SEPPIOLINE ALL'AGLIO E LIMONE


Sono da sempre innamorata delle atmosfere dell'autunno e dell'inverno.
Adoro i plaid, le tazze fumanti, le candele accese.
Sono una creatura che, per essere energica e positiva, ha bisogno di temperature al di sotto dei 20 gradi.
Ma sono anche perdutamente, irrimediabilmente, follemente innamorata del mare. Ma non del mare della folla, delle spiagge gremite, delle canzonette e della crema solare.
Amo il mare quando il cielo è grigio e i colori diventano polverosi.
Amo le onde e il profumo di sale.
Amo il vento e la sabbia ma anche gli scogli e i sassi resi lisci dalle maree.


Sono certissima che in un'altra vita respiravo il mare ogni giorno e potevo sentirne il suono ogni momento. Non si spiega altrimenti perchè mi sento pienamente felice solo davanti a lui.
Non si spiega questa nostalgia che mi coglie quando devo lasciarlo, visto che in questa vita la mia casa ne è lontana chilometri.
Il mare qualche settimana fa è stata la mia medicina dopo mesi di confusione interiore.
Mi ha ascoltata e consolata.
Mi ha curata.
Adesso so dove devo andare e cosa devo fare... in attesa di rivederlo.


"Quando i miei pensieri sono ansiosi, 
inquieti e cattivi, 
vado in riva al mare,
 e il mare li annega e li manda via 
con i suoi grandi suoni larghi, 
li purifica con il suo rumore, 
e impone un ritmo su tutto ciò che in me 
è disorientato e confuso."
(Rainer Maria Rilke)



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INGREDIENTI
1 chilo abbondante di seppioline già pulite
4 spicchi d'aglio
la scorza e il succo di un limone
1 bicchiere di vino bianco secco
50 grammi di burro
1 peperoncino piccante
prezzemolo tritato
olio extravergine
sale
pane tostato per servire

In una casseruola larga far sciogliere il burro con un paio di cucchiai d'olio, aggiungere gli spicchi d'aglio schiacciati, il peperoncino e i calamari, facendoli dorare a fiamma alta per qualche minuto.
Aggiungere il vino, lasciarlo sfumare e, quando è svanito l'odore di alcol unire il succo di limone.
Lasciare cuocere per qualche minuto a fiamma più bassa (le seppioline devono risultare tenere), regolare di sale, profumare con la scorza di limone e il prezzemolo tritato.
Servire con fettine di pane tostato.



INSALATA DI GAMBERI, PATATE, FAGIOLINI E PESTO DI MANDORLE E MENTA



I giorni d'estate hanno sempre l'effetto di mandarmi in confusione.
La mancanza di una routine fissa e di orari prestabiliti, il caldo e le notti afose mi creano una sorta di trance da cui vorrei uscire ma sono consapevole che questo avverrà solo quando le giornate diventeranno più corte e fresche, quando la luce sarà più morbida e arriverà, finalmente, settembre.
Per questo scrivo poco sul blog ma in compenso lavoro tanto (è buffo cucinare a luglio i piatti autunnali per i magazine che usciranno a settembre... zuppe e pane caldo con 40 gradi destabilizzerebbero anche persone meno sensibili di me).
Mi ricompenso con pranzi e cene freschi e leggeri, ne ho una collezione: insalate di riso, farro e verdure, piccole polpettine di quinoa, verdure, pesce e il mio ultimo amore: pesti e cremine, dal classico hummus a questo delicato pesto di mandorle e menta che metterei dappertutto.
Vi lascio questa ricetta che profuma d'estate.
Le foto sono d'archivio perchè è una ricetta che avevo preparato per il numero di luglio-agosto 2015 di Abitare Country ma non potevo non suggerirvela in queste giornate così calde: servitela con un riso basmati al posto del pane e per dolce frutti di bosco e gelato.
Perchè bisogna cogliere il meglio dall'estate, anche se io l'estate proprio non riesco ad amarla...




