SANDWICH AL BACON CON UOVA AL BURRO


Premetto che io sono sempre stata una creatura invernale, una di quelle a cui l'autunno, invece dell'effetto letargo, fa l'effetto di una flebo di caffè al ginseng.
L'aria frizzantina dell'autunno mi da la carica, mi sprona a fare mille cose, mi rende felice.
Dopo l'apatia, conseguenza della canicola estiva, i primi refoli di aria fresca mi fanno scattare come un pupazzo a molla.
Di solito.
O meglio, così è stato fino a quest'anno.
Perchè quest'anno ho vissuto un autunno e poi un inverno decisamente anomali.
Niente energie vitali al massimo, niente buonumore nelle mattine fredde, niente voglia di fare mille cose.
Ma nemmeno cento.
O dieci.
Per dire.
Nemmeno a Natale ho sentito quel fremito familiare, eppure è sempre stato il mio momento dell'anno preferito. Nemmeno le lucine, l'albero e il tacchino ripieno. Niente.
Al posto della festosa Pollyanna nella mia testa ha stazionato Scrooge.
Così l'autunno è passato, l'inverno pure e siamo arrivati a Marzo.
E qui, fra i primi tepori e le prime fioriture, oltre alla consueta allergia primaverile (con conseguenti occhi rossi e l'aria di una che ha pianto tutta la notte), è arrivato quel piccolo fremito.
Quella piccola scossa che si chiama "vogliadifare".
Completamente fuori stagione (almeno per i miei parametri) è cominciata quella sensazione che mi rende un filo ipercinetica e che ha fatto sì che questa mattina afferrassi il guinzaglio della povera Mia e me la trascinassi in una camminata veloce di tre chilometri e mezzo.
Poi, non contenta, arrivata a casa sono partita con una sessione di riordino da paura arrivando a dividere le formine tagliabiscotti per dimensione e i pirottini da muffin per gradazione di colore.
Ho fatto e steso tre lavatrici, preparato il pranzo e messo a cuocere un ragù per cena.
Ho cambiato lenzuola e lavato pavimenti.
Ho risposto alle mail, riordinato i file presenti nel mio pc e ho rimesso in ordine il cassetto del mio comodino dove di solito infilo tutto quello che "almomentononsopropriodovemettere".
Tutto questo prima di mezzogiorno.
Alle 13,30 ero cotta brasata e sono entrata in una dimensione parallela, fissando per un un numero imbarazzante di minuti lo schermo del pc, prima che mio figlio mi facesse notare che fissavo la home di google.
Alle 14,30 vagavo per casa bevendo caffè.
Alle 15,30 rimasta momentaneamente sola (evento anomalo a casa mia che di solito ha lo stesso traffico dell'aeroporto di Londra) ho perso i sensi per qualche minuto (no, non vi dirò mai per quanti minuti).
Alle 16,30 ho dovuto fare i conti con alcune certezze:
- è arrivata la primavera e non so se è un bene o un male
- il mio personale orologio biologico si è completamente sfasato
- il fatto che io stia vivendo la mia ipercinesi autunnale con sei mesi di ritardo e in prossimità dei primi caldi (che notoriamente non sopporto) mi porterà a breve al collasso
- forse (ma sottolineo "forse") potrebbero cominciare a piacermi la primavera e l'estate (ma non ditelo alle mie amiche che poi mi stressano dicendo "te l'avevo detto io!" e "ce ne hai messo di tempo a capirlo!" e tutte quelle cose che dicono le amiche quando sono convinte di averti convinta di qualcosa (e passatemi il giro di parole).
Alle 20,40 mi rendo conto che questo post (che ho finito di scrivere proprio ora) non ha assolutamente senso.
Perdonatemi, ormai è tardi e non intendo riscriverlo...

p.s.: dite la verità... un po' i miei deliri vi mancavano!

Quellachecucina
alias Labloggerdelirante
alias Lacuocaipercinetica
alias......

ok, la smetto.



