PENNE CON PEPERONI E BASILICO... MENTRE L'ACQUA BOLLE


Sei lì che aspetti, insieme ad una decine di persone.
Del resto se si chiama sala d'aspetto cos'altro puoi fare se non aspettare?
Così non puoi fare a meno di prestare attenzione a quelle tre ragazze raccolte intorno ad un cellulare.
Ridacchiano e parlottano...
Test... sei una donna di testa, di cuore o di pancia?
Sorridi, non hai bisogno di farlo quel test.

Di testa proprio no che nella vita la testa l'hai usata a volte a sproposito, ogni volta riproponendoti di non rifare gli stessi errori e ogni volta ricadendoci con precisione inquietante.

Di cuore... sì, di cuore tanto... l'ho seguito un sacco di volte anche quando la ragione diceva che proprio non andava fatto. E non mi pento.
Ho seguito il cuore anche quando le persone ragionevoli mi dicevano che ero una pazza.

Di pancia...
Ecco, questa è la mia.
Quella morsa nella pancia, quelle farfalle, quella sensazione di salto nel vuoto.
Tutte le volte in cui sono stata impulsiva, tutte le volte in cui sono rimasta senza fiato.
Tutte le volte in cui non ho contato fino a tre prima di parlare.
Tutte le volte che ho detto "facciamolo" e al diavolo il resto.
Di pancia per ogni emozione che la vita mi ha dato... e va bene così...

"Innanzi tutto l'emozione, soltanto dopo... la comprensione"
Paul Gauguin


INGREDIENTI
350 grammi di pasta corta (io penne)
tre peperoni gialli
qualche foglia di basilico
uno spicchio d'aglio
un peperoncino piccante
olio extravergine
sale
pecorino romano grattugiato per servire

Uno di quei piatti da preparare quando il frigo è quasi vuoto ma si ha voglia lo stesso di qualcosa che faccia respirare il profumo dell'estate.
Dei peperoni gialli, i più dolci.
Qualche foglia di basilico e un peperoncino presi dai vasi sulla finestra della cucina.
L'olio "buono" quello che pizzica un po' il palato...
Ho messo sul fuoco la pentola con l'acqua per la pasta.
Ho tagliato i peperoni a listarelle sottili e li ho rosolati dolcemente in una padella con olio e aglio fino a farli ammorbidire.
Ho scolato la pasta e l'ho versata nella padella dei peperoni.
Ho aggiunto il peperoncino sminuzzato e le foglie di basilico.
Ho completato con un filo d'olio e pecorino romano grattugiato.


SPAGHETTI CON PESTO DI CRESCIONE E MANDORLE... MENTRE L'ACQUA BOLLE...


Un post veloce che più veloce non si può, dovete scusarmi ma sono giornate un po' impegnative...
Domani però avremo modo di rifarci perchè ci sarà un post dedicato ad una donna che per me è unica... 
Vi aspetto domani, non mancate...



INGREDIENTI
350 grammi di spaghetti
un nel mazzetto di crescione (circa 100 grammi)
59 grammi di pecorino romano grattugiato
una manciata di mandorle pelate
uno spicchio d'aglio
qualche foglia di basilico
olio extravergine 
sale


Adoro il pesto, in qualsiasi modo.
Avevo adocchiato questa ricetta da un po' e appena mi è capitato fra le mani un bel cestino di crescione ne ho approfittato.
A noi è piaciuto un sacco, l'abbiamo usato per condire la pasta ma anche per delle favolose bruschette (pane caldo, pesto di crescione, scaglie di pecorino toscano...).
Ho unito nel mixer il crescione e il basilico puliti, l'aglio, le mandorle, il pecorino e un pizzico di sale.
Ho tritato e poi ho aggiunto a filo dell'olio extravergine fino ad ottenere la consistenza giusta.
Ho condito con il pesto leggermente diluito con qualche cucchiaio d'acqua di cottura.

Il piatto inglese arriva da Rue de la Brocante

ORECCHIETTE CON I BROCCOLI... MENTRE L'ACQUA BOLLE... PARANOIE...




