FOCACCIA ALLE PATATE CON POMODORO E ORIGANO...


Vi capita mai di non avere niente da dire?
A me raramente ma questo è uno di quei momenti.
Io, chiacchierona di natura, capace di stordire con le parole anche il più paziente degli ascoltatori... mi sto chiudendo in un silenzio riflessivo.
Osservo, medito e taccio.
Sarà perchè ultimamente le avversità si sono date tutte appuntamento a casa mia, sarà che sento anche troppe parole vuote (perdonatemi non è per giudicare ma ho sentito/letto cose che voi umani...), sarà che mi manca l'altra parte di me, quella a cui facevo dire quello che io, in fondo, non avevo il coraggio di dire...
Insomma, preferisco tacere.
Preferisco osservare, leggere, guardare il mio giardino che sta nascendo...
E cucinare.
Sto cucinando tantissimo ma la maggior parte delle volte mi dimentico di fotografare (che vorrà dire?) oppure me ne ricordo all'ultimo momento e allora scatto qualche foto senza pensarci troppo, come per questa focaccia, tolta velocemente dal tavolo per scattare un paio di foto sotto un sole così luminoso da accecare...
Non disperate (ma sarà poi vero che state disperando?) il tempo delle parole ritornerà...
Intanto facciamo quel gioco che fanno i bambini: stendiamoci su un prato e osserviamo il cielo, la luce, le nuvole...
E non abbiamo bisogno di parole...




INGREDIENTI
250 grammi di farina 00
250 grammi di farina manitoba
una grossa patata lessata e schiacciata
mezzo cubetto di lievito di birra fresco
un cucchiaino di miele
due cucchiaini rasi di sale (più quello per la superficie della focaccia)
olio extravergine
acqua a temperatura ambiente q.b.
polpa di pomodoro a cubetti
origano fresco

Sciogliere in una tazza d'acqua il lievito e il miele. 
Coprire e lasciare riposare per una ventina di minuti.
In una ciotola mescolare le due farine con il sale.
Fare una fontana al centro e versarvi la patata, il composto di lievito e due cucchiai d'olio.
Iniziare a lavorare il composto unendo poca acqua alla volta.
Lavorare bene per una decina di minuti.
Ungere una ciotola molto capiente e mettervi a riposare il composto per un paio d'ore, coprendo con la pellicola e tenendo lontano da correnti d'aria.
Dopo circa due ore il volume dell'impasto dovrebbe essere raddoppiato.
Stenderlo su una teglia da forno leggermente unta e lasciarlo lievitare ancora per mezz'ora.
Condire con la polpa di pomodoro, un filo d'olio, sale e origano.
Cuocere nel forno preriscaldato a 200 gradi per circa 20 minuti.


COSA METTO NEL CESTINO? BOCCONCINI DI PIZZA... SU DONNE MAGAZINE!!!

Buongiorno e buon venerdì!
Come state?
Io un po' stordita da una settimana caotica ma che si è rivelata piuttosto produttiva.

Pronti per aggiungere qualcosa al nostro cestino da picnic?
Allora vi aspetto su Donne Magazine con la ricetta di questi "bocconcini di pizza". 
Sentite già il profumo?

PIZZA PICCANTE CON OLIVE TAGGIASCHE E ACCIUGHE... PERLE DI SAGGEZZA


- Non mi sento bene... non posso andare a scuola... sono indisponente (strane malattie)
- Forse ho un dente tarlato (strane malattie 2)
- I tempi dell'indicativo sono... presente... imperfetto... passato prossimo...futuro anteriore... futuro   posteriore... (il futuro di chi è molto fortunato)
- Meglio un gallo oggi che una gallina domani... (maschilista?)
- Meglio un uovo oggi che una frittata domani (sto proverbio proprio non entra...)
- Sei così brutta che mentre ti guardo sono cieco (durante un litigio con la sorella)
- Voglio diventare vegetariano... però le verdure mi fanno schifo... posso diventare dolcivoro? (???)
- Oggi a scuola mi sono fidanzato però la mia fidanzata ancora non lo sa (maschilista 2)
- Alla domanda "dove lavora la tua mamma?"... la mia mamma lavora in camera da letto (no comment)

Il mio Nano... quasi nove anni... di perle di saggezza...



