ORECCHIETTE CON POLPETTE E BRACIOLE... E... LA "VERA" STORIA DI CENERENTOLA: L'EPILOGO

By lunedì, agosto 06, 2012






Terza e ultima puntata

... Zia Peppina si lanciò in un canto straziante:
-  Sciallaaaaaa cabulaaaaaaaaaa magicaaaaaaaaabulaaaaaaaaaa bididibodidibuuuuuuuuuuuu! Fa la magiaaaaa tutto quel che vuoiiiiiiii tuuuuuuuuuu!!!!!!!!! Bididiiiiiiii bodidiiiiiiiiiiiii buuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!! - 

Improvvisamente una luce azzurra avvolse Cenerentola che incominciò immediatamente a tossire.
- Zia Peppina... cofff...cofffff... ma cosa stai.... cofff...cofff... combinando!!!!.
- Uèèè figlia mia nun me fà tutte 'ste scene... erano anni che non usavo questa bacchetta! Ci stava un po' di polvere e che sarà mai! Fammi un po' vedere come stai...

E mentre la polvere ehmmm luce azzurra si diradava ecco apparire Cenerentola con una mise un tantinello particolare...
- Maronna mia come stai bene figlia mia!!! - Zia Peppina saltellava felice scaccolandosi a più non posso - Questo vestitino fa proprio "discodens"! E gli stivali poi... una vera chicca, crediammè!!!
Cenerentola si guardava dubbiosa allo specchio.
In effetti Zia Peppina aveva un concetto di festa in discoteca quantomeno particolare.
Abitino aderentissimo in lurex con stampa leopardata.
Stivaloni a mezza coscia in vernice nera con zeppe chilometriche.
Calze a rete, orecchini grandi come cerchioni di bicicletta e pettinatura gonfia e riccia alla Lola Falana.
Nà sciccheria, secondo Zia Peppina.
Nà ciofeca secondo Cenerentola.
Si prospettava una lunga serata...

Molta polvere (opsss luce) azzurra dopo, finalmente Zia Peppina e Cenerentola avevano trovato un accordo.
- Non lo so figlia mia... - Zia Peppina si scaccolava dubbiosa - Mi sembra un po' troppo semplice... e poi sto "Dolce e Gabbiano" chi è? Sei sicura che sia un bravo sarto? - 
- Non ti preoccupare Zietta - Cenerentola aveva il terrore che la pestifera fata potesse agitare ancora la bacchetta magica. Le sembrava di essere stata centrifugata più volte dalla lavatrice. 
- Lo shopping è sempre così faticoso!!! - sospirò fra sè - Ora mi serve un taxi...
- Non ti preoccupare figlia mia ora arriva subito!!!! - 
E, corsa in cucina, afferrò un topo alquanto terrorizzato, lo piazzò su un cavolfiore trovato in frigorifero e....-  Sciallaaaaaa cabulaaaaaaaaaa magicaaaaaaaaabulaaaaaaaaaa bididibodidibuuuuuuuuuuuu! Fa la magiaaaaa tutto quel che vuoiiiiiiii tuuuuuuuuuu!!!!!!!!! Bididiiiiiiii bodidiiiiiiiiiiiii buuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!! - 


E voilà: un bel taxi giallo con autista era pronto per portare Cenerentola alla festa in discoteca.
Tralasciando il particolare che il taxi era apparso proprio in cucina tra il tavolo e il lavandino e che per uscire di casa aveva dovuto sfondare quattro muri e altrettante porte, Zia Peppina stavolta aveva fatto le cose perbene e il taxi era partito a tutto gas alla vostra della festa.

Quando Cenerentola fece il suo ingresso la festa era nel pieno del suo svolgimento.
Gli ospiti si dimenavano come tarantolati sulla pista da ballo oppure gironzolavano con un bicchiere in mano chiacchierando con conoscenti e sconosciuti.
Cenerentola, dopo essersi guardata intorno scorse in un angolo le sorellastre e la matrigna che cercavano di attirare l'attenzione del festeggiato.
Il bonazzofigliodi si annoiava a morte. Aveva sperato che questa festa fosse un modo per incontrare la velina dei suoi sogni ovvero una ragazza con grandi seni e piccolo cervello, con le gambe lunghe e la conversazione corta, capace di dire sì in continuazione e di ridacchare come un'oca padovana alle sue battute.
Insomma: la donna perfetta.
Finora era rimasto deluso e stava quasi pensando di defilarsi quando davanti ai suoi occhi apparve Cenerentola.
Dunque... seni e gambe potevano andare... ma il resto???

Cenerentola si sentiva stordita. Aveva avuto una serata movimentata tra i colpi di bacchetta di Zia Peppina e la corsa in taxi col topo-autista che non aveva mai guidato in vita sua (e si vedeva).
Aveva dovuto fare la fila per entrare e assistere ad un litigio fra il buttafuori e una signora ultrasessantenne che diceva di avere vent'anni e di essere stata invitata direttamente dal rampollobonazzofigliodi...
Aveva poi dovuto fare una fila di un'ora per poter fare pipì visto che in bagno c'erano una miriade di ragazze che si rifacevano il trucco.
Era allo stremo e così, quando si accorse che il rampollobonazzo guardava proprio lei ebbe un tracollo nervoso e cominciò a ridacchiare nervosamente.
E quando lui si avvicinò e le chiese "vuoi ballare?" lei proruppe in una risatina isterica dicendo "sìììììì".
Insomma, fece tutte le cose giuste per conquistarlo.
In un attimo lui era cotto.
Un attimo dopo le chiedeva di sposarlo.