Buongiornoooooo...
Mi chiamo Anna e quasi sempre sempre mi faccio le paranoie.
Ovvero, modo un po' vecchiotto per dire che mi torturo con pensieri senza senso.
Pare sia uno dei miei passatempi preferiti, in cui mi diletto in segreto visto che, siccome si usa solo la mente, il resto del corpo può dedicarsi alle normali attività.
Ad esempio, mentre giri il risotto puoi punzecchiarti il cervello con idee malsane fino all'impiattamento dello stesso (del risotto, non del cervello).
 L'unico accorgimento da usare è evitare di parlare da sola se c'è qualcun altro nella stanza: potrebbero porsi delle domande...
Siccome da che io mi ricordi mi sono sempre dedicata a questo inutile passatempo ho deciso di documentarmi scientificamente perchè sono una perfezionista e, come diceva un famoso spot pubblicitario "quando faccio una cosa mi piace farla bene".
E ho fatto delle scoperte interessanti...
Ad esempio voi lo sapevate che esistono cinque livelli di paranoia?
Quindi se siete da sole di notte in una zona malfamata della città e dovete entrare in un vicolo buio (l'autore dell'articolo non spiega perchè una persona sana di mente dovrebbe passeggiare di notte in un vicolo buio di una zona malfamata) probabilmente vi chiederete "ci sarà qualcuno che mi aspetta in fondo al vicolo con un coltello in mano?" (può essere in effetti)... 
In questo caso la vostra paranoia sarà "quasi" normale e un pochettino pure legittima quindi sarà una paranoia di livello uno, cioè siete quasi normali (a parte il fatto che ve andate in giro di notte in una zona malfamata della città e state per addentrarvi in un vicolo buio).
Altro esempio. Se siete ad una festa e vi accorgete che tutte le altre persone bisbigliano fra di loro guardandovi, potrebbe sorgervi spontaneo il pensiero "ma stanno parlando male di me???
In questo caso la vostra è una paranoia di secondo livello (però questa me la devono spiegare gli autori dell'articolo... Cioè questi bisbigliano fra di loro guardandomi e poi il paranoico sono io????).
Mah...
Se invece abitate in un condominio, il mattino dopo dovete alzarvi alle sei per andare a lavorare e alle quattro di notte i vostri vicini urlano come iene e tengono la musica alta come in una balera a Rimini, sarebbe legittimo chiedersi "ma lo stanno facendo per darmi giusto un pochettino di fastidio?". Invece no, siete preda di una paranoia di livello 3.
Pare che salendo di livello le cose si facciano un po' più serie. 
Al livello quattro ci siete quando vi convincete che qualcuno traccia le vostre telefonate e magari pure le conversazioni su whatsapp (e qui in effetti ci sarebbe da farsi qualche domanda...).
Il culmine si raggiunge con le paranoie a livello cinque "qualcuno mi sta spiando in casa" seguita da "qualcuno vuole uccidermi" (enniente... smetterla subito di guardare Criminal Minds, aprire sul pc il sito delle Pagine Gialle e cercare alla voce "psichiatra").

Un delirio proprio, a parte il fatto che si tratta di paranoie diverse dalle mie... Le mie non sono proprio trattate.
Cose come "quanto ingrasserò se cedo alla tentazione e mi mangio cinque belle cucchiaiate di Nutella?" oppure "che faccio? vado in fondo al libro per vedere come va a finire e poi mi metto a dormire tranquilla che è mezzanotte e al diavolo la sorpresa finale?" o ancora "faccio le foto a quella torta al cioccolato buonissima ma dall'aspetto inquietante o me la tengo per me e fanciullo al blog?" non sono proprio menzionate!!!
Che vorrà dire?
Esiste dunque un livello 6 e io ne faccio parte?
Dopo la pubblicazione di questo post qualcuno che indossa un camice bianco busserà alla mia porta e mi costringerà ad indossare una camicetta con le maniche che si allacciano dietro?
Ecco... adesso ricomincio con le paranoie...


*****




INGREDIENTI
350 grammi di orecchiette
350 grammi di broccoli già puliti
un peperoncino
100 grammi di pancetta dolce tagliata a cubetti
uno spicchio d'aglio
olio extravergine 
sale
pepe
parmigiano per servire


La pasta veloce per eccellenza a casa mia anche perchè è la preferita di mio figlio.
Mentre aspetto che l'acqua per la pasta prenda bollore divido i broccoli in cimette tagliando in due le più grosse.
Appena l'acqua bolle aggiungo il sale, tuffo le cimette e aspetto che riprenda bollore, poi aggiungo la pasta.
Intanto metto in una padella larga dell'olio, uno spicchio d'aglio, il peperoncino e la pancetta.
Faccio rosolare la pancetta stando attenta che non colori troppo.
Scolo la pasta e i broccoli e li verso nella padella facendo mantecare il tutto con un mestolo di acqua di cottura.
Servo con una macinata di pepe e parmigiano.


MEZZE MANICHE CON ASPARAGI, PANCETTA E PECORINO... MENTRE L'ACQUA BOLLE...


