RISOTTO CON PISELLI FRESCHI E MENTA


C'è qualcosa di terapeutico nella preparazione del risotto.
I passaggi irrinunciabili, la necessaria lentezza, la cura che bisogna mettere nella scelta degli ingredienti: trovo che preparare un buon risotto sia una coccola per l'anima prima che per il palato.
In realtà, in una cucina slow, tutto parte dalla spesa.
Mi piace moltissimo fare la spesa al mercato o in quei capannoni "dal produttore al consumatore" dove la frutta e la verdura sono sempre freschissime e spesso bio.
Poter scegliere quello che la mia famiglia ed io mangeremo è un vero e proprio privilegio.
Inoltre, in questo modo, si evitano gli odiati imballaggi in plastica che purtroppo pullulano nella grande distribuzione.
Un consiglio che non mi stancherò mai di dare è quello di mangiare in modo stagionale, preferire prodotti di stagione ci garantisce sapore e genuinità. In fin dei conti ci sarà pur un motivo se le fragole maturano in primavera e i fichi a settembre. Provate ad assaggiare gli stessi frutti fuori stagione: sono praticamente insapori.
In cucina lo slow living è anche cucinare partendo da zero, non comprando cibi già pronti oppure insalate in busta e verdure già tagliate.
Partire dalla materia prima dà grande soddisfazione (non sottovalutate mai il potere terapeutico di tagliare le verdure), migliora il gusto e, non ultimo in quanto ad importanza, fa risparmiare denaro.
Qualcuno potrebbe obiettare che per fare tutto questo bisogna avere tempo e su questo non discuto. Il fatto è, però, che basta organizzarsi.
Se, ad esempio, prepariamo un buon brodo di verdure, possiamo farne in abbondanza e conservarlo in freezer pronto per usi futuri.
Se facciamo una spesa settimanale e abbondante di verdure possiamo dedicare un paio d'ore a pulirle e magari cuocerle in modo da avere in frigorifero tante basi per le nostre ricette.
Sono tanti piccoli passi per abbracciare uno stile di vita più lento e immensamente più soddisfacente.



INGREDIENTI 
(per 4 persone)

- 320 grammi di riso (per noi Carnaroli)

- 400 grammi circa di piselli freschi già puliti 
(per ottenere 400 grammi bisogna sbucciare circa un chilo di piselli)

- 1 cipollotto fresco

- 1 manciata di foglioline di menta fresca

- brodo di verdura
(io l'ho preparato con carota, un pezzetto di sedano, mezzo cipollotto e una manciata di baccelli di piselli)

- un bicchiere di vino bianco

- un pizzico di zucchero

- olio extravergine

- sale e pepe

- a piacere parmigiano grattugiato


In una casseruola ho versato un filo d'olio, i piselli, un pizzico di sale, lo zucchero e un mestolo di brodo. Ho portato a cottura i piselli (ci hanno messo circa 8-9 minuti).

Ho frullato metà dei piselli insieme alle foglioline di menta, un cucchiaio d'olio e a un mestolo di brodo ottenendo una crema liscia.

Ho tritato il cipollotto e l'ho lasciato ammorbidire con poco olio in una pentola adatta per il risotto.

Ho unito il riso e l'ho fatto tostare per qualche minuto sfumando poi con il vino bianco.

Una volta evaporato il vino ho unito un mestolo di brodo caldo e subito dopo i piselli non frullati che avevo tenuto da parte.

Ho portato a cottura il risotto e, poco prima di spegnere, ho unito la crema di piselli e menta mescolando bene.

Ho regolato di sale e ho aggiunto un po' di pepe.

Se piace aggiungere un po' di parmigiano grattugiato.







MINI BUNDT CAKE AL CIOCCOLATO


Buongiorno! Che freddo!
Mezza Italia è sotto la neve e qui da me (Verona) è prevista una nevicata epica nei prossimi giorni.
Chi se lo aspettava praticamente a Marzo?
Non riesco a credere che l'anno scorso proprio in questi giorni fotografavo asparagi e ranuncoli rosa mentre adesso preparo vellutate bollenti e tazze di camomilla calda cercando di rassegnarmi al fatto che mi sta venendo l'ennesimo raffreddore.
La mia mente non riesce ad accettare questo inverno tardivo forse perchè, da giorni, sono già proiettata verso la primavera e la Pasqua, tenendo conto che quest'anno Pasqua arriverà prestissimo, fra poco più di un mese!
Fa un certo effetto pensare a pranzetti primaverili e gite nei prati con -8 gradi, vero?
Per consolarmi ho passato il pomeriggio di ieri cercando ricette per il pranzo di Pasqua, in particolare idee per i dolci del pranzo di Pasqua.
Ovviamente dolci al cioccolato (che Pasqua sarebbe senza cioccolato?).
L'idea era quella di trovare un dolce morbido e goloso, qualcosa che potesse anche andare bene per il picnic di Pasquetta (perchè farà caldo a Pasquetta, vero?).
E' stato per quello (io non volevo, giuro) che ho dovuto cedere alla voglia di qualcosa di estremamente calorico e goloso preparando quelli che sono i miei dolcetti al cioccolato preferiti: i tortini al cioccolato con il cuore caldo.
Una ricetta semplice che però spesso non riesce bene: basta sbagliare la cottura anche solo di un paio di minuti perchè l'interno si solidifichi troppo e allora addio al godurioso cuore fondente.
Devo confessare che io sbagliavo praticamente sempre.
Qualche tempo fa ho finalmente trovato la ricetta perfetta del tortino al cioccolato, dove è spiegata con tutti i passaggi, i consigli e i trucchetti per non sbagliare. 
Anche questa volta sono venuti perfetti. 
Noi li abbiamo mangiati accompagnati da panna montata ma secondo me hanno il loro perchè anche con una pallina di gelato alla vaniglia. O da soli se è per quello.



