CREMA DI POMODORO ALLE SPEZIE...MIA...



Ho così tante cose da raccontarvi, così tante cose da dirvi che non so nemmeno da dove cominciare.
Potrei cominciare da quando, lo scorso marzo, ho perso la mia piccola amica pelosa, la mia gatta arancione come il sole, la mia bellissima Miranda.
Potrei raccontarvi del vuoto nel cuore, della sensazione di aver perso una parte di me.
In tanti mi hanno detto "ma è solo un gatto...". Non hanno capito niente.
Certo, avevo con me il mio piccolo, buffo, adorato Giotto, il cagnolino più pazzerello del mondo.
Avevo con me il mio gattone Patroclo, dormiglione e pigro come i gatti delle barzellette.
E le mie due vagabonde (anche se part-time in verità visto che spariscono per settimane in cerca di avventure)... Penelope ed Ermione...
Ma, chi ha avuto (e ha) la fortuna di dividere la propria vita con dei compagni a quattro zampe, sa che ci sono rapporti speciali, quasi telepatici. Per me con Miranda era così.
Pur amando alla follia gli altri miei pelosi non riuscivo a instaurare un simile rapporto con loro.
Nel mio cuore ha iniziato a farsi strada un desiderio...
Tanti anni fa ho avuto un cane, un meraviglioso labrador color miele.
I labrador sono cani meravigliosi: forti, coraggiosi, generosi, empatici.
Sono creature speciali.
Ho pensato, riflettuto, ho deciso e poi sono tornata sui miei passi, ho pianto, ho aspettato, ho sperato...
Poi un giorno ho conosciuto attraverso facebook una ragazza meravigliosa, una di quelle persone col cuore luminoso e bello.
Questa ragazza ha realizzato il mio desiderio.
Ha riempito il vuoto, non sostituendo ma aggiungendo...
Mi ha affidato LEI...


MIA... 

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INGREDIENTI
(per 6 porzioni)
2 chili di pomodori (io ho usato dei pomodori perini)
due scalogni
una piccola carota
una piccola patata
un pezzetto di sedano
uno spicchio d'aglio
un cucchiaino di paprika
la punta di un cucchiaino di cumino
un pizzico di noce moscata
un cucchiaino di dado vegetale 
mezzo cucchiaino di zucchero
olio extravergine


Ho portato questa ricetta a Natale al Poggio e chi l'ha assaggiata l'ha gradita molto.
E' una zuppa piccantina, molto gradevole e anche poco calorica.
La ricetta l'ho trovata nel libro "Regali golosi" ma, come faccio di solito, l'ho un po' cambiata per renderla più cremosa.
Per prima cosa ho sbollentato i pomodori per un paio di minuti, li ho spellati, tagliati a spicchi e ho eliminato i semi.
Ho tagliato a pezzetti gli scalogni, la carota, l'aglio e il sedano.
In una casseruola capiente ho fatto dorare le verdure in poco olio e ho aggiunto i pomodori e la patata a pezzetti.
Ho versato un bicchiere d'acqua in cui avevo sciolto il dato e ho aggiunto le paprika, il cumino, la noce moscata e lo zucchero.
Ho messo il coperchio e ho lasciato sobbollire piano per quaranta minuti.
Alla fine ho frullato tutto e ho servito ben caldo con dei crostini.


CROISSANT DI PANE ALLA CIPOLLA... MI MANCHI...



