FOCACCIA CON PATATE, ORIGANO E PANCETTA


Sta incredibilmente pubblicando un post!!!
Un evento che già di per sè ha dell'incredibile.
Se poi aggiungiamo che è la ricetta di un cibo che (finalmente) piace anche a me raggiungiamo realmente l'apice dello straordinario.
Cioè l'umana (che ultimamente, diciamoci la verità, cucinava solo schifezze) ha preparato una cosina che contiene la ciccia e ha la consistenza del pane. Peccato per la presenza delle patate che noi cani non gradiamo tantissimo e per quell'erbetta strana che ha sparso ovunque ma in tempi difficili bisogna sapersi accontentare.
Qui di fianco ho la Nera che, come sempre davanti al cibo, sbava in modo vergognoso.
Ancora dopo anni mi chiedo quale terribile malattia mentale abbia portato la mia umana a portare a casa la Nera.
Certo ai tempi era piccola e morbida, una cosetta graziosa insomma.
Nessuno poteva prevedere che sarebbe diventata grande come una poltrona, imbranata e pasticciona in modo insopportabile, sbavante e appiccicosa.
Ha questo problema dell'affetto, lei, nel senso che deve dimostrarlo sempre e a chiunque.
E lo fa nei modi più plateali e fastidiosi, lanciandosi addosso col suo peso da macigno, leccando e sbavando e muovendo quella sua enorme coda capace di spazzolare via ogni oggetto (e piccolo cane) nel raggio di dieci metri.
Una condanna la Nera.
Un peso che mi porto addosso con la dignità e l'eroismo che mi contraddistinguono.
Certo, direte voi, un cagnolino così perfetto dovrebbe essere un esempio da seguire per ogni cane (e pure per molti umani) ma la Nera non ha mai voluto imparare.
Ho cercato di insegnarle a mangiare con lentezza ma lei svuota la sua (enorme) ciotola nei pochi secondi che io impiego per raggiungere la mia. Quasi sempre finisce per ingozzarsi emettendo suoni a dir poco disgustosi.
Ho provato ad insegnarle a bere per benino dalla ciotola ma lei infila tutto il muso nell'acqua grufolando come un porcellino e spargendola tutta intorno. Poi, con la bocca ancora piena, corre per tutta la cucina spargendo acqua e bava ovunque. Uno spettacolo francamente agghiacciante.
Ho tentato di insegnarle ad abbaiare agli estranei ma lei scodinzola e saltella felice davanti a chiunque e sono certa che, se solo le fosse permesso, riempirebbe tutti di baci seminando il terrore in ogni umano che incontra (provate voi ad avere un mostro di quasi quaranta chili che vi si lancia addosso per leccarvi la faccia... sono traumi da cui è difficile riprendersi.
Ecco, mi rendo conto adesso che invece di parlarvi della cosina buona cucinata dalla mia umana vi ho di nuovo parlato della Nera, croce (senza delizia) della mia esistenza.
Vabbè, passo la tastiera all'umana così vi scrive la ricetta.
Cià dal vostro

Giotto ♥



♥♥♥♥♥♥♥♥





INGREDIENTI

300 grammi di farina manitoba
200 grammi di farina di farro
mezza bustina di lievito di birra disidratato
un cucchiaino di miele
300 grammi di acqua appena tiepida
due patate
100 grammi di pancetta coppata (o quella che preferite)
sale
pepe nero
origano
olio extravergine

Una focaccia che è nata per smaltire della pancetta che avevo in frigorifero e un fondo di farina di farro ma che alla fine ci è piaciuta così tanto che ho voluto condividerla con voi.
Ho messo nell'impastatrice le farine, il lievito il miele e ho aggiunto l'acqua a poco a poco.
Infine ho aggiunto il sale.
Ho trasferito l'impasto sulla spianatoia e l'ho lavorato a mano per qualche minuto.
L'ho messo in una ciotola coprendolo con la pellicola da cucina e l'ho lasciato lievitare nel forno spento con solo la lucina accesa per 3 ore.
Ho steso l'impasto nella teglia e l'ho lasciato riposare per mezz'ora.
Intanto ho cotto le patate in padella a fuoco basso con un filo d'olio e poco sale e una volta cotte le ho schiacciate grossolanamente.
Ho distribuito le patate sull'impasto, ho condito con poco olio e origano e ho infornato nel forno preriscaltato a 220 gradi nella parte bassa del forno.
La mia focaccia si è cotta in 25 minuti ma controllatela dopo 20 perchè ogni forno è diverso.
Ho distribuito la pancetta sulla focaccia e ho aggiunto pepe nero macinato al momento.



MOELLEUX LEGGERO AL CIOCCOLATO


Volete che vi dica quanto tempo è passato fra la preparazione di questo dolce e la pubblicazione della ricetta?
Mesi e mesi, poi ditemi voi se la mia umana è una blogger o una cialtrona.
Per un sacco di tempo ha fotografato cibo che poi non ha mai pubblicato poi per un bel po' non ha nemmeno fotografato, anzi, non ha nemmeno più cucinato!
La mia umana che non cucina è un'assurdità, una cosa incredibile... io e la Nera nemmeno potevamo crederci.
Niente musica in cucina, niente profumini nell'aria, niente bocconcini prelibati che cadevano "casualmente" nelle nostre bocche.
L'umana era preoccupata perchè il ragazzino stava male e non se la sentiva di cucinare.
Così io e la Nera ci siamo rassegnati a una vita di privazioni.
Secondo me siamo pure dimagriti (l'umana dice di no ma che ne sa lei...).
Poi un giorno, finalmente, ha ricominciato.
Niente di che, intendiamoci. Ma è stato un inizio.
Io e la Nera abbiamo capito che era fuori allenamento e aveva bisogno di tempo per tornare ad essere la nostra cuoca preferita (non che noi conosciamo altre cuoche, sia chiaro... ci dobbiamo accontentare).
Così ha ricominciato a cucinare ma siccome era ancora tutta scombussolata si dimenticava di fotografare (benedetta donna nemmeno due azioni in sequenza riesce a compiere).
Adesso prometto di sorvegliarla io e di guidarla opportunamente verso la retta via.
Per ora accontentatevi di questo dolce che pare che agli umani piaccia molto (non posso dare una mia opinione perchè l'umana dice che noi cani non possiamo mangiare il cioccolato... sarà vero? Mah... tocca fidarsi...).
Adesso vado ad abbaiare forte all'umana e a farle gli occhioni dolci così magari si ricorda di riempirci le ciotole.
Tocca fare tutto a me qui...