INGREDIENTI
500 grammi di pasta per pizza (trovate la ricetta per un impasto davvero speciale QUI)
500 grammi di passata di pomodoro
un vasetto di polpa di pomodoro a cubetti
due manciate abbondanti di olive taggiasche denocciolate 
quattro filetti di acciughe sott'olio
origano
aglio in granuli (Tec-al)
peperoncino (Tec-al)
olio extravergine


Mettere in una casseruola un bel giro d'olio e un filetto d'acciuga.
Far sciogliere a fuoco lento l'acciuga nell'olio e unire la passata di pomodoro, la polpa di pomodoro a cubetti, una manciata di origano, mezzo cucchiaino di aglio in granuli e un bel pizzico di peperoncino. Io non ho aggiunto sale, le acciughe sono già molto salate.
Lasciar cuocere semicoperto per dieci minuti. Spegnere e lasciare intiepidire.
Stendere la pasta per pizza sulla teglia da forno leggermente unta e lasciarla riposare cinque minuti.
Coprirla bene con il sugo e distribuirvi le olive taggiasche e i filetti di acciuga rimasti tagliati a pezzetti.
Irrorare con olio e abbondante origano. Infornare a 200 gradi per 15-20 minuti.
E' più buona tiepida.

PIZZA MANGIA PREGA AMA

- Ma com'è questo libro?
- Guarda... una noia, pizzosissimo... credevo fosse una bella storia d'amore e invece parla di argomenti proprio insulsi...
- Insulsi? Tipo?
- Mah, cose noiose... cucina... ricerca di Dio... India... viaggi... guarda, non ce l'ho proprio fatta ad arrivare alla fine...


Se non fosse bastata la lista degli argomenti "noiosi" a convincermi a leggere "Mangia, prega, ama" lo avrebbe sicuramente fatto il parere così contrario di una persona con cui non condivido assolutamente nulla, a parte il fatto che siamo entrambe donne.
Se lei dice che fa schifo a me piace sicuramente.
Così la scorsa estate, in tre giorni, l'ho letteralmente divorato e me ne sono perdutamente innamorata.
A onor di vero è uno di quei libri che o si ama o si odia. Non ci sono mezzi termini.
Io mi sono subito ritrovata nella protagonista.
Certo lei è americana e io sono italiana.
Lei è una stangona e io sono... diciamo "diversamente alta".
Lei ha una lunga chioma di capelli biondi, io sono scapigliata come una gallinella.
Lei non ha figli e non ne vuole. Io ne ho quattro e forse ne avrei voluti ancora.
Lei non riesce a trovare l'uomo giusto, io sto con lo stesso uomo da più di vent'anni.
Per il resto... gemelle.
La storia è abbastanza atipica.
La protagonista è una donna di successo, ha un marito fantastico, una bella casa e una vita apparentemente perfetta.
Solo che è disperatamente infelice perchè quella vita perfetta lei non la vuole.
Allora lascia il marito, trova un nuovo compagno ma ancora non è felice.
Intraprende quindi un lungo viaggio. Durerà un anno e la porterà a scoprire sè stessa attraverso le grandi gioie della vita.
La prima tappa è in Italia dove impara le gioia del cibo, del mangiar bene.
Conosce l'estasi di un piatto di pasta all'amatriciana, della pizza perfetta e del gelato.
E' in Italia che comincia il suo processo di guarigione e capisce che per essere felice deve amarsi e avere cura di sè.
Questa è la parte che mi è piaciuta di più, ma che ve lo dico a fare?
La seconda tappa è in India, dove conosce la spiritualità vera, il contatto con Dio e la forza profonda della preghiera.
La terza è a Bali, dove si reca per diventare allieva di uno stranissimo e adorabile santone e dove, inaspettatamente, impara ad amare.
Ed io, che non sono mai stata in India e neppure a Bali, che non conosco nè venero nessun guru e che non sono neanche particolarmente spirituale, ho amato ogni pagina e meditato su ogni pensiero della protagonista.
Ma, siccome donna terrena sono e inoltre pure food blogger sono, sono stata rapita dalla parte della vicenda che si svolge tra Roma e Napoli.
Ho immaginato il gusto freddissimo e dolce del gelato (e ho dovuto assolutamente mangiare un gelato).
Ho percepito il gusto sapido della pasta all'amatriciana (e ho dovuto mangiarne un piattone).
Ho virtualmente affondato i denti in una fetta di quella pizza che viene descritta come perfetta, sublime e... da quel momento non ho avuto più pace.
Perchè io quella pizza volevo addentarla davvero, ma come ricrearla?
L'autrice descrive un impasto morbido ma croccante, di una copertura di mozzarella che cola via talmente è ricca e abbondante.
Così ho sfornato pizze su pizze ma nessuna si avvicinava a quella meraviglia.
Intendiamoci, non si è lamentato nessuno ed ogni esperimento è stato divorato dalla banda di idrovore da cui sono circondata.
Ma io volevo "quella" pizza...
Ho provato ad aggiungere semola all'impasto, a mettere più acqua, meno acqua, più pomodoro, mozzarella di bufala... ma... niente.
Finchè, per puro caso, in un pomeriggio durante le vacanze natalizie, ho preparato la pizza perfetta.
Impasto morbidissimo eppure croccante, copertura saporita e sfiziosa.
L'ho assaggiata e fotografata.
Le idrovore hanno divorato alla velocità della luce ma... ora un dubbio mi attanaglia: riuscirò a rifarla o è stata solo una felice combinazione del caso?


