STORIA DI UNA PASTA E PATATE



Avviso ai naviganti:
Questo post è stato scritto sull'onda dell'ennesima arrabbiatura nei confronti di chi usa il web per fare la spesa di immagini.
Se siete sensibili non leggetelo.


PERSONAGGI PRINCIPALI:
- una foodblogger cattiva ed egoista
- una pasta e patate troppo bella
- un web magazine napoletano

PERSONAGGI SECONDARI:
- un ristorante
- un food blog americano
- un food blog italiano
- un embolo scoppiato

C'era una volta una pasta e patate che non sapeva di essere una pasta e patate speciale.
Era nata in un freddo giorno di fine inverno nello stesso modo in cui nascono più o meno tutte le pasta e patate: un soffrittino, due pomodorini per dare colore, un pezzetto di provola per un bell'effetto filante.
La pasta e patate era stata poi fotografata in tutta la sua gloria mentre i commensali protestavano nel timore che, durante il servizio fotografico, si raffreddasse. Insomma, normale amministrazione a casa della "foodblogger".
Nonostante non fosse più bollente la nostra pasta e patate era stata comunque molto apprezzata dai commensali che avevano pure chiesto il bis a gran voce.
Era stato per quello che la "foodblogger" aveva deciso di pubblicare le foto e la ricetta sul suo blog.
Così, qualche sera dopo, seduta al pc scrisse post e ricetta e schiacciò il tasto invio.
Fine (direte voi)
Manco per niente (rispondo io).

Per mesi la pasta e patate restò sul blog della "foodblogger". Nel frattempo gli ingranaggi del web giravano, giravano, giravano...
Giravano come le "sfere" della "foodblogger" quando una lettrice le segnalò che la pasta e patate era approdata sul sito di un ristorante che la pubblicizzava come sua e ne prometteva le grazie a chi fosse andato a pranzo da loro.
La "foodblogger" aveva scritto una mail a tale ristorante che (pur giudicando la foodblogger una donna cattiva ed egoista) aveva infine acconsentito (bontà sua) a togliere l'immagine.
Fine (direte voi)
Manco per niente (rispondo io)

Come le principesse delle favole la pasta e patate restò a crogiolarsi sul blog anche nei mesi successivi mentre gli ingranaggi del web giravano, giravano, giravano...
Così come girarono le "sfere" (di nuovo) alla "foodblogger" quando, in una piovosa mattina di primavera decise (così giusto per farsi del male) di controllare se il ristorante avesse poi realmente rimosso la fotografia della pasta e patate. Fu così che fece un'amara scoperta (anzi, più di una).
Perchè nel frattempo la foto della pasta e patate era stata allegramente presa e usata da
- 1 un blog/raccoglitore di ricette di cucina
- 2 un blog di cucina americano dove era stata ribattezzata con l'altisonante nome di "Pasta and potatoes Neapolitan version"
- 3 un web magazine napoletano di "attualità" dove faceva la sua (s)porca figura in un articolo dedicato alla pasta e patate alla napoletana (daje).

Se poi calcoliamo che quella stessa mattina la "foodblogger" aveva scoperto per puro caso che un sito di arredamento spagnolo aveva pubblicato le foto (ovviamente senza autorizzazione) della sua cucina potete ben comprendere quanto le girassero le... ehm... gli ingranaggi.

Così, con spirito non proprio caritatevole, la nostra "foodblogger" scrisse alcune mail di cui 3 attualmente senza risposta e una con risposta (quella del web magazine ai piedi del Vesuvio.
Ora, questi gentili signori, dicevano che sì, avrebbero rimosso la foto ma che non avevano affatto apprezzati i toni non intrisi di gentilezza e amore per il prossimo con cui la "food blogger" aveva effettuato la sua richiesta in quanto, trattandosi solo di una fotografia (ecchevuoichesia), tanto pathos era assolutamente ridicolo. La mail si concludeva con una lezioncina sulla gentilezza.
Inutile dire che alla "foodblogger" (un tantinello ormai esasperata) a quel punto è esploso un embolo.

Insomma, per farla breve: il magazine ha risposto che le fotografie presenti sul web sono "sono state trovate in rete e quindi valutate di pubblico dominio" e quindi in sostanza poco rompere le balle (e scusate la licenza poetica).
Poi la "foodblogger" è stata prontamente bloccata sulla pagina facebook del magazine (dove aveva lasciato una recensione negativa raccontanto quanto accaduto. La stessa sorte è toccata poco dopo ad un'altra foodblogger legittima proprietaria di un'altra pasta e patate prontamente inserita dalla redazione in sostituzione della precedente.