(Il vostro Giotto)


♥♥♥♥♥♥♥♥



INGREDIENTI
200 grammi di ricotta a temperatura ambiente
80 grammi di zucchero 
30 grammi di amido di mais (maizena)
200 grammi di cioccolato fondente
3 uova
un cucchiaio di cacao amaro
un cucchiaio di burro


Ho acceso il forno a 190 gradi.
Ho setacciato la ricotta e l'ho lavorata brevemente con un cucchiaio per ammorbidirla.
Ho prelevato circa 50 grammi dal quantitativo di cioccolato e l'ho tritato grossolanamente, ho fatto fondere a bagnomaria il resto.
Ho separato i tuorli dagli albumi e ho montato a neve questi ultimi.
A parte ho lavorato con le fruste elettriche i tuorli aggiungendo lo zucchero poco alla volta fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Ho aggiunto il cioccolato fuso ormai a temperatura ambiente, la ricotta, il cioccolato a pezzetti ed infine l'amido di mais setacciato.
Ho amalgamato bene e ho aggiunto con molta delicatezza le chiare montate a neve.
Ho imburrato bene uno stampo a cerniera (il mio aveva il diametro di 18/20 centimetri) e l'ho cosparso di cacao eliminando quello in eccesso.
Ho cotto la torta in forno statico per 35 minuti e l'ho poi lasciata raffreddare nel forno spento leggermente aperto.

Perfetto con panna montata o con del gelato alla vaniglia.




INSALATA CALDA DI PATATE E WURSTEL



Dice che fa le coccole.
Dice.
Ma di che cosa stiamo parlando?
"Coccola" è un bel biscottone mica la candela accesa.
Una bella fetta di prosciutto altro che la tazza di tisana.
Che poi, diciamocelo, a chi piacciono le tisane?
Puzzano di erba e scottano... per me voi umani mentite quando sorseggiate quella robaccia con un'espressione di estasi sulla faccia neanche steste davanti ad un pollo arrosto.
Dice che fa il "comfort food" e tu ti aspetti un piattone di salsicce e invece lei che fa? Taglia a pezzi una zucca! Una zucca! Che schifo!
Se prima era solo leggermente squilibrata adesso ho l'impressione che stia malissimo: abbraccia cavolfiori, accende candele e gira per casa avvolta in una specie di plaid. Vagheggia di una cosa che si chiama "hygge" e si pronuncia con un suono che sembra un guaito. Non promette niente di buono.
Dice che bisogna coccolarci e volerci bene e poi ci compra i croccantini dietetici. Infame.
Ormai è deciso, cerco adozione nel più breve tempo possibile: sono bello, morbido e affascinante.
Fatevi avanti.

...

Aspè... cos'è questo rumore? Ussignur ha aperto la confezione dei wurstel e ce ne sta tagliando un pezzetto!
- Mammaaaaaa arrivooooo... sei la migliore... sei bellissimaaaa... ti amoooooo

Il vostro
Giotto





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INGREDIENTI
(per due persone)
2 grosse patate già sbucciate e tagliate a metà
3 wurstel
mezza cipolla tritata finemente
un gambo di sedano tritato (più qualche foglia per decorare)
50 millilitri di panna liquida
un vasetto di yogurt magro al naturale
due cucchiaini di senape
olio
pepe 
sale

Un piatto decisamente nordico, perfetto per i giorni freddi di gennaio.
E' ottimo accompagnato da pane nero caldo e croccante...

Per prima cosa lessare le patate, scolarle e tenerle da parte.
Cuocere anche i wurstel in acqua bollente per cinque minuti.
In una padella larga far scaldare poco olio, unire la cipolla e il sedano tritati e far rosolare per un paio di munuti senza far colorire troppo.
Unire la panna, lo yogurt e la senape e portare a ebollizione.
Unire i wurstel e le patate tagliati a pezzi non troppo piccoli.
Mescolare, spegnere e servire ben caldo decorando con qualche foglia di sedano.






HUMMUS DI CECI E CAROTE


Buongiorno!
Vi siete accorti che è primavera?

Ecco, questo è proprio l'attacco scemo che potrebbe fare la mia umana.
No dico, secondo te #umanadellemiezampe (visto???? ho pure imparato quella cosa... come si chiama? "astag"), secondo te, dicevo, non si sono accorti che è primavera? Che c'è il sole, fa più caldo, l'erba è cresciuta, sono spuntati i fiori, in questa casa non si mangia ciccia (no scusate, lo so che non c'entra con la primavera ma è una scomoda realtà che devo rendere nota).
In questa casa non si mangia più ciccia.
O meglio, se ne mangia troppo poca.
La vedi ai fornelli tutta impegnata che sembra Leonardo quando ha dipinto la Gioconda, la vedi tritare e sminuzzare e tu speri, ti si allarga il cuore sotto il pelo, pregusti una polpetta succulenta o una fetta di arrosto, saresti disposto ad accontentarti anche di un bocconcino di pollo...
Ma poi annusi l'aria e ti assale lo sconforto. Quella cosa che sta cuocendo nel forno non è tenera ciccia ma CAROTE!!! Capite? Caroteeeee!!!
Chi vuole mangiare le carote? Chi è che gradisce una carota? Mica siamo conigli!!!
Sono così arrabbiato che quasi quasi alzo la gamba e faccio pipì contro il divano.
Così impara.
E poi... aspetta un po'... cosa vedono i miei poveri occhi?
Quella disgraziata, fetente, traditrice della "Nera", quella specie di gigantessa puzzolente... sta sgranocchiando carote crude!!!
Ma chi è quel cane sano di mente che mangia le carote?
Ah già, lei non è un cane sano di mente. lei mangia anche il sacchetto dell'umido, cosa vuoi che siano un paio di carote?
Adesso è lì che mescola tutta contenta (l'umana non la Nera), una specie di poltiglia arancione con un'aria per niente invitante.
Ecco, l'assaggia pure e fa anche la faccia estasiata! Pure le ragazze sono entusiaste! Meno male che c'è "il ragazzino" che fa la faccia schifata! Almeno ho un alleato!
Qui la situazione sta degenerando.
Qui bisogna organizzare la rivoluzione della ciccia.
Qui bisogna protestare, usare ogni mezzo per riportare le cose al loro ordine naturale.
E l'ordine naturale delle cose è la ciccia.
Punto.
Umana, devi capire che non hai scelta.
Devi capire che renderò la tua vita un inferno e che potrai chetare la mia ira funesta solo a suon di polpette. (Va bene anche un hamburger).
Miei cari lettori, questa è una dichiarazione di guerra alla mia umana.
Siete tutti testimoni che da questo momento in poi sarò impegnato in una durissima battaglia e non mi piegherò davanti a nulla.
Scaverò buche grandi come trincee, farò pipì in tutti i luoghi proibiti, tirerò al guinzaglio, masticherò i cuscini del divano e abbaierò così tanto che ogni umano nel raggio di chilometri avrà un crollo nervoso.
Non mi arrenderò, non mi piegherò, non mi...
Ohhhhh... l'umana mi sta riempiendo la ciotola!!!!!
Corroooooo!!! Umana ti amoooo!!!

