SPAGHETTI CON ACCIUGHE E FINOCCHIETTO

By mercoledì, maggio 10, 2017 ,


Piove.
Ancora.
Apro la porta che dà sul giardino per far uscire Giotto e Mia ma i due mi fissano con aria di compatimento "sei scema? Esci tu se proprio ci tieni".
Ho due cani allergici alla pioggia.
Quando Mia era più piccola se ne infischiava della pioggia e sguazzava felice sotto l'acqua ma poi si è fatta influenzare da quel brontolone del suo compagno di vita e adesso, se piove, non vuol proprio saperne di uscire.
Del resto come dar loro torto?
Il giardino sembra una foresta pluviale: l'erba è altissima (impossibile riuscire a tagliarla con il terreno sempre bagnato) e sono spuntate piante di cui non ricordavo l'esistenza.
Alcune assolutamente aliene, misteriose e affascinanti (come una strana creatura dalle foglie lucidissime nata nel bel mezzo del prato) altre meravigliosamente conosciute e date per spacciate da quando, due estati fa, Mia (allora ancora cucciolona) si era dedicata alla sistematica estirpazione di ogni vegetale presente nella nostra vita.
Come il finocchietto che avevo piantato piena di fiducia e che la mia adorata cagnolona nera aveva mangiato con gusto fino all'ultima fogliolina. Credevo ne avesse estirpato le radici ed infatti la scorsa estate non si è fatto vedere. Ma quest'anno, complice questa pioggia esagerata, è ricomparso in tutto il suo splendore, prima un ciuffetto poi un cespuglio rigoglioso che si allarga sempre più. Ha preso possesso del suo pezzetto di terra e svetta orgoglioso con le sue foglioline leggere come piume e la promessa dei fiori che verranno.
E' bellissimo, mi fa capire che niente è mai veramente perduto se lasciamo che ne resti anche una piccolissima parte nel nostro cuore.
Ora, io potrei stare qui per ora a raccontarvi storie romantiche di cose che rinascono dopo che le avevamo date per perdute per sempre.
Oppure potrei raccontarvi le infinite, meravigliose ed uniche proprietà del finocchietto.
Ma la verità è un'altra.
La verità è che per me "finocchietto" significa "spaghetti con acciughe e finocchietto".
Significa l'acqua che bolle (poco sale mi raccomando che le acciughe sono già salate), l'olio che si scalda piano in una padella (grande per poi spadellarci la pasta) con le acciughe che si sfaldano piano piano insieme all'aglio e al peperoncino.
Significa spadellare la pasta lasciando che si amalgami bene con il condimento, significa lasciare che una pioggia di finocchietto completi tutto con il suo profumo.
Un piatto di questa meraviglia, un bicchiere di vino bianco fresco e chi amo seduto di fronte a me.
Non mi serve altro.





INGREDIENTI
(per due persone)
190 grammi di spaghetti
5-6 filetti di acciuga sott'olio (di ottima qualità)
peperoncino fresco o secco
uno spicchio d'aglio
olio extravergine
finocchietto fresco


Come faccio a scrivere la ricetta di una pasta così semplice?
Basta mettere a cuocere gli spaghetti, versare in una padella capiente un bel giro d'olio (non lesinate, deve essere ben condita!) e uno spicchio d'aglio.
Quando l'aglio è dorato toglierlo, abbassare la fiamma e versare le acciughe che non dovranno bruciarsi ma sfaldarsi dolcemente nell'olio.
Versare gli spaghetti nella padella, mescolare bene e condire con peperoncino e tanto, tanto finocchietto (mia nonna diceva di tagliarlo con le forbici perchè con il coltello "si porta via il profumo"... Io non lo so se è vero ma nel dubbio faccio come diceva lei...).





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1 commenti

  1. Mi intriga, però io il finocchietto non so davvero dove andarlo a prendere!!!!!!

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