Mentre scrivo la pasta e patate della discordia riposa nel blog ignara di tutto il caos che ha, suo malgrado, suscitato.
Mentre lei dorme gli ingranaggi del web girano, girano, girano... e chissà quante avventure ancora la attendono...

Fine (per ora)...


Per chi volesse la ricetta (a questo punto famosela 'sta pasta e patate) è qui:
http://ultimissimedalforno.blogspot.it/2016/03/pasta-con-patate-e-provola.html



#IOSTOCONFABIOECESARE



Chi mi segue da un po' sa che ogni tanto spengo i fornelli, libero la scrivania da colla a caldo, spago, forbici e foglietti di appunti e lascio che siano solo le parole a scorrere dalla tastiera allo schermo del pc.
Oggi voglio raccontarvi la storia di una persona straordinaria e del suo cane, Cesare.
In un mondo dove i deboli vengono abbandonati a sè stessi, dove non c'è più rispetto per la vita, dove cani e gatti vengono buttati via come vecchi stracci, la storia di Fabio e Cesare brilla come un diamante in mezzo alla polvere.
Perchè, se ci sono persone capaci di abbandonare un amico fedele senza alcun rimorso, ce ne sono altre capaci di lottare a discapito di tutto e di tutti per poter restare con il proprio compagno a quattro zampe.
La storia di Fabio e Cesare comincia due anni fa, quando Fabio e la sua compagna decidono di adottare un cucciolo di labrador... Cesare.



Come tutti i cuccioli e soprattutto come tutti i labrador, Cesare porta un uragano di gioia e scompiglio e Fabio si innamora follemente di lui.
Ma le cose fra Fabio e la sua compagna iniziano ad andare male e purtroppo si  separano.
All'interno di un evento distruttivo e doloroso come una separazione c'è Cesare, ignaro e fiducioso dell'amore della sua famiglia.
Ed ecco che a volte l'animo umano, in preda alla rabbia e all'astio, può dare il peggio di sè e l'ex compagna di Fabio decide di colpirlo dove saprà fare più male.
Gli porta via Cesare e decide di non farglielo più vedere.
Cesare diventa dunque vittima e strumento, proprio come succede a tanti bambini, di una guerra in cui lui non c'entra nulla.
Fabio non si arrende ma riesce ad ottenere di vedere Cesare solo due volte in un anno e solo per due brevi visite di un paio d'ore, facendo chilometri perchè, nel frattempo, la sua ex compagna ha affidato Cesare a dei parenti che vivono in un'altra città.
Per legge può farlo perchè il microchip di Cesare è intestato a lei, una scelta che avevano fatto insieme per comodità, senza lontanamente immaginare a cosa avrebbe portato.
Così il piccolo Cesare perde la sua casa, il suo papà umano e la sua mamma, una mamma che forse non lo amava poi così tanto.
Aspetta per giorni, settimane, mesi che lo vengano a prendere... quando dopo mesi rivede il suo papà si fa persino pipì addosso dall'emozione.
Fabio ha il cuore spezzato.
Dopo l'ultima visita, mesi fa, non gli è stato più consentito di vedere Cesare.
In Italia i tempi di tribunali e avvocati sono eterni e nel frattempo un uomo si sta consumando di dolore.




Forse ci sarà qualcuno che dirà che "è solo un cane" ma questo qualcuno, senza offesa, non ha capito niente.
Un cane è un compagno, un amico, un figlio.
Un cane riempie la vita, la rende migliore.
Un cane è capace di dare la forma più pura dell'amore.
Un cane dà senza aspettarsi nulla in cambio.
A Cesare è stata tolta la sua famiglia per colpa di una stupida e crudele ripicca.
A Fabio è stato tolto il suo migliore amico.
Non si arrende e porta avanti la sua lotta ma i tempi sono lunghi e Fabio è solo un uomo che lotta contro un sistema che è una montagna.
Non lasciamolo solo.
Se uniamo le nostre voci alla sua un sussurro diventerà un ruggito.
Facciamo sentire la nostra voce per Fabio, per Cesare, per smuovere le coscienze.
Commentate questo post,  Condividetelo sui vostri blog, sui social network, fate che quante più persone possano conoscere questa storia.
E' l'unico modo che ha Fabio per essere ascoltato.
E' l'unica speranza per Cesare di poter rivedere chi lo ama tanto.
Su facebook è stata creata una pagina dedicata a Fabio e Cesare
https://www.facebook.com/Iostoconfabioecesare-1496608307316086/timeline/
vi aspettiamo anche lì...