Giotto (alias L'Incorruttibile)
Chenonsiarrende(quasi)mai



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A prescindere dai deliri del mio piccolo Giotto (a cui, vi assicuro, non manca ma la "ciccia") questa ricetta è assolutamente meravigliosa.
Arriva da uno dei blog di cucina che amo di più e la sua autrice, Alice, è una garanzia per ogni ricetta (oltre che una delle blogger più talentuose del web).
L'unico avvertimento che devo darvi è che crea davvero dipendenza, io non ho avuto pace finchè non l'ho finito e oggi pomeriggio lo rifaccio...


INGREDIENTI
1 confezione di ceci in scatola 
(io ho usato 200 grammi di ceci secchi, messi a bagno la sera prima e poi lessati per due ore)
3 carote
(le mie erano molto piccole e ne ho usate cinque)
sale grosso rosa hymalaiano
cumino nero
1 cucchiaio di curcuma
1 cucchiaio di paprika affumicata 
olio evo 
1 cucchiaio di miele
(per la versione vegana si può sostituire il miele con un cucchiaio di zucchero)
2 cucchiai di tahina
1 spicchio di aglio schiacciato


Ho lavato le carote, le ho tagliate a metà e le ho disposte in una teglia ricoperta di carta da forno.
Le ho cosparse con la paprika e il miele e ho condito con un filo d'olio e il sale rosa.
Ho cotto a 180 gradi (forno preriscaldato) fino a che le carote sono diventate tenere (c'è voluta una mezz'ora).
Ho sfornato e lasciato raffreddare.
Ho frullato insieme le carote con i ceci, l'aglio e la tahina.
Sempre frullando ho aggiunto a filo l'olio fino ad ottenere la consistenza giusta.
Ho cosparso con i semi di cumino.
Si conserva in frigorifero in un contenitore chiuso. 
E' buonissimo praticamente con tutto, noi l'abbiamo mangiato sul pane, su dei triangoli di piadina, sui crackers, con delle verdure crude e persino sulle patatine!




Trovate la ricetta originale di Alice qui: 



SPAGHETTI DI SOIA CON VERDURE



Ehi... c'è nessuno?
Dove sono finite tutte le mie faNNNSSS?
Devo fare in fretta perchè quella lì (l'umana) non vuole lasciarmi scrivere sul suo ehm MIO blog.
Dice che io non so cucinare e nemmeno fotografare e quindi non posso fare il blogger.
St'impunita.
E io sai che faccio?
Metto un annuncio, ecco! Mi offro in adozione, ecco!
Allora...

AAA (che vorrà dire poi? io mica lo so, però lo metto che fa tanto "annuncio")
Cagnolino piccolo, tutto pomellato, bello bellissimo incredibilmente stupendo, dotato di un buon buonissimo meraviglioso carattere, modesto, dolcissimo, accondiscendente (buahahahahah) si O F F R E per rendere felice una nuova famiglia umana alle seguenti condizioni:

1 - nessun altro cane (o peggio, gatto) in famiglia, in particolare non verranno tollerate canE nere, enormi e puzzolenti con la passione per il secchio dell'umido (bleah...)

2 - nessun limite su orari o tempistiche per abbaiare, il candidato adottante deve rendersi conto che io sono un artista dell'abbaio molesto e un artista deve potersi esprimere nei modi e nei tempi che più gli aggradano (quindi niente "Giotto stai zitto", "Giotto smettila", "Giotto ti porto al canile" e altri insulti similari che la famiglia attuale si permette di usare nei miei confronti.

3 - niente croccantini o altri orrori che vengono spacciati per cibo per cani. Il vitto richiesto è di tre pasti (abbondanti) al giorno più due spuntini e solo a base di cibo di prima qualità (pollo arrosto, polpette, bistecche, prosciutto, yogurt e ogni tanto qualche banana).

4 - niente guinzaglio. Sono perfettamente in grado di camminare senza essere trainato da un umano e soprattutto non ritengo di dover seguire qualcuno che pretende di decidere la direzione da prendere. Anzi, ritengo che il candidato adottante debba considerare un onore il potermi seguire nei modi e nei tempi (e nelle direzioni) che io deciderò.

5 - niente bagnetto. Ritengo che la pratica del bagnetto sia lesiva per la mia dignità canina, in particolare la disumana abitudine di usare quel fetentissimo tubo che soffia aria calda per asciugare il mio pelo. Inoltre non dovranno mai, in nessun caso, venirmi pulite le orecchie. Se ci saranno questi sgradevoli tentativi non esiterò a "mordere la mano che mi nutre".

