TORTA SEMPLICE ALLE NOCCIOLE.... DALLA CIMA DELLA CREDENZA


Dalla cima della credenza posso guardare tutta la cucina.
Posso osservare i fiori sul tavolo e quel raggio di sole che rimbalza sul bollitore...
Dalla cima della credenza osservo "lei" e i suoi gesti mentre prepara un dolce.
Vedo le sue mani che stringono il nodo del grembiule, vedo le ciotole sul tavolo, il burro, la farina, lo zucchero...

- Mammaaaaaa dov'è la mia maglietta grigiaaaa??
Vedo le mani che si fermano... bisogna cercare la maglietta grigia.

Dalla cima della credenza osservo le mani che mescolano e mi arriva un profumo strano, che sa di nostalgia...

- Mammaaaaaa mi interroghi sui verbi?
Le mani si fermano, vengono asciugate sul grembiule. Le mani accarezzano guance morbide e sistemano un ciuffo ribelle. Sentiamo i verbi...

Dalla cima della credenza osservo le mani che imburrano una tortiera, gesti ripetuti mille volte...

- Mammaaaaa mi aiuti? Devo trovare un ossimoro!!!
Le mani si fermano, vengono lavate sotto l'acqua tiepida e si cerca quell'ossimoro nascosto in un testo antico...

Dalla cima della credenza osservo l'impasto della torta scivolare nella tortiera, guardo quelle onde morbide mentre faccio le fusa....

Dalla cima della credenza posso osservare tutta la vita che scorre in questa cucina e sentirmi a casa, in pace col mondo.
La vostra gatta Miranda



INGREDIENTI
100 grammi di nocciole tritate finemente (o farina di nocciole)
100 grammi di farina per dolci
100 grammi di maizena (amido di mais)
150 grammi di zucchero
150 grammi di burro morbido
125 millilitri di latte a temperatura ambiente
tre uova grandi a temperatura ambiente
mezza bustina di lievito per dolci
un cucchiaino di bicarbonato



Separare i tuorli dagli albumi.
Montare a neve questi ultimi.
Mescolare la maizena, la farina, le nocciole, il lievito e il bicarbonato.
Montare il burro con lo zucchero e aggiungere i tuorli (uno alla volta) continuando a sbattere.
Aggiungere il composto di farina e nocciole poco alla volta, alternandolo con il latte.
Infine aggiungere con molta delicatezza gli albumi montati a neve usando un cucchiaio o una spatola.
Solo a questo punto accendere il forno a 160 gradi.
Imburrare una tortiera e versarvi l'impasto.
Quando il forno è a 70-80 gradi infornare la torta.
Cuocere per circa 45 minuti (fare la prova stecchino!).
Quando la torta è cotta lasciarla intiepidire in forno con lo sportello semiaperto (io metto un cucchiaio di legno).
Infine servirla cosparsa di zucchero a velo.






PANZEROTTI RIPIENI DI MELANZANE E CARNE... QUELLO CHE ODIO DI NOVEMBRE (OVVERO QUELLO CHE NON PIACE ALLA GATTA MIRANDA)



Eccomi, scendo dal mio angolo preferito (in cima alla credenza così quell'orribile cane puzzolente non può raggiungermi) per DOVEVO scrivere questo post.
"Lei" era stata terribilmente sdolcinata in quest'altro post, così disgustosamente mielosa da provocarmi un attacco di iperglicemia...
"Sweet November" scriveva "lei"... ma quando mai?
'Spettate un po' che vi dico io tutto quello che ODIO di Novembre...

Lo odio perchè arriva il freddo, quello vero, quello che mi fa sentire come una vecchia signora artritica (che, non ditelo a nessuno altrimenti vi graffio, io non sono più una ragazzina... comincio ad avere un'età... come dire... importante...).

Lo odio perchè arrivano tutti i "suoi" frutti preferiti, gli agrumi, e "lei" li sparge in tutta la casa perchè dice che profumano ma in realtà puzzano orrendamente e mi fanno starnutire e io odio starnutire perchè mi scompiglio tutta... ecco...