Io Cesare non lo tradirò MAI
perchè se oggi scrivo è soprattutto grazie a lui.
Perché ho passato davvero momenti bui per via di questa brutta faccenda.
Cesare è la mia vita.
Il mio miglior compagno.
Questa è un' ingiustizia,
una cattiveria,
un dispetto.
Io vado a questi incontri,
mi sento sempre con l' avvocato,
lotto,
scrivo,
ma Cesare non lo vedo.
Io non mi rassegnerò mai.
Perché non c'è nulla da rassegnarsi.
Cesare esiste.
Cesare non è morto.
Cesare è la lotta contro le cattiverie umane,
contro lo schifo.
Cesare è sempre con me.
È la mia forza.

(Fabio S.)





#iostoconfabioecesare


UNA STORIA D'AMORE



Oggi voglio raccontarvi una storia d'amore.
Una storia accompagnata da immagini di fiori e cioccolato, perchè nulla è più rasserenante di un fiore e nulla è più consolatorio del cioccolato...


C'era una volta una donna, una donna molto, molto impegnata.
Aveva quattro figli e un lavoro, una casa e una vita (tanto) piena.
Questa donna aveva la certezza di non avere spazio per altro nella sua vita: i suoi figli erano ancora piccoli e assorbivano tutte le sue energie.
Dunque, un giorno d'inverno, la collega della donna trovò un annuncio on line di una associazione animalista e rimase così colpita da quello che vide da chiamare a gran voce la donna.
Sullo schermo del computer c'era la foto di una splendida gatta rossa... gli occhi così verdi da togliere il respiro.
La donna fissò quegli occhi e da quel momento non fu capace di pensare ad altro.
Finchè, una settimana dopo, i volontari dell'associazione portarono la gatta rossa a casa sua.
Tante erano le cose brutte che quella gatta aveva visto e subito.
Non si fidava più degli umani e non si lasciava toccare da nessuno.
Per questo, nonostante il suo aspetto splendido, nessuno aveva voluto adottarla.
Ma quando la donna e la gatta si guardarono negli occhi avvenne una magia: la gatta cominciò a fidarsi di lei e non smise più.


Da quel momento la gatta e la donna vissero insieme... per otto lunghi anni...
Ci furono tante cose, alcune belle ed altre brutte, ma sempre la gatta rossa fu al suo fianco.
Finchè un brutto giorno la gatta sparì.
La cercarono ovunque, la chiamarono per ore... niente... lei sembrava svanita.
La donna era disperata, le sue lacrime avrebbero potuto riempire un fiume...
Poi, una mattina di cinque giorni dopo, la gatta ritornò: scheletrica, senza forze, con le zampe quasi consumate. L'ombra di quello che era stata.
Quella sera il verdetto: la gatta era sicuramente stata chiusa da qualche parte ed era rimasta senza bere e senza mangiare per cinque giorni e cinque notti, al freddo.
Il suo organismo, già sofferente per un problema ai reni, aveva ceduto.
Aveva compiuto l'ultimo atto d'amore verso la donna riuscendo a tornare da lei, per un'ultimo saluto.
Così, in una fredda notte di marzo, la gatta chiuse gli occhi e si addormentò.
Ora riposa sotto l'ombra di un albero e tutti dicono che lei non c'è più.
Ma la donna, che l'aveva tanto amata, continua a sentirla accanto a sè.
E, a volte, con la coda dell'occhio, vede un piccolo lampo arancione che le cammina accanto...
Questa è una storia d'amore che solo chi ama o ha amato profondamente un amico a quattro zampe può comprendere.
Gli altri alzeranno le spalle mormorando "quante storie solo per un gatto!". E in questa storia loro sono quelli da compatire.


Domani vi darò la ricetta dei tartufi al cioccolato.
Li ho scelti per accompagnare questa storia perchè sono particolari: appena li assaggi senti l'amaro delle lacrime e della tristezza ma poi, quando arrivi all'interno assapori la dolcezza che solo il ricordo di chi abbiamo amato può darci...


UN REGALO...



Un regalo grande stamattina trovarti fuori dalla porta della cucina, magrissima, sporca e tremante...
Non so dove tu sia stata negli ultimi quattro giorni, sembra che tu abbia camminato per chilometri...
L'importante è che tu sia qui...