6 - niente smancerie esagerate, niente bacetti o abbracci molesti. Saranno graditi solo (pochi pochissimi) grattini sulla mia adorabile pancina rosa e solo in orari prestabiliti. Se questa regola non verrà rispettata non esiterò (nuovamente) a (ri)mordere la mano che mi nutre e quella dei suoi amici e parenti.

Se pensi di poter essere il candidato adottante ideale, se sei disposto ad ubbidire a queste semplici (anche per una limitata mente umana) regole, se ritieni di essere pronto ad onorarmi in tutti i modi possibili allora scrivi un commento sotto a questo post annuncio e io ti ricontatterò per stabilire se possiamo fare una prova (intanto fai la spesa dal macellaio e che sia roba buona).

Giotto
(The King)



P.S.: la deliziosa creatura che vedete nella foto sopra sono io in tutta la mia regale bellezza. La schifezza che vedete qui sotto invece è una roba vegetariana che non contiene neanche una polpetta e che quindi è perfettamente inutile.

P.P.S.: non dite niente all'umana altrimenti poi cancella l'annuncio e voi perdete la vostra occasione di felicità. Lo dico per voi eh...


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INGREDIENTI
(per 4 persone)

350 grammi di spaghetti di soia
2 carote
150 grammi di fagiolini verdi
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 zucchina
qualche cimetta di cavolfiore (facoltativo)
3 cucchiai di salsa di soia
olio di riso
peperoncino in polvere
germogli di soia 


In assoluto uno dei miei "pranzi veloci" preferiti.
Pochi minuti per tagliare le verdure, saltarle in padella e ancor meno tempo per cuocere gli spaghetti di soia.
Basta tagliare i fagiolini a tocchetti e le altre verdure a julienne (io uso una mandolina così faccio in un attimo).
In una padella capiente versare un filo di olio di riso (ha un sapore delicatissimo che, secondo me, si sposa benissimo con la cucina orientale) e far saltare le verdure finchè risultano tenere ma ancora leggermente croccanti.
Intanto portare a bollore una pentola di acqua salata e versarvi gli spaghetti di soia seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.
Scolare gli spaghetti e versarli nella pentola delle verdure. Saltarli a fuoco medio per qualche minuto unendo la salsa di soia e peperoncino a piacere.
Servire insieme ai germogli di soia.





RISOTTO DI INIZIO AUTUNNO CON ZUCCHINE, SPECK E MONTE VERONESE


Dicono che oggi comincia l'autunno.
Dicono.
Perchè io mica ho ben chiara questa cosa delle stagioni.
La mia umana dice che autunno è quando si sente un brividino e gli umani si coprono di più e le foglie cambiano colore e l'erba è bagnata.
Se è questo l'autunno io già ve lo dico che non mi piace.
Sento già che mi ammalerò e infatti la mattina starnutisco tante volte e sento un pizzicorino in gola come quando avevo provato a mangiare quella strana erba piccante che si chiama rucola e che, ve lo dico francamente, fa proprio schifo.
Quando l'umana al mattino ci apre la porta della cucina per farci uscire in giardino non ne ho mica tanta voglia perchè l'erba è fredda e umida e mi sento tutte le zampette bagnate. E io odio le zampette bagnate quindi faccio quello che devo fare poi corro in casa, mica voglio morire di geloni io.
La Nera invece (che come tutti sanno non capisce niente) si catapulta fuori come un enorme proiettile, travolgendo qualsiasi cosa incontri. Come sempre ha la stessa grazia di un lottatore di sumo.
Che poi, mi chiedo, che cosa avrà da correre e zompettare ogni mattina? Urgenze fisiologiche a quanto pare non ne ha visto che corre come una scema per un quarto d'ora prima di ricordarsi di fare pipì.
Mah...
Comunque sono convinto che questa cosa, questo "autunno", non porti proprio niente di buono, francamente a me fa pure un po' paura.
L'umana invece sembra quasi esaltata, ha riempito la casa di cose colorate che chiama "zucchette ornamentali" che non servono proprio a niente visto che non si mangiano, non si bevono, non scaldano e non sono neppure morbide. Ho provato a farci pipì sopra ma lei non l'ha presa molto bene.
Continua a scattare fotografie di mele e coperte anche se alle due del pomeriggio fa caldo e lei gira per casa scalza e mezzo svestita.
Dice che vuole la pioggia e poi si lamenta della brutta luce.
Quando c'è il sole e c'è la luce si lamenta perchè non c'è la giusta atmosfera.
La mia umana è problematica. Tanto.
L'altra sera ha preparato una tisana calda e rilassante per tutti ma c'erano 22 gradi e tutti sudavano mentre la bevevano. Non mi sembravano per niente rilassati, anzi.
Adesso devo andare perchè la Nera ha rubato una di quelle cose... "zucchette" e l'umana la insegue correndo per la casa. Adesso vado e abbaio fortissimo così la Nera si distrae, molla la zucchetta e l'umana si tranquillizza.
Tocca fare tutto a me qui dentro...

Il vostro
Giotto ♥





INGREDIENTI
350 grammi di riso carnaroli
3 zucchine 
100 grammi di speck
80 grammi di formaggio monte veronese stagionato tagliato a scaglie
50 grammi di formaggio grana grattugiato
un bicchiere di vino bianco secco
qualche fogliolina di timo fresco
uno scalogno
olio extravergine
sale
pepe 
brodo vegetale
un pezzetto di burro per mantecare (io senza lattosio)

E' un risottino semplice, poco impegnativo e perfetto per le sere fresche di fine settembre.
Ho affettato sottile lo scalogno e l'ho fatto dorare in poco olio.
Ho aggiunto il riso, l'ho fatto tostare e ho bagnato con il vino bianco.
L'ho lasciato evaporare, ho unito le zucchine a fettine e un paio di mestoli di brodo vegetale bollente.
Ho portato a cottura il riso, aggiungendo il brodo quando necessario.
A fine cottura ho unito lo speck tagliato a striscioline, tenendone da parte un po' per decorare.
Ho mescolato, spento il fuoco e mantecato con un pezzetto di burro e il grana grattugiato.
Ho servito il risotto decorando ogni piatto con qualche strisciolina di speck e abbondanti scaglie di monte veronese.
Ho aggiunto qualche fogliolina di timo fresco.