INGREDIENTI

2 grosse patate
250 grammi di fagiolini 
12 code di gamberi
uno spicchio d'aglio
un mazzetto di menta fresca
una manciata di mandorle pelate 
la scorza grattugiata di un limone non trattato
mezzo bicchiere di olio extravergine
sale 
pepe

Lessare separatamente i fagiolini e le patate, sbucciare queste ultime e tagliarle a tocchetti.
Scottare i gamberi in acqua bollente e sgusciarli.
Frullare la menta con le mandorle, l'aglio e la scorza di limone versando l'olio a filo.
Riunire in una terrina i fagiolini, le patate e i gamberi,
Condire con pesto di menta e mandorle, mescolare e conservare al fresco fino al momento di servire.


SPAGHETTI CON COZZE, PATATE E POMODORINI... LASCIATEMI LAMENTARE


Ci sono giorni in cui pensi che sarebbe stato meglio ignorare il suono della sveglia.
Mattine che cominciano con tazze di latte versato, calzini scompagnati e mutande non trovate.
Mattine in cui c'è chi gira per casa mezzo svestito cercando "quel foglio" che si è nascosto così bene da far credere di essere stato rapito dagli alieni.
Mattine che proseguono con scarpe che si rompono e in cui ogni aspettativa viene demolita con il passare delle ore.
Pomeriggi che proseguono presentando ogni sorta di creativi contrattempi tanto da farti fortemente sospettare che, da qualche parte, qualcuno si stia divertendo alle tue spalle.
Serate in cui, stanca come se avessi scalato l'Everest, rischi di bruciare la cena e vorresti solo andare a dormire.
E quando finalmente, disfatta come un caco maturo, ci riesci... scopri che l'unica mosca sopravvissuta ai primi freddi autunnali ha deciso di farti venire l'esaurimento nervoso.
Questa è stata la mia giornata di ieri.
Non provate a dirmi "ma dai oggi andrà meglio" oppure "dai, ogni tanto capitano le giornate no" o peggio "pensa a quelli che stanno peggio di te" ... perchè vi giuro che salterò fuori dalle schermo del vostro pc e vi farò venire un coccolone.
Lasciatemi lamentare... che oggi son cattiva...




INGREDIENTI
(per 4-5 persone)
400 grammi di spaghetti
1,5 chili di cozze
3 patate
500 grammi di pomodori datterini
due spicchi d'aglio
un peperoncino piccante
un bicchiere di vino bianco
due spicchi d'aglio
olio extravergine
prezzemolo
sale 
pepe

Pulire le cozze sotto l'acqua corrente.
Sbucciare le patate, tagliarle a cubetti e tenerle da parte lasciandole immerse in acqua fredda.
Pulire e tagliare a metà i pomodorini.
In una larga casseruola versare un bel giro d'olio, scaldarlo e farvi soffriggere dolcemente uno spicchio d'aglio.
Unire le cozze, il peperoncino e il vino, coprire e lasciare cuocere a fuoco vino finchè non si aprono.
Lasciarle intiepidire ed eliminare i mezzi gusci vuoti.
Filtrare il liquido di cottura e tenerlo da parte.
In un'altra casseruola far scottare velocemente i pomodorini con l'altro spicchio d'aglio e poco olio.
Mettere sul fuoco una pentola d'acqua salata e, quando bolle, versarvi le patate, lasciar riprendere bollore e unire gli spaghetti.
Scolarli al dente e versarli nella casseruola delle cozze, unire i pomodorini, un bicchiere del liquido di cottura delle cozze e spadellare a fuoco vivo per un minuto.
Servire caldissimo con una spolverata di prezzemolo e pepe.





COZZE ALLA PROVENZALE... TEMPORALE, CANDELE E... DA GRANDE...


- Io da grande voglio fare il dottore, ma non uno di quei dottori ricchi con la scrivania e la poltrona di pelle che scrivono due cose su un foglio e poi ti dicono "sono duecento euro". Io voglio fare il dottore che va a curare le persone povere, che hanno solo le malattie e niente altro, voglio guarire i bambini e vederli felici...

- Io invece voglio fare l'architetto che progetta case e palazzi e voglio costruire case per le persone che non possono pagare e non sanno dove andare e per i vecchietti, come mia nonna... che è dovuta andare in casa di riposo e piange ogni volta che andiamo a trovarla...

- Io voglio fare il giocatore di basket in America e diventare ricchissimo... Ma non li terrei per me tutti quei soldi... Vorrei aiutare le persone povere, come quel ragazzo africano che sta sempre dove si lasciano i carrelli del supermercato e chiede sempre "posso aiutarti a mettere in macchina la spesa? mi lasci l'euro del carrello?"... E tutti gli rispondono male e mia mamma una volta gli ha regalato dieci euro e lui le mandava i baci con la mano...