Avevo però anche voglia di sperimentare qualcosa di diverso, in particolare qualcosa che fosse adatto a chiudere il pranzo di Pasqua ma anche, come dicevo prima, facilmente trasportabile per il picnic di Pasquetta.
La scelta è caduta su dei morbidissimi mini bundt cake al cacao.
Io li trovo perfetti a fine pranzo coperti di glassa al cioccolato ma anche comodissimi da trasportare (nella versione "nature") per rallegrare il picnic di Pasquetta.
Lo so che sono in anticipo ma è sempre meglio fare le cose con calma.
E poi vorrete sicuramente provarli prima di proporli per Pasqua, o no?
Io torno su Pinterest alla ricerca di idee anche per la tavola di Pasqua, l'anno scorso la mia era in stile nordicoquest'anno forse punterò sul vintage... vedremo.





INGREDIENTI
(a me con queste dosi ne sono usciti 8)

200 grammi di farina 00
100 grammi di maizena (amido di mais)
230 grammi di burro molto morbido
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
95 grammi di cacao amaro
130 millilitri di latte
125 millilitri di yogurt bianco al naturale
270 grammi di zucchero
4 uova
un cucchiaino di estratto di vaniglia
mezzo cucchiaino di sale

Per la glassa:
80 grammi di cioccolato fondente
125 millilitri di panna fresca
30 grammi di burro
1 cucchiaino di miele (facoltativo)


Per prima cosa ho acceso il forno in modalità statica a 160 gradi.
Poi ho imburrato gli stampini.
In una ciotola ho setacciato gli ingredienti secchi: farina, maizena, cacao, lievito e bicarbonato.
Ho poi mescolato in una caraffa il latte e lo yogurt.
Con le fruste elettriche ho montato il burro morbidissimo con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso.
Ho poi aggiunto il sale e poi un uovo alla volta, sempre continuando a montare e infine l'estratto di vaniglia.
Il risultato finale deve essere una crema ben gonfia e sostenuta.
A questo punto ho cominciato a unire le farine alternandole al composto di latte e yogurt, mescolando con le fruste a velocità minima per non smontare il composto.
Ho versato il composto negli stampini riempiendoli fino a due centimetri dal bordo.
Ho infornato e cotto per circa 35 minuti (controllate con uno stecchino già dopo 30 minuti).

Mentre i mini bundt si raffreddavano ho preparato la glassa semplicemente sciogliendo il cioccolato a bagno mania con il burro e la panna. Io ho aggiunto un cucchiaino di miele ma se preferite una glassa meno dolce potete ometterlo.







POLPETTINE SVEDESI


Ci sono mattine in cui davvero faccio fatica a mettermi in moto.
Oggi è una di quelle mattine.
Sveglia dalle cinque per un mal di testa noioso, ho provato a girarmi e rigirarmi senza riuscire a riprendere sonno, troppo pigra e intontita per alzarmi e prendere un analgesico, speranzosa che il mal di testa sarebbe passato da solo. Ovviamente non è accaduto.
Alle sei ero in cucina, stordita e confusa, ad aspettare che il caffè salisse dalla caffettiera.
Due caffè e un analgesico dopo (accompagnati da cinque biscotti al cioccolato) sto meglio ma resto confusa e intontita.
Temo sarà così per tutto il giorno.
Probabilmente sarà uno di quei giorni in cui lavorerò con la stessa energia di un bradipo con l'influenza, farò cadere il cellulare millemila volte e dimenticherò di preparare il pranzo (sì, mi succede, sono una madre degenere).
Uno di quei giorni in cui dovrò attingere dalle scorte del mio congelatore e metterò a scaldare uno dei tanti frutti dei miei momenti di cucina compulsiva.
Non so se capita anche a voi ma a volte, specie di domenica, vengo assalita dal morbo della casalinga conservina e cucino enormi quantità di cibo che poi infilo negli appositi contenitori, etichetto e conservo nel congelatore.
Grandi pentoloni di ragù, spezzatini, polpette, arrosti già affettati, verdure e sughi per la pasta.
Queste scorte sono un po' la mia coperta di Linus, mi danno serenità.
In effetti ho già tirato fuori un fantastico ragù (se volete qui c'è la mia ricetta collaudata), in dispensa ci sono le tagliatelle e oggi è arrivata la cassetta della frutta e verdura con insalata croccante e cetrioli.
E anche per oggi siamo a posto!

E voi? Come sopravvivete alle giornate no? Come gestite il lavoro e la famiglia, in particolare i pasti della famiglia?