FOCACCINE DOLCI AL LATTE DI SOIA E FRUTTI DI BOSCO


'Ngiorno... è permesso?
Ma tu guarda che confusione, pure le ragnatele ci sono.
Eppure è risaputo che sono un cagnolino pauroso e i ragni mi fanno paura. Tanta. Tantissima.
Come le lucertole.
E le mosche.
E le porte che sbattono.
E le voci troppo alte.
I temporali.
Il vento.
Il cuscino dl divano.
Il tappetino del bagno.
La vicina di casa.
Le lenzuola stese dalla suddetta vicina di casa.
Le lucine del decoder di Sky.

Ok, (quasi) tutto mi fa paura.
Sono un tipo prudente io.
E' che qui sono giorni e giorni che non scrive nessuno.
"Quellachecucina" è un po' in crisi.
Troppe cose da fare (dice lei).
Troppa aria fritta nel cervello (dico io).
Intendiamoci, è sempre "Quellachecucina" e anche "Quellachefotografa" ma da un po' si è dimenticata di essere anche "Quellachescrive".
Dice di essere in crisi con le parole.
Vaneggia di parole sprecate e parole inutili.
Troppe parole, poche parole.
Quella donna lì mi farà ammattire.
Dovrebbe imparare dalla semplicità di noi cani che abbaiamo sempre quello che pensiamo, senza troppi problemi.
Invece lei è un groviglio di complicazioni, un tripudio di domande, un universo di problemi.
Ed eccola lì che mescola/impasta/cuoce/inforna/sforna come se non ci fosse un domani.
Eccola che fotografa saltellando dalla cima del tavolo alla sedia, totalmente e felicemente inconsapevole di rischiare l'osso del collo ad ogni balzo che sfida la legge di gravità, mettendo in posa focacce e tagliolini nemmeno fossero modelle di alta moda.
Salvo poi sedersi al computer e iniziare lunghi monologhi sull'inutilità di quello che sta facendo, sul non avere NIENTE da dire.
NIENTE da dire?
Ma benedetta donna, se non taci mai un solo istante da quando apri gli occhi al mattino fino a tarda sera! Come accidenti fai a non avere NIENTE da dire?
E se pensi che tutto questo sia inutile perchè mai scatti foto in posizioni pericolosissime mettendo in pericolo le tue ossa e la mia sanità mentale?
Che poi mi chiedi perchè mi agito tanto... per forza! Sono l'unico prudente io qui dentro!
Gli altri stanno tutti fuori come un poggiolo come si dice qui a Verona, a cominciare da quella vergogna della caninità che è la Nera, buona solo a combinare guai e a divorare qualsiasi cosa di commestibile (ma anche no) che venga a trovarsi a portata delle sue mascelle.
Un lavoro a tempo pieno il mio: vigilare su una banda di squilibrati e adesso improvvisarmi anche blogger.
Sto seriamente pensando di rivolgermi ad una di quelle associazioni animaliste con le volontarie cattivissime con gli altri umani. Sai che colpo se una di loro capitasse qui all'improvviso mentre "Quellachecucina" è in uno dei suoi momenti di delirio e la Nera gira per casa con il cestino della carta in testa masticando l'ultimo numero di Sale & Pepe? Uno spasso proprio.
Oppure mentre gli umani sono a tavola e ognuno parla (urla) di un argomento diverso, la Nera mastica una ciabatta e io abbaio per cercare di rimettere ordine in questo caos insopportabile.
Vabbè, però glielo direi alla volontaria che questi umani squilibrati ed io ci amiamo.
Glielo direi che "Quellachecucina" mi fa tante carezze e mi tiene sempre via un pezzetto di prosciutto.
E che posso dormire in tutti i letti che voglio e nessuno mi scaccia.
E che mi fanno sempre i grattini sulla pancia che mi piacciono tanto.
E che a volte (poche volte) ho quasi (ribadisco quasi) l'impressione di volere un po' (poco) di bene anche alla Nera.
.........................................................................................

Ok, scherzavo.
E' assolutamente impossibile che io possa volerle bene.
Impossibile.
Assolutamente.
Questo momento di smarrimento in cui ho pensato di voler bene alla Nera mi spaventa.
Ho bisogno di uno psicologo per cani.
Uno bravo.
Molto.
Vado subito ad abbaiarlo a "Quellachecucina".

Vostro
Giotto ♥

Disclaimer:
- per la scrittura di questo post non è stato maltrattato alcun animale (ragni, lucertole, mosche,  cagnolini ed enormi canE nere stanno benissimo)
- non sono state maltrattate nemmeno volontarie animaliste che (per la cronaca) godono della mia più sincera stima
- alla Nera viene impedita con ogni umano mezzo la masticazione di Sale & Pepe, ogni tanto però ingurgita qualche cruciverba de La Settimana Enigmistica
- se qualche frase, affermazione o uso della punteggiatura ha offeso qualcuno vorrei ricordare che tutto ciò è stato scritto da un cagnolino fifone e senza coda assolutamente non perseguibile dalla legge.
Saluti
Quellachecucina





INGREDIENTI
250 grammi di farina manitoba
250 grammi di farina 00
200 millilitri di latte di soia appena tiepido
100 millilitri di acqua a temperatura ambiente
3 cucchiai di olio di semi di girasole
2 cucchiai di zucchero (più uno per decorare)
1 bustina di lievito di birra secco
1 cucchiaino di sale
more
lamponi

In una ciotola mescolare le due farine con il sale, fare una fontana al centro e versarvi il lievito, due cucchiai di zucchero, l'olio e l'acqua.
Cominciare ad impastare versando a filo il latte di soia.
Lavorare l'impasto a lungo, prima nella ciotola e poi sulla spianatoia.
Il latte di soia conferisce all'impasto una morbidezza straordinaria.
Lavorare finchè l'impasto risulta liscio ed elastico.
Lasciarlo lievitare a temperatura ambiente in una ciotola coperta per un paio d'ore.
Riprenderlo, lavorarlo brevemente e stenderlo allo spessore di un centimetro.
Con un coppapasta ricavare delle focaccine rotonde e disporle su una teglia ricoperta di carta da forno.
Mettere su ogni focaccina delle more e dei lamponi, premendo leggermente per farli un po' affondare nell'impasto.
Lasciare lievitare ancora per circa quaranta minuti.
Accendere il forno a 190 gradi, cospargere le focaccine con lo zucchero avanzato e infornare per 15-20 minuti.







