POLPETTINE SVEDESI


Ci sono mattine in cui davvero faccio fatica a mettermi in moto.
Oggi è una di quelle mattine.
Sveglia dalle cinque per un mal di testa noioso, ho provato a girarmi e rigirarmi senza riuscire a riprendere sonno, troppo pigra e intontita per alzarmi e prendere un analgesico, speranzosa che il mal di testa sarebbe passato da solo. Ovviamente non è accaduto.
Alle sei ero in cucina, stordita e confusa, ad aspettare che il caffè salisse dalla caffettiera.
Due caffè e un analgesico dopo (accompagnati da cinque biscotti al cioccolato) sto meglio ma resto confusa e intontita.
Temo sarà così per tutto il giorno.
Probabilmente sarà uno di quei giorni in cui lavorerò con la stessa energia di un bradipo con l'influenza, farò cadere il cellulare millemila volte e dimenticherò di preparare il pranzo (sì, mi succede, sono una madre degenere).
Uno di quei giorni in cui dovrò attingere dalle scorte del mio congelatore e metterò a scaldare uno dei tanti frutti dei miei momenti di cucina compulsiva.
Non so se capita anche a voi ma a volte, specie di domenica, vengo assalita dal morbo della casalinga conservina e cucino enormi quantità di cibo che poi infilo negli appositi contenitori, etichetto e conservo nel congelatore.
Grandi pentoloni di ragù, spezzatini, polpette, arrosti già affettati, verdure e sughi per la pasta.
Queste scorte sono un po' la mia coperta di Linus, mi danno serenità.
In effetti ho già tirato fuori un fantastico ragù (se volete qui c'è la mia ricetta collaudata), in dispensa ci sono le tagliatelle e oggi è arrivata la cassetta della frutta e verdura con insalata croccante e cetrioli.
E anche per oggi siamo a posto!

E voi? Come sopravvivete alle giornate no? Come gestite il lavoro e la famiglia, in particolare i pasti della famiglia?


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Un piatto che non manca mai nel mio congelatore sono le polpette, le adoro perchè si possono preparare davvero in mille modi diversi.
Queste sono un po' particolari, la ricetta è quella delle tipiche polpettine svedesi e sono perfette accompagnate con del pane nero oppure con del riso in bianco.
Ricetta e foto sono state pubblicate qualche tempo fa sulla rivista Nordlys ma non le avevo ancora condivise qui sul blog.
Provatele, sono davvero buonissime!

INGREDIENTI
300 grammi di carne macinata di manzo
200 grammi di carne macinata di maiale
2 fette di pane bianco lasciato ammorbidire nel latte e ben strizzato
mezza cipolla tritata finemente
1 uovo intero
prezzemolo fresco (oppure coriandolo) tritato finemente
aneto fresco tritato finemente
sale
pepe 
olio per friggere

Per la salsa:
600 millilitri di brodo di pollo
(in alternativa va bene anche un buon brodo di verdura)
3 cucchiai rasi di farina setacciata
2 cucchiaini abbondanti di senape forte
1 cucchiaino abbondante di salsa Worcerstershire
4 cucchiai di panna fresca
una noce di burro
sale 
pepe

In una ciotola mescolare la carne, il pane, la cipolla, l'uovo, metà delle erbe aromatiche, sale e pepe.
Formare delle polpettine e friggerle nell'olio ben caldo.
In un'altra padella sciogliere a fuoco dolce il burro e unire la farina setacciata mescolare bene e dopo un minuto unire a filo il brodo ben caldo, sempre mescolando.
Dopo un paio di minuti unire la salsa Worcerstershire, la senape e la panna.
Regolare di sale e pepe e unire le polpettine, lasciando insaporire per un paio di minuti.
Assaggiate la salsa e, in caso, aggiungete ancora un po' di salsa Worcerstershire e/o di senape, secondo il vostro gusto.
Servire le polpettine ben calde cosparse con le erbe aromatiche tenute da parte.