****

Grazie per tutti i messaggi e i commenti al post di ieri e su facebook: vi ho sentiti vicini e questo mi ha aiutata molto.
Domani riprenderanno le normali attività del blog con una nuova "Vicina di Blog" e giovedì (finalmente) con una ricetta. 
Ma oggi stiamo così, in silenzio... e ci coccoliamo.

IO TI ASPETTO ANCORA, NONOSTANTE TUTTO


Continuo ad aspettarti,
nonostante sappia che ogni giorno che passa
diventa più difficile trovarti...

Continuo ad aspettarti, 
ostinata,
anche se so che tu non ti allontanavi mai troppo da casa...


Continuo ad aspettarti 
pur consapevole del fatto
che, ogni sera,
cascasse il mondo,
tu non mancavi mai al nostro
appuntamento sul divano...

Continuo ad aspettarti anche se,
mentre penso a te,
ti sento qui vicina
e questo può significare una cosa sola...


Però non sono pronta
a stare senza di te
quindi ti aspetto ancora,
nonostante tutto.


POST A FORNELLI SPENTI: MARIUS...


Oggi dovevo condividere con voi un post sui miei primi esperimenti di autoproduzione di eco-detersivi....
Doveva essere un post allegro...
ma non me la sono sentita. 
Non oggi.
Oggi vi lascio solo poche righe per salutare una creatura innocente che nella sua breve vita ha avuto una sola colpa: essere nato in uno zoo dove per lui non c'era posto.
Non hanno avuto nessuna pietà di lui, non sono servite petizioni, firme, appelli...
Hanno sparato al piccolo Marius davanti ad un pubblico composto anche da bambini (sì, avete letto bene... bambini... e in una foto si possono addirittura vedere dei genitori che tengono sollevati sulle spalle i figli... perchè possano vedere meglio...) trasformando la sua morte in uno spettacolo.
Oggi è una delle (tante) volte in cui mi vergogno di essere "umana".

"Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini." (Tristan Bernard)

******

Potete leggere la storia di Marius qui



IL SOGNO DI FIDO... UN PROGETTO D'AMORE


Lui è entrato nella mia vita quattro mesi fa eppure è come se ci fosse sempre stato.
Forse aveva già un posto nel mio cuore, non ha fatto altro che accomodarsi nell'angolino vuoto che aspettava solo lui.

Lui è sempre felice... gli basta così poco per essere contento e in questo modo rende felici quelli che gli stanno intorno.

Mi basta guardarlo negli occhi per sentirmi serena.
Mi basta accarezzarlo e i problemi si allontanano.
Mi basta vederlo giocare e mi viene subito da ridere.

Lui è un buffo botolo di pelo, razza fantasia, diciamo "diversamente bello".
E' arrivato in una sera di fine estate, un bullo in miniatura, ed è diventato parte integrante della nostra famiglia, gatti compresi, checchè ne dica quella brontolona della gatta Miranda.

Lui è arrivato da noi grazie ad alcune persone meravigliose, angeli, che dedicano la vita ai nostri amici a quattro zampe... quelli più sfortunati, quelli maltrattati, quelli buttati via come scarpe vecchie.

Giotto era uno di loro.
Adesso è il mio bambino peloso.



E' così che ho conosciuto Rossella, una ragazza speciale di quelle che ti fanno pensare che, dopotutto, al mondo ci sono delle belle persone, capaci di dedicarsi anima e corpo a chi non ha voce per difendere i propri diritti.
E' per questo che nasce Il Sogno di Fido, un progetto d'amore dedicato ai cani che cercano famiglia.
Ho voluto parlare di Rossella e degli altri volontari dell'associazione qui sul mio blog perchè credo fermamente che stiano facendo qualcosa di straordinario.
Le ho chiesto di raccontarci cosa fa la veramente "Il Sogno di Fido".


"Il Sogno di Fido è un’associazione no profit che opera in ambito cinofilo nella provincia di Verona.
La nostra attività principale consiste nell’occuparci di cani provenienti da situazioni di abbandono e maltrattamento e prenderci cura di loro fino all’avvenuta adozione.
Dal ricovero alle cure mediche, dalle passeggiate giornaliere alla socializzazione, dalla divulgazione degli appelli, all’accompagnamento del cane nella nuova famiglia, diamo il massimo per garantire ai nostri pelosi la vita che meritano. Inoltre, convinti che l’unione faccia la forza, collaboriamo con altre associazioni di volontariato, in modo da unire le energie per raggiungere gli stessi obiettivi comuni.