PASTA CON PATATE E PROVOLA


Dice che ha due dita ustionate e non riesce a scrivere...
Benedetta donna ma pure tu, non hai ancora imparato che le teglie roventi non si prendono a mani nude? Chi credi di essere, un fachiro?
Dice pure che è un periodo un po' così, che quando scrive sbaglia sempre, che la gente si offende perchè è triste dentro e che lei non sa cosa dire.
Santa creatura ma veramente ancora te la prendi per i deliri da tastiera di certe persone? Ma quando imparerai? Quando?
Dice che è stanca ma intanto gira per casa delirando di mobili da recuperare e compra chili di cavolo nero progettando zuppe che getteranno nello sconforto più atroce "Il Ragazzino".
La stanchezza la rende ipercinetica... ma due pastigliette di calmante no?
Comunque... siccome sono bellobuonogentileamorevoleservizievolecarino e tante altre qualità che ora non sto qui a scrivere perchè sono anche modesto, il post lo scrivo io.
Cosa si cucina stavolta? Pasta e patate? Uffff, vabbè, ma non poteva esserci che ne so, una salsiccia? Un pollo arrosto? Oppure quelle cose buonissime che mi hanno fatto assaggiare l'altra sera, come si chiamavano? Ah sì, le polpette!
Le avete mai assaggiate le polpette? Quelle cosine rotonde e saporite? Quegli infami non me le avevano mai fatte assaggiare, vi rendete conto? Io sono rimasto folgorato dalle polpette! La Nera invece ha mandato giù la sua come se fosse una caramella, l'ha deglutita in un microsecondo senza minimamente sentirne il sapore, quella cafona non saprebbe distinguere una polpetta da una pallina da ping pong.
Comunque sto divagando, niente polpette purtroppo ma pasta e patate. Niente di che, a noi cani non piace molto (a parte la Nera che comunque apprezza anche il contenuto del sacchetto dell'umido... come vi avevo già raccontato qui ).
Agli umani invece piace (valli a capire) e quindi mi sacrifico.
'Spetta che vi dico la ricetta: si prendono delle patate, della pasta, della provola e si mescola. Ciao.
No, dice che non è così. Dice che la ricetta ve la scrive dopo lei. Che noiosa 'sta donna...
Allora vi racconto un po' di cose.
Ad esempio, lo sapete che la Nera (sempre lei) ha sgranocchiato un vasetto di violette?
E non venitemi a dire che le violette sono commestibili perchè lei ha "letteralmente" mangiato un vasetto di violette nel senso di vaso, terra e fiori. E mentre "Quellachecucina" la rimproverava per il misfatto lei ha emesso un rumore fortissimo dalla bocca e poi ha vomitato tutto direttamente sui piedi di "Quellachecucina".
Che per una volta è rimasta senza parole.
La Nera fa questo effetto a volte.
A volte è troppo anche per noi che la conosciamo bene.
Ma si sa, non ci si abitua mai al peggio.
Poi cerca sempre di rubare il mio biscotto. Anche se lei ne ha già avuti tre. E' un mostro.
E mi ruba il posto sul divano, quello che era mio da prima che lei arrivasse.
Quell'angolo che mi sono conquistato che ero ancora un cucciolo.
Niente, lei salta sul divano con la sua stazza da orsa e si sdraia occupandolo tutto.
E se per caso io sono già lì, nel mio angolino legittimo a schiacciare il mio legittimo sonnellino, lei si sdraia su di me. Capite? Letteralmente su di me.
Provate ad immaginarvi di essere schiacciati da un orso enorme e puzzolente, dall'alito fetido quanto un barile di aringhe andato a male.
Una cosa da Amnesty International, un incubo.
Anzi, intanto che "Quellachecucina" è distratta... vi va di farmi un favore?
Facciamo una di quelle cose in cui si raccolgono le firme? Come si chiama? 'Spetta che lo cerco su Google...
Ecco, facciamo una petizione vi va?
Raccogliamo le firme per fare deportare la Nera in Alaska!
Forza, qui sotto, nei commenti, firmiamo per la deportazione della Nera!
E già che ci siamo votiamo Giotto for President!!!!
Conto su di voi.
Il vostro
Giotto.

p.s.: Vi accludo la mia foto in cui ho lo sguardo ipnotizzante: non potete resistermi! Firmate! Firmate! Firmate!



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INGREDIENTI
(per quattro persone)
280 grammi di pasta tipo ditaloni
tre patate medie
una carota
un pezzetto di sedano
una cipolla piccola
una manciata di pomodorini
una foglia di alloro
150 grammi di provola (anche affumicata se vi piace il sapore)
grana grattugiato
sale 
un cucchiaino abbondante di dado vegetale
olio extravergine
(mia nonna ci metteva pure una bella crosta di grana ben pulita... scegliete voi, vi assicuro però che vale la pena)

Per prima cosa ho tritato la carota, il sedano, la cipolla e i pomodorini e ho fatto soffriggere dolcemente in una casseruola con poco olio.
Ho aggiunto le patate tagliate a pezzetti e ho lasciato insaporire per un paio di minuti mescolando.
Ho unito il dado, la foglia di alloro e acqua fino a coprire a filo le verdure.
E' questo il momento di aggiungere la crosta di grana se decidete di utilizzarla...
Ho abbassato la fiamma al minimo e ho lasciato cuocere, coperto, per circa 35-40 minuti (le patate devono risultare tenere ma non sfaldate).
Ogni tanto ho mescolato e ho aggiunto un po' d'acqua quando ho visto che si era consumata troppo.
Verso fine cottura ho aggiunto un bicchiere e mezzo d'acqua, ho fatto riprendere il bollore, ho regolato di sale e versato la pasta.
Ho cotto al dente, ho spento il fuoco e ho aggiunto la scamorza tagliata a pezzetti piccoli.
Ho mescolato e servito con grana grattugiato. A piacere si può aggiungere del peperoncino.



p.s.: Sia chiaro che la petizione per deportare la Nera in Alaska è annullata e che non si terrà conto di alcuna firma raccolta a tale scopo.
Firmato: Quellachecucina.