INGREDIENTI
(per due sandwich)
200 grammi di bacon affettato sottile
4 fette di pane in cassetta
4 fette sottili di fontina
2 uova
una noce di burro
sale
pepe
insalata mista per servire
olio
succo di limone

Questa più che una ricetta è un'idea per un pranzo veloce ma d'effetto.
Carpita da una trasmissione televisiva di cucina (complice la figlia numero tre che, come sapete, guarda compulsivamente ogni programma a tema culinario.
Preparare due sandwich farciti con la fontina.
Avvolgerli bene nelle fette di bacon.
Scaldare una padella antiaderente e far rosolare bene i sandwich.
Toglierli dalla padella e tenerli in caldo.
Nella stessa padella far sciogliere una noce di burro e cuocere de uova.
Preparare una vinagrette con olio, limone, sale e pepe e condire l'insalata.
Servire il sandwich con l'uovo su un letto di insalata.









OMELETTE CON ERBA CIPOLLINA E CREMA DI STRACCHINO


E alla fine è tornata anche lei, la nebbia.
Densa, lattiginosa, così spessa da nascondere anche gli alberi appena al di là del giardino.
Così evocativa di paesaggi invernali da far sentire più freddo di quello che in realtà c'è.
In particolare la sera... quando viene voglia di chiudere fuori il buio e il freddo... restando nel proprio piccolo mondo circoscritto, ricco di calore e luce.
Mi piace chiudere porte e finestre, accendere le candele e crogiolarmi in quel momento perfetto in cui ci si rende conto che finalmente tutti siamo a casa, al sicuro.
Niente come l'autunno e poi l'inverno mi fa venire voglia di coccolare e coccolarmi.
Le candele, qualcosa di buono e una bottiglia di vino.
Sapere che, dopotutto, sono fortunata, amata.
E che basta poco per essere felici.


E che vale la pena di celebrarla la felicità.
Ogni giorno, ogni momento, sempre.
Non serve aspettare un'occasione speciale, un anniversario o un compleanno.
Anche una serata nebbiosa può essere festeggiata.
Allora basta qualcosa di semplicissimo: delle uova fresche, quelle incartate con la carta di giornale, quelle che una persona generosa ha voluto donare (e mai regalo fu più gradito)... un ciuffo di erba cipollina sopravvissuta ai primi freddi e un pezzetto di stracchino cremoso.
E una bottiglia di spumante prezioso, profumato di fiori e frutta.
Fuori la nebbia, il freddo, il mondo...


INGREDIENTI
(per due persone)
4 uova freschissime
(più un piatto è semplice e più diventa importante la materia prima...)
un ciuffo di erba cipollina
200 grammi di stracchino
due cucchiai di panna fresca
sale
pepe
burro

Ora... che io vi dia la ricetta di una semplice omelette è assurdo.
Una volta ho letto che la miglior ricetta per preparare un'omelette è la propria... ed è assolutamente vero.
Quello che so per certo è che le uova non vanno sbattute molto ma solo mescolate quel tanto che basta per rompere i tuorli e amalgamarli agli albumi.
Secondo i francesi l'omelette si prepara con il burro.
Non sarà sano e salutare ma io sono decisamente d'accordo con loro.
Quindi ho mescolato le uova con poco sale e pepe. 
Ho unito l'erba cipollina tagliuzzata con le forbici.
In una ciotola ho mescolato lo stracchino con la panna.
Ho fatto sciogliere una noce di burro in un padellino a fiamma dolce, ho versato le uova e, quando sono risultate quasi del tutto rapprese ho adagiato solo su una parte lo stracchino.
Ho piegato l'omelette in modo da coprire il ripieno, ho lasciato cuocere ancora per mezzo minuto e ho spento e servito.



Protagonista di questo post (insieme all'omelette e alla nebbia) è lo
 avvolgente, equilibrato, dal gusto pieno, secco e persistente. Profumato di albicocca e fiori bianchi.
Perfetto con la mia omelette ma anche con piatti a base di frutti di mare, pesce crudo e grigliato, formaggi raffinati, antipasti...
Potete acquistarlo on line
qui.


TORTINO DI PATATE E SALSICCIA... LA FIDUCIA...


