FUDGE AL CIOCCOLATO



Ho sempre subito il fascino del fudge. 

Nei film natalizi, nei libri, nei racconti ambientati a Natale, compare spessissimo e richiama alla mente alberi di Natale, sobborghi inglesi spolverati di neve, cucine decorate di rosso.

Tutti elementi che hanno su di me un fascino irresistibile.

Il mio primo esperimento però è stato un enorme fallimento: ho scelto una ricetta (ora lo so) completamente sbagliata ed il risultato sono stati dei cioccolatini decisamente troppo dolci e dalla consistenza inspiegabilmente farinosa.

Ho capito poi che le proporzioni erano completamente sbagliate: troppo latte condensato e un cioccolato non sufficientemente ricco di cacao.

Questa è la ricetta corretta.

Di una semplicità imbarazzante.

Ci sono infinite varianti e tutte, secondo me, golosissime.

Potete aromatizzare il fudge con scorza di arancia grattugiata per un effetto ancora più natalizio.

Oppure arricchirlo con frutta secca o solo nocciole.

Insomma, fatelo, mangiatelo e regalatelo. E poi rifatelo...




INGREDIENTI

200 grammi di cioccolato fondente

(io ho scelto di usare un cioccolato un po' amaro, all' 85% di cacao, perchè non amo il gusto troppo dolce)

170 grammi di latte condensato

un pezzettino di burro (io non l'avevo e non l'ho messo)

la punta di un cucchiaino di estratto di vaniglia (aggiunta mia)

un pizzico di sale (aggiunta mia, lo metto sempre nei dolci al cioccolato)


Ho tritato il cioccolato e l'ho sciolto a bagnomaria (nella ricetta dice di scioglierlo con un pezzetto di burro).

Ho tolto dal fuoco ed ho unito il latte condensato, la vaniglia e un pizzico di sale, mescolando bene.

Ho bagnato e strizzato bene un foglio di carta forno e ho foderato un contenitore (la misura del mio era circa 13 per 18).

Ho versato il mio composto livellandolo bene e l'ho messo a rassodare in frigorifero per un paio d'ore.

L'ho tagliato a quadrotti.

Va conservato in frigorifero ma è più buono se lo lasciate a temperatura ambiente per una decina di minuti almeno.

Confezionato in sacchettini o in un barattolo o in una scatolina carina può essere un'idea regalo per gli amici golosi!



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MINI BUNDT CAKE AL CIOCCOLATO


Buongiorno! Che freddo!
Mezza Italia è sotto la neve e qui da me (Verona) è prevista una nevicata epica nei prossimi giorni.
Chi se lo aspettava praticamente a Marzo?
Non riesco a credere che l'anno scorso proprio in questi giorni fotografavo asparagi e ranuncoli rosa mentre adesso preparo vellutate bollenti e tazze di camomilla calda cercando di rassegnarmi al fatto che mi sta venendo l'ennesimo raffreddore.
La mia mente non riesce ad accettare questo inverno tardivo forse perchè, da giorni, sono già proiettata verso la primavera e la Pasqua, tenendo conto che quest'anno Pasqua arriverà prestissimo, fra poco più di un mese!
Fa un certo effetto pensare a pranzetti primaverili e gite nei prati con -8 gradi, vero?
Per consolarmi ho passato il pomeriggio di ieri cercando ricette per il pranzo di Pasqua, in particolare idee per i dolci del pranzo di Pasqua.
Ovviamente dolci al cioccolato (che Pasqua sarebbe senza cioccolato?).
L'idea era quella di trovare un dolce morbido e goloso, qualcosa che potesse anche andare bene per il picnic di Pasquetta (perchè farà caldo a Pasquetta, vero?).
E' stato per quello (io non volevo, giuro) che ho dovuto cedere alla voglia di qualcosa di estremamente calorico e goloso preparando quelli che sono i miei dolcetti al cioccolato preferiti: i tortini al cioccolato con il cuore caldo.
Una ricetta semplice che però spesso non riesce bene: basta sbagliare la cottura anche solo di un paio di minuti perchè l'interno si solidifichi troppo e allora addio al godurioso cuore fondente.
Devo confessare che io sbagliavo praticamente sempre.
Qualche tempo fa ho finalmente trovato la ricetta perfetta del tortino al cioccolato, dove è spiegata con tutti i passaggi, i consigli e i trucchetti per non sbagliare. 
Anche questa volta sono venuti perfetti. 
Noi li abbiamo mangiati accompagnati da panna montata ma secondo me hanno il loro perchè anche con una pallina di gelato alla vaniglia. O da soli se è per quello.



Avevo però anche voglia di sperimentare qualcosa di diverso, in particolare qualcosa che fosse adatto a chiudere il pranzo di Pasqua ma anche, come dicevo prima, facilmente trasportabile per il picnic di Pasquetta.
La scelta è caduta su dei morbidissimi mini bundt cake al cacao.
Io li trovo perfetti a fine pranzo coperti di glassa al cioccolato ma anche comodissimi da trasportare (nella versione "nature") per rallegrare il picnic di Pasquetta.
Lo so che sono in anticipo ma è sempre meglio fare le cose con calma.
E poi vorrete sicuramente provarli prima di proporli per Pasqua, o no?
Io torno su Pinterest alla ricerca di idee anche per la tavola di Pasqua, l'anno scorso la mia era in stile nordicoquest'anno forse punterò sul vintage... vedremo.