FOCACCIA CON POMODORINI E OLIVE NERE... GIOTTO E IL MERLO...


C'era una volta un cagnolino bianco e marrone.
Era piccino, nemmeno dieci chili di cagnino, ma credeva di essere un alano.
Gironzolava fra casa e giardino con fare da bullo, abbaiando a qualsiasi intruso (vero o immaginario).

C'era una volta anche un merlo.
Un merlo allegro e sbarazzino e pure un po' dispettoso.
Uno di quei merli che fischiano con fare da padroni e svolazzano provocatori sulla testa dei cagnolini bulli ma tanto ingenui.



Vi avevo già parlato di loro l'anno scorso qui ma mai avrei pensato che con l'arrivo di una nuova primavera il piccolo merlo sarebbe tornato nel mio giardino per divertirsi ancora a prendere in giro lo sprovveduto cagnolino.
E invece eccoli lì, il merlo nero che svolazza intorno al cagnolino ululante, finge quasi di posarsi sulla testa dello sprovveduto per poi volare in alto mentre i denti del malcapitato mordono l'aria.
Passano intere mattinate così, il cagnolino a correre e saltare fino allo sfinimento e il merlo a svolazzare leggero.
Posso giurarvi che c'è un lieve ghigno divertito sul becco del merlo mentre si posa su un ramo irraggiungibile per il povero Giotto e lo osserva stramazzare al suolo con la lingua penzoloni.
E mi fa così pena il piccolo Giotto che lo chiamo per una carezza e un biscottino... ma lui ha fretta, prende il biscottino, muove la sua piccola coda in segno di ringraziamento e poi torna al suo posto, dal suo nemico/amico con una forza nuova e una nuova fiducia "prima o poi lo prenderò".




Mia ed io li osserviamo, annoiata lei (poco interessata a queste sfide tutte maschili preferisce sradicare senza pietà le poche piante rimaste) e intenerita io... mentre questa primavera matura velocemente verso l'estate e l'odore del pane si spande nell'aria...

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INGREDIENTI
200 grammi di farina Arifa - Ruggeri
una patata lessata e schiacciata
un cucchiaino di miele
due cucchiaini di sale (più quello per la superficie)
olio extravergine
origano
olive nere denocciolate
pomodorini ciliegini

Impastare in una ciotola le due farine, la patata, il lievito, il miele, il sale, due cucchiai d'olio aggiungendo acqua a filo fino ad ottenere un impasto morbido ma facile da lavorare.
Trasferirlo sulla spianatoia infarinata e lavorarlo a lungo (almeno dieci minuti).
Metterlo in un contenitore capiente, coprirlo e lasciare lievitare per circa tre ore in un luogo abbastanza fresco (non in frigo).
Riprendere l'impasto, lavorarlo ancora un po' e poi distribuirlo su una teglia unta, facendo le "fossette" con le dita.
Distribuirvi sopra le olive nere e i pomodorini.
Lasciarlo lievitare ancora per almeno un'ora.
Condire la focaccia con olio, sale e origano e infornare a 190 gradi per circa 25-30 minuti (molto dipende dalla potenza del vostro forno e dalla grandezza della teglia.



UN SABATO IN BIANCO E NERO...


Un sabato mattina grigio e piovoso.
Di quelli che ti fanno vedere il mondo in bianco e nero.
Un sabato di impegni e raffreddore, due cose che non dovrebbero mai stare insieme...
Ti svegli alla mattina e ti sembra che qualcuno ti abbia presa a capocciate sulla faccia.
Ti guardi allo specchio del bagno e ti accorgi che devi lavarti i capelli ma non ne hai voglia e ti rendi conto che stai invidiando tuo marito che è calvo da anni...
Nemmeno il caffè ti aiuta... hai il naso così tappato che potrebbe anche essere cicuta, tanto non te ne accorgeresti.
Sei consapevole del fatto che hai preso l'influenza per due volte in due settimane e ti chiedi se hai vinto qualchecosa... che comunque se è una gara mica avevi chiesto di partecipare...


Anche Mia oggi è di cattivo umore...
Mi ha tirata così forte (26 chili di cucciolo di sei mesi) che adesso sono certa di avere un braccio più lungo dell'altro.
Ha spaventato un barboncino abbaiandogli in faccia così forte che questo poverino ha fatto la pipì.
Non voleva lasciar andare a scuola mio figlio quindi ha pensato bene di trattenerlo per la giacca... staccandogliene un pezzo...
Anche il povero Giotto non le è sfuggito... ma si sà... lui nei momenti di crisi ha la sua soluzione... il divano e una bella pennichella...


Come si fa a resistergli?


Spero che il vostro sabato sia più colorato del mio e che vi siate liberati da questa brutta influenza che evidentemente si è affezionata a me...
Buona giornata, noi ci rileggiamo lunedì con la ricetta delle focaccine che vedete nella foto qui sopra... che per l'occasione torneranno colorate ♥


IL SOGNO DI FIDO... UN PROGETTO D'AMORE


Lui è entrato nella mia vita quattro mesi fa eppure è come se ci fosse sempre stato.
Forse aveva già un posto nel mio cuore, non ha fatto altro che accomodarsi nell'angolino vuoto che aspettava solo lui.

Lui è sempre felice... gli basta così poco per essere contento e in questo modo rende felici quelli che gli stanno intorno.

Mi basta guardarlo negli occhi per sentirmi serena.
Mi basta accarezzarlo e i problemi si allontanano.
Mi basta vederlo giocare e mi viene subito da ridere.

Lui è un buffo botolo di pelo, razza fantasia, diciamo "diversamente bello".
E' arrivato in una sera di fine estate, un bullo in miniatura, ed è diventato parte integrante della nostra famiglia, gatti compresi, checchè ne dica quella brontolona della gatta Miranda.