INSALATA CALDA DI PATATE E WURSTEL



Dice che fa le coccole.
Dice.
Ma di che cosa stiamo parlando?
"Coccola" è un bel biscottone mica la candela accesa.
Una bella fetta di prosciutto altro che la tazza di tisana.
Che poi, diciamocelo, a chi piacciono le tisane?
Puzzano di erba e scottano... per me voi umani mentite quando sorseggiate quella robaccia con un'espressione di estasi sulla faccia neanche steste davanti ad un pollo arrosto.
Dice che fa il "comfort food" e tu ti aspetti un piattone di salsicce e invece lei che fa? Taglia a pezzi una zucca! Una zucca! Che schifo!
Se prima era solo leggermente squilibrata adesso ho l'impressione che stia malissimo: abbraccia cavolfiori, accende candele e gira per casa avvolta in una specie di plaid. Vagheggia di una cosa che si chiama "hygge" e si pronuncia con un suono che sembra un guaito. Non promette niente di buono.
Dice che bisogna coccolarci e volerci bene e poi ci compra i croccantini dietetici. Infame.
Ormai è deciso, cerco adozione nel più breve tempo possibile: sono bello, morbido e affascinante.
Fatevi avanti.

...

Aspè... cos'è questo rumore? Ussignur ha aperto la confezione dei wurstel e ce ne sta tagliando un pezzetto!
- Mammaaaaaa arrivooooo... sei la migliore... sei bellissimaaaa... ti amoooooo

Il vostro
Giotto





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INGREDIENTI
(per due persone)
2 grosse patate già sbucciate e tagliate a metà
3 wurstel
mezza cipolla tritata finemente
un gambo di sedano tritato (più qualche foglia per decorare)
50 millilitri di panna liquida
un vasetto di yogurt magro al naturale
due cucchiaini di senape
olio
pepe 
sale

Un piatto decisamente nordico, perfetto per i giorni freddi di gennaio.
E' ottimo accompagnato da pane nero caldo e croccante...

Per prima cosa lessare le patate, scolarle e tenerle da parte.
Cuocere anche i wurstel in acqua bollente per cinque minuti.
In una padella larga far scaldare poco olio, unire la cipolla e il sedano tritati e far rosolare per un paio di munuti senza far colorire troppo.
Unire la panna, lo yogurt e la senape e portare a ebollizione.
Unire i wurstel e le patate tagliati a pezzi non troppo piccoli.
Mescolare, spegnere e servire ben caldo decorando con qualche foglia di sedano.






