COOKIES AMERICANI AL CIOCCOLATO E NOCI... DI RITORNI, NOVITA' E SPERANZE...


Ed eccomi di ritorno anche se, di fatto, non mi sono mai realmente mossa da qui.
Niente viaggi (a parte quelli fatti con la mente), solo giorni dedicati a riordinare idee, progetti e pensieri.
Giorni di libri letti e dolci nel forno ma anche di mail a cui rispondere e lavoro da organizzare.
Giorni di stupore al pensiero che questo mio piccolo blog stia cominciando (finalmente) a crescere...



Così ci saranno novità (belle!) e tanta voglia di imparare cose nuove, realizzare piccoli e grandi sogni con la consapevolezza che non sono più l'unica a crederci...
Intanto continuo a godermi questa strana estate (quasi) fresca, queste giornate di aria da respirare a pieni polmoni, figli a casa, esami (che nella vita gli esami non finiscono mai), cagnolini pazzerelli, merli impertinenti e bambini che giocano finalmente liberi di gridare e sporcarsi.
Potrebbe quasi piacermi questa estate...




INGREDIENTI
225 grammi di burro morbido
180 grammi di zucchero 
200 grammi di zucchero di canna  mascobado
2 uova
1 cucchiaio di estratto di vaniglia 
380 grammi di farina (per me farina di grano tenero Ruggeri
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio raso di acqua calda
un pizzico di sale
350 grammi di gocce di cioccolato 
130 grammi di noci tritate



Sono i classici biscottoni americani, perfetti insieme ad un bicchiere di latte e sono i biscotti preferiti di mio figlio.
Per prima cosa ho preriscaldato il forno a 180 gradi.
Ho lavorato con una forchetta il burro e i due tipi di zucchero formando una crema.
Ho poi aggiunto le uova e l'estratto di vaniglia,
Ho sciolto il bicarbonato nell'acqua calda e l'ho aggiunto al composto
Infine ho unito la farina setacciata, il sale, le noci e le gocce di cioccolato.
Ho ricoperto una teglia con della carta da forno e ho disposto il composto a cucchiaiate tenendole distanti fra loro (i biscotti crescono parecchio).
Ho infornato per circa 10-12 minuti.
Ho sfornato i biscotti stando ben attenta a non toccarli finchè non si sono raffreddati.

Si conservano bene in una scatola di latta.



ROTOLO DI SFOGLIA ALLA NUTELLA SU QUANDO NASCE UNA MAMMA


Enniente... davanti ad un rotolo alla nutella non abbiamo bisogno di parole... Vi lascio semplicemente il link, visto che oggi mi trovate su Quando Nasce Una Mamma,  con la promessa che per fare questo dolce ci vuole solo una manciata di minuti...

Buon fine settimana!!!!

GNOCCHI ALLA SORRENTINA SU DONNE MAGAZINE... SARA' UN LUNGO ANNO...

Giugno: "Nei prossimi giorni cercherò il foglio dei compiti in più che mi ha dato la maestra"
Luglio: "Domani metto in ordine camera mia e vedrai che lo trovo"
Agosto: "Forse è meglio se chiediamo a qualcuno il foglio perchè proprio non lo trovo"
13 Settembre: "Ma tu guarda dov'era il foglio che non trovavo!!!"

16 Settembre, ore 14,30: "Non trovo più il foglio dell'orario di scuola!"
16 Settembre, ore 15,30: "Mi avete perso il foglio con l'orario di scuola!"
16 Settembre, ore 15,45 (con piglio minaccioso alla Scarface): "E' colpa vostra che continuate a riordinare! L'avete buttato!!!!!!"
16 Settembre, ore 18,00 (dopo svariate telefonate per recuperare l'orario, riscrittura in sedici copie in carta bollata dello stesso, distruzione totale della già disordinata cameretta) "Ma guarda un po' che roba... il foglio dell'orario si era infilato nella tasca del mio grembiule!".

Sarà un lungo anno scolastico.

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Veloci, facili e a prova di esaurimento nervoso.
Credo che prossimamente posterò molte ricette così.
Questa ve la lascio su Donne Magazine...


CAKE POPS AL CIOCCOLATO E NUTELLA E... CRONACA DI UN TRASLOCO TRAVAGLIATO - PARTE 1



CRONACA DI UN TRASLOCO TRAVAGLIATO...ovvero un racconto demenziale in cui incontreremo loschi personaggi travestiti da idraulici, falegnami e vetrai... fra bidet traballanti e tubi che perdono...