Lo odio perchè piove, piove e ancora piove. Insomma, avete presente cosa significa per una gatta a pelo lungo ritrovarsi tutta bagnata di pioggia? Nella migliore delle ipotesi rischio una polmonite con gravi complicazioni... nella peggiore "lei" mi intercetta, mi afferra e mi avvolge in un'asciugamano cominciando a strofinarmi forsennatamente. Io mi dimeno (chi non lo farebbe?), le soffio anche... ma lei niente, sorda a tutte le mie rimostranze continua a strofinarmi il pelo finchè somiglio a Ivana Spagna nei primi anni '80... inguardabile proprio...

Lo odio perchè con lui comincia il periodo più brutto dell'anno: il Natale.
Adesso non fatemi quelle facce e non cominciate a dirmi che il Natale è bello, che a Natale sono tutti più buoni, e che belle le lucine, e che belli i regali, e bla bla bla.
Si vede proprio che non vivete con "lei".
"Lei" a Natale perde letteralmente la testa. Qualcosa (forse un'entità demoniaca) si impossessa di lei spingendola a fare cose indicibili.
Ad esempio, le persone normali a Natale si limitano a preparare l'albero o al massimo il presepe.
"Lei" no.
"Lei" ribalta completamente la casa, sposta mobili, appende ghirlande ovunque, decora ogni superficie calpestabile e non (per chi si stesse ponendo l'ovvia domanda la risposta è sì, decora anche i bagni...).
Le persone normali comprano i regali nei negozi e magari, se sono molto intelligenti, se li fanno pure già incartare.
"Lei" no.
"Lei" deve fare i regali "hand made" per non parlare dei pacchetti, che se non sono come dice "lei" apriti cielo.
Così questa casa, dai primi di Novembre, si trasforma in un laboratorio della follia, viene invasa da carta, centrini, lana e da qualsiasi cianfrusaglia assurda su cui riesce a mettere le mani perchè la sua mente malata vede "il bello" (come dice "lei") dove gli altri (a ragione) vedono solo 'monnezza.
E l'albero... ussignur... l'albero... Una cosa mostruosamente mastodontica che arriva fino al soffitto...
Sono cose che nessun felino dovrebbe mai vedere...
Ci vuole un post solo per l'albero... e credo proprio che farò così... che adesso sono troppo stanca e devo fare il mio sonnellino di bellezza.
Torno in cima alla credenza... e ricordatevi... qualsiasi cosa "lei" vi dica... dal primo novembre al 25 dicembre... non contradditela... non sia mai che diventi pericolosa...
Au revoir
La vostra Gatta Miranda



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INGREDIENTI
250 grammi di farina manitoba
250 grammi di farina 00
2 melanzane
400 grammi di carne di maiale macinata fine
80 grammi di formaggio grana grattugiato
50 grammi di formaggio pecorino grattugiato
qualche fogliolina di menta
olio extravergine
sale
pepe
uno spicchio d'aglio
una bustina di lievito di birra disidratato
un cucchiaio di miele




Per prima cosa preparare l'impasto dei panzerotti.
In una ciotola mescolare le due farine con due cucchiaini di sale.
Fare una fontana al centro e versarvi il lievito, miele e due cucchiai d'olio.
Versare a filo dell'acqua appena tiepida, mescolando fino a formare il classico composto di pasta per la pizza.
Trasferirlo sul tavolo infarinato e lavorarlo bene finchè diventa liscio ed elastico.
Ungere appena un recipiente capiente e trasferirvi l'impasto.
Coprire con pellicola da cucina e lasciar lievitare finchè raddoppia di volume (da un'ora e mezza a due ore).
Intanto preparare il ripieno.
Pulire e tagliare a cubetti le melanzane e metterle in una padella con olio e l'aglio tritato finemente.
Farle ammorbidire a fuoco medio e, quando sono quasi cotte, aggiungere la carne.
Far rosolare bene, salare, pepare e profumare con la menta tagliata a striscioline sottili.
Spegnere i fuoco e lasciare intiepidire.
Aggiungere i formaggi e mescolare bene.
Riprendere l'impasto, lavorarlo per qualche minuto e poi dividerlo in tante palline della grandezza di un piccolo mandarino.
Appiattire le "palline" col mattarello e versarvi una cucchiaiata abbondante di ripieno.
Chiudere formando un panzerotto, sigillando bene i bordi con i rebbi di una forchetta.
Accendere il forno a 190 gradi.
Disporre i panzerotti sulla teglia ricoperta di carta da forno, spennellarli con dell'olio e cuocerli per circa 15-20 minuti.
Servire tiepidi.