PATATE HASSELBACK



Sono parecchi giorni che non pubblico niente,
Eppure il materiale in archivio non mi manca, non mi mancano le foto e non mi mancano le ricette.
Quello che mi manca veramente è il tempo.
Il tempo per fare le cose con relativa calma, il tempo per organizzarmi, il tempo per gestire la mia vita e buona parte di quella dei miei figli.
Per qualche strano e malefico incantesimo tutto il tempo che credevo che avrei avuto "a figli ragionevolmente grandi" in realtà non esiste.
Cioè, se siete mamme di bambini piccoli o in età scolare e correte come matte tutto il giorno in un turbine fra scuola-compiti-sport-lezionidimusica-dentista-catechismo-pediatra-riunionideigenitori, se vivete tutto questo affanno pensando che tanto alla fine non durerà per molto e che quando cresceranno un po' le cose cambieranno... bè, levatevelo dalla testa.
Perchè quando penserete che non sarà più necessario accompagnarli ovunque, quando crederete di essere uscite dalle malefiche trappole del consiglio di classe e dei gruppi delle mamme di whatsApp, quando crederete di aver superato la tempesta... vi renderete invece conto che la tempesta vi ha inesorabilmente seguito ed ha semplicemente cambiato forma.
Quattro figli di 25-23-21 e 14 anni significano telefonate da un'altra città, treni che ritardano, autobus dispersi nella Pianura Padana, partite di basket negli orari e nei luoghi più improponibili, 12 divise da lavare con le stesse cure e attenzioni che riserveresti a una camicetta di Gucci (che hai la tachicardia quando apri la lavatrice nel terrore che si sia tirato un filo o staccato un numero...). carte ricaricabili da ricaricare (che hanno sempre il credito a zero 'tacci loro), pranzi da portare in università e panini da portare al liceo (leggero, dietetico e inodore il primo e modello "scaricatore di porto con la panza" il secondo... che poi ti sbagli e dai al figlio il panino integrale con le zucchine grigliate e alla figli la ciabatta con provolone piccante e soppressa all'aglio), e poi ricordarsi che c'è chi arriva alle 13, chi alle 13,30, chi alle 14,15 (che a te McDonalds ti spiccia casa) e visite mediche da fissare e outfit per serate importanti da decidere, interrogazioni di inglese ma anche esami di diritto internazionale e bioinformatica.
E tanto, tanto altro ancora.
E se poi aggiungiamo un lavoro, una serie di collaborazioni, due cani, tempo per potersi lavare, per le minime funzioni fisiologiche e qualche ora di sonno... ecco che il blog scivola lentamente in fondo alla classifica delle priorità.
Che poi ti guardi intorno e vedi donne perfettamente truccate, pettinate, vestite e taccate alle sette del mattino e ti chiedi dove hai sbagliato tu che rischi di uscire con i pantaloni del pigiama (quelli con lo sfondo grigio e la sagoma di tanti gattini neri), le ciabatte ciancicate dal cane (che hai un labrador che ha due tritarifiuti al posto delle ganasce), i capelli legati in cima alla testa con l'elastico di Hello Kitty (che era delle ragazze quando erano piccole ed è un peccato buttarlo che è ancora buono) e gli  occhiali sul naso perchè non hai avuto tempo di metterti le lenti a contatto (la verità è che hai così tanto sonno che potresti confonderti e infilarti negli occhi il tappo del dentifricio).
E sei sollevata perchè comunque lavori da casa e in fondo l'unico che potrebbe avere un infarto vedendoti è il postino ma tanto è anziano e puoi sempre dire che era in età a rischio.
Perchè non hai tempo di sistemarti.
IO non ho tempo.

Aggiornamento:
Questo post doveva essere pubblicato ieri ma una brutta avventura e l'altrettanto brutta situazione che si è venuta a creare mi hanno tenuta lontana dal pc.
A questo proposito voglio ringraziare la mia lettrice e amica Sabrina.
Grazie Sabrina per i tuoi consigli e per l'aiuto che mi hai dato, sei un tesoro ♥
E niente... #lemielettricisonodifferenti







INGREDIENTI
4 patate di media grandezza
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
una noce di burro
timo tresco (o se preferite rosmarino)
sale
pepe


Una chicca tutta nordica, assolutamente da provare...

Preriscaldare il forno a 190 gradi.
Lavare e spazzolare bene le patate senza sbucciarle.
Inciderle a fettine sottili e regolari lasciandole attaccate alla base.
Far sciogliere il burro e unirlo all'olio.
Trasferire le patate in una teglia coperta di carta da forno e spennellarle bene con metà del composto di burro e olio
Mettere qualche rametto di timo fresco (o rosmarino se preferite) nelle fessure e condire bene con sale e pepe.
Cuocere per 30 minuti e poi spennellare le patate con il composto di burro e olio rimasto.
Infornare nuovamente e cuocere ancora per 25-30 minuti (il tempo varia in base alla grandezza delle patate).




PASTICCIO DI CARNE, PATATE E FUNGHI PER #SEGUILESTAGIONI SETTEMBRE



A volte ritornano.
E' proprio il caso di dirlo.
Ho passato tutta l'estate con una specie di allergia da blog che è peggiorata al punto da impedirmi anche di aprirlo.
Complice anche il fatto che non funzionava bene, il template in qualche modo non era stato adattato creandomi parecchi disagi.
Complice l'afa che da sempre per me è deleteria riducendomi ad un mucchietto di sudore che grida pietà.
Complici i pensieri (tanti) e la necessità di cambiamento che ho finalmente seguito cercando di portare nella mia vita più cose che mi rendono felice e di allontanare quelle che diventavano macigni.
E' cominciata l'idea che forse avevo esaurito gli argomenti, che avessi ormai tirato fuori tutto quello che potevo.
Mi sono convinta di non avere più niente da dire.

