FARINATA DI CECI... DI MERLI, CANI, PAPAVERI E PAPERE...
C'è parecchio da fare in questi giorni...
Da quando la primavera è esplosa in tutti i suoi colori fuori e dentro il mio giardino c'è un sacco di attività .
Dovete sapere che il mio giardino affaccia su una bella camminata lungo il fiume che poi è anche parco naturale.
Dalla mia cucina posso osservare le persone che corrono, passeggiano, vanno in bicicletta.
Posso osservare le papere che passeggiano starnazzando e i merli che hanno fatto il nido proprio sugli alberi che sfiorano la mia recinzione.
Detto così sembrerebbe anche bello... se non fosse che anche il mio cane Giotto può osservare tutto ciò.
E lui non è un tipo che osserva in silenzio.
Neanche un po'.
Giotto abbaia quando passa qualcuno in bicicletta ma, per par condicio, abbaia pure quando passa qualcuno a piedi.
I corridori poi lo fanno impazzire...
Ma quello che scatena i suoi istinti peggiori sono le papere e i merli.
Una fila di anatre che passeggia lungo il fiume può scatenare una sequenza di latrati da accapponare la pelle.
Che poi, bisogna dirlo, le anatre sono delle vere signore: camminano ignorando l'abbaiante disturbatore senza nemmeno muovere una penna. Imperturbabili vanno per la loro strada a becco alto...
Altro discorso per i merli.
Quei cari uccellini neri sono delle vere e proprie canaglie e si divertono a prendere per il naso quel piccolo cane tontolone che si affanna a correre di qua e di là assordando chiunque sia nel raggio di un chilometro.
Svolazzano sulla sua testa arrivando quasi a sfiorarlo e quando lui salta convinto di riuscire ad acchiapparli quelli volano via, andando poi a posarsi al di là della rete.
Uno spettacolo, questo, che si ripete più volte al giorno ogni giorno.
Un incubo insomma.
A questo dobbiamo aggiungere il momento di romanticismo del mio udicenne Nano (pardon... ex Nano) che, affascinato dai papaveri rossi che crescono lungo il fiume, continua ad aprire e chiudere il cancelletto per andarli a raccogliere e portarmeli in dono scatenando gli istinti fuggiaschi del nostro Giotto.
Così i merli svolazzano sulla testa di Giotto e poi volano dall'altra parte della recinzione, l'ex Nano apre il cancelletto per cogliere i fiori, il cane esce con lui scatenando l'inferno fra merli, papere e passanti, io esco fuori strillando ai due disgraziati di rientrare immediatamente, loro tornano e io faccio la predica ad entrambi, poi mi intenerisco perchè sono troppo carini e quindi li bacio entrambi...
Questo più volte al giorno... ogni giorno...
C'è parecchio da fare in questi giorni...
INGREDIENTI
(per una teglia 40 x 25 circa)
250 grammi di farina di ceci
750 grammi di acqua
olio extravergine
sale
pepe
Versare in una ciotola la farina di ceci e unire l'acqua versandola poco a poco continuando a mescolare per non formare grumi.
Coprire e lasciare riposare per almeno 4-5 ore mescolando ogni tanto.
Accendere il forno a 250 gradi.
Unire al composto due-tre cucchiai di olio e aggiustare di sale.
Ungere con l'olio una teglia bassa (meglio antiaderente) e versarvi il composto.
Infornare nella parte bassa del forno (attenzione, il composto sarà piuttosto liquido quindi bisognerà stare attenti a non farlo fuoriuscire dalla teglia mentre di inforna).
Cuocere per circa un'ora (la superficie dovrà essere ben dorata).
Sfornare, cospargere di sale e pepe, tagliarla a quadrotti e servire (a noi piace con affettati e formaggi morbidi oppure con pomodori e cipolle tagliate a rondelle).