Il piatto e la tovaglietta sono di Villa d'Este Home Tivoli

Metti una sera poco prima di cena, un temporale furibondo, le candele accese e la cena sul fuoco...
Metti il profumo del pane tostato e il conforto di un golf leggero sulle spalle...
Metti tre undicenni belli come il sole, con gli occhi luminosi, sdraiati sul tappeto del salotto con una ciotola di patatine e i loro sogni da raccontarsi...
Metti tutte queste cose insieme e il presente si scalda di una luce calda e rasserenante... e il futuro appare luminoso e pieno di aspettative...



"C'era una volta una bellissima tigre. Viveva in una caverna con il resto della sua famiglia. 
Suo padre e sua madre le dicevano: 
"Puoi andare ovunque tu voglia, però non avvicinarti mai al precipizio.. perchè potresti cadere."
Ma un giorno, di nascosto, lei si avvicinò al precipizio, perchè più si avvicinava, più cose sentiva.. 
Più cose vedeva.. 
Più emozioni provava. 
Alla fine, arrivata proprio sull'orlo, vide una luce... Si sporse per toccarla... e scivolò...
E prese il volo..."
- "E dove volò?"
- "Nel Domani."
- "Domani?"
- "Un posto che ha un'infinità di sogni nel cielo.
Un posto non come Oggi, o Ieri.. Un posto in cui le cose sono migliori."
- "Domani non è un posto.. Non lo puoi vedere!"
- "Oh si.. Si, invece. Io l'ho visto.
Ed è lì che sto andando!"
(dal film "I Croods")


INGREDIENTI
1 chilo di cozze freschissime
quattro pomodori da sugo
tre spicchi d'aglio (io ho usato aglio rosa, profumatissimo)
timo, prezzemolo, basilico e altre erbe a piacere
olio extravergine
1 bicchiere di vino bianco secco
zucchero
sale
pepe

Ci sono infinite versioni di questa ricetta ma io adoro questa: semplicissima e profumata di mare e sole.
Per prima cosa bisogna pulire bene le cozze lavandole sotto l'acqua corrente ed eliminando il bisso (quella barbetta scura...).
Mettere in una casseruola uno degli spicchi d'aglio con poco olio, far scaldare e versarvi le cozze.
Coprire e farle aprire scuotendo la casseruola ogni tanto.
Eliminare i gusci vuoti e le metà delle cozze e tenerle da parte.
Preparare i pomodori tagliandoli a pezzetti e mettendoli in una ciotola con l'altro spicchio d'aglio schiacciato, un cucchiaino raso di zucchero, un pizzico di sale e parte delle erbe aromatiche scelte tritate finemente.
Lasciare riposare una decina di minuti per fare insaporire.
In una casseruola capiente far rosolare in abbondante olio l'ultimo spicchio d'aglio, versarvi le cozze e sfumare con il vino bianco.
Quando la parte alcolica è evaporata aggiungere i pomodori, mescolare e cuocere per pochi minuti.
Regolare di sale (di solito non serve), spolverizzare con una bella macinata di pepe nero e le erbe aromatiche rimaste.
Servire con pane tostato.





Il vino che ha accompagnato profumatissimo piatto è Le Bastie Bianco 2007  un vino dai bellissimi riflessi dorati, affinato in legno 9 mesi, con un bouquet di vaniglia, frutti esotici, fiori di campo, fieno e sottili note balsamiche.
Un vino prezioso che ho adorato in abbinamento a questo piatto ma che ho avuto modo di gustare anche con un risotto al salmone e zucchine: meraviglioso!
Se volete conoscere meglio le Tenute Tomasella potete andare QUI.

ORECCHIETTE CON CECI E FILETTI DI BRANZINO... TI SCATTERO' UNA FOTO...


Tovaglia, tovagliette, piatti, bicchieri e complementi.
Spesso fiori, a volte brocche e piccoli oggetti brocante.
E poi quel grosso pannello bianco che riflette la luce... e mille altri attrezzini...
Salve, io sono quella che (preferibilmente verso l'ora di cena) esce il giardino munita di oggetti improbabili, cibi fumanti e macchina fotografica.
Sono quella che i vicini guardano scuotendo la testa e sussurrando a voce bassa "... lo sta facendo ancora...".