Lui è arrivato da noi grazie ad alcune persone meravigliose, angeli, che dedicano la vita ai nostri amici a quattro zampe... quelli più sfortunati, quelli maltrattati, quelli buttati via come scarpe vecchie.

Giotto era uno di loro.
Adesso è il mio bambino peloso.



E' così che ho conosciuto Rossella, una ragazza speciale di quelle che ti fanno pensare che, dopotutto, al mondo ci sono delle belle persone, capaci di dedicarsi anima e corpo a chi non ha voce per difendere i propri diritti.
E' per questo che nasce Il Sogno di Fido, un progetto d'amore dedicato ai cani che cercano famiglia.
Ho voluto parlare di Rossella e degli altri volontari dell'associazione qui sul mio blog perchè credo fermamente che stiano facendo qualcosa di straordinario.
Le ho chiesto di raccontarci cosa fa la veramente "Il Sogno di Fido".


"Il Sogno di Fido è un’associazione no profit che opera in ambito cinofilo nella provincia di Verona.
La nostra attività principale consiste nell’occuparci di cani provenienti da situazioni di abbandono e maltrattamento e prenderci cura di loro fino all’avvenuta adozione.
Dal ricovero alle cure mediche, dalle passeggiate giornaliere alla socializzazione, dalla divulgazione degli appelli, all’accompagnamento del cane nella nuova famiglia, diamo il massimo per garantire ai nostri pelosi la vita che meritano. Inoltre, convinti che l’unione faccia la forza, collaboriamo con altre associazioni di volontariato, in modo da unire le energie per raggiungere gli stessi obiettivi comuni.

L'associazione nasce, e viene riconosciuta, il 14 ottobre 2013.
Prima di fare il grande passo e di metterci in gioco alcuni di noi soci hanno studiato da comportamentista, educatore e istruttore cinofilo, qualcuno ha lavorato in un canile, altri a casa propria allestendo un vero e proprio punto di riferimento per cani trovatelli, maltrattati, abbandonati facendo tutto il possibile per farli sentire amati e seguiti. 
Abbiamo loro insegnato il gioco, la condotta al guinzaglio, alcuni comandi come il classico "seduto, terra, torna ecc",(e molto altro ancora) proprio per agevolare  l'adozione e  per farli sentire comunque importanti e parte della nostra grande famiglia fatta di volontariato.
Nessuno di noi ha un tornaconto, se non la soddisfazione di vedere un cane accolto in famiglia dopo aver passato chissà quali pene.

Spesso ci hanno chiesto "Ma perchè lo fai?"
Non esiste un perchè, è una missione, si è portati semplicemente a farlo.
Vediamo disgrazie, soffriamo insieme a loro, ci arrabbiamo quando la giustizia viene loro negata, li accompagniamo nell'ultimo loro viaggio...ma la verità è che sono loro ad aiutare noi: ci rendono felici, ci aiutano quando siamo noi a soffrire, per ogni occasione sono pronti a riempirci di feste... ad esempio anche il semplice fatto di sistemare una coperta all'interno della cuccia...è un gesto da poco, eppure gli occhioni pieni di gratitudine e quelle codine scodinzolanti di felicità con le orecchiette alzate ed incuriosite sembrano davvero dirci GRAZIE! E' un gesto da poco,quotidiano ma per LORO non è solo un gesto o un'azione,è affetto, è attenzione e cura!
Questo era solo un esempio tra i tanti, un esempio che ci insegna che le piccole cose valgono molto più delle grandi.
Ci insegnano l'umiltà e la semplicità.

Come responsabile dell'Associazione, quando conosco nuovi volontari, li avviso subito di una cosa: chi entra in questo mondo, ed è convinto appieno di farlo...non ne esce più ,io per prima, come molti altri sono stata fortunata a conoscerlo!
Gli animali mi hanno aiutata ad affrontare sfide che da sola avrei veramente avuto difficoltà  a superare.
Chi ha un animale d'affezione sa bene di cosa parlo, LORO ti riempiono la vita, la casa ed il cuore!

Questa è solo una piccola parte di quello che facciamo e del perchè lo facciamo. 
Abbiamo molto altro da raccontare...
Se volete conoscere meglio questa realtà vi invito a recarvi nel canile o nel rifugio più vicino o a contattare le varie Associazioni per toccare con mano le sensazione che ogni giorno NOI VOLONTARI proviamo.
Non abbiate paura di star male nel vedere un cane o un gatto sofferente, anzi, dategli la forza di stare meglio, consolatelo, è inutile girarsi dall'altra parte, anche LORO sono ESSERE SENZIENTI! 
E soprattutto NON ABBIATE PAURA DI DENUNCIARE UN CASO DI MALTRATTAMENTO, NON VOLTATEVI DALL'ALTRA PARTE IN CASO DI ABBANDONO!"



Grazie Rossella per averci fatto conoscere la vostra associazione e grazie di cuore per aver fatto entrare Giotto nella mia vita e per aver dato una casa a tanti cani sfortunati.
Vorrei solo aggiungere una cosa: se sentite che nella vostra vita e nella vostra casa c'è spazio per un amico peloso, per un amore incondizionato che durerà per tutta la vita, pensate all'adozione: da qualche parte il vostro cucciolo vi sta già aspettando...


Per saperne di più:

Associazione Il sogno di Fido, Verona
telefono: 3407196031
mail: adozioni@ilsognodifido.it


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VI CHIEDO UNA COSA CHE, LO SAPETE BENE, NON CHIEDO MAI... CONDIVIDETE IL PIU' POSSIBILE QUESTO POST... SUI VOSTRI PROFILI, SULLE VOSTRE BACHECHE... PIU' PERSONE CONOSCERANNO QUESTA REALTA' PIU' AMICI PELOSI TROVERANNO UNA CASA... A VOLTE IL PASSAPAROLA SERVE, ECCOME SE SERVE!

Io vi aspetto qui domani, stavolta con una ricetta, che non sia mai detto che in questo blog non si pensi (anche) a mangiare!!!