Per tanto tempo non sono nemmeno riuscita ad aprirlo poi, una mattina, ho scritto come mi sentivo sulla mia pagina facebook e su instragram.
E voi avete cominciato a scrivere commenti ma soprattutto tantissimi messaggi privati... quarantadue solo quel giorno (li ho contati perchè ero incredula). E ho capito che il mio blog era diventato una parte di me, una parte importante e che dovevo dargli un'altra possibilità.

Ho guardato infinite volte gli ultimi post, le foto, le ricette e ho riflettuto tanto.
Alla fine la verità mi è balzata agli occhi. Avevo smesso di sentirmi libera di scrivere di getto come facevo i primi tempi. Era successo che, a mano a mano che aumentavano le visite, mi intimidivo sempre di più perchè mi rendevo conto che a leggermi erano anche le persone che mi conoscono nella vita di tutti i giorni. Mi ero messa del paletti che mi toglievano la voglia di scrivere e di raccontare.
Insomma, avevo fatto tutto da sola.
E poi la cucina... Intendiamoci, io adoro cucinare ma negli ultimi anni ho scoperto nuovi interessi e mi piacerebbe poterne parlare anche qui.

Insomma... io riparto da qui.
Mi tolgo l'etichetta di food blogger e cerco di dare onore a quell'etichetta che c'è proprio lì in alto sotto alla scritta Ultimissime dal Forno. "food & lifestyle".
Mi riapproprio della facoltà di esprimermi come voglio io e su cosa voglio io.
Voglio ricominciare a scrivere di getto, non pensando a quello che verrà fuori finchè non è effettivamente venuto fuori. Non so se sono riuscita a spiegarmi bene.
Parole, racconti, vita di tutti i giorni, cucina e ricette, posti belli e persone speciali...

Riparto da qui e inizio questo viaggio, senza etichette e senza sapere dove effettivamente mi porterà.
Spero vogliate viaggiare accanto a me...

Ho scelto di ripartire oggi con il post per #seguilestagioni, in questo caso è una ricetta ma voglio raccontarvela a modo mio, come sarà sempre in futuro...



Quando le mie figlie erano piccole e mio figlio era ancora un desiderio, avevo l'abitudine di trascrivere ricette su una serie di foglietti volanti: post-it, scontrini, angoli di notes, il retro delle circolari scolastiche. Il risultato erano cassetti e ripiani pieni di ricette scribacchiate sui supporti più improbabili.
E' per questo che ho comprato "il quaderno". Un quadernino carino dove, con una pazienza infinita e da brava grafomane quale sono, ho trascritto decine e decine di ricette.
Molte di queste ricette sono poi state condivise sul blog e molte altre... sono state semplicemente dimenticate.
Il quadernetto mi ha seguito dopo il trasloco e ha vissuto in un cassetto per un po'... poi ha abitato in taverna e infine è approdato su uno scaffale della cucina insieme a vari libri e quaderni...


E lì ha vegetato (si può dire che un quaderno abbia vegetato?) per mesì finchè in una di quelle giornate da #mioddiocosasipuòprepararepercena è capitato fra le mani della figlia numero 2.
Alla quale, sono parole sue, si è aperto un mondo.
Perchè in quel quaderno ci sono tantissime ricette di "quando erano piccole" e tante altre che non abbiamo mai sperimentato, molto promettenti.
Una di queste è questo pasticcio di carne, patate e funghi, molto inglese, molto autunnale e molto confortante.
Io vi consiglio di aspettare una giornata di pioggia e poi di prepararlo con calma lasciando che il suo profumo si diffonda nella cucina. 
Se lo accompagnerete con pane croccante e un bicchiere di vino rosso avrete fatto centro...