E mi hanno vista "farlo" col sole o con la pioggia, in inverno e in estate, vestita di tutto punto o in pigiama e ciabatte.
Mi hanno vista trasportare cassapanche e vecchi pezzi di legno, mettere in equilibrio precario piatti e teglie... Mi hanno vista salire in piedi sulle sedie e anche sul tavolo, mi hanno vista cercare di salvare torte e focacce da quell'impertinente del mio cagnolino Giotto (che in verità un paio di volte è riuscito a fare il "colpo grosso", ad esempio quando ha rubato un'intera fila muffin ai peperoni e quando ha ingoiato alla velocità della luce cinque fette di arrosto...).


Insomma, io per i miei vicini sono "quella che fotografa le cose da mangiare", comportamento per loro inspiegabile ma, visto che in fondo non faccio del male a nessuno, mi tollerano... anche se con qualche perplessità...
Ormai mi riesce difficile pensare di mangiare qualcosa senza averla prima fotografata (e mio figlio quando era più piccolo era convinto che non si potesse mangiare il cibo senza averlo prima fotografato).
Ormai non riesco più a guardare un piatto con i miei occhi ma lo "penso" con l'obiettivo della macchina fotografica.
Anche se, in verità, non sono mai soddisfatta fino in fondo delle mie fotografie... ma si sa... io sono l'eterna insoddisfatta...


Però mi diverto comunque un sacco a scattarle, nonostante i vicini curiosi, il cane ladruncolo, la luce che fa i dispetti e le mie tenute improbabili.
Mi diverto persino quando rischio di cascare dal tavolo dove mi sono arrampicata per avere una prospettiva dall'alto e anche quando figli e marito reclamano a gran voce la cena che io sto facendo impietosamente raffreddare...
Mi diverto proprio e sono felice.
#vitadafoodblogger


INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di orecchiette
300 grammi di filetti di branzino
150 grammi di ceci secchi
un pezzetto di carota
un pezzetto di sedano
due foglie di alloro
un rametto di rosmarino
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
sale 
pepe
prezzemolo
un cucchiaino di bicarbonato

Mettere i ceci a mollo in acqua fredda e bicarbonato per almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo sciacquarli bene e metterli a cuocere in una pentola con abbondante acqua (non salata), la carota, il sedano, l'alloro e il rosmarino.
Portare a ebollizione, eliminare la schiuma che si forma in superficie, abbassare la fiamma e lasciare cuocere a fuoco dolce finchè i ceci non sono teneri.
Salarli a fine cottura.
Scolare i ceci conservando l'acqua di cottura da cui elimineremo le verdure e gli aromi (ci servirà per cuocere la pasta).
In una casseruola larga far scaldare qualche cucchiaio d'olio, unire l'aglio e quando è dorato aggiungere i ceci.
Lasciare insaporire qualche minuto.
Intanto lavare i filetti di branzino, spellarli e tagliarli a pezzetti.
In una padella antiaderente versare poco olio e rosolare brevemente i filetti.
Unire il branzino ai ceci e lasciare insaporire pochi minuti.
Cuocere le orecchiette nell'acqua di cottura dei ceci a cui avremo aggiunto una presa di sale, scolarle e versarle nella padella del condimento.
Spadellare brevemente, cospargere con pepe nero e prezzemolo tritato e servire ben caldo.


Il Vino Bianco di Rigole del 2012 delle Tenute Tomasella che ci ha accompagnato nella scoperta di questo piatto mi è davvero piaciuto tantissimo. Fa parte di quei vini eleganti e profumati che sono in assoluto i miei preferiti.
Ne ho adorato gli aromi, di mela e fiori bianchi e il colore intenso.
Con i legumi ed il pesce era semplicemente perfetto. Potete scoprire qualcosa di più
qui 


I piatti e le posate fotografati in questo post sono di 


Il bellissimo cucchiaio personalizzato e il cuore in filo di ferro sono due splendide creazioni di My New Old Life (grazie Eugenia!). Vi lascio qui sotto il link del suo shop on line


COZZE PICCANTI SU DONNE MAGAZINE


Nostalgia delle serate estive...
di cenette a base di pesce e vino bianco ghiacciato...