Mia nonna me lo diceva sempre: "fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio".
Purtroppo io non l'ho mai imparato.
Non è proprio nelle mie corde.
Nonostante le innumerevoli fregature, nonostante le delusioni e le scarpate in faccia (le scarpate metaforiche per fortuna), io tendo sempre a fidarmi troppo delle persone.
Non ci posso fare nulla, mi bevo tutto (sempre metaforicamente parlando).
Così credo a chi mi racconta disgrazie inimmaginabili (che poi scopro essere solo normali contrattempi) e credo a chi, sbattendo ingenuamente gli occhioni, mi chiede consigli e aiuti.
Sono pronta a elargire il cuore, me stessa e quant'altro.
Semplicemente sulla fiducia.
Anche questa volta... c'era una persona che aveva bisogno di aiuto.
C'era una persona che voleva sapere come fare.
E io gliel'ho detto.
Poi voleva sapere cosa fare.
E io gliel'ho detto.
Poi voleva sapere dove farlo.
E io gliel'ho detto.
Così lei ha preso tutti i miei consigli e si è trasformata in una mia fotocopia.
Poi è andata a fare quello che io volevo fare al posto mio.
Semplicemente lei c'è andata prima di me.
Lo so che state scuotendo la testa, lo so che pensate che al posto del cervello ho zucchero filato.
E avete ragione.
La fiducia è la mia dannazione.
E ho pure fatto la rima.
E lo sapete che quando inizio a parlare in rima la faccenda è grave.
Ma ormai non si può fare più nulla, è andata così.
Volete sapere se continuerò a fidarmi e se mi farò fregare ancora in futuro?
Ma ovviamente sì....


INGREDIENTI
6 uova
2 grosse patate farinose
una cipolla
150 grammi di salsiccia
100 grammi di salame
50 grammi di parmigiano grattugiato
un rametto di rosmarino
olio extravergine
sale
pepe nero

Tagliare le patate e la cipolla a fette sottili e cuocerle in una padella con poco olio e mezzo bicchiere d'acqua finchè sono ben sfaldate.
Spegnere, schiacciarle grossolanamente con una forchetta e lasciare raffreddare.
Spellare la salsiccia, sbriciolarla e rosolarla in una padella antiaderente.
Tritare il salame.
In una terrina sbattere le uova con il parmigiano, salare, pepare e unire il composto di patate, la salsiccia e il salame.
Profumare con un cucchiaino di rosmarino tritato finemente.
Foderare una teglia rettangolare con carta da forno bagnata e ben strizzata.
Disporre il composto di uova nella teglia e infornare a 180 gradi per circa 25 minuto o finchè il tortino non sarà ben dorato.
E' ottimo sia caldo che freddo, perfetto per un picnic di primavera.



OMELETTE CON PATATE E SPECK... LA FINE E IL PRINCIPIO...


E alla fine è iniziato Giugno, il mese che più di tutti mi confonde e mi destabilizza.
Il mese della fine della scuola, degli esami, dei primi caldi afosi, delle partenze per il campo scuola, delle giornate che sembrano non finire mai...
Il mese che mi toglie la sicurezza di una routine amica, il mese che, insieme alle ciliegie, porta cambiamenti e pomeriggi assolati e un po' vuoti.
Il mese della fine e del principio.
Mi coglie sempre impreparata: un momento è Maggio e l'attimo dopo è arrivato lui e la fine della scuola.



Quest'anno ancora di più: il mio bambino, il figlio più piccolo, quello che credevo restasse un cucciolo per sempre, ha finito la scuola primaria e a settempre comincerà le medie.
Ma si può?
Dovrebbero avvertire le mamme del fatto che il figli crescono troppo in fretta!
Ieri era un batuffolo morbido fra le mie braccia, oggi è un ragazzino spettinato sempre in movimento...
Così ha finito le elementari, in questo momento sta giocando a basket nel vicino centro sportivo e lunedì prossimo partirà per una settimana di campo scuola.
E a settembre sarà un "ragazzo delle medie".
Non ero pronta, ecco tutto.
Lui è l'ultimo dei quattro e quindi per me lasciare la primaria ha avuto, per la prima volta, un sapore definitivo.


Mi mancherà la sicurezza dei soliti compagni, delle solite mamme...
Per non parlare della maestra... Quanto mi mancherà la maestra!
Perchè noi siamo stati fortunati ed abbiamo avuto una maestra fantastica: autorevole e mai autoritaria, allegra e disponibile, piena di passione per il suo lavoro e capace guardare al di là delle apparenze.
Mi mancherà la maestra e mancherà anche a mio figlio.
Però lui, con la meravigliosa capacità di guardare avanti che hanno i giovanissimi, è già pronto per nuove esperienze.
Quello che per me è una fine per lui è un principio.
Che poi è veramente sottile il confine fra qualcosa che finisce e qualcosa che comincia: un soffio, un piccolo passo... e si è già nel futuro...