In queste giornate che cominciano ad avere la luce autunnale mi capita di pensarti spesso.
Sarà che in questa stagione riprendevi il tuo posto d'onore sulla tavolino della cucina, sarà che il colore delle foglie autunnali somiglia a quello del tuo pelo, sarà che ogni volta che cucinavo una torta di mele annusavi l'aria con quel tuo modo curioso e aspettavi sempre un assaggino.
Perchè tu eri una gatta strana, diciamocelo.
Detestavi il pesce e amavi i dolci, in particolare il panettone.
Amavi essere accarezzata ma odiavi essere presa in braccio.
Eri una brontolona prepotente e quando qualcosa ti infastidiva non esitavi a farlo capire... magari facendo pipì nella doccia...
Non sopportavi i cani e i bambini ma, con molto sforzo, tolleravi il cane e il bambino che vivono in questa casa... e di questo ti sono grata...
Così come ti sono grata per la tua compagnia, per le fusa, per la tua vicinanza quando non stavo bene, per le nostre dissertazioni filosofiche in cucina (qualcuno pensa fossero monologhi miei ma non ha capito niente).
In questi mesi senza di te ho cercato di tenere nel cuore tutte le cose belle, tutte le volte in cui mi hai regalato un momento di tenerezza e di allegria... come quando sei rimasta impigliata in un sacchetto e, in preda al panico, hai iniziato a correre per tutta la casa come una matta... ancora ridiamo pensando a quel sacchetto che correva in giro... O quando cercavi di educare Giotto da cucciolo, e lo "schiaffeggiavi" brontolando come una vecchia signora.
Sai... da giorni la tua amica Ermione non torna a casa...
Sì, lo so che è una vagabonda e che adora "scappare di casa" ma non posso fare a meno di essere preoccupata.
Ecco, vedi? Mi ritrovo a parlare con te come quando eri qui... Ma forse, in fondo, sei ancora qui...
Mi manchi...




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INGREDIENTI
250 grammi di farina di grano tenero
250 grammi di farina Manitoba
50 grammi di lievito madre attivo in polvere
due cucchiai colmi di cipolla tritata disidratata (al supermercato fra le spezie)
acqua a temperatura ambiente
olio extravergine
un cucchiaio di miele
sale
latte

Mescolare le due farine in una ciotola, aggiungere due cucchiaini di sale, la cipolla e mescolare bene.
Fare una fontana al centro e versarvi il lievito, il miele, due cucchiai d'olio e circa mezzo bicchiere d'acqua. 
Cominciare ad impastare aggiungendo altra acqua poco alla volta, fino a raggiungere la consistenza dell'impasto del pane.
Trasferirlo su un piano di lavoro leggermente infarinato e lavorare a lungo.
Mettere l'impasto in una ciotola capiente, coprirlo e lasciar lievitare a temperatura ambiente da due a quattro ore.
Riprendere l'impasto, lavorarlo brevemente e stenderlo allo spessore di un centimetro dando la forma di un cerchio.
Ricavare dal cerchio tanti triangoli e arrotolarli su sè stessi dando la tipica forma del croissant.
Disporli sulla teglia ricoperta di carta da forno tenendoli distanziati fra loro.
Lasciar lievitare a temperatura ambiente per un'ora almeno.
Spennellare con poco latte e infornare a 180 gradi per circa 20 minuti (controllare la cottura regolandosi sul proprio forno).





UNA STORIA D'AMORE



Oggi voglio raccontarvi una storia d'amore.
Una storia accompagnata da immagini di fiori e cioccolato, perchè nulla è più rasserenante di un fiore e nulla è più consolatorio del cioccolato...


C'era una volta una donna, una donna molto, molto impegnata.
Aveva quattro figli e un lavoro, una casa e una vita (tanto) piena.
Questa donna aveva la certezza di non avere spazio per altro nella sua vita: i suoi figli erano ancora piccoli e assorbivano tutte le sue energie.
Dunque, un giorno d'inverno, la collega della donna trovò un annuncio on line di una associazione animalista e rimase così colpita da quello che vide da chiamare a gran voce la donna.
Sullo schermo del computer c'era la foto di una splendida gatta rossa... gli occhi così verdi da togliere il respiro.
La donna fissò quegli occhi e da quel momento non fu capace di pensare ad altro.
Finchè, una settimana dopo, i volontari dell'associazione portarono la gatta rossa a casa sua.
Tante erano le cose brutte che quella gatta aveva visto e subito.
Non si fidava più degli umani e non si lasciava toccare da nessuno.
Per questo, nonostante il suo aspetto splendido, nessuno aveva voluto adottarla.
Ma quando la donna e la gatta si guardarono negli occhi avvenne una magia: la gatta cominciò a fidarsi di lei e non smise più.