Vi avevo detto che ve lo avrei raccontato.
In verità avevo detto che ve lo avrei raccontato il giorno in cui sarei stata capace di riderci sopra ma potrebbero passare anni o forse potrebbe non accadere mai...
Tutto cominciò in un freddissimo giorno di gennaio, il giorno in cui la casa nuova ed io ci siamo incontrate.
Lei era buia, triste e gelida. Stava vuota e sola da un bel po'.
Camminando per le stanze i passi rimbombavano...
E' stato quando abbiamo spalancato le finestre che mi sono innamorata di lei.
L'ho immaginata in un luminoso giorno di primavera, ho immaginato la luce e l'aria...
E così la decisione era stata presa.
Ci saremmo trasferiti alla fine di marzo e, visto che era il 10 gennaio ci sembrava di avere tantissimo tempo a disposizione... un'immensità di tempo...
Avevo deciso che il nostro sarebbe stato il trasloco meglio organizzato del secolo.
Avrei pianificato ogni dettaglio, niente sarebbe sfuggito al mio controllo.
Ho addirittura fatto una ricerca su google trovando una serie di utilissimi consigli (come quello di preparare una borsa con tutto l'occorrente per la prima notte nella nuova casa, dalle lenzuola al caffè solubile e ai biscottini "consolatori").
Immaginavo di ripulire, ridipingere e sistemare perfettamente la casa nuova in modo da dover solo "appoggiare i mobili". I voli pindarici della mia mente mi avevano portata a fantasticare di mettere addirittura le tende alle finestre, di lucidare perfettamente i pavimenti e magari accendere qualche candela profumata.
Avremmo finito tutto quanto al massimo entro le quattro del pomeriggio, poi una bella doccia calda e poi avrei preparato una bella cenetta per la mia famiglia... anzi... saremmo andati fuori a cena per festeggiare la nuova casa.
Lo so che state scuotendo la testa...
Due giorni dopo stavo ancora preparando liste dettagliate delle cose da fare.
Una settimana dopo mio marito ed io, armati di tutto l'occorrente, eravamo pronti ad iniziare a "sistemare la casa" che "aveva solo bisogno di un'imbiancatina e una pulita"...
Avevamo già fatto gli allacciamenti di acqua, luce e gas e ci sentivamo molto virtuosi ed organizzati.
E' stato nell'esatto momento in cui abbiamo girato la manopola del contatore dell'acqua che le cose hanno cominciato a sfuggirci di mano. Una cascata d'acqua ha iniziato ad uscire dai tubi in cucina e quando dico una cascata mi riferisco alle cascate del Niagara non a una dolce cascatella di montagna.
Nel lasso di tempo in cui io mi precipitavo a chiudere il contatore e mio marito cercava eroicamente di fermare quell'alluvione a mani nude la cucina si è completamente allagata.
Inutile dirvi che quel giorno non abbiamo iniziato a "dare un'imbiancatina alle pareti".
E nemmeno "una pulita".
Quel giorno abbiamo raccolto acqua e abbiamo cercato il numero di un idraulico disposto a precipitarsi subito in nostro aiuto. Numero che ci è stato gentilmente fornito da un negozio che fornisce materiale elettrico e affini.
E così abbiamo conosciuto l'Idraulico Number One.
Chiamato alle dieci del mattino ha risposto con un "arrivo subito".
Alle 12,30 è arrivato.
Un vecchietto dall'aria sparuta senza nemmeno la valigetta degli attrezzi.
Ha fissato in silenzio per un quarto d'ora buono i due tubi che avevano generato il disastro e poi ha sentenziato gravemente "ci vogliono due tappi". Poi si è chiuso in un silenzio ermetico.
- Ma questi tappi può metterli lei? -
- Sì -
- Ehmmm... e pensa di farlo oggi?
- .............................................
- Mi scusi... pensa di poter mettere oggi i due tappi? - La voce di mio marito cominciava ad avere una lieve nota isterica mentre il vecchietto continuava a fissare i tubi in silenzio...
- Sì -
- Bene!!!! ALLORA LO FACCIA!!!!! -
- ............................................................
Alle 16,30 i due tappi erano finalmente stati inseriti.
Quel giorno non ci sono state nè "imbiancatine" nè "pulitine".

CONTINUA....