INGREDIENTI
(a me con queste dosi ne sono usciti 8)

200 grammi di farina 00
100 grammi di maizena (amido di mais)
230 grammi di burro molto morbido
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato
95 grammi di cacao amaro
130 millilitri di latte
125 millilitri di yogurt bianco al naturale
270 grammi di zucchero
4 uova
un cucchiaino di estratto di vaniglia
mezzo cucchiaino di sale

Per la glassa:
80 grammi di cioccolato fondente
125 millilitri di panna fresca
30 grammi di burro
1 cucchiaino di miele (facoltativo)


Per prima cosa ho acceso il forno in modalità statica a 160 gradi.
Poi ho imburrato gli stampini.
In una ciotola ho setacciato gli ingredienti secchi: farina, maizena, cacao, lievito e bicarbonato.
Ho poi mescolato in una caraffa il latte e lo yogurt.
Con le fruste elettriche ho montato il burro morbidissimo con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso.
Ho poi aggiunto il sale e poi un uovo alla volta, sempre continuando a montare e infine l'estratto di vaniglia.
Il risultato finale deve essere una crema ben gonfia e sostenuta.
A questo punto ho cominciato a unire le farine alternandole al composto di latte e yogurt, mescolando con le fruste a velocità minima per non smontare il composto.
Ho versato il composto negli stampini riempiendoli fino a due centimetri dal bordo.
Ho infornato e cotto per circa 35 minuti (controllate con uno stecchino già dopo 30 minuti).

Mentre i mini bundt si raffreddavano ho preparato la glassa semplicemente sciogliendo il cioccolato a bagno mania con il burro e la panna. Io ho aggiunto un cucchiaino di miele ma se preferite una glassa meno dolce potete ometterlo.







TORTA AL CIOCCOLATO E BARBABIETOLA


Questa è una di quelle ricette che incontri qualche volta nella vita.
Una di quelle ricette che scuoti la testa e passi oltre.
Una ricetta di quelle "ma chi l'avrebbe mai detto?".
E invece...
Un po' come alcune persone che dai per scontato che non potrebbero piacerti mai.
Troppo diverse da te, con idee così aliene per te, troppo sopra le righe oppure troppo insignificanti.

Questa torta è un po' come quella bambina che a scuola cercavate sempre di evitare perchè "sentivate" che vi sarebbe stata antipatica.
Senza un perchè preciso, senza una motivazione logica.
Non può piacermi perchè... perchè no.
E magari quella bambina alla fine non l'avete conosciuta mai e la vostra vita è andata avanti lo stesso.

Oppure magari un giorno vi siete trovate a dividere lo stesso banco, lo stesso tavolo in mensa o lo stesso progetto di scienze.
Magari avete pensato "E adesso? Come me la cavo con questa qui?".
E avete alzato gli occhi al cielo e magari lei ha fatto lo stesso.
Poi però avete scoperto che aveva un bellissimo sorriso e che conosceva a memoria tutte le canzoni del vostro cantante preferito. Che era anche il suo.
Avete diviso la stessa merenda e gli stessi segreti.
Avete voluto bene a quella bambina e avete pensato "credevo che non potesse piacermi...".
E invece...

Ciò non toglie che quando ho letto di cioccolato e barbabietola insieme in un dolce ho scosso la testa e sono passata oltre. Una volta, due volte.
L'ho incontrata in un libro, ho sentito parlare di lei in un programma televisivo, sono inciampata in lei sul web.
Alla fine, complice la voglia di sperimentare delle mie figlie, mi sono decisa.
Scettica, convinta che sarebbe stato un disastro.
E invece...



INGREDIENTI
400 grammi di barbabietole precotte
3 uova medie
230 grammi di zucchero semolato
250 grammi di farina per dolci addizionata con lievito
150 grammi di cioccolato fondente
30 grammi di cacao amaro in polvere
240 grammi di olio di riso
i semi di una bacca di vaniglia
zucchero a velo per decorare




Ho sciolto il cioccolato a bagnomaria.
Ho eliminato la buccia delle barbabietole e le ho tagliate a pezzetti.
Ho frullato (ho usato un frullatore ad immersione) la polpa delle barbabietole aggiungendo a filo metà dell'olio.
A parte ho montato le uova con le fruste elettriche aggiungendo poco alla volta lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumoso.
Ho unito i semi di vaniglia e il composto di barbabietole continuando a montare.
Ho aggiunto il cioccolato raffreddato e l'olio rimasto.
Ho setacciato e poi unito poco alla volta la farina ed il cacao.

Ho acceso il forno a 180 gradi.
Ho foderato una tortiera rettangolare con della carta da forno, ho versato l'impasto e ho infornato.
Ho lasciato cuocere la mia torta per circa 40 minuti.
Prima di sfornarla meglio fare la prova stecchino: dovrà uscire sporco perchè la torta deve rimanere ben umida all'interno.

Ho fatto raffreddare la torta e ho spolverizzato di zucchero a velo.
Noi abbiamo trovato questa torta più buona il giorno dopo, quindi vi consiglio di lasciarla riposare bene prima di servirla.




BANOFFE PIE PER BLOSSOM ZINE AUTUNNO 2016


Lo confesso: quando Dana, direttore di Blossom zine, mi ha chiesto di realizzare la "banoffee pie" per il servizio food del numero di Autunno 2016, non ero troppo convinta.
Non l'avevo mai assaggiata e me la immaginavo come una specie di pastone di banane e panna, una specie di mostruosità inglese.
Ma decisamente mi sbagliavo perchè è deliziosa: pasta biscotto, crema mou, banane e un tripudio di panna e cioccolato.
Vale la pena di provare a farla anche perchè è facilissima!
Su questo numero di Blossom zine vi racconto questa torta passo dopo passo... ma questa ricetta è solo uno dei tanti motivi per sfogliare e risfogliare questo coloratissimo numero!