Un post al volo, di quelli scritti "mentre l'acqua bolle", in un momento in cui la mia mente è un vulcano di attività e la voglia di concretizzare i progetti è fortissima.
Recentemente la fortuna mi è stata piuttosto avversa e ammetto di aver un po' ceduto nel piangermi addosso.
Ma ora, bando alle lacrime, ai rimpianti e alle recriminazioni.
Alla gogna i "se avessi fatto", "se avessi detto", "avrei dovuto", ecc.
E' il momento di agire e se non dovesse andare bene... almeno ci avrò provato!

Intanto vi lascio con questa pasta velocissima.
Ho utilizzato solo le punte degli asparagi che cuociono in fretta ma, siccome non si butta via niente, utilizzerò le parti più dure per un'altra ricetta... restate collegati!


INGREDIENTI
350 grammi di pasta (io mezze maniche)
un mazzetto di asparagi
100 grammi di pancetta a cubetti
100 grammi di pecorino romano grattugiato
olio extravergine
sale
pepe nero 


Tagliare a pezzetti le punte di asparagi e tenere da parte i gambi, possono servire per un'altra ricetta...
Portare a bollore l'acqua per cuocere la pasta e tuffarvi prima gli asparagi e poi la pasta.
Intanto far rosolare la pancetta in una padella capiente insieme a un goccio d'olio.
Scolare la pasta e gli asparagi tenendo da parte una tazza dell'acqua di cottura e versarli nella padella della pancetta.
Mantecare con il pecorino aggiungendo l'acqua della pasta a poco a poco fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Servire spolverizzando con pepe nero.




SPAGHETTI INTEGRALI CON CIPOLLOTTI, POMODORINI E OLIVE NERE... MENTRE L'ACQUA BOLLE



Inizia una settimana densa di impegni e io non mi sento pronta ad affrontarli.
Sarà la primavera, sarà qualche problemino di salute ma questa stanchezza non vuole abbandonarmi.
Sono stanca la mattina appena sveglia, resto stanca tutto il giorno e vado a letto stanca la sera.
Dormo male, la mia testa è piena di pensieri disordinati che si inseguono per tutta la notte.
Ovviamente al mattino mi addormento per essere svegliata poco dopo dal suono odioso della sveglia. 
Vorrei scaraventarla fuori dalla finestra e continuare a dormire.
Tutto questo naturalmente accade ogni mattina tranne la domenica, quando mi sveglio alle sei e trenta (dopo circa quaranta minuti di sonno) senza nessuna possibilità di riaddormentarmi di nuovo.
Un incubo proprio.
Sarà la primavera?




INGREDIENTI
350 di spaghetti integrali
200 grammi di pomodorini ciliegini
due cipollotti freschi
olive nere
origano
un peperoncino
sale
olio extravergine

Mettere a bollire l'acqua per la pasta.
Tagliare a metà i pomodorini e affettare i cipollotti.
In una padella ampia (dovrà contenere anche la pasta) versare un bel giro d'olio e far rosolare i cipollotti e i pomodorini.
Unire il peperoncino sminuzzato, le olive nere, salare e cuocere per cinque minuti.
Versare la pasta nella padella e far insaporire a fiamma media per un paio di minuti.
Profumare con abbondante origano e servire.