INGREDIENTI
(per quattro omelettes)
8 uova
100 grammi di grana grattugiato
due patate tagliate a piccoli cubetti
100 grammi di crescenza
100 grammi di speck
sale
pepe
olio extravergine

In una padella versare poco olio e farvi rosolare le patate a cubetti finchè non sono tenere.
Salare, pepare e lasciare intiepidire.
A parte sbattere le uova con un pizzico di sale e il grana grattugiato.
Far scaldare poco olio in una padella antiaderente e cuocere (una alla volta) quattro larghe frittatine.
Farcire ognuna con un cucchiaio di crescenza, un po' di patate e qualche fetta di speck.
Passare pochi minuti in forno per far sciogliere il formaggio e servire.

TORTILLA CON PATATE, CARCIOFI E PECORINO... PENSANDO ALLA FAMIGLIA, QUELLA FONDATA SULL'AMORE...



L'intenzione era quella di scrivere un post allegro.
Uno di quelli in cui si ride "degli urti della vita".
Ma stamattina proprio non ci riesco.
Mi sono alzata col piede sbagliato, lo stesso piede (malefico) con cui mi alzo da un po' di mattine a questa parte.
Il piede che mi fa diventare polemica, brontolona, rompiscatole.
E' che sono stanca delle ingiustizie, dell'ipocrisia, del buonismo a tutti i costi.
Sono stanca di quelle persone che praticano lo sciacallaggio morale, che hanno un tale pelo sullo stomaco da usare le tragedie per fare marketing.
Sono stanca di quei politici (tecnici?) che predicano il sacrificio per il bene comune e poi si ingozzano con buffet da 400 euro a persona.
Sono stanca di vedere che le persone come me, come voi, che pagano le tasse e conoscono il significato della parola "sacrificio", vengono lasciate sole nel momento del bisogno.
Sono stanca di sentire le parole di chi dovrebbe rappresentare la Chiesa nel mondo e che pontifica su argomenti di cui non conosce il significato, giudicando la famiglia, spiegandoci come "dovrebbe" essere la famiglia (evidentemente quella del Mulino Bianco, in cui ormai non credono più neanche i pubblicitari che l'hanno creata). La Famiglia... secondo il Papa deve essere mamma/papà/figli e stop.
Ma la famiglia, quella basata sull'amore, è anche mamma/mamma/figli oppure papà/papà/figli e. perchè no mamma/papà + figli + mamma/papà.
Infinite sono le combinazioni se nascono nel rispetto e nell'amore per i figli e per il proprio compagno/a.
Cito testualmente il mio amico Marco, The Queen Father:

"Perché è comunemente accettato che il pontefice faccia politica invece di occuparsi solo del benessere spirituale dei suoi fedeli?
Perché viene accettato come normale il fatto che un pontefice debba esortare lo stato a legiferare contro una parte della società che esiste, è numerosa e paga le tasse?
Perché viene accettato come normale che una persona che non ha mai avuto la responsabilità di prole e moglie né l'onere della precarietà finanziaria e sociale possa parlare di definizione di famiglia?
Perché tanta gente non vede quanto c'è di sbagliato in un sistema parallelo allo stato che interferisce in materie che non gli competono e tiene il nostro paese ancorato ad una realtà sociale scomparsa da almeno 50 anni?
Mi spiegate perché? Avete paura di andare all' inferno se dite la vostra? Se vi opponete? Se iniziate a dire 'NON È GIUSTO'?
Che ognuno creda a quel che vuole, la fede arricchisce ogni essere umano di profondità e sensibilità, o almeno dovrebbe, ma non lasciamo che sia la religione a legiferare per il popolo. Non siamo tutti cattolici, ma siamo tutti umani."

Meditiamo...

E adesso basta, che poi mi vengono i capelli in piedi quando mi agito...
Adesso vi lascio una cura per tutti i mali: il buon cibo.
Questo in particolare è profumato, contiene i prodotti della terra e conforta gli animi, in particolare se gustato in compagnia delle persone che amiamo: etero, gay, neri, bianchi, cristiani, buddisti, musulmani... ecc. ecc.