Vi aspetto qui

CHIFFON CAKE AL CACAO CON GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE E GRANELLA DI PISTACCHIO


Le prime avvisaglie sono arrivate qualche mese fa ma io ho ignorato imperterrita ogni segnale.
Mi dicevo che sarebbe passato da solo, che era solo un periodo.
E invece...
Ho dovuto fare i conti con la dura realtà, ho dovuto affrontarla, anche se con grande dolore.
Del resto, rendetevi conto, è difficile per una come me che non mangia quasi mai la carne e assaggia affettati e simili due-tre volte l'anno, accettare il fatto di non poter più mangiare latticini, latte e derivati.
Intolleranza al lattosio.
E pure molto seria.
E il mio cappuccino del mattino?
Quello che mi dà la forza di scivolare giù dal letto e affrontare la giornata?
E la mozzarella sulla pizza?
E il mio amato yogurt greco che infilo ovunque?
Niente, nada, tutto finito, nun se po' fa'.
Ma soprattutto la domanda è stata: se non mangi carne e non puoi più mangiare latticini... che te magni?
E niente. Mi si è aperto un mondo.
Ci sono millemila cosa che si possono mangiare.
E un sacco di ricette da scoprire!
E il latte di soia (giuro) è buonissimo e si monta pure meglio del latte vaccino (certi cappuccini!)
Insomma, dopo un paio di mesi, quasi quasi mi sento fortunata ad essere intollerante al lattosio.
Ovviamente per il resto della famiglia (e per voi) continuerò a cucinare di tutto (in fondo mica vi faccio mancare le ricette di carne anche se io non la mangio...) ma ogni tanto vi farò provare qualche ricetta di quelle che sto scoprendo.
Anche questa torta, la classica chiffon cake, è senza lattosio.
Io poi ho voluto fare la splendida versandoci sopra una voluttuosa glassa al cioccolato ma ho usato la panna senza lattosio che (in dosi ragionevoli) è ben tollerata (ognuno deve fare le sue prove per capire il suo grado di "intolleranza").
Ora, provate questa torta insieme ad un cappuccino preparato con latte di soia e invidiatemi ♥

INGREDIENTI
6 uova grandi
240 grammi di farina per dolci
75 grammi di cacao amaro di ottima qualità
270 grammi zucchero 
una bustina di lievito per dolci
130 millilitri di olio di semi di buona qualità (il mio di semi di soia)
300 millilitri di acqua a temperatura ambiente
1 pizzico di sale
i semi di una bacca di vaniglia
un cucchiaino raso di cremor tartaro 

Per la glassa
una tavoletta da 120 grammi di cioccolato fondente 
100 millilitri di panna da montare (la mia delattosata)
granella di pistacchi

E' una torta che dà grandi soddisfazioni ma richiede tanta pazienza e impegno, non perchè sia difficile da fare ma perchè i tempi per montare le uova (vero pilastro di questo dolce) sono inevitabilmente lunghi.
Quindi prendetevi tempo, non resterete delusi.
Per prima cosa ho separato i tuorli dagli albumi.
Poi ho montato a neve ferma questi ultimi insieme al cremor tartaro e li ho messi da parte.
In un'altra ciotola ho mescolato con un cucchiaio gli ingredienti "polverosi" ovvero la farina ed il cacao setacciati, il lievito, lo zucchero e il pizzico di sale (indispensabile per esaltare il sapore del cacao).
Ho mescolato con una frusta a mano i tuorli con l'olio di semi, l'acqua, i semi della bacca di vaniglia e poi, poco alla volta ho unito gli ingredienti secchi.
A questo punto ho montato il composto con le fruste elettriche a lungo, per almeno dieci minuti.
Ho aggiunto gli albumi precedentemente montati con molta delicatezza usando una spatola in silicone e mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli.
Ho versato il composto nello stampo da angel cake (quello con i piedini) senza ungerlo e ho infornato nel forno statico preriscaldato a 160 gradi per circa 80 minuti (dopo 60 è meglio controllarla con uno stecchino: se esce asciutto sfornarla subito). La mia si è cotta in 85 minuti, ogni forno è diverso.
Ho lasciato raffreddare al torta a testa in giù (la torta, non io) fino a quando è scivolata fuori dallo stampo (anche questo passaggio è fondamentale perchè permette alla torta di asciugarsi bene e di non afflosciarsi su sè stessa.
Ho preparato la glassa semplicemente scaldando la panna e sciogliendovi il cioccolato a pezzetti.
L'ho versata sulla torta e ho cosparso con la granella di pistacchi.
Abbiamo notato che è più buona il giorno dopo, il problema è farcela arrivare...




CREMA SPALMABILE AL CIOCCOLATO SENZA NOCCIOLE E SENZA LATTOSIO


Buongiorno!
Siamo online con un inserto speciale di Blossom zine dedicato ad un argomento che mi sta molto a cuore: le allergie.
Il mio contributo è una crema spalmabile al cioccolato senza nocciole e senza lattosio.
Ho spulciato sul web un sacco di ricette ma, dopo vari esperimenti, l'unica a convincermi veramente è stata questa.
Io stessa sono intollerante al lattosio e poter avere a disposizione una crema al cioccolato che ne è assolutamente priva ha reso migliori le mie colazioni.
Certo, non è la nutella ma è comunque una valida sostituta, inoltre è vegana, il che non guasta.
Vi lascio qui sotto il link dell'inserto speciale dove, oltre alla mia ricetta, troverete tantissime notizie interessanti per chi soffre di allergie e intolleranze.






