RISOTTO ALLA ZUCCA CON SALVIA E SPECK CROCCANTE



Stamattina, davanti al pc, mi sono chiesta cosa potervi raccontare.
Perchè, si sa, mi piace accompagnare ogni mio post con un breve (va bene, non sempre breve) scritto, mi piace raccontare un po' di me.
Così stamattina, sola nella mia cucina, seduta davanti al pc con un plaid sulle spalle e una tazza di caffelatte accanto, ho aperto la schermata di blogger e...
E niente, cosa vi posso raccontare?
Al momento (dopo un'estate travagliata) vivo un apprezzatissimo momento di calma.
Leggevo stamattina un po' di blogger famose, quelle che su instagram hanno settordicimila follower e riflettevo che hanno tutte delle vite splendide e movimentate: un momento sono su una spiaggia in Grecia e nella foto dopo sono in mezzo alla neve in Colorado.
Si sposano e divorziano alla velocità della luce documentando ogni attimo di entrambe le situazioni.
Registrano messaggi di solidarietà per la piccola azienda nepalese che produce lana di alpaca mentre sono immerse nelle bollicine dell'idromassaggio in un hotel a venti stelle a Dubai.
Fotografano (e presumibilmente mangiano) cibi di ogni genere in quantitativi assurdi e non ingrassano di un grammo.
Hanno sempre un sacco di cose da raccontare e vite affascinanti.
Quindi cosa posso raccontarvi io?
Che ho aggiunto parecchie file di lucine nella mia cucina e che ora, la sera, gli aerei mi usano come punto di riferimento per l'atterraggio?
Che ieri Mia ha mangiato l'involucro di una scatola di biscotti e che lo ha vomitato subito dopo sul tappeto del salotto?
Che è assolutamente urgente e prioritario che io mi rifaccia la tinta?
Oppure che scalpito per tirare fuori le decorazioni di Natale fra gli scuotimenti di capo di tutta la famiglia e che sto usando la tecnica dell' uno al giorno (ovvero magicamente ogni giorno compare una decorazione natalizia in punti diversi della casa, così li confondo...).
Potrei raccontarvi che vorrei passare tutta la mia giornata preparando pane e biscotti e leggendo libri avvolta in una coperta ma che questo non mi è possibile perchè, come quasi tutta la popolazione, devo per forza lavorare per vivere.
E che devo assolutamente fare una sessione di pulizie profonde in tutta la casa ma che rimando disperatamente questa odiosa incombenza appellandomi ad ogni scusa disponibile?
Mah... meglio di no. Visto che non ho niente di interessante da raccontare passiamo direttamente alla ricetta che come direbbe Giotto "l'importante è che la ciotola sia piena".


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INGREDIENTI
(per 4 o 5 persone)
300 grammi di riso carnaroli
2 grosse fette di zucca (circa 500 grammi)
150 grammi di speck
due rametti di salvia fresca
80 grammi di burro
mezza cipolla bianca
un bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale
olio extravergine
sale
pepe nero
parmigiano grattugiato


Pulire e tagliare a pezzetti piccoli la zucca e tenerla da parte.
In una casseruola fare sciogliere 30 grammi di burro in un bel giro d'olio, unire la cipolla tritata finemente e farla ammorbidire.
Unire il riso, mescolare e lasciarlo tostare un paio di minuti.
Aggiungere il vino e lasciarlo evaporare.
Quando il vino è evaporato unire due mestoli di brodo e la zucca, mescolando bene.
Portare il risotto a cottura unendo il brodo a mano a mano che si consuma, aggiustando di sale se necessario.
A parte, in un pentolino, fare rosolare bene le fettine di speck e tenerle da parte.
Nello stesso pentolino fare sciogliere il burro rimasto e unire la salvia, lasciandola scaldare bene nel burro.
Quando il risotto è cotto versare il burro fuso e la salvia, mescolare bene e mantecare con il parmigiano.
Servire il risotto con le striscioline di speck e una generosa spolverata di pepe appena macinato.