********************




INGREDIENTI
3 patate grosse
350 grammi di carciofi a spicchi surgelati
4 uova
mezzo bicchiere di panna fresca
100 grammi di pecorino grattugiato
50 grammi di grana grattugiato
pepe
sale
aglio (io in granuli, Tec-Al)
una manciata di prezzemolo tritato
olio extravergine

Tagliare le patate a fette. 
In una padella versare l'olio e i carciofi surgelati, unire le patate e far rosolare a fiamma vivace per 5 minuti.
Abbassare la fiamma, unire sale, pepe, mezzo cucchiaino di aglio in granuli, mettere il coperchio e portare a cottura. Profumare con il prezzemolo, spegnere e lasciare intiepidire.
In una ciotola sbattere le uova con i formaggi e la panna.
Unire i carciofi e le patate schiacciati grossolanamente con una forchetta.
Mescolare bene, ungere leggermente una teglia da forno antiaderente e versarvi il composto livellandolo bene.
Infornare per 30 minuti circa a 180 gradi.
E' buona tiepida ma anche a temperatura ambiente.


COSA METTO NEL CESTINO? TORTILLA PATATE E CIPOLLE... SU DONNE MAGAZINE!

Buongiorno e buon venerdì!
Come al solito mi trovate su Donne Magazine con un'altra ricetta adatta ad una scampagnata all'aperto.
Dopo pizzette, focaccine e muffin passiamo ad un "piatto forte", una saporitissima tortilla con patate, cipolla e pancetta.
Vi aspetto su Donne Magazine con la ricetta!

E non è finita qui.
Noi ci rileggiamo tra poco perchè ho grandi notizie da darvi!!!!


IL MIO GATTO' DI PATATE E...ODE ALLA TUTTOLOGIA



Me lo concedete un post da vera rompiscatole?
Se me lo concedete vincete una fetta di gattò di patate.
E' ufficiale: io sono stufa marcia di quelli che ne sanno sempre una più del vocabolario, anzi, che il vocabolario lo hanno scritto proprio loro.
Avete appena scoperto una qualsiasi cosa?
Loro la sapevano già da secoli.
Avete un'opinione su un qualsiasi argomento?
Mettetevela via.
La vostra opinione è sbagliata, la loro è quella giusta.
Chi non ha mai incontrato un tuttologo nella vita?
Ce ne sono tanti, nei posti più impensabili.
Dispensano consigli non richiesti ed elargiscono perle di saggezza.

Ed ecco l'elettrauto che dà consigli sulle terapie da intraprendere per il mal di schiena, perchè il chirurgo ortopedico con tanto di laurea, venticinque anni di esperienza e centotrè ernie al disco operate non ha capito niente. Il vero esperto è lui, l'elettrauto.

E l'insegnante che diventa psicologa e dà consigli su come gestire un adolescente che, a quanto pare, lei ha capito benissimo com'è fatto. Lei che lo vede sei ore alla settimana in una classe di ventidue ragazzi. Lei ha capito, non la madre che lo ha cresciuto per sedici anni. Lei sa. Punto e basta.

E la commessa che ti spiega che il problema alla pelle di tua figlia, che è in cura da un dermatologo specializzato proprio in quel tipo di problematiche e che finora ti è costato in trattamenti, creme e varie quanto una utilitaria, in realtà si può curare benissimo con acqua e limone. Te lo dice lei, che è un'esperta. In cosa però non si sa.

E vogliamo parlare di tutti gli "esperti" di cui pullula il web?
Quelli "in piccolo" che ti scrivono una mail spiegandoti che non è possibile che il tuo pan di spagna si gonfi se non metti il lievito e tu, donna paziente, rispondi spiegando che il pan di spagna "cresce" grazie all'aria inglobata montando le uova. E ti tagli le dita quando ti arriva questa risposta "non ci credo. io lo faccio da anni col lievito e il mio è il più buono mai assaggiato.". Ecchissenefrega!

E quelli in grande, come chi si pubblicizza con queste parole "'La mamma sarà resa sicura di affrontare il suo nuovo ruolo di mamma" e questo in soli tre giorni!!!
Cioè c'è una signora che si chiama (o si fa chiamare) come un'uccello, che non è un medico, non è una puericultrice, non è nemmeno un'ostetrica e non si prende la briga di dirci cosa diavolo è, che si proclama consulente per i genitori che hanno difficoltà a fare addormentare i loro figli.
La signora dichiara di avere "un grande bagaglio di esperienza" che non si capisce come possa aver acquisito vista la totale mancanza di qualifiche. Un "bagaglio" che non si è nemmeno costruita sul campo visto che non ha figli.
Però lei sa.
E se volete essere messi a conoscenza del suo sapere dovrete ovviamente pagare profumatamente.

