VELLUTATA DI MELE, PORRI E PATATE VEGANA


Fa freddo, un freddo umido che penetra nelle ossa.
Purtroppo dicembre non è solo il calore del Natale, caminetti accesi e biscotti nel forno ma anche, soprattutto qui in Pianura Padana, nebbia e umidità.
Così può succedere di farsi prendere dall'entusiasmo per luminarie e banchini di Natale e di prendere uno di quei raffreddori che mettono ko.
Naso rosso e screpolato, occhi che lacrimano e ossa che si sbriciolano: sono io oggi.
Giro per casa avvolta in una coperta che puzza un po' di cane, bevendo tè allo zenzero e sperando di tornare come nuova nelle prossime ore.
Perchè c'è il Natale alle porte e io mica posso farmi trovare in queste condizioni...


E, in queste condizioni, ho solo voglia di cibi morbidi e caldi, vellutate coccolose e confortanti, come questa...

- Ma cosa fai? Metti la mela nella minestra? 
- Tranquillo, sarà buonissima, fidati.
- Ma cos'è quella roba di soia che ci stai mettendo? E quei pezzi di erba? Io non la mangio quella roba!
- Va bene... ma senti come profuma?
- Beh... magari se ci si fida solo del profumo... ma io ormai so cosa ci hai messo e non posso mangiarla!
- Come vuoi... prova solo ad assaggiarne un cucchiaio...
- Solo un cucchiaio... ci provo...
- Com'è?
- .............................................. dov'è la pentola?


INGREDIENTI
(per 4 persone):
600 grammi di patate pelate e tagliate a tocchetti
250 grammi di porri tagliati a rondelle (solo la parte bianca)
1 mela verde sbucciata e tagliata a fettine
5 cucchiai di olio extravergine 
800 millilitri di brodo vegetale 
200 grammi di panna vegetale di soia 
Sale
Pepe

In una casseruola ho messo a scaldare l’olio e ho fatto rosolare i porri e le patate.
Ho aggiunto la mela e subito dopo il brodo vegetale ben caldo.
Ho abbassare la fiamma, ho messo il coperchio e ho lasciato cuocere finchè le verdure sono diventate tenere.
Ho spento il fuoco e ho frullato con il frullatore ad immersione
Ho rimesso la minestra sul fuoco, ho aggiunto la panna vegetale, regolato di sale e pepe e lasciato insaporire per pochi minuti.
Questa vellutata è buonissima ben calda con crostini di pane.





CREMA DI FAVE CON TAGLIOLINI E POMODORO... MI RICORDO...


Niente è più evocativo del profumo dei cibi.
I ricordi fluiscono mentre il coltello sminuzza la cipolla sul tagliere e gli effluvi si spandono per la cucina.
E in un attimo ho nove anni, le gambe magre e un po' storte e una curiosità e una brama di vita che mi divorano.
Ho nove anni e una piccola bicicletta azzurra che è il mio fido destriero nei giochi nel cortile di casa.
Un cortile gremito di bambini in un palazzo di quella Milano vecchia e tradizionale che ormai è scomparsa.
In una di quelle vie dove ci sono i negozi in fila: il forno con il suo profumo di pane, la merceria con i fili e i bottoni colorati e le signore che comprano a metro l'elastico per le mutande e persino la latteria col suo odore forte di formaggio e il piccolo banco di marmo.
Una di quelle vie abitate da famiglie vecchio stampo dove le mamme fanno solo le mamme, sono sempre ben pettinate e in casa indossano il "vestito da casa" e i papà quando la sera tornano trovano la tavola già apparecchiata e la cena pronta.
Ho nove anni e sono un po' innamorata di quel bambino con gli occhi neri e sono certa di volerlo sposare ma... forse invece farò un lungo viaggio in India con la mia amichetta del cuore e insieme addomesticheremo una tigre che con noi sarà buona come un micetto.
Ho nove anni ed è estate, le finestre sono tutte spalancate e io vorrei correre e saltare ma devo fare i compiti delle vacanze e detesto con tutta me stessa la fila di parole che ho davanti a me. Col tempo avrei fatto pace con le parole arrivando ad amarle e a cullarle come perle preziose. Ma non a nove anni.
Dalla finestra accanto esce un profumo delizioso, lo riconosco, è la minestra di fave che la nostra vicina sta preparando per il pranzo.
E' una vecchietta adorabile, una cuoca strepitosa che sa portare nell'asettica città tutti i colori e i sapori della sua terra d'origine, il Salento.
E' la mia vicina preferita anche perchè non manca mai di farci assaggiare le delizie che prepara.
Ci allunga focacce fragranti di origano e pomodorini, succulente parmigiane di melanzane, vasetti di vetro colmi di meravigliose verdure sott'olio, piccole teglie bollenti di pasta al forno.
La amo proprio in verità.
Lei e mia nonna sono state le artefici della mia passione per la cucina e per il cibo in generale.
Quel giorno il profumo è quello della "minestra di fave" la cosa più saporita e confortante mai assaggiata.
Lei ci metteva la cicoria selvatica.
Io nel tempo l'ho replicata in mille modi (senza mai ovviamente arrivare alla sua perfezione).
Questa è la versione più estiva, "rubata" da mia figlia da una nota trasmissione di cucina, una di quelle che lei guarda sempre e si appunta le ricette che poi io le farò.
Nella mia versione le fave sono fresche ma si può realizzare tranquillamente con quelle secche.