FARFALLE INTEGRALI CON PESTO DI RUCOLA, POMODORINI E PECORINO... MENTRE L'ACQUA BOLLE



Dove abito io, tre volte alla settimana, la comunità Emmaus apre le porte al suo mercatino: oggetti di ogni foggia e genere, dalle posate alle poltrone, bicchieri, vecchi giocattoli e vasi di coccio.
Inutile dirvi che per me è il Paradiso.
I ragazzi della comunità ormai mi conoscono: sono la signora un po' matta che passa ore a frugare nel cesto delle vecchie posate, quella che salta a piè pari gli oggetti ancora nuovi per fiondarsi dove c'è ruggine e legno scrostato.
Sono quella che ha quasi pianto di gioia quando ha scovato in un angolo polveroso tre piatti inglesi bianchi e blu perfettamente integri, quella che ha voluto per forza portarsi via la vecchia cassapanca scrostata considerata così vecchia e brutta da essere usata per contenere il legno da bruciare.
Sono quasi sempre accompagnata da quel signore alto e paziente che da una vita asseconda tutte le mie follie. E non ha avuto vita facile, poverello.
Perchè, se la maggior parte degli uomini per rendere felice la moglie può tranquillamente entrare in una gioielleria o in un negozio di borse, lui ha dovuto accontentare le richieste più strampalate...
- Amore cosa ti piacerebbe per il tuo compleanno?
- Una gallina!!!
(Ma anche, nel tempo: una bicicletta lilla, un gatto machesiabruttodiquellichepoverinononlovuolenessuno, una vecchia porta rotta, un secchio di zinco, un albero di limoni, un coniglio bianco, un bancale, una sedia a dondolo e altri tesori di questo genere...).
Alla comunità Emmaus però hanno recentemente commesso un errore fatale.
Un informatore anonimo si è lasciato sfuggire il luogo dove raccolgono il legno vecchio, quello che tanto nonserveassolutamenteaniente.
E io sono entrata nel tunnel dei piani di legno.
Quelli scrostati e rovinati che sono una meravigliosa base per le foto food per intenderci.
Ed è stato proprio frugando in mezzo a cataste di legno, ragni e qualche topolino spaventato che mi sono imbattuta in lui.
Lui è un piccolo piano formato da tre vecchie assi di legno scrostato.
Quando l'ho faticosamente estratto da sotto un cumulo di vecchiume era così sporco che anche il mio condiscendente marito non ha potuto fare a meno di inorridire.
Ma io ne ero totalmente e inspiegabilmente affascinata.
- Ma cosa ci vuoi fare????
- Lo pulisco bene e poi lo sporco con un po' di vernice...
- Certo, mi sembra logico: prima lo pulisci e poi lo sporchi di nuovo...
Ma lui non sa dirmi di no e così ho portato a casa il mio piccolo tesoro.
Mi chiedo chi e perchè ha inchiodato insieme tre piccole assi di legno che sembrano non poter essere appartenute a nessun oggetto con una qualche logica.
Sa tanto dell'errore di un falegname inesperto, un esperimento decisamente non riuscito.
Chissà.
Fatto sta che il mio piccolo piano di legno sembrava fosse sepolto sotto quella catasta da anni e anni.
Ha visto scorrere le stagioni, è stato bagnato da pioggia e neve, asciugato dal vento di aprile e scorticato dal sole di luglio.
Era lì e semplicemente mi aspettava...


INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di farfalle integrali
300 grammi di pomodorini ciliegini
100 grammi di pecorino toscano tagliato a scaglie
olio extravergine
sale
Per il pesto di rucola:
2 mazzetti di rucola lavata e asciugata
due cucchiai di parmigiano grattugiato
un cucchiaio di pecorino romano grattugiato
un piccolo spicchio d'aglio
olio extravergine quanto basta
sale

Mettiamo su l'acqua per la pasta.
Nel bicchiere del frullatore raccogliamo tutti gli ingredienti per il pesto di rucola tranne l'olio.
Frulliamo bene aggiungendo l'olio a filo fino ad ottenere una crema.
In una padella capiente versiamo poco olio, lo facciamo scaldare e poi facciamo rosolare i pomodorini tagliati a metà finchè prendono un po' di colore.
Scoliamo le farfalle bene al dente, le versiamo nella padella dei pomodorini e spadelliamo pochi minuti aggiungendo il pesto di rucola.
Spegniamo il fuoco e serviamo cospargendo con le scaglie di pecorino.
Questa pasta in estate è ottima anche fredda.
E' anche un'idea golosa per il picnic di Pasquetta.



CASERECCE CON FUNGHI PORCINI E SPECK... MENTRE L'ACQUA BOLLE...PERSA...