NO-BAKE TRIPLE CHOCOLATE BROWNIES


Qualche giorno fa sono inciampata in una vecchia filastrocca.
Stava lì stampata su un quaderno delle elementari della figlia numero 1.
E' la filastrocca del paese dell'incontrario, un posto immaginario dove tutto è al contrario, niente è come ci si aspetterebbe: il ciclista dà la caccia ai topi ed il gatto pedala, il cacciatore sta dentro al nido mentre il fagiano va a caccia.
Mi è venuta un po' la fissa anche perchè io nel paese dell'incontrario  ultimamente ci vivo.
Avete presente quando niente va come sarebbe logico andasse?
Quando mettete su il caffè alla mattina e vi aspettate, come sarebbe logico, che il caffè esca dall'alto ma questo invece esce dai lati spegnendo la fiamma e lasciandovi a bocca asciutta.
Quando fiduciosi accendete la televisione perchè c'è il vostro telefilm preferito e il decoder emette uno strano sibilo prima di spirare definitivamente.
O quando vi aspettate che il vigile fischi al tizio davanti a voi che è passato con rosso e invece si avvicina minaccioso e vuole farvi la multa perchè avete un fanalino che non funziona.
Nel mio personale paese dell'incontrario nemmeno le persone vanno come dovrebbero andare.
Ed ecco che chi ci si aspetterebbe fosse empatico e gentile si rivela invece caratterialmente simile a Crudelia Demon mentre il tizio che ti è sempre sembrato 'stardo che più 'stardo non si può ti tiene aperta la porta e ti sorride pure.
Nel mio paese dell'incontrario il pane non lievita e il frigorifero non raffredda.
Niente va come dovrebbe andare.
Cerco di capire dov'è l'uscita ma è come un labirinto.
Per fortuna il cioccolato resta sempre una certezza e anche questi brownie che non vanno nemmeno cotti... hai visto mai che il forno decidesse di non scaldare più...


INGREDIENTI
(per una teglia quadrata da 20 centimetri)
120 grammi di biscotti secchi
(io avevo i Digestive all'avena)
80 grammi di nocciole tostate
30 grammi di cacao amaro
250 grammi di latte condensato
100 grammi di cioccolato fondente
un pizzico di sale

Li avevo adocchiati dalla mitica Martha qui e poi li ho ritrovati da lei, che è sempre una certezza.
Si preparano davvero in una manciata di minuti e sono spettacolari.
Ho tritato grossolanamente i biscotti e le nocciole. 
Ho fatto sciogliere il cioccolato a bagnomaria e l'ho unito ai biscotti e alle nocciole.
Ho unito anche il cacao, il sale e il latte condensato.
Ho mescolato bene e ho versato in una teglia che avevo ricoperto con un foglio di carta da forno bagnato e ben strizzato.
Ho livellato il composto e ho messo in frigorifero.
Meglio aspettare almeno 4 ore prima di tagliarli.



LA TORTA AL CIOCCOLATO


Quando si pensa ad una torta la maggior parte di noi immagina una torta al cioccolato.
E' innegabile, quel profumo, quel sapore... sono sinonimo di golosità.

21 ♥ TARTUFI DI CIOCCOLATO AROMATIZZATI AL CHINOMORO... WAITING FOR CHRISTMAS



Un piccolo pensiero per chi viene a farci gli auguri dopo cena.
Amo i tartufi di cioccolato in tutte le versioni ma questi, sperimentati quest'anno, sono speciali.
Il segreto è un vino liquoroso davvero unico nel suo genere, il Chinomoro che ho assaggiato la prima volta l'anno scorso grazie a Caterina, la persona deliziosa che è il mio contatto con le Tenute Tomasella.
Per descriverlo prima vi copio la descrizione ufficiale e professionale che trovate sul loro sito:
"Il Chinomoro è un Merlot fortificato secondo un’antica ricetta popolare e ottenuto in maniera assolutamente naturale da infusione di oltre 50 ingredienti, fra aloe, artemisia, colombo, coriandolo, rabarbaro, china, arancia e sambuco."
E adesso vi racconto perchè mi piace, nonostante io non ami affatto i vini liquorosi.
Prima di tutto il profumo... a me fa pensare alle feste in famiglia, a vecchie credenze di legno lucido, a vassoietti antichi ricoperti di pizzo... 
Poi adoro il suo sapore, perfetto, affatto dolce, meraviglioso con il cioccolato fondente, quello un po' amaro che è il mio preferito.
Ho deciso di farlo sposare letteralmente col cioccolato e ne sono usciti questi tartufi favolosi.
Io vi avverto che danno dipendenza ma hanno anche una capacità consolatoria unica. Provateli...



INGREDIENTI
250 millilitri di panna fresca
500 grammi di cioccolato fondente al 70%
80 grammi di burro morbido a cubetti
4 cucchiai di Chinomoro
cacao amaro in polvere

Grattugiare il cioccolato.
Mettere la panna in un pentolino e portarla quasi a bollore.
Spegnere la fiamma, versarvi il cioccolato grattugiato e mescolare bene finchè non è del tutto sciolto.
Aggiungere il burro, mescolare bene e aggiungere il Chinomoro
Mettere il composto in frigorifero per una notte.
Formare delle palline grandi come una piccola noce e passarle nel cacao amaro.
Conservare i tartufi in frigorifero e tirarli fuori una decina di minuti di servirli.
Perfetti con un bicchierino dello stesso prezioso Chinomoro usato per prepararli.