L'associazione nasce, e viene riconosciuta, il 14 ottobre 2013.
Prima di fare il grande passo e di metterci in gioco alcuni di noi soci hanno studiato da comportamentista, educatore e istruttore cinofilo, qualcuno ha lavorato in un canile, altri a casa propria allestendo un vero e proprio punto di riferimento per cani trovatelli, maltrattati, abbandonati facendo tutto il possibile per farli sentire amati e seguiti. 
Abbiamo loro insegnato il gioco, la condotta al guinzaglio, alcuni comandi come il classico "seduto, terra, torna ecc",(e molto altro ancora) proprio per agevolare  l'adozione e  per farli sentire comunque importanti e parte della nostra grande famiglia fatta di volontariato.
Nessuno di noi ha un tornaconto, se non la soddisfazione di vedere un cane accolto in famiglia dopo aver passato chissà quali pene.

Spesso ci hanno chiesto "Ma perchè lo fai?"
Non esiste un perchè, è una missione, si è portati semplicemente a farlo.
Vediamo disgrazie, soffriamo insieme a loro, ci arrabbiamo quando la giustizia viene loro negata, li accompagniamo nell'ultimo loro viaggio...ma la verità è che sono loro ad aiutare noi: ci rendono felici, ci aiutano quando siamo noi a soffrire, per ogni occasione sono pronti a riempirci di feste... ad esempio anche il semplice fatto di sistemare una coperta all'interno della cuccia...è un gesto da poco, eppure gli occhioni pieni di gratitudine e quelle codine scodinzolanti di felicità con le orecchiette alzate ed incuriosite sembrano davvero dirci GRAZIE! E' un gesto da poco,quotidiano ma per LORO non è solo un gesto o un'azione,è affetto, è attenzione e cura!
Questo era solo un esempio tra i tanti, un esempio che ci insegna che le piccole cose valgono molto più delle grandi.
Ci insegnano l'umiltà e la semplicità.

Come responsabile dell'Associazione, quando conosco nuovi volontari, li avviso subito di una cosa: chi entra in questo mondo, ed è convinto appieno di farlo...non ne esce più ,io per prima, come molti altri sono stata fortunata a conoscerlo!
Gli animali mi hanno aiutata ad affrontare sfide che da sola avrei veramente avuto difficoltà  a superare.
Chi ha un animale d'affezione sa bene di cosa parlo, LORO ti riempiono la vita, la casa ed il cuore!

Questa è solo una piccola parte di quello che facciamo e del perchè lo facciamo. 
Abbiamo molto altro da raccontare...
Se volete conoscere meglio questa realtà vi invito a recarvi nel canile o nel rifugio più vicino o a contattare le varie Associazioni per toccare con mano le sensazione che ogni giorno NOI VOLONTARI proviamo.
Non abbiate paura di star male nel vedere un cane o un gatto sofferente, anzi, dategli la forza di stare meglio, consolatelo, è inutile girarsi dall'altra parte, anche LORO sono ESSERE SENZIENTI! 
E soprattutto NON ABBIATE PAURA DI DENUNCIARE UN CASO DI MALTRATTAMENTO, NON VOLTATEVI DALL'ALTRA PARTE IN CASO DI ABBANDONO!"



Grazie Rossella per averci fatto conoscere la vostra associazione e grazie di cuore per aver fatto entrare Giotto nella mia vita e per aver dato una casa a tanti cani sfortunati.
Vorrei solo aggiungere una cosa: se sentite che nella vostra vita e nella vostra casa c'è spazio per un amico peloso, per un amore incondizionato che durerà per tutta la vita, pensate all'adozione: da qualche parte il vostro cucciolo vi sta già aspettando...


Per saperne di più:

Associazione Il sogno di Fido, Verona
telefono: 3407196031
mail: adozioni@ilsognodifido.it


****
VI CHIEDO UNA COSA CHE, LO SAPETE BENE, NON CHIEDO MAI... CONDIVIDETE IL PIU' POSSIBILE QUESTO POST... SUI VOSTRI PROFILI, SULLE VOSTRE BACHECHE... PIU' PERSONE CONOSCERANNO QUESTA REALTA' PIU' AMICI PELOSI TROVERANNO UNA CASA... A VOLTE IL PASSAPAROLA SERVE, ECCOME SE SERVE!

Io vi aspetto qui domani, stavolta con una ricetta, che non sia mai detto che in questo blog non si pensi (anche) a mangiare!!!