COSA CI SERVE
(per un pasticcio per circa sei persone)
4 grosse patate (usate patate farinose...)
400 grammi di carne di manzo macinata
200 grammi di salsiccia (io me la sono fatta macinare insieme alla carne)
600 grammi di funghi (io ho usato degli champignon ma se usate dei funghi misti verrà più saporito)
150 grammi di grana grattugiato
150 grammi di emmental grattugiato
una foglia di alloro
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
burro
olio extravergine

Per prima cosa ho lessato le patate.
Mentre queste cuocevano ho pulito e affettato i funghi.
Ho versato poco olio in una padella antiaderente e ho fatto rosolare i funghi aggiungendo poco dopo la carne.
Ho lasciato insaporire per 3-4 minuti, ho aggiunto la foglia di alloro e ho sfumato con il vino.
Ho poi regolato di sale e pepe e ho lasciato cuocere a fiamma media per una decina di minuti.
Ho imburrato una pirofila e ho acceso il forno (forno statico a 190 gradi).
Ho schiacciato le patate e le ho condite con sale, pepe e un terzo del grana grattugiato.
Ho disposto metà delle patate schiacciate sul fondo della pirofila, ho versato il composto di funghi e carne e ho poi condito con i due formaggi. 
Infine ho coperto con le restanti patate formando uno strato compatto.
Dopo aver disposto sulla superficie del pasticcio qualche fiocchetto di burro ho infornato.
Bisogna lasciarlo cuocere finchè non si forma una bella crosticina croccante, diciamo 25-30 minuto ma dipende dal vostro forno.



Questa ricetta è il mio contributo per #seguilestagioni di settembre
Partecipano con me: 

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona
♥ LISMARYS' COTTAGE - Lisa
♥ COCCOLATIME - Enrica
♥ COSCINA DI POLLO - Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE Silvia

Questa è la nostra lista della spesa:


Siamo su facebook con la nostra pagina #seguilestagioni e su Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni



INSALATA CON CECI, GERMOGLI E FIORI EDULI PER BLOSSOM ZINE


E' online il numero estivo di Blossom zine, tutto dedicato a Georgia O'Keeffe!
Il mio contributo è un'insalata freschissima da mangiare anche con gli occhi. Mi sono divertita tantissimo a prepararla!
Per la ricetta vi aspetto fra le pagine di Blossom zine seguendo questo link







VEGAN FRIDAY: POLPETTE DI VERDURE VEGAN


Buongiorno!
Un vegan friday un po' sottotono quello di oggi.
Purtroppo l'arrivo di questa magnifica primavera mi ha portato la consueta allergia... moltiplicata per mille. Quindi asma, tosse, rinite, occhi rossi e una stanchezza immensa.
Quindi un post brevissimo oggi, giusto il tempo di lasciarvi la ricetta di oggi e il menù vegan.

Io torno al mio "letto di dolore"...


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Il menù vegan di oggi:

Colazione:
- una tazza di tè verde
- pane alle nocciole e semi tostati con marmellata di fragole (ricetta del pane qui)


Pranzo:
- crema di fave con tagliolini e pomodoro fresco (ricetta qui, sostituite i tagliolini all'uovo con altra pasta senza uova)
- insalata di misticanza condita con olio, sale e aceto di mele


Cena:
- spaghetti con aglio, olio e peperoncino
- polpette di verdure vegan (ricetta a seguire)
- coste ripassate in padella con pangrattato, olio e peperoncino



INGREDIENTI
1 melanzana
1 zucchina
2 patate
due cucchiai di farina di ceci
sale 
pepe
1 spicchio d'aglio
menta fresca
timo fresco
olio extravergine

Ho lessato e poi schiacciato in una terrina le due patate.
Ho tagliato a dadini la melanzana e la zucchina e le ho cotte separatamente con poco olio e sale.
Ho unito le verdure alla purea di patate.
In una tazza ho mescolato la farina di ceci con poca acqua fino a formare una pastella (sostituisce l'uovo in questa ricetta).
Ho unito al composto di verdure e patate la pastella di ceci, ho poi regolato di sale e pepe e profumato con menta e timo finemente tritati e con lo spicchio d'aglio schiacciato.
Ho mescolato bene e, con le mani inumidite ho formato tante polpette dalla forma leggermente schiacciata.
Le ho disposte su una teglia ricoperta di carta da forno, ho condito con un filo d'olio e ho infornato a 180 gradi (forno preriscaldato) per una ventina di minuti, finchè non si sono ben dorate.
Sono buonissime tiepide...