STRUDEL SALATO CON ZUCCHINE E PROSCIUTTO... L'ARCA DI NOE'...



In principio c'ero solo io.
Vi ricordate? Vi ho già raccontato la mia storia...

Bei tempi quelli.
Facevo una vita da regina, credete a me!
Coccole a non finire, ciotola sempre piena, bocconcini succulenti sganciati da sotto il tavolo e un cuscino morbido solo per me...
Sarebbe potuta andare avanti così per sempre se non fosse che voi umani, scusate se ve lo ricordo, non brillate molto per intelligenza.

Infatti, dopo due anni di vita perfetta, ecco l'idea balzana di prendere un altro gatto.
Anzi, non un gatto... peggio! Un gattino...
"Per fare compagnia a Miranda" cianciavano gli umani di casa...
Ma quando mai??? Ma chi ve l'ha chiesta la compagnia??? Mi sono forse lamentata qualche volta???
E così ecco arrivare, in un tranquillo pomeriggio di maggio, una piccola cosa pelosa e decisamente orrenda.
Insomma, senza offesa ma... non la si poteva guardare! Piccola piccola, magra magra con due occhi gialli sporgenti e due orecchie enormi: più che un gatto sembrava un pipistrello.
E infatti, ascoltando meglio i discorsi di quegli umani scellerati, scopro che il piccolo mostro è l'ultima rimasta di una cucciolata di gattini tutti bellissimi... tranne lei. Così brutta che non l'ha voluta nessuno e il proprietario voleva liberarsene al più presto.
E ti pareva se quelli non andavano a prendersi una creatura senza arte nè parte! No dico, visto che volevano proprio prendere un altro gatto, potevano almeno trovarlo bello... magari di razza... insomma... degno di me!

Inutile dirvi che il piccolo mostro si è installato in casa, coccolato e vezzeggiato da tutti.
L'hanno chiamata Ermione e ad un certo punto della nostra convivenza ho dovuto cedere e mi sono abituata a lei. Solo perchè sono una gatta dal cuore nobile, intendiamoci.

Credevo che a questo punto le mie peripezie fossero finite ma mi sbagliavo.
Poche settimane dopo l'arrivo del mostro di Ermione,  quegli psicopatici con cui convivo mica ti arrivano a casa con una bestia assurda? Un coniglio, dicono loro. Un altro mostro, dico io.
Bianco che più bianco non si può, con le orecchie rosa e gli occhi lilla. Lilla!!!!! Vi rendete conto????
Lo hanno chiamato Carlo. Lo so, lo so che sono strani...
Devo però ammettere che Carlo si è sempre comportato bene: vive in uno spazio tutto suo e si fa gli affari suoi masticando tutto il giorno: mastica tutto... fieno, carote, erba... mastica e mastica e mastica... boh... contento lui...

Sembrava che le cose si fossero assestate finchè, la primavera successiva, la pipistrella Ermione ha cominciato a comportarsi in modo più strano del solito. Ho sentito spesso gli umani parlare di sterilizzazione ma evidentemente lei li ha fregati (non che ci voglia molto) e, dopo poche settimane, voilà... ecco comparire una coppia di mini-gatti orrendamente simili alla madre.
Dite la verità, state provando pena per me vero?
Cioè... io l'ho presa bene... non ho nemmeno cercato di mangiarli (anche perchè mi facevano schifo) ma... mon dieu... come si fa dico io?
Dovevate vederli quei matti: tutti a fare moine a quei due piccoli esseri repellenti.
Li manderanno via... li daranno a qualcuno... questi erano i pensieri che rendevano vivibili le mie giornate...

Bè... sì e no...
Nel senso che uno, il maschietto che (orrore!!!!) faceva la cacca ovunque... lo hanno regalato a una famiglia mentre la femminuccia.... vabbè, lei è rimasta. Penelope si chiama.
E sì, lo ammetto, a lei voglio bene.
Insomma, ho un cuore anch'io! L'ho vista nascere, praticamente l'ho cresciuta io...

Comunque... a quanti siamo? A sì... due gatte normali, un coniglio ed io (che sono gatta ma speciale).
No, non è finita qui.
Perchè, mentre gli umani impacchettavano tutta la casa per il trasloco (altro evento devastante) la piccola Penelope, ormai cresciuta, seguiva le orme materne e metteva al mondo ben quattro gattini.
Siete senza parole vero?
Io ho perso il dono del miagolio per giorni.