INGREDIENTI
500 grammi di farina Manitoba
una tazza di purè di patate (mi era avanzato dalla sera prima)
mezzo cubetto di lievito di birra
un cucchiaio di malto d'orzo
due cucchiaini di sale
500 grammi di passata di pomodoro
aglio in granuli * (io Tec-Al)
due acciughe sott'olio
pomodorini ciliegini semisecchi sott'olio *(io Agromonte)
una mozzarella fiordilatte
una mozzarella di bufala 
grana grattugiato
olio evo
origano

Ho sciolto il lievito in una tazza con un bicchiere d'acqua appena tiepida, il malto d'orzo e un cucchiaio di farina. L'ho coperto e lasciato riposare per dieci minuti.
In una ciotola molto capiente ho versato la farina mescolata col sale e al centro ho versato il purè di patate, il composto di lievito e due cucchiai d'olio.
Ho cominciato ad impastare aggiungendo a filo acqua tiepida fino ad ottenere un impasto facile da lavorare.
L'ho trasferito sul tavolo infarinato e l'ho lavorato a lungo.
Quando è diventato una palla liscia ed elastica l'ho rimessa nella ciotola ben unta, l'ho coperta con un telo pulito e l'ho lasciata lievitare per due ore.
Nel frattempo ho preparato il sugo. In una casseruola ho versato un bel giro d'olio e, tenendo la fiamma bassa, vi ho fatto sciogliere i filetti di acciughe. Ho aggiunto la passata, mezzo cucchiaino di aglio in granuli (*), una spolverata di origano, sale, ho incoperchiato e lasciato cuocere per quindici minuti.
Ho ripreso l'impasto, l'ho lavorato per un paio di minuti e l'ho steso in una teglia da forno abbondantemente unta.
L'ho lasciato riposare per una mezz'ora e poi ho condito con il sugo di pomodoro, abbondante grana, mozzarella fior di latte, ho cosparso con i pomodorini ciliegini semisecchi (*) e ho infornato a 220 gradi (forno già caldo) per una 15 minuti.
Ho estratto la pizza e l'ho cosparsa di mozzarella di bufala, origano e un filo d'olio.
L'ho infornata per due-tre minuti (giusto il tempo di far sciogliere la mozzarella di bufala).
E' buonissima molto calda, appena sfornata.