VEGAN FRIDAY: COTOLETTE DI MELANZANE


Una delle critiche più frequenti che mi sono state fatte riguardo al #veganfriday è stata "ma l'alimentazione vegana è triste, insapore e poco varia! come farai a trovare idee da proporre ogni venerdì?"
Niente di più sbagliato.
Semmai è vero il contrario: faccio fatica a scegliere cosa proporre ogni venerdì perchè ci sono così tante idee, così tante ricette e abbinamenti che ho già un sacco di foto e post in archivio.
E tutto questo senza mai andare a cercare ingredienti o alimenti "strani" e introvabili ma restando sempre e solo su idee e ricette semplici, proprio come vi avevo promesso.
Uno degli ingredienti che sto usando di più e che è sempre stato presente nella mia dispensa è la farina di ceci.
Si presta ad infiniti usi: dalla classica farinata alle panelle, come addensante e legante per polpette, burger e crocchette, come sostituta dell'uovo nelle panature ma anche per preparare deliziose frittatine e crespelle.
E' inoltre utilissima per preparare in casa crakers e grissini perchè, unita alla farina 00, dona un'incredibile croccantezza.
Ho anche scoperto che si possono preparare degli ottimi gnocchi e ottenendo così una versione anche gluten-free.
Infine un'ultima chicca: girovagando per il web ho letto che la farina di ceci, oltre che in cucina, può essere usata come ingrediente per un ottimo scrub per viso e corpo.
Si mescolano in parti uguali zucchero di canna e farina di ceci, si unisce un cucchiaino di curcuma e acqua quando basta per ottenere un composto da massaggiare sulla pelle. Io non l'ho ancora sperimentato ma conto di farlo al più presto. Vi racconterò...

Intanto per questa volta ho usato la farina di ceci per sostituire l'uovo nella panatura delle cotolette di melanzane più buone di sempre!




Il menù vegan di oggi:

Colazione:
- caffèlatte con latte di soia
-  pane con crema spalmabile al cioccolato (ricetta qui)


Pranzo:
- spaghetti integrali con cipollotti e pomodorini (ricetta qui)
- pomodori gratinati al forno con pane grattugiato, erbe aromatiche e aglio


Cena:
- zuppa di lenticchie (ricetta qui)
- cotolette di melanzane (ricetta a seguire)
- insalata di cetrioli, carote e menta


INGREDIENTI
2 melanzane non troppo grosse
7 cucchiai di farina di ceci
1 bicchiere di acqua gassata
pane grattugiato
aglio in polvere
timo 
sale 
pepe
olio di semi di girasole

Ho lavato e asciugato le melanzane e le ho private delle estremità.
Le ho tagliate a fette dello spessore di circa mezzo centimetro, le ho messe in uno scolapasta, le ho cosparse di sale e le ho lasciate riposare per mezz'ora.
Le ho sciacquate e asciugate bene con carta da cucina.
Intanto ho preparato una pastella con l'acqua e la farina di ceci.
In un piatto ho versato il pane grattugiato aromatizzato con poco aglio in polvere e poco timo tritato molto finemente.
Ho passato le fette di melanzane prima nella pastella e poi nel pangrattato.
Le ho fritte in olio ben caldo.
Le ho servite cosparse di sale.

Ho sempre adorato le melanzane e, fatte così, mi ricordano quelle che mi preparava mia nonna, solo che lei le passava nell'uovo invece che nella pastella di ceci. 
La pastella di ceci ha fatto in modo che il fritto risultasse croccante e asciutto, per niente pesante.