Per fortuna che i miei umani hanno un sacco di amici che hanno fatto a gara per portarsi via i gattini!
Tutti...
Tranne uno.
La mia Umana Mamma si era convinta che il piccolo stesse male. In effetti non riusciva a camminare, strisciava le zampine posteriori... faceva pena persino a me.
Lo hanno portato dal veterinario (quell'uomo cattivo che vive con una siringa in mano) e lui ha decretato che probabilmente il piccolo aveva un problema alla colonna vertebrale.
Tornata a casa la Mamma Umana piangeva e pure i Figli Umani. Il Papà Umano non piangeva ma ha ceduto subito quando la Mamma Umana ha deciso: "Lui resta qui, poverino, è malato.".

Per me un colpo al cuore.
Per il gattino un miracolo: dopo tre settimane camminava perfettamente. Dopo quattro settimane correva. Adesso salta come un giaguaro (di cui ha anche le dimensioni).

Ricapitoliamo: due gatte plebee, un coniglio masticatore, un giaguaro gatto maschio enorme e una nobilgatta (moi).
Pensate sia finita?
Nooooo!!!!!!
E qui viene il meglio, anzi il peggio.

Il "peggio" l'hanno chiamato Giotto.
E' un cane.
Sì, avete capito bene. Un cane.
No dico... lo sanno tutti che cani e gatti non vanno d'accordo. Tutti!!!!!!
Ma niente, i miei umani sono fatti così. Non sono cattivi... è che non ci arrivano... sono anime semplici.
Questo coso... il cane... è assolutamente disgustoso, sporco e maleducato. E rumoroso. E fastidioso.
Ha un odore come di calzini sporchi, mangia tutto quello che trova (e quando dico tutto intendo proprio tutto: calzini, cuscini, rotoli di carta igienica...e altre cose che mi vergogno a dire).
Emette suoni terrificanti persino nel cuore della notte e, quando viene colto da insana follia (più volte al giorno) ci insegue per tutta la casa.
Ovviamente non riesce mai a prenderci perchè noi saltiamo sui mobili e ci divertiamo a guardarlo dall'alto. Dovreste vedere la sua faccia quando si rende conto che non è in grado di saltare come noi felini.
In fondo quasi mi diverto.
E poi... è così servile con gli umani!
Pensate che quando lo chiamano lui corre da loro! Ma quando mai si è vista una cosa simile? Noi felini, quando ci chiamano, andiamo nella direzione opposta o, se siamo in buona, facciamo finta di non sentire.
E vogliamo parlare di quando tornano a casa? Saltella, guaisce, scodinzola e (orrore... orrore) a volte si emoziona così tanto che fa la pipì! Si è mai vista una simile manifestazione di umiltà?
Capisco, è un essere inferiore, con un quoziente intellettivo che nemmeno si avvicina a quello di noi felini... però c'è un limite a tutto!
E gli umani?
Poverelli... sono felici loro.
Lo coccolano e quando fa qualche guaio dicono "poverino, è un cucciolo".
Sono così sdolcinati che quando li guardo mi si cariano i denti.

Insomma cari lettori, qui è peggio dell'arca di Noè.
Adesso vi devo lasciare, ho molto da fare sapete.
Devo fare i mio sonnellino di bellezza e poi farò un po' di ginnastica prendendo un po' in giro quel botolo peloso e puzzolente, poi pranzo...poi un altro riposino...
Una vita stressante la mia...
La Vostra Miranda



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INGREDIENTI
3 zucchine
un etto di prosciutto cotto
un etto di fontina tagliata a fette sottili
un cucchiaio di grana grattugiato
un rotolo di pasta sfoglia 
uno spicchio d'aglio
sale
pepe 
olio extravergine



Una ricetta semplicissima e veloce che ci è piaciuta tantissimo.
E' frutto di un avanzo di zucchine e di formaggio. E' perfetta per utilizzare quello che vi ritrovate in frigorifero, si presta ad infinite varianti.
Tagliare le zucchine a fette sottili e cuocerle in una padella insieme ad uno spicchio d'aglio e a olio extravergine. Salare e pepare.
Quando sono tenere eliminare lo spicchio d'aglio, spegnerle e unire il grana grattugiato, mescolare e lasciare intiepidire.
Srotolare la pasta sfoglia, spianarla un po' con il mattarello e coprirla con le fette di prosciutto cotto, il formaggio ed infine le zucchine.
Arrotolare formando uno strudel e infornare a 190 gradi (forno già caldo) per 20-25 minuti.
Lasciarlo intiepidire prima di affettarlo.