Svegliarsi il lunedì mattina già in ritardo sulla tabella di marcia, avere mille cose in mente e perderle per strada via via che la mattinata scorre...
Da sempre me lo dico: scriviti tutto Anna, scrivi ogni cosa perchè altrimenti non ce la fai.
E, a onor di vero, per buona parte del tempo lo faccio.
Ho un'agenda, un quadernino e una splendida serie di foglietti sparsi, di tutti i generi e di tutte le fogge. Alcuni in realtà non sarebbero nemmeno foglietti (o perlomeno non lo erano in origine): vecchi scontrini scarabocchiati, pezzetti di cartoncino strappati alla scatola del riso, persino il retro di quelle strisce di cartone che tengono unite le calze quando le acquistiamo.
Ogni superficie su cui sia umanamente possibile scrivere può diventare un foglietto per i miei appunti.
Ma cosa vi stavo dicendo?
Ecco, lo vedete che divago? Divago e perdo tempo...
Ah sì, proprio del tempo che perdo vi parlavo e delle cose che non mi ricordo.
Perchè dopo i periodi in cui scrivo religiosamente ogni cosa da fare arrivano quelli in cui non scrivo nulla.
Niente.
Il vuoto più totale.
Si tratta di una sorta di delirio di onnipotenza che mi spinge a credere che il mio cervello sia un ordinatissimo database che immagazzina e tiene in ordine ogni informazione.
Magari divisa in cartelle. Una specie di Pinterest...
Certo. Come no.
Il mio cervello è un luogo zeppo di ogni genere di informazioni, tutte rigorosamente disordinate e preferibilmente non complete.
Per questo spesso mi ritrovo ad aprire il frigorifero, fissarne l'interno per qualche secondo e poi richiuderlo perchè non mi ricordo cosa dovevo prendere.
Se dovessi visualizzare il mio cervello potrebbe somigliare al laboratorio di uno scienziato pazzo un po' accumulatore seriale. E scordatevi la leggenda di quelli che dicono "io nel mio disordine mi ci ritrovo e non perdo mai niente".
Io perdo buona parte delle informazioni. E delle cose che mi ero mentalmente appuntata di fare.
Io sono irrimediabilmente PERSA.
Ma perchè vi sto raccontando tutto questo?
Ecco, nemmeno me lo ricordo più... divago e divago e poi non ritrovo il bandolo della matassa.
Ah ecco, ve lo stavo raccontando perchè stamattina, fra le varie cose che ho dimenticato mi son scordata pure di pubblicare il post.
E' per questo che ve lo propongo all'ora di pranzo, portate pazienza...
Ma tanto è una ricetta velocissima, quella del lunedì da preparare in pochi minuti mentre l'acqua bolle.
Adesso scappo che ho un sacco di cose da fare... giusto il tempo di ricordarmi quali sono...


INGREDIENTI
400 grammi di pasta corta (io caserecce)
400 grammi di funghi porcini surgelati
(io prendo quelli già tagliati a pezzetti, ne tengo sempre in freezer sono comodissimi)
200 grammi di speck a fettine
un piccolo scalogno
sale
pepe nero
parmigiano per servire
olio extravergine

Come sempre mettiamo prima a scaldare l'acqua della pasta.
Affettiamo sottile lo scalogno.
In una padella larga versiamo un bel giro d'olio e facciamo dorare a fuoco dolce lo scalogno.
Aggiungiamo i funghi ancora surgelati, saliamo, mescoliamo e lasciamo cuocere finchè i funghi non sono morbidi.
Scaldiamo sul fuoco una piccola padella antiaderente e facciamo rosolare per un paio di minuti lo speck. Spegniamo e teniamo da parte.
Scolare la pasta al dente tenendo da parte una tazza di acqua di cottura. La versiamo nella padella dei funghi. aggiungiamo lo speck e facciamo amalgamare a fuoco vivace per un minuto aggiungendo poco alla volta l'acqua di cottura della pasta.
Servire ben caldo accompagnando con parmigiano grattugiato e una bella spolverata di pepe nero.
A differenza della classica pasta con i funghi qui non è presente la panna (quindi tutto resta più leggero) e non se ne sente la mancanza perchè la pasta viene mantecata usando l'acqua di cottura e lo speck insaporisce.