POTATO CAKES AGLI ASPARAGI PER #SEGUILESTAGIONIMARZO


E alla fine è arrivato anche Marzo.
Il mese dei cambiamenti, il mese in cui l'inverno cede il passo alla primavera.
Il mese dell'aria leggera e delle piogge improvvide, delle sciarpe leggere intorno al collo e delle violette ai bordi delle strade.
Quando ero piccola pensavo che ci fosse un odore speciale nell'aria che indicava l'arrivo della primavera: un odore di vento e fiori, l'odore inconfondibile delle cose nuove.
E adesso. pur avendo scoperto da un po' che amo l'autunno molto più della primavera e dell'estate, mi scopro col naso in su a cercare quel profumo.
Io che non amo il rosa mi scopro a cercarlo fra bancarelle dei fiori del mercato, così piene di promesse...



Mi sciolgo davanti alla delicata perfezione dei miei fiori preferiti, i ranuncoli.
Sono così belli che mi commuovono, nessun altro fiore mi fa questo effetto.
Li scelgo in tutte le sfumature del rosa perchè sento che questo è il colore che mi accompagna in questo momento.


Ma, siccome il mio cuore e la mia anima (è risaputo) sono strettamente collegati con il mio stomaco, non posso non notare la bellezza dei primi asparagi, bellissimi e perfetti.
Resto incantata davanti a quel verde meraviglioso.
Alla fine il mio bottino è composto da uno splendido mazzo di ranuncoli e tre adorabili mazzetti di asparagi.
Impossibile non fotografarli insieme...



Scattare fotografie ha qualcosa di magico: puoi fermare un attimo, la bellezza, i colori.
Mi perdo nella perfetta spirale di quei petali vellutati e penso che, dopotutto, sono fortunata se posso godere di tanta bellezza...

"Se potessimo vedere chiaramente il miracolo di un singolo fiore, 
l’intera nostra vita cambierebbe."
(Buddha)


INGREDIENTI
1 mazzetto di asparagi 
700 grammi di patate farinose sbucciate e tagliate a pezzi
80 grammi di burro (per me senza lattosio)
(più quello che servirà per cuocere le potato cakes e gli asparagi)
150 grammi di farina 
mezzo cucchiaino da caffè di bicarbonato
sale
pepe nero
uno spicchio d'aglio
olio extravergine

Per la mia ricetta con gli asparagi per #seguilestagionimarzo volevo una ricetta un po' diversa dal solito. Volevo qualcosa che mi ricordasse le scampagnate di primavera ma che non fosse la solita torta salata.
Da tempo avevo messo in lista la ricetta delle potato cakes, scoperte un pomeriggio di dicembre e diventate poi (con mille varianti) una delle "cene-coccola" più apprezzate a casa mia.
La versione con gli asparagi dà il via alla serie di varianti primavera-estate...


Per prima cosa ho pulito gli asparagi, li ho tagliati a tocchetti e li ho fatti ammorbidire in una padella con poco burro e aglio. Ho spento e lasciato raffreddare.
Ho cotto le patate a vapore, le ho schiacciate con lo schiacciapatate e le ho condite in una ciotola con il burro fuso, sale e pepe.
Ho unito gli asparagi e, poco alla volta, la farina.
Ho steso il composto su un foglio di carta da forno, l'ho lasciato raffreddare bene e, con un coppapasta, ho ricavato delle piccole tortine.
Ho rosolato bene le mie potato cakes in poco burro e un goccio di olio extravergine (aggiungere un goccio di olio permette al burro di non bruciare).
Ho cosparso con pepe nero macinato al momento.
Sono buonissime tiepide.



Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di Marzo.

Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI - Simona

♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO - Adrialisa

♥ LISMARY'S COTTAGE - Lisa 

♥ COCCOLATIME - Enrica

♥ COSCINA DI POLLO - Susy

♥ ALISE HOME SHABBY CHIC - Alisa

♥ LA MIA CASA NEL VENTO - Maria

♥ LA GALLINA ROSITA - Lucia

♥ BEATITUDINI CULINARIE - Beatrice 




La nostra lista della spesa di Marzo


Potete trovare tutti i post (e tanto altro ancora) sulla nostra pagina facebook:


E sulla nostra bacheca di Pinterest:





