile dire qualsiasi cosa, se non un grazie. Grazie per questo racconto. Grazie per questo modo di ricordare e di "fare informazione", in barba alle catene con colori, numeri e posizioni della borsa!!
    Per il pane slurp!

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  8. i guai nei guai che si rincorrono anche sea volte magari c'è un lieto fine e avolte no..io parlo da figlia che accompagna quotidianamente la sua mamma nella lotta contro un tumore al seno che ora pero' non è solo lì...si la mia mamma che grazie alla su forza nonostante come si era presentato 6 anni fa..cerca di tenerlo a bada...lei con cui mi ero imbestialità perchè me lo aveva nascosto...ma oggi ci basta lo sguardo per scambiarci la forza di andare sempre avanti...poi c'è il suo primo nipotino che la tiene sempre allegra....lei che mi ha "passato" il piano in legno per fare la pasta fesca e che difficilmente buttero via....avanti tutta mamme donne e figlie....se ci alleiamo in qualsiasi battaglia facciamo paura a qualsiasi guerriero esperto....bellissima ricetta e storia grazie dell'emozione Raffy C.

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  9. Molto toccante questo racconto... Lascia proprio senza parole!
    La ricetta invece ci piace molto!
    a presto cara:*

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  10. Carrissima gazie per il tuo racconto così commovente e genuino.Io lavoro allla LILT della Valle d'Aosta e quotidianamente conosco persone alle prese con la disperazione della malattia ma conosco anche grandi persone che lottano con tutte le loro forze e che diventano fonte di energia e motivazione per chi lavora accanto ai malati di tumore.
    Grazie
    Egle

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  11. racconto molto emozionante e ricetta deliziosa! grazie :) baci!

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  12. Wow Anna, non ho parole, grazie per il racconto toccante e sconvolgente, e per la ricetta che proverò di sicuro.
    Un bacio

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  13. Non mi sento di dire niente, ho solo tristezza nel cuore.
    Un abbraccio
    Francy

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  14. Un racconto denso di emozioni e anche di tristezza... ho un magone allo stomaco perchè la mia mente non sopporta l'eventualità di queste situazioni, le rifiuta! ma purtroppo accadono...che la vita ci riservi serenità! un bacio

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  15. Sono senza parole, è una malattia che ancora fà tanta paura... ma la prevenzione è alla base di tutto...
    bella questa ricetta ci proverò....

    ciao

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  16. Grazie per questo racconto, mi ha commossa perché so di che stai parlando, avevo 24 anni quando lo diagnosticarono a mia madre, e un paio di anni dopo a mia zia paterna, entrambe ne sono fuori, grazie alla diagnosi precoce. Io e mia sorella siamo a forte rischio ed è per questo che ogni anno facciamo tutti i controlli. Oggi il cancro al seno si può sconfiggere, soprattutto facendo ogni anno i dovuti controlli. Ragazze se non l'avete ancora fatto, prenotate un'eco al seno se avete meno di 35 anni, una mammografia se li avete compiuti. E' importantissimo.

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  17. Ciao!!!
    Davvero emozionante il tuo post, brava!!!
    Passa a trovarmi

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  18. @Vorrei ringraziare tutte voi che siete passate di qui e per le belle parole che avete lasciato. Come qualcuna di voi ha giustamente scritto la nostra forza è la solidarietà. Dobbiamo esserlo anche nella prevenzione e diffondere il più possibile: più la diagnosi è precoce più la guarigione è facile! Insieme possiamo farcela!

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  19. Davvero commuovente! La vita è ingiusta alle volte.
    Un bacio
    Nena

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  20. Sono attonita, e chi non lo sarebbe? Sei riuscita a creare, senza pietismo, un'atmosfera in cui e' impossibile non identificarsi!
    Un abbraccio...
    Silvia

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  21. Ho le lacrime agli occhi: un caro pensiero alla tua amica che non ce l'ha fatta.
    Caldo, delizioso e avvolgente il tuo pane dolce. A presto

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  22. Cara Anna, questo tuo racconto mi porta alla mente tante storie di donne che conosco. Una sta proprio combattendo nuovamente ma sembra che le speranze siano ridotte al lumicino e ha due figli ancora da crescere. Io faccio i controlli ogni anno e ti posso garantire che prevenzione o no, i tumori al seno e in altre parti del corpo sono in forte aumento. Ne ho parlato circa 2 mesi fa con un oncologo, quello che ha visto mio padre, scomparso 1 mese e mezzo fa. L'unico augurio che faccio a tutti, uomini e donne è che davvero la ricerca sia costante, portando a grossi risultati. Per quanto riguarda gli uomini, o almeno una categoria di uomini.....meglio stendere un velo pietoso. Ne conosco tante di storie così e anche di madri che hanno perduto un figlio e il marito si è trovato un altra, adducendo alla scusa che la moglie era troppo presa dal dolore. Io penso che non ragionino ne con il cuore ne con la mente, ma con quell'aggeggio che hanno...mi ha capita dove e perdonami se ti appaio volgare. Ma ti rendi conto? Sai a cosa ho pensato guardando al tuo pane farcito? Ad un abbraccio, ad un caldo, avvolgente e rassicurante abbraccio verso tutte le persone che soffrono senza ricevere una carezza. Un bacio Paola

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  23. Anna, ci hai toccato il cuore e in momenti così anche le parole sembrano superflue. E' vero, la ricerca ha fatto passi in avanti notevoli, ma la voglia di lottare e la forza interiore sono ciò che fa la differenza. Speriamo e crediamo in un futuro migliore per noi e per i nostri figli.
    Questa ricetta del pane ci fa molto piacere, come ha scritto Paola, anche a noi fa pensare ad un caldo e dolce abbraccio, come quello che riserviamo a te.
    Buona giornata
    Sabrina&Luca&Alice Ginevra

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  24. che racconto l 'ho letto con un'emozione che non posso descriverti .

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  25. cara Anna, arrivo nel tuo blog grazie al tuo commento e non son riuscita a staccare gli occhi dallo schermo finchè non ho finito di leggere il tuo post, apparte la ricetta che è molto bella :) il messaggio che vuoi lanciare merita attenzione ed il modo in cui l'hai fatto sicuramente segna, sei stata bravissima con le parole :)

    Eri

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  26. Ciao Anna! Che meraviglia questo pan dolce alle fragole! Golosissimo!!!!! Complimenti...anche per il tuo splendido post! Un bacione e buon giovedì!

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  27. Cara Anna, ti abbiamo sempre detto che scrivi divinamente e che i tuoi post ci fanno ridere, emozionare, ci regalano attimi di spensieratezza... ma stavolta ci hai davvero colpite, emozionate, commosse, toccate. Ho i brividi, per tutto quello che hai scritto... GRAZIE.

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  28. Leggo e mi vengono le lacrime agli occhi.
    Brava, davvero.

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  29. Mio Dio Anna, ero passata di qui per sbirciare qualche ricettina e quando ho visto il pandolce accompagnato da un racconto, beh ... credevo fosse una storiella così. Invece man mano che andavo avanti nella lettura, mi compenetravo sempre più nella storia e dimenticavo la ricetta, e scoprire che Anna sei tu, l'amica in cima alla lista, mi ha commosso fino alle lacrime. Patrizia

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