I BISCOTTI DI SANTA LUCIA SU QUANDO NASCE UNA MAMMA







Zitti, zitti fate piano

vien la Santa da lontano,

porta a tutti dolci e doni

soprattutto ai bimbi buoni.

Ma se un bimbo é cattivello,

oltre tutto un po' monello,

nulla trova nel tinello.



Quindi bimbi birichini

diventate un po' bravini

e i cuoricini tutti spenti

con la Santa si fan contenti.

Grazie, grazie Santa Lucia,

il tuo incanto mi porti via





SIAMO COSI' PICCOLI...





Doveva essere un post gioioso.
Dovevo darvi la ricetta di dolcissimi fiori di pastafrolla, ma ve la darò domani.
Oggi non me la sento proprio, oggi mi sento così piccola che non ho voglia di cucinare.
Quello che è successo in Sardegna mi ha costretta a fermarmi, a riflettere su quanto siamo minuscoli davanti alle forze della natura.
Tutto il nostro affannarci, tutte le invidie, i rancori, il desiderio di supremazia... non sono nulla quando una mano ben più potente della nostra cala su di noi.
Vorrei poter abbracciare tutte le persone che in questo momento stanno piangendo i propri cari, tutti quelli che stanno guardando il lavoro e i sacrifici di una vita portati via da un mare d'acqua e vento.
Siamo così piccoli...
Ho parecchie amiche in Sardegna, una in particolare è nel mio cuore... ti penso Anna Rita...

******

Domani si ricomincerà a cucinare, domani troverete un mazzolino di dolcissimi fiori ad aspettarvi, promesso...

Questo è un post che non avevo programmato.
Oggi avrei altro da fare... sto preparando il compleanno di una bimba che compie sei anni.
Un compleanno tutto in rosa, pieno di cuori e di tutte quelle cose che piacciono ad una bimba di sei anni.
Ma ci sono post che si scrivono da soli nella tua mente mentre stai facendo altro, mentre ti lavi i denti o mentre accompagni tuo figlio a scuola.
Stamattina, aprendo la mia posta, ho trovato l'ennesimo rifiuto di un'agenzia di comunicazione.
La stessa agenzia che mi aveva scritto qualche settimana fa, sperticandosi in lodi al mio blog.
La stessa agenzia che osannava il blog, dicendo quanto è bello, quanto è elegante, ma che belle ricette, ma che bei post... e bla bla bla.
La stessa agenzia che mi aveva proposto lo stesso "contratto" in cui guadagnano tutti, tranne il blog.
La stessa agenzia a cui avevo risposto con estrema cortesia che li ringraziavo per i complimenti, che ero lusingata dal fatto che avessero preso in considerazione il mio blog come veicolo pubblicitario per i loro clienti ma che, per quanto riguarda "Ultimissime dal forno" esiste un listino prezzi per l'esposizione di banner e quant'altro.
Listino che ero felice di inviare perchè lo visionassero.
Ecco allora che nella mail di stamattina il blog era molto meno bello, molto meno elegante, e le ricette un tantino banali e i post non così eccezionali.
E alla fine questo blog non va mica tanto bene per il loro cliente. No no no.

Vorrei specificare che non è certo la prima volta.
E allora, care agenzie di comunicazione, carissime aziende, negozi on line, siti ecc. ecc., sappiate che BLOGGARE E' UN LAVORO.
Un lavoro vero e proprio, proprio come il vostro.
E come tale va retribuito.
Vi piacerebbe se una mattina vi venisse comunicato che non sarete più retribuiti per il vostro lavoro?
Vi piacerebbe, care aziende, se un giorno i vostri prodotti dovessero essere regalati invece che venduti?
Io credo proprio di no.
E se credete che fare il blogger sia uno scherzetto, se pensate che i post si scrivano da soli in cinque minuti, se ritenete che le foto si scattino con la stessa tecnica e velocità con cui immortalate le vostre vacanze, vi sbagliate di grosso.