TORTA DI MELE VINTAGE... LO STRANO, IL NUDO E LE QUAQQUARAQQUA'...


Dite la verità, vi sono mancata vero?
Lo so che mi preferite a "lei" ma non fateglielo capire... per carità, che voi umani tenete a quelle cose sciocche come "orgoglio" e "amor proprio", tutte piccolezze che noi gatti osserviamo con felino distacco.
Comunque... com'è andata la vostra estate?
Io sono solo contenta che stia finendo.
Non fate quelle facce, provate voi a portarvi in giro metri di pelliccia rossa con 40 gradi e poi ne riparliamo.
Nella casa dove vivevamo prima avevo trovato un mio angolino sempre all'ombra, sotto il balcone della cucina, dove trascorrevo le mie estati.
Nella nuova casa ho faticato un po' a trovare il mio piccolo paradiso personale: non ci sono balconcini e il giardino è ancora tutto da creare (così dice la mia umana) quindi è complicato trovare un po' di ombra.
Devo ammettere che ha però i suoi vantaggi: si affaccia direttamente su un parco che costeggia il fiume, un parco che è anche una battutissima pista da jogging (so che voi umani chiamate così quella stupidissima attività che consiste nel correre come se si fosse inseguiti da un grosso cane bavoso). Sdraiata all'ombra di un grosso albero ho potuto trascorrere la mia estate osservando la follia degli umani.
Ogni giorno e a tutte le ore passano di lì inquietanti personaggi, sudati e con lo sguardo fisso davanti a sè, che praticano questa bizzarra attività.
Ho visto cose che voi umani...
Alcuni tra loro hanno però attirato di più la mia attenzione, a dimostrazione che non c'è limite al peggio...

- L'UOMO NUDO
L'uomo nudo è stato piuttosto presente durante le giornate più torride, quelle in cui ogni essere vivente sano di mente dovrebbe cercare di stare in un luogo fresco e arieggiato.
E' preceduto da una zaffata di odore di olio di cocco, capace di appestare l'aria per metri e metri.
E' così unto che se qualcuno provasse a toccarlo (anche se non so proprio chi vorrebbe fare una cosa simile), sguscerebbe via così velocemente da finire dritto nel fiume. Corre concentratissimo, come se ne andasse della sua vita. Niente lo può fermare.
L'uomo nudo non è proprio del tutto nudo: indossa delle scarpe coloratissime, grosse e fluorescenti e una specie di indecente mutanda dai colori altrettanto improbabili. In testa di solito tiene una grossa cuffia da cui esce a tratti una musichetta da spot pubblicitario. Il resto del suo corpo unto e marrone è esposto agli occhi di tutti, anche di chi, come me, non vuole affatto vedere.

- LO STRANO
Lo strano è un personaggio che ormai fa parte del folclore locale. Apparentemente è un vecchietto come tanti. Ha l'aria garbata e un po' stranita di qualsiasi vecchietto che cammini sotto il sole alle due del pomeriggio. Se non che, se lo osservi meglio, ti accorgi che il nonnetto è stranito un pelino più degli altri visto che vaga per la via innaffiando gli alberi con una bottiglia di plastica piena d'acqua. Un goccino qua e un goccino là. Quando la bottiglia si svuota sparisce per un po' (nessuno sa dove vada) e poi riappare con la bottiglia piena, pronto a ricominciare la sua opera pia.

- LA DONNA NUDA
E' l'altra metà del cielo dell'uomo nudo: indossa gli stessi minuscoli scampoli di stoffa solo con l'aggiunta di due minuscoli triangolini paracapezzoli ma, per qualche motivo che a me personalmente sfugge, non corrono mai insieme. Nelle mie feline dissertazioni sull'argomento sono giunta alla conclusione che l'uomo nudo e la donna nuda non possono correre insieme perchè l'uno offuscherebbe la bellezza dell'altra e viceversa ed entrambi abbaglierebbero così tanto l'incauto spettatore da renderlo cieco. O almeno credo... sto ancora studiando l'argomento.