Il piatto arriva da Rue de la Brocante

LINGUINE ALLA CREMA DI CANNELLINI... MENTRE L'ACQUA BOLLE... E IO SCOPRO IL PEGGIO DELL'ANIMO UMANO


E' passata una settimana dall'ultimo post, una settimana in cui, per scelta mi sono tenuta lontana dal web.
Avevo bisogno di silenzio, a volte mi succede.
Ma non credo che lo rifarò, diciamo che questa lontananza mi ha portato piuttosto sfortuna...
Prima sono state piccole catastrofi quotidiane (niente di serio, normale amministrazione in una famiglia numerosa come la mia)... poi la faccenda si è fatta più seria...
Giovedì mi sono svegliata con un fastidioso dolore al fianco sinistro ma siccome donna coraggiosissima sono... ho fatto finta di nulla nella speranza (vana) che il dolore, sentendosi trascurato e ignorato, se ne andasse di sua spontanea volontà.
Purtroppo non è stato così e mi sono trascinata tutta la giornata con la stessa espressione sofferente del Dottor House (ve lo ricordate? ingollava antidolorifici come caramelle e aveva un pessimo carattere... ecco, a parte la barba lunga io ero più o meno così...).
Venerdì mattina agonizzavo proprio e un marito preoccupatissimo mi ha letteralmente portata a braccia dal nostro medico che, ne ero certa, mi avrebbe propinato una pastiglietta magica rimandandomi subito a casa.
Ovviamente non è andata così.
Un serissimo e preoccupato medico (non sorrideva nemmeno alle penosissime battute che cercavo di fare tra un rantolo e l'altro) mi ha spedita di corsa in ospedale per una ecografia d'urgenza.
Ecco, memorizzate questa parola "urgenza" perchè acquisterà un significato grottesco nel corso del racconto.
Arrivo in pronto soccorso alle dieci del mattino e so di non avere un bell'aspetto anche se sono ancora in grado di mantenere un minimo di dignità umana.
L'operatrice del pronto soccorso è gentilissima, compila velocemente il modulo, chiama la radiologia e mi manda immediatamente in reparto per l'esame.
Tempo di attesa, quattro minuti.
Sono ottimista,
Non avrei dovuto esserlo.
Arrivo in radiologia abbarbicata a mio marito che (poveretto) è sempre più terrorizzato.
Ovviamente la sala d'aspetto di radiologia brilla per la totale assenza di personale sanitario.
Mi accascio su una sedia e aspetto.
Cinque minuti, Dieci. Venti.
Dopo venticinque minuti da una porta esce, con la stessa velocità di un bradipo zoppo, un infermiere.
Lo fermiamo proprio mentre ci supera ignorandoci come se fossimo trasparenti.
Quando gli spieghiamo che siamo stati mandati dal pronto soccorso per un'ecografia urgente ci guarda con aria annoiata e ci invita molto scortesemente ad andare all'accettazione.
All'accettazione, dopo una fila di altri venti minuti, ci dicono che io devo andare in sala d'attesa (dov'ero già prima...) e mio marito deve andare alla cassa dell'ospedale per pagare la prestazione (46 euro, per la cronaca).
Mio marito comincia a dare segni di nervosismo, io ormai ho le visioni dal dolore... mi accompagna in sala d'aspetto dove intercettiamo due infermieri che chiacchierano felicemente.
Raccontiamo il nostro problema per l'ennesima volta, loro mi guardano con aria scettica (sarò forse una mentitrice?) e poi spariscono dietro una porta.
Riescono una decina di minuti dopo (sempre in coppia) e mi guardano di nuovo con aria perplessa...
- Lei perchè "vuole" fare questo esame signora?
Li fisso con aria ebete, forse stanno scherzando. Mi accorgo subito che (purtroppo) sono seri.
Ingoio la risposta che vorrei dare (stamattina non avevo niente da fare, mi annoiavo un po' e allora mi sono detta... perchè non andare all'ospedale a fare una bella ecografia addominale?) e rispiego per l'ennesima volta perchè mi trovo lì.
Mi guardano e poi, senza una parola, spariscono di nuovo dietro quella porta.
La situazione sta assumendo toni surreali.
Io ormai sono sfinita dal dolore e mio marito ha assunto la stessa espressione di un toro che sta per caricare.
Tornano fuori qualche minuto dopo...
- Senta... non potrebbe ritornare oggi pomeriggio? Sa, stamattina c'è un sacco di gente che aveva appuntamento ed è qui che aspetta.
Mi guardo intorno e vedo quattro o cinque persone in attesa.
Con calma gelida spiego che no, non tornerò nel pomeriggio. Ribadisco che sto male e che sono lì per un'urgenza. Urgenza, parola di cui, evidentemente, non conoscono il significato.
Sospirano e mi dicono che devo aspettare lì, nel frattempo io devo bere un litro d'acqua e mio marito deve andare alla cassa a pagare.
Sono ormai le undici e mezza, dopo avermi munita di due bottigliette d'acqua da mezzo litro, mio marito va a cercare la cassa dell'ospedale. Si vede che preferirebbe farsi amputare una mano piuttosto che lasciarmi lì da sola ma non abbiamo scelta.
Seduta su quella sedia di plastica passo il quaranta minuti peggiori della mia vita.
Il dolore peggiora a causa di tutta l'acqua che sono costretta ad ingurgitare.
Nel frattempo, con lentezza plateale, i due infermieri chiamano uno dei pazienti già in fila, continuando ad ignorarmi.
Ascoltando i discorsi di queste persone scopro con raccapriccio che avevano appuntamento chi per le nove e trenta e chi per le dieci.
Nel frattempo arrivano i pazienti delle undici e delle undici e trenta.
E' mezzogiorno e venti quando torna mio marito ed entra il paziente delle dieci e trenta.
Ormai sono sull'orlo di un collasso, quando esce uno dei due infermieri lo assalto come una tigre infuriata.
Non so di preciso cosa ho detto, so solo che dopo cinque minuti ero sdraiata sul lettino per l'ecografia circondata da due infermieri ostili e da una dottoressa ancora più ostile.
L'esame si svolge in un clima surreale: la dottoressa è arrabbiata perchè io ho "preteso" di entrare.
Nessuno mi chiede perchè sono lì.
La dottoressa fa l'ecografia concentrandosi sul fianco destro. Quando provo a dirle che a me fa male il fianco sinistro mi risponde in malo modo che sa quello che fa.
Mi dice che non ho niente e che si tratta "solo" di una colica addominale.
Esco da lì inebetita dal dolore e demoralizzata dalla pochezza dell'animo umano.
Penso a quanta poca empatia c'è da parte di persone che devono lavorare con chi sta male.
Ho voluto raccontarvi questa cosa un po' perchè il blog è meglio della psicoterapia e sfogarmi scrivendo mi fa stare molto meglio e un po' perchè le storie di cattiva sanità devono essere denunciate.
Troppo spesso subiamo il trattamento maleducato di persone che sono pagate per darci supporto.
Io stessa stavo troppo male per reagire come avrei dovuto ed è proprio questo il punto: approfittarsi di chi non è nelle condizioni di reagire e far valere i propri diritti e le proprie ragioni.
Farò una segnalazione alla direzione dell'ospedale e la farà anche il mio medico curante.
Ormai in Italia siamo solo capaci di lamentarci e quello che succede è sempre colpa degli altri.
Poi chi ha un lavoro si comporta in questo modo vergognoso...
Per la cronaca, il mio dolore si è un po' calmato ma purtroppo resta sempre lì e dovrò fare ulteriori accertamenti... tremo al solo pensiero.