INGREDIENTI
(per quattro persone)
500 grammi di fave fresche già sgranate, pulite e private della pellicola esterna
oppure 300 grammi di fave secche lasciate in ammollo dalla sera prima
1 cipolla
olio extravergine
sale
pepe nero
120 grammi di tagliolini all'uovo 
un cucchiaino di dado vegetale (il mio home made)
2 pomodori ramati
una foglia di alloro

Pulire e tagliare a velo la cipolla.
Farla appassire in mezzo bicchiere d'olio, aggiungere le fave, tre mestoli di acqua bollente e il dado.
Abbassare la fiamma e far cuocere finchè le fave saranno tenerissime, quasi spappolate, aggiungendo a mano a mano acqua bollente.
Frullare con il frullatore a immersione, rimettere sul fuoco e riportare a bollore.
Intanto mettere sul fuoco una pentola di acqua. portare a bollore immergendovi per qualche minuti i pomodori a cui avrete praticato un taglio a croce per incidere la buccia.
Scolarli, lasciarli raffreddare, sbucciarli e poi tagliarli a cubetti.
Condirli con un cucchiaino d'olio, sale e pepe.
Cuocere i tagliolini nella crema di fave aggiungendo l'acqua necessaria.
Servire con la dadolata di pomodori, olio e una generosa macinata di pepe nero.




VELLUTATA DI ASPARAGI E PATATE... ALI...


E' tardi e tutta la casa dorme.
Ci siamo solo io e la tastiera del computer ma c'è anche molto, molto di più.
Ci sono i ricordi evocati dalle parole che scorrono fitte, fluiscono dalle dita spontaneamente, senza bisogno di pensarci.
Ci sono i sogni che palpitano nell'aria, quelli che sono desideri come nella fiaba di Cenerentola e quelli che attraversano il sonno, a volte lievi come farfalle a volte pesanti come macigni.
Ci sono le paure, quelle che di notte diventano gigantesche e stringono il cuore in una morsa.
Ci sono le speranze che si affacciano timide e hanno una luce fievole ma persistente. Restano lì, sono un lumicino costante che impedisce alle paure di diventare troppo potenti.

E le parole corrono e non si fermano più.
Diventano frasi, diventano pagine.
Diventano ALI...

"Io mai avrei pensato
che queste pagine
diventassero ali."
(Alda Merini)



INGREDIENTI
500 grammi di asparagi 
(avendo usato le punte per la ricetta che ho pubblicato lunedì ho usato solo i gambi degli asparagi)
300 grammi di patate sbucciate e tagliate a tocchetti
due piccoli scalogni
una foglia di alloro
olio extravergine
mezzo bicchiere di panna fresca
dado vegetale (il mio home made, prima o poi mi deciderò a darvi la ricetta...)
sale
pepe nero

Una ricetta semplicissima ottima per recuperare i gambi degli asparagi, profumatissima... scalda il cuore nelle fresche serate primaverili.
Ho pulito e tagliato a tocchetti i gambi degli asparagi scartando la parte troppo dura e legnosa.
Ho affettato lo scalogno.
In una casseruola ho versato poco olio e ho fatto ammorbidire lo scalogno.
Ho aggiunto le patate a tocchetti e gli asparagi e ho lasciato rosolare a fuoco basso per cinque minuti.
Ho aggiunto acqua bollente fino a coprire il tutto di tre dita, la foglia di alloro e un cucchiaio di dado vegetale.
Ho portato a bollore poi ho coperto, ho abbassato la fiamma e ho fatto cuocere per una cinquantina di minuti.
Ho passato la minestra al passaverdure (in questo caso è sconsigliato l'uso del frullatore perchè i gambi degli asparagi potrebbero formare dei filamenti duri e sgradevoli mentre col passaverdure le scorie si depositeranno e la vellutata sarà perfettamente liscia).
Rimettere il passato sul fuoco, regolare di sale, aggiungere la panna e lasciare cuocere ancora per cinque minuti.
Servire caldo spolverizzando con il pepe nero.

La bellissima tazza e il piattino arrivano da Rue de la Brocante