Il piatto arriva da qui
Il tagliere arriva da qui
Grazie Angela e Maura

LA TAVOLA DI OTTOBRE PER #SEGUILESTAGIONI



Compaiono sui banchi del mercato già dai primi giorni di settembre ed è veramente difficile resistere ai loro colori e alle forme accattivanti.
Sto parlando delle zucchette ornamentali, croce e delizia dell'inizio autunno.
Io giuro che per me sono una dipendenza, non posso evitare di comprarne così tante da avere alla fine la casa piena.
In cucina ma anche in sala, sul vecchio baule all'ingresso, infilate in una grossa lanterna, sopra ai libri accatastati sulla libreria... Fino a novembre sono il mio tormentone, poi per fortuna (o per disgrazia direbbe qualcuno) mi faccio prendere dalla frenesia dei decori natalizie e le zucchette vengono accantonate fino al prossimo autunno.



Oggi sono le protagoniste della mia tavola di ottobre, semplicissima e delicata, decorata solo con zucchette e candele.
Per preparare la zucchetta portacandela ho dovuto faticare un po' perchè si trattava di una zucchetta particolarmente ostinata e difficilissima da forare.
Mi sono armata di tanta pazienza e di martello e punteruolo, completando poi l'operazione con un levatorsoli da mela.
Una volta svuotata la zucchetta ho inserito una candela bianca e ho decorato con qualche fogliolina d'edera.




Per il segnaposto ho semplicemente legato una targhetta di cartoncino con dello spago a una piccola zucchetta bianca...


Qualche altra candela e piccole zucchette sparse sul tavolo lasciato senza tovaglia per poter godere delle bellissime venature del legno.
Non serve altro, solo amici, un buon bicchiere di vino e qualcosa di buono, magari una ricetta a base di zucca... come la vellutata si zucca arrostita con bacon croccante...



Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di ottobre.
Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE - Silvia
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA - Consu (benvenuta Consu!)


La nostra lista della spesa:



Siamo su facebook con la nostra pagina #seguilestagioni e su Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni





VELLUTATA DI ZUCCA E CAROTE... CONFUSA E FELICE



Recentemente mi è stata posta una domanda che mi ha messa un po' in crisi.
- Tu che lavoro fai?
Una domanda apparentemente innocua che, nel mio caso, nasconde insidie e ragionamenti degni di un laureato in fisica quantistica.
Per esempio, se fate questa domanda ai miei figli, mica vi sanno rispondere.
Sono pronta a giurare che almeno due su quattro vi risponderebbero "niente" e la chiuderebbero lì, mica per cattiveria, solo per semplificare le cose.
Quando mio figlio era al secondo anno di scuola materna, una solerte insegnante aveva proposto un lavoro dal tema "disegniamo il lavoro della mamma".
Mio figlio si era messo a piangere, spiegando fra un singhiozzo e l'altro che sua mamma stava al telefono, al computer, preparava le torte e fotografava la minestra.
Roba da psicologo infantile.
Così, dopo che la mamma molto carina di un nuovo compagno di scuola (ora il pargolo è in prima media) mi ha posto questa domanda con il semplice intento di conoscerci meglio, ho pensato che è il caso di trovare una definizione per quello che faccio. O almeno di cercare di mettere un po' di ordine.
Prima di tutto io non faccio un lavoro solo, bensì due (oltre a quello che fanno di solito tutte le mamme: infermiera, psicologa, insegnante, cuoca, cameriera, esperta in allacciatura delle scarpe, ecc...).
Il primo è il lavoro ufficiale, ovvero quello normale.
Ogni mattina, per quattro mattine alla settimana, seguo una parte dell'ufficio commerciale di una grossa azienda.
La mia fortuna immensa è che svolgo questo lavoro da casa mia, più precisamente dalla postazione ufficio posta nella mia cucina.
Una fortuna perchè mentre lavoro posso seguire la cottura dello spezzatino e aprire la porta che da sul giardino al cane se deve fare la pipì.
A volte è anche una sfortuna perchè chiunque si trovi a passare di lì (dalla cucina intendo) si sente autorizzato ad interrompermi e a chiedermi la cose più svariate: "hai visto per caso le mie mutande verdi?", "cosa si mangia stasera?" (la domanda più gettonata fin dalle sette del mattino), "ti lascio un appunto puoi chiamarmi il medico/dentista/parrucchiere ecc. ecc..?"
In breve, se lavori da casa (e più precisamente dalla tua cucina), difficilmente verrai presa sul serio e quando fai cortesemente notare che dalle 8,30 alle 12,30 sei pagata per svolgere un lavoro per qualcuno che non è parte della famiglia ti guardano stralunati come se avessi comunicato loro lo sbarco dei terrestri su Marte.
Dalle 12,30 alle 14 circa sono in pausa pranzo.
Ecco, pausa è una parola grossa. Diciamo che impiego questo tempo per cucinare/apparecchiare/portare fuori il cane/ascoltare i figli/fare da psicoterapeuta (sempre ai figli)/sparecchiare/riordinare/organizzare il pomeriggio.
Dalle 14 in poi (dopo aver accompagnato mio figlio agli allenamenti e/o averlo aiutato coi compiti) sono pronta per fare la blogger.
E qui dovrei aprire un discorso talmente lungo e variegato che vi porterebbe a chiudere il pc maledicendomi per quanto sono prolissa (lo so... lo so... abbiate pazienza, ci sto lavorando) oppure a dover annullare tutti i vostri impegni della giornata per poter leggere questo post fino in fondo.
Per sintetizzare vi dico solo che cucino, fotografo e scrivo.
Succede anche che mi confonda, fotografando il pc mentre cerco di scrivere su una tarte tatin.
Del resto quattro figli e due lavori confondono parecchio.
Che poi ho cercato di spiegare tutto questo alla gentile mamma del compagno di mio figlio ma dopo qualche parola ho notato il sorriso cordiale restringersi sempre di più mentre si guardava intorno alla ricerca di qualcuno che potesse salvarla.
Insomma, così non va bene! Ho ventisei mamme della nuova classe di mio figlio da conoscere, non vorrei metterci tutti e tre gli anni di media per presentarmi.
Secondo voi, come posso sintetizzare in una, massimo due parole?
Avete qualche idea... una definizione di quelle ganze che vanno tanto di moda adesso? Uno di quei paroloni altisonanti che quando li senti non capisci assolutamente cosa vogliono dire ma nessuno lo confessa per non apparire ignorante?
Lascio aperto il dibattito, sperando che qualcuno di voi abbia l'illuminazione del secolo.
Perchè io proprio non ce l'ho.
Io sono confusa ma per fortuna sono confusa e felice.


INGREDIENTI
(per 4 persone)
600 grammi di zucca pulita e tagliata a pezzi
3 carote a pezzetti
una patata a pezzetti
100 grammi di porro tagliato a pezzetti
3 cucchiaini di dado granulare di verdure (per me dado fatto in casa)
sale
pepe
noce moscata
olio extravergine


In una casseruola versare un bel giro d'olio e farvi appassire il porro.
Unire la patata, le carote e la zucca e far insaporire a fuoco basso.
Coprire con dell'acqua, aggiungere il dado, abbassare la fiamma, mettere il coperchio e lasciare cuocere finchè le verdure saranno morbidissime.
Togliere dal fuoco e frullare con il frullatore ad immersione.
Rimettere la crema sul fuoco, aggiustare di sale, profumare con un pizzico di noce moscata e cuocere ancora per un paio di minuti.
Servire la vellutata caldissima, è perfetta per questi primi giorni di freddo.


PANE ALLA ZUCCA SU DONNE MAGAZINE




Se accendiamo una candela alla vaniglia mentre nel forno cuoce una torta di mele nasce il profumo dell'autunno...


Se vestiamo la casa di foglie rosse e piccole zucche nasce il colore dell'autunno...



Se uniamo la fragranza del pane alla dolcezza della zucca nasce il sapore dell'autunno...
Vi lascio la ricetta su Donne Magazine