Con questa ricetta partecipo al contest di Serena:

E, ovviamente fuori concorso, al mio contest che scade domani, venerdì 13 gennaio. Dopo la scadenza le mie giudichesse Antonella e Diana ed io ci metteremo al lavoro per scegliere le tre ricette vincitrici e verranno comunicati anche i premi, finora segreti. Non vedo l'ora!!!!

OGGI SONO OSPITE DI ANTONELLA... E PREPARO LA PIZZA!

Oggi ultimo guest post per la "Voce delle mamme"! Antonella riprenderà pieno possesso del suo blog da lunedì. I suoi post continueranno ad essere per noi motivo di confronto, discussione, informazione e quant'altro può saltare in mente a noi mamme. E' bello che abbiamo una "voce" e di questo è giusto ringraziare Antonella che ha creato un blog fantastico, in continua crescita, proprio come noi ed i nostri figli. Ha potuto farlo perchè è una mamma, prima di tutto, ma anche una scrittrice fantastica. Ho appena iniziato il suo libro "La mamma perfetta" e mi piace tantissimo! Lo consiglio a tutte, mamme e non, perchè ci rappresenta in quanto donne e anche ai maschietti, perchè no, può aiutarli a comprendere meglio le loro compagne!
Adesso correte di là, c'è una pizza, anzi tre pizze, che vi aspettano!

Anna

NUOVE COLLABORAZIONI E LA PIZZA POMODORINI E FORMAGGI CHE NON E' MAI UNA PIZZA!!!



In questa settimana sono successe tante cose.
La figlia numero uno ha dato la maturità e ha finito definitivamente il liceo con grande gaudio e tripudio.
La mia ortensia blu si è finalmente decisa a darmi la gioia di un unico, ma stupendo fiore (era ora, è un po' pigra la ragazza...)
Il nano è stato finalmente accompagnato da papà e mamma al cinema e ha potuto godere della visione di Cars 2 che è piaciuto tanto anche ai suddetti genitori.
Sempre il nano è stato colpito da fulminante mal di pancia a causa del micidiale cocktail che ha accompagnato la serata cinematografica: hamburger, patatine, coca-cola prima del film e pop-corn e pepsi-cola durante il film alla temperatura impressionante di 7-8 gradi a causa dell'aria condizionata "leggermente" esagerata. La creatura si è comunque ripresa dopo 12 ore ed ha festeggiato ingollando due cosce di pollo con patate al forno (è il degno figlio sua madre...).
Infine, ultima notizia ma non ultima per importanza, sono arrivati ben quattro (e sottolineo quattro) pacchi da quattro (e risottolineo quattro) aziende con cui il blog collaborerà da oggi.
I pacchi li scopriremo uno alla volta, anche in base alla ricetta che verrà realizzata, ma potrete vedere i nomi delle aziende in fondo alla pagina del blog.
Il primo è arrivato lunedì da INALPI  un'azienda di Cuneo che produce burro e formaggi di eccellente qualità. Vi invito ad andare a curiosare sul loro sito e sulla loro pagina di facebook: ne vale la pena!
Intanto vi mostro il contenuto del pacco che mi hanno gentilmente inviato:

Grattugiato, fettine, formaggini e una caciottina che merita una foto tutta sua:

Quando si pensa a una caciotta si pensa ad un sapore neutro, poco interessante. Ma non è questo il caso. Ci ha conquistati subito, al naturale. Ha una crosta che ricorda il brie e un sapore pieno che si sposa perfettamente con tutto quello che può suggerire la fantasia.
E siccome a casa mia il piatto per eccellenza è la pizza, è nata questa versione estiva della pizza ai quattro formaggi.
INGREDIENTI
500 grammi di farina per pizza (io Molini Rosignoli)
mezzo cubetto di lievito di birra
un cucchiaino di malto d'orzo
acqua tiepida q.b.
sale
olio
origano
passata di pomodoro
pomodorini datterini
mozzarella freschissima
gorgonzola