CAROTINE GLASSATE AL MIELE E TIMO


Quando ero piccola detestavo le carote.
Molto probabilmente perchè mi venivano proposte quasi sempre lessate e io non potevo sopportarne la consistenza molliccia e un po' viscida.
A dire la verità non amo nessuna verdura lessata, trovo che sia uno dei modi peggiori per proporle.
Nel caso delle carote poi si perdono la dolcezza e la croccantezza che le rendono appetitose.
Qualche anno fa ho cominciato ad apprezzarle crude, solamente perchè le mie figlie le amavano.
E' stato solo recentemente che, durante una puntata della trasmissione "Jamie in 30 minuti", ho avuto la folgorazione.
Non so se avete presente Jamie Oliver quando cucina: tutto sembra facile e giocoso, i piatti hanno un aspetto splendido e il tutto avviene in pochi minuti. Io amo quell'uomo.
Mentre noi siamo abituale a pulire, sbucciare, affettare, scottare in acqua bollente e a quel punto ci passa pure la voglia... lui compie magie su un bellissimo tagliere di legno, infila in padella verdure intere e non sbucciate, lancia in aria un mestolo e due o tre spezie e voilà: compare un piatto che chiunque sarebbe felice di assaggiare. Io amo quell'uomo, l'ho già detto?
Starei ore a guardare lo schermo mentre lui lancia in aria le padelle e i barattoli di yogurt, nemmeno "Le regole del delitto perfetto" mi prende così tanto.
Comunque, in una puntata, l'uomo dei miei sogni ha afferrato un mazzo da una ventina di carote complete di rigoglioso ciuffo verde e ancora  piene di terra, le ha passate sotto l'acqua, le ha sottoposte a un lieve taglio di ciuffo sul suo tagliere magico e... e niente, il segnale di Sky si è interrotto causa maltempo. Pochi minuti dopo, quando il segnale è finalmente tornato, stava mostrando un tegame assolutamente shabby (come fa quell'uomo a cucinare in tegami completamente arrugginiti, roba da tetano letale, tegami che io posso solo usare come props e solo dopo aversi disinfettati in un bagno di amuchina? Qualcuno lo sa?) delle carote bellissime, lucide, croccanti e appetitose, le uniche carote che io abbia mai avuto voglia di mangiare in vita mia.


Ovviamente quando ho cercato la ricetta sul web non sono riuscita a trovarla. O meglio, ho trovato infinite ricette ma nessuna mi pareva quella giusta.
Così, come faccio sempre, me ne sono creata una mia versione, che è diventata la versione ufficiale che è diventata la ricetta delle carotine glassate di casa mia.
Con buona pace di Jamie e delle carote lessate.
Le ho preparate tantissime volte (a casa mia sono amate quasi quanto le patatine fritte) e nemmeno mi sarei sognata di proporre la ricetta sul blog (di una semplicità imbarazzante) se non fosse stato che qualche giorno fa mi sono imbattuta nel più bel mazzo di carote che abbia mai visto.
Sembravano quelle delle fiabe e, a dire la verità, il vero motivo per cui le ho comprate è che volevo fotografarle. Cucinarle non era la mia priorità.
Sono tornata a casa con un mazzo di carote e uno di fiori, felice come una Pasqua.
Dopo l'estro creativo naturalmente le ho cucinate ma erano comunque lo stesso talmente belline che le ho fotografate anche da cotte.
Insomma, vi lascio la ricetta, provatele e fatele provare a quei bambini che, come me, quando vedono le carote fanno "bleahhh".


"In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: 
non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere."
(Daniel Pennac)


INGREDIENTI
una dozzina di carotine novelle
un cucchiaio di miele
una manciata di timo fresco
olio extravergine
sale
poco peperoncino in polvere (facoltativo)

Lavare molto bene le carotine per eliminare ogni residuo di terra.
Raschiarle leggermente (solo se necessario) e tagliare il ciuffo.
In una casseruola antiaderente scaldare un giro d'olio, adagiarvi le carotine intere, condire con miele e timo.
Regolare di sale, unire il peperoncino (se lo usate) mescolare bene, abbassare la fiamma al minimo e mettere il coperchio.
Lasciare cuocere a fuoco molto basso finchè le carote non diventano tenere.
Profumare con qualche altra foglia di timo prima di servire.