9♥ MUFFIN GOLOSI AL CACAO E NUTELLA... WAITING FOR CHRISTMAS


Oggi vi lascio la ricetta del muffin più golosi che conosco.
Cacao, nutella e panna nell'impasto li rendono perfetti per la colazione dei giorni di festa.
Provate a immaginarli sul tavolo della colazione la mattina di Natale... magari con un cappuccino aromatizzato alla vaniglia o una tazza di cioccolata calda...



INGREDIENTI
200 grammi di farina per dolci
100 grammi di maizena (amido di mais)
mezza bustina di lievito per dolci
40 grammi di cacao in polvere
80 grammi zucchero
70 grammi burro fuso
100 grammi gocce di cioccolato
170 grammi di nutella
1 uovo
200 millilitri di latte intero
100 millilitri di panna

In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi.
A parte mescolare il latte, la panna, l'uovo, il burro e la nutella.
Versare gli ingredienti umidi nella ciotola di quelli secchi senza mescolare troppo, l'impasto deve restare un po' grumoso...
Versare nei pirottini e cuocere per 15 minuti circa a 190 gradi (forno già caldo).
Dopo 15 minuti controllare la cottura, se è il caso cuocere ancora un paio di minuti ma è meglio che l'interno risulti un po' umido: saranno più golosi e morbidi.



CROSTATA AL DOPPIO CIOCCOLATO CON COMPOSTA DI PERE E VANIGLIA


Finalmente l'autunno si sta manifestando in tutto il suo splendore.
L'aria è frizzante e la luce è quella morbida che amo tanto.
E' il momento dei calzini, dei plaid leggeri (per la gioia di Mia, conosciuta ai più come #laladradicopertine), delle zucchette colorate e delle mele rosse.
E naturalmente delle candele, io ADORO le candele (qualcuno forse ancora non lo sa?).
Sono entrata nello spirito autunnale piena di entusiasmo e con una voglia pazzesca di cibi zuccherini e calorici. E di cioccolato: morbido, avvolgente e rigorosamente fondente.
Dovete sapere che le mie figlie vanno pazze per i programmi di cucina (anche se nessuna di loro cucina nemmeno sotto tortura), in particolare per quelli australiani, molto in voga in questo periodo.
Bisogna ammettere che la cucina australiana, per i nostri italianissimi parametri, risulta alquanto disgustosa (carne di canguro, granchi del fango e midollo fritto non fanno parte del nostro patrimonio culinario) ma ogni tanto qualcosina si salva.
Come questa crostata che ha solleticato la mia fantasia appena l'ho vista.
Voglio dire... cioccolato sotto, cioccolato sopra... poteva non essere buona?
E' vero che poi leggendo la ricetta qui ho scoperto che contiene millemila uova, panna e burro, un vero concentrato di calorie... un inno al colesterolo... un tripudio alla ciccia sui fianchi... ma in fondo per una volta si può fare, o no?
E' anche vero che è un po' laboriosa (e vabbè....).
Ed è pure vero che io l'ho allegramente snaturata servendola, invece che con la coulis di lamponi prevista, con una composta di pere e vaniglia... vabbè ho fatto la versione autunnale!



Insomma, se vi piace il cioccolato, non siete fanatici della dieta, amate i sapori decisi e non avete paura delle  ricette un po' lunghe.... provatela, vi giuro che ne vale la pena!

INGREDIENTI
(per la base)
185 grammi di farina per dolci
25 grammi di cacao amaro di ottima qualità
55 grammi di zucchero a velo
150 grammi di burro
 (lo so, lo so che per 185 grammi di farina è tanto... ma ha un suo perchè...)
1 tuorlo grande

(per il ripieno)
350 grammi di cioccolato fondente
(io al 75% di cacao)
100 millilitri di panna fresca 
(la ricetta ne prevedeva 80 grammi ma secondo me la crema risultava troppo densa)
4 tuorli d'uovo
2 uova intere
(insomma, ve l'avevo detto che le uova erano tante...)
55 grammi di zucchero di canna

(per la composta di pere)
4 grosse pere
(io ho usato le kaiser)
4 cucchiai abbondanti di zucchero
una stecca di vaniglia


Per la base ho messo nel robot la farina, il cacao, lo zucchero e il burro molto freddo a pezzetti e ho azionato facendo formare delle briciole, poi ho aggiunto il tuorlo. (abbiate pazienza, all'inizio vi sembrerà che non si formi la classica "palla" di frolla... se proprio questo non avviene aggiungete un cucchiaino di acqua molto fredda).
Ho trasferito l'impasto sul piano di lavoro e l'ho lavorato giusto il tempo di dargli la forma di un disco un po' grossolano. L'ho avvolto nella pellicola e poi l'ho messo a raffreddare per mezz'ora in frigorifero.
Trascorso questo tempo l'ho messo fra due fogli di carta da forno e l'ho appiattito con il matterello finchè non è diventato della misura giusta per foderare uno stampo da crostata da 24 centimetri di diametro. 
Intanto ho preriscaldato il forno a 180 gradi.
L'ho sistemato nello stampo sempre tenendolo nella carta da forno, ho pareggiato i bordi e ho riempito la base (coperta di carta da forno) con del riso.
Ho cotto in forno per 15 minuti, poi ho eliminato il riso e il foglio di carta da forno superiore (fate questa operazione con molta delicatezza perchè l'impasto tende ad attaccarsi un po') e ho rimesso in forno per altri 10 minuti.
Ho sfornato la base e l'ho lasciata raffreddare bene.
Per il ripieno ho fatto sciogliere a bagnomaria il cioccolato e la panna finchè non si sono perfettamente amalgamati. Li ho messi da parte a raffreddare.
In una ciotola ho sbattuto bene i tuorli, le uova intere e lo zucchero fino ad ottenere un composto bello gonfio e chiaro.
Ho preriscaldato il forno a 160 gradi.
Ho unito le uova al cioccolato (attenzione, il cioccolato non deve essere caldo), ho mescolato bene e ho versato la crema ottenuta nel guscio di frolla al cioccolato.
Ho cotto a 160 gradi per 30 minuti.
Ho sfornato la crostata e l'ho fatta raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero per un paio d'ore.
Per la composta ho sbucciato e tagliato le pere a cubetti e le ho messe in un pentolino insieme ai semini di un baccello di vaniglia. Ho fatto cuocere finchè le pere hanno cominciato ad ammorbidirsi poi ho unito lo zucchero e ho fatto cuocere per una ventina di minuti.
Ho lasciato raffreddare.
Ho servito la crostata con una bella cucchiaiata di composta di pere.