Preparare un post richiede, tempo, professionalità, dispendio di energie e di denaro.
Prima di tutto bisogna pensare alla ricetta che si vuole realizzare (o all'oggetto che si vuole creare o all'argomento che si vuole trattare).
Poi bisogna acquistare gli ingredienti (o il materiale oppure documentarsi sull'argomento in questione).
Poi bisogna realizzare la ricetta (o l'oggetto o qualsivoglia sia il protagonista del nostro post).
A questo punto bisogna fotografare e vorrei specificare che di solito non si schiaffa il piatto su un tavolo (o quello che è) e si scatta una fotina col cellulare.
Si prepara un set fotografico, si studia l'ambientazione, la luce ecc. ecc.
Si scattano le foto, non una ma tantissime perchè così avremo più possibilità di scegliere le migliori.
Poi si caricano sul computer, si visionano, si scartano quelle che non vanno bene e si modificano quelle che possono andare.
A questo punto si scrive il post che dev'essere corretto dal punto di vista della sintassi e dell'ortografia ma anche fluido da leggere, piacevole e accattivante e, se c'è anche una ricetta, bisogna essere estremamente precisi con gli ingredienti, le dosi e il procedimento, perchè i lettori vanno rispettati e non può accadere che provino una ricetta e siano poi costretti a buttare tutto perchè noi abbiamo scritto delle fregnacce.
Infine si "incolla" il tutto, foto e testi, in modo che siano il più possibile armonici da un punto di vista grafico.
E, solo a questo punto, si pubblica.

Capite quindi, care agenzie e aziende, perchè chi gestisce un blog anche solo minimamente professionale chiede dei soldi per esporre i vostri banner o per i vostri post sponsorizzati?
Ultimissime dal forno non fa certo i numeri di visitatori che fanno i grandi blog ma ha un numero di visualizzazioni quotidiane molto rispettabile.
Del resto il mio listino non è certo uguale a quello dei grandi blog.
In questi anni ho lavorato molto per far crescere il mio blog e credo di meritarmi di venire adeguatamente retribuita per il mio lavoro. Non ai vostri termini (pochi centesimi per ogni "click" sul vostro banner o pochi prodotti spesso già scaduti) ma ai miei, che non sono, ripeto, quelli dei grandi blog ma quelli di un blog che riceve una buona visualizzazione quotidiana dei propri post.

Naturalmente sono pronta a rispondere a chiunque voglia dire la sua su questo argomento e mi piacerebbe moltissimo conoscere il punto di vista, e le ragioni, di voi aziende e agenzie di comunicazione.
Potete lasciare un commento qui sotto o scrivermi una mail.
Vi risponderò con piacere.
Ora scappo a colorare di rosa i sogni di una bimba di sei anni...

Anna


p.s. Vi ricordo che oggi, su Quando Nasce Una Mamma ci sarà un mio nuovo post dedicato allo svezzamento.

UN POST A FORNELLI SPENTI... LA STORIA DI ETTORE

Questo è un post a fornelli spenti. Ogni tanto ne trovate qualcuno qui su Ultimissime...
A volte ho voglia di raccontarvi un po' di quello che mi accade senza accendere i fornelli... a volte anch'io non ho tanta voglia di cucinare.
Oggi voglio raccontarvi la storia di Ettore che ha incrociato le nostre vite lasciandoci un buco di tristezza e impotenza.
Chi mi segue su facebook sul mio profilo privato conosce già la storia...
Abbiamo sentito parlare di lui per la prima volta un paio di settimane fa quando abbiamo visto un appello che lo riguardava in un centro commerciale della nostra zona.

"non ha mai conosciuto affetto e carezze"

Queste parole ci entrano a forza nel cuore...
Leggendo l'appello scopriamo che Ettore, un meticcio tenerissimo, è stato salvato da una situazione di maltrattamenti estremi. Picchiato, denutrito, minacciato di morte dai mostri che avrebbero dovuto occuparsi di lui è stato salvato dall'intervento dei volontari della LAV e delle Forze dell'Ordine.
Ettore ha trascorso gli ultimi 13 mesi accudito dai meravigliosi volontari che ogni giorno dedicano la propria vita ai nostri amici pelosi più sfortunati.
E' un attimo... decidiamo in pochi minuti di dare a Ettore una nuova possibilità.
Da tempo ci sentiamo ormai pronti ad allargare la famiglia con un compagno di vita a quattro zampe e siamo pronti ad accoglierlo (noi tutti, i nostri quattro gatti e il nostro coniglio).