Lo so, non è da me, io sono una creatura invernale!
Sarà che sto invecchiando, sarà che quest'inverno ha ben poco di invernale...

Vi lascio una ricetta da "cena in terrazza"
come ogni giovedì su Donne Magazine


GAMBERONI MARINATI AL TRAMINER SU DONNE MAGAZINE




Avete presente quelle ricette che sono perfette per una cenetta a due a lume di candela?
Quelle cenette in cui si apparecchia con cura, si sceglie il vino "giusto" e la musica che farà da sottofondo...
Insomma... questa ricetta è perfetta per una cena romantica ed è talmente semplice che vi lascia il tempo di farvi belle e seducenti...
Ve la lascio su Donne Magazine

Quanto tempo è passato dall'ultima cenetta a lume di candela? E dall'ultimo momento di vero romanticismo?
Sarà la pioggia ma oggi io mi sento un po' così... romantica...
Sarà forse perchè ho appena finito di leggere l'ultimo libro della mia amica Antonella Pfeiffer... un ebook che è un vero concentrato di romanticismo...
La storia di un amore mai vissuto pienamente, un amore nato da bambini, un amore che finisce... no, non ve lo dico come finisce altrimenti vi rovino la sorpresa!!!
Se volete saperne di più lo trovate qui



Un cassetto del cuore











SPAGHETTI CON VONGOLE E FRIARELLI... DI PESCIVENDOLI, RICETTE SEGRETE E AMOR DI PATRIA


Arrivo al banco del pesce piena di aspettativa e, una volta tanto, decisissima su quello che voglio.
Voglio delle vongole, freschissime e succulente.
E' da ieri, da quando ho acquistato il nuovo numero di Sale & Pepe, che penso a questa ricetta.
Anzi ne sono ossessionata.
Va bene, lo so che essere ossessionata da una ricetta non è una cosa da persone equilibrate ma, se ci riflettete bene, io non ho mai detto di essere equilibrata.
Comunque, tornando a noi, so quello che voglio.
Localizzo subito le reticelle delle vongole. Ma... cos'è successo... si sono rimpicciolite?
Cioè, mi sembrava che la volta scorsa (e non è passato tanto tempo), fossero più grandi.
Faccio un rapidissimo calcolo mentale pensando alla mia famelica tribù e al fatto che il Nano va pazzo per gli spaghetti alle vongole.
Decido che mi servono due retine di vongole.
- Prego signora? - L'uomo del banco del pesce mi sorride affabile e appena tento di aprire bocca mi dice:
- Posso consigliarle questi freschissimi gamberoni? Sono perfetti, si possono mangiare anche crudi! -
Fermo restando che non voglio mangiare gamberoni crudi, devo ammettere che sono proprio bellocci. Come dire... gli manca solo la parola. Ma io voglio vongole.
- Ma se non vuole mangiarli crudi le do la mia ricetta segreta dei gamberoni alla griglia con una salsetta da leccarsi il piatto!
- Ecco... no grazie... in effetti vorrei... -
- Ah... e un bel branzino... magari da preparare al sale? Se non è capace le do la mia ricetta segreta, è semplicissima! Oppure, se per lei è troppo difficile può prepararlo al forno... un po' di olio, un po' di limone, un ramettino di rosmarino... è la mia ricetta segreta ma lo può fare chiunque!
Il cordiale uomo del pesce comincia ad innervosirmi. E poi io il branzino al sale lo so preparare benissimo! Per chi mi ha preso questo qui? E dov'è finito il solito commesso del banco del pesce?
- Ehmm... no grazie, conosco la ricetta ma non voglio il branzino... -
L'uomo mi fissa con aria scettica. Non ho capito se dubita del fatto che io non voglia il branzino o che conosca la ricetta del branzino al sale. In ogni caso io voglio vongole. Vongole.
- Vongole! - strillo prima che il maledetto pescivendolo mi proponga due polipetti con tanto di ricetta.
Due signore poco lontano si voltano a guardarmi. Forse ho strillato un po' troppo.
- Va bene, vongole. Quante gliene do? - Si vede che è deluso, ma sono certa che sta pensando a una ricetta "segreta" pure per le vongole.
- Facciamo due retine, grazie.
- Ecco, fanno 20 euro.
- Alla faccia del bicarbonato di sodio! - L'esclamazione mi esce dalla bocca prima che io possa pensarla.
- Mi scusi? - Si vede che il pescivendolo è scandalizzato. Prima non voglio i gamberoni freschissimi, poi rifiuto il branzino e pure la sua ricetta, chiedo delle misere vongole e ho anche il coraggio di fiatare?
- Ecco, io volevo dire... sono un po' carette... vero?
Il pescivendolo mi fissa e poi si avvicina attraverso il banco con aria da cospiratore. Sembra stia per svelarmi l'ultimo segreto di Fatima.
- Beh... vede... non c'è paragone... queste sono vongole italiane mica straniere!!! - 
Lo fisso senza capire. Evidentemente ho un'espressione proprio stupida perchè l'uomo sospira e alza gli occhi al cielo.
- Lei lo sa VERO che il pesce italiano è più pregiato? E lo sa che nelle vongole italiane non c'è tutta la sabbia che trova in quelle straniere? Le vongole italiane sono intelligenti, mica ingoiano la sabbia, tengono tutto chiuso chiuso. Quelle straniere invece sono piene di sabbia. Lei può tenerle a bagno, pulirle, rimetterle a bagno, ripulirle... ma quelle saranno sempre piene di sabbia e quando le mangerà sentirà tutta quella sabbietta in bocca e sputerà fuori il boccone disgustata! -
L'uomo si è infervorato, sembra un predicatore americano col grembiule sporco e il cappellino bianco. Manca solo il coro gospel alle sue spalle.
Lo fisso senza riuscire a profferire parola. Accanto a me un cliente mi guarda e mi strizza l'occhio. Si vede che sta facendo fatica a trattenere le risate. Il pescivendolo-predicatore mi guarda minaccioso e da la sua stoccata finale:
- Se però vuole spendere poco posso darle qualcosa di scadente!
Suona come una minaccia. Più che altro sono terrorizzata che ricominci a propormi pesci di ogni tipo corredati di ricetta e deliri su vongole che mangiano sabbia solo al di fuori del confine italiano.
Per un momento sono tentata di chiedergli cosa accade se una vongola di pura razza italiana viene trascinata dalla corrente in acque straniere. Si riempirà immediatamente di sabbia o cercherà di resistere stoicamente in nome della patria?
Decido di lasciar perdere.
- No grazie... va benissimo così! -
Afferro il mio sacchettino e mi allontano rapidamente seguita dalla sua voce: - La vuole la ricetta segreta del mio guazzetto di vongole?-