DOLCETTI DI RISO SOFFIATO... LETTERA APERTA SUI COMPITI DELLE VACANZE

Il piatto arriva da Rue de la Brocante

Cari insegnanti,
vi scrivo questa lettera per portare alla vostra conoscenza i disagi fisici e mentali che portano ai ragazzini e alle famiglia i famigerati compiti delle vacanze.
Quando a giugno, in un momento di estrema felicità e senso di liberazione (e vi capisco, badate bene), dettate compiti e titoli di libri delle vacanze (apro una parentesi: ogni tanto guardate anche il costo di quei libri delle vacanze... alcuni costano proprio come una vacanza)... quando, esaltati dall'idea delle settimane fuori dalle aule, fotocopiate millemila schede così piene di esercizi che sono scritte nello stesso carattere dei bugiardini dei medicinali... fermatevi un attimo a pensare.
Pensate che la parola "vacanza" implica anche un dolce far niente e magari un pizzico di sana e ragionevolissima noia.
Contate i giorni di queste vacanze e il numero di esercizi assegnati e vedrete che i conti non tornano.
Mettetevi una mano sulla coscienza quando date compiti che voi considerate "divertenti" (divertenti per chi????) come costruire un igloo con le zollette di zucchero o le tovagliette da colazione con le strisce di carta dei quotidiani (strisce che devono essere dipinte fronte retro con ettolitri di tempere e incollate con quintali di colla, perdendo così ogni qualsiasi connotazione ecologica).
Sappiate che siete responsabili della disperazione di intere famiglie costrette, con una temperatura di quaranta gradi, a dipingere novanta strisce di carta di giornale che poi diventano centoquarantacinque perchè, udite udite, le strisce intrise di tempera si ammosciano, si rompono e, in casi estremi, si sciolgono.
Provate a rendervi conto che siete in tanti e se ognuno di voi si fa prendere dal delirio di onnipotenza da assegnazione compiti non ne usciamo più. Siete troppi per un ragazzino solo.
Ho saputo di mamme in crisi da analisi grammaticale, di padri che si portavano i problemi di matematica dei figli in ufficio e organizzavano in pausa pranzo la gara di moltiplicazioni.
Perchè, purtroppo, noi genitori siamo anime deboli e quando vediamo nostro figlio/a seduto al tavolo a fare i compiti mentre dalla finestra entrano le voci di ragazzini che giocano, cediamo miseramente e diciamo "vai, lo farai domani". E purtroppo di domani in domani arrivano le ultime settimane prima dell'inizio della scuola e scatta lo stato di calamità naturale.
Si organizzano sessioni di compiti di gruppo di otto ore l'una, mangiando un panino mentre si fanno calcoli astrusi, ci si confronta frenetici sui risultati dei problemi di geometria, si danno vitamine ai ragazzini per tenerli in forze dopo sette ore di analisi logica.
Per non parlare degli effetti collaterali...
Famiglie allo sfascio perchè mamma e papà discutono su chi ha eseguito più divisioni, amicizie finite perchè "iotihopassatoicompitietuinvecenonmihaipassatonienteapartelavaricellaquandoeravamoallasilo", ragazzini con gravi reazioni allergiche davanti ai compiti di inglese...
Un disastro insomma, un'ecatombe, uno tzunami, un...........
Una pizza, altro che storie.
Perchè l'estate, almeno per i bambini, deve essere tutta da godere.
Deve essere fatta di pomeriggi in piscina, di corse e picnic al mare.
Deve portare gioia e passeggiate in montagna, pomeriggi di chiacchiere e confidenza guardando le nuvole sdraiati su un prato, gelati e pizze la sera tardi...
Pensateci l'anno prossimo mentre fotocopiate schede e scegliete libri "per i compiti delle vacanze" e scegliete di non sceglierli.
Scegliete di preparare una lista di libri appassionanti (non mattoni ma libri veri, adatti ai ragazzi) e proponetela ai vostri alunni.
Scegliete di lasciar scegliere a loro un argomento che hanno amato per una ricerca più approfondita.
E soprattutto, scegliete di lasciarli liberi, di coltivare i loro ricordi.
Che non sarà una manciata di settimane senza libri a rovinare il lavoro di un anno scolastico... lo sapete bene anche voi.
Con simpatia
Una mamma
(e tanti, tanti, tanti altri genitori)




INGREDIENTI
200 grammi di riso soffiato da colazione
300 grammi di cioccolato Mars (sette barrette)
80 grammi di burro

Quasi mi vergogno a postare questa ricetta... la sanno fare anche i bambini!
Però è il dolcetto preferito da mio figlio, piace a tutti ed è velocissimo.
Basta far sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro, togliere dal fuoco e versarvi il riso soffiato.
Mescolare e..... fatto!
Si può metterlo a raffreddare in una tortiera o fare delle monoporzioni come abbiamo fatto noi.
E' bello averne sempre un po' in frigorifero, mette di buonumore!