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Un piatto che non manca mai nel mio congelatore sono le polpette, le adoro perchè si possono preparare davvero in mille modi diversi.
Queste sono un po' particolari, la ricetta è quella delle tipiche polpettine svedesi e sono perfette accompagnate con del pane nero oppure con del riso in bianco.
Ricetta e foto sono state pubblicate qualche tempo fa sulla rivista Nordlys ma non le avevo ancora condivise qui sul blog.
Provatele, sono davvero buonissime!

INGREDIENTI
300 grammi di carne macinata di manzo
200 grammi di carne macinata di maiale
2 fette di pane bianco lasciato ammorbidire nel latte e ben strizzato
mezza cipolla tritata finemente
1 uovo intero
prezzemolo fresco (oppure coriandolo) tritato finemente
aneto fresco tritato finemente
sale
pepe 
olio per friggere

Per la salsa:
600 millilitri di brodo di pollo
(in alternativa va bene anche un buon brodo di verdura)
3 cucchiai rasi di farina setacciata
2 cucchiaini abbondanti di senape forte
1 cucchiaino abbondante di salsa Worcerstershire
4 cucchiai di panna fresca
una noce di burro
sale 
pepe

In una ciotola mescolare la carne, il pane, la cipolla, l'uovo, metà delle erbe aromatiche, sale e pepe.
Formare delle polpettine e friggerle nell'olio ben caldo.
In un'altra padella sciogliere a fuoco dolce il burro e unire la farina setacciata mescolare bene e dopo un minuto unire a filo il brodo ben caldo, sempre mescolando.
Dopo un paio di minuti unire la salsa Worcerstershire, la senape e la panna.
Regolare di sale e pepe e unire le polpettine, lasciando insaporire per un paio di minuti.
Assaggiate la salsa e, in caso, aggiungete ancora un po' di salsa Worcerstershire e/o di senape, secondo il vostro gusto.
Servire le polpettine ben calde cosparse con le erbe aromatiche tenute da parte.



INSALATA CALDA DI PATATE E WURSTEL



Dice che fa le coccole.
Dice.
Ma di che cosa stiamo parlando?
"Coccola" è un bel biscottone mica la candela accesa.
Una bella fetta di prosciutto altro che la tazza di tisana.
Che poi, diciamocelo, a chi piacciono le tisane?
Puzzano di erba e scottano... per me voi umani mentite quando sorseggiate quella robaccia con un'espressione di estasi sulla faccia neanche steste davanti ad un pollo arrosto.
Dice che fa il "comfort food" e tu ti aspetti un piattone di salsicce e invece lei che fa? Taglia a pezzi una zucca! Una zucca! Che schifo!
Se prima era solo leggermente squilibrata adesso ho l'impressione che stia malissimo: abbraccia cavolfiori, accende candele e gira per casa avvolta in una specie di plaid. Vagheggia di una cosa che si chiama "hygge" e si pronuncia con un suono che sembra un guaito. Non promette niente di buono.
Dice che bisogna coccolarci e volerci bene e poi ci compra i croccantini dietetici. Infame.
Ormai è deciso, cerco adozione nel più breve tempo possibile: sono bello, morbido e affascinante.
Fatevi avanti.

...

Aspè... cos'è questo rumore? Ussignur ha aperto la confezione dei wurstel e ce ne sta tagliando un pezzetto!
- Mammaaaaaa arrivooooo... sei la migliore... sei bellissimaaaa... ti amoooooo

Il vostro
Giotto





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INGREDIENTI
(per due persone)
2 grosse patate già sbucciate e tagliate a metà
3 wurstel
mezza cipolla tritata finemente
un gambo di sedano tritato (più qualche foglia per decorare)
50 millilitri di panna liquida
un vasetto di yogurt magro al naturale
due cucchiaini di senape
olio
pepe 
sale

Un piatto decisamente nordico, perfetto per i giorni freddi di gennaio.
E' ottimo accompagnato da pane nero caldo e croccante...

Per prima cosa lessare le patate, scolarle e tenerle da parte.
Cuocere anche i wurstel in acqua bollente per cinque minuti.
In una padella larga far scaldare poco olio, unire la cipolla e il sedano tritati e far rosolare per un paio di munuti senza far colorire troppo.
Unire la panna, lo yogurt e la senape e portare a ebollizione.
Unire i wurstel e le patate tagliati a pezzi non troppo piccoli.
Mescolare, spegnere e servire ben caldo decorando con qualche foglia di sedano.






DAHL DI LENTICCHIE ROSSE SU BLOSSOM ZINE WINTER


E' online il numero 19 di Blossom zine!
Un numero spettacolare dedicato ai colori e al calore dell'India.
Io non potevo mancare, eterna innamorata delle spezie, non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di preparare uno dei miei comfort food preferiti: dahl di lenticchie rosse, profumato di curcuma e zenzero.



E mentre fuori diventa buio prestissimo e il freddo è pungente è bellissimo preparare un piatto caldo e profumatissimo, ricco dei colori meravigliosi delle spezie...