In questa fase di transizione veniamo aiutati da una persona meravigliosa, una volontaria LAV, che porta a Ettore a casa nostra per presentarcelo (e presentarlo ai gatti che sono i veri padroni di casa).
Ci innamoriamo di lui, dei suoi occhi così tristi e pochi giorni dopo lo portiamo a casa con noi.
E' dolcissimo, educato e ubbidiente e dalla prima mattina insieme capiamo l'immenso bisogno d'amore che ha.
Ma... c'è un grosso "MA" in questa storia...
Il "MA" si presenta poche ore dopo, quando torna da scuola Nicolò, mio figlio di dieci anni, unico membro bambino della famiglia.
Vediamo Ettore trasformarsi, diventare agitato, impaurito e guardingo.
Quando ci rendiamo conto che è Nicolò che, pur senza aver fatto nulla, ha provocato questa reazione è già troppo tardi.
Ettore da a Nicolò un "morsetto di avvertimento" (niente di grave, solo un pizzico) e da quel momento non si lascia più avvicinare da lui.

Siamo sconvolti e allarmati e comunichiamo l'incidente alla volontaria che ci segue e che ci è vicina in tutti i modi possibili.
Nell'arco di pochi minuti ci mette in contatto con un comportamentalista esperto in cani che ci spiega come affrontare la situazione nell'attesa di cominciare un percorso con il cane. Fissiamo l'appuntamento a due giorni di distanza.
La serata e la notte passano tranquille, la mattina dopo mio figlio va a scuola come sempre ed il cane sembra a suo agio.
Purtroppo al ritorno del bambino la situazione precipita: un morso al piede e poco dopo un attacco in piena regola che per fortuna non ha portato nessun danno grazie al fatto che io ero lì con loro.

Mi metto in contatto con il comportamentalista che mi suggerisce di chiudere il cane in una stanza dove non c'è il bambino e poi con la LAV.
E' a quel punto che mi viene comunicato che Ettore non può più restare con noi.
La notizia ci getta nello sconforto: mio figlio piange perchè si sente in colpa pur non avendo fatto nulla, io e le mie figlie piangiamo perchè ci sembra di aver in qualche modo tradito Ettore... abbiamo la sensazione di "cacciarlo via".
Ma hanno ragione, è necessario soprattutto per lui.
Sta male e ce ne accorgiamo quando vengono a riprenderlo. E' talmente terrorizzato dalla presenza del bambino che sembra non veda l'ora di andarsene.
E' amarissimo il pensiero che potrebbero essere stati proprio dei bambini a fargli del male...
E' amarissimo il pensiero di quello che quella povera creatura ha dovuto patire...
E' amarissima la consapevolezza che, come sempre, l'essere umano è la bestia più feroce.

Purtroppo Ettore è dovuto tornare al rifugio dove sappiamo che è amato e accudito.
Abbiamo visto quanto vuole bene alla volontaria che si è occupata di lui in questi 13 mesi.
Ho voluto raccontarvi questa storia terribile per tanti motivi...
Prima di tutto spero che qualcuno, leggendo, provi il desiderio di adottare Ettore. Dovrà essere una famiglia senza bambini, con tempo e pazienza a disposizione perchè il cane dovrà fare un percorso per superare i traumi subiti. Quello che posso dire è che ha talmente tanto amore da dare che ogni sforzo verrà ripagato mille volte.
Poi vorrei lanciare un appello: se sentite che è arrivato anche per voi il momenti di avere un compagno di vita a quattro zampe pensate ad un'adozione del cuore. Rivolgetevi alla sede LAV (Lega Anti Vivisezione) della vostra zona oppure all'Enpa. Incontrerete persone meravigliose che sapranno esservi vicine nella scelta del vostro compagno. Mai, neppure per un momento, ci hanno fatti sentire soli durante il nostro breve incontro con Ettore.
E poi... ecco, alla fine forse un piccolo lieto fine c'è stato...
Quando hanno riportato Ettore al rifugio le due volontarie che sono venute a prenderlo non sono venute da sole...
Ci hanno portato un piccolo raggio di sole che sta illuminando le nostre giornate.


Lo abbiamo chiamato Giotto, è un cucciolo trovatello di due mesi...
E' buffo, vivace, adorabile e dolcissimo...
Mio figlio si illumina quando giocano insieme... adora Giotto e Giotto adora lui.
Ma non dimenticheremo mai Ettore e con lui tutti quei cani (e gatti e altri animali) che, puri e senza colpe come solo gli animali e i bambini piccoli riescono ad essere, subiscono maltrattamenti e incurie.
Mio figlio mi ha detto che per tutta la sua vita non si girerà mai dall'altra parte se dovesse vedere un animale maltrattato.
E nemmeno io...



Se qualcuno fosse interessato ad Ettore o volesse i riferimenti relativi a LAV ed Enpa mi scriva qui:
ultimissimedalforno@gmail.com