CROSTATA CIOCCOLATO E LAMPONI


- Ti ricordi quando ci divertivamo a raccontarci storie? Uno cominciava e l'altro continuava. Venivano fuori delle storie buffissime!
- Lo facciamo ancora? Ci raccontiamo una storia?
- Sì ma che storia? Cosa possiamo raccontare?
- Per esempio potremmo raccontare di quando Mia aveva rubato un paio di mutande dallo stendino e le si erano impigliate sulla faccia... ti ricordi? Correva come una pazza in giardino senza vedere dove andava con quelle mutande rosa attaccate al muso!
- Mi ricordo... e mi ricordo anche che era domenica e c'era un sacco di gente che faceva jogging... a momenti si ammazzavano dal ridere...
- Oppure di quella volta in cui Giotto, allora piccolissimo, aveva fatto la cacca davanti alle signore riunite in cucina per una riunione Just... alla rappresentante era quasi venuto un colpo!
- Bè, veramente pure a me... è stato abbastanza imbarazzante...
- E ti ricordi di quando la nostra Miranda aveva il vizio di andare a dormire nella doccia? Ogni volta ce ne dimenticavamo e aprivamo l'acqua... e lei schizzava via più veloce di un proiettile restando offesa per ore...
- Che come si offendeva lei... nessuno!
- Mi manca tanto...
- E ti ricordi quando per giocare avevo spruzzato il repellente oleoso per le zanzare sul pavimento e tu sei scivolata? Che ridere!
- Quello non fa ridere!
- Lo dici tu... io rido ogni volta che ci ripenso... non riuscivi più ad alzarti, continuavi a scivolare!
- E quella volta che........

Niente ha sapore di buono come i ricordi condivisi con chi ami.
Un pomeriggio di pioggia, una tazza di tè e una fetta di torta...


Questa crostata arriva direttamente da uno dei blog più belli del web, un blog che recentemente è diventato uno di quei libri che non ti stanchi mai di sfogliare.
La crostata è quella di Sabrine di Fragole a Merenda e io non ho cambiato una virgola della sua ricetta (cosa molto rara per me che tendo a stravolgere tutte le ricette).
Vi lascio la ricetta per comodità ma vi consiglio di andare a vedere anche la sua...



INGREDIENTI
(per la frolla)
125 grammi di farina di riso
125 grammi di farina bianca 00
80 grammi di zucchero 
un pizzico di sale fino 
125 grammi di burro freddo a cubetti (più un pezzetto per ungere lo stampo)
40 millilitri di acqua ghiacciata

(per la ganache) 
250 millilitri di panna fresca 
200 grammi di cioccolato fondente
un pizzico di sale fino

(per la composta di lamponi)
una vaschetta di lamponi 
due cucchiai di zucchero 
due cucchiai d'acqua

(per decorare)
una vaschetta di lamponi

Ho mescolato in una ciotola le farine con lo zucchero e il sale, ho aggiunto il burro e ho impastato velocemente fino ad ottenere delle briciole. Ho aggiunto l'acqua continuando ad impastare formando un panetto che ho lasciato riposare in frigo (coperto) per circa un quarto d'ora.
Ho acceso  il forno a 180 gradi e ho imburrato uno stampo da crostata.
Ho steso la pasta nella teglia facendola aderire bene.
Ho poggiato un foglio di carta da forno sulla base di pasta e l'ho coperta con dei fagioli secchi. Ho cotto in forno per circa 20 minuti, l'ho sfornata, ho eliminato la carta e i fagioli e ho lasciato raffreddare bene.
Per la composta ho messo in un pentolino i lamponi sciacquati con delicatezza, lo zucchero e l'acqua,
Ho lasciato cuocere fino ad ottenere la consistenza di una marmellata.
Ho lasciato raffreddare.
Ho preparato la ganache mettendo la panna il sale in un pentolino.
L'ho portata quasi ad ebollizione e vi ho versato il cioccolato spezzettato.
Ho mescolato bene fino ad ottenere una bella crema scura.
Ho lasciato intiepidire mescolando ogni tanto.
Ho steso la composta sulla base di pasta e poi ho versato la ganache.
Ho messo a solidificare in frigo per un paio d'ore e poi ho decorato con i lamponi rimasti.
E' meravigliosa... grazie Sabrine...