Da quel momento la gatta e la donna vissero insieme... per otto lunghi anni...
Ci furono tante cose, alcune belle ed altre brutte, ma sempre la gatta rossa fu al suo fianco.
Finchè un brutto giorno la gatta sparì.
La cercarono ovunque, la chiamarono per ore... niente... lei sembrava svanita.
La donna era disperata, le sue lacrime avrebbero potuto riempire un fiume...
Poi, una mattina di cinque giorni dopo, la gatta ritornò: scheletrica, senza forze, con le zampe quasi consumate. L'ombra di quello che era stata.
Quella sera il verdetto: la gatta era sicuramente stata chiusa da qualche parte ed era rimasta senza bere e senza mangiare per cinque giorni e cinque notti, al freddo.
Il suo organismo, già sofferente per un problema ai reni, aveva ceduto.
Aveva compiuto l'ultimo atto d'amore verso la donna riuscendo a tornare da lei, per un'ultimo saluto.
Così, in una fredda notte di marzo, la gatta chiuse gli occhi e si addormentò.
Ora riposa sotto l'ombra di un albero e tutti dicono che lei non c'è più.
Ma la donna, che l'aveva tanto amata, continua a sentirla accanto a sè.
E, a volte, con la coda dell'occhio, vede un piccolo lampo arancione che le cammina accanto...
Questa è una storia d'amore che solo chi ama o ha amato profondamente un amico a quattro zampe può comprendere.
Gli altri alzeranno le spalle mormorando "quante storie solo per un gatto!". E in questa storia loro sono quelli da compatire.


Domani vi darò la ricetta dei tartufi al cioccolato.
Li ho scelti per accompagnare questa storia perchè sono particolari: appena li assaggi senti l'amaro delle lacrime e della tristezza ma poi, quando arrivi all'interno assapori la dolcezza che solo il ricordo di chi abbiamo amato può darci...


CIAO...


..."Quando arriverà avvicinati al mio collo e abbracciami come fai sempre tu.
Accendi il tuo lieve fuoco di gioia e fammi vibrare il cuore.
e se mi muovo troppo nel sonno accucciati tra le mie gambe dove ami riposare da sempre.
E quando sentirai e capirai, chiudi piano piano i tuoi verdi occhi 
e addormentati serena come sempre fino all'alba di un domani qualunque...
Quando poi spunterà il freddo sole d'inverno ti adagerò delicatamente 
in un piccolo e caldo lenzuolino di terra Madre,
 tua cuccia prediletta, 
dove hai sempre amato scorrazzare in quei giorni d'estate, 
e la scaverò con il coraggio del tuo e del mio amore...
.....e sussurrerò dolcemente il tuo nome sfiorando le mie labbra alla tua piccola testolina 
e ti accompagnerò al di la' del mondo, dove non esiste più nè il dolore, nè la sofferenza.... 
E lì ci sarò io, amore, ad aspettarti con il ricordo…"
S.S.

Ciao Miranda...

UN REGALO...



Un regalo grande stamattina trovarti fuori dalla porta della cucina, magrissima, sporca e tremante...
Non so dove tu sia stata negli ultimi quattro giorni, sembra che tu abbia camminato per chilometri...
L'importante è che tu sia qui...

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Grazie per tutti i messaggi e i commenti al post di ieri e su facebook: vi ho sentiti vicini e questo mi ha aiutata molto.
Domani riprenderanno le normali attività del blog con una nuova "Vicina di Blog" e giovedì (finalmente) con una ricetta. 
Ma oggi stiamo così, in silenzio... e ci coccoliamo.

IO TI ASPETTO ANCORA, NONOSTANTE TUTTO


Continuo ad aspettarti,
nonostante sappia che ogni giorno che passa
diventa più difficile trovarti...

Continuo ad aspettarti, 
ostinata,
anche se so che tu non ti allontanavi mai troppo da casa...


Continuo ad aspettarti 
pur consapevole del fatto
che, ogni sera,
cascasse il mondo,
tu non mancavi mai al nostro
appuntamento sul divano...

Continuo ad aspettarti anche se,
mentre penso a te,
ti sento qui vicina
e questo può significare una cosa sola...


Però non sono pronta
a stare senza di te
quindi ti aspetto ancora,
nonostante tutto.