Stemperare il lievito in una ciotola con il malto d'orzo, due cucchiai di farina e un bicchiere d'acqua appena tiepida.
Coprire e lasciare riposare una mezz'ora.
In una grossa ciotola mescolare la farina con un cucchiaino di sale e formare una fontana al centro. Versarvi il composto di lievito e impastare aggiungendo a poco a poco l'acqua. Formare una "palla" e porre a lievitare per un paio d'ore. (se volete saperne di più sul procedimento guardate qui).
Stendere l'impasto su due teglie da forno. Coprire con uno strato di passata di pomodoro, salare (poco), spolverizzare di formaggio grattugiato, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà, la mozzarella a dadini.
Infornare a 250 gradi (forno già caldo) nella parte bassa del forno per una decina di minuti. Quando la mozzarella comincia a fondersi estrarre la teglia dal forno e aggiungere il gorgonzola a tocchetti, le fettine di formaggio fuso a pezzetti e la caciotta a fettine sottili. Irrorare con un giro d'olio e spolverizzare con origano e un pizzico di pepe.
Rimettere in forno ancora per una decina di minuti, finchè il formaggio non è ben fuso e la pasta croccante.

Quando ero ancora una bambina (tanti e tanti anni fa...eh eh), mia nonna era per me "la maga della cucina". Seguivo affascinata i suoi movimenti mentre impastava, mescolava, tagliuzzava... Sbalordita vedevo nascere sotto il tocco delle sue mani focacce fragranti, sughi profumati e le meravigliose "orecchiette" che erano per me un vero mistero: come faceva la nonna a creare quelle piccole conchiglie così perfette da un cordoncino di pasta? Mia nonna era una donna semplice che aveva avuto una vita difficile. Costretta ancora ragazzina a sposare un uomo molto più anziano di lei aveva avuto il coraggio di lasciare lui e il paese della Puglia da cui proveniva e, insieme al figlio neonato, si era recata a Milano. Aveva trovato una casa e un lavoro ed era andata avanti con la sua vita. Era una donna di poche parole, a volte sembrava un po' dura, ma in cucina sapeva creare magie. Sono convinta che fosse solo attraverso la cucina che riuscisse a esprimere l'amore che provava per i suoi cari. Il cancro se l'è portata via quindici anni fa, prima che potesse confidarmi i suoi segreti e così ho cercato spesso di ricreare alcuni dei suoi piatti...ma non è la stessa cosa. Il ricordo più vivido è legato a quella che lei chiamava la "sua pizza". Era la sua versione della focaccia pugliese e io la adoravo: uno scrigno di pasta fragrante che racchiudeva un profumatissimo ripieno di cipolle e olive nere. Me la portava il sabato pomeriggio, ancora calda nella teglia avvolta in un canovaccio bianco. Il coltello affondava nella pasta e il ripieno fuoriusciva spandendo un profumo da svenimento.
I miei tentativi per imitarla sono stati molteplici. Questa è la versione più somigliante.
Ingredienti:
500 grammi di farina (meglio manitoba)
una grossa patata lessata e schiacciata
un cubetto di lievito di birra
acqua minerale q.b.
pomodorini datterini
un chilo di cipolle rosse di tropea
olive nere denocciolate
origano
olio evo
sale, pepe
un pizzico di zucchero
una foglia di alloro
Mettere in una grossa ciotola la farina,cospargerla con un cucchiaino di sale, disporla a fontana e mettere al centro la patata schiacciata, due cucchiai d'olio e il lievito di birra sciolto a parte con un po' d'acqua e due cucchiaini rasi di zucchero.
Cominciare a impastare aggiungendo acqua a poco a poco fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. trasferire l'impasto sul tavolo infarinato e lavorarlo a lungo fino a ottenere una palla liscia e soffice.
Mettere l'impasto in una ciotola unta e passare un po' d'olio su tutta la superficie.
Coprire con uno strofinaccio pulito bagnato con acqua calda e ben strizzato.
Porre a lievitare nel forno spento per un'ora e trenta.
Nel frattempo sbucciare le cipolle, tagliarle a velo e metterle in una grossa padella con un bel giro d'olio, una foglia d'alloro, un pizzico di sale, un pizzico di zucchero e una macinata di pepe.
Cuocere le cipolle a fuoco bassissimo stando bene attenti che non prendano troppo colore.
Devono cuocere fino a diventare morbidissime.
Spegnere il fuoco, aggiungere due belle manciate di olive nere e lasciarle riposare.
Riprendere l'impasto e lavorarlo ancora per due o tre minuti.
Dividerlo in due parti (una deve essere più grande).
Disporre la parte più grande in una teglia rotonda e rialzare i bordi fino a foderarla.
Versare sull'impasto le cipolle e le olive.
Stendere l'altra parte di impasto e usarla per chiudere la focaccia.
Pizzicare i bordi con le dita per chiuderla bene.
Disporvi sopra i pomodorini tagliati a metà, coprire con un canovaccio e rimettere a lievitare in forno spento per circa quaranta minuti.
Estrarre la teglia, accendere il forno a 200 gradi e cospargere la superficie della focaccia con sale, origano e olio.
Quando il forno è ben caldo infornare per 20-25 minuti.
A questo punto la casa sarà talmente profumata di pane e cipolle che molto probabilmente i vicini suoneranno alla vostra porta reclamando la loro parte.
Dovrete pazientare per una ventina di minuti prima di tagliarla, e questa è sicuramente la parte più difficile della ricetta....
Anna
Quando si pensa a qualcosa da cuocere nel forno... si pensa alla pizza! Buona, profumata, fragrante... è stata una delle prime ricette che ho imparato appena sposata, tanti anni fa!
E visto che la preparo ormai da tanti anni, mi sono perfezionata nel tempo, ottenendo infine una ricetta mia che è il risultato di decine di ricette di famiglia, amici e altro.