Il bollitore e il piattino bianco e blu arrivano da Rue de la Brocante

CROSTATA AL DOPPIO CIOCCOLATO... LA TORTA DELLA DISCORDIA


La prima volta che ho visto la torta della discordia è stato in edicola.
Cercavo una rivista per far passare quel grappolo di minuti che non scorrono mai, quelli dell'attesa in un ambulatorio medico.
Giravo le pagine e all'improvviso è apparsa LEI, bellissima in tutta la sua perfetta perfezione.
Mi ha colpita subito e questo è strano perchè in genere le cose perfette mi lasciano totalmente indifferente.
Sono una di quelle persone affascinate dalle imperfezioni. Adoro quelle foto in cui il cioccolato cola fuori dalla tazza e uno strofinaccio da cucina appare stropicciato e forma quelle bellissime, imperfette pieghe...
Mi incanto davanti a tutto quello che è meravigliosamente imperfetto...
Ma sto (come mio solito) divagando. Dov'ero rimasta?
A sì, in edicola...
Naturalmente ho comprato la rivista, l'ho guardata e riguardata e poi l'hanno guardata e riguardata tutti i membri della famiglia...
- Bella bellissima... ma forse... troppo cioccolatosa?
- Ma cosa dici! Il cioccolato non è mai troppo... piuttosto... il sale... devi proprio mettercelo?
- Ma certo! Sale nero di Cipro... senti come suona bene...
- Ma tu l'hai mai assaggiato 'sto sale nero? Per me è uguale agli altri sali... è sale... è salato... cosa ci sta a fare in un dolce?
Insomma, tutti volevano la torta ma ognuno voleva dire la sua.
Quel pomeriggio stesso, al supermercato per la solita pantagruelica spesa settimanale, decido su due piedi che quella torta doveva essere il nostro dolce della domenica.
Peccato non avere la più pallida idea degli ingredienti necessari.
Mi ricordavo solo questo benedetto sale che, ho scoperto con raccapriccio pochi minuti dopo, costa come un'automobile.
Inutile dirvi che non l'ho comprato.
La settimana dopo una serie di impegni ha impedito sia la pantagruelica spesa settimanale che la realizzazione del dolce della domenica.
La torta della discordia intanto era lì, nella sua pagina di rivista ormai stropicciata a furia di essere consultata e dissertata da chiunque passasse di là...
- io la vorrei più alta
- secondo me la frolla dovrebbe essere al cioccolato
- 'sto sale... bisogna proprio mettercelo?
- mah, costa così tanto che si fa prima ad andarlo a comprare direttamente a Cipro...
Poi una mattina, preparando la lista della spesa (ecco, detto così sembra che io trascorra metà della mia vita facendo la spesa ma non è così... vabbè...in effetti è più o meno così...), mi cade l'occhio sulla torta che, nella sua pagina ormai stropicciata, aveva perso un po' della sua perfetta perfezione, diventando un po' più simpatica. Ho aggiunto gli ingredienti in fondo alla mia lista e sono andata al supermercato.
Ma era ormai chiaro che niente poteva andare come doveva con la torta della discordia.
Prima di tutto brillavano per la propria assenza nel reparto dolci il cioccolato fondente al 99% e il cioccolato gianduia.
Però c'era lì, ad occhieggiarmi seducente, una tavoletta di cioccolato al fior di sale.
E la gianduia? Risolta con cioccolato al latte e nutella.
Del sale nero di Cipro nemmeno parlarne: con la stessa cifra ho comprato due etti di prosciutto e uno di mortadella, con buona pace di Cipro e dei ciprioti.
Insomma, nell'arco di una spesa ho snaturato la torta della discordia ma, in verità, non vedevo l'ora di prepararla...
Che dire, a noi è piaciuta.
Ho cambiato un bel po' di cose rispetto alla ricetta originale (che potete trovare sul numero di febbraio della rivista Sale&Pepe) a cominciare dal tipo di cioccolato fino al quantitativo di zucchero.
Insomma, non è la stessa torta ma è comunque una gran torta.
Provare per credere...



INGREDIENTI 
250 grammi di farina per dolci
300 grammi di burro
1 uovo
230 grammi di zucchero
200 millilitri di panna fresca
100 grammi di cioccolato fondente al fior di sale
100 grammi di cioccolato al latte
2 cucchiai colmi di Nutella
cacao amaro
fior di sale


Ho preparato la frolla riunendo del mixer la farina, mezzo cucchiaino di fior di sale, 100 grammi di burro a pezzetti e 80 grammi di zucchero.
Ho frullato fino ad ottenere un composto in briciole, ho aggiunto l'uovo e ho frullato fino a formare una palla (se il composto risulta troppo secco aggiungere un paio di cucchiai di acqua molto fredda).
Ho lasciato riposare il composto in frigo per mezz'ora e l'ho poi steso in una sfoglia rotonda spessa circa 3 millimetri. 
Ho foderato uno stampo da crostata di 20 centimetri di diametro, ho bucherellato il fondo, l'ho coperto con carta da forno bagnata e strizzata e uno strato di fagioli secchi.
Ho cotto in forno già caldo per 20 minuti a 180 gradi. Ho eliminato la carta e i fagioli e ho fatto cuocere ancora per 6 minuti.
Ho fatto raffreddare la base e ho spolverizzato il bordo con il cacao in polvere.
Ho preparato la prima ganache mettendo in una casseruola il burro, lo zucchero rimasto e un decilitro di panna. Ho cotto il composto per due minuti dopo che il burro si è fuso, ho spento il fuoco e ho aggiunto il cioccolato fondente al fior di sale precedentemente tritato. Ho mescolato bene finchè si è sciolto. 
Ho versato la prima ganache sulla frolla e poi ho messo in frigo per due ore.
Per la seconda ganache ho messo a scaldare la panna rimasta fino a portarla quasi a bollore, ho spento il fuoco e ho aggiunto la Nutella e il cioccolato al latte tritato.
Ho mescolato bene e ho versato sulla torta.
Ho rimesso in frigorifero per altre due ore per far solidificare bene (secondo me è meglio preparare la torta il giorno prima in modo che stia in frigo tutta la notte. Sarà più facile poi tagliarla...).
Prima di servire ho cosparso con cacao amaro.


Piatto da dolce Villa d'Este Home