Vi lascio anche qui la ricetta per comodità e, qui sotto,il link per poter sfogliare il magazine più colorato di questo mese di Dicembre:




INGREDIENTI
(per 4 persone)

500 grammi di lenticchie rosse decorticate
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva oppure di sesamo
un pezzetto di zenzero fresco
2 cucchiaini di curcuma
2 cucchiaini di curry
una carota
un pezzetto di cipolla
un pezzetto di sedano
una manciata di coriandolo fresco
1 litro di brodo vegetale
sale
pepe
fettine di limone per servire

Tritare la carota, la cipolla e il sedano versarli nella casseruola insieme all'olio, aggiungere poco zenzero grattugiato e lasciare ammorbidire dolcemente per qualche minuto.
Aggiungere le lenticchie precedentemente sciacquate sotto l'acqua corrente e il brodo ben caldo.
Unire la curcuma, il curry e il pepe.
Cuocere per circa 25-30 minuti, il brodo si assorbirà quasi tutto e le lenticchie dovranno risultare tenere.
Regolare di sale e pepe.
Servire con fettine di limone e foglie di coriandolo fresco.






ÄRTSOPPA


Passa sempre più tempo tra un post e l'altro e questo davvero non mi piace.
Penso tantissimo al blog, a cosa pubblicare e a come pubblicarlo ma poi il tempo è sempre troppo poco e io troppo stanca.
Così i giorni diventano settimane e questo non va affatto bene.

Ieri, domenica, ho deciso di riprendere in mano le redini delle mie giornate che stanno subendo il fatto che il mio lavoro (l'altro, quello estraneo al blog) da part-time è diventato full-time lasciandomi appena il tempo per sopravvivere.
Forte del fatto che nella vita tutto si può fare, basta organizzarsi (sono madre di quattro figli e sono ancora viva) ho preparato un planning della settimana e, se davvero riuscirò a seguirlo, tornerò anche a pubblicare con una certa frequenza, incrociate le dita.

E voi? Come riuscite a organizzare le vostre giornate? Riuscite ad incastrare tutti gli impegni?
E' un argomento di cui mi piacerebbe parlare di più sul blog, magari possiamo scambiarci un po' di trucchetti salvavita, cosa ne dite?

Intanto vi lascio una di quelle ricette che adoro perchè si possono preparare con largo anticipo, cuociono da sole e sono calde e confortanti...

Buona settimana! ♥




INGREDIENTI
450 grammi di piselli secchi spezzati
8 tazze d'acqua
1 cipolla
1 carota
4 fette di bacon
2 rametti di timo fresco
1 pizzico di zenzero
1 cucchiaino di senape in polvere 
sale
pepe
dado vegetale in polvere
olio d'oliva

Questa zuppa nordica, tipicamente autunnale, in origine si preparava utilizzando un osso di prosciutto o uno stinco di maiale per insaporire.
La nostra è una versione moderna, più leggera ma altrettanto saporita.
Sciacquare bene i piselli spezzati e metterli in una pentola insieme all’acqua.
Unire la cipolla e la carota finemente tritate.
Portare a ebollizione eliminando la schiuma che si andrà via via formando.
Abbassare la fiamma, unire un cucchiaino di dado vegetale e lasciare cuocere per un’ora e mezza circa o anche di più (i piselli dovranno sfaldarsi).
Se vediamo che la minestra si asciuga troppo aggiungiamo poca acqua per volta.
Pochi minuti prima di servire cuocere le fettine di bacon in una padella e tenerle da parte lasciandole sgocciolare su della carta assorbente.
Condire la minestra con il timo, lo zenzero e un filo d’olio.
Regolare di sale e pepe e unire la senape.
Lasciare insaporire ancora perché pochi minuti e poi servire ben calda accompagnando con il bacon croccante.


CECI CROCCANTI ALLA PAPRIKA




Succede così, devi scrivere un post di lunedì e poi finisci per scriverlo di venerdì.
Come sempre travolta dagli eventi, come sempre con troppa carne al fuoco.
Perchè apri blogger e cominci a scrivere ma c'è il lavoro (quello vero per cui mi pagano), la scuola che è appena iniziata e un figlio che comincia il liceo. Una figlia che tra due settimane partirà per un'altra città. Il telefono che suona. I cani da richiamare perchè abbaiano infastidendo i vicini. Un tramonto che devi assolutamente fotografare...

Così, come sempre, mi lascio distrarre.

Questa "non ricetta" è il risultato di un esperimento di domenica scorsa, una di quelle domeniche in cui ti senti come un gatto nella sua cesta: protetta, soddisfatta, serena.
Una domenica in casa, a piedi nudi ma con un golf leggero sulle spalle perchè finalmente l'aria è pulita e frizzantina.

Una domenica di quelle che fai una colazione lunghissima, perdendoti in chiacchiere perchè un giorno senza fretta è un regalo da sfruttare in pieno.

Una giornata di forno sempre acceso perchè non puoi non preparare lo strudel con un'aria che ha proprio l'odore dell' autunno... e le patate al forno, quelle con la crosticina croccante e poi questi ceci da mangiare guardando un film scelto su Netflix dopo ore di disquisizioni.

Una mattina profumata di bucato appena steso e pane caldo.

Un pomeriggio accompagnato dal russare di Mia che, liberissimi di non crederci, è rilassante e rasserenante.

Una di quelle domeniche in cui ti senti fortunata perchè, ecco, ti accorgi di avere proprio tutto quello di cui hai bisogno in quel preciso momento.

Non serve molto, dopotutto, per essere felici...