Perchè se l'elettrauto, l'insegnante, la commessa e la cheffa de noartri elargiscono il proprio sapere e la propria tuttologia "aggratis" per il puro piacere di far felice il prossimo, c'è chi, invece, si fa abbondantemente pagare per questo.

Ora scappo perchè sto scrivendo un importante trattato di fisica quantistica applicata alla radice quadrata della giacchetta di Paperino confrontata con la gonna lunga di Clarabella passando per la tuba di Paperon de  Paperoni.
Perchè anch'io, come tutti i tuttologi, (citando un ragazzo simpatico e intelligente), mi sono laureata a Disneyland...


INGREDIENTI
1 chilo di patate farinose
2 uova
50 grammi di burro (più quello per la pirofila)
50 grammi di prosciutto cotto tritato
50 grammi di prosciutto cotto a fette
50 grammi di mortadella tritata
50 di salame ungherese tritato
100 grammi di grana grattigiato
100 grammi di pecorino grattugiato
100 grammi di pangrattato
una mozzarella
sale 
pepe
noce moscata


Mettere a lessare le patate senza sbucciarle.
Quando sono cotte sbucciarle e passarle allo schiacciapatate mentre sono ancora calde.
Metterle in una ciotola e unire subito il burro a pezzetti mescolando bene in modo che si sciolga.
Unire il grana e il pecorino, le uova leggermente sbattute, il prosciutto, la mortadella e il salame.
Salare, pepare e profumare con un pizzico di noce moscata.
Imburrare abbondantemente una pirofila e cospargerla di pangrattato eliminando quello in eccedenza.
Versare un primo strato di patate e disporvi sopra la mozzarella tagliata a fette e il prosciutto cotto.
Coprire con le patate restanti e livellare bene la superficie.
Cospargere con altro pangrattato e fiocchetti di burro.
Infornare a 190 gradi per 20-25 minuti a seconda della potenza del vostro forno.
Lasciare intiepidire qualche minuto prima di servirlo.




FRITTATONA AL FORNO "SVUOTAFRIGO"