La ricetta arriva dall'ultimo numero di Sale & Pepe e non ha deluso le mie aspettative. L'accostamento con i friarelli è davvero speciale e la particolare cottura da alla pasta un gusto fantastico.

INGREDIENTI
(per 6 persone ma sulla rivista trovate le dosi per 4)
500 grammi di spaghetti
1 chilo e mezzo di vongole veraci 
5 spicchi di aglio fresco
12 grossi peperoncini friarelli
un bicchiere piccolo di vino bianco dolce
prezzemolo 
olio extravergine 
sale
pepe

Ho messo le vongole in una bacinella piena d'acqua salata e le ho lasciate spurgare per un paio d'ore tenendo il recipiente in frigorifero.
Ho prelevato le vongole con le mani, le ho sciacquate sotto l'acqua fredda corrente e le ho messe in una casseruola con 2 spicchi d'aglio tagliati a pezzetti, un po' di prezzemolo tritato e il vino.
Ho coperto e ho fatto scaldare a fuoco medio finchè si sono aperte.
Ne ho sgusciato metà e ho tenuto le altre da parte.
Ho filtrato il liquido di cottura.
Ho tagliato a striscioline i friarelli e li ho saltati in una larga padella con l'aglio rimasto e un bel giro d'olio.
Ho lessato gli spaghetti e li ho scolati a metà cottura e li ho versati nella padella insieme ai peperoncini e, bagnandoli con il liquido delle vongole, li ho portati a cottura aggiungendo un mestolo di liquido appena si asciugavano. (tenete da parte anche un po' di acqua di cottura degli spaghetti in caso servisse).
A fine cottura ho unito le vongole sgusciate, ho mescolato e ho guarnito con le vongole intere, un po' di prezzemolo ed un filo d'olio.