COSA CI SERVE:
400 grammi circa di ceci lessati (vanno bene anche quelli in barattolo già cotti)
un cucchiaio di farina
un cucchiaino circa di paprika dolce affumicata
(se usate quella piccante mettetene meno!)
un cucchiaino di sale
un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva

La ricetta arriva da qui e lei è sempre una garanzia.

Bisogna preriscaldare il forno a 200 gradi.
Sciacquare i ceci se si usano quelli in scatola.
Asciugarli bene con carta da cucina.
Metterli in una ciotola e cospargerli bene con la farina, il sale e la paprika, mescolando con le mani per farli ricoprire uniformemente.
Mettere l'olio su una teglia da forno antiaderente e versare i ceci in un solo strato, muovendoli in modo da distribuire bene l'olio.
Lasciarli cuocere per circa 30 minuti, girandoli ogni tanto.

Sono una specie di droga, conviene prepararne parecchi...



BANOFFE PIE PER BLOSSOM ZINE AUTUNNO 2016


Lo confesso: quando Dana, direttore di Blossom zine, mi ha chiesto di realizzare la "banoffee pie" per il servizio food del numero di Autunno 2016, non ero troppo convinta.
Non l'avevo mai assaggiata e me la immaginavo come una specie di pastone di banane e panna, una specie di mostruosità inglese.
Ma decisamente mi sbagliavo perchè è deliziosa: pasta biscotto, crema mou, banane e un tripudio di panna e cioccolato.
Vale la pena di provare a farla anche perchè è facilissima!
Su questo numero di Blossom zine vi racconto questa torta passo dopo passo... ma questa ricetta è solo uno dei tanti motivi per sfogliare e risfogliare questo coloratissimo numero!



Vi aspetto qui

CREMA DI PISELLI FRESCHI CON CIPOLLOTTI E MENTA




Una regola aurea del bloggare è quella di non scrivere mai un post quando sei triste/arrabbiata/delusa ecc.
Quando, insomma, sei piena di sentimenti negativi.
Questo perchè, chi apre il tuo blog, si aspetta di passare qualche minuto in leggerezza leggendo il tuo post. 
Ma non solo. 
Se sei triste/arrabbiata/delusa ecc., molto probabilmente scriverai seguendo l'onda delle tue emozioni, scoprendo parti di te che è meglio non scoprire. Scriverai in modo esagerato senza mantenere la neutralità e la leggerezza che ci si aspetta da un buon post.
E quindi è sicuro che se sei triste/arrabbiata/delusa ecc. e scriverai un post poi te ne pentirai.
Questo è il motivo per cui io, oggi, non dovrei scrivere un post.
Ma, dopo un monologo interiore degno di Gollum, alla fine ho deciso di scriverlo lo stesso.
Questa crema di piselli va pubblicata.
Ovvio che, visto la natura soft delle foto, non posso certo mettermi a scrivere quello che penso in questo momento (no, fidatevi non lo volete sapere) altrimenti avrei dimostrato quello che molti già pensano e cioè che Gollum e le sue due personalità mi spicciano casa (dilettanti) e che il reparto neurodeliri è il luogo più adatto per ospitarmi (ma che me lo arredino in stile nordic-shabby mi raccomando!).
E quindi? 
Visto che non posso raccontare quello che veramente vorrei raccontare perchè poi me ne pentirei (mon dieu sto scrivendo come uno dei protagonisti di Gomorra), che vi dico?
Potrei raccontarvi le follie che mi sono passate in mente stamattina mentre cercavo di non pensare che avrei volentieri fatto fuori qualcuno (Gomorra esci da questo corpo!).
Precisamente queste sono le cose che la mia mente dissoluta ha partorito:

- dovrei/potrei tingermi i capelli, uscire dal tunnel del mio solito castano chiaro e lanciarmi in un voluttuoso color viola oppure diventare un'algida biondaquasibianca come va tanto di moda adesso (ma, riflettendoci, se ho pazienza di aspettare un po' presto diventerò comunque bianca in modo perfettamente naturale e pure a costo zero)

- dovrei tagliare (o far tagliare) l'erba del giardino che, va bene giardino naturale ed erbe spontanee, va bene che i papaveri sono bellissimi ma forse il fatto che io cominci a non vedere più la rete di recinzione dovrebbe farmi riflettere oltre al fatto che quando Giotto si addentra in quella giungla scompare alla nostra vista per intere mezz'ore (dove andrà? cosa fa? c'è forse un mondo segreto e parallelo fra i papaveri? è lì che il cagnolino bianco e marrone del mio cuore sta organizzando il suo perfido piano per conquistare il mondo?) 

- dovrei mettermi lo smalto azzurro. O verde. O blu cobalto. O anche no.

- potrei prendere un gattino. Dopo Miranda non ci sono più stati gatti stanziali qui. Solo che Mia odia i gatti. Li detesta quasi quanto detesta farsi pulire le orecchie. Potrebbe essere che se prendo un gatto potrei un giorno non trovarlo più. E troverei due cani investiti di omertà che giurerebbero di non aver visto niente. (Perchè c'era un gatto?)

- dovrei trovare la forza morale di dire quello che penso, ad alcune persone in particolare (ma troverei le parole giuste? O sarei fraintesa, come è già successo? Perchè le parole possono essere dei tranelli e non sempre quello che io dico è la stessa cosa che tu ascolti...)