Sono una grande sostenitrice della filosofia animista.
Davvero credo che gli oggetti posseggano una sorta di "coscienza" e che abbiano sentimenti positivi o negativi nei nostri confronti.
Se, dopo il mio delirio sulle follie di blogger vecchietto rimbambito e strampalato, avete voglia di sentire altre castronerie partorite dalla mia mente seguitemi mentre vi racconterò dell'animo dispettoso del mio frigorifero, altrimenti non andate oltre...
Il frigorifero in questione è quello ad incasso della cucina presa circa tre anni fa quando ci siamo trasferiti nella casa dove stiamo attualmente.
A onor di vero bisogna dire che tutta quanta la cucina è un po' acciaccata. E' evidentemente nata male e a quanto pare vivrà male fino a quando non decideremo di darle degna sepoltura (cosa che sogno di fare almeno ogni due giorni).
Quando l'abbiamo comprata era un periodo di quelli un po' di magretta (avete presente?) e quindi siamo andati in uno di quei grandi mobilifici dove promettono mobili meravigliosi a prezzi da sogno. E anche se eravamo coscienti che le promesse erano un tantino utopistiche mai ci saremmo aspettati il girone dantesco in cui ci stavamo infilando.
Ordiniamo la cucina circa 30 giorni prima del trasferimento. Ci chiedono una mappa dettagliata con relative misure degli attacchi dell'acqua e varie spine elettriche.
Forniamo quanto chiesto e attendiamo fiduciosi.
Il giorno della consegna (che avviene in ritardo di undici giorni) si presentano in tre, tutti e tre stranieri e tutti e tre con una scarsissima conoscenza della lingua italiana.
Resto comunque fiduciosa: mica bisogna conoscere per forza l'italiano per montare bene una cucina.
Due ore dopo, mentre li osservo lottare con l'antina di un mobile che vogliono per forza montare dalla parte sbagliata, cominciano i primi dubbi.
Dopo altre due ore i dubbi sono certezze: i tre ne sanno quanto me sul montaggio delle cucine.
E' agosto, fa caldo, sono reduce dal trasloco del resto dei mobili del giorno prima, sono sporca, sudata e cattiva, perciò, quando dopo sei ore, un costernato energumeno con l'aspetto da biker e la coda di cavallo mi presenta il frutto del loro lavoro, la mia reazione non è proprio da signora.
I pensili sono l'unica cosa montata per il verso giusto, la colonna del frigo è stata montata a sinistra invece che a destra (come da progetto originale), la colonna del forno invece non c'è proprio e il forno da incasso non è stato quindi incassato e giace desolato per terra a destra del piano di lavoro. Inoltre il lavello è posizionato circa a un metro e mezzo dagli attacchi dell'acqua perchè al suo posto c'è la cassettiera.
Il desolato energumeno, un po' preoccupato dalle mie urla di raccapriccio, mi spiega in un italiano stentato che purtroppo quando hanno caricato il camion si sono dimenticati la colonna del forno. Mi invita perciò a compilare un modulo di richiesta per la stessa che a quanto pare mi verrà consegnata entro quaranta giorni. Mentre le mie figlie tentano di tenermi lontana dalla sua giugulare che voglio assolutamente recidere con il taglierino con cui da venti ore circa sto aprendo scatoloni, spiego al malcapitato che devono riprendersi il forno "nonincassato" che giace sul pavimento e entro la mattina dopo devono riportarlo insieme alla sua colonna... o non usciranno vivi da casa mia. Evidentemente mi prendono sul serio perchè caricano il forno sul camion, chiamano il magazzino e mi promettono che la mattina dopo colonna e forno saranno montati.
Non sono sicura che stiano dicendo la verità e medito di trattenerne uno come ostaggio ma poi mi rendo conto che non è legale e sono costretta a lasciarli andare. Biker coda di cavallo è evidentemente sollevato.
Partiti i tre mi accorgo con orrore che:
a -  il frigorifero non funziona nonostante sia debitamente attaccato alla presa di corrente
b - se vogliamo usare lavello e lavastoviglie dovremo trovare al più presto un idraulico
Sei ore dopo, alle 21 e 30 di sera, alleggeriti di 150 euro, abbiamo lavello e lavastoviglie funzionanti.
Il frigo, nonostante ronzi come un tafano rimane caldo e anche un po' maleodorante.
Il mattino dopo comincia l'epopea di telefonate al mobilificio che mai più frequenterò: ci metto cinque giorni, sei fax e un numero spropositato di telefonate per riuscire a farmi sostituire il frigorifero. Cinque giorni in pieno agosto senza poter bere niente di fresco e facendo la spesa ad ogni pasto. Finiamo per nutrirci di pizza al trancio e acqua tiepida. Diventiamo così cattivi che i nuovi vicini di casa prendono l'abitudine di rientrare precipitosamente in casa loro se per caso incrociano il nostro sguardo.
Nel frattempo arrivano forno e colonna che vengono montati assolutamente storti e così resteranno per sempre.
Il nuovo frigorifero viene consegnato nella prima mattina fresca dopo quindici giorni di afa.
Inizia a funzionare da subito. Dopo dodici ore è già pieno di ghiaccio condensato e perde acqua.
Da allora ha sempre fatto così: ghiaccia e fa pipì regolarmente, preferibilmente quando è pieno di spesa o abbiamo ospiti.
Mi sono arresa quando, all'ennesima telefonata da parte mia, la signorina del servizio clienti mi ha detto spazientita "insomma signora quante storie! Cosa pretende... dopotutto la cucina era in offerta speciale!!!".
Io so perdere.
Mi sono tenuta il forno storto e il frigorifero che fa pipì. Ormai sappiamo che periodicamente bisogna spegnerlo e lasciar sciogliere ghiaccio e condensa. Adesso per esempio è il momento. Così, nella necessità di svuotare immediatamente il nostro pseudo-frigo con problemi renali ho cucinato questo frittatone svuotafrigo... che ormai so fare di necessità virtù...

INGREDIENTI
10 uova
5 zucchine
80 grammi circa di prosciutto cotto
misto di formaggi grattugiati (io grana, pecorino, provolone e asiago)
100 grammi circa di ricotta
100 grammi circa di panna fresca
uno spicchio d'aglio
olio
sale, pepe

In una padella larga mettere un bel giro d'olio e far rosolare bene lo spicchio d'aglio.
Toglierlo e aggiungere le zucchine tagliate a rondelle.
Cuocere a fiamma moderata finchè le zucchine non sono tenere.
In una ciotola capiente sbattere bene le uova con i formaggi grattugiati, la ricotta, la panna e il prosciutto tagliato a pezzetti piccoli.
Aggiungere le zucchine tiepide, salare, pepare e mescolare bene.
Ungere bene una teglia (io ne ho usata una tonda da crostata ma va bene qualsiasi forma!) e versare all'interno il composto.
Cuocere in forno già caldo a 200 gradi per 25 minuti circa. Prima di sfornare controllare che sia ben rappresa anche al centro.