MENU' AL PROFUMO DI MARE SOTTO LE STELLE... SU DONNE MAGAZINE

E un altro venerdì è arrivato! Per la maggior parte degli scolari (fra cui il mio Nano) oggi è l'ultimo giorno di scuola.
Da domani vacanza!
Per lui... per me un po' meno...
Ma come facciamo a sopravvivere noi mamme durante le vacanze estive?
Cioè, intendiamoci, io sono contenta di averlo a casa ma... se anche voi avete figli ipercinetici converrete che è dura trovar loro qualcosa da fare... tutti i giorni e tutto il giorno!
Vi ho messo l'ansia, vero?

Mi faccio perdonare con un menù tutto per voi, pensato per quelle serate da trascorrere all'aperto, in giardino o in terrazza. Un menù che profuma di mare e fa sognare le vacanze.
Ve lo lascio su Donne Magazine!


E per sapere come apparecchiare la vostra tavola e creare un'atmosfera da sogno vi aspetto, sempre su Donne Magazine, con tutti i consigli per godervi la vostra serata e le splendide foto di Francesca, Passionedeco...


RISOTTO CON BISQUE DI GAMBERI... E DISSERTAZIONI DI UN NANO (QUASI) GOURMAND




- Mamma che cos'è questa puzza? Oddio, che schifo, stai cuocendo i gusci dei gamberi!
- Nano non si chiamano gusci ma carapaci...
- Non cambiare argomento, cosa stai facendo? Questa cosa puzza di pesce!
- Certo che "profuma" di pesce, non puzza! Comunque sto preparando la bisque per il risotto.
Un Nano dall'espressione che meriterebbe una fotografia mi fissa basito.
Nei suoi occhi si legge la conferma di quello che ha sempre pensato: la sua mamma è totalmente fuori di senno.
- Mamma... ma perchè vuoi preparare il risotto in una "bisca"?
- Ma no Nano, le bische non c'entrano niente. Questa è la bisque, una specie di brodo di pesce... ti ricordi avevamo visto qualcosa del genere in televisione... in quel programma del cuoco che cucina a casa sua... (Cucina con Ale ndr)
- Ah sì, il cuoco grasso tutto spettinato...
- Ma dai Nano mica è grasso... diciamo un po' in carne... e certo, spettinato è spettinato...
- Ma poi questa cosa la usi per il risotto?
- Certo! Preparo un risotto buonissimo e poi lo metto sul blog!
- Oh no!
- Che c'è?
- Senti... la mamma di A. legge il tuo blog e anche la mamma di G.... e pure la nostra vicina di casa... e la nonna di F... e P. mi ha detto che lo legge pure il suo papà...per non parlare del fatto che la mia maestra ti ha chiesto l'indirizzo del blog e io SO che tu glielo darai...
- Va bene ma che problema c'è?
- Saranno in molti a sapere che cucini i gusci dei gamberi...
- Carapaci...
- Vabbè, quello che sono... Comunque... ho il sospetto che ci siano tante persone che conosciamo a leggere il tuo blog... Mi faresti un favore?
- Certo...
- Potresti non parlare di me? Ho un'immagine da mantenere...
- ...
- E... un'altra cosa... io quella "bisca" non la mangio... posso avere i sofficini per cena?
- ...







INGREDIENTI
(per 6/8 persone)

500 grammi di riso Carnaroli
2 chili di gamberoni freschi
1 carota
1 cipolla
1 pezzetto piccolo di sedano bianco
due- pomodorini datterini
un cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 scalogno
70 gr di burro
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchierino di cognac
olio extravergine
sale
pepe
un rametto di prezzemolo
50 grammi di panna fresca


La ricetta della bisque è di origine francese. Si tratta di un brodo denso e profumato preparato con aromi e con gli scarti e i carapaci dei crostacei. Serve come base per molti piatti a base di pesce: risotti, sughi per la pasta e zuppe profumate.
La tostatura delle carcasse é la fase più importante: devono colorarsi e tostare, non solo sbianchirsi, in modo da permettere la produzione delle sostanze aromatiche tipiche della bisque. 