- dovrei... potrei...

...




INGREDIENTI
500 grammi di piselli freschi già sgranati
2 cipollotti 
un mazzetto di menta fresca
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
mezzo cucchiaino di zucchero
sale
peperoncino
germogli di soia e pane per servire

Un'altra ricetta all'insegna della semplicità, veramente qui la cosa più noiosa è forse quella di sgranare i piselli ma anche no se vi fate aiutare da qualcuno e intanto vi scambiate confidenze o se lo fate davanti alla finestra che dà sul giardino invaso dal sole...
In una casseruola ho fatto imbiondire dolcemente i cipollotti affettati e lo spicchio d'aglio, ho eliminato quest'ultimo e ho versato i piselli con qualche fogliolina di menta.
Ho coperto d'acqua e ho lasciato sobbollire piano finchè i piselli non sono diventati teneri.
Ho spento il fuoco, ho eliminato le foglie di menta, regolato di sale e aggiunto un po' di peperoncino.
Ho frullato tutto con il frullatore a immersione.
Ho servito la crema con germogli di soia e menta fresca.






TORTA ROVESCIATA CON BANANE E ZENZERO


Una di quelle mattine in cui il caldo e l'afa hanno finalmente allentato la morsa e la pioggia scende con delicatezza, lavando via polvere e siccità, donando nuova speranza al prato ormai giallo e alle poche piante del mio giardino riuscite a sfuggire alla furia distruttrice di Mia, la mia cucciola di labrador nera detta anche "Il terrore dei giardinieri".
Amo profondamente i giorni di fine estate... è l'unica parte dell' estate che mi piace veramente, quando l'aria rinfresca e la luce diventa più morbida.
Amo i temporali e gli arcobaleni.
Amo sentire le energie e la voglia di fare che ritornano...
Oggi vi lascio la ricetta di una torta all'apparenza impegnativa ma in realtà facilissima e di grande soddisfazione oltre che molto bella.
La ricetta è di Lorraine Pascal e l'ho trovata qui.
Secondo me è la torta perfetta da preparare mentre fuori piove...


INGREDIENTI
Per la base:
150 grammi di burro
175 grammi di zucchero di canna
4 uova
100 grammi di farina autolievitante
75 grammi di farina integrale
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia (o i semini di mezzo baccello)
1 cucchiaino raso di lievito in polvere
3 cucchiaini rasi di zenzero in polvere
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 cucchiaio di miele (o sciroppo d'acero)
50 grammi di noci pecan
1 pizzico di sale
2 banane
un cucchiaio di brandy

Per il caramello:
50 grammi di burro (più un cucchiaio per ungere la teglia
50 grammi di zucchero di canna

Per servire:
panna montata o gelato alla vaniglia

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Imburrare uno stampo a cerniera col diametro di 20 centimetri, rivestirla di carta da forno e imburrare anche la carta.
Preparare il caramello facendo fondere a fuoco basso il burro e lo zucchero. Mescolare bene e cuocere finchè diventa appiccicoso e trasparente.
Distribuire uniformemente il caramello sul fondo della teglia.
In una padella dal fondo spesso far tostare le noci pecan per pochi minuti e lasciarle raffreddare. Quindi tritarle grossolanamente.
Montare a crema il burro e lo zucchero utilizzando le fruste ad alta velocità, aggiungere le uova (una alla volta), unire le noci pecan, la vaniglia, lo zenzero, la cannella, il miele e il sale sempre mescolando.
Setacciare le due farine con il lievito e unire con delicatezza al composto stando attenti a non smontarlo.
Tagliare a fettine regolari le banane e disporle in ordine sul fondo della teglia lasciando poco spazio fra una fettina e l'altra.
Bagnare con il cucchiaio di brandy.
Versare il composto per la torta sulle banane, livellando con delicatezza.
Infornare e cuocere per 35 minuti circa. Controllare la cottura e, nel caso, proseguire ancora per cinque minuti.
Sfornare la torta e lasciarla raffreddare per una decina di minuti.
Poi sfilare con delicatezza l'anello dell stampo e capovolgere la torta su un piatto.
Rimuovere con delicatezza la carta da forno.
Servire con panna montata o gelato alla vaniglia dopo aver fatto completamente raffreddare il dolce.


CREMA DI FAVE CON TAGLIOLINI E POMODORO... MI RICORDO...