Aggiornamento cucina: da una settimana la nostra lavastoviglie, arrivata in dotazione con la "cucina da incubo" Ã¨ passata a miglior vita. La diagnosi è stata morte della scheda elettronica. Davanti al dolore dei miei congiunti non ho potuto fare a meno di ricordare che, dopotutto, era in offerta speciale.....

FRITTATINE AI CARCIOFI...NASCOSTI...POST VELOCISSIMO PERCHE' ...NON HO TEMPO!!!!

Oggi sono di corsa. Di più, di corsissima.
Questo post praticamente deve scriversi da solo.
Ma anche voi vivete la vostra vita sul filo del rasoio e in perenne ritardo?
Io praticamente quando mi alzo la mattina sono già in ritardo...
Sveglia alle 6...
mi precipito in bagno...
schizzo in cucina...
preparo la colazione...
sveglio le figlie...
urlo al nanetto di svegliarsi...
mi vesto...
scrollo il nanetto...
metto su il latte per lui...
lo trascino di peso fuori dal letto e lo deposito davanti ad una tazza di latte...
urlo che è tardi...
corro per casa con una scarpa sola cercando di fare in mezz'ora quello che un essere umano di solito fa in almeno due ore...
ovviamente non ci riesco...
brontolando accompagno un nano stropicciato e assonnato a scuola...
inizio la mia giornata in cui devo far conciliare un lavoro a tempo pieno, una casa, un giardino, quattro figli, un marito, due gatte, una coniglia, un blog, la cucina e mille altre cose che mi invento ogni giorno per complicarmi la vita (che in questo sono maestra!)...
alle 9 crollo sul divano con l'occhio da triglia, i capelli in piedi, le gambe tremanti e fisso lo schermo della televisione senza capire un accidente di quello che sto guardando...
generalmente alle 9,30 l'occhio da triglia diventa vitreo e poi si chiude definitivamente...
in orario variabile vengo trasportata di peso a letto dal marito dove cado in coma fino al mattino dopo...
Meno male che poi ci sono i tranquilli sabato mattina!!!!!
Perciò oggi niente chiacchiere, tutti sull'attenti che non abbiamo tempoooooooo........

INGREDIENTI
una busta di carciofi surgelati (una manna quando non si ha tempo)
otto uova
100 grammi di grana grattugiato
50 grammi di pecorino grattugiato
qualche fogliolina di menta fresca (in alternativa prezzemolo)
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
limone
sale e pepe
Scottare i carciofi in acqua bollente acidulata con limone per un paio di minuti. Scolarli.
Asciugarli con uno strofinaccio pulito.
Mettere in una padella un bel giro d'olio, lo spicchio d'aglio e i carciofi (io ho usato carciofi già tagliati a spicchi, nel caso fossero interi tagliarli a pezzi).
Lasciar insaporire a fiamma vivace per un paio di minuti, poi abbassare, aggiungere un mestolino di acqua bollente, la menta, sale e pepe e lasciare cuocere per 15 minuti.
Spegnere la fiamma e lasciare intiepidire.
A parte sbattere le uova con il grana e il pecorino.
Mettere nel bicchiere del robot i carciofi con il loro sughetto e frullare fino ad ottenere una crema densa.
Unire la crema di carciofi alle uova.
Scaldare il forno a 200 gradi.
Ungere bene uno stampo da muffin e versare all'interno di ogni "buco" un mestolino di composto (altezza poco più di un centimetro.
Infornare e cuocere per 10 minuti circa. Cuocere così tutte le frittatine fino ad esaurimento del composto.
Ne risulteranno delle mini frittatine gonfie e morbide, molto saporite. Sono ottime per un buffet o una scampagnata...
Mio figlio, che odia le verdure, divora queste frittatine come fossero caramelle!!!
Con questa ricetta partecipo al contest de   la banda dei broccoli e il posto delle fragole.


P.S. scusate la foto, lo so che è orrenda ma l'ho scattata col cellulare in velocità PERCHE' NON HO TEMPOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!