Ingredienti per sei o più persone (meglio che avanzi, il giorno dopo è più buona!!!!)
1 kg di farina (meglio tipo "manitoba")
una piccola patata lessata
2 cubetti di lievito di birra fresco
due cucchiaini di zucchero
un cucchiaino di sale
olio evo
acqua minerale qb (e qui sta il segreto perchè l'acqua minerale rende la pizza più morbida e fragrante, provare per credere)
per farcire:
passata di pomodoro
mozzarella
grana grattugiato
origano
e tutto quello che suggerisce la fantasia.....


Setacciare la farina con il sale in una grossa ciotola, mescolare e disporla a fontana. Nel centro mettere il lievito sbriciolato, lo zucchero e la patata schiacciata con lo schiacciapatate. Mescolare ed aggiungere piano l'acqua minerale (non fredda). Impastare fino ad ottenere una grossa palla. Trasferirla sul tavolo e lavorarla bene sbattendola ripetutamente sul piano. Quando diventa liscia ed elastica riformare la palla e metterla a lievitare in un recipiente grande (raddoppierà di volume) per un paio d'ore.
Riprendere l'impasto e lavorarlo per qualche minuto. Dividerlo in più panetti e disporre ogni panetto in una teglia da pizza unta. Lasciarlo riposare qualche minuto perchè così sarà più facile stenderlo. Stendere bene la pasta con le mani leggermente unte tirantola delicatamente fino a coprire la teglia. Farcire con passata di pomodoro, una spolverata di grana grattugiato, mozzarella a cubetti, origano, olio e sale per la classica margherita o altro a seconda dei gusti dei commensali. Le preferite a casa mia (oltre alla margherita!) sono:
- Pomodoro, mozzarella, salsiccia e patate (rosolare prima la salsiccia e le patate a fettine in una padella con poco olio)
- Mozzarella, stracchino, gorgonzola e zucchine grigliate
- Mozzarella, pomodoro, gorgonzola e salamino piccante
- Mozzarella, pomodoro e peperoni (prima passati in padella)
- Pomodoro a cubetti, grana, origano, basilico e qualche filetto di acciuga
E...tutto quello che la fantasia suggerisce. La pizza fatta in casa (oltre a essere buonissima) è un ottimo svuota-frigo permettendo di usare ogni volta ingredienti diversi.
Io di solito la preparo la domenica e la mangiamo a cena. E' un modo per addolcire il pensiero della nuova settimana che sta per iniziare...
Potere terapeutico del cibo......
Anna