Niente è più evocativo del profumo dei cibi.
I ricordi fluiscono mentre il coltello sminuzza la cipolla sul tagliere e gli effluvi si spandono per la cucina.
E in un attimo ho nove anni, le gambe magre e un po' storte e una curiosità e una brama di vita che mi divorano.
Ho nove anni e una piccola bicicletta azzurra che è il mio fido destriero nei giochi nel cortile di casa.
Un cortile gremito di bambini in un palazzo di quella Milano vecchia e tradizionale che ormai è scomparsa.
In una di quelle vie dove ci sono i negozi in fila: il forno con il suo profumo di pane, la merceria con i fili e i bottoni colorati e le signore che comprano a metro l'elastico per le mutande e persino la latteria col suo odore forte di formaggio e il piccolo banco di marmo.
Una di quelle vie abitate da famiglie vecchio stampo dove le mamme fanno solo le mamme, sono sempre ben pettinate e in casa indossano il "vestito da casa" e i papà quando la sera tornano trovano la tavola già apparecchiata e la cena pronta.
Ho nove anni e sono un po' innamorata di quel bambino con gli occhi neri e sono certa di volerlo sposare ma... forse invece farò un lungo viaggio in India con la mia amichetta del cuore e insieme addomesticheremo una tigre che con noi sarà buona come un micetto.
Ho nove anni ed è estate, le finestre sono tutte spalancate e io vorrei correre e saltare ma devo fare i compiti delle vacanze e detesto con tutta me stessa la fila di parole che ho davanti a me. Col tempo avrei fatto pace con le parole arrivando ad amarle e a cullarle come perle preziose. Ma non a nove anni.
Dalla finestra accanto esce un profumo delizioso, lo riconosco, è la minestra di fave che la nostra vicina sta preparando per il pranzo.
E' una vecchietta adorabile, una cuoca strepitosa che sa portare nell'asettica città tutti i colori e i sapori della sua terra d'origine, il Salento.
E' la mia vicina preferita anche perchè non manca mai di farci assaggiare le delizie che prepara.
Ci allunga focacce fragranti di origano e pomodorini, succulente parmigiane di melanzane, vasetti di vetro colmi di meravigliose verdure sott'olio, piccole teglie bollenti di pasta al forno.
La amo proprio in verità.
Lei e mia nonna sono state le artefici della mia passione per la cucina e per il cibo in generale.
Quel giorno il profumo è quello della "minestra di fave" la cosa più saporita e confortante mai assaggiata.
Lei ci metteva la cicoria selvatica.
Io nel tempo l'ho replicata in mille modi (senza mai ovviamente arrivare alla sua perfezione).
Questa è la versione più estiva, "rubata" da mia figlia da una nota trasmissione di cucina, una di quelle che lei guarda sempre e si appunta le ricette che poi io le farò.
Nella mia versione le fave sono fresche ma si può realizzare tranquillamente con quelle secche.


INGREDIENTI
(per quattro persone)
500 grammi di fave fresche già sgranate, pulite e private della pellicola esterna
oppure 300 grammi di fave secche lasciate in ammollo dalla sera prima
1 cipolla
olio extravergine
sale
pepe nero
120 grammi di tagliolini all'uovo 
un cucchiaino di dado vegetale (il mio home made)
2 pomodori ramati
una foglia di alloro

Pulire e tagliare a velo la cipolla.
Farla appassire in mezzo bicchiere d'olio, aggiungere le fave, tre mestoli di acqua bollente e il dado.
Abbassare la fiamma e far cuocere finchè le fave saranno tenerissime, quasi spappolate, aggiungendo a mano a mano acqua bollente.
Frullare con il frullatore a immersione, rimettere sul fuoco e riportare a bollore.
Intanto mettere sul fuoco una pentola di acqua. portare a bollore immergendovi per qualche minuti i pomodori a cui avrete praticato un taglio a croce per incidere la buccia.
Scolarli, lasciarli raffreddare, sbucciarli e poi tagliarli a cubetti.
Condirli con un cucchiaino d'olio, sale e pepe.
Cuocere i tagliolini nella crema di fave aggiungendo l'acqua necessaria.
Servire con la dadolata di pomodori, olio e una generosa macinata di pepe nero.




FOCACCIA DI FARINA DI KAMUT CON FRAGOLE... NEL CESTINO DI CAPPUCCETTO ROSSO...


Quando ero piccola adoravo la fiaba di Cappuccetto Rosso.
Mi piaceva immaginare il bosco che nella mia mente era fresco, ombroso e per nulla minaccioso.
Adoravo pensare alla casetta della nonna, me la immaginavo in una radura, circondata dai fiori e arredata con mobili di legno chiaro, tanto bianco e una cucina con una credenza piena di tazze e teiere.
L'unico punto dolente era il lupo. Provavo per lui un misto di paura e pena, una sensazione che non mi piaceva per niente e quindi evitavo di pensare al lupo, scegliendo di soffermarmi sui dettagli, immaginando ogni cosa fin nei più piccoli particolari.
Ma la cosa che mi piaceva di più, sulla quale amavo soffermarmi, era il cestino pieno di prelibatezze che Cappuccetto Rosso portava alla nonna.
Nella fiaba se ne parla pochissimo, solo un accenno ma per me era la cosa più affascinante.
Nel cestino doveva esserci assolutamente una tovaglia ripiegata, a piccoli quadretti bianchi e azzurri.
E una bottiglietta di vetro, con una bella etichetta, piena di limonata fatta in casa.
Di sicuro c'era un vecchio termos, come quello di mia nonna, pieno di caffè caldo.
E poi dei piccoli panini fragranti e burrosi e un piccolo cestino pieno di more.
Ma il pezzo forte era sicuramente la focaccia.
In tantissime versioni della favola si accenna a delle "focaccine dolci" che Cappuccetto Rosso (ma avrà avuto poi un nome tutto suo questa bambina?) portava alla nonna.
Ora, quando io ero piccola, per me le focacce erano solo quelle classiche, salate, che mi occhieggiavano dalla vetrina del panificio facendomi tormentare mia mamma per averne una.
Ma dolci? Facevo davvero fatica a immaginare che la versione dolce potesse essere altrettanto buona.
Ovviamente gli adulti non mi erano di nessun aiuto e non rispondevano alle mie pressanti domande su focacce salate che diventavano dolci.
Posso capirli: ero una bambina piena di fantasia e curiosità che sapeva essere piuttosto insistente quando ci si metteva
Crescendo l'amore per la cucina si è concretizzato e imparando a preparare i lievitati ho sperimentato parecchie versioni di focacce, dolci e salate.
Ma è stato solo qualche giorno fa che ho trovato la mia perfetta focaccia dolce per il cestino di Cappuccetto Rosso.
Tutto è cominciato da una trasmissione di cucina che mia figlia guarda spesso.
La conduttrice ha preparato una focaccia dolce alle fragole che ha acceso la mia fantasia.
Devo ammettere che nella sua versione non mi piaceva molto, aveva un aspetto un po' "piatto" e mi sembrava un po' troppo cotta.
Così, come faccio quasi sempre, ho preso l'idea stravolgendo completamente la ricetta.
Il risultato a noi è piaciuto tantissimo: morbida, perfettamente lievita e quindi leggerissima.
E' la merenda perfetta per i pomeriggi di primavera.
Adesso il mio cestino di Cappuccetto Rosso è completo.
Io mi incammino nel bosco...