INGREDIENTI
biscotti tipo "Ringo" o "Oreò"
nutella
cioccolato bianco
zuccherini colorati (o granella di nocciola, codette, ecc.)



E' una ricetta "non ricetta" vista una sera facendo zapping in tv.
Mi hanno incuriosita queste "palline" colorate davvero facilissime da fare.
Mettere nel robot i biscotti e ridurli in polvere, aggiungere qualche cucchiaiata di nutella e frullare. (Consiglio di aggiungere la nutella una cucchiaita alla volta, bisogna creare un impasto facile da lavorare con le mani).
Con l'impasto ottenuto formare delle "polpettine" tonde più o meno grandi come una piccola noce.
Metterle su un vassoio ricoperto di carta da forno e porle in freezer a rassodare per un quarto d'ora.
Nel frattempo sciogliere il cioccolato bianco, intingervi per un paio di centimetri dei piccoli spiedini di legno e infilarlo all'interno di ogni "pallina". L'effetto cioccolato caldo e pallina fredda dovrebbe fare la collante.
Lasciar solidificare per qualche minuto e poi immergere i cake pops nel cioccolato bianco fuso e subito dopo nella granella scelta.
Sono buonissimi e molto carini.

Vi do un consiglio: quando infilate lo spiedino lasciatelo affondare solo fino a metà pallina altrimenti i cake pops si romperanno!




LA CORONA DELL'AVVENTO DI PANE SPEZIATO


- Cosa facciamo la prossima volta?
- La prossima volta prepariamo un pane speciale, un pane che profuma di Natale!
- E che profumo ha il Natale?

Profumo di spezie, di lievito e di arancia.
L'odore del Natale.

- Buonooooo è un buon profumo!
- Sì ma attenzione: non sarà un pane da mangiare, sarà un pane decorativo, un pane simbolo. Sarà la corona dell'Avvento di pane.
- Sì ma,(tono deluso) allora la prossima volta non si mangia????

Prendete dodici bambini dai sei ai dieci anni.
Lasciateli chiacchierare e ridere (tanto).
Mescolateli con farina, acqua, lievito.
Impastate con spezie e sorrisi.
Lasciate che la farina si posi leggera su tutto quanto.
Lasciate che il profumo delle spezie e del pane inondi la cucina.

Risate e chiacchiere di bimbi. La loro gioia di vivere.
L'essenza del Natale.

- Ma a cosa servono le candele e i nastri?
- Per la nostra corona dell'Avvento... lo sapete perchè ci sono quattro candele? Nooo? Ora vi racconto...

Mescolate il racconto del miracolo più grande con sguardi limpidi e sospiri attoniti.
Mentre le mani lavorano raccontate la storia più bella del mondo...

Fruscio di nastri, piccole esclamazioni, mani in movimento.
La gioia di creare.

Abbiamo unito la gioia di impastare il pane con quella di ricreare uno dei simboli più belli del Natale: la corona dell'Avvento.

Il simbolo che amo di più perchè rappresenta l'attesa.
Oggi siamo disabituati all'attesa.
Vogliamo tutto e subito.
Spieghiamo ai bambini che l'attesa può essere magica e meravigliosa forse ancor più del momento della festa.



Il pane, le spezie, le candele...
I bambini sono stati, come sempre, bravissimi.
E' bastato dal loro una traccia e hanno creato dei piccoli capolavori.

Certo, ci sono alcune cose che mi devo ricordate per la prossima volta...
Tipo: spiegare ai bambini che le spezie pizzicano sulla lingua e ancora di più quando vengono inalate... e che l'albume d'uovo è una colla estremamente potente, in particolar modo se spalmato sul tavolo...
Ah... devo anche ricordarmi che bambini e canditi nella stessa stanza sono estremamente pericolosi: i primi sanno fare un uso estremamente creativo dei secondi...

^__^

COSA CI SERVE
(per una corona)
400 grammi di farina 
(potete anche unire vari rimasugli di farine, è un modo per utilizzarle) 
un cucchiaino di lievito di birra disidratato
due cucchiai di scorza d'arancia grattugiata 
un cucchiaino di cannella in polvere
la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere
la punta di un cucchiaino di noce moscata in polvere
un cucchiaino raso di sale
canditi misti
un uovo e un po' di latte per spennellare la superficie

Per prima cosa mettiamo in una ciotola la farina con il sale e mescoliamo.
Uniamo il lievito di birra, la scorza d'arancia e le spezie.
Mescoliamo bene e cominciamo ad impastare  aggiungendo a filo acqua a temperatura ambiente.

