POLPETTE DI MELANZANE... E LA CHIAMANO ESTATE...

By mercoledì, luglio 08, 2015 , , ,




Che io non amo l'estate è risaputo.
Che l'estate non ama me è una scoperta che ho fatto recentemente.
Non vorrei credere a cose come "sfortuna" "iella" ecc. ma i fatti mi costringono a farlo.
Basta guardare le ultime due estati e quella che stiamo vivendo ora.
Estate 2013 (detta anche "La 'Starda)
Si rompono nell'ordine: forno, impastatrice e cassetta del water. Alla figlia numero uno scoppia una gomma dell'auto. Una laringite bastarda dentro mi costringe a due mesi di antibiotico.
Estate 2014 (conosciuta anche come "Perdete ogni speranza"
Comincia con una serie di rovesci finanziari e lavorativi che nemmeno in "Oliver Twist" si arriva a tanto. Poi una serie di problemi di salute di mio marito che nemmeno il Dottor House sarebbe riuscito a risolvere, diagnosticati alla fine con il comune dominatore di "stress". Nel frattempo ci abbandona la batteria dell'auto. Il Nano, nonchè figlio numero 4, finisce in pronto soccorso dopo aver lasciato buona parte del suo ginocchio nel cortile parrocchiale.
E veniamo ora all'estate 2015...
Parte già con la primavera con alcuni problemi di salute della sottoscritta.
Poi sembra tacere tutto.
Aspettiamo con un filo di ansia ma... nulla... giugno passa senza disgrazie di rilievo.
Quasi quasi ci rilassiamo...
Poi inizia luglio...
E in una calda mattina di sole, mentre la lavatrice fa quello che normalmente fanno le lavatrici, cioè il bucato, un odore acre e pungente colpisce le nostre narici.
E' un odore che potrebbe esserci nel caso qualcuno avesse deciso di preparare una grigliata di copertoni dell'auto... e aleggia proprio nei dintorni dell'ignara lavatrice che continua serenamente a lavare.
Cominciamo le indagini annusando tutto come segugi inglesi. Nulla. Le prese di corrente non puzzano, i tubi non puzzano e non scottano, la lavatrice gira e lava serena. E la puzza aumenta.
Non potendo fermare il lavaggio decidiamo di aspettarne la fine. Nel frattempo, così tanto per farci del male, le figlie ed io cerchiamo su internet notizie sull'argomento. Ci si apre un mondo. Racconti apocalittici di esplosioni e corto circuiti. Danni collaterali a iosa. Già solo la parola "esplosioni" ci manda nel panico e decidiamo di isolare la sventurata puzzona chiudendoci dall'altra parte della casa in attesa della fine del lavaggio. O dell'esplosione. O di entrambi.
Alla fine il lavaggio finisce. Il bucato è perfetto. Niente e nessuno è esploso.
Lo prendo come un buon segno e chiamo il tecnico con il tono leggero di chi si rivolge al medico per un piccolo raffreddore, così solo per scrupolo che tanto si sa che non è niente.
Il tecnico non sembra condividere il mio ottimismo, mi consiglia di non usare la lavatrice fino al suo arrivo, cioè alle quindici del giorno dopo. Non mi preoccupo e perchè dovrei? In fondo la lavatrice lava e fa tutti i suoi doveri, l'unico sintomo è che puzza... ecchesaràmai????
Tralasciando il fatto che il tecnico non arriva alle quindici, poi nemmeno alle sedici, alle diciassette e alle diciotto ma si presenta con nonchalance alle diciannove e trenta (ma che ve lo dico a fare? sono sicura che conoscete tutti la proverbiale puntualità dei tecnici delle lavatrici), il signore in questione inizia a smontare la paziente, annusando con aria disgustata e sentenziando "è vero, puzza proprio!".
Ma dai? Seguo con ansia i suoi movimenti, adesso non sono più tanto tranquilla. Anche il piccolo Giotto si è accomodato a guardare, fissando il tecnico come fosse un oracolo nella sua consueta posizione che io chiamo "a zampe conserte". Il tecnico mi ignora mentre intavola una animata conversazione con Giotto che lo ascolta rapito.
Alla fine mi degna della sua attenzione e mi guarda con aria contrita...
- E' grave...
- Quanto grave? Si può salvare?
(Mi rendo conto che sembra un dialogo di Grey's anatomy...)
- Non credo... il motore è andato...
E' andato? Come è andato? Dov'è andato? Com'è possibile? Lavava, centrifugava... era serena... pensava di avere una vita davanti.
Enniente. Così è la vita. La nostra lavatrice, compagna di mille bucati... se n'è andata.
Il giorno dopo cerchiamo di metabolizzare e facciamo un giro per negozi incassando con coraggio le notizie sui prezzi attuali delle lavatrici.
Ce ne facciamo una ragione.
Cerchiamo di rimanere calmi e sereni. Zen...
Finchè lunedì sera mio marito è arrivato a casa.
E mentre stava mettendo la macchina in box il cambio è collassato.
Si è incastrato in prima.
Le altre marce... come se non esistessero.
Pare che il cambio sia andato.
Non si sa dove... forse dov'è andata la lavatrice...
Benvenuta estate...
Te possino....

********


INGREDIENTI
 2 melanzane grosse
2 uova 
3-4 cucchiai di pangrattato 
50 grammi di parmigiano grattugiato
50 grammi di pecorino grattugiano
qualche fogliolina di menta tritata (oppure prezzemolo o basilico)
quattro o cinque cucchiai di farina 
olio per friggere
sale
pepe
un pizzico di aglio in polvere

Ho lavato le melanzane e le ho tagliate a cubetti piccoli.
Ho portato a bollore una pentola di acqua salata e ho sbollentato le melanzane per circa 7 minuti.
Le ho scolate e le ho lasciate intiepidire in uno scolapasta per far perdere l'acqua.
Le ho strizzate bene e le ho messe in una terrina con il pane grattugiato, i formaggi, le uova, l'aglio, la menta, sale e pepe.
Ho formato delle polpette, le ho passate nella farina e le ho fritte in olio ben caldo.



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3 commenti

  1. Mamma che sventure! mi spiace ma devo ammettere che un po di iella c'è!
    Le tue polpette però sono fantastiche e sicuramente faranno passare lo sconforto per questi momenti!

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  2. Annina cara, in questi casi lo capisco bene: lo zen, questo sconosciuto! ^_^
    meno male che almeno riesci a rendere tutto divertente... ;)
    ti abbraccio tesoro!

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  3. Diciamo che un po' hai ragione a temere...non amare l'estate...ma qualcosa di bello sarà anche accaduto?Io spero!
    Un abbraccio

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