INGREDIENTI
250 millilitri di latte appena tiepido 
50 grammi di lievito madre attivo  Ruggeri
100 grammi di burro
1 uovo 
50 grammi di zucchero (più un paio di cucchiai per spolverizzare la superficie)
2 cucchiaini rasi di sale
marmellata di fragole
una tazza di fragole

Impastare la farina con il latte, il lievito, il burro fuso e lasciato raffreddare, l'uovo, lo zucchero e il sale.
Lavorarlo bene, deve diventare liscio ed elastico (se impastate a mano lavoratelo per almeno dieci minuti).
Lasciare lievitare per tre-quattro ore a temperatura ambiente.
Dividere l'impasto in due, stendere una parte su una teglia rotonda ricoperta di carta forno, spalmarla di abbondante marmellata e poi coprire con l'altro impasto, sigillando i bordi.
Con le dita fare le "fossette" come per una focaccia salata.
Distribuire sulla superficie le fragole tagliate a metà, cospargere con lo zucchero e lasciar lievitare ancora un'oretta.
Accendere il forno a 180 gradi.
Cuocere per circa 25 minuti.


VELLUTATA DI ASPARAGI E PATATE... ALI...


E' tardi e tutta la casa dorme.
Ci siamo solo io e la tastiera del computer ma c'è anche molto, molto di più.
Ci sono i ricordi evocati dalle parole che scorrono fitte, fluiscono dalle dita spontaneamente, senza bisogno di pensarci.
Ci sono i sogni che palpitano nell'aria, quelli che sono desideri come nella fiaba di Cenerentola e quelli che attraversano il sonno, a volte lievi come farfalle a volte pesanti come macigni.
Ci sono le paure, quelle che di notte diventano gigantesche e stringono il cuore in una morsa.
Ci sono le speranze che si affacciano timide e hanno una luce fievole ma persistente. Restano lì, sono un lumicino costante che impedisce alle paure di diventare troppo potenti.

E le parole corrono e non si fermano più.
Diventano frasi, diventano pagine.
Diventano ALI...

"Io mai avrei pensato
che queste pagine
diventassero ali."
(Alda Merini)



INGREDIENTI
500 grammi di asparagi 
(avendo usato le punte per la ricetta che ho pubblicato lunedì ho usato solo i gambi degli asparagi)
300 grammi di patate sbucciate e tagliate a tocchetti
due piccoli scalogni
una foglia di alloro
olio extravergine
mezzo bicchiere di panna fresca
dado vegetale (il mio home made, prima o poi mi deciderò a darvi la ricetta...)
sale
pepe nero

Una ricetta semplicissima ottima per recuperare i gambi degli asparagi, profumatissima... scalda il cuore nelle fresche serate primaverili.
Ho pulito e tagliato a tocchetti i gambi degli asparagi scartando la parte troppo dura e legnosa.
Ho affettato lo scalogno.
In una casseruola ho versato poco olio e ho fatto ammorbidire lo scalogno.
Ho aggiunto le patate a tocchetti e gli asparagi e ho lasciato rosolare a fuoco basso per cinque minuti.
Ho aggiunto acqua bollente fino a coprire il tutto di tre dita, la foglia di alloro e un cucchiaio di dado vegetale.
Ho portato a bollore poi ho coperto, ho abbassato la fiamma e ho fatto cuocere per una cinquantina di minuti.
Ho passato la minestra al passaverdure (in questo caso è sconsigliato l'uso del frullatore perchè i gambi degli asparagi potrebbero formare dei filamenti duri e sgradevoli mentre col passaverdure le scorie si depositeranno e la vellutata sarà perfettamente liscia).
Rimettere il passato sul fuoco, regolare di sale, aggiungere la panna e lasciare cuocere ancora per cinque minuti.
Servire caldo spolverizzando con il pepe nero.

La bellissima tazza e il piattino arrivano da Rue de la Brocante