Formare un impasto da pane e la lavorarlo bene finchè diventa liscio e setoso (in teoria non mangeremo la nostra corona dell'avvento ma la lavorazione serve a renderla compatta e senza crepe).

A questo punto la vostra cucina sarà talmente profumata che vi girerà la testa.

Mettiamo il panetto nella ciotola, copriamo la ciotola col la pellicola e lasciamo lievitare per 20-30 minuti.

Riprendiamo l'impasto, lavoriamolo brevemente per sgonfiarlo e dividiamolo in sei pezzetti uguali.

Formiamo con ogni pezzetto un serpentello e poi due trecce da tre serpentelli ciascuna.

Mettiamo le trecce sulla teglia ricoperta dalla carta da forno e uniamo le estremità formando una ghirlanda.

Lasciamo lievitare per venti minuti.

Accendiamo il forno a 200 gradi.

Nel frattempo prendiamo della carta stagnola, formiamo delle strisce alte sei centimetri, ripieghiamole e avvolgiamole sul fondo di una candela. Tagliamo la stagnola in eccesso e avremo dei "bicchierini" dello stesso diametro delle candele.

Riprendiamo la nostra ghirlanda ed inseriamo i bicchierini di stagnola alla stessa distanza l'uno dall'altro.

prima della cottura


In una ciotola sbattiamo un uovo intero con un po' di latte e spennelliamo la nostra corona-
Cospargiamola di canditi ed inforniamola per 20-30 minuti (deve diventare dorata senza però bruciarsi).

Vi assicuro che il profumo di Natale a questo punto sarà così inebriante che comincerete a cantare "jingle bells"!

Sfornate la ghirlanda, mettetela su un piatto e lasciatela intiepidire.

Infilate nei "bicchierini di stagnola" le candele.


Con dei nastrini coprite la stagnola in eccesso.
Lasciate raffreddare molto bene la ghirlanda prima di spostarla ricordando che ci vorranno un paio di giorni perchè si indurisca del tutto e possa essere maneggiata senza pericolo di romperla.



Alcuni bambini hanno voluto realizzare la versione "ghirlanda da appendere"



CROSTATINE DI FROLLA ALLE MANDORLE CON MARMELLATA DI FRAGOLE... INSIEME COI BAMBINI


Prendete sei bambini.
Metteteli intorno ad un lungo tavolo di legno scuro. Fate che non sia un tavolo lucido e nuovo ma ruvido e accogliente, con tanti graffi che raccontano di vite vissute.

Non abbiate paura di sporcare.
Tornate bambine e scoprite che è divertente sporcare.


Mettete sul tavolo una grande ciotola piena di farina, una di zucchero e un cestino pieno di uova.
Preparate un piatto con del burro morbido e profumato.
Lasciate a disposizione il profumo dolce della vaniglia e quello fresco del limone.
Preparate un grande vaso di marmellata di fragole.


E poi lasciate che i bimbi usino le loro mani e la loro fantasia.
L'aria si riempirà di risate e profumi.
Voleranno zucchero e farina.
Ci saranno piccole guance sporche di bianco.


Nasceranno dei piccoli capolavori.
Si costruiranno ricordi che dureranno per sempre.

"I bambini hanno molto da insegnare agli adulti. Se non altro sulla gioia di vivere."



INGREDIENTI
80 di grammi di farina di mandorle
280 grammi di farina per dolci
130 gr di zucchero
130 gr di burro
1 uovo + 1 tuorlo
la scorza grattugiata di mezzo limone
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
una bustina di vanillina
marmellata di fragole

Mescolare la farina per dolci con la farina di mandorle, lo zucchero, la scorza di limone, il lievito, il pizzico di sale e la vanillina.
Aggiungere il burro freddo spezzettato e mescolare con le dita formando delle "briciole".
Aggiungere le uova leggermente sbattute e impastare velocemente formando una palla liscia.
Mettere in frigorifero per almeno mezz'ora.
Imburrare e infarinare degli stampini da tartelletta, stendere la pasta frolla e foderare gli stampini tagliando la pasta in eccesso.
Spalmare con abbondante marmellata.
Con la frolla rimasta formare delle strisce e posizionarle a griglia sulle crostatine.
Infornare a 180 gradi (forno statico) per 15-20 minuti.