- LA FAMIGLIA "MULINO BIANCO" IN BICICLETTA
Apparentemente sono inoffensivi, quasi carini. Ma quando puoi osservarli scopri che il gruppetto mamma-papà-e due bambini piccoli può essere letale.
Di solito la mamma sorride anche se è un sorriso talmente rigido che ti chiedi come mai non le si siano ancora strappati i nervi della faccia. In genere sulla sua bicicletta c'è anche un bimbetto di pochi mesi che piange a squarciagola cercando di far capire al mondo che lui non si sta affatto divertendo. Seguono un padre dall'aria scocciata e un bambino sulla sua biciclettina. E' proprio quest'ultimo l'elemento pericoloso perchè è certo come il fatto che ho i baffi che comincerà a dire "gatto! gatto!" dirigendosi a tutto gas verso il malcapitato gatto (che poi sarei io) che non ha altra scelta che arrampicarsi su un albero in velocità. Di solito a questo punto il bambino si schianta contro il tronco del suddetto albero, cade dalla bicicletta e comincia a piangere e a urlare. Il padre lo raggiunge e lo tira su urlandogli che deve stare più attento, la madre smette di sorridere ed urla al padre che deve essere più paziente e il bambino piccolo urla ancora più forte per cercare di farsi sentire. Il tutto di solito avviene alle sette della domenica mattina "che è l'ora più fresca e i bambini si svegliano presto".

- LE QUAQQUARAQQUA'
Sono in assoluto le mie preferite.
Si tratta di un gruppo di corpulente signore, vestite nel più creativo stile jogging che si possa immaginare: leggins di colori fluorescenti e camicioni "nascondipancia" in fantasie che alle tende dell'Ikea gli fanno un baffo. Fanno questo percorso perchè "fa bene" e "devono buttare giù qualche chiletto" ma mi chiedo come possano fare visto che camminano lente come bradipi chiacchierando della brioches e del cappuccino con cui si premieranno più tardi al bar. Quando stanno per passare di là te ne accordi dieci minuti prima del loro arrivo perchè strillano a voce così alta che ricordano le anatre che vivono qui sul fiume (solo che loro sono più discrete... le anatre intendo). Però mi sono simpatiche, le vedi che si divertono avvolte nella loro cacofonia... sono quasi triste quando si allontanano seguite dal loro "quaqquaqqua... quaqquaraqquà".
"Quasi" triste... appunto.

Poi... beh... ce ne sarebbero tanti altri ma sento che "lei" sta arrivando...

Ecco, ora devo andare perchè "lei" vuole impadronirsi della tastiera.
Magari un'altra volta di racconterò dello "sportivo ad oltranza" o della "mamma atletica" o magari di quella volta che...
Vabb, ve lo racconto la prossima volta...

A presto
La vostra Gatta Miranda


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Sul numero di Settembre di una delle mie riviste di cucina preferite (A Tavola) c'è un intero servizio dedicato ai dolci con le mele, in assoluto i miei preferiti.
Ovviamente ho intenzione di provarle tutte ma questa, anche per il suo nome, ho dovuto farla il giorno stesso in cui ho comprato la rivista.
D'altronde una come me non può resistere ad una torta che si chiama "torta di mele vintage"...

INGREDIENTI
4 mele
(io ne ho usate 5)
2 uova
180 grammi di farina 00 
un cucchiaino di lievito per dolci
150 grammi di zucchero 
(la ricetta diceva zucchero di canna ma io non l'avevo in casa ed ho usato zucchero bianco)
70 millilitri di latte
70 millilitri di olio di semi
la buccia grattugiata di mezzo limone
50 grammi di burro

Sbattere i tuorli con lo zucchero (tenendone da parte un paio di cucchiai) per almeno dieci minuti: devono diventare chiari e spumosi.
Sempre mescolando incorporare il latte e l'olio.
In una ciotola a parte mescolare la farina, il lievito e la buccia di limone.
Unire agli ingredienti secchi il composto di uova e latte e mescolare.
Versare il tutto in una tortiera rotonda da 26 centimetri di diametro leggermente imburrata.
Sbucciare le mele e tagliarle a fettine piuttosto sottili.
Distribuirle su tutta la superficie premendo leggermente con le mani e cospargerle con lo zucchero rimasto e fiocchetti di burro.
Infornare a 180 gradi (forno già caldo) per circa 45 minuti finchè inserendo uno stecchino non risulterà asciutto.
E' buonissima tiepida.