Per prima cosa prepariamo la bisque.
Sgusciamo i gamberi, mettiamo in un piatto le code, copriamo con la pellicola e mettiamo in frigorifero. Teniamo da parte le teste e i carapaci.
In una casseruola facciamo rosolare nel burro la carota, la cipolla, i pomodori,lo scalogno ed il sedano tagliati a pezzetti.
Aggiungere le teste e i carapaci dei gamberi insieme ad un cucchiaino raso di concentrato di pomodoro.
Rosolare molto bene il tutto per qualche minuto schiacciando con un cucchiaio le teste.
Sfumiamo col cognac e , una volta evaporato, uniamo due litri di acqua calda, regoliamo di sale e pepe e lasciamo sobbollire a fuoco basso per circa un'ora coprendo la pentola con un coperchio.
Trascorso questo tempo possiamo lasciare riposare la bisque fino al momento dell'utilizzo.
Qualcuno la prepara il giorno prima e la lascia in frigorifero tutta la notte, in questo modo i sapori si amalgameranno bene.
Poco prima di preparare il risotto passare il tutto al passaverdura col disco piu’ fine e poi attraverso un setaccio in modo da ottenere un liquido denso e liscio.
Rimettere al fuoco la salsa e aggiungere la panna aggiungendo, se necessario, sale e pepe.

A questo punto possiamo preparare il risotto.
In una casseruola  versare un po' d'olio e far stufare leggermente lo scalogno finemente tritato.
Aggiungere il riso e farlo tostare, unire il vino e , quando è evaporato unire qualche mestolo di bisque.
Portare a cottura aggiungendo via via la bisque alternata a qualche mestolo di acqua bollente.
Quando mancano cinque minuti alla cottura unire le code di gambero che avevamo tenuto da parte tagliate a pezzetti tranne una dozzina che lasceremo intere.
Regolare di sale, spegnere e mantecare il risotto con una noce di burro.
Impiattare e guarnire con prezzemolo tritato finemente.





10 COSE IN CUI SONO SUPER... IL PRIMO SOCIAL EVENT DI QUANDO NASCE UNA MAMMA

Ci sono progetti in cui si crede con tutto il cuore.
Progetti a cui si partecipa con la convinzione e la gioia di fare qualcosa che veramente ci piace.
Io, oltre al mio blog, ho in questo momento due progetti a cui sto partecipando con il cuore.
Due progetti che hanno visto la luce grazie alle grandi idee di due carissime amiche.

Uno di questi è sicuramente Donne Magazine, sito e rivista eclettici e pieni di informazioni utili e interessanti nato dalla mente e dal cuore di Antonella Pfeiffer.

L'altro è un sito in cui credo fermamente in quanto mamma (anzi super mamma se me lo concedete, vista l'abbondanza di prole!).
Quando Nasce Una Mamma Ã¨ nato dall'idea di una mamma speciale che per me è anche un'amica speciale.
Chiaraluce ha creato un angolo di web dedicato a tutte le mamme, dove si può discutere, confrontarsi e avere notizie e informazioni utili alle mamme ma anche a tutte le donne.

Adesso, sono lieta di annunciare il primo social event organizzato da Quando Nasce Una Mamma


Io non voglio anticiparvi niente! Vi invito ad andare a vedere e a partecipare numerose. 
E intanto che siete lì date un'occhiata alla mia ricetta di oggi: un secondo di pesce e verdura che si cuoce praticamente da solo!
Cosa volete di più?

TAGLIATELLE CON ZUCCHINE, POMODORINI E GAMBERI, UN PRIMO CHE SA DI PRIMAVERA IN TRASFERTA SU DONNE MAGAZINE E... BUON FINE SETTIMANA!


Un post in velocità in un sabato mattina dedicato al relax, dopo una settimana da dimenticare...
Questo fine settimana vorrei solo serenità.
Piantare i fiori nel mio giardino e magari anche il basilico e la rucola.
Fare una lunga passeggiata nel verde.
Concedermi un lunghissimo bagno immersa nella schiuma profumata.
Finire il libro che sto leggendo.
Fare il pane. E anche la pizza.
Godermi le piccole cose che riempiono la vita di serenità.
Vi auguro un fine settimana pieno di sole, luce e amore.

E vi ricordo che se volete preparare un primo piatto che sa di primavera trovate su Donne Magazine la mia ricetta delle tagliatelle con zucchine, pomodorini e gamberi.
Correte a guardare, venti minuti al massimo per un piatto che vi coccolerà in questo fine settimana.