E così, un mese dopo, si celebrò il matrimonio più lussuoso del secolo che al confronto quello di William e Kate era da poverelli.

E la matrigna e le sorellastre?
Beh, Cenerentola non era stata l'unica a trovare l'amore la sera della festa. Anche Genoveffa aveva trovato l'uomo della sua vita: il figlio di un ex politico molto corrotto. Il ragazzo era noto per la sua prestanza e per la sua intelligenza. Lei lo adorava ma non riusciva a capire perchè tutti lo chiamassero "Il Trota". Mah...
Anastasia invece aveva deciso di restare single, di godersi la vita e di fregarsene degli uomini ed era partita per Las Vegas a divertirsi.

Intanto, a casa, la matrigna finalmente libera da figlie, figliastre, topi e uccelli si rilassava guardando tutto il giorno RealTime mangiando patatine e gelati insieme a Zia Peppina con la quale aveva fatto amicizia sorvolando sulla sua disgustosa abitudine di scaccolarsi. Divideva con lei la casa, la tv e RealTime. L'unica cosa su cui era categorica era che mai, in nessun caso, Zia Peppina avrebbe potuto mangiare le patatine dal suo stesso sacchetto. Hai visto mai....

E vissero tutti felici e contenti.


The End





INGREDIENTI
(per 6 persone)
500 grammi di pasta formato "orecchiette"
un litro di passata di pomodoro di ottima qualità
250 grammi di carne di manzo macinata
100 grammi di salsiccia di maiale
12 fettine sottili di fesa di vitello
12 fettine di pancetta 
50 grammi di grana a scaglie
una manciata di prezzemolo
due spicchi d'aglio
80 grammi di grana grattugiato
50 grammi di pecorino grattugiato
un panino ammollato nel latte e ben strizzato
un uovo
olio per friggere
olio extravergine
un pizzico di zucchero
mezzo bicchiere di vino bianco secco
un cucchiaino di dado vegetale (io lo preparo in casa ma va bene anche un dado granulare di buona qualità)
sale
pepe

Questo era il piatto forte della domenica come lo preparava mia nonna, pugliese doc.
Ricordo che per me era una festa trovarmi davanti quel meraviglioso piatto fumante che emanava deliziosi aromi.
Sono molto orgogliosa delle mie origini e ogni tanto lo ripropongo anch'io anche se non mi viene mai così buono come veniva a lei...
Sono convinta che lei avesse un segreto ma purtroppo non ha fatto in tempo a rivelarcelo.


Per prima cosa prepariamo le polpette.
In una ciotola mescolare la carne con la salsiccia privata del budello e schiacciata con una forchetta. Unire il panino ammollato nel latte e strizzato, l'uovo leggermente sbattuto, il grana e il pecorino grattugiati, uno spicchio d'aglio schiacciato con lo spremiaglio, un pizzico di sale, un pizzico di pepe.
Amalgamare bene e con il composto ottenuto formare delle polpette grandi come una piccola noce.
Friggerle in abbondante olio bollente e metterle a scolare su un foglio di carta per fritti.

Prepariamo le braciole.
Stendere su un tagliere le fettine di carne e mettere su ognuna una fettina di pancetta, qualche scaglietta di grana e un po' di prezzemolo.
Arrotolare le fettine formando degli involtini e chiuderli bene con del filo da cucina.

In una pentola capiente facciamo scaldare un bel giro di olio extravergine insieme allo spicchio d'aglio rimasto.
Quando quest'ultimo è ben dorato eliminiamolo e mettiamo a rosolare le nostre braciole.
Lasciarle rosolare da ogni parte, bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco secco e lasciarlo evaporare bene.
A questo punto aggiungere la passata, un bel pizzico di zucchero, il dado vegetale, regoliamo di sale e pepe, incoperchiamo e lasciamo cuocere a fiamma bassissima.
Il sugo deve cuocere parecchio, anche un paio d'ore tenendo la fiamma bassissima.
Se dovesse seccarsi aggiungere un mestolino di acqua calda.
Quando manca una mezz'ora alla cottura aggiungere le polpette.
Cuocere al dente le orecchiette e condirle con il sugo e la carne.
Se vi piace servire con pecorino grattugiato.

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4 commenti

  1. ahahahahhahahahhaha attendevo con anzia la terza parte!! zia peppina è fenomenale e Realtime m'ha fatto troppo ridere per non parlare dell'inserimento del Trota ahahahah
    e della tutina di cenerentola?! ahahahahah oddio.... fai le versioni di ogni fiaba ti prego!! eheheheh

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  2. ma sei un fenomeno...una fiaba così simpatica va assolutamente pubblicata!!!!!!!!! la tua ricetta è un piatto forte della mia terra...buono, buono, buono.....un abbraccio Lory

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  3. Complimenti per il tuo blog, davvero interessante! da oggi ti seguo, se ti va, passa a trovarmi anche tu!

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