********

Parliamo d'altro, che è meglio...
Oggi vi voglio raccontare di una ricetta che ho scoperto tanti anni fa sfogliando una rivista.
Era un articolo dedicato ai primi veloci e fra i vari condimenti questo mi aveva proprio incuriosita.
E' il classico piatto di pasta da preparare quando il frigo è proprio vuoto, bastano due ingredienti.
Inoltre è un piatto sano e completo. Insieme a una porzione di verdura è un pranzo perfetto.


INGREDIENTI
(per quattro persone)
360 di linguine
due scatole di fagioli cannellini
olio extravergine
sale
aglio
un peperoncino secco
prezzemolo

Mettere su l'acqua per la pasta.
Scolare e sciacquare il fagioli, versarli in una padella insieme a poco olio e a un mestolo di acqua di cottura della pasta.
Cuocere qualche minuto i fagioli schiacciandoli intanto con una forchetta: bisogna ottenere una crema lasciando però qualche pezzetto.
Aggiungere uno spicchio d'aglio schiacciato con lo spremiaglio e poco sale.
Scolare la pasta tenendo la parte mezza tazza di acqua di cottura, versarla nella padella e mantecare unendo l'acqua di cottura, olio a piacere, il peperoncino sbriciolato con le dita e il prezzemolo tritato.
Servire la pasta caldissima.


Il piatto e le posate che vedete nelle foto sono di Villa d'Este Home

MENTRE L'ACQUA BOLLE: LA GRICIA



La scorsa settimana è cominciato questo appuntamento con i primi veloci, quelli che, appunto, si preparano mentre l'acqua bolle.
Ho rispolverato il mio vecchio quadernetto pieno di appunti e ricette e qualche amica mi ha anche inviato le ricette veloci di casa sua.
Sono davvero infinite le possibilità di preparare un primo veloce e gustoso senza scivolare nel tunnel della pasta in bianco.
La volta scorsa, qui. ho raccontato come sia però necessario avere una dispensa e un frigorifero con qualche ingrediente di base che permetta di giocare con la fantasia.
Un ingrediente che non vi ho messo è il guanciale. Una vera chicca in cucina, io lo uso spesso in sostituzione della pancetta perchè è più morbido e dal sapore più delicato.
Nella classica amatriciana è insostituibile come lo è per questa pasta, la gricia, (l'antenata in bianco dell'amatriciana) un vero esempio di come si possa creare un vero e proprio capolavoro con pochissimi ingredienti.
Ultimamente ad Amatrice, il luogo dove sono nate le ricette dell'amatriciana e della gricia, c'è stato un po' di tafferuglio con un noto chef barbuto, somigliante in modo inquietante ad Orco Rubio (ve lo ricordate? il personaggio della Melevisione...).
Pare che questo orco chef abbia pronunciato pubblicamente eresie riguardo agli ingredienti di queste due antiche ricette.
Lo stesso orco chef intervistato qualche giorno dopo ha dichiarato che "stava scherzando".
Mah...



INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di spaghetti grossi (o bucatini)
250 grammi di guanciale 
150 grammi di pecorino 
(io ho usato quello romano ma la ricetta richiederebbe quello di Amatrice, meno salato)
pepe nero
sale
(nella ricetta originale è previsto anche lo strutto, che io non ho usato)

Per prima cosa mettere a bollire l'acqua.
Tagliare il guanciale a pezzetti e grattugiare il pecorino.
Mettere sul fuoco una padella antiaderente con il fondo spesso e disporvi i guanciale.
Farlo rosolare a fuoco molto basso in modo che il grasso si sciolga e la parte magra non bruci.
Cuocere la pasta tenendo da parte mezza tazza di acqua di cottura.
Scolarla e versarla nella padella del guanciale insieme con il pecorino e una generosa macinata di pepe.
Far mantecare la pasta sul fuoco aggiungendo l'acqua di cottura.
Servire caldissima aggiungendo ancora un po' di pepe.



PENNETTE CON ZUCCHINE, TONNO E POMODORINI AL PROFUMO DI TIMO... MENTRE L'ACQUA BOLLE


Metti che arriva mezzogiorno.
Metti che sei appena tornata a casa stanca e stravolta e l'ultimo dei tuoi desideri è quello di metterti a cucinare.
Metti che vorresti essere Maga Magò e far materializzare sul tavolo un piatto di lasagne fumanti.
Metti che ti rendi conto che è ragionevolmente impossibile essere Maga Magò.
Quindi ti tocca rimboccarti le maniche, mettere su l'acqua per la pasta e rovistare nel frigorifero alla ricerca di "qualcosa" anche se non sai esattamente cosa sia quel "qualcosa".
Da qui nasce l'idea di questa rubrica "Mentre l'acqua bolle", una raccolta di primi velocissimi da realizzare all'ultimo minuto.
Ogni lunedì posterò una ricetta velocissima e facile per un primo che soddisfi tutta la famiglia.
Diciamo però che per realizzare un piatto di pasta che dia una certa soddisfazione (non la pasta al burro per capirci) bisogna che ci sia almeno una piccola base in dispensa e in frigorifero perchè, se vi ritrovate a grattare con le unghie la parete del frigo l'unica cosa che vi resta da fare è ordinare una pizza.
Se però siamo brave avremo sempre in dispensa:
- pasta di vari formati (che mica possiamo fare la pasta senza la pasta)
- pomodori pelati, passata o pomodoro a cubetti ('na mano santa)
- tonno in scatola (non sarà il massimo ma non avete idee di quante vite abbia salvato il tonno in scatola - per lo meno nella mia famiglia)
- olio extravergine
- origano, timo, peperoncino e tutte le spezie che ci piacciono
E in frigorifero:
- formaggio grana e pecorino (se proprio non avete tempo potete fare scorta di quelli già grattugiati in busta, non sono il massimo ma sono comodissimi)
- burro
- qualche verdura (zucchine, peperoni, pomodorini... in base a quello che c'è quel giorno si può scegliere la ricetta veloce da preparare)
- vino bianco (non per farvi un cicchetto - vabbè anche quello se volete - ma per sfumare soffritti and co...)
- aglio e cipolla (senza di loro non c'è sapore...)
Oggi io avevo in frigorifero un paio di zucchine e una manciata di pomodorini...

INGREDIENTI
(per quattro persone)
350 grammi di pennette (o altra pasta corta)
due grosse zucchine
una manciata di pomodorini (circa 150 grammi)
due scatolette di tonno sgocciolate dell'olio di conservazione
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
timo secco
peperoncino secco
sale

Per prima cosa mettere a bollire l'acqua salata per cuocere la pasta.
Tagliare a rondelle le zucchine e a metà i pomodorini.
In una padella capiente versare un bel giro d'olio e metterlo a scaldare.
Unire lo spicchio d'aglio schiacciato e le zucchine.
Lasciar insaporire per qualche minuto a fuoco vivo mescolando spesso, unire i pomodorini e lasciare cuocere un paio di minuti.
Aggiungere il tonno e il peperoncino, mescolare e cuocere pochi minuti. Regolare di sale.
Nel frattempo cuocere la pasta lasciandola al dente, scolarla (tenendo da parte mezzo bicchiere di acqua di cottura) e versarla nella padella.
Mescolare a fuoco vivace, unire l'acqua di cottura sempre mescolando.
Spegnere il fuoco, cospargere con il timo e, se piace, altro peperoncino.
Servire subito.


P.S.: Vi lascio a fine post anche un po' di link di ricette di primi veloci già pubblicate qui sul blog... andate a dare un'occhiata...
P.P.S.: Se avete ricette veloci da suggerirmi scrivetemi: ultimissimedalforno@gmail.com

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